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Il Giro di cross chiude nel segno di Folcarelli

27.11.2023
5 min
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La novità dell’inserimento del GP Valfontanabuona in Liguria ha chiuso i battenti della 15esima edizione del Giro d’Italia di ciclocross. Un’edizione serrata, con due blocchi di gare ogni domenica, 3 a ottobre e 3 a novembre, che nel corso del loro sviluppo hanno portato a gareggiare tutto il meglio del movimento. Pochi però sono stati coloro che non hanno guardato alle singole tappe ma all’intero sviluppo della challenge. Fra questi Antonio Folcarelli.

Foto di gruppo per i vincitori della challenge, chiusasi in Liguria dopo 6 prove
Foto di gruppo per i vincitori della challenge, chiusasi in Liguria dopo 6 prove

Centrato l’obiettivo del tris

Il laziale è un cliente affezionato della creatura di Fausto Scotti, aveva già vinto la maglia rosa due volte in passato e ne aveva fatto un suo obiettivo stagionale. Due volte vincitore, a Corridonia e Cantoira e sempre sul podio, era già sicuro del successo prima della tappa finale di San Colombano Cernetoli: «Gara dura, dove Bertolini e Agostinacchio sono partiti forte insieme a Leone, io sono riuscito a riprendere quest’ultimo e poi ho pensato a chiudere sul podio per mantenere una certa continuità e legittimare ancor di più la mia maglia rosa».

La challenge era un obiettivo non solo per lui: «Ci teneva molto mio padre e anche tutto il team – afferma il figlio di Massimo Folcarelli, pluricampione del mondo master e titolare del team Race Mountainne avevamo fatto un appuntamento focale nella stagione, per questo già alla prima prova ero abbastanza preparato. Credo che la mia sia stata la vittoria della continuità, anche se ho visto che col passare delle settimane la mia condizione è andata sempre in crescendo».

Per Folcarelli è la terza vittoria al Giro d’Italia, dopo quelle del 2018 e 2019 (foto organizzatori)
Per Folcarelli è la terza vittoria al Giro d’Italia, dopo quelle del 2018 e 2019 (foto organizzatori)

In difesa dei biker

Folcarelli ha tenuto fede alle sue caratteristiche, quelle di un ciclocrossista figlio diretto della mountain bike, che privilegia i percorsi più altimetricamente duri, agilità e forza si mixano alla perfezione: «Tarvisio e Cantoira sono stati i miei percorsi preferiti, non è un caso se si pedalava in montagna, attraverso quelle caratteristiche che mi esaltano. Io preferisco i tracciati dove si fa selezione, quelli più veloci, dove conta quasi esclusivamente il ritmo non fanno molto per me. In Liguria era un po’ così, ma era anche un percorso insidioso, bisognava essere molto attenti nella guida».

La formula del circuito e delle gare favorisce chi viene dalla Mtb? Il ciclocross si è sviluppato negli ultimi anni soprattutto grazie all’interesse degli stradisti, significa che gli equilibri si sono spostati? «Dipende da quel che si intende. Molti pensano che il calendario si concilia meglio con chi gareggia in mtb piuttosto che su strada, ma a guardare meglio ci si accorge che non è così, considerando che nella mountain bike si finisce a ridosso della stagione del ciclocross e quando questa finisce ci sono già eventi importanti nelle ruote grasse, soprattutto in Italia. E’ importante saper trovare i propri spazi per il riposo, che tu sia stradista o biker. Io mi sono fermato una decina di giorni prima di salire su una bici da ciclocross».

Per Eva Lechner un ritorno al successo che fa ben sperare, battendo in un acceso duello la rientrante Corvi
Per Eva Lechner un ritorno al successo che fa ben sperare, battendo in un acceso duello la rientrante Corvi

Il sogno della maglia azzurra

La stagione del laziale, che continua a dividere la sua attività ciclistica con il lavoro al banco del mercato insieme al padre, continua ora con il Giro delle Regioni, la nuova creatura di Scotti: «Ma mi attendono anche le due tappe finali del Mastercross, sono secondo in classifica e chissà che non riesca a fare doppietta, sarebbe un bel passaggio della mia carriera. Poi sarò alla Coppa del Mondo a Vermiglio dove vorrei farmi vedere, anche per agguantare una maglia della nazionale che, per chi fa quest’attività, deve sempre essere l’obiettivo, anche se lontano».

A San Colombano il Giro ha proposto un vero antipasto dei campionati italiani, ben poche infatti le assenze. Nella gara open la vittoria se la sono giocata Bertolini e Agostinacchio e alla fine è stato il valdostano della Tsa Tre Colli a vincere con uno sprint di potenza sfruttando l’ingresso davanti nella prima curva. A Folcarelli il terzo posto condito dalla vittoria nella classifica generale davanti a Cafueri, primo fra gli Under 23 pur dopo una prestazione leggermente in calo rispetto alle altre.

Lo sprint vincente di Agostinacchio su Bertolini: un antipasto dei campionati italiani? (Foto organizzatori)
Lo sprint vincente di Agostinacchio su Bertolini: un antipasto dei campionati italiani? (Foto organizzatori)

Un altro figlio d’arte…

Sfida a due anche fra le donne, fra Lechner e Corvi, le punte di due generazioni differenti e alla fine è stata la più matura altoatesina a spuntarla mentre dietro Gariboldi ha pensato a difendere la maglia rosa dall’assalto di Borello, che alla vigilia era dietro di soli 2 punti e questa era l’unico esito davvero in bilico della challenge. Fra gli juniores maglia rosa per Giacomo Serangeli e Giada Martinoli, ma attenzione a un nome nuovo che arriva dagli allievi, quello di Patrik Pezzo Rosola. Se buon sangue non mente…