Presentazione Coppa Italia delle Regioni 2026, Aula dei Gruppi Parlamentari, Roma, 28 gennaio 2026, Vincenzo Nibali, Claudio Chiappucci, Gianni Bugno, Giuseppe Saronni, Alessandro Ballan, Lorenzo Fontana (presidente della Camera), Paolo Bettini, Ministro Roccella, Roberto Pella, Maurizio Fondriest (foto LCP)

Coppa Italia delle Regioni, non di sole corse

29.01.2026
6 min
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ROMA – Era la teoria attorno alla quale abbiamo ragionato per anni, guardando alla Coupe de France. Un circuito nazionale, che tiene in vita le corse al di sotto del WorldTour (17 nel 2025), su cui le squadre francesi possono incentrare un’attività di buon livello, in attesa degli inviti più importanti. La Coppa Italia delle Regioni, presentata ieri per la terza volta a Roma, potrebbe avere la stessa funzione, a patto che gli organizzatori mantengano la parola e accettino di far correre le professional, certo, ma anche le continental.

Teatro della presentazione romana di ieri è stata l’Aula dei Gruppi Parlamentari, alla presenza di figure istituzionali di primaria importanza, che hanno ripetuto le loro considerazioni per uno sport – il ciclismo – che lentamente sta tornando nei discorsi di chi governa il Paese. Certo non ci illudiamo e neanche pretendiamo che questo basti per scalfire altri potentati, tuttavia è innegabile che il lavoro sistematico della Lega Ciclismo possa aprire nuove strade. Come un piede infilato nella porta, che dopo tre anni ha permesso di aprirla e guardare dentro.

Scaroni, Velasco e Ulissi sono stati premiati dal ministro Santanché
Alla fine della scorsa stagione, Scaroni era stato premiato per la vittoria della Coppa Italia delle Regioni 2025: ora si riparte
Scaroni, Velasco e Ulissi sono stati premiati dal ministro Santanché
Alla fine della scorsa stagione, Scaroni era stato premiato per la vittoria della Coppa Italia delle Regioni 2025: ora si riparte

Un progetto ad ampio spettro

Il presidente Pella, di cui tutti i presenti hanno riconosciuto l’instancabilità, ha capito che limitarsi allo sport non sarebbe bastato. Così ha spostato il focus della Coppa Italia delle Regioni sui territori, il turismo, la cultura, la salute, l’economia e le pari opportunità, chiedendo ai rispettivi Ministri di guardare a loro volta in questo mondo che pedala. E gli interventi dimostrano che, goccia dopo goccia, il messaggio sta filtrando.

«La Coppa Italia delle Regioni – ha detto Andrea Abodi, il Ministro dello Sport – si conferma e rilancia la sfida del miglioramento, aggiungendo ulteriori competizioni. L’attenzione della Lega Ciclismo quest’anno va oltre la sfera sportiva e agonistica. Non solo il Sud diventa tra i protagonisti nella geografia del percorso itinerante ma, con il ritorno del Giro della Sardegna dopo quindici anni e del Giro della Magna Grecia, si rafforza il legame tra sport e cultura, un binomio che con il ciclismo trova la sua massima espressione.

«L’edizione 2026 – ha sottolineato – trova anche la consacrazione dell’assegnazione della maglia arancione per il traguardo sicurezza, in memoria di Giovanni Iannelli e degli altri ciclisti che hanno perso la vita sulla strada. Un riconoscimento che testimonia, non solo simbolicamente, la volontà di tutti i soggetti coinvolti di assumersi la responsabilità di contribuire a un ciclismo più sicuro, attraverso le regole e, soprattutto, il loro rispetto».

Il passaggio su Iannelli non manca mai nelle parole di Abodi, che tempo fa assieme allo stesso Pella ha incontrato il padre del corridore toscano, senza però che questo abbia portato al processo instancabilmente invocato.

Il Ministro Abodi (qui con Cassani alla presentazione della Coppa Italia 2025) è tornato spesso sulla vicenda Iannelli e sul tema sicurezza
Il Ministro Abodi (qui con Cassani alla presentazione della Coppa Italia 2025) è tornato spesso sulla vicenda Iannelli e sul tema sicurezza
Il Ministro Abodi (qui con Cassani alla presentazione della Coppa Italia 2025) è tornato spesso sulla vicenda Iannelli e sul tema sicurezza (foto LCP)
Il Ministro Abodi (qui con Cassani alla presentazione della Coppa Italia 2025) è tornato spesso sulla vicenda Iannelli e sul tema sicurezza (foto LCP)

Da febbraio a ottobre

Cinquantadue gare e 17 regioni coinvolte: questi i numeri della Coppa Italia delle Regioni 2026. Un calendario che si apre il 25 febbraio con il Giro della Sardegna di Adriano Amici e va avanti fino al 18 ottobre con la Veneto Classic di Pippo Pozzato. Venticinque corse per gli uomini, undici per le donne in cui sono comprese anche tre prove WorldTour: la Strade Bianche, il Trofeo Binda e la Milano-Sanremo.

«Per me personalmente e per la Lega Ciclismo che rappresento – ha dichiarato Roberto Pella – oggi è stata una grande emozione. Vedere la Coppa Italia delle Regioni, il progetto che abbiamo creato e portiamo avanti da soli due anni con la Conferenza delle Regioni, crescere così rapidamente è motivo di grande soddisfazione. 

«Svilupperemo i valori al centro del progetto: sport e salute, sviluppo economico e turismo, internazionalizzazione, parità. Un progetto che rappresenta una vera ripartenza per il ciclismo, così come avvenne per il nostro Paese 80 anni fa, sulle strade di Coppi e Bartali, capace di unire sport, istituzioni, territori e comunità».

Il premio per Luca Guercilena e Andrea Agostini come riconoscimento  dei valori e le competenze che il ciclismo italiano esprime a livello globale
Luca Guercilena e Andrea Agostini premiati da Vito Bardi, dal presidente della Camera Fontana e da Roberto Pella (foto LCP)
Il premio per Luca Guercilena e Andrea Agostini come riconoscimento  dei valori e le competenze che il ciclismo italiano esprime a livello globale
Luca Guercilena e Andrea Agostini premiati da Vito Bardi, dal presidente della Camera Fontana e da Roberto Pella (foto LCP)

Il Made in Italy pedala forte

Non c’erano solo politici, squadre, organizzatori e giornalisti alla presentazione della Coppa Italia delle Regioni, ma anche gli ex corridori che saggiamente sono stati coinvolti nella promozione del ciclismo. Cinque campioni del mondo come Ballan, Bettini, Bugno, Fondriest e Saronni. Giganti come Chiappucci e Nibali. E poi Luca Guercilena e Andrea Agostini, figure di spicco di Lidl-Trek e UAE Team Emirates, premiati come simboli dei valori e le competenze che il ciclismo italiano esprime a livello globale.

«La filiera della bicicletta – ha detto Tajani, Ministro degli Affari Esteri – si conferma un comparto strategico del Made in Italy, caratterizzato da capacità manifatturiera, innovazione e attenzione alla sostenibilità. L’export italiano di biciclette e componenti raggiunge i 759 milioni di euro, all’interno di un export complessivo di beni sportivi pari a circa 4,7 miliardi di euro. La strategia di diplomazia della crescita, ulteriormente rafforzata con la Riforma della Farnesina, riconosce nel ciclismo un asset strategico per l’economia nazionale e per il posizionamento internazionale del Sistema Paese».

Il Ministro Tajani al centro e ai lati , da sinistra, Agostini, Bettini, Chiappucci, Bugno, Saronni, Pella, Nibali, Ballan, Fondriest e Guercilena (foto LCP)
Il Ministro Tajani al centro e da sinistra, Agostini, Bettini, Chiappucci, Bugno, Saronni, Pella, Nibali, Ballan, Fondriest e Guercilena (foto LCP)

Il nodo sicurezza

Ora c’è da lavorare per coinvolgere sponsor e portare sicurezza su strade troppo spesso inospitali: la Coppa Italia delle Regioni non può limitarsi a un calendario di gare. Ispiratore l’intervento di Fondriest a un anno dalla morte di Sara Piffer, nello spiegare la nascita delle bike lane in Trentino Alto Adige. Utili le parole del Ministro della Salute Schillaci, sul fatto che lo sport sia previsto nella Costituzione per la sua funzione educativa e la prevenzione delle malattie attraverso uno stile sano. Però adesso bisogna che tutto questo esca dal Palazzo e si diffonda nelle strade.

«Quando ero ragazzo io – ha detto Gianni Bugno – ti davano la bicicletta e non il motorino perché era ritenuto troppo pericoloso. Adesso succede il contrario».

La sicurezza, sulle strade e anche in corsa, è alla base della rinascita del ciclismo di cui ha parlato Roberto Pella. E qui la battaglia è profonda e culturale. Bello il traguardo dedicato a Giovanni Iannelli, bello il ricordo delle vittime della strada. Sarebbe bello poterli ricordare avendo ottenuto vera giustizia per ciascuno di loro e impedendo che tragedie simili si ripetano. Allora la Coppa Italia delle Regioni e i suoi amici tanto illustri avranno raggiunto l’obiettivo più importante.

Il Giro di Sardegna torna nel 2026 dopo 15 anni di assenza. Si correrà dal 25 febbraio all'1 marzo

Dopo 15 anni riecco il Giro di Sardegna, sempre targato Amici

18.01.2026
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Non sappiamo se lo possa considerare un regalo per i suoi 83 anni compiuti tre giorni fa, ma ad inizio settimana nell’agenda organizzativa del 2026 di Adriano Amici è stato inserito il Giro di Sardegna e per lui sarà un piccolo salto nel passato.

A distanza di 15 anni dall’ultima edizione (foto in apertura) sempre ad opera del GS Emilia, la gara a tappe torna in calendario anche con la collaborazione dell’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna e della Lega del Ciclismo Professionistico. Si parte il 25 febbraio da Castelsardo a nord dell’isola e si proseguirà in senso antiorario per terminare l’1 marzo ad Olbia. Cinque tappe per un totale di 830,4 chilometri e 10.440 metri di dislivello per una corsa che preannuncia spettacolo paesaggistico e agonistico.

Giro di Sardegna 2026: cinque tappe dal 25 febbraio all'1 marzo per un totale di 830,4 km e 10.440 metri di dislivello
Giro di Sardegna 2026: cinque tappe dal 25 febbraio all’1 marzo per un totale di 830,4 km e 10.440 metri di dislivello
Giro di Sardegna 2026: cinque tappe dal 25 febbraio all'1 marzo per un totale di 830,4 km e 10.440 metri di dislivello
Giro di Sardegna 2026: cinque tappe dal 25 febbraio all’1 marzo per un totale di 830,4 km e 10.440 metri di dislivello

Ritorno sull’isola

Correre nelle isole ha sempre qualcosa di affascinante e la Sardegna ha dimostrato di volere il grande ciclismo con maggiore continuità. Adriano Amici la conosce bene ed è già in fermento col suo staff per preparare tutto, facendo tesoro delle esperienze passate.

«Per la verità – ci spiega il dirigente bolognese dall’altro capo del telefono – l’ultima volta che siamo stati giù era l’estate del 2021, quando abbiamo organizzato la Settimana Ciclistica Italiana – Sulle strade della Sardegna. Erano cinque tappe anche all’epoca, ma fu una corsa che si disputò solo quella stagione.

«Invece – prosegue – il rapporto col Giro di Sardegna si è sviluppato tempo fa. Dal 2009 abbiamo allestito tre edizioni consecutive. Inoltre sia nel 2010 che nel 2011, il giorno dopo la quinta e ultima tappa, abbiamo anche organizzato la storica Sassari-Cagliari, che per quelle due occasioni fu ribattezzata Classica Sarda. Mi fa piacere comunque tornare ad organizzare una gara come il Giro di Sardegna che già da quando correvo tra i pro’ (fine anni ‘60, ndr) era un riferimento di inizio stagione».

Cast importante

Malgrado i calendari internazionali siano sempre più fitti, gli organici delle formazioni sono ormai talmente tanto profondi da garantire spesso un buon livello partecipativo.

«Il Giro di Sardegna – rimarca Amici – avrà la classificazione 2.1 e vedremo al via 25 squadre: 6 WorldTour, 9 ProTeam, di cui le 4 italiane e 10 Continental. Verranno assegnate quattro maglie di classifica. Ci aspettiamo dei bei nomi, soprattutto di giovani. Abbiamo anche già avuto la garanzia della copertura televisiva in diretta. Quindi questo alza ulteriormente tutto il contesto, a partire dalla visibilità dei territori coinvolti. Parte del mio staff è appena rientrato dalla Sardegna con gli ultimi dettagli, poi cominceremo a preparare tutto perché ormai manca un mese e fa in fretta a passare».

Ciclismo in tutte le regioni

La programmazione ciclistica italiana si sta rafforzando grazie alla Coppa Italia delle Regioni, competizione distribuita su più prove per uomini e donne. Nel 2025 tra le due categorie si sono disputate complessivamente 31 gare toccando 11 regioni e più di 800 comuni. Per questa stagione i numeri sono intenzionati a crescere.

«Stiamo vedendo – spiega Amici – come il presidente Roberto Pella (della Lega del Ciclismo Professionistico, ndr) si stia dando tanto da fare per il nostro sport. Molte gare quest’anno sono ritornate o nasceranno perché vuole creare interesse, cercando di portare il ciclismo in tutte le regioni e province italiane. Non è un compito semplice, anzi credo che sia un processo importante cui bisogna concedere tempo e pazienza. D’altronde sono loro che decidono se può valerne la pena di inserire una nuova gara.

Adriano Amici ritiene importante per gli organizzatori il supporto della Lega Ciclismo di Roberto Pella e la nascita della Coppa Italia delle Regioni
Adriano Amici ritiene importante per gli organizzatori il supporto della Lega Ciclismo di Roberto Pella e la nascita della Coppa Italia delle Regioni
Adriano Amici ritiene importante per gli organizzatori il supporto della Lega Ciclismo di Roberto Pella e la nascita della Coppa Italia delle Regioni
Adriano Amici ritiene importante per gli organizzatori il supporto della Lega Ciclismo di Roberto Pella e la nascita della Coppa Italia delle Regioni

«Per il movimento italiano – va avanti – è un bene perché c’è qualcuno che si muove anche per conto degli organizzatori. Qualcuno magari può pensare che queste nuove gare siano sforzi supplementari per le società organizzative, ma adesso non andiamo più soli da un’amministrazione locale per chiedere patrocini e risorse per portare una corsa a casa loro. Con la presenza di Pella e della Lega Ciclismo tutte le figure coinvolte hanno e danno maggiori garanzie.

«D’altronde – conclude Adriano Amici – per un territorio deve esserci il giusto tornaconto e seguito di visibilità. Le amministrazioni si sentono più gratificate e coinvolte. Ad esempio una gara in linea comporta cifre importanti, almeno 150.000 euro. Una cifra che devi coprire. Ti viene a costare meno se hai una partecipazione scarsa e magari nemmeno la televisione, però è anche vero che ammortizzi meglio le spese se hai buoni corridori al via e la diretta televisiva, perché magari l’anno successivo possono esserci più risorse se il risultato è stato buono. Per quello che riguarda il GS Emilia, noi siamo felici che tutte le nostre gare facciano parte della Coppa Italia delle Regioni».

Novo Nordisk, Alessandro Mantineo, Health Village

Novo Nordisk Health Village, Coppa Italia delle Regioni: bilancio ok

20.10.2025
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Si è conclusa con successo in Veneto la prima esperienza di Novo Nordisk come Health Partner della Coppa Italia Delle Regioni edizione 2025. Il bilancio è estremamente positivo: i Novo Nordisk Health Village hanno portato un messaggio di prevenzione e benessere in ben undici regioni italiane. Un’iniziativa che dimostra una volta di più quanto il ciclismo sia un veicolo potente per la promozione della salute.

Il progetto è partito a marzo con il Trofeo Laigueglia e si è concluso il 19 ottobre a Bassano del Grappa, in concomitanza con la Veneto Classic. In totale, sono stati allestiti 21 Novo Nordisk Health Village in occasione delle gare della Coppa Italia. Questa presenza capillare ha permesso di raggiungere quasi 2.000 persone in tutta Italia, combinando sport e prevenzione primaria.

Consulti e dialogo con gli esperti

L’iniziativa si inserisce nel programma internazionale “Cities for better health”, realizzato in Italia grazie alla partnership strategica tra ANCI, Health City Institute e Novo Nordisk. L’obiettivo è chiaro: combattere le malattie croniche non trasmissibili come diabete, obesità e patologie cardiovascolari, incoraggiando stili di vita sani e sostenibili.

I Village sono stati un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini. Hanno offerto consulti cardio-metabolici gratuiti, un’azione concreta di prevenzione primaria. Parallelamente, sono stati organizzati progetti educativi rivolti ai più giovani, coinvolgendo le nuove generazioni sull’importanza della salute.

Un elemento chiave sono state le Driving Change Arena: momenti di dibattito e confronto che hanno visto la partecipazione di oltre 230 esperti locali. Tra questi, medici, istituzioni, amministrazioni e associazioni pazienti hanno dialogato su temi cruciali come salute urbana e la prevenzione delle malattie croniche. Un dibattito necessario, considerando che patologie come l’obesità sono fattori di rischio significativi per le malattie cardiovascolari, che restano la principale causa di morte in Italia.

Novo Nordisk team, professional
Novo Nordisk è sponsor del team professional
Novo Nordisk team, professional
Novo Nordisk è sponsor del team professional

L’impegno di Novo Nordisk

La partecipazione è stata notevole: più di 1.600 tra studenti e cittadini hanno usufruito delle attività. Inoltre, oltre 90 tra medici ed esperti e più di 60 tra politici e amministratori locali hanno preso parte alle discussioni, confermando la rilevanza dell’iniziativa.

«I Village – ha dichiarato Alfredo Galletti, Vice President e General Manager di Novo Nordisk Italia – sono stati scenario di dibattiti e, soprattutto, spazi in cui si è fatta prevenzione primaria con consulti gratuiti. Questo dimostra che lo sport non è solo un momento d’incontro, ma un veicolo concreto di prevenzione. Il nostro impegno dunque si rafforza, proseguendo il lavoro del progetto Cities for Better Health nel promuovere un equo benessere socio-economico, fisico e mentale per tutti i cittadini».

E’ importante ricordare che in chiusura di ogni tappa della Coppa Italia delle Regioni, la consegna delle maglie “Combattivo di Giornata”, sia maschile che femminile, con i loghi di Novo Nordisk e “Cities for Better Health”, ha simboleggiato la lotta non solo sportiva, ma anche quella contro le malattie croniche, celebrando grinta e determinazione come valori fondamentali per il benessere collettivo.

Novo Nordisk

Coppa Italia delle Regioni

Suzuki nuovo Mobility Partner della Lega Ciclismo Professionistico

07.05.2025
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Suzuki rinnova e rafforza il proprio impegno nel mondo dello sport diventando Mobility Partner ufficiale della Lega del Ciclismo Professionistico per la corrente stagione 2025. La Casa di Hamamatsu fornirà l’intera flotta di veicoli – auto e moto – destinata a supportare tutte le attività organizzative e promozionali della Lega durante l’intero anno sportivo. Una presenza costante e capillare che accompagnerà le competizioni ciclistiche su strada in tutto il territorio nazionale, con un focus particolare sulla Coppa Italia delle Regioni, fiore all’occhiello del calendario ciclistico italiano.

Suzuki metterà a disposizione della Lega un parco veicoli all’avanguardia, efficiente e attento alla sostenibilità, perfetto per affrontare le esigenze logistiche di una stagione intensa. Le auto e le moto della casa giapponese saranno protagoniste lungo le strade di oltre 100 giornate di gara, attraversando più di 600 comuni distribuiti in 11 regioni italiane, e coprendo eventi delle categorie Elite uomini e donne, U23 internazionali e Gran Fondo.

Questo progetto assume un valore strategico all’interno della Coppa Italia delle Regioni, un circuito composto da 31 gare (21 maschili e 10 femminili) che punta a promuovere il ciclismo come strumento di valorizzazione territoriale, turismo sostenibile e benessere collettivo. LPC e Suzuki condividono da sempre gli stessi ideali: sportività, rispetto, inclusione, qualità della vita e tutela dell’ambiente.

Suzuki è diventato Mobility Partner della Lega Ciclismo Professionistico
Suzuki è diventato Mobility Partner della Lega Ciclismo Professionistico

Si rafforza il servizio di Radioinformazioni

Un elemento cardine dell’accordo tra Suzuki e LCP è il rafforzamento del Servizio di Radioinformazioni, un’infrastruttura fondamentale per il coordinamento delle gare in tempo reale. Le auto Suzuki, perfettamente integrate nel flusso della corsa, ospitano le postazioni di Radio Corse, il cuore pulsante della comunicazione in gara.

Questo servizio fornisce aggiornamenti di cronaca, assicura la sicurezza sul percorso, gestisce le comunicazioni ufficiali tra direzione di corsa e commissari, e permette ai commentatori di diffondere informazioni istantanee a media, giornalisti e speaker. Il supporto Suzuki garantisce efficienza e affidabilità anche nelle condizioni più dinamiche, contribuendo a migliorare la qualità organizzativa delle manifestazioni ciclistiche.

La partnership tra Suzuki Italia e Lega del Ciclismo Professionistico non è nuova, ma nel 2025 si consolida ulteriormente, diventando esempio virtuoso di collaborazione tra mondo dell’automotive e sport. Il ciclismo è una disciplina dove contano resilienza, spirito di squadra, sacrificio e rispetto: valori condivisi da Suzuki e profondamente radicati nella cultura giapponese.

Roberto Pella, presidente Lega Ciclismo Professionistico
Roberto Pella, presidente Lega Ciclismo Professionistico

Una visione condivisa

«Il ciclismo è molto più di uno sport – ha dichiarato Massimo Nalli, il Presidente di Suzuki Italia – è passione, determinazione e comunità. La nostra collaborazione con la LCP ci consente di essere vicini agli atleti, ma anche alle persone che vivono i territori attraversati dalle gare. Promuoviamo insieme una mobilità intelligente, sostenibile e rispettosa dell’ambiente, contribuendo a migliorare la qualità della vita e a valorizzare le bellezze dell’Italia».

«Abbiamo fortemente voluto Suzuki al nostro fianco – ha ribattuto Roberto Pella, Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico – condividendone valori, visione e impegno. Insieme abbiamo costruito una collaborazione solida, capace di generare impatti concreti sui territori e sul futuro del ciclismo italiano».

La presenza di Suzuki nel ciclismo professionistico rappresenta un investimento mirato e strategico che va oltre la mera sponsorizzazione. È un’alleanza fondata su una visione condivisa: quella di uno sport capace di ispirare, educare e unire, contribuendo attivamente alla promozione dei territori e a uno stile di vita sano e sostenibile.

Lega Ciclismo Professionistico

Suzuki

Novo Nordisk Health partner della Coppa Italia delle Regioni 2025

10.03.2025
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La lotta alle malattie croniche non trasmissibili, come diabete, obesità e patologie cardiovascolari, passa attraverso la promozione di stili di vita sani, un’alimentazione equilibrata e l’attività fisica. E’ con questa missione che Novo Nordisk rafforza il proprio impegno diventando Health Partner della Coppa Italia delle Regioni 2025, la competizione ciclistica che unisce i migliori team italiani e internazionali. L’iniziativa è promossa dalla Lega del Ciclismo Professionistico in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Il coinvolgimento di Novo Nordisk si inserisce nel programma globale “Cities for Better Health”, nato oltre un decennio fa con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nelle città attraverso strategie mirate alla prevenzione sanitaria. In Italia, il progetto è realizzato grazie alla partnership tra ANCI, Health City Institute e Novo Nordisk, consolidandosi come una delle iniziative più avanzate a livello internazionale nello studio dei determinanti della salute urbana.

Con il Trofeo Laigueglia è iniziata la Coppa Italia delle Regioni 2025
Con il Trofeo Laigueglia è iniziata la Coppa Italia delle Regioni 2025

Il villaggio della salute

Durante le 21 tappe della Coppa Italia delle Regioni, verrà allestito il Novo Nordisk Health Village, un’area dedicata alla sensibilizzazione e alla prevenzione delle malattie croniche. Qui, la popolazione potrà partecipare a screening cardio-metabolici, incontri con esperti del settore sanitario, attività educative per i giovani e momenti di confronto con istituzioni locali e associazioni pazienti. 

Un elemento centrale sarà la “Driving Change Arena: Salute, Sport, Città”, un format di dibattito aperto al pubblico, che esplorerà il legame tra benessere, ambiente urbano e ciclismo. Inoltre, sarà allestita una mostra di disegni sul tema dell’attività fisica e del ciclismo, realizzati dagli studenti delle scuole primarie e secondarie delle località coinvolte.

Roberto Pella, Presidente della LCP durante la presentazione della Coppa Italia delle Regioni 2025
Roberto Pella, Presidente della Lega Ciclismo Professionistico

Il ciclismo? Un veicolo di salute

«Da sempre in Novo Nordisk il ciclismo ha un ruolo chiave, non solo per i valori che rappresenta, ma anche perché simbolo di uno stile di vita sano e sostenibile – ha dichiarato Alfredo Galletti, Corporate Vice President & General Manager di Novo Nordisk Italia – dalla creazione del Team Novo Nordisk, la prima squadra professionistica interamente composta da ciclisti con diabete, alla collaborazione con la Federazione Europea dei Ciclisti, il nostro impegno per la salute attraverso lo sport è una priorità».

La Coppa Italia delle Regioni 2025, dal 5 marzo al 19 ottobre attraverserà undici regioni italiane e oltre 250 comuni. 

«La partnership con Cities for Better Health ci permette di rafforzare il nostro impegno nella promozione di uno stile di vita sano – ha ribattuto Roberto Pella, il Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico – e grazie alle numerose iniziative in programma, saremo in grado di valorizzare il legame profondo tra ciclismo, territori e benessere, promuovendo al tempo stesso la sostenibilità e la salute pubblica».

Il primo evento di Laigueglia ha registrato la partecipazione di numerose autorità, tra cui Roberto Pella, Simona Ferro (Assessore Regionale Sport e Scuola), Giorgio Manfredi (Sindaco di Laigueglia), Lucia Briatore (Presidente AMD Regionale), e Antonio Micillo (Presidente CONI Liguria), a dimostrazione del grande coinvolgimento delle istituzioni locali nel progetto.

Novo Nordisk

Lega Ciclismo Professionistico

EDITORIALE / Il ciclismo ha bisogno di ponti, non di muri

03.03.2025
4 min
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C’è qualcosa che vorremmo dire sulla Coppa Italia delle Regioni, presentata la settimana scorsa a Roma, nella solennità di Montecitorio. Come spesso avviene nel ciclismo, già la sera qualcuno ha iniziato a inviare messaggi di scetticismo, come a dire che non fosse vero niente. A noi invece la cosa sembra importante, a patto che tutti accettino di giocare secondo le stesse regole.

Il ciclismo nel salotto buono della politica avrà anche una parte di facciata, ma alla base ci sono sostanza e impegni concreti
Il ciclismo nel salotto buono della politica avrà anche una parte di facciata, ma alla base ci sono sostanza e impegni concreti

Il ciclismo a Montecitorio

Primo aspetto: la solennità della manifestazione. Nulla si fa senza immaginare un tornaconto. Perciò, se alcuni ministeri hanno elargito finanze per mettere in piedi questa collaborazione, rendergli grazie è un passaggio istituzionale e di buon senso. La presenza di tre ministri serviva a questo: a fargli spiegare la loro scelta e ricevere in cambio la visibilità che ne hanno potuto trarre.

In ogni caso, il fatto che il ciclismo sia stato ospitato nella sede istituzionale più prestigiosa, è un segnale che dobbiamo valorizzare, senza lasciar prevalere il cinismo di sempre. Prendiamo il buono che abbiamo, il male non ha bisogno di essere scelto: si impone da sé.

Facciamo che se ne parli nei salotti che contano e approfittiamo dell’occasione di uscire dai soliti circoli in cui a volte ci si sente comodi e altre volte ci si sente imprigionati. Roberto Pella, sindaco e deputato, sta compiendo passi evidenti. Lo fa perché ha un animo sensibile o per qualche tornaconto? Cerchiamo di capire cosa può darci e lasciamolo lavorare. Ci siamo spesso lamentati di non essere rappresentati nei centri del potere: adesso in parte lo siamo, proviamo ad approfittarne. Di certo nella mattinata di Roma sono emersi spunti importanti, che sarebbe un peccato non cogliere.

Mercoledì torna il Trofeo Laigueglia: qui il via del 2024, con le continental in mezzo alle WorldTour
Mercoledì torna il Trofeo Laigueglia: qui il via del 2024, con le continental in mezzo alle WorldTour

Il calendario italiano

Secondo aspetto: il calendario italiano. Lasciando stare l’eterna e malinconica disputa sull’assenza di una squadra WorldTour in Italia, quel che manca è un’attività credibile per tutto il resto del nostro ciclismo. Ci sono classiche di remoto prestigio e altre che trovano ancora una loro ragione di essere. Quel che manca è il coinvolgimento delle squadre italiane che, fatte salve le tre Professional, sono ormai soltanto delle continental.

Proprio nel mattino di Roma, un organizzatore è stato chiaro: io voglio portare più squadre WorldTour e non essere costretto a far correre le continental. Soprattutto perché alcune delle squadre italiane hanno a suo dire un livello tecnico che lascia a desiderare. Questo è proprio il punto su cui Lega e Federazione dovrebbero trovare un accordo. Si può ricorrere al ranking delle continental e prevederne la presenza in numero ragionevole?

Le cose si possono fare, basta la volontà. Per questo è sembrato strano che alla presentazione di Roma non ci fossero esponenti della FCI. La Lega del Ciclismo Professionistico è un’emanazione della Federazione, ha senso che ci sia una distanza?

Al momento l’ACCPI del presidente Salvato si occupa unicamente dei professionisti
Al momento l’ACCPI del presidente Salvato si occupa unicamente dei professionisti

I grandi e i piccoli

Terzo aspetto: il grande protegge i piccoli. Coinvolgere le continental e i devo team nelle gare della Coppa Italia delle Regioni significa per i grandi prendersene in qualche modo cura. Il professionismo non può essere diviso dal resto del ciclismo da altri muri che non siano il contratto. Avere sul movimento degli U23 e degli elite un occhio del professionismo significa anche lavorare per un loro miglioramento. Significa provare a esportare le tutele minime, magari in termini di sicurezza, semplicemente prevedendo un osservatore che ci metta un occhio. In modo che se succedesse di nuovo qualcosa come la morte di Giovanni Iannelli, l’Associazione dei corridori non si ritrovi a dire che il ragazzo non era un professionista e di conseguenza loro non possono occuparsene. Non è possibile creare un tavolo condiviso?

Quando si parla di ciclismo, è difficile far capire al di fuori che ci sono certe distinzioni, anche davanti alla sicurezza degli atleti. Il giovane che muore, qualunque sia il suo nome, un giorno sarebbe potuto diventare un grande professionista. La sua perdita è un lutto per tutte le categorie. Prendersi cura dei più piccoli è indice della civiltà di qualsiasi tipo di società.

Coppa Italia delle Regioni, il ciclismo racconta l’Italia

27.02.2025
7 min
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ROMA – Fa un certo effetto pensare che di là c’è l’aula del Parlamento. E fa nuovamente un certo effetto – la prima volta accadde dopo il Giro d’Italia – rendersi conto che il ciclismo è l’ospite d’onore nella Sala della Regina, al cospetto del Presidente della Camera, di tre Ministri e dello stato maggiore della Lega del Ciclismo Professionistico. Il presidente Roberto Pella sa come muoversi e il risultato è che si parla di sport alla presenza di altissime cariche dello Stato.

«Il ciclismo attraverso le vittorie dei suoi campioni – dice il presidente Fontana – di Coppi, Bartali e poi anche Pantani, ha avuto grande valenza per la vita degli italiani. Quindi è un grande piacere essere qui con voi a presentare questa manifestazione ed è un grande piacere che venga fatto alla Camera. E’ molto bello che ci siano questi campioni intervenuti oggi con noi. E io li ringrazio. Alcuni di loro, probabilmente senza saperlo, hanno cambiato le vite di tantissime persone. Magari in maniera anche più profonda di quello che essi stessi possono immaginare. Sono parte del ricordo intimo di tantissime persone, per me è stato così. Perché anche in alcuni momenti difficili della mia vita, nel ciclismo ho avuto un momento di empatia e quindi li ringrazio per le emozioni che hanno dato.

«E ringrazio chi si impegna quotidianamente in questa attività e in questo sport – conclude Fontana – perché continua a regalare tantissime emozioni. Vedere questi atleti nel loro sforzo fisico, nell’impegno che ci mettono e nell’ardore che hanno sicuramente ne fa dei punti di riferimento importanti per la vita di tante persone».

Lorenzo Fontana, Presidente della Camera, è appassionato di ciclismo: eravamo già stati qui dopo il Giro (foto LCP)
Lorenzo Fontana, Presidente della Camera, è appassionato di ciclismo: eravamo già stati qui dopo il Giro (foto LCP)

La Coppa Italia delle Regioni

L’occasione è la presentazione della seconda edizione della Coppa Italia delle Regioni, il circuito voluto appunto dalla Lega Ciclismo e dalla Conferenza delle Regioni, per fare delle corse in calendario il più efficace veicolo promozionale per il territorio italiano.

«Non è solo un insieme di ottime corse – dice il senatore Pella – ma nasce dagli intenti di due entità che vogliono valorizzare il territorio su cui si muovono e vivono. Il ciclismo passa sotto le case e coinvolge le famiglie. Il ciclismo entra nel cuore e nelle anime. Lo dico da sindaco: non c’è niente di meglio di quel gruppo che passa per valorizzare un territorio».

Undici regioni e 31 corse

Il calendario della Coppa Italia delle Regioni coinvolge 11 regioni e guarda avanti ad attirarne di più. Le corse sono 31 (21 per gli uomini, 10 per le donne). Il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome è Lorenzo Fedriga, ma oggi non c’è. Nel messaggio che affida al depliant di giornata parla del ciclismo come «una disciplina che unisce passione e determinazione, attitudine al lavoro di squadra e resilienza, capace di trasformare ogni strada percorsa in un viaggio alla scoperta delle bellezze del Paese».

Al suo posto interviene dunque Vito Bardi, presidente della regione Basilicata e coordinatore della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni. «Questo calendario di gare e questa presentazione – dice – non sono un atto formale, ma un impegno per promuovere il ciclismo. Le competizioni sportive sono una chiave eccezionale per raccontare il territorio e propugnare un modo sano di vivere. Si è costituito un gruppo di lavoro permanente dello sport in collaborazione con Sport e Salute, con il Governo e con la Conferenza delle Regioni per promuovere stili di vita migliori. Abbiamo inaugurato la miglior fase collaborativa».

Il Ministro Abodi ha parlato di sport, di sicurezza, di giustizia, di cultura e di turismo
Il Ministro Abodi ha parlato di sport, di sicurezza, di giustizia, di cultura e di turismo

La saggezza di Abodi

Conduce Giada Borgato, che guida il discorso da un interlocutore a un altro. Introduce i contributi video di Antonio Tajani e Giancarlo Giorgetti, assenti e giustificati da alti compiti istituzionali, e poi passa la parola al Ministro dello Sport Andrea Abodi, che va dritto al sodo con parole competenti.

«Ringrazio i campioni – dice – gli organizzatori e i media, ma soprattutto ringrazio per la passione popolare. Se siamo qui e se il ciclismo è lo sport popolare che amiamo è per una staffetta generazionale. Dare la cornice di questa Coppa Italia delle Regioni a tutti gli organizzatori significa fare un passo nella giusta direzione, quella del cambiamento che permette allo sport di stare al passo coi tempi. Come Governo, non faremo mancare il nostro contributo. Nonostante sia uno sport che parte dalle individualità, il ciclismo insegna a fare gioco di squadra. Ma il nostro impegno non si limiterà all’agonismo, ma anche alla promozione di impianti rivolti ai più piccoli.

«La sicurezza ci sta a cuore. Vorrei che in caso di morte nelle competizioni, ci fosse la ricerca puntuale delle responsabilità. Vorrei che la contabilità dei morti sulle strade non fosse così elevata. C’è bisogno di un’alfabetizzazione per chi va sulle strade, per chi quando guida si distrae o non è nelle condizioni per farlo. E poi c’è la promozione turistica, che non deve limitarsi alle gare, ma essere un obiettivo per 365 giorni all’anno».

Il trofeo nasce dal Simbolo del Terzo Paradiso, ideato da Pistoletto, in duplice versione: uomini (sopra) e donne

Le pari opportunità

C’è anche Daniela Santanché, in quanto Ministro per il Turismo, che in questi giorni ha probabilmente altri fronti caldi su cui contentrarsi, ma ugualmente snocciola i numeri del cicloturismo e decanta la crescente voglia di Italia nel mondo. E poi Giada Borgato passa la parola alla Ministro delle Pari Opportunità e Famiglia Eugenia Maria Roccella. E lei ricorda immancabilmente Alfonsina Strada e racconta di aver aderito con entusiasmo alla richiesta di Roberto Pella di sostenere la Coppa Italia delle Regioni anche con il suo Ministero.

«Le pari opportunità – spiega – partono dal riconoscimento di una differenza. Il fatto che si siano pareggiati i premi fra uomini e donne non è simbolico, ma un fatto di sostanza. Abbiamo contribuito con grande entusiasmo al questo progetto, perché lo riteniamo un progetto simbolo. E visto che sono anche Ministro per la Famiglia, ricordo tanti anni fa quando le famiglie si ritrovavano attorno alla radio per ascoltare le cronache del Giro d’Italia. Era una comunità che si stringeva attorno all’orgoglio di essere italiani, al senso di appartenenza».

Chiusura con i campioni

L’ultimo scampolo di tempo spetta ai quattro campioni inseriti a pieno titolo nell’organigramma della Lega Ciclismo: Giuseppe Saronni, Francesco Moser, Vincenzo Nibali e Gianni Bugno. Li vedi che sono emozionati nel parlare davanti a una simile platea, ma tutti ti comunicano l’orgoglio di esserci e la voglia di svolgere appieno l’incarico ricevuto. Poi di colpo un commesso del Parlamento con i guanti bianchi consegna un foglietto a Giada Borgato e si capisce che si deve chiudere.

Di là a breve discuteranno di bollette e altri provvedimenti del Governo, di qua ci guardiamo intorno, salutiamo facce che normalmente vedremmo alle corse e poi ci rituffiamo nel traffico, contando i giorni che mancano per la prima prova della Coppa Italia delle Regioni. Il Trofeo Laigueglia, mercoledì prossimo. Poi il 2025 italiano prenderà finalmente il via.