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Troppo giallo, la Jumbo cambia maglia per il Tour

20.04.2021
4 min
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Il Tour è il Tour, nel bene e nel male con tutta la sua grandeur, i suoi vizi e anche la sua innegabile storia. La Gran Boucle ha sempre tenuto molto alle sue tradizioni, a cominciare dalle maglie. E quella gialla ha un qualcosa di sacro. E in Francia la tutelano ad ogni costo.

La maglia scelta dai fans che i corridori della Jumbo-Visma useranno al Tour
La maglia scelta dai fans che i corridori della Jumbo-Visma useranno al Tour

Roglic in grigio

Per questo motivo, lo scorso anno la Jumbo Visma, tanto più che con lo squadrone che si ritrovava era sempre davanti, è stata additata per l’eccessiva somiglianza con la maglia del leader, appunto la gialla. La maglia del team olandese è per la maggior parte proprio gialla e questo non consentiva di riconoscere il leader al primo colpo d’occhio. Nella foto di apertura si fa fatica a riconoscere Roglic, primo in classifica, tra i suoi compagni. Serve quel secondo in più. Un secondo di troppo. Tuttavia quelle bande nere laterali avevano consentito al team di essere ammesso regolarmente in corsa con la divisa standard.

Quest’anno però per ovviare ad ogni possibile polemica e cogliendo la palla al balzo, la stessa Jumbo ha lanciato un concorso online. Si poteva votare la maglia che lo sloveno e i suoi compagni avrebbero indossato da Brest a Parigi. Sul piatto tre opzioni.

«Dopo l’ultima edizione del Tour de France – ha detto il team manager Richard Pluggeabbiamo parlato con Aso per trovare una soluzione e rispettare la maglia gialla. Noi e i nostri sponsor principali, Jumbo e Visma, abbiamo deciso di modificarla. Abbiamo colto questa opportunità per coinvolgere tutti gli appassionati di ciclismo nella nostra squadra».

E infatti in una settimana hanno votato quasi 60.000 appassionati e il verdetto è stato la maglia che vedete sopra. Sfondo grigio, richiami in giallo e le classiche fasce nere ai lati.

In più, a chi aveva votato e voleva acquistare la maglia, veniva scritto il proprio nome sulle bande nere laterali.

Pantani in rosa nella Grande Boucle del 2000 (foto Instagram)
Pantani in rosa nella Grande Boucle del 2000 (foto Instagram)

Once e Mercatone 

Ma il cambio di casacca della Jumbo non è il solo nella storia del Tour. Semmai è il primo al livello social.

Negli anni ’90-2000 altre due squadre in particolare furono chiamate ad interventi cromatici sostanziali. Una di queste fu la Once di Zulle e Jalabert. La squadra di Manolo Saiz era completamente gialla con una banda nera sui fianchi. A ben pensarci era molto simile a quella della Jumbo, ma quando si andava alla Grande Boucle diventava completamente rosa, fatte salve le bande nere, è chiaro.

Ma soprattutto c’è un’altra squadra che cambiò colore alla sua maglia: la Mercatone Uno di Marco Pantani. Quella del team romagnolo era “meno” gialla rispetto a quella della Once. O meglio, la sua tinta non era così uniforme. Certo però che il giallo dominava e non solo la maglia, ma anche i pantaloncini. Ebbene per il Pirata e i suoi compagni, la divisa nel Tour de France del 2000 divenne completamente rosa, omaggiando di fatto anche la maglia rosa. Insomma un po’ di Giro glielo portammo! La matrice della scelta del rosa infatti fu diversa da quella della Once, legata più a motivi di visibilità e marketing. La Mercatone voleva “ricordare” il Giro, tra l’altro vinto poche settimane prima con Garzelli.

Oltre a questi cambi, alcuni team, ma in tempi più recenti, hanno modificato le loro maglie per il Tour ma per questioni di marketing. Magari facendole passare per motivazioni prettamente tecniche, come la Sky che da nera diventava bianca per “contrastare il caldo”.

La prima maglia gialla del 1919…
La prima maglia gialla del 1919…

Il giallo nel 1919

Infine qualche piccola curiosità in merito proprio alla maglia gialla. Questa fu istituita nel 1919. Fu un’idea dell’allora direttore ed organizzatore della corsa, Henri Desgrange, proprio per distinguere al volo il leader, che fino a quel momento indossava una fascia verde al braccio, un po’ come i capitani delle squadre di calcio.

Ma c’è una motivazione alla base di questa scelta, cioè di riconoscere al volo il primo in classifica. Le tappe all’epoca erano lunghissime e partivano ancora prima dell’alba, quindi al buio. Non era facile, anche per gli avversari, individuare il primo. Non si correva tutti i giorni, ma uno sì e due no. Immaginate frazioni di 350-450 chilometri su quelle strade e con quelle bici. La scelta del giallo fu legata poi al colore delle pagine del giornale L’Auto-Vélo che di fatto organizzava la gara, prima che passasse a L’Equipe. Per la cronaca il primo ad indossarla fu il francese Eugene Christophe e, contrariamente a quel che si possa pensare, la maglia gialla nacque a Tour iniziato. In pratica fu un’idea “cotta e mangiata”, nei due giorni di pausa tra una tappa e l’altra.