Colnago V5Rs e Y1Rs Dark Series

Dark Series, nuovo look racing per V5Rs e Y1Rs 

11.03.2026
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In principio, come spesso accade in questa epoca, fu Pogacar. Fu infatti il campione sloveno ad utilizzare per la prima volta, al Tour dell’anno scorso, il bolide aerodinamico Y1Rs senza vernice. Quella scelta fu dettata dalla ricerca della massima leggerezza durante la cronoscalata di Peyragudes (vinta, guarda caso). Colnago, Pogacar e la UAE videro che era cosa buona giusta e da allora non cambiarono praticamente mai. 

Su quella bici, oltre al Tour, il fuoriclasse di Komenda ha poi vinto anche il mondiale, l’europeo, il Lombardia e, solo qualche giorno fa, la Strade Bianche. Ora Colnago ha deciso di rendere disponibile quella speciale versione della sua bicicletta più veloce a tutti gli appassionati, lanciando la Y1Rs Dark.

Ma non solo. In contemporanea è stata presentata anche la V5Rs Dark, cioè la variante con carbonio a vista della bici più leggera e versatile del catalogo dell’azienda. E’ nata così la Dark Series, la versione (in edizione limitata) più accattivante dei due modelli più racing mai prodotti da Colnago.

Colnago Y1Rs Dark Series
In questa foto si apprezzano tutta l’estetica del carbonio a vista e lo stemma di Colnago cromato al centro del tubo sterzo
Colnago Y1Rs Dark Series
In questa foto si apprezzano tutta l’estetica del carbonio a vista e lo stemma di Colnago cromato al centro del tubo sterzo

Carbonio a vista e dettagli cromati in titanio

La livrea Dark di Y1Rs e V5Rs è stata progettata per mettere in risalto il più possibile l’anima del telaio, cioè l’intreccio della fibra di carbonio. 

L’assenza dello strato di vernice colorata infatti rende visibile ogni pezza di carbonio, ogni sfumatura del materiale che costruisce la bicicletta, dando vita ad un’estetica che è allo stesso tempo minimal ed elegantissima. Il carbonio in tutta la sua purezza, si potrebbe dire.

Per rendere ancora più unica e particolare questa serie Dark, Colnago ha deciso di aggiungere anche dei dettagli cromati in tonalità titanio, tra cui la scritta Colnago sul tubo obliquo e l’emblema dell’asso di fiori sulla parte anteriore. La scelta della colorazione titanio per questi dettagli è stata studiata per fare in modo che spiccassero sul nero del telaio quel tanto che basta per rendere Y1Rs Dark e V5Rs Dark ancora più raffinate.

L’unica verniciatura presente è un leggerissimo velo di trasparente a protezione del telaio. Anche perché si tratta di una realizzazione davvero limitata: solo 300 V5Rs e 300 Y1Rs prodotte per tutto il mondo.

Colnago Y1Rs Dark Series
La Colnago Y1Rs Dark Series, ispirata da quella usata per la prima volta da Pogacar al Tour 2025
Colnago Y1Rs Dark Series
La Colnago Y1Rs Dark Series, ispirata da quella usata per la prima volta da Pogacar al Tour 2025

V5Rs e Y1Rs: la stessa anima racing

Non è affatto un caso che la colorazione Dark sia stata scelta per questi due modelli. Si tratta infatti delle due bici top di gamma di Colnago, quelle usate dai professionisti (e dagli amatori) più esigenti.

La V5Rs, presentata nell’aprile dell’anno scorso, è il modello più leggero e versatile dello storico brand italiano, nata come una vera allrounder per ogni terreno. Progettata per le salite, considerato il suo telaio con un peso dichiarato di 685 grammi (il più leggero mai prodotto da Colnago), è anche un mezzo adattissimo ad ogni situazione. Ha una geometria tradizionale, ottimizzata quindi anche per i percorsi vallonati, dove oltre il peso contano anche la rigidità e l’aerodinamica.

Anche se, vedendo almeno l’utilizzo dei professionisti, Pogacar in primis, la vera allrounder è diventata la Y1Rs. Questo modello avveniristico è stato presentato a fine 2024 come bici super aero, pronto a scatenarsi sui terreni pianeggianti. Col passare dei mesi però è stata utilizzata dai corridori sempre ed ovunque, anche nelle tappe e nelle gare più impegnative. Resta comunque un mezzo estremo, progettato per chi davvero vuole tutto il meglio del meglio quando c’è da ricercare la massima velocità.

Colnago V5Rs Dark Series
La nuova livrea è stata resa disponibile (in 300 esemplari) anche sulla V5Rs, l’allrounder da salita del brand italiano
Colnago V5Rs Dark Series
La nuova livrea è stata resa disponibile (in 300 esemplari) anche sulla V5Rs, l’allrounder da salita del brand italiano

Kit telaio e prezzi

V5Rs e Y1Rs Dark Series sono presentate per il momento soltanto come kit telaio.

Kit che per la V5Rs Dark comprende telaio, forcella, reggisella, mentre per la Y1Rs comprende telaio, forcella, reggisella e anche il cockpit integrato. La buona notizia è che il prezzo di queste nuove versioni super racing è lo stesso rispetto a quello della colorazione standard.

Colnago

Chicche tecniche dalla Strade Bianche 2026 tra vincitori e vinti

Chicche tecniche dalla Strade Bianche tra vincitori e vinti

08.03.2026
7 min
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SIENA – La Strade Bianche aggiunge un nuovo tassello al suo essere mito, una gara unica nel suo genere, affascinante anche per quello che concerne le scelte tecniche dei corridori. Vediamo cosa abbiamo sbirciato, tra conferme, sorprese e novità non ancora ufficiali, ma che probabilmente vedremo a breve.

Le due bici che hanno vinto

Buona parte delle donne con trasmissione Shimano hanno utilizzato 54-36 per l’anteriore e 11-34 per i pignoni, così la nostra Longo Borghini e la vincitrice, la svizzera Chabbey. Pogacar ha utilizzato la sua Y1Rs con le Enve 6.7 ed una scala rapporti 11-34 posteriore, 55 denti per la corona grande. La corona più piccola è la 38 (Carbon-Ti), dentatura molto apprezzata dal corridore sloveno, realizzata per lui e già usata in altre occasioni.

Le novità Bontrager

Le nuove ruote Bontrager con i cerchi dal profilo differenziato, una sorta di unofficial e unbranding. Prima notate sulla Trek Madone di Sobrero, cerchio più alto all’anteriore (forse da 43-45) e con profilo ridotto per la posteriore (potrebbe essere un 37-38 millimetri). Raggi in carbonio e nuovo mozzo RSL con design rinnovato rispetto alla precedente versione e livrea argento.

In aggiunta abbiamo visto quello che potrebbe essere stato l’unico corridore alla Strade Bianche con la trasmissione 1×13. Ovvero il giovane (appena 20 anni) Albert Whitten Philipsen con il pacchetto Sram Red AXS XPLR, configurazione che verrà utilizzata molto durante la campagna belga. Per tutti i corridori Lidl-Trek tubeless Pirelli PZero Race TLR RS da 30.

Ruote DT Swiss GRC per le BMC della Tudor

Per tutti gli atleti del team svizzero bici BMC Teamachine SLR 01 R (quella più aero della famiglia Teammachine) e ruote GRC 1100 originariamente sviluppate per il gravel race. Per tutti i tubeless Schwalbe Pro One TLR da 30 millimetri.

Infine sempre in ambito Tudor ci ha colpito la scelta del corridore Fabian Weiss, che usa la sella da crono Selle Italia Watt anche sulla bici per le corse in linea.

Tanti pedali Favero Assioma

E’ l’ultima versione aggiornata con il misuratore integrato, Favero Assioma. Li abbiamo notati sulla Orbea Orca Aero (montati su un paio di bici) del Team Lotto-Intermarché, che dovrebbe utilizzare (ufficialmente) il power meter Shimano Dura Ace. Resta la piattaforma di aggancio per le tacchette Shimano.

Gli stessi pedali dell’azienda italiana erano montati sulle De Rosa del Team Bardiani CSF-7Saber. Quindi non il misuratore Campagnolo (la trasmissione è Campagnolo 2×13 Super Record di ultima generazione), bensì i pedali con power meter integrato.

Nuovi tubeless Specialized Turbo Cotton

Li abbiamo notati da prima sulle S-Works del team femminile SD Works e poi sulle SL8 del Team Red Bull-Bora. Per tutti i nuovi TLR Turbo Cotton da 32 millimetri di larghezza, montati sulle Roval con i raggi in carbonio.

Il team più acclamato di inizio 2026

Il Team Rockets, impattante per colori e anche per una serie di corridori di primissimo piano. Alla Strade Bianche gli atleti del team avevano in dotazione la Rose Shave con le ruote Vision RS 45. Scelte differenti per quanto concerne i tubeless, tra Vittoria Pro da 30 e Pro Control. Crediamo una scelta più conservativa e votata a minimizzare il rischio di forature per i Pro Control, per una maggiore scorrevolezza invece quella dei TLR Pro.

Restando in ambito Vittoria, gli unici tubeless con sezione da 28 che abbiamo notato, quelli montati sulle Pinarello Dogma di scorta del Team Pinarello-Q36.5.

Aggiornamento ruote Reserve

I corridori del Team Visma-Lease a Bike hanno scelto il modello Turbulent Aero, aggiornato nei mozzi. Sempre DT Swiss, ma non più di base Spline, ma con design e meccanica Dicut. Gli atleti del team Giallo-nero si sono spartiti le scelte tra i modelli 42/49 e 34/37.

Bici Del Toro

La bici di Del Toro e le sue pedivelle cortissime

08.01.2026
5 min
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BENIDORM (Spagna) – Isaac Del Toro è senza dubbio uno dei personaggi del momento. Su di lui, come abbiamo potuto constatare dal vivo, c’è un’attenzione mediatica seconda forse solo a quella di Tadej Pogacar, e comunque non inferiore a quella di un Mathieu Van der Poel… per dire. Programmi, crescita, rapporto con Tadej stesso. Ma c’è anche un aspetto tecnico che attrae.

E’ proprio su questo che ci siamo focalizzati: sulla sua bici. Osservare da vicino il “cavallo di battaglia” di Del Toro è stata l’occasione per scoprire i ritocchi 2026 alla Colnago V5Rs in dotazione alla UAE Emirates, la bici all-round della squadra emiratina. Considerando i tempi, si potrebbe quasi definirla ormai la bici da salita, visto che gli atleti utilizzano sempre più spesso la Colnago Y1Rs. Tuttavia la V5Rs resta un modello estremamente performante e continueremo a vederla spesso in gara.

Bici Del Toro
La Colnago V5Rs, la bici all round della UAE Emirates in questo 2026 (foto Fizza)
Bici Del Toro
La Colnago V5Rs, la bici all round della UAE Emirates in questo 2026 (foto Fizza)

Telaio e colori 2026

La bici che utilizza Del Toro corrisponde a una taglia 51 della Colnago. Tradotta in numeri assoluti significa un orizzontale di 54,4 centimetri e un’altezza del tubo sterzo di 146 millimetri. Considerando che il messicano è alto 180 centimetri, ciò indica la preferenza per un telaio relativamente piccolo, coerente con la sua posizione compatta in sella.

A questo si abbina un manubrio integrato Enve SES Aero Pro One-Piece, con larghezza di 38 centimetri (centro-centro) e attacco da 140 millimetri. Una soluzione non prevista nel montaggio standard della casa, poiché attacchi di questa misura sono abitualmente destinati a taglie superiori. Ma parliamo del mondo dei pro’ e certi confini decadono.

La novità estetica riguarda la colorazione: rispetto al 2025 c’è forse un po’ più di nero e qualche dettaglio rosso. Una fascia diagonale bianca parte dalla forcella, attraversa il tubo sterzo e arriva all’orizzontale. Per il resto la livrea rimane invariata.

La componentistica

Questa è probabilmente la sezione più interessante. La prima scelta che colpisce è quella delle pedivelle: Del Toro, nonostante le gambe lunghe, utilizza pedivelle molto corte, addirittura da 165 millimetri. Per lui dunque sono cortissime.

Questo gli consente di far girare più rapidamente la gamba e sfruttare al massimo gli sviluppi metrici, ci spiegavano i meccanici, specie in combinazione con corone maggiorate: adotta un 54-40 Shimano sia nella versione tradizionale sia nel setup da gara con Carbon-Ti, anche se in quel caso sposa la filosofia di Tadej con il 55. In sostanza una pedalata piena, ma un minor tempo morto: questo è il concetto alla base.

Restando in tema Carbon-Ti, spicca il forcellino posteriore. Era già comparso in alcune gare la scorsa stagione, ma ora è di serie su tutte le bici della UAE Emirates, sia V5Rs sia Y1Rs.
«Questo componente – ci ha detto Alberto Chiesa, uno dei meccanici storici del team – è più rigido e oltre a rendere la cambiata più sicura, contribuisce a far scorrere meglio la catena e a guadagnare qualche watt».

Assieme al forcellino in ergal sono nuove anche le viterie del manubrio e la placca in carbonio che serra il manubrio all’expander della forcella, riconoscibili dal colore rosso.

“Dieta” da marginal gain

Non è tutto. In un’ottica di ottimizzazione continua siamo nel pieno dei marginal gains, d’altra parte partendo da un livello così alto è difficile migliorare. Tuttavia Elite ci è riuscita. Il brand veneto ha lavorato molto sui portaborraccia. Con un intervento mirato sono riusciti a togliere 9 grammi da ciascuno: sembrano pochi, ma a partire da una base già leggera la riduzione è pari a circa il 30 per cento. I tecnici di Elite ci hanno confermato che in squadra sono molto soddisfatti del risultato.
«Non essendo in carbonio ma in una plastica speciale – spiegano – risultano leggermente meno rigidi e questo fa sì che anche sullo sconnesso le borracce restino ben aderenti. Non a caso Mattia De Marchi li utilizza anche nelle sue gare gravel».

Del Toro, come i suoi compagni, si sta allenando con coperture Continental GP 5000 S da 30 millimetri, mentre in gara dovrebbero tornare ai 28. C’è però chi ipotizza l’arrivo di nuove gomme da 30 millimetri anche per le corse.

Per quanto riguarda la sella, utilizza una Fizik Argo R1 Adaptive 3D con punta più bassa di circa 1,5 centimetri. Il pacco pignoni è il classico 11-34 Shimano, abbinato ovviamente al Dura Ace Di2, il top di gamma del marchio giapponese. Del Toro adotta inoltre una soluzione personale: un secondo comando aggiuntivo all’interno della piega per cambiare in presa bassa o durante gli attacchi.

«Di base – conclude Chiesa – Isaac è un ragazzo d’oro. Usa sempre lo stesso setup, cambia pochissimo e quando chiede qualcosa ti ringrazia sempre. Fossero tutti così».

Colnago C35, Enzo Ferrari

All’asta da Sotheby’s 4 capolavori firmati Colnago

04.12.2025
4 min
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Ancora una volta Colnago e la casa d’aste Sotheby’s tornano simbolicamente a incrociare le proprie strade. Quattro delle più importanti e rare biciclette che hanno fatto la storia del brand lombardo saranno messe all’asta in occasione della Collector’s Week organizzata da Sotheby’s ad Abu Dhabi. L’asta si svolgerà online e si chiuderà questo venerdì 5 dicembre alle 19:30 GST (Gulf Standard Time, le nostre 16:30 ndr).

Colnago Y1Rs, Tadej Pogacar, Tour de France
Ecco la Y1Rs con la quale Tadej Pogacar ha vinto il suo quarto Tour, il secondo Mondiale, l’Europeo e il quinto Lombardia
Colnago Y1Rs, Tadej Pogacar, Tour de France
Ecco la Y1Rs con la quale Tadej Pogacar ha vinto il suo quarto Tour, il secondo Mondiale, l’Europeo e il quinto Lombardia

La bici di Tadej al Tour

La prima delle quattro bici messa all’asta è la Y1Rs Nacked Black usata da Tadej Pogacar in occasione della 16° tappa del Tour de France di quest’anno. Con quella bici l’asso sloveno ha conquistato il suo quarto Tour, il bis Mondiale, l’Europeo e il quinto Lombardia.

Un pezzo unico e di enorme valore storico, la Colnago Y1Rs Stripped Black è a tutti gli effetti una bicicletta destinata a incontrare l’interesse dei collezionisti più esigenti e appassionati.

Colnago C68, Joao Almeida, presentazione Vuelta 2025
All’asta andrà anche la C68 utilizzata da Joao Almeida durante la presentazione della Vuelta 2025
Colnago C68, Joao Almeida, presentazione Vuelta 2025
All’asta andrà anche la C68 utilizzata da Joao Almeida durante la presentazione della Vuelta 2025

La C68 di Almeida

La seconda bici messa all’asta è la Colnago C68 Rossa No.1 utilizzata da Joao Almeida durante la presentazione ufficiale della Vuelta 2025, tenutasi a Torino nella suggestiva cornice di Piazzetta Reale.

Prodotta in una serie limitata e numerata di soli 80 esemplari, la C68 Rossa si distingue per la sua brillante livrea rossa, ottenuta attraverso un complesso processo di applicazione a foglia d’argento, una finitura che ha richiesto più di un anno di lavoro meticoloso. Interamente realizzata in Italia, esprime l’essenza dell’eccellenza artigianale di Colnago. La C68 Rossa No.1 rappresenta il capitolo conclusivo della straordinaria trilogia C68, un’opportunità rara per possedere il primo esemplare di un’edizione limitata storica.

Colnago Eddy Merckx
C’è spazio anche per un pezzo di storia nell’asta Sotheby’s con il telaio Colnago utilizzato da Merckx per il record dell’Ora nel 1972
Colnago Eddy Merckx
C’è spazio anche per un pezzo di storia nell’asta Sotheby’s con il telaio Colnago utilizzato da Merckx per il record dell’Ora nel 1972

Omaggio a Merckx

La terza bici del lotto è un telaio da pista Colnago restaurato, costruito secondo le esatte geometrie associate al Record dell’Ora realizzato nel 1972 da Eddy Merckx a Città del Messico, con misure 61×57 cm, coerenti con quelle delle biciclette preparate per il campione belga.

Il telaio presenta tubazioni Columbus SL perfettamente tonde e foderi posteriori rinforzati, una testimonianza dei principi ingegneristici dell’epoca: purezza, rigidità e velocità.

Colnago C35, Enzo Ferrari
Il quarto e ultimo modello all’asta è la C35 realizzata da Ernesto Colnago ed Enzo Ferrari nel 1989
Colnago C35, Enzo Ferrari
Il quarto e ultimo modello all’asta è la C35 realizzata da Ernesto Colnago ed Enzo Ferrari nel 1989

Un modello che ha fatto storia

L’ultimo modello messo all’asta è la Colnago C35, una bicicletta che racchiude la costante ricerca di innovazione e l’inconfondibile stile italiano. Ideata nel 1989 per celebrare il 35° anniversario dell’azienda, la C35 nacque dalla collaborazione tra due menti visionarie: Ernesto Colnago ed Enzo Ferrari.

Prodotta in Italia sotto la supervisione tecnica di Ferrari, la C35 fu uno dei primi telai da strada realizzati in composito di fibra di carbonio, un materiale che all’epoca apparteneva più all’ingegneria aerospaziale e automobilistica che al ciclismo. La sua introduzione segnò un momento fondamentale: un audace salto nel futuro in un periodo in cui il carbonio non era ancora lo standard.

Questo esemplare si distingue per il gruppo Campagnolo Super Record placcato oro e per le iconiche ruote Colnago a cinque razze in fibra di carbonio, dettagli che elevano la bicicletta da oggetto all’avanguardia a vero capolavoro da collezione.

Colnago

Steelnovo azzurro

Torna Steelnovo, nuovi colori per il gioiello in acciaio di Colnago

24.11.2025
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Un anno fa Colnago ha festeggiato il suo 70° anniversario con Steelnovo, l’edizione limitata di un gioiellino in acciaio, in omaggio alla sua gloriosa storia. Ora Steelnovo torna disponibile in due nuovi colori, ma con la stessa altissima qualità artigianale: telaio lavorato a mano, congiunzioni stampat in 3D, cavi integrati. Il tutto progettato e prodotto interamente in Italia.

Steelnovo azzurro
Le congiunzioni in 3D danno alla Steelnovo una linea ancora più elegante
Steelnovo azzurro
Le congiunzioni in 3D danno alla Steelnovo una linea ancora più elegante

Un omaggio alla storia tutta italiana

La scelta di un materiale classico ed elegante come l’acciaio è un chiaro rimando alla tradizione del brand italiano, che a partire dalla sua fondazione nel 1954 ha inanellato innumerevoli traguardi. Riproporre una bici di altissima gamma in acciaio nel 2025 (e nel 2024), però, significa dover pensarla con un occhio verso il futuro.

Infatti Steelnovo ha reinterpretato la tradizione, con un processo produttivo in cui i classici tubi Columbus hanno incontrato le nuovissime congiunzioni e i raccordi stampati in 3D. Proprio per questo tutta la produzione si svolge in Italia e con i tempi dell’artigianalità. Non a caso per essere completato ogni telaio necessita di un’intera giornata lavorativa, motivo per cui Colnago ne produce soltanto 400 ogni anno.

Steelnovo giunti 3D
Le congiunzioni in 3D sono state sviluppate in collaborazione con Additiva
Steelnovo giunti 3D
Le congiunzioni in 3D sono state sviluppate in collaborazione con Additiva

Anima antica, design moderno 

Il design della Steelnovo è pulito ed essenziale, come solo l’acciaio riesce ad essere. Questo anche grazie alle congiunzioni che la rendono ancora più armoniosa rispetto anche alle migliori saldature. Inoltre il passaggio cavi è completamente integrato, come accade cioè nei modelli più moderni, un altro segno dell’altissima attenzione ai dettagli che Colnago ha messo nella progettazione di Steelnovo.

La forcella è in carbonio (con passaggio ruote fino a 35 mm) che si innesta nella serie sterzo sovradimensionata, così come sovradimensionato è il movimento centrale: il tutto per aumentare la rigidità nelle aree cruciali. Infine, il telaio è predisposto per il nuovo forcellino UDH, cioè lo standard di tutti i gruppi elettronici moderni.

Steelnovo serie sterzo
La serie sterzo è oversize, per aumentare la rigidità
Steelnovo serie sterzo
La serie sterzo è oversize, per aumentare la rigidità

Taglie, colori (nuovi), versioni e prezzi

La Steelnovo è disponibile in sette taglie, dalla 420 mm fino alla 570 mm. La versione 2025, come dicevamo all’inizio, è presentata in due nuovi colori, cioè azzurro e arancione pastello. E’ disponibile sia come kit telaio, al prezzo di 5,500 euro, che con due montaggi top di gamma.

Con gruppo Shimano Dura-Ace Di2 a 12 velocità (guarnitura 52-36 e pacco pignoni 11-30) e ruote Enve a 15.900 euro. Oppure con gruppo Campagnolo Super Record a 13 velocità (guarnitura 52-36 e pacco pignoni 11-36) e ruote Campagnolo Bora Ultra a 15.400 euro.

Colnago

Grazie all’IA Colnago unisce tradizione e innovazione

31.07.2025
3 min
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Colnago arricchisce la propria storia di un nuovo capitolo capace di unire tradizione e innovazione tecnologica. Tutto questo grazie ad un progetto di intelligenza artificiale presentato nei giorni scorsi e che va a pescare a piene mani nel ricchissimo archivio storico e tecnico dell’azienda di Cambiago. 

Il nuovo strumento si basa su tecnologia RAG (Retrieval-Augmented Generation) e consente di integrare in tempo reale un patrimonio di informazioni che fino ad oggi non era possibile consultare. Da ora in avanti gli appassionati di ciclismo, i collezionisti e professionisti del settore ciclo avranno la possibilità di accedere, attraverso un’esperienza immersiva e interattiva, a informazioni e curiosità davvero uniche.

Grazie all’AI è possibile scoprire tante curiosità sulla storia dell’azienda, qui Ernesto Colnago insieme a Paolo Bettini ai tempi della Mapei
Grazie all’AI è possibile scoprire tante curiosità sulla storia dell’azienda, qui Ernesto Colnago insieme a Paolo Bettini ai tempi della Mapei

Si parte dalla storia

L’intelligenza artificiale, accessibile dal sito ufficiale Colnago, è attualmente in grado di stabilire un dialogo diretto con l’utente che ora può ottenere in prima persona tutta una serie di informazioni che potremmo definire di natura “storica”. Al momento queste riguardano i seguenti temi: libri rari e pubblicazioni tecniche; fotografie storiche e contemporanee; articoli e racconti dai Grandi Giri e dalle principali corse; cataloghi d’epoca e documentazione tecnica. Il tutto riguardante sempre il mondo Colnago, i suoi successi sportivi e le tante innovazioni tecniche.

Gli utenti possono chattare direttamente con l’intelligenza artificiale per esplorare storie uniche, riscoprire le storie di ciclisti che hanno corso su bici Colnago e immergersi nei dettagli tecnici dei modelli più iconici del marchio.

Colnago è tornata da anni al centro del mondo del ciclismo grazie alle imprese di Tadej Pogacar
Colnago è tornata da anni al centro del mondo del ciclismo grazie alle imprese di Tadej Pogacar

Un ponte tra tradizione e futuro

Alessandro Turci, Colnago Heritage Manager, ha così commentato questo nuovo capitolo della storia della sia azienda: «Non è solo un assistente digitale: è un ponte tra la nostra tradizione e il futuro di Colnago. Il nostro obiettivo è offrire un modo immersivo per vivere la tradizione del marchio, alimentato dal potenziale dell’intelligenza artificiale».

Presto nuovi aggiornamenti

Come anticipato, il nuovo progetto di Colnago basato sull’intelligenza artificiale si è concentrato sull’enorme archivio del brand. Sono già in previsione però futuri aggiornamenti che lo trasformeranno in una piattaforma di assistenza clienti completa. L’obiettivo è quello di farlo diventare l’interfaccia di riferimento per la manutenzione e cura delle biciclette Colnago, l’assistenza tecnica personalizzata, la raccolta di informazioni pre e post vendita, ma anche una guida esperta per aiutare l’utente nella scelta del modello ideale.

Per l’azienda di Cambiago l’arrivo nel Team UAE ADQ di Elisa Longo Borghini ha portato visibilità e successi
Per l’azienda di Cambiago l’arrivo nel Team UAE ADQ di Elisa Longo Borghini ha portato visibilità e successi

Ora in versione beta

L’intelligenza artificiale è attualmente in versione beta. Pertanto, alcune risposte potrebbero essere imprecise o contenere bug. Proprio per questo motivo Colnago invita la sua community globale a partecipare attivamente a questa innovazione testando l’intelligenza artificiale e condividendo il proprio feedback all’indirizzo digital@colnago.com.

Lasciamo alla stessa Colnago la chiosa finale con il seguente pensiero contenuto nel comunicato stampa che ci è stato inviato.

“Per chi vive il ciclismo come una vera passione, la nuova IA Colnago sarà uno strumento indispensabile per esplorare, imparare e connettersi con il mondo dell’Asso di Fiori in un modo completamente nuovo.”

Colnago

Fenomeno Pogacar, (anche) grazie a eccellenze made in Italy

30.07.2025
4 min
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Pogacar, come si fa a non parlare di lui nel ciclismo attuale? Atleta fenomenale, questo è certo, ma cosa c’è alle sue spalle e cosa muove questo ragazzo di soli 26 anni? Nel mondo dello sport i fenomeni esistono e lo sono anche grazie ad una serie di persone, di staff e di aziende che si muovono nei dietro le quinte.

E alle spalle di Pogacar c’è anche tanto Made in Italy e non è un segreto. Colnago e DMT, Fizik e Pissei, ma anche un artigiano delle ruote che da molti anni è partner ufficiale di Enve per il Service Course, per lo sviluppo dei prodotti dedicati ai pro’. Enve affida l’assemblaggio proprio a Filippo Rinaldi e al suo staff di Pippowheels, dove tutti sono appassionati e pedalatori.

Filippo, come nasce la collaborazione con il team?

Attraverso la conoscenza ed i rapporti che abbiamo da anni con Colnago e dove è stato presentato tutto il progetto Enve dedicato al team. Per tutto quello che riguarda questa e altre collaborazioni non sono solo io, ma dietro le quinte ci sono una serie di competenze ed eccellenze, di fatto c’è lo staff dell’azienda Pippowheels.

Quale è il tuo ruolo e quello del tuo staff?

Soddisfare le esigenze del team. Ogni esigenza e richiesta tecnica, nel più breve tempo possibile. Da Enve abbiamo carta bianca.

Riesci a quantificare l’impegno che viene richiesto?

Siamo costantemente in contatto con il team, con periodi più blandi e tranquilli che si alternano a momenti di grande pressione. Se dovessi quantificare l’impegno dell’azienda potrei dire che il 30 per cento del tempo è dedicato al team, ma abbiamo un vantaggio. E’ quello legato agli elevati standard qualitativi che adottiamo, approvati da Enve e dalla squadra. Significa apportare modifiche minime tra le ruote standard e quelle specifiche per la squadra. Tutte le ruote Enve che escono da Pippowheels rientrano nei parametri richiesti dalla UAE Emirates.

Puoi raccontare qualcosa in merito alle richieste del team?

Prendo ad esempio l’ultima versione delle ruote Pro usata al Tour. È un progetto partito al training camp invernale del 2024. Ha richiesto più di un anno di sviluppo ed un blend di soluzioni mai usate in precedenza, per ogni singolo componente, mozzi, raggi e tensioni, cerchio. Ha vinto il Tour e per noi è una soddisfazione immensa.

Ti confronti anche con i corridori, oppure fai riferimento esclusivamente al performance staff UAE Emirates-XRG?

Entrambi, ma il rapporto è diretto con lo staff dei meccanici, soprattutto con Alberto Chiesa e con il performance staff. Con gli atleti c’è un confronto durante i training camp.

E’ la prima volta che sei coinvolto in questo modo in un progetto tecnico?

Non è la prima volta. Pippowheels collabora con i team pro’ e con importanti aziende da sempre, ma è la prima volta che è stato instaurato un progetto così profondo e duraturo.

Longo Borghini, raccontaci la Colnago della maglia rosa

19.07.2025
3 min
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Elisa Longo Borghini riconferma il gradino più alto del podio al Giro d’Italia Women, dopo la vittoria del 2024. Grinta e forza, ma team differente e bici diversa, con una serie di cambiamenti (non banali) anche per quanto concerne la componentistica.

Abbiamo chiesto alla nostra campionessa Italiana di raccontare la sua Colnago V5Rs, qualche chicca adottata durante la corsa rosa e se ha “patito” il cambio della dotazione tecnica. E’ interessante sottolineare, come succede anche in ambito maschile, il fatto che gli atleti di oggi cambino raramente le scelte durante la stagione: le eventuali variazioni sono (più che altro) relative ad un adeguamento della scala rapporti, in base al tracciato.

Longo Borghini, tanto appassionata della bici e tecnicamente molto preparata
Longo Borghini, tanto appassionata della bici e tecnicamente molto preparata
Ti abbiamo visto sempre con la V5Rs, c’è un motivo dietro questa scelta?

E’ il modello con il quale mi trovo più a mio agio ed a pieno su ogni tipologia di terreno. Veloce quando deve essere veloce, agile e perfetta per la salita.

Ci puoi descrivere le configurazioni che utilizzi?

La scala posteriore dei pignoni resta sempre 11/34, mentre chiedo di apportare delle variazioni sul plateau anteriore, in base alle caratteristiche del percorso. Ad esempio: ho utilizzato la combinazione 54/36 per la maggior parte delle tappe del Giro e solo per la frazione del Monte Nerone ho chiesto il binomio 52/36. Diciamo per avere un margine di sicurezza più ampio e non rischiare di scendere troppo con il numero delle pedalate.

Manubrio Enve integrato, il medesimo in dotazione alle Colnago della compagine maschile
Manubrio Enve integrato, il medesimo in dotazione alle Colnago della compagine maschile
Pedivelle sempre da 170 millimetri?

Rimango fedele alle 170.

Per quanto riguarda ruote e tubeless?

Le ruote che preferisco sono le 4.5, abbiamo le Enve, difficile che vada su un altro modello. Solitamente sono con i tubeless da 30, ma anche in questo caso ho chiesto una variazione in vista della tappa del Monte Nerone. Ho utilizzato la sezione da 28.

Manubrio stretto?

Non troppo, direi giusto per le mie caratteristiche, un Enve integrato largo 37 sopra e 39 sotto.

Una posizione perfettamente centrata sul piantone anche in salita in fase di spinta
Una posizione perfettamente centrata sul piantone anche in salita in fase di spinta
Rispetto all’anno passato, restando in ambito tecnico, è tutto diverso. Hai avuto difficoltà ad adattarti?

Decisamente no ed è un vantaggio non da poco. Salire in bici e trovarsi immediatamente a proprio agio permette di accorciare i naturali tempi di assestamento. Anche per quanto concerne le trasmissioni, da Sram a Shimano, il cambiamento è stato semplice.

Anche per il bike fitting?

Ne ho fatti solo un paio e anche questo aspetto la dice lunga su quanto mi trovi a mio agio con la geometria delle bici.

Non solo Colnago Y1Rs, ecco le tre bici di Pogacar

07.07.2025
6 min
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VALENCIENNES (Francia) – I meccanici lavorano senza sosta. Chi lava, chi smonta, chi monta: le Colnago della UAE Team Emirates per affrontare il Tour de France sono oltre cinquanta. Si lavora già anche sulle bici da crono. Ma certo gli occhi erano tutti per le bici di Tadej Pogacar.

Abbiamo avuto l’occasione di vederle da vicino, tutte e tre: la Colnago V5Rs, la Y1Rs e la Colnago da crono, la TT1. Sin qui lo sloveno ha preferito la Y1Rs, ma in questa Grande Boucle le userà tutte. Sarà interessante vedere quale bici (e quale setup) sceglierà per la cronoscalata di Peyragudes. Si vocifera la Y1Rs con le protesi. Vedremo.

La Colnago V5Rs di Pogacar
La Colnago V5Rs di Pogacar

V5Rs, per la salita e non solo

Partiamo dalla sua classica Colnago V5Rs, la bici che usa più spesso. Definirla “solita” è riduttivo. Anche per il Tour de France non ci sono state novità. I meccanici hanno preparato sia la versione con la guarnitura ufficiale Shimano, sia quella con le corone Carbon-Ti da 55-38 che Tadej utilizza praticamente sempre.

Finalmente siamo riusciti a capire con precisione l’attacco manubrio: è da 125 millimetri, la larghezza dello stesso è di 38 centimetri. Sempre riguardo al manubrio, Pogacar ha anche i comandi all’interno della piega, per cambiare anche quando è in presa bassa o durante uno dei suoi scatti.

Pedivelle da 165 millimetri e ruote Enve 4.5 con profilo differenziato (50 millimetri all’anteriore e 56 al posteriore) con i mozzi color argento, nuovi e visti in anteprima al Giro. La posizione della sella Fizik Argo (creata con mappatura specifica e su misura) è tutta in avanti e parecchio scaricata verso il basso

La Colnago Y1Rs di Tadej Pogacar
La Colnago Y1Rs di Tadej Pogacar

Y1Rs, l’aerodinamica su strada

La Colnago Y1Rs è decisamente aggressiva. Sulla sua estetica si è detto tutto e il contrario di tutto, ma non si possono mettere in discussione le sue performance. Il setup di questa bici è quasi del tutto identico alla V5Rs. Quel che cambia, in virtù di geometrie un po’ differenti, è la posizione della sella. In questo caso è sì arretrata, ma come si dice in gergo, non va “a battuta”. E’ un filo più centrale. Nel senso che è posizionata almeno 4-5 millimetri più indietro rispetto al movimento centrale.

Gli angoli finali del corridore, però, ci hanno riferito i meccanici, non cambiano: pertanto è solo questione di geometrie del telaio.

Le ruote più utilizzate per questa bici sono le Enve 6.7, anche in questo caso con profilo differenziato 60 millimetri all’anteriore e 67 al posteriore), che gli stessi meccanici stavano ultimando con serigrafie iridate, per un total look perfetto al Tour. Anche qui non manca – e come sarebbe stato possibile – l’adesivo dell’incredibile Hulk sul manubrio.

Quel che abbiamo notato, ma non sulla bici di Pogacar bensì sulla Y1Rs di Tim Wellens, è una nuova monocorona Carbon-Ti, la cui dentatura ci sembrava abbondante: probabilmente un 56. Magari potrebbero usarla in qualche tappone veloce.

La Colnago TT1 di Tadej Pogacar
La Colnago TT1 di Tadej Pogacar

TT1, per la crono

Infine ecco la bici da crono, la Colnago TT1, che Pogacar userà tra pochi giorni a Caen, quando il Tour proporrà la tappa contro il tempo.

La prima cosa che si nota è che stavolta la bici è nera. Tadej non è l’iridato a crono, quello è terreno di Remco Evenepoel, quindi rientra nei ranghi. Il peso della bici non è stato dichiarato, ma alzandola e paragonandola con le due precedenti possiamo garantirvi che non vi si discosta troppo. Proprio il peso della bici da crono della UAE Team Emirates era stato messo sotto accusa qualche tempo fa, ma a quanto pare ci hanno lavorato e anche bene.

Se il peso è una peculiarità importante della TT1 di Pogacar, altrettanto importante è la misura delle pedivelle. Qui le 165 lasciano spazio alle 160 millimetri. Riguardo ai rapporti, la bici fotografata aveva una corona da 64 denti, ma questo varia in base al percorso, chiaramente.