Manubrio: integrato o classico? Le scelte dei corridori

05.01.2022
6 min
Salva

Manubrio tradizionale o integrato? Questo è il dilemma. Ruote aero, bici aero, caschi aero… Tutto viaggia verso l’aerodinamica e forse anche per questo in gruppo si vedono sempre più manubri integrati. Ma c’è di più.

Con quei profili sono oggettivamente bellissimi e danno anche un grande senso di “pulizia” generale della bici. E infatti, come vedremo, la motivazione che porta alla diffusione maggiore di questi manubri riguarda, un po’, anche l’estetica.

Ciccone e il suo set (attacco + piega) tradizionale
Ciccone e il suo set (attacco + piega) tradizionale

Il peso conta 

Ad aiutarci in questo viaggio nella scelta fra manubrio integrato o tradizionale ci aiuta Mauro Adobati (nella foto di apertura), meccanico della Trek-Segafredo. Loro, con la linea Bontrager, sono stati tra i primi a lavorare con questa specifica.

«La scelta che fa protendere i corridori verso il manubrio integrato – spiega Adobati – è che questo è più leggero di circa 70-80 grammi. La maggior parte degli atleti ci prova, ma non tutti ci riescono. Su 20 corridori, 15 utilizzano ormai l’integrato. Tu puoi anche lavorare con gli spessori tra tubo di sterzo e attacco manubrio, con la posizione delle leve, ma non sempre riesci a produrre le stesse identiche misure. A quel punto è il corridore che deve adattarsi».

Lo schema per chiarire reach e drop
Lo schema per chiarire reach e drop

Reach e drop

E qui si apre un capitolo “delicato”, quello che riguarda il reach e il drop del manubrio, vale a dire la profondità e l’altezza della curva.

«I manubri integrati hanno generalmente dei reach e dei drop un po’ diversi, o quantomeno hanno una misura standard (si dovrebbero fare troppi stampi, ndr), mentre nel classico “due pezzi” queste misure un po’ variano in base alla misura. Ed è qui che gli atleti trovano le maggiori difficoltà di adattamento». 

«In squadra abbiamo l’esempio di Giulio Ciccone. “Cicco” ogni anno prova a passare all’integrato, ma poi torna al tradizionale. Uno dei suoi limiti maggiori riguarda il reach, cioè quanto va avanti. Il manubrio integrato di Ciccone è cortissimo. Ciò che comanda è la posizione che i corridori usano di più, vale a dire quella sulle leve. Per riportare questa misura abbiamo montato un manubrio il cui attacco è molto più corto.

«Cicco è passato da 120 millimetri a 100. Questo lo porta ad avere più o meno le stesse misure nella presa sulle leve, appunto, e nella curva, ma resta invece troppo corto nella presa alta, la più utilizzata in salita. E per questo alla fine torna sui suoi passi, al classico set attacco più piega».

Per Evenepoel manubrio stretto e leve parecchio rivolte verso l’interno
Per Evenepoel manubrio stretto e leve parecchio rivolte verso l’interno

Ciclone Evenepoel

Adobati parla poi della messa in posizione degli atleti con questo nuovo manubrio. Il lavoro è parecchio nel primo ritiro, soprattutto con i nuovi corridori, i quali si trovano ad utilizzare e a testare i nuovi materiali.

«In effetti nel primo ritiro c’è un bel lavoro da fare in tal senso. I corridori provano molto. Oggi oltre alla sella, il manubrio è uno degli elementi ai quali si presta più attenzione, poiché incide molto sulla guida e sulla posizione stessa. Lavorare sul setting delle leve non è così semplice, se inizi a inclinarle cambia un po’ tutto il resto della posizione del corridore».

«Io poi – continua Adobati – sto notando che i manubri si stanno stringendo, al contrario di quello che sta accadendo in mountain bike, dove le pieghe si allargano. Vuoi per una questione aerodinamica, vuoi per l’avvento di Evenepoel (che ce l’ha stretto e con le leve piegate all’interno), vuoi perché non si può più utilizzare la posizione aerodinamica… si va in questa direzione.

«Conta poi anche la questione estetica. Il primo impatto è sempre molto positivo e anche questo spinge i corridori a provare i nuovi manubri integrati. Noi però in Trek abbiamo anche un semi-integrato, che di fatto è un set classico. Ma tra attacco e manubrio si nota davvero poco la differenza. Sembra un pezzo unico.

«Senza contare che per noi meccanici questi set sono molto più comodi, visto che hanno un incavo nella parte inferiore in cui far passare fili e guaine, i quali a loro volta sembrano anch’essi integrati».

Brambilla “integralista”!

Ma se Ciccone ci prova ed è un po’ scettico, chi è un vero portabandiera del manubrio integrato è Gianluca Brambilla. Il vicentino, ormai qualche stagione fa, ci si è messo di impegno e ha intrapreso la via dell’integrato appunto.

«Oggi le bici sono concepite per i manubri integrati – spiega Brambilla – Riprendono meglio la linea della bici, sono più aerodinamici e si riduce qualcosa in termini di peso. Io ci ho messo un po’ ad adattarmi, ma riguardo ai tre appoggi del corpo sulla bici (piedi, sedere, mani) quello delle mani è il più facile da adattare.

«Alla fine ci ho messo una ventina di giorni. Cambiai manubrio durante il ritiro in altura al passo San Pellegrino nell’estate del 2020. Avevo visto che peso e aerodinamica erano vantaggiosi quindi mi sono dato del tempo per abituarmi ed è andata bene».

«Ho mantenuto la stessa larghezza, vale a dire i 40 centimetri centro-centro, anche se le curve classiche in realtà nella parte bassa sono più larghe rispetto a quella alta. Sono quasi 43,5 centimetri sotto e 40 in alto. In più con il manubrio integrato il mio attacco si è ridotto di un centimetro: da 110 a 100 millimetri». 

La posizione delle leve del vicentino è pensata per mantenere il più possibile il braccio dritto (polso, gomito e spalla sulla stessa linea)
La posizione delle leve del vicentino è pensata per mantenere il più possibile il braccio dritto (polso, gomito e spalla sulla stessa linea)

Leve all’interno

Brambilla poi parla di molti altri accorgimenti per trovare la giusta posizione nel passaggio da manubrio tradizionale a manubrio integrato.

«Riguardo alla posizione delle leve il mio reach è lo stesso, anche se le ho ruotate un po’ verso l’interno. Questo perché non potendo più utilizzare la posizione aerodinamica “tipo crono”, ci distendiamo con il braccio lungo la leva. E per far sì che mano e avambraccio siano in linea con il resto del braccio si ruota appunto la leva verso l’interno. In pratica il polso resta dritto e il gomito che non va troppo verso l’esterno».

«C’è poi – conclude il veneto – chi mette il doppio nastro nella parte bassa per recuperare quel piccolo gap nel drop, come per esempio fa Elissonde, che è molto piccolo. O si riduce ancora l’attacco quando un corridore passa da un gruppo all’altro. Per esempio la leva di Sram è mezzo centimetro più lunga rispetto a quella Shimano. Ci sono molte sfaccettature insomma da tenere sott’occhio quando si fa il cambio». 

Superzero RS strada e gravel: a Deda non basta l’Alanera

02.11.2021
6 min
Salva

Quello che tutti conoscono è senza dubbio l’Alanera, non foss’altro perché un certo Tadej Pogacar l’ha portato per due anni di fila in parata sui Campi Elisi. Forse perché s’è raggiunto un bel livello di affidabilità, sul manubrio integrato top di gamma, Deda Elementi non ha messo ulteriormente mano. Ma siccome non tutti amano l’immobilità di una simile soluzione, ecco che nel nuovo catalogo è arrivata la rivisitazione del Superzero, cui in coerenza con le ruote RS4DB presentate ieri, è stato aggiunto il suffisso RS: Superzero RS (sottoposto a test nella foto di apertura). Ad esso, Deda Elementi ha aggiunto l’equivalente da gravel e una serie sterzo di cui parlare.

Superzero RS, ergonomia top

Superzero RS è stato progettato per ridurre al minimo la resistenza all’aria e fornire un’impugnatura più ergonomica e confortevole. Il manubrio è caratterizzato dalla nuova forma RHM-EVO, l’evoluzione della geometria attuale con drop più compatto a 120 mm e il comfort superiore nella presa bassa.

Uno studio molto accurato è stato eseguito sulle sezioni, superando l’ovale quasi perfetto del Superzero (che dava qualche problema nel caso di rotazione del manubrio) e adottando una forma più ergonomica per l’appoggio anche quando si vogliano sollevare ulteriormente le leve dei freni. La parte centrale (superiore) della curva è invece tonda per montare eventuali prolunghe o supporti. Prezzo indicativo: 280 euro (+Iva).

Viti in titanio

Il passaggio cavi è agevolato dal sistema DCR (Deda internal cable routing) che permette la piena integrazione dei cavi all’interno del manubrio con qualsiasi telaio compatibile e grazie a guide predisposte che facilitano lo scorrimento dei cavi. Il foro centrale di uscita è più grande per facilitare  il montaggio dei cavi interni. 

Tra le… finezze di questa curva, che viene prodotta in 4 taglie, dalla 44 alla 46, c’è anche lo stop naturale per il nastro, con un dentello che rende meno netto il salto dalla parte nastrata a quella centrale.

In abbinamento alla curva Superzero RS, debutta l’omonimo attacco manubrio, che ne riprende la finitura e rispetto alla versione precedente riceve l’upgrade delle viti in titanio e il nuovo top cap. E’ disponibile in 5 lunghezze da 90 a 130 millimetri, con peso di 140 grammi nella misura da 110. Prezzo indicativo: 145 euro (+Iva).

Superzero, anche gravel

Come si diceva in apertura, Superzero Gravel è l’applicazione offroad del concetto strada. Ha profilo aerodinamico nella parte superiore abbinato alla curva EOS-Speed. Reach da 60 millimetri e drop da 110 rendono più rapido il cambio di impugnatura e più comoda la presa bassa. Mentre per dare più stabilità alla bici, l’angolo di apertura di 16° incrementa di 6 centimetri la larghezza del manubrio nella parte bassa rispetto alle leve.

Rispetto al manubrio Gera Alloy, di cui vi abbiamo raccontato in occasione della Serenissima Gravel, Superzero nasce dalla necessità di inserire un manubrio più racing, visto che il calendario gravel appare in rapida espansione. Al peso di 225 grammi, con le misure si parte dalla 42 per arrivare alla 46 (nella misura esterna variano da 48 a 52). Prezzo indicativo: 257 euro (+Iva).

Serie sterzo S-DCR

Non resta che parlare di S-DCR, serie sterzo integrata per sistema DCR (Deda internal cable routing) che permette il passaggio cavi direttamente attraverso il tappo superiore. Così facendo, ogni attacco Deda diventa compatibile con un telaio DCR, senza la necessità di altre sostituzioni.

S-DCR, compatibile anche con i distanziali Deda HSS, funziona con forcelle standard coniche (1-1/8” – 1,5”) e richiede un tubo sterzo telaio con cuscinetto superiore da 52 mm (1,5”). Il design dell’anello di compressione prevede un’apertura che permette il passaggio dei cavi tra cuscinetto e forcella. Prezzo indicativo: 60 euro (+Iva).

Deda Elementi

Cadex pensa anche al gravel con il nuovo manubrio AR

20.10.2021
3 min
Salva

E’ arrivato. Dopo il Race, il nuovo Cadex AR è il manubrio che mancava all’appello. Progettato e ideato per il gravel, il nuovo manubrio lanciato sul mercato vanta una struttura in carbonio monopezzo che offre rigidità e comfort su strade sconnesse e terreni misti. Con i suoi 190 grammi (nella misura da 420 millimetri), Cadex AR è considerabile un ultraleggero nel panorama della concorrenza.

Dopo il lancio del Cadex Race, l’azienda del gruppo Giant, specializzata in prodotti ad alte prestazioni, consolida il suo impegno e allarga i propri orizzonti andando a completare l’offerta per quanto riguarda l’esperienza all-road

Carbonio monopezzo 

Il Cadex AR vanta una costruzione in carbonio monopezzo, in grado di eliminare il peso in eccesso e la flessibilità dell’incollaggio dei giunti tradizionali in tre pezzi. Il risultato dello stampo unico è un prodotto rigido, ma allo stesso tempo leggerissimo con un peso che oscilla tra i 185 grammi per la misura da 400 millimetri fino ai 200 grammi per quello da 460 millimetri. L’ergonomia e la relativa posizione di guida non sono esasperate, ma offrono un comfort funzionale e dinamico grazie alla posizione leggermente più eretta e la presa allargata (flare) di circa 8 gradi per un maggiore controllo.

Caratteristiche tecniche

I dettagli tecnici frutto dell’innovazione proposta da Cadex sono il fiore all’occhiello dell’azienda taiwanese. Cadex AR ha un reach di 70 millimetri e un drop di 115 millimetri. Essi consentono una rapida transizione dalle parti superiori a quelli inferiori del manubrio per un maggiore controllo quando si cambiano le posizioni delle mani.

La stabilità è favorita anche dagli angoli di arretramento (backsweep) pari a 3° e a un angolo di rotazione della curva (outsweep) di 3°.

A chiudere i dati che riguardano le misure di questo manubrio gravel c’è la particolarità della presa bassa che ha una maggiorazione di 40 millimetri che regala una presa extra al ciclista. Con un diametro centrale di 31,8 millimetri il Cadex Ar è disponibile in 4 misure: 400, 420, 440, 460 millimetri. Il prezzo è di 319,99 euro.


cadex.com

Cadex: arriva il nuovo manubrio Cadex Race

08.09.2021
3 min
Salva

Non mancano le novità in casa Cadex, e lo dimostra l’arrivo del nuovissimo manubrio Cadex Race, studiato nei minimi dettagli per essere competitivo. Cattura la nostra attenzione sin da subito l’incredibile peso del prodotto – che potremmo definire “peso piuma” – dal momento l’ago della bilancia si ferma a quota 160 grammi, nella misura da 420 millimetri. La sua notevole leggerezza si deve principalmente al processo di produzione monopezzo e alla sua struttura in fibra di carbonio superleggera.

L’unione di queste due caratteristiche garantisce una spiccata rigidità e un comfort eccezionale, oltre al peso ultraleggero. Proprio la rigidità è elevata ai massimi livelli dal design a goccia ellittica, che elimina i punti di flessibilità e garantisce tra le altre cose anche una presa ergonomica, sicura e confortevole del manubrio.

 

Confortevole e sicuro

Restando sempre nell’ambito del comfort, possiamo,notare che il Cadex Race permette di cambiare agevolmente la presa delle mani, grazie al reach di 72 millimetri.

A trarre vantaggio da questa ulteriore e preziosa caratteristica sarà il controllo complessivo del mezzo, ottimizzato inoltre dalla sezione posteriore appiattita che esalta la performance. La parte superiore leggermente curva garantisce invece una presa comoda e un supporto sicuro per le mani. Meritano infine una menzione anche il drop da 125 mm (120 mm per la barra da 380 mm) e il diametro del morsetto da 31,8 millimetri. Il Cadex Race è disponibile nelle misure: 380, 400, 420 e 440 millimetri. Il prezzo consigliato al pubblico è di 319,99 euro.

cadex-cycling.com

Cinelli Neos, linea completa in alluminio e carbonio

20.08.2021
3 min
Salva

Oltre alle sue bellissime bici, nella sua linea Pro, progettata in carbonio e alluminio come sintesi di leggerezza e performance, Cinelli fa di Neos uno dei suoi cavalli di battaglia. La linea Neos è composta da manubrio, attacco manubrio e reggisella, scopriamo insieme questi prodotti di casa Cinelli.

Manubrio in 3 misure

Il manubrio monoscocca in fibra di carbonio è eccezionalmente leggero e confortevole grazie anche al drop realizzato seguendo il concetto PPA (Progressive Parabolic Action) che consente una perfetta impugnatura.

Un concetto innovativo che permette all’atleta di avere un’impugnatura perfetta ed efficace in tutte le fasi della corsa. Le misure del manubrio previste da Cinelli sono le classiche: 40, 42 e 44, con un diametro nella parte centrale di 31.8 millimetri. Il peso risulta estremamente contenuto: solamente 185 grammi, per la larghezza 42 centimetri.

Attacco manubrio Neos proposto nelle misure 90, 100, 110 e 120 millimetri
L’ attacco manubrio Neos è proposto nelle misure 90, 100, 110 e 120 millimetri

Attacco in lega 7076-T6

L’attacco forgiato 3D è realizzato in lega di alluminio 7050-T6 a spessore variabile, rinforzato con fibra di carbonio unidirezionale e una sezione ovale che lo rendono estremamente leggero e resistente.

Viene proposto nelle misurazioni: 90, 100, 110 e 120 millimetri a seconda delle esigenze fisiche e tecniche del corridore. Diametro del bloccaggio di 31,8 millimetri, mentre quello di inserimento della forcella è di 28,6 millimetri.

L’angolazione oscilla tra gli 83 e i 97 gradi, il peso è di 125 grammi per la misura da 100 millimetri. Le viti necessarie al fissaggio sono le M5, sia all’anteriore che al posteriore.

Il reggisella Neos è realizzato in alluminio forgiato 3D e rinforzato con fibra unidirezionale
Il reggisella Neos è realizzato in alluminio forgiato 3D e rinforzato con fibra unidirezionale

Morsetto a vite singola

Il reggisella monolitico anch’esso in alluminio forgiato 3D è rinforzato con fibra di carbonio unidirezionale, con un innovativo morsetto dotato di una singola vite che agisce simultaneamente sui suoi 4 elementi. I due superiori sono dotati di un sistema di chiusura a scatto che fa forza sul morsetto per non incidere il telaio della sella.

La lunghezza di questo reggisella è di 350 millimetri, mentre il diametro è di 31,6/27,2 millimetri. Il peso, per il diametro minore, è di 235 grammi, la vite necessaria alla chiusura è la M6.

www.cinelli.it

Trek pensa al gravel con il manubrio GR Elite

29.07.2021
2 min
Salva

Attraverso il suo marchio Bontrager, Trek cerca il modo migliore per ottimizzare la guidabilità delle bici gravel e lo trova presentando la novità GR Elite. Questo nuovo manubrio è realizzato con il migliore alluminio 6061-T6, leggero e affidabile. Fin da subito è possibile notare che lo spessore varia nella parte centrale. Presenta inoltre delle comode imbottiture (sostituibili) in EVA IsoZone che hanno il compito prezioso di disperdere le vibrazioni per migliorare il comfort e ridurre di conseguenza l’affaticamento muscolare. Il nuovo GR Elite dispone di porte Di2 integrate che consentono il passaggio interno dei cavi, aspetto che migliora tra le altre cose anche l’estetica del GR Elite. Degna di nota risulta essere anche la leggerezza della stessa piega. Quest’ultima pesa appena 306 grammi, prendendo in considerazione la misura da 38 millimetri.

Impugnatura confortevole che fa risparmiare energie
Impugnatura confortevole che fa risparmiare energie

Comandi raggiungibili

A rendere ancora più speciale il GR Elite ci pensa la nuova geometria Adventure Fit che offre la possibilità di accedere facilmente ai comandi dei freni e della trasmissione da qualsiasi posizione. Grazie ad una svasatura di 13 gradi e il drop da 128 millimetri è più agevole la presa bassa, decisamente più comoda e sicura. Il reach da 75 millimetri infine permette di adattarsi ai telai più lunghi tipici delle ultime novità in tema di bici da gravel.

Compatibilità importanti

Trek ha pensato bene di prevedere alcune compatibilità nella progettazione del nuovo GR Elite, come ad esempio
con l’appendice Shimano EW-RS910 Junction-A che garantisce un passaggio cavi Di2 più pulito ed efficiente,
ma anche con prolunghe aerodinamiche a clip
. Ricordiamo che il prodotto è disponibile nelle misure da 38, 40, 42 e 44 centimetri tramite la rete italiana di rivenditori Trek. Il prezzo consigliato al pubblico è di 79,99 euro.

trekbikes.com

Ursus fa un passo avanti e presenta il nuovo Magnus H.02

29.07.2021
3 min
Salva

La parola “accontentarsi” nel vocabolario Ursus non esiste… E proprio dando seguito a quanto appena affermato, l’azienda veneta di Rosà – produttrice in Italia di componenti di alta qualità per biciclette da corsa e non solo – ha recentemente introdotto un interessantissimo manubrio monoscocca in fibra di carbonio. Parliamo del Magnus H.02.

Innovazione e performance

Si tratta di una piega decisamente innovativa e di concezione moderna, che riesce a far coesistere alcune caratteristiche di primaria importanza quali l’ergonomia, l’aerodinamica e la leggerezza. L’intenso studio degli ingegneri Ursus per quanto attiene la realizzazione di questo manubrio si è fondamentalmente basato su tre differenti profili aerodinamici, la cui unione ha dato vita ad una nuova forma nella quale l’aerodinamica stessa incontra l’ergonomia in un connubio di altissima qualità che volge ovviamente all’ottimizzazione della performance.

Comfort per polsi e gomiti

Le sezioni del Magnus H.02, nei diversi punti di appoggio, sono state progettate in modo differenziato, e questo con l’intento di garantire una posizione dei polsi e dei gomiti più confortevole, offrendo così indubbi benefici anche alla respirazione. Inoltre, vogliamo anche evidenziare il particolare trattamento grip a cui è stato sottoposto il prodotto, pensato e poi realizzato per ottenere il miglior fissaggio delle manopole sul manubrio.

La presa inferiore del manubrio offre la massima comodità…
La presa inferiore del manubrio offre la massima comodità…

I suoi vantaggi…

Ma in cosa si concretizzano i principali vantaggi del Magnus H.02? Sicuramente nella rigidità e nella resistenza: non a caso nella zona di fissaggio della piega al cannotto alla forcella è stata inserita una placca sostituibile in alluminio le cui viti evitano il rischio di danneggiare il carbonio nel caso in cui si verificasse un serraggio troppo forzato. Volgendo l’attenzione all’angolo dell’attacco invece, notiamo che Ursus ha realizzato una curva modulata al cui interno i cavi scorrono protetti fino ad inserirsi nel cuscinetto dello sterzo da 1’’-1/2.

Il manubrio Magnus H.02 offre le migliori prestazioni in termini di comfort, aerodinamica e resistenza
Il manubrio Magnus H.02 offre le migliori prestazioni in termini di comfort, aerodinamica e resistenza

Peso e misure

Ad attirare ulteriormente il nostro interesse ci ha “pensato” anche la guaina del freno anteriore, in grado sia di scorrere nel cannotto della forcella grazie ad un expander speciale oppure di unirsi al percorso degli altri cavi la cui fine è prevista in un apposito alloggiamento collocato nella zona posteriore rispetto al tubo sterzo. Ricordiamo poi che le sezioni geometriche di attacco e manubrio sono relative alle seguenti misure: 38, 40, 42 e 44 millimetri, e presentano il medesimo rapporto previsto dall’UCI 3:1. Il peso del manubrio integrato è di 380 grammi, considerando la misura 40.

ursus.it

Pro apre la finestra sul 2022 con il nuovo Vibe Evo

27.07.2021
4 min
Salva

Oggi, martedì 27 luglio, PRO presenta il suo nuovo manubrio, il Vibe Evo ed essendo il centro di controllo del mezzo e al centro di continue evoluzioni, è immediato capire che i ciclisti prestino una particolare attenzione a questa parte della bici.

Bisogna aggiungere, inoltre, che l’aerodinamica la gioca da padrona nello sviluppo dei componenti. Il manubrio, in particolare, essendo situato nella parte frontale della bici, diventa un punto di studi e sviluppo proprio da questo punto di vista.

Nuovo livello di stile e aerodinamica

L’azienda, che fa parte della galassia Shimano, che produce ogni genere di componenti e ha la sede operativa in Olanda (Eindhoven), ha posto l’accento sullo sviluppo dell’attacco manubrio e del passaggio cavi. Hanno portato infatti il punto di attacco e di passaggio cavi ad una sezione superiore, così da renderlo più scorrevole e perfettamente adattato alle leve.

Il nuovo manubrio prevede una regolazione di +/- 2 gradi rispetto al punto di attacco precedente, con uno spessore di 1 1/8. Il montaggio di tubi sterzo da 1-1/4 è possibile con la rimozione dello spessore. Il Vibe Evo è disponibile in larghezze di 38, 40 e 42 centimetri con lunghezze dell’attacco manubrio di 105, 115 e 125 millimetri.

Esperienza di guida migliorata

Il nuovo manubrio è realizzato in carbonio T700, che fornisce una leggerezza incredibile, il peso è di soli 390 grammi. Il tutto unito ad una resistenza mai vista su un componente di questo tipo: i test di laboratorio dicono che è adatto anche alla potenza impressa negli sprint.

PRO ha ben cinque comode opzioni di impugnatura (sulla parte superiore, in posizione di inseguimento, presa d’angolo, presa alta sulle leve e presa bassa sulle estremità).

Meno nastro, più grip

La piega del manubrio può essere avvolta dal nuovo Ergonomic Drop Grip, un nastro progettato da PRO che fornisce un grip maggiore, per offrire un ottimo controllo della bici in tutte le condizioni meteo.

L’innovazione è sulla parte superiore del manubrio, dove la possibilità di cambiare le impugnature permette di non adoperare più il nastro in quella zona. Un concetto nuovo, derivante dal fatto che i manubri aero rendono difficile l’uso del nastro per ricoprire i tubi tagliati.

Posto l’accento sullo sviluppo dell’attacco manubrio e del passaggio cavi
Posto l’accento sullo sviluppo dell’attacco manubrio e del passaggio cavi

Nuovo attacco per il ciclocomputer

Sta diventando sempre più importante, anche dal punto di vista aerodinamico, il punto di attacco del ciclocomputer, PRO Vibe Evo, nella parte inferiore del manubrio, ha messo due viti per attaccare il supporto del computer o eventualmente anche borse o altri accessori

www.pro-bikegear.com/it

FSA Energy Compact, tra leggerezza e affidabilità

12.07.2021
2 min
Salva

FSA, brand di vertice nella produzione di componenti di alta qualità per ciclismo e partner per la stagione agonistica 2021 di importanti team di primo livello come Cofidis, BikeExchange, Bahrain-Victorious, EF Education-Nippo, Novo Nordisk e Jumbo-Visma, ha introdotto il manubrio Energy Compact: una “curva” appositamente predisposta per esaltare tutte le potenzialità dell’alluminio 7075. L’alluminio è una lega molto apprezzata nel settore della bicicletta, e lo è in modo particolare per la propria resistenza e per la propria capacità di disperdere le vibrazioni e gli urti provenienti soprattutto dal manto stradale.

Comfort assicurato

Entrando nello specifico, balza immediatamente all’occhio il doppio spessore nella parte centrale del manubrio rastremato. Quest’ultimo diminuisce il proprio volume dall’alto verso il basso al fine di ottenere la migliore rigidità. Gli amanti del comfort trovano nella piega FSA Energy Compact terreno estremamente fertile.

Impugnatura ergonomica

L’impugnatura ergonomica da 34 millimetri garantisce una presa comoda e sicura, mentre l’ampia zona centrale e tonda del manubrio da 110 millimetri oltre a donare una gradevole sensazione di comodità, permette anche il montaggio di accessori come il ciclocomputer (senza la necessità di alcun adattatore), e questo grazie al diametro del morsetto da 38 millimetri.

«E’ il top di gamma tra tutti i modelli che produciamo alluminio – ci spiega Fabio Guerini, marketing FSA & Vision Europe – pensate, a volte viene impiegata anche dai professionisti in gara perché offre importanti caratteristiche in termini di comodità. Una sua specifica caratteristica è la parte centrale, che è rinforzata con degli strati interni in alluminio al fine di garantire una maggiore sicurezza».

Il passaggio interno dei cavi, del manubrio Energy Compact
Il passaggio interno dei cavi, del manubrio Energy Compact

Performante e confortevole

La performance dell’Energy Compact è garantita anche dal peso: appena 269 grammi. Ma ci chiediamo: come si possono ottimizzare in un manubrio per bici da corsa due aspetti così contrastanti come leggerezza e resistenza, che per loro natura tendono a… “respingersi”? Semplicemente grazie all’altissima qualità dell’alluminio 7075, che conferisce preziose caratteristiche in termini di prestazioni e affidabilità.

«Questa piega manubrio ci sta dando moltissime soddisfazioni – aggiunge Guerini – il passaggio dei cavi è interno. Mentre la presa, essendo compact, tende a essere più corta rispetto alla norma. Permettendo così agli appassionati che la adoperano di pedalare più comodamente. Per noi si è rivelata un vero successo».

La curva Energy Compact è disponibile nelle misure da 40, 42 e 44 millimetri, mentre il prezzo consigliato al pubblico è di 104 euro.

fullspeedahead.com