EDITORIALE / Gare di campionato, chi merita di correre?

09.02.2026
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Tutto e il contrario di tutto. Nel giro di pochi giorni abbiamo letto gli intenti di alcune grandi squadre juniores, secondo cui al campionato italiano di categoria dovrebbero partecipare soltanto gli atleti potenzialmente in grado di ottenere risultato. Pochi giorni dopo sono esplose invece le polemiche per le convocazioni ai mondiali di ciclocross. Il commissario tecnico Pontoni ha portato solo gli atleti che, a suo giudizio, sarebbero stati in grado di fare risultato ed è scoppiato il pandemonio. Non si può dire che Pontoni abbia sbagliato le scelte: i risultati sono venuti e senza un paio di episodi sfortunati, sarebbero stati ben più eclatanti.

Il punto però è capire quale sia la giusta valutazione. Se nella gara titolata debba correre soltanto chi è in grado di fare il risultato, con buona pace degli esclusi, o se partecipare anche soltanto per fare esperienza, concorra a comporre il bagaglio tecnico e psicologico dell’atleta. Sembra una domanda banale, in realtà non lo è, perché alla radice di tutto c’è la stessa Federazione ciclistica che non riesce a far passare un pensiero unico su questo argomento.

Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Soltanto Viezzi al campionato del mondo U23 per l’Italia e la sua squalifica ha tolto le maglie azzurre dalla gara
Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Soltanto Viezzi al campionato del mondo U23 per l’Italia e la sua squalifica ha tolto le maglie azzurre dalla gara

Medaglie senza orizzonte?

E’ chiaro che tutto dipenda dall’interesse delle parti coinvolte. Saremmo davvero curiosi di scoprire che cosa avrebbero detto quelle stesse squadre juniores se a un campionato del mondo su strada il commissario tecnico Salvoldi avesse portato appena un corridore, dichiarandolo il solo in grado di fare risultato. Probabilmente sarebbero insorte (giustamente), contraddicendo però il teorema enunciato per il campionato italiano. Nulla o poco invece hanno detto quando la FCI ha spiegato che avrebbe portato soltanto tre juniores al campionato del mondo di Kigali, spiegando la difficoltà economica della spedizione. La trasparenza paga sempre.

Per questo, la partecipazione ai mondiali con un atleta elite uomo e una donna, un solo U23 uomo e una donna, e 4 juniores uomini e altrettante donne, raccontata come semplice scelta tecnica, fa pensare che qualcosa non torni.

Si capisce da una parte che la nazionale di cross stia investendo sui giovani, cercando di portare avanti una nouvelle vague che ci permetta nel giro di due o tre anni di vincere altre medaglie. Qual è tuttavia l’orizzonte di queste medaglie? Perché un atleta dovrebbe investire nel cross, opponendosi alle resistenze del team, sapendo già che diventando grande rischia di non essere più convocato per il campionato del mondo?

Gara juniores 2025, gruppo, strada
Al campionato italiano juniores merita di andare il numero più alto di atleti: solo così si può fare esperienza
Gara juniores 2025, gruppo, strada
Al campionato italiano juniores merita di andare il numero più alto di atleti: solo così si può fare esperienza

Gli obblighi di una Federazione

Rispondendo su Tuttobiciweb agli appunti di Alessandro Guerciotti, il Presidente federale Dagnoni ha ribadito come le convocazioni di Pontoni non siano state dettate da ristrettezze di budget, ma da una precisa scelta tecnica. E’ evidente che ben pochi fra gli esclusi avrebbero potuto cogliere medaglie nelle gare di Hulst, però è altrettanto vero che la Federazione ciclistica italiana ha un prestigio da difendere e degli obblighi morali verso le società che danno spessore al movimento e presentarsi a un campionato del mondo di specialità con un solo atleta per categoria non le rende certo onore.

Noi siamo dell’avviso che corridori come Filippo Agostinacchio, Bertolini, Scappini, Cafueri e Bramati, Borello e Gariboldi avrebbero meritato la convocazione. Non perché potessero vincere o salire sul podio, ma perché ciascuno per la sua parte avrebbe potuto accumulare esperienze e dare un senso all’investimento sulla specialità. E per rispetto verso le società che nel cross hanno scelto di investire, anche organizzando gare utili all’attività federale.

Podio campionato italiano ciclocross donne elite 2026, Brugherio: Sara Casasola, Rebecca Gariboldi e Carlotta Borrello (foto Giorgio De Negri)
Tricolore di Brugherio, organizzato da Guerciotti: prima Casasola, davanti a Gariboldi e Borrello. A Hulst è andata solo la friulana (foto Giorgio De Negri)
Podio campionato italiano ciclocross donne elite 2026, Brugherio: Sara Casasola, Rebecca Gariboldi e Carlotta Borrello (foto Giorgio De Negri)
Tricolore di Brugherio, organizzato da Guerciotti: prima Casasola, davanti a Gariboldi e Borrello. A Hulst è andata solo la friulana (foto Giorgio De Negri)

La morale della favola

Siamo altrettanto convinti, per quanto riguarda i giovani, che la partecipazione e il successo in gare titolate si costruiscano partecipandovi. Puoi consolidare la prestazione correndo altrove e facendo ogni genere di test, ma l’impatto psicologico non puoi simularlo.

Proprio questa per noi è la morale della favola. Non ha senso limitare la partecipazione alle gare titolate nascondendosi dietro la possibilità di fare il risultato: sia parlando del campionato italiano juniores su strada (in cui pagano le società), sia al campionato del mondo di cross (in cui paga la Federazione). A meno che la necessità di contingentare il numero dei convocati non nasca da esigenze diverse, di cui però si preferisce non parlare.

Il bilancio finale di Pontoni, che vede il bicchiere pieno

Hulst, il bilancio di Pontoni, che vede il bicchiere pieno

03.02.2026
5 min
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Ci sono volte che il computo finale dei risultati e delle medaglie non dice tutto. La nazionale di ciclocross era partita per Hulst con tante ambizioni, alla fine sono arrivati due argenti e il piatto apparentemente piange, ma solo apparentemente perché i tre giorni di gare hanno detto davvero molto. Pontoni, di ritorno dall’Olanda, difende a spada tratta il comportamento della squadra e nel parlare di quanto avvenuto si sente ancora l’adrenalina.

Per il cittì Pontoni è stato un mondiale positivo, anche se condito da troppa sfortuna per gli azzurri
Per il cittì Pontoni è stato un mondiale positivo, anche se condito da troppa sfortuna per gli azzurri
Per il cittì Pontoni è stato un mondiale positivo, anche se condito da troppa sfortuna per gli azzurri
Per il cittì Pontoni è stato un mondiale positivo, anche se condito da troppa sfortuna per gli azzurri

Il bilancio risente fortemente dell’epilogo della prova juniores maschile e delle cadute di Grigolini, senza le quali si parlerebbe di un mondiale ben diverso: «Chiaramente – dice Pontoni – ci dispiace tantissimo non aver portato a casa quella maglia, che avrebbe suggellato una stagione super e confermato la supremazia nella categoria che dura da qualche anno. La fortuna non ci ha proprio assistito perché abbiamo dominato la gara nonostante le problematiche che abbiamo avuto con Pezzo Rosola, perché anche lui è stato danneggiato in una fase di gara proprio da chi ha vinto il mondiale, ma poi guardando le analisi è andato forte».

La sensazione è che la dea bendata non vi abbia guardato per tutto il weekend…

Infatti, la sfortuna di Grigolini è stata la punta dell’iceberg, ma potremmo metterci anche quei pochi centimetri che sono costati a Fontana il quarto posto in una gara Elite con un parterre de roi. Anche Giorgia Pellizotti è arrivata davvero a un passo dal podio e quando corri così dispiace sempre. Tornando alla gara juniores, quando l’anno prima vinci la maglia di campione del mondo e l’anno dopo sei secondo, sembra che hai peggiorato, ma io porto a casa il buono. Ad esempio il fatto che gli altri tecnici erano dispiaciuti per l’epilogo e sono venuti quasi in processione a farci i complimenti per quello che stiamo facendo.

Un argento amaro quello vinto da Grigolini, che fa il paio con quello del primo giorno nel team relay
Un argento amaro quello vinto da Grigolini, dopo quello del primo giorno nel team relay, che a Pontoni brucia quasi di più
Un argento amaro quello vinto da Grigolini, che fa il paio con quello del primo giorno nel team relay
Un argento amaro quello vinto da Grigolini, dopo quello del primo giorno nel team relay, che a Pontoni brucia quasi di più
Che cosa ti ha regalato maggiori emozioni?

L’abbraccio che c’è stato alla fine con Filippo (Grigolini, ndr) – racconta Pontoni – fa capire che i ragazzi sanno ridarti indietro quel che gli hai dato con gli interessi, con piccoli gesti tanto, tanto importanti. Parlando in generale, dico che io sono felice di quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo, sempre più convinto che siamo sulla strada maestra e giusta per andare avanti con questo nostro progetto.

Domanda al Pontoni a lungo corridore di spicco e vincitore del mondiale: come si assorbe una delusione come quella che Filippo ha vissuto?

Acquisendo la consapevolezza che solo un episodio sfortunato ti ha tolto quel che meritavi, perché dentro di sé sa che è stato il più forte in tante occasioni. Ha vinto l’europeo, ha vinto in Coppa e avrebbe vinto anche il mondiale senza quell’episodio. Lo vedrete nei prossimi anni, con la mentalità e la forza che ha, riuscirà a riprendersi quello che gli è sfuggito, perché è scritto nel suo DNA, nella sua consapevolezza di credere nelle sue possibilità. Filippo sa quanto vale.

Il 5° posto di Fontana è stato forse il risultato più inaspettato, riportando l'Italia tra i grande della prova Elite
Il 5° posto di Fontana è stato forse il risultato più inaspettato, riportando l’Italia tra i grandi della prova elite, ma Pontoni ci credeva
Il 5° posto di Fontana è stato forse il risultato più inaspettato, riportando l'Italia tra i grande della prova Elite
Il 5° posto di Fontana è stato forse il risultato più inaspettato, riportando l’Italia tra i grandi della prova elite, ma Pontoni ci credeva
Mai come quest’anno la medaglia d’argento vinta nella staffetta sia l’attestazione del valore del movimento italiano, viste anche le presenze che c’erano nelle altre squadre…

Posso essere sincero? Mi dà quasi più fastidio quell’argento – sentenzia Pontoni – che quello di Grigolini. Perché c’eravamo, ci abbiamo creduto e siamo arrivati vicini molto più di quei 16 secondi che vediamo sull’ordine d’arrivo. Io sono un uomo che questa specialità l’ha praticata per tanti anni, la conosco ed ero sicuro che i miei ragazzi avrebbero fatto un grande mondiale, come poi è stato.

Ci sono tutti i motivi per esserne orgogliosi…

Abbiamo tenuto testa alla nazionale olandese che correva in casa e che ha dominato la rassegna. Ma non dimentichiamo che senza la caduta di Grigolini, avremmo concluso al secondo posto nel medagliere. Bisogna guardare anche a come abbiamo condotto tutta questa stagione e come ora ci guardano gli altri.

Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Tornando al discorso sfortuna, c’erano tutte le possibilità di completare la collezione di top 10 fra le varie categorie…

Infatti, è sempre il discorso dei numeri. Ci sono mancati Viezzi e Casasola e a Stefano non mi sento di dire niente. Gli è crollato il mondo addosso, lui era partito per vincere, era convinto di fare il grande risultato e quando parti e ti succede quello che è successo a lui – ossia ti si stacca il tubolare in due, rimane la fettuccia attaccata alla ruota e si stacca la tela – non puoi neanche prevederlo. Ed è successo appena partito.

Invece Casasola?

Sara domenica pedalava benissimo, aveva cercato di superare l’infortunio, ma poi è caduta di nuovo al primo giro, una botta ancora più forte. Abbiamo perso queste due top 10 che erano quasi scritte. Ma io vedo il bicchiere pieno.

Sara Casasola è stata costretta al ritiro per una brutta caduta, dopo quella già subita la domenica prima
Sara Casasola è stata costretta al ritiro per una brutta caduta, dopo quella già subita la domenica prima
Sara Casasola è stata costretta al ritiro per una brutta caduta, dopo quella già subita la domenica prima
Sara Casasola è stata costretta al ritiro per una brutta caduta, dopo quella già subita la domenica prima
Ti aspettavi la prestazione di Fontana, che riporta l’Italia nella top 5 degli elite?

Io ero sicuro che un piazzamento nei primi 10 sarebbe arrivato e che se non avesse avuto colpi al primo giro, avrebbe potuto salire anche di più. Lo vedevo sicuro di sé, anche per come si era comportato la domenica precedente. Alla fine è andato anche sopra le aspettative, per come l’ha interpretata e per come ci è arrivato. Ha perso il quarto posto per un niente, davvero una grande prestazione la sua, fatta in una categoria dove abbiamo i migliori interpreti di tutti i tempi, uno in particolare…

Giorgia Pellizotti, Benidorm

Pellizotti regina di Coppa con un sogno iridato…

30.01.2026
6 min
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La settimana che ha portato a questo mondiale di ciclocross per Giorgia Pellizotti è trascorsa in maniera tranquilla. Tanto recupero e la voglia di liberare la mente, rimanendo però concentrata su quello che è l’appuntamento più importante della stagione invernale. Una volta terminata la gara di Hulst ci sarà modo di riposare, tirare il fiato e preparare l’esordio in mountain bike. Ora però gli occhi dell’atleta della FAS Airport Service-Guerciotti-Premac sono puntati sull’obiettivo principale: la gara che assegnerà la maglia di campionessa del mondo, categoria juniores.

L’avvicinamento all’appuntamento iridato è stato positivo, anzi potremmo dire molto positivo. A Benidorm, prima, e a Hoogerheide, poi, Giorgia Pellizotti ha trovato due vittorie in Coppa del mondo. Da zero a due nel giro di sette giorni, per la gioia del cittì Pontoni e la sua. 

Giorgia Pellizotti, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, donne junior
A Benidorm per Giorgia Pellizotti è arrivata la prima vittoria in Coppa del Mondo
Giorgia Pellizotti, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, donne junior
A Benidorm per Giorgia Pellizotti è arrivata la prima vittoria in Coppa del Mondo

Già sul posto

La nazionale è partita mercoledì sera per i Paesi Bassi, direzione Hulst. Gli azzurri giovedì mattina hanno fatto le prove del percorso e poi da venerdì 30 (oggi) inizieranno le prove iridate, il via lo darà il Team Relay. Il giorno dopo, sabato, arriverà il momento tanto atteso con la gara che assegnerà il titolo iridato.

La voce di Giorgia Pellizotti è calma e traspare una certa convinzione, il morale dopo le ultime due gare di Coppa del Mondo non può che essere alto. 

Giorgia Pellizotti, Lise Revolt, Reboca Bukovska
Giorgia Pellizotti è riuscita a conquistare il posto centrale sul podio, inserendosi tra Lise Revol (a sx) e Barbora Bukovska (a dx)
Giorgia Pellizotti, Lise Revolt, Reboca Bukovska
Giorgia Pellizotti è riuscita a conquistare il posto centrale sul podio, inserendosi tra Lise Revol (a sx) e Barbora Bukovska (a dx)
Facciamo due passi indietro, partiamo dalla vittoria di Benidorm? La prima in Coppa del Mondo…

E’ stata magica perché arrivata dopo un campionato italiano che non era andato per nulla bene (un quarto posto amaro per Giorgia Pellizotti, ndr). Quello di Benidorm è un percorso che mi piace parecchio, anche lo scorso anno avevo fatto bene. Ero arrivata a giocarmi il podio, poi all’ultimo giro mi è caduta la catena e ho perso tutto. Quest’anno volevo confermare che quello spagnolo fosse un percorso adatto alle mie caratteristiche

Tanto da vincere.

Il fatto di essermi messa alle spalle la campionessa del mondo e la campionessa europea mi ha dato una soddisfazione in più. Devo ammettere che è stato parecchio gratificante. Non me lo sarei mai aspettata, ho iniziato a realizzarlo con lo scorrere dei giri quando ho visto che Lise Revol (la campionessa del mondo che domani rimetterà la maglia in palio, ndr) era in difficoltà. Dentro di me mi sono detta: «E’ lei che sta male o io che sto andando bene?».

Sette giorni dopo, a Hoogerheide, Giorgia Pellizotti ha bissato il successo in Coppa del Mondo (foto Instagram)
Sette giorni dopo, a Hoogerheide, Giorgia Pellizotti ha bissato il successo in Coppa del Mondo (foto Instagram)
La risposta alla fine qual è stata?

Credo che sia calata rispetto all’inizio della stagione di cross, ma allo stesso tempo io sento di essere migliorata. Direi che è una via di mezzo: 50 e 50. 

Poi a Hoogerheide è arrivata la conferma…

Su un percorso che in teoria doveva essere meno adatto alle mie caratteristiche, ma il fatto di avere un clima secco e asciutto mi ha favorita. Alla fine le condizioni erano simili a quelle di Benidorm, quindi un fango scorrevole con dei tratti in salita che mi favoriscono sempre. Poi con la consapevolezza acquisita in Spagna partivo con maggiore convinzione di poter far bene. 

Dopo un periodo non fortunatissimo, compreso l’italiano, quanto ti servivano queste due vittorie?

Molto. A me fanno quasi meglio le batoste che i grandi risultati, perché sono i momenti difficili che mi spronano a fare di più. Però possiamo dire che di batoste ne ho prese abbastanza quest’anno (ride, ndr). 

Giorgia Pellizotti, Benidorm
Giorgia Pellizotti, dopo un periodo sfortunato, è nel momento migliore della sua stagione
Giorgia Pellizotti, Benidorm
Giorgia Pellizotti, dopo un periodo sfortunato, è nel momento migliore della sua stagione
A inizio stagione avevi detto di voler migliorare nei tratti che richiedono maggior forza, pensi di esserci riuscita?

Secondo me sì. Sono migliorata tanto anche nel riuscire a mantenere uno sforzo elevato e nel rilanciare anche quando le velocità sono già alte. Me ne sono resa conto a Hoogerheide dove la gara è stata veramente tirata dall’inizio alla fine. Il fatto di riuscire, anche nei tratti duri, a buttare giù un rapporto e rilanciare senza dover recuperare mi ha fatto capire di essere in ottima condizione

A Benidorm hai vinto in volata, ma a Hoogerheide sei arrivata da sola, una bella iniezione di fiducia?

C’è da dire che la campionessa europea (Barbora Bukovska, ndr) a Hoogerheide all’ultimo giro era davanti di circa cinque secondi. Poi è caduta due volte e questo mi ha permesso di raggiungerla e staccarla. Soprattutto il secondo errore, quando è inciampata sugli ostacoli saltandoli a piedi, mi ha fatto capire che fosse al limite. 

Giorgia Pellizotti (foto Instagram)
La crescita durante il suo secondo anno da juniores è stata evidente (foto Instagram)
Giorgia Pellizotti (foto Instagram)
La crescita durante il suo secondo anno da juniores è stata evidente (foto Instagram)
Certi errori arrivano quando si è spinto troppo?

La prima caduta è normale, capita spesso. Inciampare sugli ostacoli no, vuol dire che non aveva la percezione di quanto dovesse alzare le gambe. E’ un aspetto che in vista del mondiale mi dà fiducia, vuol dire che arriviamo tutte allo stesso livello. Vincerà chi sbaglierà di meno. 

La differenza la faranno i dettagli, come le parti tecniche?

Sì. A mio avviso io e Lise Revolt siamo sullo stesso livello in termini di guida, mentre Bukovska è un attimo indietro. In quanto a condizione atletica siamo tutte e tre nello stesso momento, sarà importante l’aspetto psicologico. Riuscire a spingere e mettere qualcosa in più anche quando si è al limite. 

Il percorso di Hulst lo conosci già?

E’ un tracciato che presenta molte insidie, se come da previsioni meteo rischia di essere ghiacciato rischiamo di avere una gara impegnativa dal punto di vista tecnico. Penso sia un percorso da mondiale, duro, con tante salite e discese. Non credo si farà la differenza tra salite e discese, ma quelle metteranno fatica nelle gambe e nella testa. Servirà molta attenzione perché non sono passaggi in cui si potrà vincere, ma perdere sì

Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Al mondiale di Hulst Giorgia Pellizotti potrà contare sulle sue abilità tecniche e di guida per cercare di fare la differenza
Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Al mondiale di Hulst Giorgia Pellizotti potrà contare sulle sue abilità tecniche e di guida per cercare di fare la differenza
Con questo livello di condizione ti senti più sicura?

Ho la sensazione di avere la gamba giusta per non arrivare al limite ogni volta e dover rischiare. Riuscire a fare un respiro in più, rimanendo comunque a ruota delle migliori, prima di buttarsi in discese e curve tecniche è un aspetto importante. 

Si parte con il Team Relay…

Io lo correrò, a differenza delle mie avversarie. Mi fa piacere correrlo e inoltre fare un giro a tutta mi sblocca la gamba. Inoltre girare a ritmo gara mi permette di vedere le traiettorie migliori e mi dà una maggiore consapevolezza sulla velocità alla quale affrontare le curve e i tratti più difficili.

Ai mondiali di Hulst per vincere. Pontoni non si nasconde

Ai mondiali di Hulst per vincere. Pontoni non si nasconde

27.01.2026
5 min
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Ricordate il film “Quella sporca dozzina”? Sarebbe riconducibile anche alla nazionale italiana di ciclocross, che è in partenza per Hulst per affrontare la rassegna mondiale con grandi prospettive. La chiusura della Coppa del mondo di domenica scorsa ha dimostrato innanzitutto che l’Italia c’è ed è al massimo della forma, con Patrik Pezzo Rosola che ha portato a casa il trofeo di cristallo, con Giorgia Pellizotti alla seconda vittoria consecutiva, con Stefano Viezzi sul podio fra gli U23 e in generale con tutta una serie di grandi prestazioni. Belgio e Olanda avranno rappresentative numericamente ben più corpose, ma la sfida per il medagliere è lanciata, ricordando come sono andati gli ultimi europei.

Daniele Pontoni attende il weekend di Hulst con grande fiducia e sulla base della sua esperienza protegge i suoi ragazzi dalle eccessive pressioni: «Siamo in salute e i ragazzi lo sanno, tutto quel che serviva è stato fatto e il weekend ci ha dato risposte importanti. Di pressione ne avremmo avuta anche a Hoogerheide, invece la nostra forza è andare ad approcciare questa corsa nel modo più semplice possibile, senza l’ossessione del risultato».

I grandi risultati in Coppa sono per Pontoni un'iniezione di fiducia verso i mondiali (foto Facebook)
I grandi risultati in Coppa sono per Pontoni un’iniezione di fiducia verso Hulst (foto Lollocazzutto)
I grandi risultati in Coppa sono per Pontoni un'iniezione di fiducia verso i mondiali (foto Facebook)
I grandi risultati in Coppa sono per Pontoni un’iniezione di fiducia verso Hulst (foto Lollocazzutto)
Neanche nel caso di Pezzo Rosola che si giocava il successo finale?

Con Patrik avevamo fatto tutti i calcoli prima, in che posizione potevamo concludere la corsa per vincere la Coppa e alla fine si è vinto anche per quello. Infatti Patrik all’ultimo giro, sugli ostacoli non ha rischiato niente, ha pensato alla classifica. La pressione direi che è meglio avercela, se i risultati sono questi, perché ho a che fare con ragazzi intelligenti. Abbiamo fatto 10 giorni assieme, credo che li stiamo mettendo nelle migliori condizioni per affrontare questo weekend iridato.

Che percorso troveranno a Hulst?

E’ impegnativo, un po’ cambiato rispetto allo scorso anno, perché si affronterà la collina del mulino in senso inverso. Sarà spettacolare perché ci sono ponti sull’acqua, ma il dislivello aumenta. Ci sono rettilinei un po’ più lunghi che ti permettono di spingere di più, forse l’anno scorso non avevi modo di esprimere tutta la potenza, io dico che è meglio adesso. Poi il meteo potrebbe fare la sua parte, correre con fango e ghiaccio potrebbe cambiare le prospettive, ma lo vedremo al momento.

Da sinistra Pellizotti, la vincitrice Revol e Bukovska. Il podio di Coppa si ripeterà a Hulst? (foto UCI)
Da sinistra Pellizotti, la vincitrice Revol e Bukovska. Il podio di Coppa si ripeterà a Hulst? (foto UCI)
Da sinistra Pellizotti, la vincitrice Revol e Bukovska. Il podio di Coppa si ripeterà a Hulst? (foto UCI)
Da sinistra Pellizotti, la vincitrice Revol e Bukovska. Il podio di Coppa si ripeterà a Hulst? (foto UCI)
Analizziamo il programma gara per gara. Sabato a inaugurare la rassegna di Hulst ci saranno le juniores. Tu parlavi di una Lise Revol una spanna sopra tutte le altre. Ne sei ancora convinto?

No, perché nelle ultime due settimane abbiamo visto la francese fare un passo indietro e le altre ragazze, la Bukovska, la Pelizzotti (nella foto di apertura, ndr), ma anche la svizzera Huber che potrebbero insidiarla. La Revol ha perso la sua brillantezza e quella facilità di vincere le gare che aveva avuto fino a quel punto della stagione, non so se per qualche malanno o un calo di forma. La differenza che faceva nella prima parte di corsa non è più così marcata e si può affrontarla senza paura.

Seconda gara saranno gli under 23. Quanto pesa l’assenza di Agostinacchio?

Tanto. Mattia ha numeri che forse nessuno ha nella sua categoria e anche oltre. Ma abbiamo Stefano Viezzi che ha dimostrato di essere lì davanti e credo che anche lui sabato a Hulst si giochi le sue carte perché arriva nella migliore condizione possibile, su un percorso che credo sia adatto anche alle sue caratteristiche.

A Hoogerheide Viezzi ha colto il 3° posto, cogliendo indicazioni utili per i mondiali di Hulst (foto Facebook)
A Hoogerheide Viezzi ha centrato il 3° posto, cogliendo indicazioni utili per i mondiali di Hulst (foto Facebook)
A Hoogerheide Viezzi ha colto il 3° posto, cogliendo indicazioni utili per i mondiali di Hulst (foto Facebook)
A Hoogerheide Viezzi ha centrato il 3° posto, cogliendo indicazioni utili per i mondiali di Hulst (foto Facebook)
Quanto sarà importante partire bene?

Fondamentale perché ci sarà una salita traversa, dove l’anno scorso andavano su uno alla volta e quindi potrebbe essere che passano il primo e il secondo, ma gli altri vanno su a piedi. Partire davanti è importante in tutte le gare, domenica prossima lo sarà ancora di più.

Il sabato si chiuderà con la prova elite femminile. La Casasola come ci arriva?

Bene, finora ha pagato un prezzo alto alla sfortuna, domenica prima della caduta per come pedalava, per come l’ho vista era davvero brillante, adesso speriamo che la caduta non comprometta la sua forma. Non ci sarà la Brand, quindi Pieterse e Alvarado saranno i riferimenti assoluti, con la forma migliore, ma Sara può fare la sua parte.

Dopo i problemi di asma e le cadute, Sara Casasola confida nin una giornata finalmente positiva (foto Buyssens)
Dopo i problemi di asma e le cadute, Sara Casasola confida in una giornata finalmente positiva a Hulst (foto Buyssens)
Dopo i problemi di asma e le cadute, Sara Casasola confida nin una giornata finalmente positiva (foto Buyssens)
Dopo i problemi di asma e le cadute, Sara Casasola confida in una giornata finalmente positiva a Hulst (foto Buyssens)
Domenica si comincerà con gli juniores ed è chiaro che molte delle aspettative azzurre sono lì, visti i risultati. Come pensi di gestire i due ragazzi?

Intanto la buona cosa è che tutti e quattro i nostri partiranno nelle prime due file, grazie ai piazzamenti nella Coppa del mondo, Grigolini e Pezzo in prima, Cingolani e Dell’Olio in seconda. Vedremo come gestire le prime fasi, ma potremo parlare di strategie solo lì, verificando condizioni del terreno e clima. Credo che partiamo con l’obiettivo più alto. I risultati lo dimostrano, non dobbiamo nasconderci, ma avere rispetto di tutti. La gestione di gara diventa facile una volta che sono partiti, ne puoi prevedere diverse.

E’ un percorso adatto ad entrambi, sia Grigolini che Pezzo Rosola?

Sì, tecnicamente sono simili: molto influiranno le condizioni meteo, ma non credo che domenica saranno estreme. Invece faranno tanto il morale, la condizione fisica, ma soprattutto quella psicologica. Mantenere il fisico integro è il compito a casa che ho dato ai ragazzi, perché ormai la condizione abbiamo visto che è buona.

Il podio finale di Coppa con Pezzo Rosola con la maglia di vincitore e Grigolini terzo (foto UCI)
Il podio finale di Coppa con Pezzo Rosola vincitore e Grigolini terzo (foto UCI)
Il podio finale di Coppa con Pezzo Rosola con la maglia di vincitore e Grigolini terzo (foto UCI)
Il podio finale di Coppa con Pezzo Rosola vincitore e Grigolini terzo (foto UCI)
Nelle altre due categorie, under 23 donne ed elite uomini, come ci presentiamo?

Ci presentiamo con Elisa Ferri negli under 23, che a Hoogerheide ha fatto un’ottima corsa e tecnicamente credo che sia la ragazza che guida meglio tra tutte le nostre e non solo. Correre con la sua categoria l’aiuterà. Magari in certi punti, vista la sua struttura fisica, pagherà leggermente, ma io confido nelle sue doti di guida. Per Filippo Fontana vale la stessa cosa, si sta abituando a piazzamenti nella top 10 e credo che sia un obiettivo prestigioso alla sua portata.

Patrik Pezzo Rosola, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross juniores, vittoria

Pontoni guarda al mondiale: certezze, rinunce importanti e programmi

19.01.2026
5 min
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La nazionale di ciclocross guidata dal cittì Daniele Pontoni è rimasta a Benidorm, come da programma, per un ritiro in vista del finale di stagione. Lo sguardo è rivolto al prossimo impegno di Coppa del Mondo a Hoogerheide e poi al mondiale di Hulst. Due settimane intense che si costruiscono anche in questi giorni spagnoli dove il gruppo azzurro lavora e lavorerà. Oggi era il primo giorno sui cinque previsti, così Pontoni e i suoi atleti ne hanno approfittato per fare una sgambata dopo le fatiche di ieri nella prova di Coppa del Mondo

«Stamattina siamo usciti un po’ più tardi del previsto – ci racconta Pontoni – per un’uscita tranquilla e rilassata. Qualche coccola ai ragazzi dopo le fatiche di ieri, una pedalata su strada blanda e serena. Un giretto panoramico, anche se il meteo rispetto a ieri è peggiorato, nuvole e qualche goccia di pioggia, ma nulla di terribile. Da domani (martedì, ndr) partiremo con il programma».

Una nota negativa

I risultati di ieri hanno dato al cittì Daniele Pontoni una visione d’insieme chiara ed evidente. Nelle categorie giovanili gli azzurri hanno risposto presente. In particolare le gioie sono arrivate dalla categoria juniores: la vittoria di Patrik Pezzo Rosola, il terzo posto di Grigolini e anche il primo successo in Coppa del Mondo per Giorgia Pellizotti.

«Vincere di nuovo – afferma il cittì – e avere due ragazzi sul podio (il riferimento è alla gara juniores maschile, ndr) non è mai facile. Ma sono ancora più contento per il successo tra le donne junior, è la prima azzurra che vince in una prova di Coppa del Mondo in questa categoria sotto la mia gestione. A quindici giorni dal mondiale sono ottimi segnali. Spiace per la notizia di Mattia Agostinacchio, che per problemi fisici ha concluso la stagione. Il medico del team EF Education EasyPost lo ha fermato dopo gli ultimi accertamenti fatti internamente».

Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano under 23 2026
La notizia della settimana per Pontoni è la fine anticipata della stagione del cross per Mattia Agostinacchio
Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano under 23 2026
La notizia della settimana per Pontoni è la fine anticipata della stagione del cross per Mattia Agostinacchio
Una rinuncia importante…

Dover rinunciare a un atleta del valore di Mattia Agostinacchio dispiace, soprattutto perché si tratta del campione europeo in carica. Un titolo conquistato al primo anno in questa categoria. Tuttavia avremo Stefano Viezzi, che è un atleta forte e saprà giocarsi le sue chance. 

Viezzi che arriva dalla vittoria all’italiano e dal quinto posto di ieri.

Sappiamo che il mondiale sarà una gara difficile. Stefano (Viezzi, ndr) è partito bene a Tabor con un terzo posto, inoltre lo scorso anno al mondiale raccolse un ottimo quarto posto. Per il nostro gruppo è una certezza, lo conosco da quando era bambino e so quanto vale. 

Stefano Viezzi, Alpecin-Premier Tech, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, under 23
Tra gli under 23 Viezzi cercherà di tenere alta la bandiera azzurra, il friulano è apparso pimpante e in buona condizione nelle ultime gare
Stefano Viezzi, Alpecin-Premier Tech, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, under 23
Tra gli under 23 Viezzi cercherà di tenere alta la bandiera azzurra, il friulano è apparso pimpante e in buona condizione nelle ultime gare
Quanto sarà importante il passaggio intermedio a Hoogerheide?

Tanto, soprattutto per la categoria juniores. Ieri facevo i conti, ma questa sera mi ci metterò ancora, che siamo in gara per vincere la Coppa del Mondo. Dovrò studiare bene tutte le varianti di punteggio e piazzamenti per gestire al meglio la prossima gara. Al momento è questo il punto dove siamo focalizzati maggiormente

Giorgia Pellizotti ha dato un gran bel segnale positivo…

Già prima di Benidorm avevo delle certezze in campo femminile, e maschile, sicuramente Giorgia Pellizotti era una di queste. Dopo il campionato italiano (chiuso al quarto posto, ndr) ha rimesso tutto in ordine. Una vittoria come quella di ieri, dove ha battuto in volata una delle favorite come Lise Revolt, campionessa del mondo in carica, fa bene al morale. 

Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite
Sara Casasola dopo la conquista del tricolore ha rinunciato alla trasferta di Benidorm, tornerà a Hoogerheide (foto Giorgio De Negri)
Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite
Sara Casasola dopo la conquista del tricolore ha rinunciato alla trasferta di Benidorm, tornerà a Hoogerheide (foto Giorgio De Negri)
Ieri Sara Casasola non ha corso tra le elite, scelta condivisa?

Lei sta preparando il mondiale e Benidorm non era nei suoi programmi, infatti non c’era nemmeno Puck Pieterse, sua compagna di team. Casasola lavora tenendo anche conto dei problemi di salute avuti in questa stagione (il riferimento è all’asma, ndr). Questa è stata una stagione di ciclocross tra alti e bassi dove ha saltato diverse gare. Ma siamo in linea con il programma di avvicinamento al mondiale, la vittoria del campionato italiano lo conferma. 

Per quanto riguarda gli elite uomini?

A Hoogerheide rivedremo Filippo Fontana, campione italiano in carica. A Benidorm, come da piani, non ha corso. Dopo il periodo di gare fatto in Belgio è tornato con una gran forza e una condizione davvero buona. I prossimi impegni, mondiale compreso, si correranno su percorsi adatti alle sue caratteristiche

Filippo Fontana, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, Parco Increa, vittoria
Filippo Fontana è tornato a ottimi livelli dopo l’infortunio a tibia e perone in estate, anche lui lo rivedremo in azione a Hoogerheide
Filippo Fontana, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, Parco Increa, vittoria
Filippo Fontana è tornato a ottimi livelli dopo l’infortunio a tibia e perone in estate, anche lui lo rivedremo in azione a Hoogerheide
Inizia il conto alla rovescia per il mondiale?

Il programma di avvicinamento è stato condiviso dal team performance con i ragazzi e i team da tempo. Ora ci saranno da fare dei piccoli aggiustamenti personali in modo da arrivare a Hulst al massimo della condizione possibile. Qui a Benidorm lavoreremo al meglio, siamo in linea, non ci resta che proseguire.

Dell’Olio, alla scoperta del nuovo talento pugliese del cross

Dell’Olio, alla scoperta del nuovo talento pugliese del cross

19.01.2026
5 min
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Daniele Pontoni era stato chiaro: «Dietro Pezzo Rosola e Grigolini ci sono altri talenti, Francesco Dell’Olio nel 2027 sarà al loro livello internazionale». E i prodromi di questo vaticinio ci sono tutti, il pugliese lo sta dimostrando ripetutamente, anche alla Coppa del mondo di Benidorm di ieri. Mentre il campione tricolore coglieva il suo nuovo successo e Grigolini era terzo,il pugliese si confermava nella top 10 con un 9° posto a 1’20” dal vincitore.

Di Dell’Olio nell’ambiente si parla da molto tempo, da quand’era nelle categorie giovanili. Forse anche per la sua provenienza, la Puglia che richiama alla memoria l’epopea dell’indimenticato Vito Di Tano e anche per la sua resilienza, la capacità di emergere pur provenendo da una regione che non è propriamente al centro dell’attività nazionale.

Dell'Olio ormai è parte integrante della nazionale junior di ciclocross, ha già due Top 10 in Coppa (foto Facebook)
Dell’Olio ormai è parte integrante della nazionale juniores di ciclocross, ha già due Top 10 in Coppa (foto Facebook)
Dell'Olio ormai è parte integrante della nazionale junior di ciclocross, ha già due Top 10 in Coppa (foto Facebook)
Dell’Olio ormai è parte integrante della nazionale juniores di ciclocross, ha già due Top 10 in Coppa (foto Facebook)

«Il ciclismo ha sempre fatto parte della mia vita fin da quando ero piccolo – racconta Dell’Olio – perché ero ancora G0 quando ho iniziato a pedalare. Mia madre ha visto questa squadra sul lungomare di Bisceglie, la mia città natale, e mi ha consigliato di andare a fare la prova gratuita. Sono andato subito e non ho più smesso. In famiglia non ho ex ciclisti, mai nessuno che è andato in bici, ma io ho provato un giorno e mi ha subito preso».

Hai iniziato col ciclocross?

A dir la verità con la mountain bike, la strada e facendo la classica gimkana, quelle prove per i più piccoli. Nel ciclocross ho esordito da G6, ma un po’ prima andavo a vedere le gare di un mio amico, andavo con loro sui campi gara. Poi, appena sono arrivato al G6, ho iniziato anch’io: ho fatto tutta la stagione prima di passare a esordiente primo anno.

Ai tricolori ha colto il podio dietro Pezzo Rosola e Grigolini, confermando il suo ottimo stato di forma (foto Billiani)
Ai tricolori ha colto il podio dietro Pezzo Rosola e Grigolini, confermando il suo ottimo stato di forma (foto Billiani)
Ai tricolori ha colto il podio dietro Pezzo Rosola e Grigolini, confermando il suo ottimo stato di forma (foto Billiani)
Ai tricolori ha colto il podio dietro Pezzo Rosola e Grigolini, confermando il suo ottimo stato di forma (foto Billiani)
Tu sei andato sempre crescendo, fino ad arrivare ai vertici italiani. A che punto pensi di essere?

Non lo so, sinceramente parlando, perché sto crescendo piano piano, in modo graduale, ma sto facendo grandi passi e non so fino a che punto potrei arrivare. Sento che da qui a fine stagione posso ancora crescere parecchio e i risultati internazionali mi stanno dando sempre più conferme.

Ti ostacola il fatto di venire dalla Puglia da questo punto di vista, più che altro per le trasferte che devi affrontare?

Effettivamente il problema sono i viaggi, perché la maggior parte delle volte sono costretto a fare lunghe trasferte per arrivare vicino Milano o Venezia e da lì spostarmi per raggiungere i campi gara. Fino agli anni passati era un deficit che si faceva sentire molto perché non prendevo aerei, viaggiavo sempre in macchina o in furgone. Quest’anno invece, da quando sono entrato nella Fas Airport Services Guerciotti, viene tutto molto più semplice perché viaggio praticamente sempre in aereo.

Lo scorso anno fra gli allievi Dell'Olio è stato il terzo italiano per numero di vittorie, ben 9 condite da 4 podi (foto Facebook)
Lo scorso anno fra gli allievi Dell’Olio è stato il terzo italiano per numero di vittorie, ben 9 condite da 4 podi (foto Facebook)
Lo scorso anno fra gli allievi Dell'Olio è stato il terzo italiano per numero di vittorie, ben 9 condite da 4 podi (foto Facebook)
Lo scorso anno fra gli allievi Dell’Olio è stato il terzo italiano per numero di vittorie, ben 9 condite da 4 podi (foto Facebook)
Stai esplodendo anche a livello internazionale. Ti aspettavi una crescita del genere?

Non mi aspettavo sinceramente di riuscire a fare dei risultati del genere, ero un po’ pensieroso su quanto andassero gli juniores secondo anno a inizio stagione. Sono partito abbastanza bene, poi ho avuto un infortunio, quindi i risultati che sono arrivati in Coppa sono molto sorprendenti. Correre all’estero è una cosa incredibile perché è completamente diverso rispetto a farlo in Italia. C’è un clima completamente diverso, soprattutto in Belgio: il pubblico, il livello di organizzazione, il livello degli altri atleti. Credo comunque che ci sia ancora del divario da chiudere tra me e quelli di lassù.

Lo stesso Pontoni e tanti altri addetti ai lavori dicono però che tu puoi arrivare il prossimo anno, con un bagaglio di esperienza in più, agli stessi livelli di gente come Agostinacchio, Grigolini, Pezzo Rosola nella stessa categoria.

Mi fa molto piacere, per il mio carattere è uno stimolo e non una responsabilità, perché sono uno che non si pone grandi aspettative: imposto degli obiettivi, ma prendo ciò che viene. Ovviamente do sempre il massimo, ma non ho un’aspettativa particolare sui risultati che dovrò fare l’anno prossimo solamente perché quest’anno sono tra i migliori dei primo anno. Non sento questo tipo di peso.

Dell'Olio sta riportando la Puglia ai vertici del ciclocross onorando la memoria di Vito Di Tano (foto Facebook)
Dell’Olio sta riportando la Puglia ai vertici del ciclocross onorando la memoria di Vito Di Tano (foto Facebook)
Dell'Olio sta riportando la Puglia ai vertici del ciclocross onorando la memoria di Vito Di Tano (foto Facebook)
Dell’Olio sta riportando la Puglia ai vertici del ciclocross onorando la memoria di Vito Di Tano (foto Facebook)
Sei più ciclocrossista o più stradista?

Mi metti un po’ in difficoltà con questa domanda, perché mi piacciono entrambe le discipline allo stesso livello. Forse il ciclocross un po’ di più perché ti dà più esperienza, hai modo di gareggiare molto all’estero rispetto alla strada, anche se con il team su strada affrontiamo un calendario abbastanza importante anche fuori dall’Italia.

Anche su strada su di te ci sono molte aspettative, visto che lo scorso anno sei stato il terzo italiano per numero di vittorie fra gli allievi…

Sì, la stagione passata su strada è stata molto positiva, anche lì non mi sarei mai aspettato di fare tante vittorie. Come caratteristiche non mi sono ancora definito perché non ci sono percorsi troppo duri o troppo veloci, sono sempre misti. In salita vado bene, sono veloce. Il mio punto forte sono quelle gare dove si fa tanta selezione in salita e c’è l’arrivo in gruppetti ristretti di 4-5 persone, perché essendo veloce riesco a giocare al meglio le mie carte.

Per Dell'Olio è importante conciliare sport e scuola, un connubio che diventa sempre più difficile (foto Billiani)
Per Dell’Olio è importante conciliare sport e scuola, un connubio che diventa sempre più difficile (foto Billiani)
Per Dell'Olio è importante conciliare sport e scuola, un connubio che diventa sempre più difficile (foto Billiani)
Per Dell’Olio è importante conciliare sport e scuola, un connubio che diventa sempre più difficile (foto Billiani)
A scuola, a che punto sei?

Faccio il quarto superiore di un Istituto Tecnico Tecnologico. Sono anticipatario, avrei dovuto fare il terzo, ma ho un anno di anticipo perché ne ho fatto uno in meno di asilo. A scuola vado a Molfetta che è un paese a 10 chilometri da casa mia. Ultimamente faccio un po’ fatica a conciliare scuola e sport perché i programmi si stanno facendo più intensi. La scuola che faccio ha molte materie tecniche che hanno bisogno di studio costante, ma per ora sto ancora riuscendo a conciliare il tutto. Per me è fondamentale, come per la mia famiglia.

I trionfi degli juniores. Ma Pontoni guarda anche alle loro spalle

I trionfi degli juniores. Ma Pontoni guarda anche alle loro spalle

06.01.2026
6 min
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Quella vissuta domenica a Zonhoven è stata per molti versi l’apoteosi del movimento ciclocrossistico italiano, che mai aveva portato a casa due successi in Coppa del mondo juniores nello stesso giorno. Parliamo di apoteosi perché è innegabile che il movimento azzurro messo in piedi da Daniele Pontoni sia in questo momento un riferimento assoluto nella categoria, sperando di poterlo continuare ad essere quando questi ragazzi cresceranno e saranno coinvolti dal mondo della strada, naturale aspirazione di tutti.

Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)
Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)
Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)
Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)

Una pioggia di vittorie e top 10

Guardiamo quel che è successo finora considerando solo la challenge UCI. In campo maschile Grigolini con quella di Zonhoven porta a casa due vittorie (in Olanda e a Flamanville) a cui si aggiungono il secondo posto di Dendermonde e il terzo di Tabor. Poi c’è Patrik Pezzo Rosola, vincitore a Dendermonde davanti all’altro azzurro, 3° a Flamaville e 4° a Tabor. Fra le ragazze la Pellizotti aggiunge l’ultimo successo ai podi di Flamanville e Tabor, ma non c’è solo lei considerando i due quarti posti di Elisa Bianchi e i piazzamenti della Azzetti.

E parliamo solo di Coppa del mondo. Per Pontoni, tornando ad avere come riferimento la situazione maschile, risultati così altisonanti e soprattutto costanti nello sviluppo della stagione sono anche figli di una sana rivalità interna: «Sicuramente la sana competizione è mettere la ruota davanti all’altro. Bisogna trovare chiaramente la strada giusta perché non sia una competitività dannosa. E’ un equilibrio sottile, ma ho a che fare con due ragazzi molto intelligenti, che si sono messi a disposizione uno dell’altro quando c’era bisogno e devono sfruttare quest’arma».

A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
Cosa non semplice, considerando che sono di due club diversi…

Chiaramente io posso parlare per quando corrono insieme in nazionale, vestendo la maglia azzurra. Sanno che sono a un livello dove possono portare a casa il massimo risultato una volta uno, una volta l’altro. E un atleta per me deve sempre puntare a portare a casa il risultato massimo. Direi che al momento viaggiamo in sintonia, io e i ragazzi su questa direzione.

Quanto stanno influendo loro sugli altri juniores, sia quelli di secondo anno sia quelli che l’anno prossimo saranno chiamati a prendere il loro posto?

Loro sono il faro per chi è subito dietro e per i ragazzi più giovani. Avere in casa chi ti è superiore diventa praticamente il tuo obiettivo e questo sta favorendo il ricambio continuo. Guardiamo gli ultimi anni: prima avevamo Viezzi. Dietro di lui Agostinacchio ha fatto la trafila ed è stato Viezzi il suo traino. Poi l’anno scorso Mattia aveva già dietro Grigolini e Pezzo Rosola, che erano lì e già raccoglievano soddisfazioni internazionali.

Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
E oggi?

Quest’anno abbiamo già dietro altri quattro ragazzi come i due Cingolani, Bosio e Dall’Olio che arrivano dietro, quindi per noi questo è utilissimo perché oltre a questi due ragazzi che salgono sui podi internazionali, abbiamo ragazzi del primo anno che si fanno già a ben valere negli ordini d’arrivo delle gare importanti. Solo in Coppa del Mondo ognuno di loro 4 ha almeno una Top 10 all’attivo, non è un caso.

Che caratteristiche hanno?

Dall’Olio è un ragazzo che mi assomiglia molto sia caratterialmente che anche fisicamente, quindi scaltro, furbo. Ha avuto un problema ad inizio stagione, si è fatto male alla caviglia, ma sta arrivando anche lui. I Cingolani hanno in squadra Grigolini e questo è uno stimolo, poi hanno un papà che vive di ciclismo e aiuta molto in questo. Sono molto veloci soprattutto nelle partenze, possenti, ben strutturati. E poi c’è Bosio. Forse quello che l’anno scorso era un po’ più indietro rispetto agli altri, ma quest’anno ha fatto un bel salto di qualità con una tecnica molto importante di guida. Io confido che il prossimo anno saranno al livello dei due di oggi.

Francesco Dall'Olio intanto cresce all'ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Francesco Dall’Olio intanto cresce all’ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Francesco Dall'Olio intanto cresce all'ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Francesco Dall’Olio intanto cresce all’ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Considerando la loro costanza di rendimento ad altissimo livello e quella da parte di Agostinacchio e Viezzi tra gli under 23, qual è il il quid che fa la differenza? E’ solo questione di concorrenza internazionale più qualificata?

Domanda delicata – sottolinea Pontoni – Solitamente io non tiro mai in ballo la sfortuna, ma è vero che in queste ultime gare non sono stati molto fortunati. Ma questa non è una scusante e chiudo la parentesi. Agostinacchio ha una continuità figlia della preparazione che sta facendo con il suo team non esclusivamente per il ciclocross. Sta seguendo la stagione, ma in contemporanea sta già mettendo le basi per quella su strada. Quindi questo in certi momenti può toglierti lucidità e brillantezza. Ha programmato di essere pronto al campionato europeo e così è stato, ora punta al campionato italiano e mondiale, staremo a vedere.

E Viezzi?

Nel suo caso la sfortuna sotto forma di cadute si unisce al problema delle partenze che non sono il suo forte e lo penalizzano in questa stagione. Tranne che a Tabor, ha sempre patito tantissimo i primi giri, poi recupera e arriva davanti, ma quando è il momento di fare l’ultima accelerata, paga. Spero che nell’ultimo mese riesca a mettere a posto questo tassello, anche se è un po’ cronico.

Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Un livello simile tra gli juniores sembra ormai diventato un’abitudine, ma ora ci si sta abituando anche tra le ragazze. Secondo te dipende proprio dal fatto della concorrenza interna fra le varie Azzetti, Bianchi, Pellizzotti?

Sì, è la stessa cosa, è frutto della concorrenza, dell’emulazione – garantisce Pontoni – E’ lo stesso discorso che abbiamo fatto per gli uomini e quindi anche loro cominciano a capire che le altre non sono degli extraterrestri. E’ chiaro che si trovano di fronte una campionessa assoluta come Lise Revol, la francese che è almeno una spanna superiore a tutte e che penso già il prossimo anno sarà vicina ai vertici anche fra le U23. A Koksijde faceva passaggi sulla sabbia che non facevano neanche le elite. Ma poi dalla seconda alla decima c’è un gruppo di atlete che si possono giocare il podio delle gare ogni domenica e tra loro ci sono anche le nostre.

Ma obiettivamente, il livello di competitività internazionale è più alto fra gli juniores maschili o femminili?

Non ci sono dubbi, in campo maschile, per questo i risultati di Filippo e Patrik sono così importanti.

Mattia Agostinacchio, Namur, Coppa del mondo ciclocross, 2025, EF Education-EasyPost (Photopress.be)

Il “quarto d’ora granata” di Mattia Agostinacchio: un’onda continua

17.12.2025
5 min
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Il Grande Torino che negli anni ‘40 ha dominato il calcio italiano, fino al tragico incidente di Superga, aveva quel quarto d’ora finale in cui era capace di ribaltare ogni risultato. Una specie di trance agonistica nella quale tutto diventava possibile, con lo stadio Filadelfia pronto a diventare teatro di imprese che sono passate alla storia. Nello sport esistono atleti, che poi passano ai libri come campioni, capaci di far diventare normale qualcosa che non lo è affatto. Mattia Agostinacchio sembra poter essere uno di quelli, è presto per dirlo ma i segnali si intravedono e fanno ben sperare (in aperta foto Photopress.be).

Il quarto d’ora finale di Mattia Agostinacchio gli è valso un titolo iridato juniores a Liévin
Il quarto d’ora finale di Mattia Agostinacchio gli è valso un titolo iridato juniores a Liévin

Il Re degli ultimi giri

Lo stesso Daniele Pontoni, cittì azzurro del cross, si è stupito quando per la prima volta ha assistito al “quarto d’ora granata” del più giovane dei due fratelli valdostani. Domenica scorsa a Namur, nella gara di Coppa del mondo coincisa con il ritorno sul fango di Mathieu Van Der Poel, Mattia Agostinacchio si è ripetuto. Testa bassa sul manubrio e gambe che martellano sui pedali, curva dopo curva, ostacolo dopo ostacolo. Il ragazzino di diciotto anni, che dal 2026 sarà nel WorldTour con i colori della EF Education-EasyPost, in quelle ultime due tornate ha tenuto lo stesso passo del sette volte campione del mondo del cross, mantenendo invariato il distacco e concludendo al tredicesimo posto la corsa. 

«L’anno scorso lo chiamavano il Re degli ultimi giri», la voce e lo sguardo sono quelli del fratello maggiore, Filippo Agostinacchio, che fino a tre settimane fa era preparatore di Mattia e lo ha visto crescere. «Quello che ha fatto a Namur lo ha fatto anche ai mondiali juniores a Liévin a febbraio e all’europeo di Middelkerke dello scorso novembre (con un successo in entrambe le prove, ndr)». 

UCI Cyclocross World Cup 2024-2025, Mathieu Van der Poel
Negli ultimi due giri a Namur il giovane valdostano a Namur ha tenuto gli stessi tempi di VDP
UCI Cyclocross World Cup 2024-2025, Mathieu Van der Poel
Negli ultimi due giri a Namur il giovane valdostano a Namur ha tenuto gli stessi tempi di VDP
Da dove nasce questa dote?

Mattia ha un motore anaerobico enorme, è una cosa che tanti atleti hanno. Si tratta della capacità di andare “a blocco” come si dice in gergo, per diversi minuti.

Quale aspetto fa la differenza?

La durata, il tempo che si riesce a restare in questa zona rossa senza andare fuori giri ed “esplodere” divide i buoni corridori dai campioni. E’ una qualità che tutti cercano su strada, perché ci si è resi conto essere quella utile per fare la differenza. Nel ciclocross la differenza la si vede di più perché è proprio una dote innata.

Ciclocross Salvirola 2025, Mattia Agostinacchio (foto Alessio Pederiva)
Mattia Agostinacchio nel suo quarto d’ora finale entra in un flow incredibile inanellando settori a ritmi elevatissimi (foto Alessio Pederiva)
Ciclocross Salvirola 2025, Mattia Agostinacchio (foto Alessio Pederiva)
Mattia Agostinacchio nel suo quarto d’ora finale entra in un flow incredibile inanellando settori a ritmi elevatissimi (foto Alessio Pederiva)
Cosa succede in Mattia?

Va detto che non sono quindici minuti continui, perché lo sforzo nel ciclocross è composto da tanti passaggi al di sotto del minuto. Mattia però è in grado di inanellare una serie di sforzi brevi fuori dal comune. Inoltre c’è un altro aspetto decisamente importante.

Quale?

Smette di fare errori. Non so spiegare cosa succede e perché, ma non sbaglia più nulla. Entra in un flow psicologico incredibile. Uno lo guarda da fuori e l’unica cosa che riesce a dire è: «Boh».

Mattia Agostinacchio, Namur, Coppa del mondo ciclocross, 2025, EF Education-EasyPost (Photopress.be)
Non solo una grande fase anaerobica, ma anche una trance agonistica che porta Mattia a non sbagliare nulla (Photopress.be)
Mattia Agostinacchio, Namur, Coppa del mondo ciclocross, 2025, EF Education-EasyPost (Photopress.be)
Non solo una grande fase anaerobica, ma anche una trance agonistica che porta Mattia a non sbagliare nulla (Photopress.be)
Partiamo dalla dote atletica, quanto è innata e quanto ci si può lavorare?

Sicuramente il suo background di fuoristrada lo aiuta molto. Mattia ha sempre corso in mountain bike e nel cross, questo porta il fisico a sviluppare certe doti. Tuttavia c’è anche una parte genetica, perché anche io ho questa qualità, anche se in percentuale minore. E’ un mix di genetica, ambiente in cui siamo cresciuti e risposta a questo ambiente

La parte tecnica, invece?

Quella deriva dal fatto che Mattia è cresciuto con una bicicletta accanto fin da che ha memoria. Già quando era piccolo, ancora prima di saper camminare, andava in giro con quelle biciclettine a spinta per bambini. Imparare a stare in equilibrio e andare in bici fin da subito gli hanno permesso di sviluppare qualità tecniche impareggiabili. 

Trasportare le qualità di Mattia Agostinacchio su strada sarà uno degli obiettivi della EF Education-EasyPost (Photors.it)
Trasportare le qualità di Mattia Agostinacchio su strada sarà uno degli obiettivi della EF Education-EasyPost (Photors.it)
In che senso?

Io ho iniziato a utilizzare la bicicletta da più grande e non ho quelle doti tecniche e di guida che Mattia ha. E forse non riuscirei mai ad eguagliarle, il lavoro da fare sarebbe addirittura troppo. 

Come si trasportano su strada questi quindici minuti finali di Mattia?

Credo sia l’equivalente di arrivare fresco e concentrato nei settori finali di una corsa. A livello di guida lo tradurrei nella capacità di guidare in gruppo quando la tensione sale, limare e restare davanti nei momenti concitati. Mentre la qualità atletica è quella che farebbe la differenza tra piazzarsi e vincere. La differenza su strada è che il quarto d’ora potrebbe essere continuo, o comunque fatto da intervalli più lunghi. Su strada corre da talmente poco tempo che non abbiamo idea dei margini possibili, ma ora che passa in EF Education-EasyPost è in ottime mani.

UCI Cyclocross World Cup 2024-2025, Mathieu Van der Poel

Dopo Namur e Faè, una sbirciata negli appunti di Pontoni

15.12.2025
6 min
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Ieri Daniele Pontoni era a Faè d’Oderzo, per il tradizionale Ciclocross del Ponte, che ha visto vittorie italiane di buon interesse. Filippo Fontana ed Elisa Ferri fra gli elite, Patrick Pezzo Rosola e Nicole Azzetti fra gli juniores. Contemporaneamente il cittì della nazionale ha seguito la Coppa del mondo di Namur e con lui abbiamo voluto fare il punto su quello che ha visto e in qualche modo quello che vedremo.

Che cosa ti è parso di Namur?

Più di quello che ho visto, è stato utile parlare con i ragazzi. Per quanto riguarda i primi, credo che senza la scivolata di Nys, Van der Poel e Thibau se la sarebbero giocata fino all’ultimo. Aver portato la suspense fino all’ultimo è qualcosa di interessante e sicuramente Nys in questo momento è uno degli atleti che può dare fastidio.

La rassegna di Middelkerke si era aperta con il bronzo di Nicole Azzetti fra le junior (qui insieme al cittì Pontoni)
Il cittì Pontoni agli europei di Middelkerke, un selfie per il bronzo di Nicole Azzetti fra le juniores
La rassegna di Middelkerke si era aperta con il bronzo di Nicole Azzetti fra le junior (qui insieme al cittì Pontoni)
Il cittì Pontoni agli europei di Middelkerke, un selfie per il bronzo di Nicole Azzetti fra le juniores
Van der Poel che torna e vince alla prima gara stupisce ancora Pontoni?

Anche lui ha fatto degli errori, è caduto, però lo ritengo ancora il numero uno. Chiaramente la sua supremazia non è stata netta come eravamo abituati. Ieri eravamo sul percorso più esigente del ciclocross moderno. Devi avere gamba, devi avere tecnica e soprattutto devi avere tanta testa e tanta forza di volontà. Perché credo che tutti, almeno una volta, un errore lo abbiano fatto. Quindi rialzarsi subito, partire e resettare è la dote maggiore di chi vuole andare bene a Namur.

In Sardegna abbiamo visto un grande Filippo Agostinacchio, che ieri ha avuto qualche problema…

Se guardiamo i tempi, a un certo punto i due fratelli erano da soli. Sono partiti in quinta e sesta fila e a metà gara erano da soli. Mentre Filippo stava tirando per suo fratello, è caduto. Ha preso un albero, si è fatto male alla spalla e in più un sasso gli è rimasto bloccato sotto la leva per cui la ruota non girava. E’ dovuto andare ai box. E’ ripartito parecchio indietro, ha perso tantissimo tempo e ha recuperato ancora rispetto a dove era. E’ andato forte anche ieri.

Chi è andato forte davvero è Mattia, il più piccolo…

Gli ultimi due giri che ha fatto dimostrano di che pasta sia fatto questo ragazzo. Parti dietro, arrivi davanti e hai ancora questo ultimo quarto d’ora? E’ una prova importante. Sapete che sono tifoso del Torino e allora il quarto d’ora di Mattia io lo paragono al “quarto d’ora granata” (il finale di partita del Grande Torino che negli ultimi 15 minuti di gioco accelerava e ribaltava anche le situazioni più difficili, ndr).

Ciclocross Salvirola 2025, Mattia Agostinacchio (foto Alessio Pederiva)
Mattia Agostinacchio e il fratello Filippo corrono con la Ef Education. Pontoni entusiasta del suo 13° posto a Namur (foto Alessio Pederiva)
Ciclocross Salvirola 2025, Mattia Agostinacchio (foto Alessio Pederiva)
Mattia Agostinacchio e il fratello Filippo corrono con la Ef Education. Pontoni entusiasta del suo 13° posto a Namur (foto Alessio Pederiva)
Mattia fa lo stesso?

Lui ha quel quarto d’ora che, quando si… accende, è un razzo. Tecnicamente guida da far paura e quindi questi sono i risultati. E non è una prestazione che mi stupisce. Mi ha meravigliato la prima volta, quando lo ha fatto a Lievin. Gli ho visto fare quell’accelerata nel Team Relay prima del ponte e quella è stata l’unica volta che mi ha stupito. Poi l’ha fatto altre volte, quindi per lui è la normalità. Il suo passaggio da junior a under 23 me lo sarei aspettato proprio come lo sta dimostrando in questo momento. Adesso aspetto solo che anche Viezzi torni ai suoi livelli…

E’ ancora un po’ indietro.

L’ho visto in leggera difficoltà, soprattutto in questo weekend, ma già dalla prossima settimana me lo aspetto di nuovo motivato al punto giusto per tornare anche lui ai vertici di categoria. Ne ha tutte le doti e so che andrà a prendersi quello che in questo momento non ha in mano.

Secondo te è più difficile per questi ragazzi correre la Coppa del mondo con le squadre e non con la nazionale?

Magari con la squadra in certi momenti sono anche più attrezzati da un punto di vista logistico. Sicuramente come staff credo che la nazionale dia qualcosa in più rispetto ai loro team. Io ho una venerazione per il mio staff, perché vedo quanto si impegnano e quanto lavorano. Una cosa che dico sempre ai ragazzi è che quei 10, 20, 50 o 100 watt in più di cui hanno bisogno nel momento di fare la differenza, devono prenderli dai colori azzurri.

Overijse incorona la Casasola, una prima storica
Casaola ha iniziato la stagione con il successo di Overijse, ora è alle prese con i postumi di una bronchite. Pontoni la aspetta
Overijse incorona la Casasola, una prima storica
Casaola ha iniziato la stagione con il successo di Overijse, ora è alle prese con i postumi di una bronchite. Pontoni la aspetta
Con le ragazze finora siamo andati a corrente alternata.

Abbiamo Sara Casasola che è ferma, perché ha ancora un po’ di problemi con la bronchite che non passa. Lei purtroppo lotta sempre con l’asma e quindi ieri non ha corso. Spero sia l’ultima sosta ai box da qui al mondiale e che finalmente si ristabilisca e possa ritornare nelle posizioni in cui l’abbiamo vista da inizio stagione. Ormai sono rientrate tutte le big, quindi primeggiare sarà più difficile, però credo che Sara abbia tutti i numeri e le doti per essere là davanti con loro.

Poi c’è anche Lucia Bramati che sta andando bene.

Ieri magari Lucia non è stata brillantissima come in altre occasioni, però ha dimostrato di fare la sua bella figura in questa categoria. E se invece vogliamo parlare degli juniores, chiaramente Giorgia Pellizotti ha già dimostrato in Coppa del mondo, nella sua categoria, di essere sicuramente una fra le prime tre ragazze al mondo. Ieri poi a Faè d’Oderzo abbiamo visto Azzetti che è ancora forte e fra gli uomini abbiamo Grigolini e Pezzo che vincono e ragazzi del primo anno come Dell’Olio, Cingolani e Bosio che arrivano. Gli ultimi due il prossimo anno potranno prendere sicuramente il posto di Grigolini e Pezzo Rosola.

Si costruisce il futuro?

L’ho già detto in passato, non stiamo costruendo anno per anno, ma ragioniamo a lungo termine. Ormai guardiamo anche le categorie degli allievi e delle allieve, perché dobbiamo cominciare a formare questi ragazzi perché siano pronti quando passeranno juniores.

Da sabato ad Anversa, tornerà nel cross anche Van Aert, qui primo a Benidorm nel 2024. Pontoni ha grandi attese per il duello con Van der Poel
Da sabato ad Anversa, tornerà nel cross anche Van Aert, qui primo a Benidorm nel 2024. Pontoni ha grandi attese per il duello con Van der Poel
Quali saranno i prossimi passi della nazionale?

Andremo in Coppa del mondo a Koksjide, con doppia convocazione per entrambe le prove: appunto quella del 21 e il 28 a Dendermonde. Gran parte degli atleti italiani faranno tutto il periodo in Belgio: qualcuno tornerà il primo gennaio, altri il 4. Quasi tutti faranno delle gare anche internazionali. Poi ci sarà il campionato italiano e subito dopo andremo a Benidorm per correre e fare il ritiro di ogni anno. Il sabato voleremo a Hoogerheide, poi tre giorni a casa e il mondiale di Hulst.

Ultima domanda: sabato ad Anversa ci sarà il primo duello Van der Poel-Van Aert: sarà il solito grande spot per il cross?

Per me gli atleti di spessore e di valore come questi possono far bene alla specialità. Non li chiamo ciclisti ma atleti, che fanno bene alla specialità, portano tanto pubblico e portano interesse. Da quelle parti magari non ne hanno tanto bisogno perché sono abituati, però nel resto del mondo vedere in televisione uno spettacolo come quello è qualcosa di speciale. Credo che la sfida si ripeterà fino al mondiale. E spero che dia una spinta all’eventuale candidatura olimpica per questa specialità