Il consuntivo del Regioni, ma Scotti già pensa al 2026

Il consuntivo del Regioni, ma Scotti già pensa al 2026

02.12.2025
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Tempo di consuntivi per il Giro delle Regioni di ciclocross. La challenge che ha inaugurato la stagione è andata in archivio con la prova di Cantoira e i successi finali di Folcarelli e Borello, ma sul suo sviluppo c’è ancora molto da dire, considerando la sua particolare conformazione, con un team supervisore, quello di Fausto Scotti e varie squadre che mettono insieme il loro impegno facendo del circuito una struttura fondamentale per lo sviluppo dell’attività.

Fausto Scotti, a sinistra, è da sempre il deus ex machina del Giro d'Italia prima e del Regioni poi
Fausto Scotti, a sinistra, è da sempre il deus ex machina del Giro d’Italia prima e del Regioni poi
Fausto Scotti, a sinistra, è da sempre il deus ex machina del Giro d'Italia prima e del Regioni poi
Fausto Scotti, a sinistra, è da sempre il deus ex machina del Giro d’Italia prima e del Regioni poi

Tutto è iniziato a Corridonia

Ad aprire le ostilità è stata Corridonia grazie all’impegno del Bike Italia Tour con a capo Francesco Baldoni: «Sono passati due mesi dall’evento, ma noi siamo già al lavoro per valutare un possibile cambio data e per migliorare ulteriormente ogni aspetto della manifestazione, con l’obiettivo di renderla sempre più completa e funzionale sia per gli atleti che per il pubblico. La numerosa partecipazione, costante in tutte le edizioni, rappresenta per noi organizzatori un grande riconoscimento e uno stimolo a proseguire su questa linea di crescita».

A Tarvisio si è mosso in prima persona il Bandiziol Cycling Team di Mauro Bandiziol: «Quest’anno è stato difficile capire realmente quanto afflusso ci sia stato se non dai numeri degli iscritti, considerando le difficili condizioni meteo al limite della praticabilità del percorso, tuttavia il comitato organizzatore insieme allo staff principale ha portato a casa 3 semafori verdi dalla commissione UCI presente sul posto. Che dire , quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, un grazie speciale a quanti hanno collaborato per l’ottima riuscita dell’evento».

La prova di Tarvisio è stata quella più penalizzata dal maltempo. Una gara da Nord Europa...
La prova di Tarvisio è stata quella più penalizzata dal maltempo. Una gara da Nord Europa…
La prova di Tarvisio è stata quella più penalizzata dal maltempo. Una gara da Nord Europa...
La prova di Tarvisio è stata quella più penalizzata dal maltempo. Una gara da Nord Europa…

Lo Zoncolan non ha tradito le aspettative

A Osoppo è toccato al Jam’s Bike Team Buja di Gessyca Baldassa: «La tappa del Rivellino Ciclocross non è solo una competizione, è un punto di riferimento. L’evento si distingue non solo per l’alta competitività, ma anche per la sua location eccezionale e unanimemente riconosciuta come una delle più affascinanti e performanti. Il percorso di quest’anno è stato particolare, creando sul tracciato la scritta del suo nome celebrando così i 20 anni di attività».

Poi c’è stata l’attesissima prova sullo Zoncolan, la novità di quest’anno, per merito del Carnia Bike: «Organizzare una gara di questo tipo a 1.300 metri di altitudine non è semplice – garantisce la vicepresidente Vanezza Zagar – e racchiude molte sfide ma siamo comunque riusciti a fare un buon lavoro grazie all’ottima collaborazione con il Comune di Sutrio e tutto il territorio limitrofo. La buona risposta delle moltissime società partecipanti ci dà la carica per pensare a un’edizione 2026 davvero entusiasmante».

Tutti i vincitori finali del Regioni 2025, premiati nella tappa finale di Cantoira
Tutti i vincitori finali del Regioni 2025, premiati nella tappa finale di Cantoira
Tutti i vincitori finali del Regioni 2025, premiati nella tappa finale di Cantoira
Tutti i vincitori finali del Regioni 2025, premiati nella tappa finale di Cantoira

Già tante richieste per il 2026

Chiusura a Cantoira, in Piemonte: «Abbiamo garantito alle categorie giovanili il confronto formativo con i migliori atleti italiani anche in previsione della imminente Coppa Italia e dei campionati tricolori – testimonia il coordinatore locale Pier Franco Guglielmetti – Non posso non sottolineare la mia personale soddisfazione nella riuscita della manifestazione anche dal punto di vista promozionale per le Valli di Lanzo. La riuscita dell’evento, la sinergia tra organizzatori ed enti territoriali fa poi ben sperare per un’evoluzione della manifestazione anche a livello internazionale».

A riassumere il tutto è Fausto Scotti, che ha portato a termine un’altra impresa: «Alla fine, tanti partecipanti, tanti numeri e il livello si alza sempre di più anche a livello giovanile. I numeri aumentano, a oggi posso già dire che abbiamo 14 richieste e 8 hanno i requisiti per poter fare una tappa. Sarà difficile scegliere le 6 gare, comunque l’anno prossimo punteremo a farlo tutto internazionale e intanto a riaggiungere una tappa».

Grandi numeri di partecipazione in tutte le tappe. Il record spetta all'inaugurazione di Corridonia
Grandi numeri di partecipazione in tutte le tappe. Il record spetta all’inaugurazione di Corridonia
Grandi numeri di partecipazione in tutte le tappe. Il record spetta all'inaugurazione di Corridonia
Grandi numeri di partecipazione in tutte le tappe. Il record spetta all’inaugurazione di Corridonia

Maggiore spazio dai media

Un aspetto sul quale Scotti intende spingere è la copertura mediatica: «Soprattutto il rapporto con la Rai va rivisto. E’ vero che passano un paio di minuti su Radio Corsa, ma ci vorrebbe più spazio  per dare anche un po’ più di risonanza ai team e alle città. E’ chiaro che a ottobre c’è ancora tanta attività su strada. Ma invece di far vedere Juventus-Roma del 1932 perché non mettere dentro una gara che noi ti mandiamo a pacchetto chiuso, con il lavoro (costoso) del server? E’ vero che su Bike Channel o Scratch riusciamo a passare due ore e ci fanno vedere tutte le categorie, ma la rete nazionale ha ancora un altro impatto».

C’è poi il lavoro di contorno: «Abbiamo fatto promozione nelle scuole coi bambini, abbiamo lasciato gadget, abbiamo divulgato il ciclismo e questo colpisce anche gli sponsor che si stringono a noi».

Mattia Agostinacchio ha preso l'abbrivio al Regioni per raggiungere la forma migliore per gli europei
Mattia Agostinacchio ha preso l’abbrivio al Regioni per raggiungere la forma migliore per gli europei
Mattia Agostinacchio ha preso l'abbrivio al Regioni per raggiungere la forma migliore per gli europei
Mattia Agostinacchio ha preso l’abbrivio al Regioni per raggiungere la forma migliore per gli europei

Un trampolino per le nostre stelle

Tutti, da Agostinacchio e Viezzi in giù, dicono dell’utilità del circuito posizionato a ottobre, perché pur non andando a gareggiare all’estero, hanno potuto rodare la gamba, quindi la posizione nel calendario è ideale: «Aver fatto il cittì per 17 anni mi dà l’esperienza necessaria per sapere come costruire una stagione e aiutare i nostri. Se allestisci le gare internazionali e non inviti stranieri tutti i punti vanno ai corridori italiani e questo li aiuta poi a partire più avanti nelle prove estere, europei in primis. Inoltre così gli fai fare tutto ottobre pieno e arrivano all’evento che hanno fatto un bel rodaggio. Fai solo scarico di allenamento, galleggi quella settimana e vai all’europeo che hai una buona gamba. Se il Giro serve anche a questo, ben venga…».

Cafueri, il terzo uomo degli Under 23? Forse anche di più

Cafueri, il terzo uomo degli under 23? Forse anche di più

29.11.2025
5 min
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Senza grandi proclami, Tommaso Cafueri prosegue il suo cammino di crescita, su strada e nel cross. Se c’è una caratteristica che lo contraddistingue è la costanza, che lo porta a farsi vedere su strada e a emergere quando possibile nell’attività sui prati, dove si è già ritagliato un ruolo di “primo degli umani” dietro le due grandi stelle internazionali Mattia Agostinacchio e Stefano Viezzi che raccolgono soddisfazioni anche all’estero.

L'arrivo di Cafueri a Cantoira, una vittoria non sufficiente per fargli vincere il Giro delle Regioni
L’arrivo di Cafueri a Cantoira, una vittoria non sufficiente per fargli vincere il Giro delle Regioni
L'arrivo di Cafueri a Cantoira, una vittoria non sufficiente per fargli vincere il Giro delle Regioni
L’arrivo di Cafueri a Cantoira, una vittoria non sufficiente per fargli vincere il Giro delle Regioni

Mai fuori dai primi 10

Nello scorso fine settimana il friulano si è preso il lusso di conquistare la tappa finale del Giro delle Regioni, portando decisamente sul positivo la lancetta della sua stagione.

«L’anno scorso ho avuto, da giugno 2024, un po’ di complicazioni – dice – tra infortuni, vari cambiamenti e altro. Quindi la stagione scorsa non era andata molto bene.  Tutto questo 2025 l’ho passato a ricostruire tutto quello che avevo perso l’anno precedente, quindi ero arrivato abbastanza preparato, tenevo ad avere risposte e nel complesso devo dire che è iniziata bene anche se non ho fatto grossissimi risultati. O almeno non prima di Cantoira. Ma sono stato molto costante, perché non sono mai uscito dai 10».

Il friulano della DP66 Pinarello in gara a Osoppo. Per lui l'obiettivo è rientrare in nazionale
Il friulano della DP66 Pinarello in gara a Osoppo. Per lui l’obiettivo è rientrare in nazionale (foto Billiani)
Il friulano della DP66 Pinarello in gara a Osoppo. Per lui l'obiettivo è rientrare in nazionale
Il friulano della DP66 Pinarello in gara a Osoppo. Per lui l’obiettivo è rientrare in nazionale (foto Billiani)
A Cantoira è stata più la gioia per la vittoria o il dispiacere per quel punto mancante per vincere la classifica finale?

Per me era la seconda vittoria, avevo vinto il weekend prima a Roverchiara. Ero contento sicuramente di aver vinto, sapevo che era un po’ difficile prendere la maglia del Giro all’ultima tappa anche se mancava Scappini. Ho dato tutto, ma quando sono arrivato ero cosciente che quel punto faceva la differenza e che Folcarelli ne aveva tenuto conto.

Che cosa significa competere nella stessa categoria con due dei più forti al mondo?

Beh, sicuramente dà morale, nel senso che sono due ragazzi che fanno da riferimento a livello internazionale, quindi quando vengono qui in Italia, in quelle poche gare dove riusciamo a confrontarci con loro, sicuramente è un bel punto di riferimento che ci stimola sempre di più anche a noi a crescere.

Durante la stagione estiva il corridore della Trevigiani si è disimpegnato anche nella gravel
Durante la stagione estiva il corridore della Trevigiani si è disimpegnato anche nel gravel
Durante la stagione estiva il corridore della Trevigiani si è disimpegnato anche nella gravel
Durante la stagione estiva il corridore della Trevigiani si è disimpegnato anche nel gravel
Tu sei in crescita di condizione, due vittorie in stagione. L’obiettivo a questo punto è riuscire a entrare appunto in nazionale dietro loro due?

Sì, anche perché finora probabilmente non ho ancora convinto abbastanza il cittì Pontoni per farmi convocare, quindi devo cercare di fare ancora qualche altra bella prestazione e concentrarmi in vista dei prossimi obiettivi, dimostrare che posso meritarmi anch’io quella convocazione.

Tu l’anno prossimo sarai sempre alla Trevigiani. De Candido ha detto che sei uno dei due confermati per la prossima stagione. Come ti trovi con il nuovo diesse?

All’inizio ci siamo dovuti capire. Lui doveva anche entrare un po’ in sintonia con la categoria, perché comunque gestire una nazionale a livello juniores e gestire una Continental a livello under 23 è tutta un’altra cosa, c’è una mentalità diversa. Quindi ci siamo dovuti venire incontro e dopo piano piano ci siamo trovati. Io mi sto trovando molto bene, è molto disponibile, ci stiamo sentendo anche tutt’ora, si interessa molto della mia attività invernale. Quindi finisco il ciclocross e poi quando sarà tempo di girare pagina mi concentrerò bene sulla strada e parlerò per bene con Rino dei futuri obiettivi.

Cafueri (a sinistra) è con Fabbro uno dei due confermati alla Trevigiani anche per il prossimo anno
Cafueri (a sinistra) è con Fabbro uno dei due confermati alla Trevigiani anche per il prossimo anno
Cafueri è con Fabbro uno dei due confermati alla Trevigiani anche per il prossimo anno
Cafueri è con Fabbro uno dei due confermati alla Trevigiani anche per il prossimo anno
Ciclocross e strada: hai una preferenza fra le due?

Mi piace di più il cross, lo sento più mio e mi diverto maggiormente, ovviamente anche quando vado su strada punto sempre a dare il massimo, ma lì l’aspetto ludico traspare meno. Comunque con i giusti tempi, i giusti riposi, si cerca sempre di dare il massimo in tutte e due le discipline.

Il ciclocross è una specialità più individuale, la strada un po’ più di squadra. Che ruolo riesci a ritagliarti nelle prove su strada?

Quest’anno ho lavorato molto nel treno per il velocista che avevamo, Riccardo Fabbro. Ho lavorato spesso per tenere davanti il treno o comunque nelle battute finali, per portarlo nella miglior posizione e poi lanciare il penultimo uomo, ma ho anche provato tante fughe. Presumo che il prossimo anno sarà un po’ diverso e spero che Rino riesca a darmi anche un po’ più di fiducia, me l’ha già detto, quindi sicuramente in gare vallonate e un po’ dure, cercherò di farmi valere.

Ora mirino puntato sui campionati italiani e poi sulla strada, alla ricerca di soddisfazioni personali
Ora mirino puntato sui campionati italiani e poi sulla strada, alla ricerca di soddisfazioni personali
Ora mirino puntato sui campionati italiani e poi sulla strada, alla ricerca di soddisfazioni personali
Ora mirino puntato sui campionati italiani e poi sulla strada, alla ricerca di soddisfazioni personali
Adesso fai il ciclista a tempo pieno?

Diciamo di sì, anche se sono iscritto alla facoltà di Scienze Motorie e voglio andare avanti con gli studi. Per il momento do la preminenza all’attività per vedere dove mi porterà. Ora mi sto preparando al meglio per i campionati italiani, poi si vedrà come andrà la il finale di stagione.

Giro delle Regioni col sigillo della Borello, specialista pura

Giro delle Regioni col sigillo della Borello, specialista pura

24.11.2025
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Come lo scorso anno, il Giro delle Regioni chiude i battenti e premia Carlotta Borello, autentica dominatrice della challenge che mette il sigillo alla sua maglia di leader conquistando anche la tappa finale nella “sua” Cantoira, visto che si gareggiava in Piemonte. Carlotta è una ciclocrossista pura, diversa dalle sue colleghe/avversarie. Per lei il ciclocross è la prima specialità e la strada è davvero un’appendice, un tramite per la preparazione.

L'arrivo della Borello, per lei tre vittorie di tappa e la conquista della maglia davanti a Rizzi e Gariboldi
L’arrivo della Borello, per lei tre vittorie di tappa e la conquista della maglia davanti a Rizzi e Gariboldi
L'arrivo della Borello, per lei tre vittorie di tappa e la conquista della maglia davanti a Rizzi e Gariboldi
L’arrivo della Borello, per lei tre vittorie di tappa e la conquista della maglia davanti a Rizzi e Gariboldi

Un’estate con pochissima strada

In quest’annata è stato così anche di più e durante la stagione sono state ben più frequenti le sue uscite in gravel, dove ha colto risultati molto importanti tornando a vestire la maglia azzurra: «Quest’estate ho fatto una stagione un po’ alternativa. Non mi sono focalizzata solamente sulla strada come gli anni passati. I risultati dicono che è stata la scelta giusta, ma non mi riferisco solo al responso del cronometro, neanche al titolo italiano di gravel conquistato, ma alle sensazioni vissute. E’ stata una stagione molto varia, dove mi sono messa alla prova anche nelle Marathon di mountain bike, oltre alle gare su strada e gare gravel. Mi sto trovando bene anche come preparazione che ha influito su questa prima parte di stagione invernale».

Infatti nel ciclocross la Borello è partita subito forte, dominando il Giro delle Regioni: «In verità ho colto qualche vittoria in meno dell’anno scorso, ma sono arrivati comunque piazzamenti sul podio e in gare comunque importanti. In più è arrivata anche la convocazione all’europeo e quindi sono molto felice di essere riuscita a partecipare al mio primo europeo tra le Elite, quindi diciamo che non mi posso lamentare».

Sullo Zoncolan la gara più dura ma anche più soddisfacente per la piemontese nel Giro delle Regioni
Sullo Zoncolan la gara più dura ma anche più soddisfacente per la piemontese nel Giro delle Regioni (foto Billiani)
Sullo Zoncolan la gara più dura ma anche più soddisfacente per la piemontese nel Giro delle Regioni
Sullo Zoncolan la gara più dura ma anche più soddisfacente per la piemontese nel Giro delle Regioni (foto Billiani)

Un europeo corso nel dolore

Che esperienza è stata, quella internazionale? «E’ stata molto impegnativa perché c’era veramente tanta sabbia e non ci sono abituata. Ho cercato di difendermi al meglio che potessi, nonostante non fossi in un periodo molto facile perché è mancata la mamma del mio fidanzato proprio il giorno prima della gara. Diciamo che di testa non ero al 100 per cento, ma ho cercato di onorare al meglio la maglia azzurra e dare il mio massimo».

Quanto contano le gare italiane, visto che non avevi avuto test prima della corsa continentale? «Quest’anno è stato un po’ più complicato, cioè confrontarsi solamente con le atlete italiane mi ha fatto arrivare un po’ al buio, ma non è colpa delle prove italiane che sono state di sicuro valore, internazionali, quindi abbiamo potuto fare gare impegnative che sono servite per arrivare in condizione. A dicembre comunque andrò a correre in Belgio, quindi mi confronterò con le più forti e capirò il mio valore».

D'estate la Borello ha privilegiato il gravel, vincendo il titolo nazionale e finendo seconda alle World Series in Sardegna
D’estate la Borello ha privilegiato il gravel, vincendo il titolo nazionale e finendo seconda alle World Series in Sardegna
D'estate la Borello ha privilegiato il gravel, vincendo il titolo nazionale e finendo seconda alle World Series in Sardegna
D’estate la Borello ha privilegiato il gravel, vincendo il titolo nazionale e finendo seconda alle World Series in Sardegna

In Belgio per capire davvero chi è

La tappa che ti è piaciuta di più del Giro delle Regioni? «Sicuramente quella dello Zoncolan. Il percorso era veramente duro, con tanta salita, ma è servito perché era un po’ più dura rispetto ai soliti standard e è stata un test fondamentale nel corso della stagione. Tutti parlavano dell’altitudine, ma quella non è stato certo un fattore».

Ora che cosa ti proponi per questa stagione di ciclocross? «Sarò in Sardegna per la Coppa del mondo e poi, dopo Faé di Oderzo, andrò come detto in Belgio dal 20 dicembre fino ai primi di gennaio. Poi, chiusa la stagione invernale, devo ancora valutare, ma vorrei proseguire sulla falsariga di quest’anno, puntando molto alle gravel per portare in giro la maglia tricolore».

In campo maschile vittoria finale all'ultima tappa per Folcarelli, anche senza alcun successo parziale
In campo maschile vittoria finale all’ultima tappa per Folcarelli, anche senza alcun successo parziale
In campo maschile vittoria finale all'ultima tappa per Folcarelli, anche senza alcun successo parziale
In campo maschile vittoria finale all’ultima tappa per Folcarelli, anche senza alcun successo parziale

L’esito delle altre categorie

Il Regioni ha chiuso i battenti a Cantoira con una gara Open maschile davvero accesissima. Non essendoci il leader della classifica Samuele Scappini, si è scatenata la lotta per cogliere la maglia all’ultima occasione. L’evoluzione della gara ha visto emergere Tommaso Cafueri e Antonio Folcarelli: alla fine l’ha spuntata il primo, uno dei pochi confermati all’UC Trevigiani, ma Folcarelli è corridore esperto e a un certo punto si è fatto i conti in tasca: meglio lasciar andare il friulano e assicurarsi, con la piazza d’onore, un nuovo trionfo nella challenge dopo quello dello scorso anno (e i 3 al Giro d’Italia…). Fra gli juniores maglia bianca conquistata da Tommaso Cingolani (assente a Cantoira ma già protagonista al suo primo anno nella categoria) e Azzurra Rizzi. Il Regioni chiude qui, ma gli impegni per lo staff di Fausto Scotti non sono minimamente finiti. Ma ci sarà tempo per pensarci…

Sullo Zoncolan emerge Fontana, l’uomo dei 28 giorni

20.10.2025
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C’era molta attesa per la penultima prova del Giro delle Regioni di ciclocross, che lo staff di Fausto Scotti ha portato per la prima volta sulla cima dello Zoncolan con la collaborazione di Carnia Bike. Una tappa per alcuni versi temuta, considerando anche che si pedalava a 1.300 metri di quota con una temperatura già frizzante. Per l’occasione tutti i big si sono presentati al via, a cominciare dagli ex iridati junior Agostinacchio e Viezzi, ma alla fine è emersa la classe di Filippo Fontana, l’ex campione italiano che ha messo la sua firma alla sua prima uscita sui prati.

Prima gara e prima vittoria per Fontana, con 16" su Agostinacchio e 24" su Viezzi
Prima gara e prima vittoria per Fontana, con 16″ su Agostinacchio e 24″ su Viezzi
Prima gara e prima vittoria per Fontana, con 16" su Agostinacchio e 24" su Viezzi
Prima gara e prima vittoria per Fontana, con 16″ su Agostinacchio e 24″ su Viezzi

Un percorso decisamente per bikers

La sua voce dopo la gara è brillante, esattamente come la sua prestazione andata forse anche oltre le sue aspettative: «Sono partito con una gara abbastanza dura, percorso bellissimo con delle belle salite e non troppo tecnico, quindi neanche troppo veloce. Per noi che arrivavamo della mountain bike si adattava bene, un percorso troppo veloce sarebbe stato più impattante. Mi sono accorto dal primo giro che i due ragazzi erano partiti un po’ dietro di me, quindi ho approfittato per andarmene via subito e poi ho gestito il vantaggio. Ma loro sono andati molto forte considerando la loro età».

Quanto ha influito l’altitudine e il fatto che il percorso era più adatto ai biker? Ormai Agostinacchio e Viezzi li possiamo considerare stradisti a tutti gli effetti…: «Sicuramente avvantaggiava un biker perché c’è più salita rispetto a una gara normale, che poi in realtà non è neanche vero perché in Belgio e Olanda probabilmente di gare così se ne trovano più di quanto pensiamo. Probabilmente avrebbero preferito un percorso un po’ più veloce. Per quanto riguarda l’altezza, secondo me fino ai 1.500-1.600 metri non si sente tanto, ha più influito il fatto che era abbastanza freddo e siamo ancora abituati a un clima abbastanza caldo».

Fianco a fianco Agostinacchio e Viezzi, i due ragazzi italiani inseriti nei devo team del WorldTour
Fianco a fianco Agostinacchio e Viezzi, i due ragazzi italiani inseriti nei devo team del WorldTour
Fianco a fianco Agostinacchio e Viezzi, i due ragazzi italiani inseriti nei devo team del WorldTour
Fianco a fianco Agostinacchio e Viezzi, i due ragazzi italiani inseriti nei devo team del WorldTour

Il miracolo della ripresa dalla doppia frattura

Questa era la prima uscita di Fontana dopo un’estate sulle montagne russe, contraddistinta da un bruttissimo incidente in Coppa del mondo mtb con rottura di tibia e perone e da soli 28 giorni per la ripresa prima di tornare in sella. Un autentico miracolo: «Sin dal giorno dopo che sono tornato a casa ho pensato subito a quella che poteva essere la riabilitazione, a quello che potevo fare, senza in realtà avere mai idea di quando tornare alle competizioni. Mi interessava guarire bene. Sono stato fortunato ad aver avuto una un’ottima operazione, ma ancora più fortunato ad avere uno staff dietro che mi ha seguito in maniera eccellente, a partire dal mio fisioterapista e dal mio mental coach. Poi sicuramente ci ho messo del mio, è stato un periodo molto impegnativo, ma ne è valsa la pena».

Come hai fatto a trovare in così breve tempo una forma tale da portarti nella Top 10 dei mondiali di mountain bike? «Non lo so neanche io – ammette Fontana – per me già andare ai Mondiali era un obiettivo incredibile, un raggiungimento spettacolare, considerato appunto l’infortunio che era successo. E’ stato il risultato di tante cose, di una giornata, una giornata in stato di grazia, dell’averci creduto tanto ed essere stato ripagato di tante cose».

Per il corridore dei Carabinieri quella sullo Zoncolan era la prima uscita stagionale nel ciclocross
Per il corridore dei Carabinieri-Olympia quella sullo Zoncolan era la prima uscita stagionale nel ciclocross
Per il corridore dei Carabinieri quella sullo Zoncolan era la prima uscita stagionale nel ciclocross
Per il corridore dei Carabinieri quella sullo Zoncolan era la prima uscita stagionale nel ciclocross

Il mondiale delle rivincite

Tante volte avevi detto che cercavi un risultato importante per certificare il fatto che sei un biker prima di tutto…: «Sì, sicuramente è stato il risultato più appagante, nonostante in realtà non sia stato l’unico, considerando che avevo fatto già un paio di Top 10 in Coppa. Ho chiuso la stagione di mountain bike felice di quello che è stato fatto. Io ci ho sempre creduto, volevo questa risposta e finalmente è arrivata, convincendo anche chi la pensava in maniera diversa».

Ora punterai agli europei? «Sì, adesso sfrutto questo periodo per fare altre gare in Italia e poi correre l’europeo il 9 novembre, poi mi prenderò un po’ di riposo, ma neanche troppo, perché alla fine correrò anche in Belgio quest’inverno e sotto Natale, poi fine stagione di cross e si riparte con la mountain bike».

Per la tricolore Borello la conquista del Giro delle Regioni è pressoché assicurata
Per la tricolore Borello la conquista del Giro delle Regioni è pressoché assicurata
Per la tricolore Borello la conquista del Giro delle Regioni è pressoché assicurata
Per la tricolore Borello la conquista del Giro delle Regioni è pressoché assicurata

Scappini e Borello verso la vittoria finale

Il Giro ora si prende una pausa in vista della tappa finale del 22 novembre a Cantoira. In campo Open maschile appare difficile che la maglia rosa sfugga a Samuele Scappini, sesto sullo Zoncolan ma forte delle vittorie di Corridonia e Osoppo mentre fra le ragazze il successo ottenuto da Carlotta Borello la mette praticamente al sicuro, solo la matematica non le permette di festeggiare anzitempo. Ma forse è meglio così, visto che potrà festeggiare in casa… Fra gli juniores nuovo centro per Filippo Grigolini, forse la migliore carta azzurra per gli europei di Middelkerke e prima vittoria al suo esordio per Elisa Bianchi, che ha regalato anche la prima gioia al neonato team Alé Colnago.

Grigolini

A Osoppo riecco Grigolini, bronzo mondiale con grandi progetti

13.10.2025
6 min
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Terza tappa al Giro delle Regioni dalla quale emerge tutto il meglio del ciclocross nazionale. Un test fondamentale un po’ per tutti e per tutte le categorie, tanto è vero che il cittì Daniele Pontoni ha riempito il suo ideale taccuino di appunti in vista del primo grande appuntamento stagionale, gli europei del secondo weekend di novembre. Da una parte emerge un livello qualitativo alto in quasi tutte le categorie assolute (i giovani di ieri premono e stanno cominciando a rimescolare le carte anche fra gli Elite), dall’altra si rivedono anche corridori che avevamo lasciato lo scorso inverno con una grande gioia e tante prospettive, come il bronzo mondiale Filippo Grigolini.

L'arrivo vittorioso di Grigolini, con 13" su Tommaso Cingolani e 18" su Dell'Oglio (foto Paletti)
L’arrivo vittorioso di Grigolini, con 13″ su Tommaso Cingolani e 18″ su Dell’Oglio (foto Paletti)
L'arrivo vittorioso di Grigolini, con 13" su Tommaso Cingolani e 18" su Dell'Oglio (foto Paletti)
L’arrivo vittorioso di Grigolini, con 13″ su Tommaso Cingolani e 18″ su Dell’Oglio (foto Paletti)

Si parte dal bronzo mondiale

Battuto nettamente a Tarvisio dal campione d’Italia Patrick Pezzo Rosola, Grigolini si è preso una sonora rivincita sempre in terra friulana, su un percorso che conosce a menadito, traendo dalla gara quelle rassicurazioni sulla sua forma che cercava: «Siamo partiti e subito con il mio compagno di squadra Filippo Cingolani abbiamo fatto il vuoto. Io già dopo la prima curva mi sono messo in testa e non l’ho più lasciata. Al terzo giro Filippo si è staccato e il resto della gara l’ho fatto da solo. Ho un po’ riscattato quel pizzico di delusione vissuto a Tarvisio: lì stavo bene, ma nevicava, pioveva, col freddo sono andato in crisi».

Grigolini è al secondo anno nella categoria, ma chiaramente la nomea di bronzo mondiale in carica lo porta alle gare con un carico d’attenzione addosso che gli avversari non hanno: «A me non pesa questa pressione, è anche normale che ci sia. Il fatto del podio mi dà una motivazione in più per trovare quest’anno tutti gli strumenti per provare a vincerlo, il mondiale…».

Il friulano insieme a Tommaso Cingolani, poi staccato. Grigolini punta deciso al mondiale di Hulst 2026 (foto Paletti)
Il friulano insieme a Tommaso Cingolani, poi staccato. Grigolini punta deciso al mondiale di Hulst 2026 (foto Paletti)

Dalla strada una nuova dimensione

Dopo il mondiale, il friulano ha vissuto una stagione su strada, la sua prima in assoluto, senza troppe gare, ma vissuta con grande attenzione e risultati di un certo peso: «Non avevo mai corso prima, è stata un’esperienza bella. Mi sono anche trovato bene, anche se con il mio team, il Borgo Molino Vigna Fiorita non si è instaurato il giusto feeling. Ma è stata un’esperienza positiva che mi aiuterà anche molto per questa stagione di ciclocross».

26 giorni di gara con alcune Top 10 di qualità, sia nelle corse di un giorno che nelle classifiche dei giovani delle corse a tappe. Qual è allora la tua dimensione ideale? «Io credo di essere andato soprattutto forte nelle corse di più giorni. Anche se magari ho avuto una giornata storta e perdevo tempo senza quindi riuscire a consolidare bene la classifica ed è su questo aspetto che voglio lavorare perché vedo che ho grandi margini».

Uno sconsolato Grigolini al Giro del Medio Po, ripreso a 10 metri dal traguardo
Uno sconsolato Grigolini al Giro del Medio Po, ripreso a 10 metri dal traguardo (foto Instagram)
Uno sconsolato Grigolini al Giro del Medio Po, ripreso a 10 metri dal traguardo
Uno sconsolato Grigolini al Giro del Medio Po, ripreso a 10 metri dal traguardo (foto Instagram)

Una vittoria sfuggita per… 10 metri

Qual è stata la tua gara migliore su strada? «Al Giro d’Abruzzo devo dire che mi sono divertito e ho fatto anche bene con due Top 10 e il 6° posto finale, ma la mia gara migliore secondo me è stata al successivo Giro del Medio Po, non tanto per il 5° posto finale, miglior risultato della mia stagione quanto perché me la stavo giocando alla grande per la vittoria, mi hanno ripreso proprio sul traguardo. Ero andato via in salita e credevo davvero di avercela fatta, fino agli ultimi 10 metri…».

Ma ora Grigolini possiamo considerarlo un ciclocrossista o uno stradista? «Entrambe le cose, io voglio fare bene in ambedue. Per questo ho messo da parte la mtb per concentrarmi su queste due discipline che per me sono bellissime».

28 giorni di gara su strada con 9 Top 10, un bottino di buon livello per la sua prima stagione (foto Instagram)
28 giorni di gara su strada con 9 Top 10, un bottino di buon livello per la sua prima stagione (foto Instagram)
28 giorni di gara su strada con 9 Top 10, un bottino di buon livello per la sua prima stagione (foto Instagram)
28 giorni di gara su strada con 9 Top 10, un bottino di buon livello per la sua prima stagione (foto Instagram)

Già nel mirino di un devo team

Tanti obiettivi nel corso dell’inverno e non solo: «Ora si lavora per gli europei, poi ci sarà il lungo avvicinamento alle gare titolate di gennaio e come ho detto la mia mente è focalizzata sul mondiale e quei gradini del podio da scalare. Poi ci sarà la stagione su strada, in un nuovo team per le gare in Italia, ma farò anche alcune prove estere con un devo team internazionale con il quale poi conto di passare direttamente da Under 23. Non sarò stagista, avrò proprio un doppio tesserino, uno per le gare italiane e uno per quelle all’estero, fra pochi giorni dovrebbe essere annunciato il tutto».

Il podio della prova Open con Bertolini (3°), Scappini al secondo successo e Ceolin (foto Paletti)
Il podio della prova Open con Bertolini (3°), Scappini al secondo successo e Ceolin (foto Paletti)
Il podio della prova Open con Bertolini (3°), Scappini al secondo successo e Ceolin (foto Paletti)
Il podio della prova Open con Bertolini (3°), Scappini al secondo successo e Ceolin (foto Paletti)

Giornata no per Viezzi, sì per Scappini

La domenica di Osoppo, allestita con la consueta perizia dal Jam’s Bike Team Buja è stata importante anche per altre categorie. Appassionante la prova Open maschile dove le gerarchie della domenica precedente si sono ribaltate e Scappini è tornato a ruggire, aggiudicandosi la gara questa volta con tutti i migliori contro. Viezzi, trionfatore a Tarvisio ha pagato una pessima partenza ma peggio è andata a Mattia Agostinacchio, al suo esordio fra gli U23, caduto al primo giro insieme a Bertolini e poi alle prese con una doppia scollatura alla ruota posteriore che l’ha costretto al ritiro. Alla fine Scappini ha avuto la meglio in volata su Ceolin contenendo il ritorno furioso di Bertolini.

Secondo successo nel circuito per la Casasola, qui alle spalle della Borello sempre leader (foto Paletti)
Secondo successo nel circuito per la Casasola, qui alle spalle della Borello sempre leader (foto Paletti)
Secondo successo nel circuito per la Casasola, qui alle spalle della Borello sempre leader (foto Paletti)
Secondo successo nel circuito per la Casasola, qui alle spalle della Borello sempre leader (foto Paletti)

La salita a tutta birra della Casasola

Seconda apparizione e seconda vittoria invece per Sara Casasola, andata via al penultimo giro e unica donna capace di superare la rampa più ripida del percorso senza mettere piede a terra. Un dato importante, che l’ha confortata anche più della vittoria su Elisa Ferri (all’esordio fra le U23) e la leader di classifica Carlotta Borello, sulla strada verso la miglior condizione da mostrare già nelle prime prove del Superprestige.

Casasola: il fango resta, ma la strada è di più

08.10.2025
5 min
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Non solo Viezzi. La tappa del Giro delle Regioni di ciclocross, allestita a Tarvisio dal Bandiziol Cycling Team con la supervisione dello staff di Fausto Scotti, ha offerto anche la prima chance di vittoria per Sara Casasola. Chance colta al volo dalla friulana della Crelan Corendon, arrivata al suo primo impegno sui prati dopo una stagione su strada mai così impegnativa e qualificata.

L’occasione di Tarvisio, con una vittoria mai in discussione è stata utile per fare il punto sulla situazione in vista della nuova stagione alla quale lei prima di tutti chiede molto a se stessa: «La prima gara è sempre un po’ un contraccolpo per il fisico, devo dire che è andata molto bene, quindi sono contenta. Poi con le condizioni che abbiamo trovato è stata parecchio impegnativa. Il bello è che alla presentazione i compagni di squadra mi schernivano: “Furba tu che corri in Italia al caldo…”. Invece io ho trovato condizioni invernali, loro gareggiavano con un clima primaverile. Poi dopo la gara, quando li ho sentiti mi sono presa la rivincita…».

Netta la vittoria della friulana a Tarvisio, staccando Borello e Gariboldi (foto Paletti)
Netta la vittoria della friulana a Tarvisio, staccando Borello e Gariboldi (foto Paletti)
Netta la vittoria della friulana a Tarvisio, staccando Borello e Gariboldi (foto Paletti)
Netta la vittoria della friulana a Tarvisio, staccando Borello e Gariboldi (foto Paletti)
Alla tua prima gara che sensazioni hai provato?

Un po’ una via di mezzo perché sentivo di avere forza, di riuscire a spingere. Mi manca un po’ il ritmo gara ovviamente, quindi è stato più faticoso del normale. Tecnicamente sono però contenta, ho avuto buone sensazioni anche sul bagnato, è stato subito un buon approccio.

Tu arrivi a questa stagione di ciclocross in maniera un po’ diversa rispetto al passato, perché la tua stagione su strada stavolta è stata abbastanza importante, come gare fatte e anche come risultati…

Sì, diciamo che ho corso un po’ di più degli anni scorsi, ma è cambiato soprattutto il livello delle gare che ho fatto, che è stato molto più alto. Sicuramente mi tornerà utile per la questa stagione di cross e spero appunto di vedere dei miglioramenti dovuti anche al fatto di aver fatto una buona stagione su strada. Soprattutto intera, perché negli anni passati ho sempre avuto un po’ di problemi. Non avevo mai corso tutta l’estate, quindi ho comunque lavorato perché quando non correvo eravamo in ritiro in altura. E’ stato fatto un bel blocco di lavoro in generale durante tutta l’estate e penso pagherà.

Condizioni di terreno difficili, ma per la Casasola sono state un test molto utile (foto Paletti)
Condizioni di terreno difficili, ma per la Casasola sono state un test molto utile (foto Paletti)
Condizioni di terreno difficili, ma per la Casasola sono state un test molto utile (foto Paletti)
Condizioni di terreno difficili, ma per la Casasola sono state un test molto utile (foto Paletti)
E’ stata la tua migliore stagione su strada?

Penso proprio di sì. In squadra erano contenti, hanno detto che alcune gare sono state addirittura al di sopra delle aspettative che si erano fatti. Mi conoscevano come una crossista che su strada faceva poca attività. In alcune corse che dovevano essere di preparazione sono stata comunque utile alla squadra e mi sono anche ritagliata dei miei spazi. Quindi erano contenti e anche loro sono molto fiduciosi del fatto che sicuramente aiuterà per la stagione di ciclocross.

La sensazione però è che ti hanno presa come punta per l’inverno ma ora si ritrovano con una di quelle atlete che sono sulla breccia tutto l’anno…

Effettivamente parlandone anche con la squadra, mi hanno chiesto cosa ne pensassi del fatto di fare un po’ più di gare su strada. Io ovviamente gli ho detto che mi fa piacere e mi piace anche per perché appunto, se le corse le prepari e son corse adatte a te, con un obiettivo che sia anche di gregariato, è anche più bello correre su strada. Il focus rimane sempre il cross. La squadra mi ha fatto firmare per quello, ma ora si aspettano comunque che renda anche su strada tutto l’anno. E me lo aspetto anch’io.

Su strada la Casasola ha lavorato per le compagne dell'Alpecin Fenix, soprattutto al Giro Women
Su strada la Casasola ha lavorato per le compagne dell’Alpecin Fenix, soprattutto al Giro Women
Su strada la Casasola ha lavorato per le compagne dell'Alpecin Fenix, soprattutto al Giro Women
Su strada la Casasola ha lavorato per le compagne dell’Alpecin Fenix, soprattutto al Giro Women
Sei all’inizio della stagione, quindi c’è tutto un cammino da fare. Come lo imposterai?

Chiaramente il primo appuntamento importante è quello di inizio novembre con gli europei. In questo periodo comincio ad avere buone sensazioni dopo un agosto tormentato, con problemi di salute che mi hanno frenato e dato reazioni altalenanti. Sono un po’ più indietro di preparazione rispetto all’anno scorso quando andavo già super forte in Belgio. Ma ho fatto una buona base con le corse che sto facendo qua in Italia e con un po’ di rifinitura fatta a casa si andrà a cercare un po’ più il ritmo, che è quello che mi manca.

Che cosa ti aspetti e si aspettano da te?

Gli obiettivi principali sono sicuramente gli europei a inizio novembre, ma stando bene anche un po’ prima ci sono gare che mi interessano, perché appunto abbiamo Koppenberg e Overijse, tutte gare che mi si addicono e quindi sono state segnate in rosso con la squadra. Lì vorrei ritagliarmi delle soddisfazioni, condizione permettendo.

Questa parte della stagione della campionessa d'Italia è puntata verso gli europei di Middelkerke dell'8 e 9 novembre
Questa parte della stagione della Casasola è puntata verso gli europei di Middelkerke dell’8 e 9 novembre
Questa parte della stagione della campionessa d'Italia è puntata verso gli europei di Middelkerke dell'8 e 9 novembre
Questa parte della stagione della Casasola è puntata verso gli europei di Middelkerke dell’8 e 9 novembre
Ma la squadra ti ha chiesto qualcosa di specifico per la stagione del ciclocross, visto che ormai ti sei ritagliata questo ruolo di alternativa alla marea arancione?

Dopo la stagione passata ci sono un po’ più di aspettative anche da parte della squadra, ma l’anno scorso ero un po’ sopra le aspettative, adesso dovrebbe essere una cosa normale vedermi davanti. Ma devo dire che non mi mettono una pressione esagerata. Di appuntamenti ne avremo molti e la squadra mi dà anche molta fiducia quindi sono tranquilla ed è anche bello avere delle responsabilità se sai il motivo per cui te le danno…

La prima di Viezzi, che ora è pronto per sfondare

06.10.2025
5 min
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I primi freddi autunnali (ma sarebbe meglio dire invernali guardando i gradi e soprattutto la pioggia caduta) hanno contraddistinto la seconda tappa del Giro delle Regioni. Quella del ritorno a casa delle stelle azzurre che fanno attività all’estero, Stefano Viezzi e Sara Casasola, alla loro prima uscita stagionale e subito vincenti. Per l’ex iridato junior è stato un esordio anche contrastato e proprio per questo utile per il futuro della sua stagione.

Viezzi si prepara per una stagione di ciclocross alla grande, primo obiettivo gli europei
Viezzi si prepara per una stagione di ciclocross alla grande, primo obiettivo gli europei
Viezzi si prepara per una stagione di ciclocross alla grande, primo obiettivo gli europei
Viezzi si prepara per una stagione di ciclocross alla grande, primo obiettivo gli europei

Un buon inizio, senza forzare

Il corridore del devo team dell’Alpecin Deceuninck aveva chiuso la sua stagione su strada a inizio settembre, al Giro del Friuli e da allora si è subito mentalizzato verso il ciclocross che resta “l’altra metà della mela” nella sua attività ciclistica: «Ho avuto buone sensazioni per essere la prima gara. Dopo l’ultima su strada ho continuato ad allenarmi inserendo progressivamente anche lavori specifici, almeno un paio dedicati alla tecnica, così da riprendere confidenza con la bici. Ho spostato il baricentro dalla strada al cross, inserendo anche un paio di sedute in palestra».

Tutto utile in vista della prima uscita, vissuta sempre con quel pizzico di apprensione accresciuta alzando lo sguardo all’insù: «Pioggia e freddo avevano caratterizzato la vigilia e io pensavo soprattutto a come il terreno avrebbe reagito. La mattina era tanto acquoso, poi asciugandosi è diventati pastoso, con tanti sassi lungo il suo sviluppo. Provandolo ho visto che comunque era rimasto abbastanza veloce. Quando abbiamo corso noi era riemersa dell’erba, sicuramente più scorrevole che passare sul fango. Sono partito davanti, mettendomi alle spalle di Ceolin. Nel secondo giro ho preso qualche metro, ma verso la fine è ritornato sotto Bertolini, che non aveva fatto una grandissima partenza e ha provato subito ad andar via. Ha fatto un giro forte, ma non è riuscito a staccarmi. Alla fine poi ho capito che ne avevo più io di lui e all’ultimo giro sono partito».

Solo 21 giorni di gare su strada, ma grande impegno nelle corse a tappe, intese come apprendistato (FotoLunaMi)
Solo 21 giorni di gare su strada, ma grande impegno nelle corse a tappe, intese come apprendistato (FotoLunaMi)
Solo 21 giorni di gare su strada, ma grande impegno nelle corse a tappe, intese come apprendistato (FotoLunaMi)
Solo 21 giorni di gare su strada, ma grande impegno nelle corse a tappe, intese come apprendistato (FotoLunaMi)

Ottobre impegnato nelle gare italiane

Una gara ideale per la ripresa? «Sì, in piena gestione. Non sono mai andato veramente a tutta, forzando un po’ solo negli ultimi due giri per incrementare il vantaggio, quindi sono contento di com’è andata».

Come si svilupperà ora la tua stagione considerando che fai parte di una squadra estera? «Questo mese sarò in Italia e farò le tappe friulane del Giro delle Regioni, quindi domenica a Osoppo e la successiva allo Zoncolan per poi gareggiare in Belgio e nel frattempo vedere se sarò convocato per gli Europei. Poi la stagione è da decifrare ma credo che farò almeno un mese ininterrotto fra Belgio e Olanda con il team».

Nel team il friulano ha trovato un buon equilibrio, sia su strada che nel cross (foto Sarnowski)
Nel team il friulano Viezzi ha trovato un buon equilibrio, sia su strada che nel cross (foto Sarnowski)
Nel team il friulano ha trovato un buon equilibrio, sia su strada che nel cross (foto Sarnowski)
Nel team il friulano Viezzi ha trovato un buon equilibrio, sia su strada che nel cross (foto Sarnowski)

Alpecin, team giusto per crescere

Tu sei adesso al secondo anno con la squadra dell’Alpecin, come ti sei trovato finora? «Il bilancio è sicuramente positivo, la squadra è ideale per il cross come per la strada e per me era importante avere una squadra per entrambe le discipline. Sono stato molto in Belgio per fare gare lassù, ma mi sono divertito, è stato bello».

La tua stagione su strada come la giudichi, visto che hai corso solo 21 giorni? «Non è poco, dipende da come la si vuol vedere. All’inizio ho fatto corse singole, ma per la maggior parte sono state corse a tappe preparate con cura, col giusto intervallo fra l’una e l’altra. Era un primo anno e ci siamo andati abbastanza piano».

Condizioni del terreno abbastanza difficili a Tarvisio, con tanto fango ma anche tratti più scorrevoli (foto Paletti)
Condizioni del terreno abbastanza difficili a Tarvisio, con tanto fango ma anche tratti più scorrevoli (foto Paletti)
Condizioni del terreno abbastanza difficili a Tarvisio, con tanto fango ma anche tratti più scorrevoli (foto Paletti)
Condizioni del terreno abbastanza difficili a Tarvisio, con tanto fango ma anche tratti più scorrevoli (foto Paletti)

Tanto lavoro da fare per toccare il vertice

L’impressione è che non vogliano precorrere i tempi, ma farti crescere con calma…: «Sì, non sento pressione, ho il contratto per un’altra stagione ma posso concentrarmi sull’allenamento, su che cosa devo migliorare e quindi è giusto così. Ho ancora molto margine per migliorare, questo lo sanno, quindi bisogna avere un po’ di pazienza, giustamente devo crescere su molti aspetti».

Punterai a questo punto alla maglia rosa? «Non ho fatto la prima tappa ma ci sarò per tutto il suo nocciolo duro, visto che sono solo 5 prove. Staremo a vedere, magari è una possibilità per iniziare bene la stagione sui prati».

Esordio anche per Sara Casasola, che sarà impegnata anche domenica a Osoppo (foto Paletti)
Esordio anche per Sara Casasola, che sarà impegnata anche domenica a Osoppo (foto Paletti)
Esordio anche per Sara Casasola, che sarà impegnata anche domenica a Osoppo (foto Paletti)
Esordio anche per Sara Casasola, che sarà impegnata anche domenica a Osoppo (foto Paletti)

Primo acuto anche per la Casasola

Come Viezzi, nella gara di Tarvisio curata tecnicamente dal Bandiziol Cycling Team, è emersa anche Sara Casasola, tornata a gareggiare in casa per riassaporare il ciclocross dominando la gara su una comunque tenace Carlotta Borello, vincitrice della prima prova a Corridonia che ha comunque consolidato la sua leadership in classifica: «Anch’io sarò presente anche domenica a Osoppo. Qui non potevo mancare, sono a 50’ da casa e domenica sarò molto più vicina. Il bello è che io ho gareggiato con pioggia e freddo, i miei compagni in Belgio con sole e 15°. Il mondo al contrario…».

Regioni partito e Scappini ci mette subito la firma

29.09.2025
5 min
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La prima tappa del Giro delle Regioni, allestita a Corridonia, è stata una sorta di antipasto prima delle tre gare in rapida serie allestite in Friuli: domenica 5 ottobre a Tarvisio, il 12 a Osoppo e il 19 sullo Zoncolan, con la coda torinese di Cantoira il 22 novembre. Il primo appuntamento in terra marchigiana ha un po’ confermato le aspettative della vigilia. Pochi Elite, visto che la stagione su strada è ancora nel pieno, e un numero consistente di Under 23, con atleti che hanno messo l’inverno nel mirino sacrificando anche le ultime classiche della stagione.

Non è un caso se alla fine a vincere è stato Samuele Scappini. L’umbro è sempre emerso di prepotenza a inizio stagione, raccogliendo successi importanti, ma questa volta la vittoria ha significati particolari, è una tappa di passaggio, un primo approccio con la specialità dopo aver staccato la spina già da un mese.

Per l’umbro Scappini subito una vittoria al Regioni, tenendo fede alla sua tradizione come lo scorso anno (foto Paletti)
Per l’umbro Scappini subito una vittoria al Regioni, tenendo fede alla sua tradizione come lo scorso anno (foto Paletti)

Stagione su strada chiusa in anticipo

«Dopo Capodarco mi sono fermato del tutto in pieno accordo con Matteo Belli, il mio preparatore al Team Cingolani Specialized. Mi sono concentrato sulla preparazione per la stagione dei prati, ma passare le settimane solo in allenamento è un po’ alienante, non ti dà quella sensazione che viene dal confronto. Per questo aspettavo l’esito di Corridonia con particolare tensione, anche più che negli scorsi anni».

Per il corridore umbro, due volte campione italiano da junior e secondo lo scorso anno tra gli U23 dietro Viezzi, iniziare alla grande, con una vittoria non è una novità: «E’ un po’ una mia caratteristica. Riesco a raggiungere rapidamente una buona forma, soprattutto nel ciclocross, dedicandomi appieno ad esso. Sentivo di avere una buona gamba, d’altronde le ultime gare su strada, anche se con un esito non eccezionale, mi avevano mostrato di avere una buona forma. C’era la base sulla quale lavorare».

Vittoria e maglia rosa per Scappini, che teneva particolarmente all’appuntamento di Corridonia, quasi di casa (foto Paletti)
Vittoria e maglia rosa per Scappini, che teneva particolarmente all’appuntamento di Corridonia, quasi di casa (foto Paletti)

Ciclocrossista prima che stradista

L’impressione è che, a differenza di tanti altri ragazzi che spesso devono mettere da parte la bici invernale, Scappini voglia privilegiare quest’attività: «E’ così, io mi sento innanzitutto un ciclocrossista, perché mi è sempre piaciuto, sin da piccolo. E’ la specialità che dà maggiori benefici, mi trovo meglio nella guida quando vengo dall’inverno. Per me la strada è utile per il ciclocross, non viceversa…».

Quella del corridore umbro su strada, non è stata in effetti una stagione piena di soddisfazioni, con soli 14 giorni di gare nazionali o internazionali e più della metà non portate a termine: «Non è stata molto fortunata, ma ci ho messo un po’ del mio. Lo ammetto, non è una specialità che mi fa impazzire, ho un rapporto di amore/odio. Ho interpretato le gare con la Sam-Vitalcare-Dynatek mettendomi soprattutto a disposizione dei compagni. Paradossalmente posso dire che la migliore è stata l’ultima gara a Capodarco, anche se mi sono fermato prima perché non ne avevo più. Ma a quel punto ho pensato che era inutile insistere ed era meglio girare pagina e dedicarmi alla preparazione per l’inverno».

Carlotta Borello, reduce dall’europeo gravel, ha subito messo in chiaro la sua superiorità (foto Paletti)
Carlotta Borello, reduce dall’europeo gravel, ha subito messo in chiaro la sua superiorità (foto Paletti)

Vittoria in progressione

La gara marchigiana come si è sviluppata? «All’inizio sono partito un po’ circospetto, non a tutta perché volevo vedere a che punto erano gli altri e anche la mia condizione. I segnali erano buoni ma come detto una cosa è l’allenamento, un’altra la gara. Intorno a metà corsa vedevo che nessuno prendeva l’iniziativa e ho provato ad andar via, senza un particolare scatto, andando in progressione e nessuno ha tenuto il mio passo. L’ultima parte l’ho semplicemente gestita, mantenendo sempre un vantaggio intorno al mezzo minuto su Cafueri e Folcarelli (primo Elite, ndr)».

Scappini è fortemente affezionato alla challenge di Fausto Scotti e anche quest’anno ne seguirà lo sviluppo: «Domenica a Tarvisio sfoggerò la maglia rosa, poi sarò anche alle altre due tappe friulane, a quel punto verificheremo la situazione. Alla maglia ci tengo e vorrei fortemente portarla a casa ma siamo solo alla prima tappa, la stagione è lunga. Se la condizione cresce, spero che i miei risultati portino il mio team e il cittì Pontoni a darmi una chance per gli europei, ma andiamo un passo per volta…».

I due Cingolani insieme a Valter Vaglio: la sfida junior del Regioni è stata subito di elevato livello (foto Paletti)
I due Cingolani insieme a Valter Vaglio: la sfida junior del Regioni è stata subito di elevato livello (foto Paletti)

E intanto attenti ai Cingolani

Corridonia ha incoronato gli specialisti puri (anche se poi tutti quanti abbinano il ciclocross ad altre specialità) e soprattutto ha fatto ottenere il pieno di soddisfazioni al Team Cingolani-Specialized, che a livello femminile ha visto la tricolore Carlotta Borello, vincitrice della maglia rosa lo scorso anno mettere subito il suo sigillo precedendo due ragazze, Sabrina Rizzi del Team Sogno Veneto e Ilaria Tambosco della Sanfiorese che potrebbero essere protagoniste nel corso della stagione.

Un cenno a parte lo meritano i fratelli Filippo e Tommaso Cingolani che hanno fatto accoppiata nella prova junior e che dopo essere stati protagonisti assoluti nell’estate nella categoria allievi hanno subito dimostrato di voler seguire la stessa via anche nella categoria superiore. Intanto nel ciclocross…

Parte il Giro delle Regioni e Scotti fa l’appello dei big

27.09.2025
6 min
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Ultime ore di attesa e si comincia. Domani il Giro delle Regioni di ciclocross scatterà da Corridonia, sorta di “antipasto” della challenge prima delle sue tappe centrali, tutte previste in Friuli, anzi per meglio dire in provincia di Udine. Sono già oltre 400 gli iscritti (secondo il controllo effettuato una settimana fa) ma c’è da scommettere che fra le varie categorie saranno molti di più. Per Fausto Scotti il lavoro è però già entrato da giorni nel pieno, considerando i continui spostamenti in settimana fra le Marche e la sede romana della società.

Tocca all’organizzazione di Fausto Scotti con il suo Giro delle Regioni aprire la stagione del ciclocross
Tocca all’organizzazione di Fausto Scotti con il suo Giro delle Regioni aprire la stagione del ciclocross

Di attese, ormai l’ex cittì del ciclocross ne ha vissute tantissime. L’immediata vigilia è però sempre carica di incognite e dubbi, in crescita inversamente proporzionale alle ore di sonno: «Rispetto agli anni scorsi, essendo la prima tappa che sempre si accavalla con il pieno della stagione su strada, ci si chiede sempre come sia l’atmosfera, se ci sarà abbastanza gente, anche se il movimento è abbastanza preparato. La tappa iniziale darà già importanti risposte, a prescindere da chi ci sarà».

Le prime 4 di 5 tappe si svolgeranno fino al 19 ottobre, quindi praticamente tutte accavallate con la stagione su strada. Non è una penalizzazione per te e per il tuo gruppo?

Ormai ci abbiamo fatto il callo. Basti pensare che noi saremo sullo Zoncolan il 19 ottobre, a 1.300 metri di altezza, non è che il clima ci consenta di andare oltre. E comunque la stagione è sempre portata ad essere in anticipo oramai perché già a inizio novembre hai un rendez-vous importante come gli europei e servono prove di verifica per formare la squadra azzurra. Anch’io come tecnico azzurro cercavo di fare più gare nel periodo di ottobre proprio per selezionare una squadra da portare avanti almeno per europei e le prime di Coppa del mondo. Non tutti possono andare all’estero e si possono permettere di fare degli scontri diretti con i più forti. Serve un teatro di ragionamento.

Dopo Corridonia tre domeniche in Friuli fino al 19 ottobre. Chiusura il 22 novembre a Cantoira (TO)
Dopo Corridonia tre domeniche in Friuli fino al 19 ottobre. Chiusura il 22 novembre a Cantoira (TO)
Con la ripresa dell’attività, ti ritrovi ad aver a che fare con la situazione solita del ciclocross italiano: tanti talenti nelle categorie giovanili che poi però non si traducono in tanti elite di livello…

Lo so e il problema non si pone solo a livello maschile. Guardate quante donne di altissimo livello vengono dal ciclocross e ormai fanno solo strada. Continua solo chi entra in team esteri e fa la doppia attività andando di pari passo. Ma per farlo i team hanno alzato il livello anche degli stipendi. E non credo che un prestito temporaneo possa dare quei soldi. Mettiamoci anche che il periodo di sosta effettiva è sempre più breve, anche chi va su strada poi riprende presto tra ritiri e prime gare. O sei in un team con un progetto come l’Alpecin o la scelta che hanno fatto gli Agostinacchio, o ti trovi presto a dover scegliere ed economicamente non c’è partita…

E’ diverso il discorso scendendo di categoria?

Sì, io penso che le gare juniores saranno di buon livello. Anche gli under 23 si trovano spesso a dover tappare qualche buco di fine stagione su strada. Per questo le gare di ottobre non sempre possono offrire un parco atleti di vertice, completo. E’ anche vero però che ci sono degli specialisti che già da un mese si preparano per incominciare l’attività ora. Già alla prima vogliono essere in grande spolvero per giocarsi le proprie chance anche per l’azzurro. Oppure scelgono di gareggiare dietro spinta dei propri team perché vogliono sfruttare il ciclocross per poi essere subito brillanti nell’apertura delle stagioni su strada o in mtb.

Un’immagine dall’alto del percorso di Corridonia al Giro delle Regioni. Attesi almeno 500 partecipanti
Un’immagine dall’alto del percorso di Corridonia al Giro delle Regioni. Attesi almeno 500 partecipanti
Hai detto che anche quest’anno avete avuto tante richieste. Vi trovate però a ottobre tre tappe, tutte e tre in provincia di Udine. Non è che poi questo penalizza la challenge? Si dice Giro delle Regioni, ma poi le regioni alla fin fine sono solo tre…

Io come organizzatore devo garantire la qualità dell’evento. Posso mettere dentro gare nuove pian pianino, ma dopo averle già testate. Lo Zoncolan, la novità di quest’anno, ha fatto un buon evento e allora l’abbiamo inserito. Noi dobbiamo fare il calendario, far crescere gli atleti, offrire loro la possibilità di fare punti attraverso gare organizzativamente qualificate. In passato siamo stati in tutta Italia, al Nord come al Centro e andando anche al Sud, l’attività per un anno l’abbiamo fatta quasi tutta nel Centro-Sud, quest’anno invece siamo tre volte in Friuli appoggiandoci su team molto qualificati.

Quali sono i criteri di scelta?

C’è il rispetto verso chi ci è sempre stato vicino, poi se un domani avrà problemi vedremo come aiutarli e se proprio non potranno faremo altre scelte. Io devo guardare anche l’aspetto economico. Da molte sedi di tappe passate dobbiamo ancora ricevere contributi e non mi va di tornare dove ci sono crediti da riscuotere. Perché si tratterebbe di aumentarli continuando ad anticipare…

La novità di quest’anno è che nelle gare internazionali le juniores gareggeranno da sole, non con le Open
La novità di quest’anno è che nelle gare internazionali le juniores gareggeranno da sole, non con le Open
Sentendo le varie società e la risposta dell’ambiente, l’appuntamento dello Zoncolan è atteso un po’ come il fulcro di questa stagione…

E’ così, ma non vorrei che questo facesse passare in secondo piano le tappe precedenti. E’ una novità relativa. Sullo Zoncolan si è già gareggiato e poi in rete è possibile trovare tutti i riferimenti relativi. Nessuno arriverà digiuno di quel che si troverà ad affrontare.

Che numeri ti aspetti, non solo a Corridonia?

La media del 2024 è stata sui 600 partenti, proprio nella prima tappa di Corridonia. Dopo siamo andati sempre sulle 400 unità. Parliamo di numeri importanti se si pensa che tante gare su strada faticano a toccare i 100 partenti. Poi, riallacciandoci anche a quanto detto prima, oggi la situazione è molto cambiata anche rispetto a solo un decennio fa. Oggi l’attività di un corridore non la decide tanto il team, quanto il procuratore e il preparatore atletico, che decidono quali gare fare e non fare.

L’attesa principale è per la tappa del 19 ottobre sullo Zoncolan, a quota 1.300 metri
L’attesa principale è per la tappa del 19 ottobre sullo Zoncolan, a quota 1.300 metri
Pensi che saranno ancora le categorie giovanili a catalizzare l’attenzione, nella tua challenge come più in generale nel movimento?

Sì e dico che la Federazione dovrebbe premiare queste società che oramai da più di trent’anni continuano a fare sacrifici e attività e si sobbarcano tante spese. Che fanno un sacco di trasferte anche meno importanti, pure con poche risorse, fanno tanti viaggi lunghi. Ogni volta che arrivano sono veramente felice di fargli i complimenti per i sacrifici che fanno.

Tornando un attimo al discorso dello Zoncolan, parlando con lo Scotti tecnico più che organizzatore, il fatto di gareggiare a 1.300 metri influirà non solo sui campioni, ma anche sul ciclocrossista medio.

Questa una domanda veramente valida, interessante. Saranno già pochi quelli che arriveranno il venerdì sera e non basterà quel tempo per ambientarsi. Una differenza c’è. Parecchi si troveranno in difficoltà per questo, soprattutto dopo la metà gara, perché comunque il consumo di ossigeno è molto più elevato, il recupero è diverso. Essendo poi all’inizio della stagione un po’ di problematiche si possono avere, pur considerando sempre il fatto che molti sono giovani e a questi dislivelli ci sono abituati.