Un podio per chiudere. Sobrero ha fatto tremare i grandi

22.10.2022
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Matteo Sobrero ha chiuso la sua stagione con un ultimo acuto. Importante soprattutto per il morale, ma anche per capire chi è e chi potrà essere. Il corridore di Alba ha chiuso al terzo posto la Chrono des Nations, diretta discendente di quel Trofeo delle Nazioni che, fino all’avvento del mondiale a cronometro, decretava ogni anno il miglior interprete delle prove contro il tempo.

A Les Herbiers Sobrero è stato autore di una prestazione magistrale, salendo sul podio dietro due massimi calibri della specialità, il vincitore svizzero Kung e l’iridato norvegese Foss e il distacco è stato minimo, appena 11” dal primo.

Sobrero impegnato nella crono francese. Ha coperto gli oltre 45 chilometri in 53’40” alla media di 50,791
Sobrero ha coperto gli oltre 45 chilometri in 53’40” alla media di 50,791

Sobrero, voglioso come tutti i suoi colleghi di mettere per un po’ da parte la bici e pensare alle meritate vacanze, è rimasto sorpreso dalla sua prestazione e soprattutto dal distacco minimo dai due avversari, i protagonisti del recente mondiale dove la distanza fra loro e il piemontese era stata ben più ampia.

«Effettivamente è stata una sorpresa – conferma – ma più che dal piazzamento sono rimasto colpito dal distacco così contenuto. Con Pinotti, che la gara l’aveva già corsa e la conosceva bene, avevamo parlato alla vigilia e mi aveva detto che se tutto andava bene, su quel percorso potevo dire la mia».

In fin dei conti fra il mondiale a cronometro e la gara in Francia è intercorso appena un mese: che cosa è cambiato nel frattempo?

Passando da 1’30” abbondante a pochissimi secondi qualcosa evidentemente è cambiato. Ragionandoci sono giunto alla conclusione che non è stato solo un aspetto legato alle sedi di gara o ai percorsi, forse in Australia non ero proprio al top della forma, soprattutto nella gara individuale, mentre in Francia mi sono sentito davvero bene.

Per Kung, in maglia di campione europeo, un bis che vale una piccola vendetta (foto Keystone/Ehrenzeller)
Per Kung, in maglia di campione europeo, un bis che vale una piccola vendetta (foto Keystone/Ehrenzeller)
Che differenze c’erano fra i due eventi dal punto di vista del percorso?

Per me quello australiano era più veloce. E’ vero che c’era una salita aspra da affrontare due volte, ma per il resto si filava parecchio. Quello francese era invece un tipico percorso di quelle parti, un continuo su e giù. Io mi esprimo meglio su questi tracciati dove può emergere l’agilità, quello iridato era un percorso tutto di potenza, io con i miei 60 chili potevo fare ben poco.

I tuoi avversari hanno dato il massimo in gara a tuo parere?

Credo proprio di sì. Ho parlato con loro prima del via: Foss sentiva molto il fatto che era la prima gara dove indossava la maglia iridata, Kung dal canto suo pregustava la possibilità di potersi prendere la rivincita confermando altresì la vittoria dello scorso anno. Lo svizzero ci teneva davvero tanto perché la sconfitta del mondiale gli bruciava ancora. E’ chiaro che sia dal punto di vista della forma sia soprattutto mentalmente, le forze sono quelle che sono, ma quando sei in lotta tiri fuori energie impensate.

Esordio da iridato per Foss, un secondo posto a soli 2″ da Kung (foto Jumbo Visma)
Esordio da iridato per Foss, un secondo posto a soli 2″ da Kung (foto Jumbo Visma)
Sai che la tradizione alla Chrono des Nations non è sempre stata favorevole agli italiani, un podio è cosa rara…

Me lo ha detto Pinotti, che aveva fatto quarto. So che Ganna un anno è giunto secondo, ora c’è il mio terzo posto e ne sono ancora più felice. Non potevo chiudere meglio la mia stagione.

Che cosa ti aspetta ora?

Una settimana al caldo, non so ancora dove e rigorosamente senza bici. Ho fatto la mia ultima gara il 16 ottobre e mi sono ripromesso di non riprenderla in mano almeno fino al 16 novembre. C’è bisogno di ricaricare le batterie a tutti i livelli e un mese di riposo è quantomai necessario.

Il podio della Chrono des Nations: nata nel 1982, solo Ganna finora era salito sul podio nel 2019
Il podio della Chrono des Nations: nata nel 1982, solo Ganna finora era salito sul podio nel 2019
Non pensi che la stagione sia stata troppo lunga?

A ben guardare non direi. L’anno prossimo si ricomincerà addirittura a gennaio, con le gare australiane che ritornano nel calendario. Quello della stagione lunga secondo me è un falso problema: ogni corridore ha tutto il tempo per scegliere i suoi obiettivi e regolarsi di conseguenza, prendersi le sue pause, in questo modo anzi tutti hanno il loro spazio. Io ad esempio con l’infortunio a inizio stagione ho avuto modo di recuperare e rifarmi. Certo questo sistema mentalmente è pesante, magari a 42 anni staremo tutti a guardare le gare in Tv e non potremo fare come Valverde

Nations 2014

Chrono des Nations, per Ganna una rinuncia a due facce

16.10.2021
5 min
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Nel secolo scorso, quando i mondiali su strada si svolgevano a fine agosto ed erano riservati solo alle prove in linea, la sfida per i cronoman era quella del GP delle Nazioni, principalmente sulla Costa Azzurra. Era un appuntamento sentitissimo, su una distanza pressoché inconsueta nel ciclismo, sempre oltre gli 80 chilometri. I grandi specialisti non mancavano mai. Coppi l’ha vinta due volte come Gimondi, Moser ci ha provato spesso ma senza successo. Con l’avvento dei mondiali di specialità, il GP delle Nazioni ha perso charme, fino a essere cancellato dal calendario nel 2004. Intanto però prendeva sempre più consistenza una prova simile, la Chrono des Nations. Nata nel 1987, è cresciuta progressivamente fino a entrare nel 2005 nel calendario Uci.

La gara con il passare degli anni ha assunto il ruolo di vera e propria rivincita della gara mondiale, anche perché a differenza della quasi totalità delle gare professionistiche, qui i corridori sono ingaggiati direttamente dagli organizzatori, con cifre anche importanti e solo successivamente sono coinvolte le squadre.

Martin Nations 2013
Il tedesco Tony Martin, autore di una tripletta consecutiva dal 2011 al 2013, riuscita prima solo a Gonchar (UKR)
Martin Nations 2013
Il tedesco Tony Martin, autore di una tripletta consecutiva dal 2011 al 2013, riuscita prima solo a Gonchar (UKR)

Per l’Italia solo 4 successi

Si gareggia a Les Herbiers, località nel dipartimento francese della Vandea, piuttosto difficile da raggiungere. Per un giorno la città ospita un vero e proprio festival del cronometro. Si comincia al mattino presto con le gare per i più piccoli e si va avanti fino alle prove per professionisti a inizio pomeriggio. Nella storia, considerando le varie categorie, l’Italia ha vinto solamente 4 volte: Maria Canins si è aggiudicata la prova femminile nel 1988 e ’89, Gianluca Moi quella under 23 nel 2002, Filippo Ganna ha trionfato fra gli junior nel 2014 (foto di apertura).

Come si vede, non abbiamo mai vinto la gara principale. Proprio Ganna, battuto non senza sorpresa due anni fa dall’olandese Jos Van Emden, voleva riprovarci quest’anno.

L’iridato era stato invitato dagli organizzatori per dare vita a una grande rivincita con Remco Evenepoel, terzo ai mondiali. Per allestirla non avevano badato a spese, ma a tre giorni dalla sfida, Ganna ha declinato l’invito. La caduta all’ultima Coppa Bernocchi, costatagli un’incrinatura a una costola era ancora troppo recente per portarlo ad effettuare una trasferta così onerosa. E sapendo quel che c’è in ballo, ossia i mondiali su pista, ha preferito rinunciare.

Nations 2019
Il podio dell’ultima edizione, nel 2019, con l’olandese Van Emden fra Ganna (2°) e Roglic (3°)
Nations 2019
Il podio dell’ultima edizione, nel 2019, con l’olandese Van Emden fra Ganna (2°) e Roglic (3°)

Una rinuncia quasi… fortunata

Il suo preparatore Dario Cioni aveva già tracciato il solco della trasferta: «La partecipazione era stata decisa durante i mondiali su strada, proprio considerando l’obiettivo principale di fine stagione. Noi ci eravamo messi a disposizione, con lui saremmo partiti io, il meccanico Matteo Cornacchione con tutta l’attrezzatura e il massaggiatore Piero Baffi, ma a metà settimana Pippo ci ha comunicato la sua decisione, che non viene per nuocere…».

Cioni spiega i confini della sua affermazione: «Filippo sta abbastanza bene, si sta riprendendo e evitare la trasferta è un ulteriore aiuto per la sua ripresa. Inoltre questo gli consente di lavorare di più su pista. Avrebbe dovuto saltare un’intera sessione con i compagni. Così ha invece la possibilità di completare il ciclo di allenamento previsto e avere nelle gambe lo stesso numero di ore di preparazione degli altri. Io penso che alla fine sarà un piccolo vantaggio».

Evenepoel Mondiali 2021
Evenepoel alla fine del Mondiale crono 2021: un bronzo che non lo aveva accontentato
Evenepoel Mondiali 2021
Evenepoel alla fine del Mondiale crono 2021: un bronzo che non lo aveva accontentato

Favorito Evenepoel?

La gara francese perde così uno dei suoi principali interpreti. La gara di domenica si disputa su una distanza “normale”, 44,5 chilometri con l’unica variazione rispetto al 2019 (nel 2020 la gara è stata cancellata per il Covid) dei primi e ultimi 500 metri.

«E’ un tracciato che si adattava abbastanza bene alle caratteristiche di Filippo – afferma Cioni – non piatto come quello dei mondiali, ha un dislivello complessivo di 400 metri, diciamo che è il classico su e giù della pianura francese. Sarebbe stato un bel test anche perché è presumibile che il percorso olimpico di Parigi 2024 avrà caratteristiche simili. Vorrà dire che ci andremo l’anno prossimo».

I media avevano caricato fortemente l’evento puntando sulla sfida fra l’iridato e il belga Remco Evenepoel, terzo a Leuven. Per Cioni però la mancanza di Ganna non significa che il belga avrà vita facile.

«Fossi in lui – spiega – farei molta attenzione al campione europeo, lo svizzero Kung che potrebbe adattarsi meglio di tutti al tracciato. E’ difficile dire chi sia il favorito, dipende molto da quanta benzina è rimasta nelle gambe di ognuno più che dalle proprie capacità».

De Marchi Tre Valli 2021
Toccherà a De Marchi provare a centrare il podio, colto oltre che da Ganna solo da Quinziato nel 2008
De Marchi Tre Valli 2021
Toccherà a De Marchi provare a centrare il podio, colto oltre che da Ganna solo da Quinziato nel 2008

Gara che merita il WorldTour

La “costruzione” dell’evento come detto è un po’ particolare: Lefevere ad esempio nelle sue dichiarazioni non è sembrato entusiasta della partecipazione di Evenepoel, pur comprendendo il richiamo economico. Cioni tiene su questo a dire la sua: «E’ una bellissima manifestazione, proprio perché è dedicata a tutte le categorie e non solo ai professionisti. Ha una forte partecipazione francese ma questo è normale, basti considerare che la Française des Jeux invierà 20 atleti fra le varie categorie. Per me è un peccato che non abbia il seguito mediatico che meriterebbe. Considerando che il WorldTour non comprende gare a cronometro, dovrebbe assolutamente inserirla».

Assente Ganna, toccherà quindi ad Alessandro De Marchi, campione europeo nel Team Relay e reduce dalla vittoria alla Tre Valli Varesine, provare a sfatare il tabù azzurro. Nelle altre categorie ci saranno 8 italiani, tra cui Marta Cavalli, Elena Pirrone, Vittoria Bussi e Federica Piergiovanni nella gara elite femminile dove, stante l’assenza delle principali olandesi, tutto indica nella svizzera Reusser la principale favorita.