Il Liberazione in testa, Persico punta forte sul professionismo

09.04.2022
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In questi giorni di corse al Nord nella neve per il Team Colpack-Ballan, Davide Persico sta a casa e segue i suoi compagni tramite i social, benedicendo la fortuna di fare il programma italiano. Per il bergamasco classe 2001 di Cene in Val Seriana, la stagione si è aperta con una vittoria (in apertura l’arrivo alla Milano-Busseto, foto Scanferla) e un paio di podi interessanti. L’obiettivo del 2022 è abbastanza chiaro da poterlo scolpire sulla pietra: passare professionista, le alternative saranno considerate semmai dopo.

«E’ l’anno decisivo – conferma ridendo – passo o passo. Potrei fare la quarta stagione da U23, ma a questo punto la motivazione è giocarmi le mie carte al meglio. Sono arrivato terzo alla San Geo e alla Youngster Coast Challenge in Belgio. Peccato perché alla Gand non c’è stato nessuno per tirarmi la volata e sono rimasto incastrato nel gruppo. Però la condizione c’è, visto che poi ho vinto la Milano-Busseto. Perciò ora Vicenza-Bionde e via andare…».

Il 2022 per Davide Persico è il terzo anno al Team Colpack-Ballan
Il 2022 per Davide Persico è il terzo anno al Team Colpack-Ballan
Dove ti giocherai le tue chance di passare?

Non c’è chiaramente una sola corsa, ma sicuramente lo scorso anno mi è piaciuto molto il Gran Premio Liberazione. A Roma voglio fare bene dopo aver aiutato a vincere Gazzoli. Ho fatto un inverno di allenamenti più incisivi seguito da Fusi, Mazzoleni e anche Giovine che è arrivato quest’anno.

Procuratore o fai da te?

Procuratore, sono con Fabio Perego. Ma va anche detto che la squadra ha dei buoni rapporti con alcuni team dei pro’, vediamo come va la stagione. E dopo il Liberazione, la vetrina maggiore sarà il Giro d’Italia U23.

Anche tua sorella Silvia è partita forte, andate d’accordo oppure vi tirate il collo ogni volta che potete?

Siamo bravi (ride, ndr). Le poche volte che ci incrociamo a casa, lei mi dà i suoi consigli, ma ci vediamo davvero poco. D’inverno è stata fuori con il cross e adesso è a correre su strada fra Belgio e Olanda.

Ecco i cinque fratelli Persico: a un certo punto correvano tutti in bicicletta
Ecco i cinque fratelli Persico: a un certo punto correvano tutti in bicicletta
Sono passati Baroncini e Gazzoli, Martinelli e Verre: adesso tocca a te portare il peso della squadra?

Già l’anno scorso ho avuto i miei spazi, ma è chiaro che essendo andati via i vecchi, quest’anno facciano maggiore affidamento su di me e Nicolas Gomez. Lo schema della squadra è sempre lo stesso e funziona: provare a farci passare dopo il terzo anno. Per cui nel 2022 tocca a me.

Tre preparatori e altrettanti direttori sportivi, come ti trovi?

Lavoro bene con tutti, perché si capisce che sono una famiglia e in effetti lo sono davvero. Con Valoti sono più a contatto, perché ci segue di più anche in allenamento. Mentre per la preparazione Fusi è un ottimo appoggio. Non si tira indietro se c’è da fare dietro moto e si capisce che ne sa tanto. Mazzoleni fa le tabelle, lui è più operativo. E quando ogni tanto tira fuori qualche storia di quando era cittì degli U23 e poi dei professionisti, è bello starlo ad ascoltare. E’ davvero una persona molto valida.

Persico è molto veloce, vince le volate di gruppo, ma non è affatto pesante (foto AT Photography)
Persico è molto veloce, vince le volate di gruppo, ma non è affatto pesante (foto AT Photography)
Parliamo di preparazione allora: cambiato qualcosa?

Sono in linea con lo scorso anno, anche se abbiamo lavorato un po’ per la salita. Ormai le corse sono dure e le volate bisogna arrivare a farle. E’ anche vero però che bisogna starci attenti, perché è un attimo perdere troppo peso e anche l’esplosività che serve per sprintare.

Quando metterai il naso tra i pro’?

Probabilmente alla Adriatica Ionica Race, non al Giro di Sicilia perché quest’anno non siamo stati invitati. Correre con i pro’ dà una grande condizione se ci arrivi in crescendo. Se invece sei mezzo e mezzo, allora ti fai male. Perciò se riuscirò a correre senza tirarmi troppo il collo, potrei arrivare bene al Giro d’Italia. Ma è un’arma a doppio taglio…

Lo scorso anno alla Adriatica Ionica Race, dopo il 2° posto nella prima tappa, la maglia dei giovani (foto Scanferla)
Lo scorso anno alla Adriatica Ionica Race, dopo il 2° posto nella prima tappa, la maglia dei giovani (foto Scanferla)
In che senso?

Nel senso che sarebbe bello anche farsi vedere. Due anni fa alla Coppi e Bartali feci un quinto posto ed ero di primo anno. L’anno scorso feci un secondo alla Adriatica Ionica Race e so che alcune squadre si sono interessate. Io devo passare. E in un modo o nell’altro ci dovrò riuscire…