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Tag: Prologo

Colbrelli cosa ti pare dei nuovi guanti Prologo? «Vi dico tutto»

Enzo Vicennati
18.01.2022
5 min
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I dettagli e la loro cura. I guanti, ad esempio. Proprio stasera Prologo ha lanciato i suoi modelli 2022. Guanti a dita corte e lunghe. Guanti invernali e antipioggia. Fornitura per la crono. E di colpo anche articoli che si tende a dare per scontati, si scoprono pieni di contenuti tecnologici.

Connected Power Control

Alberto Mizzon è uomo del marketing Prologo e guida la prima fase del discorso. Che cos’hanno di speciale questi guanti, da richiedere un lancio congiunto con il Team Bahrain Victorious?

«Sono speciali – sorride – per la tecnologia CPC, brevettata da Prologo, attorno alla quale sono costruiti. Il corridore, sia il professionista sia pure l’amatore, ne trae un beneficio che con un guanto tradizionale, anche imbottito con gel, non riesce ad avere».

Grazie alla nanostruttura del polimero 3D, l’aria passa e l’aderenza migliora
Grazie alla nanostruttura del polimero 3D, l’aria passa e l’aderenza migliora

CPC significa Connected Power Control ed è dunque il sistema brevettato da Prologo che garantisce prestazioni e comfort attraverso l’assorbimento delle vibrazioni, il grip e la stabilità posizionale. In altre parole, ma questo dovranno dircelo i corridori, la mano impugna il manubrio e non si muove più.

Vibrazioni: 15% in meno

Però Mizzon riparte ed entra nel dettaglio, schiudendo appunto la porta sullo studio che si nasconde anche dietro a un paio di guanti, per quella curiosità che anima da sempre le aziende italiane, perennemente alla ricerca della perfezione.

«Abbiamo svolto i nostri test e le nostre ricerche – spiega – con il Dipartimento Performance dell’Università di Besançon, che è fra i nostri partner e segue anche le prestazioni della Groupama Fdj. La riduzione delle vibrazioni e degli choc che si ottiene con la tecnologia CPC è pari al 15 per cento. Proviamo a pensare ad una classica o a una lunga distanza su fondo irregolare, i muscoli dell’avambraccio rimangono più rilassati. E questo per un atleta significa arrivare al momento cruciale della corsa con meno dolori e più margine, mentre consente all’amatore di fare una lunga distanza senza tornare a casa distrutto. E poi teniamo conto che non si tratta di guantoni spessi centimetri, ma sono davvero millimetrici, quasi non ti accorgi di averli».

In una corsa come la Roubaix, poter ridurre del 15% vibrazioni e colpi è un risultato notevole
In una corsa come la Roubaix, ridurre del 15% le vibrazioni è un risultato notevole

Dalle selle ai guanti

Per spiegare come funzioni la tecnologia CPC bisogna pensare che la sua struttura, lo speciale polimero 3D conico e cavo, riduce l’affaticamento muscolare e facilita il flusso d’aria riducendo la temperatura nell’area di contatto. Si viene a creare una sorta di effetto ventosa che impedisce al guanto di scivolare, una volta effettuata la presa. Posizionato in punti strategici, inoltre, CPC protegge muscoli, tendini e tessuti molli dalle sollecitazioni che provengono dalla strada garantendone le prestazioni in ogni condizione atmosferica. 

«Abbiamo iniziato a servircene – prosegue Mizzon – qualche tempo fa partendo dalle selle, poi abbiamo pensato di estenderla ai guanti. Ogni anno c’è stato un aggiornamento e una miglioria. Ogni volta che c’è da portare avanti un’innovazione, si fa una valutazione con alcuni partner come l’Università di Besançon e alcuni esperti interni. Poi ci si rivolge all’esperienza dei corridori, approfittando dei periodi di off-season o di allenamento. Raccolti i riscontri degli atleti e poi raffrontandoli con i dati di laboratorio, si decide di andare in produzione. In questo caso, abbiamo lavorato con il Team Bahrain Victorious perché da anni collaboriamo con loro per selle e nastri. Conoscevano già la tecnologia CPC e quando hanno saputo che era disponibile per i guanti, è nata subito la collaborazione. Uno dei primi cui li abbiamo dati è stato Colbrelli, che abita vicino alla nostra azienda. Lui li ha provati prima dei ritiri, ma quando poi anche gli altri hanno dato parere positivo, si è iniziato a produrli perché possano usarli tutto l’anno».

  • La tecnologia CPC è applicata anche sulle selle, qui sulla Scratch M5 PAS CPC
  • E questa invece è la versione Scratch M5 CPC
  • La tecnologia CPC è applicata anche sulle selle, qui sulla Scratch M5 PAS CPC
  • E questa invece è la versione Scratch M5 CPC

Colbrelli, presa sicura

Colbrelli, l’uomo di Roubaix che in allenamento i guanti non li usa mai: un singolare esperimento. In questi giorni è a casa, in procinto di andare a Gran Canaria per un periodo di lavoro, prima di affrontare il primo stage in altura sul Teide.

«Conoscevo questo materiale – dice – dai tempi della Bardiani. Era una prima versione, ma già allora mi trovavo benissimo. Appena mi li hanno dati per provarli, ho subito avuto un bel feeling. Il guanto è sottile, leggero e molto aderente. Ugualmente la presa sul manubrio è incredibile. Sapete che tanti manubri viaggiano senza nastro? Ebbene, con questi guanti non scappano via. Se invece c’è su il nastro Prologo, allora il guanto si attacca e non c’è verso che perdi la presa. Non li ho ancora usati in corsa, ma solo in allenamento. La prima cosa che ho notato è che anche dopo tante ore non mi formicolano le mani e questo è già tanto. Posso immaginare il beneficio durante una Roubaix, insomma…».

Fra i primi a provarli, Sonny Colbrelli li ha ricevuti alla fine della scorsa stagione
Fra i primi a provarli, Sonny Colbrelli li ha ricevuti alla fine della scorsa stagione

Contro il freddo

L’osservazione del corridore va oltre. Se uno strumento del tuo lavoro lo indossi da tre a cinque ore ogni giorno, se ci sono sfumature da cogliere, stai certo che non ti sfuggono.

«Tanti guanti – prosegue Sonny – scorrono sulla mano, per cui a volte muovendosi fanno male fra le dita. Qui non succede, perché aderiscono alla perfezione. Ai tempi della Bardiani non erano così evoluti, adesso invece sono sottilissimi e ancora più confortevoli. E poi ce ne sono di diversi tipi. Normali, leggeri, superleggeri, dita lunghe e modelli estivi. La versione da pioggia mi ha colpito molto. In pratica si tratta dei guanti invernali che dispongono anche di una copertura antipioggia, come fosse il tessuto di una mantellina. L’altro giorno sono uscito con tre gradi e pioveva e devo dire che le mani se la sono cavata egregiamente. E voi lo sapete, io sono uno che in allenamento è sempre andato senza guanti...».

Con i nuovi guanti Prologo, griffati con il logo di Alè per dare coerenza all’abbigliamento del team, il Team Bahrain Victorious inizierà la nuova stagione nel segno della sicurezza e del comfort. Il resto è nelle mani degli atleti e del marketing, perché tanti studi e queste ricerche così importanti possano avere una ricaduta sul mercato, sensibile alle osservazioni dei campioni e vorace di novità convincenti.

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Le selle “speciali” per i campioni di Prologo

Luciano Crestani
27.12.2021
5 min
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L’anno che si sta per chiudere ha riservato a Prologo tantissime soddisfazioni sportive a cominciare dalla vittoria al Tour de France di Tadej Pogacar. Per celebrare i successi ottenuti nel 2021, e in generale per ringraziare i campioni che durante la stagione hanno corso utilizzando le proprie selle, Prologo ha realizzato per loro delle Special Edition. Stiamo parlando di Pauline Ferrand Prevot, Elisa Balsamo e Filippo Baroncini, oltre naturalmente di Tadej Pogacar. Ogni sella ha la sua storia. Tutte sono però accomunate dal desiderio di Prologo di manifestare la propria gratitudine verso atleti che hanno saputo ottenere risultati di assoluto prestigio.

Sella disegnata per Pauline Ferrand Prevot dall’artista “No Curves”
Sella disegnata per Pauline Ferrand Prevot dall’artista “No Curves”

Pauline Ferrand Prevot

Quando si parla di Pauline Ferrand Prevot si fa riferimento ad una campionessa polivalente, capace di vincere passando con disinvoltura dalla strada alla mountain bike fino fino al ciclocross. Per la francese il 2021 ha segnato il debutto ufficiale su una sella Prologo. La Prevot ha iniziato la sua stagione con la maglia di campionessa del mondo mountain bike alla quale ha poi aggiunto quella di campionessa europea.

In accordo con BMC, partner tecnico della Prevot, Prologo ha sviluppato per lei una grafica particolare per la sua Dimension NDR. A realizzarla è stato l’artista italiano “No Curves” che ha saputo celebrare al meglio una personalità forte e unica come quella della francese.

Prologo celebra Elisa Balsamo e Filippo Baroncini con due selle iridate in onore delle vittorie a Leuven
Prologo celebra Elisa Balsamo e Filippo Baroncini con un sella “iridata”

Balsamo e Baroncini

Pur sapendo che nel 2022 utilizzeranno altre selle, in Prologo hanno voluto comunque festeggiare i trionfi mondiali di Elisa Balsamo e Filippo Baroncini, a conferma del forte legame che unisce l’azienda ai propri atleti.

Così come avvenuto con la Prevot, per Elisa Balsamo è stata realizzata una versione speciale della Dimension NDR. La grafica scelta è stata pensata per integrarsi perfettamente con la Cannondale iridata utilizzata dalla stessa Balsamo in occasione della prima edizione della Parigi-Roubaix femminile. Discorso analogo per Filippo Baroncini. Per lui è stata realizzata una edizione speciale della Scratch M5 customizzata con il suo nome e i colori dell’iride.

Nella sella realizzata per Pogacar il simbolo di Prologo prende i colori della bandiera slovena
Nella sella realizzata per Pogacar il simbolo di Prologo prende i colori della bandiera slovena

Tadej Pogacar

L’atleta a cui forse si sentono maggiormente legati in casa Prologo è senza alcun dubbio Tadej Pogacar. Lo sloveno è stato capace di vincere le ultime due edizioni del Tour de France portando una ventata di freschezza e novità nel mondo del ciclismo.

Per Pogacar le selle speciali sono addirittura due. In occasione della partenza del Tour è stata realizzata una Limited Edition in 10 pezzi della sella realizzata per festeggiare la vittoria al Tour del 2020. Per l’occasione è stato previsto un packaging particolare con all’interno una cartolina firmata a mano dallo stesso Pogacar. Dopo la vittoria del Tour 2021 Prologo ha realizzato altri dieci pezzi. Il modello in questione è la Scratch M5 customizzata con la bandiera slovena.

La prima sella personalizzata di Prologo fu fatta in onore della vittoria di Fabian Cancellara alle Olimpiadi di Pechino del 2008
La prima sella personalizzata fu fatta per Cancella in occasione dell’oro olimpico del 2008

Come nascono le Special Edition

Per farci raccontare come nascono le selle speciali per campioni come Pogacar o la Prevot abbiamo scambiato due chiacchere con Alberto Mizzon, referente per il marketing di Prologo. Abbiamo così scoperto che la prima Special Edition risale al 2008 per celebrare l’oro olimpico di Fabian Cancellara a Pechino. Quello con il campione svizzero è stato un rapporto davvero speciale visto che a partire dalla sua nascita Prologo ha accompagnato Cancellara in tutti i suoi trionfi fino al termine della carriera.

L’iter che viene seguito nella realizzazione delle selle celebrative è semplice: «Per prima cosa festeggiamo davanti alla tv – esordisce sorridendo Alberto Mizzon – poi passiamo allo sviluppo della parte grafica che facciamo internamente tenendo conto delle indicazioni dell’UCI, del team e dei gusti dell’atleta. Una volta scelta la grafica e il modello andiamo in produzione. Vengono realizzati solo pochi modelli destinati allo stesso atleta e al meccanico del team. Non si tratta di selle che poi vengono vendute. Solo per Bettiol abbiamo fatto un’eccezione. Ma c’era un buon motivo».

La sella disegnata per Alberto Bettiol dopo la vittoria al Giro delle Fiandre del 2019
La sella di Alberto Bettiol dopo la vittoria al Fiandre del 2019

La sella speciale di Bettiol

Se grazie a Pogacar sono arrivate le soddisfazioni sportive più grandi, un rapporto speciale si è però creato fra Alberto Bettiol e Salvatore Truglio, General Manager di Prologo. In occasione della sua vittoria al Giro delle Fiandre del 2019 sono state realizzate dieci selle celebrative che sono state poi esposte presso alcuni negozi nelle Fiandre. Altre dieci sono state donate a Bettiol. Una sella infine è stata messa come premio dallo stesso Alberto e da Prologo per un’asta benefica organizzata per raccogliere fondi per l’Ospedale Pediatrico Meyer. Per scoprire le prossime selle Special Edition non resta che aspettare il 2022 e i trionfi dei tanti campioni che ogni giorno gareggiano su selle Prologo.

Prologo

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Selle corte, l’esperienza del meccanico dei pro’

Alberto Fossati
08.12.2021
5 min
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Se è vero che le selle corte hanno dato nuova linfa alla categoria e ampliato la scelta, tecnicamente è importante tenere presente alcuni fattori in fase di montaggio. Ne abbiamo parlato con Prologo e con Ronny Baron (meccanico del Team Bahrain-Victorious).

Selle corte oppure tradizionali, il giusto setting del mezzo è una delle operazioni più delicate dell’inizio stagione, che coinvolge atleti, biomeccanici e meccanici dei team
Selle corte oppure tradizionali, il giusto setting del mezzo è una delle operazioni più delicate dell’inizio stagione, che coinvolge atleti, biomeccanici e meccanici dei team

Cambia la forma, non la sostanza

Ci sono alcuni fattori da tenere bene a mente, perché l’obiettivo è quello di avere un’efficienza ottimale quando si ricerca la prestazione. Vale per l’amatore ed è un fattore di primaria importanza per il professionista, che sulla bicicletta spende le sue giornate. Le selle corte sono differenti nello shape, ma alcuni concept di biomeccanica le avvicinano alle tradizionali. Cosa fa un meccanico quando monta una sella corta? Tiene conto di tre fattori: altezza, inclinazione e arretramento, valori che riprende smontando la sella “vecchia” e cambia “solo” nel momento in cui riceve delle indicazioni dall’atleta e/o dal biomeccanico del team.

Ronny Baron con una delle Merida da crono in dotazione al team
Ronny Baron con una delle Merida da crono in dotazione al team
Ronny, i pro usano le selle corte?

Le selle corte sono molto utilizzate dai pro’, sono apprezzate non solo per le bici da cronometro, dove comunque si utilizzano dei modelli ancor più specifici, ma anche per le biciclette “normali”. Chi ha iniziato ad utilizzare una sella corta non è più tornato indietro. Poi è sempre giusto considerare le varie forme, larghezze e preferenze di ogni atleta, ma anche i materiali che arrivano dagli sponsor. Per farti un esempio: noi abbiamo Prologo e buona parte degli atleti usa la Scratch M5, qualcuno ha optato per la Dimension.

Valutare l’inclinazione, uno dei passaggi fondamentali e soggettivi (foto Prologo)
Valutare l’inclinazione, uno dei passaggi fondamentali e soggettivi (foto Prologo)
Un corridore passa da una sella tradizionale ad una corta, quali sono i passaggi fondamentali?

Il primo step è il punto anatomico, parallelamente all’altezza. Si ottiene identificando il punto dove la sella è larga 7 centimetri, diciamo tra 7 e 8 centimetri. Questo è un riferimento dal quale partire per la valutazione dell’arretramento e dell’altezza. A prescindere da tutto, noi meccanici abbiamo i riferimenti del corridore e del biomeccanico, che ci passano le schede con le misure richieste».

Riprendiamo anche una precedente pubblicazione che offre degli spunti interessanti in merito all’evoluzione e valutazione dell’altezza di sella.

In questo caso una Prologo Scratch M5 Nack senza CPC, ma con “segno” del punto anatomico a 7 centimetri di larghezza
In questo caso una Prologo Scratch M5 Nack senza CPC, ma con “segno” del punto anatomico a 7 centimetri di larghezza
E poi?

In seconda battuta si valutano l’arretramento corretto e la giusta inclinazione. Il punto anatomico è un riferimento preciso, comune alle selle corte e a quelle tradizionali. Il calcolo dell’arretramento inizia proprio dal punto anatomico. Ti posso dire che non esiste una regola precisa, un solo numero che può andare bene per tutti. La sensibilità del corridore e le valutazioni del biomeccanico giocano un ruolo primario.

Volendo fare un esempio?

Considerando una sorta di terzo passaggio, ovvero l’inclinazione, è raro vedere dei pro’ che usano la selle perfettamente in bolla e orizzontali. La teoria la vorrebbe così, ma la maggioranza dei corridori utilizza un’inclinazione di 2°. Ci sono da considerare le variabili dell’esterno: il vento, la qualità dell’asfalto, come si pedala in salita e molto altro. Cose che non esistono in sede di valutazione statica. Si tende ad eliminare l’insorgenza di problematiche al soprasella, ma comunque senza esagerare con l’abbassamento. Una sella eccessivamente inclinata, porta allo scivolamento verso l’anteriore e questo è controproducente. Le selle corte non sono esenti da questa valutazione. Un aspetto che voglio sottolineare è la presenza del CPC sulle selle che abbiamo in dotazione e che ha permesso ad alcuni atleti di scaricare ulteriormente la zona della prostata, senza influire in modo negativo sullo scivolamento in avanti.

Dopo la messa a punto della sella, tutte le misure vengono controllate un’ultima volta, così come la bici (foto Prologo)
Dopo la messa a punto della sella, tutte le misure vengono controllate un’ultima volta, così come la bici (foto Prologo)
Vengono eseguite delle regolazioni dopo il primo posizionamento?

Dipende sempre dalla sensibilità dell’atleta. Ti posso dire che la posizione finale, l’ultima da considerare la fa la strada. Di solito gli eventuali aggiustamenti sono minimi, quasi irrisori, a meno che non ci siano delle altre problematiche. L’ultimo test viene fatto sempre su strada.

In conclusione

Il corretto montaggio e posizionamento della sella, con i suoi canoni e soggettività dell’atleta, influiscono sulla postura generale, sulle pressioni che si creano nella zona perineale, sulle articolazioni e naturalmente sull’espressione della performance. Non solo, perché una seduta non ottimale si riflette in maniera negativa manifestando delle tensioni della zona lombare, punto cruciale per le fasi di spinta.

In ultima battuta, Ronny Baron ha aggiunto:«Al di là della posizione iniziale è necessario fare attenzione alla perdita di spessore e di forma della sella, che si può verificare con il passare del tempo. Talvolta può essere questione di un solo millimetro, in altre occasioni la diminuzione abbondante influisce negativamente sulla seduta. Aggiungo che con Prologo siamo davvero fortunati, perché gli equipaggiamenti in dotazione ai corridori sono longevi, un vantaggio per loro e anche per noi meccanici».

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Prologo ed Elisa Balsamo, un saluto color arcobaleno

Stefano Masi
04.11.2021
2 min
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Abbiamo ancora negli occhi la bellissima azione con cui Elisa Balsamo ha conquistato la maglia iridata il 25 settembre scorso a Leuven. L’emozione, le lacrime e la gioia del momento hanno lasciato via via posto ai festeggiamenti. Così Prologo, che fornisce selle e nastri manubrio alla Valcar, squadra della neo-iridata, ha deciso di celebrarla con una sella speciale. Un gesto che sa di ringraziamento per il lavoro svolto assieme, visto che Elisa la prossima stagione cambierà fornitura passando alla Trek-Segafredo.

Prologo ha creato un nastro ad hoc per la Elisa Balsamo da abbinare alla sella Dimension NDR
Prologo ha creato un nastro ad hoc per la Elisa Balsamo da abbinare alla sella Dimension NDR

Una sella speciale

La sella scelta per celebrare la campionessa del mondo è la Dimension NDR in carbonio Nack. E’ l’evoluzione stilistica e tecnica della Dimension 143, la sella più amata dai pro’, uomini e donne. La Dimension NDR è una sella leggermente più imbottita, 3 millimetri in più rispetto al modello precedente. Pensata per chi ama sentire un maggior sostegno ed una migliore ammortizzazione delle sconnessioni dell’asfalto.

Le caratteristiche tecniche

Le sue caratteristiche permettono alla Dimension NDR di essere un prodotto valevole per tutte le situazioni, anche nell’offroad, complice la dimensione ridotta: 245×143 millimetri. Il peso è davvero contenuto, solamente 165 grami. Come ormai ogni componente che viene associato ai pro’, dove il risparmio di peso è fondamentale per primeggiare. Basta chiedere ad Elisa…

La sella Dimension NDR è stata utilizzata da Elisa Balsamo durante la Parigi-Roubaix corsa in maglia iridata
La sella Dimension NDR è stata utilizzata da Elisa Balsamo durante la Parigi-Roubaix corsa in maglia iridata

Per un ottimo rapporto peso-comfort la Dimension NDR è disponibile in altre due versioni: binario in Tirox o in acciaio cromato. Questi due modelli sono anche quelli consigliati per l’offroad essendo le più resistenti agli urti. Il peso aumenta di 20 grammi per il binario in Tirox e di 56 grammi per quello in acciaio.

Il canale centrale PAS, un canale di scarico della pressione aperto è pensato per migliorare il comfort durante la pedalata. PAS sta per: (Perineal – Area – System) ed elimina i punti di pressione sui tessuti molli aumentando il flusso sanguigno.

Prologo

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Sette anni insieme: Astana laboratorio di Prologo

Enzo Vicennati
08.10.2021
5 min
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Non dite a Jakob Fuglsang che grazie alla sua corporatura è un osservato speciale nella produzione di selle per amatori, ma è proprio così. Oppure forse lo sa già? Alla vigilia del Giro di Lombardia di cui il danese è vincitore uscente e cui non prenderà parte per la frattura della clavicola al Benelux Tour, incontrando Alberto Mizzon di Prologo e ragionando sul rapporto fra l’azienda e l’Astana, è venuto fuori proprio questo.

«Essendo un ragazzo abbastanza alto – spiega – con una fisicità importante per un ciclista, diciamo che va più di altri a ricalcare i canoni dell’amatore o comunque del non professionista. Per noi dunque è molto interessante avere i suoi feedback, perché un ciclista alto 1,60 che pesa 58 chili è poco rappresentativo».

Fuglsang ha vinto il Lombardia 2020 ed è stato uno dei principali tester di Prologo
Fuglsang ha vinto il Lombardia 2020 ed è stato uno dei principali tester di Prologo

Doppio feedback

Fuglsang lascerà l’Astana e dovrebbe approdare al Team Bike Exchange, ma non sarà questo a far desistere gli uomini di Prologo.

«La squadra è un banco di prova – sottolinea Mizzon – una specie di reparto ricerca e sviluppo distaccato. Un professionista ha delle performance, dei numeri e comunque una sensibilità alla bicicletta e ai suoi componenti, che gli permette di darci feedback che difficilmente si hanno in fase di produzione. Da Astana possono arrivare due tipi di riscontri. Qualitativi, innanzitutto per le informazioni anticipate legate alle forme delle bici, i cui settaggi cambiano nel tempo e sono sempre più leggere e performanti.

«Inoltre, dato che passano la vita sulla sella, sanno dirti cosa migliorare, implementare o addirittura togliere. Il bello, essendoci tipi di corridore diversissimi con feedback altrettanto differenti, il nostro catalogo è uno dei più corposi del mercato, ma ci permette di soddisfare un po’ tutti, in primis i corridori. Sulla qualità dei feedback, giungono sempre filtrati da Ivan Velasco, il responsabile dei materiali. Ma ce ne sono di veramente interessanti».

Le bici dell’Astana in partenza per il Gran Piemonte: queste sono quella di Aranburu e Felline
Le bici dell’Astana in partenza per il Gran Piemonte: queste sono quella di Aranburu e Felline

Astana, cinque modelli

Se questi sono i ragionamenti dell’azienda, diventa altrettanto interessante ascoltare la versione del team, per bocca di Gabriele Tosello, che dell’Astana è uno dei meccanici più esperti.

«Confermo che il catalogo è davvero ricco – sorride – al punto che per evitare di disperdere l’attenzione, alla fine abbiamo ristretto la scelta dei corridori fra un numero limitato di modelli. Ci siamo fermati a cinque, ma di base usano quasi tutti la M5 Pas e la M5. Altri hanno la Dimension e altri ancora la Scratch e la Scrtach 2. E poi c’è Aranburu, che usa una sella con il telaio in acciaio, perché punta al comfort pur in cambio di qualche grammo in più rispetto al carbonio. Fuglsang invece ha sempre usato la M5».

Scelta ampia anche sul fronte delle crono, dove si usa di base la Tigale, anche se alcuni preferiscono mantenere la stessa sella che usano su strada.

Aranburu preferisce usare una sella con il telaio in acciaio
Aranburu preferisce usare una sella con il telaio in acciaio

400 selle all’anno

Ciò che è interessante parlando di una squadra WorldTour è leggere i numeri, che sono sempre… spaventosi. Tosello se la ride e li snocciola.

«Premesso che Prologo ci fornisce anche i nastri manubrio – dice – ogni anno maneggiamo circa 400 selle, sono tante, ma alla fine non avanza poi molto. Abbiamo 150-160 biciclette da strada, i corridori hanno 2-3 biciclette da crono, fra quella che tengono a casa, quella da gara e la scorta e alla fine teniamo per scorta 25 selle sui due camion e qualcosa in magazzino».

Questa invece è la Scratch M5 di davide Martinelli
Questa invece è la Scratch M5 di davide Martinelli

Manutenzione zero

La sella non richiede tanta manutenzione, ma dall’avvento del carbonio, in caso di caduta è una delle parti che capita di dover sostituire, assieme alle leve della trasmissione e al cambio.

«La manutenzione – dice Tosello – si limita alla pulizia, salvo sostituirla ogni 2-3 mesi prima che inizia ad arcuarsi un po’, in modo da non incidere sulla posizione in sella degli atleti. Uno come Sanchez si accorge davvero del millimetro ed è l’unico cui i cambiamenti conviene dirli, prima che se ne accorga da solo. Fuglsang al confronto è più tranquillo, non si è mai lamentato. Lavoriamo con Prologo ormai da sette anni, per cui un corridore come Lopez, tornando il prossimo anno, avrà la sua sella già pronta che lo aspetta».

Tosello
Gabriele Tosello è uno dei meccanici più esperti nel circuito del WorldTour
Tosello
Gabriele Tosello è uno dei meccanici più esperti nel circuito del WorldTour

Aranburu e l’acciaio

La chiusura è ancora di Mizzon, che torna sul discorso Aranburu e la sua sella con il telaio in acciaio.

«Probabilmente lo fa – dice – perché l’acciaio assorbe di più le vibrazioni e magari per il suo stile di guida. Preferisce sacrificare un po’ di rigidità e di trasmissioni della potenza sui pedali per rimanere un po’ più comodo e più flessibile. Riesce a sentire che la sella segue i suoi movimenti e tutto sommato non c’è tutta questa differenza di peso. Per cui deve aver pensato che a lungo andare colma la differenza di grammi con il comfort. E anche queste sono indicazioni, pensando poi ad amatori che comprano la sella e la tengono per una vita e altri che la vogliono nuova ogni anno. I pro’ sono davvero il nostro reparto di ricerca e sviluppo…».

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Prologo Scratch M5, una linea al top per Pogacar e non solo

Filippo Lorenzon
21.09.2021
3 min
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Dici Prologo e dici cura dei particolari. Nel ciclismo attuale, in cui nulla è lasciato al caso, l’azienda lombarda non è da meno. E la linea Scratch M5 (otto modelli più un’edizione speciale) è l’esempio della cura massima di ogni aspetto della sella. Una sella pensata per ogni tipologia di corridore. Da Pogacar, che ci ha vinto il Tour, al ciclista della domenica.

La gamma di Prologo è davvero ampia. Alberto Mizzon, del marketing di Prologo, ci mostra la serie M5, come accennato. E’ la sella che Tadej Pogacar non vuole mai cambiare (che costituisce l’edizione speciale) e che in Prologo custodivano gelosamente in una teca sul banco del loro stand all’Italian Bike Festival.

  • Scafo in carbonio per sei versioni della Scratch M5
  • La tecnologia Cpc e i “tassellini” che fanno grip
  • Scafo in carbonio per sei versioni della Scratch M5
  • La tecnologia Cpc e i “tassellini” che fanno grip

Dalla M5 di Pogacar…

Partiamo dalla sella del re degli ultimi due Tour, la Scratch M5. Questa è alla base della linea. Ed è la più performante con il suo scafo in carbonio Nack. Il peso è di 155 grammi e si avvale della tecnologia Active Base System che unisce i benefici del canale di scarico con la superficie più ampia di una sella chiusa. Questa ha colori della bandiera slovena e la firma di Tadej. C’è anche la versione un po’ più economica con scafo in acciaio Tirox, che pesa 201 grammi (56 grammi in più).

Sue strette sorelle sono le versioni con il foro (Pas), quelle con la tecnologia Cpc e quelle con entrambe. Il Cpc, va ricordato, è uno dei cavalli di battaglia di Prologo. Si tratta di quei micro-coni (polimeri 3D) che massimizzano il grip. Si può quindi spingere forte senza scivolare in avanti. Una tecnologia che ha aiutato molti corridori a risolvere i problemi al soprassella potendo abbassare leggermente la punta della stessa. Diminuiscono le pressioni, pur senza scivolare in avanti (o “cadere” sul movimento centrale).

  • La Prologo Scratch M5 Space…
  • E il suo scafo in Tirox
  • La Prologo Scratch M5 Space…
  • E il suo scafo in Tirox

Alla M5 Scratch Space

Ma una delle selle più apprezzate ed innovative proposte da Prologo è la M5 Space. Si tratta della sella “Wide 47”, vale a dire con larghezza posteriore maggiorata. E’ pensata per i ciclisti che hanno un bacino più largo o anche per le donne.

E quando prima dicevamo della cura del particolare, questa sella ne è una vera sintesi. Presupponendo sia rivolta ad un pubblico più “pesante” e che non ha un Dna esclusivamente racing, non è proposta con il carro in composito, ma in acciaio. Tuttavia guai a pensare ad un prodotto meno performante. E’ una sella con la quale si può gareggiare (pesa 210 grammi). E allora perché non c’è lo scafo in carbonio? Perché il serraggio del carro sul composito è sottoposto a maggiori stress ed è in qualche modo più “delicato” se non viene effettuato in modo perfetto. Basta una buca con il peso del ciclista sopra che potrebbe lesionarsi. Mentre con una forchetta in acciaio questo problema non esiste assolutamente.

Infine, la M5 Scratch Space è dotata della tecnologia Pas (Perineal Area System), vale a dire il foro maggiorato che elimina i picchi di pressione e migliora il flusso sanguigno.

Prologo

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Prologo rafforza la collaborazione con Basso e Contador

Luciano Crestani
26.08.2021
3 min
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È davvero forte il legame che lega Prologo a Ivan Basso e Alberto Contador. Nella loro lunga carriera professionistica, ricca di prestigiosi successi, entrambi hanno potuto contare sul supporto delle selle Prologo. Basso e Contador hanno inoltre fornito la loro collaborazione all’evoluzione tecnica di diversi modelli di selle fornendo feedback e suggerimenti importanti.

Aurum Zevra, la specialissima prodotta in serie limitata (solo 21 esemplari)
Aurum Zevra, la specialissima prodotta in serie limitata (solo 21 esemplari)

Prologo e la nuova Aurum Zevra

Una volta scesi di sella e iniziata l’attività di manager che li ha portati alla creazione della Eolo – Kometa, per Basso e Contador è stato naturale rivolgersi a Prologo come partner tecnico delle Aurum in dotazione al loro team.

Nelle scorse settimane è stato presentato un nuovo modello corsa. Si tratta della Zevra, una bici dal design unico e soprattutto dalla disponibilità limitata dal momento che saranno realizzati solo 21 esemplari. Non si tratta di un numero scelto a caso in quanto ha un significato molto importante nel mondo del ciclismo professionistico. Sono infatti 21 le tappe che compongono il Tour de France, il Giro d’Italia e la Vuelta di Spagna. Unendo i palmares di Basso e Contador possiamo vedere che tutte e tre le corse sono state da loro conquistate nell’arco della loro carriera. Contador può addirittura vantarsi di aver ottenuto la “triplice corona”, ossia di aver vinto tutti e tre i Grandi Giri.

Ogni modello è autografato da Basso (da una parte) e Contador (dall’altra)
Ogni modello è autografato da Basso (da una parte) e Contador (dall’altra)

La firma di Contador e Basso

Ogni telaio presenta la firma di Alberto Contador e Ivan Basso su entrambi i lati del tubo orizzontale, nonché un distintivo con il numero dell’edizione (da 01 a 21) scelta dal cliente. Ogni modello sarà assemblato a mano presso lo stabilimento di Pinto, la città natale di Contador.

E sempre restando su questa bici, aggiungiamo una curiosità. Il nome di Zevra con la “V”, ha origine e radici latine poiché è così che la zebra veniva chiamata nella lingua degli antichi romani.

La sella prologo Scratch M5
La sella prologo Scratch M5

Una Prologo speciale

A rendere ancora più speciale ciascun modello è la sella in dotazione alla Zevra. Si tratta del modello Scratch M5 con una fantasia custom che richiama la particolare livrea del telaio. L’anima e il rail in carbonio la rendono leggerissima. Pesa solo 129 grammi senza che questo possa andare a comprometterne il confort.

La Scratch M5 è stata infatti sviluppata insieme al Politecnico di Milano per garantire la massima innovazione tecnologica attraverso il Multi-Sector-System, un sistema di diverse “isole” di schiume fra loro separate, ognuna con la propria densità, per adattarsi ai diversi movimenti del ciclista.

Prologo

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Scratch M5 Space: la sella di Pogacar, ma più comoda…

bici.PRO
10.08.2021
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Prologo propone la sella Scratch M5 Space. Si tratta di una versione speciale della Scratch M5, la preferita da Tadej Pogacar. Il termine “Space” identifica infatti tutte le selle caratterizzate da una seduta più ampia e da una maggiore imbottitura, il tutto a vantaggio del comfort.
Lo scopo di questa innovazione è agevolare chi ha l’esigenza di pedalare comodamente. La Scratch M5 Space può quindi risultare a buon ragione la scelta ideale per le donne che hanno un bacino più ampio rispetto agli uomini. Oppure semplicemente va bene per chi necessita di una migliore distribuzione del peso. Non a caso è un modello unisex. La sella Scratch M5 Space misura 250 millimetri di lunghezza e 147 di larghezza, con un’imbottitura in schiuma di 5 millimetri superiore rispetto al modello tradizionale.

Lo spazio centrale aperto serve a ridurre la pressione e agevolare la pressione sanguigna
Lo spazio centrale aperto serve a ridurre la pressione e agevolare la pressione sanguigna

Movimento naturale

Uno degli aspetti più rilevanti è il sistema di seduta MSS- Multi Sector System, realizzato con la collaborazione del Politecnico di Milano. Il sistema garantisce un comfort elevato e prestazioni ottimali tramite le schiume attive e separate tra loro. Queste creano cinque zone che lavorano ottimamente e in maniera individuale per favorire il normale movimento di pedalata sia in fase di spinta che di trazione. Se prestiamo attenzione alle forme arrotondate della Scratch M5 Space ci rendiamo conto che esse consentono al bacino una rotazione naturale. Offrono in questo modo una migliore stabilità alle aree lombari e una distribuzione equilibrata delle pressioni su una superficie maggiore.

Il telaio realizzato in acciaio per trovare il giusto compromesso tra peso e resistenza agli urti
Il telaio realizzato in acciaio per trovare il giusto compromesso tra peso e resistenza agli urti

Spazio centrale aperto

La realizzazione della Scratch M5 Space prevede anche il sistema PAS (Perineal Area System) ovvero uno spazio centrale aperto studiato per ridurre i picchi di pressione e migliorare la circolazione sanguigna. La forma ergonomica della sella, che rende meno traumatico il contatto nella zona prostatica. Il canale PAS è quindi la
soluzione perfetta per quanti amano misurarsi su lunghe e medie distanze senza dover rinunciare al comfort.
Il telaio della Scratch M5 Space è realizzato in acciaio Tirox e risulta essere un giusto compromesso tra peso e assorbimento degli urti derivanti dall’asfalto.

Per individuare la misura corretta della sella, Prologo consiglia di rivolgersi a un rivenditore autorizzato. Tramite il sistema fitting Myown egli elaborerà tutte le informazioni necessarie per arrivare ad individuare la sella perfetta.

prologo.it

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Nastri Prologo, scelti dai migliori team del mondo

bici.PRO
21.06.2021
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Prologo aggiunge al suo catalogo i nastri Onetouch, Doubletouch e Plaintouch, tra i preferiti di alcuni team professionistici per la loro altissima qualità.

Modello Onetouch

Il nastro Onetouch rappresenta il top di gamma dell’intera collezione Prologo. E’ realizzato in Polygrip , un materiale che garantisce una presa sicura in ogni condizione atmosferica, dalle giornate soleggiate a quelle piovose. Pesa circa 60 grammi, è lungo 200 centimetri ed ha uno spessore di 28 millimetri. Per rendere il nastro ancora più comodo, Prologo ha pensato bene di realizzare anche una versione Gel del Onetouch, che aumenta sensibilmente l’ammortizzazione e la comodità. L’unica differenza di quest’ultimo rispetto all’originale è il peso, che aumenta di circa 20 grammi, per un totale di 80 grammi.

Nastro Prologo nella colorazione del Team Bahrain Victorious
Nastro Prologo nella colorazione del Team Bahrain Victorious

Scelto da 3 team WorldTour

E’ un prodotto apprezzato, tanto è vero che fra le squadre hanno deciso di utilizzarlo nella stagione 2021, ci sono 3 team WorldTour come: Astana-Premier Tech, Bahrain Victorious e Intermarché-Wanty-Gobert. Inoltre è utilizzato da 3 team professional come Total Direct Energie, Novo Nordisk e Gazprom-Rusvelo.

Nastro Prologo Onetouch
Nastro Prologo Onetouch

Plaintouch in sughero

Il Plaintouch è realizzato in sughero, un materiale ruvido al punto giusto, che offre un eccelente grip e un’ottima comodità. Una delle sue caratteristiche migliori è la resistenza, riuscendo a contrastare gli agenti atmosferici e il sudore, che aumentano l’usura del prodotto. Pesa 49 grammi, la sua lungheza è di 200 centimetri, mentre lo spessore è ugualmente di 28 millimetri. E’ utilizzato da importanti team professionistici come Education First-Nippo, Eolo-Kometa, B&B Hotel p/b KTM e Gazprom-Rusvelo.

Nastro Plaintouch Prologo
Nastro Plaintouch Prologo

Modello Doubletouch

Il nastro Doubletouch è un prodotto che presenta varie sezioni, alcune più sottili mentre altre più spesse. Il suo peso è di 55 grammi, è lungo 200 centimetri con uno spessore di 28 millimetri. E’ disponibile in varie colorazioni ed è utilizzato da team come Education First e Astana-Premier Tech.

Nastro Doubletouch Prologo
Nastro Doubletouch Prologo

Per quanto riguarda i prezzi, sono i seguenti: 28,50 euro per il nastro Onetouch, 30,50 per il Onetouch gel, 13,90 per il Plaintouch, 20 euro per il Doubletouch

prologo.it

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