Un Tour per attaccanti e disegno rivoluzionario

27.10.2022
8 min
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«Mesdames et messieurs, voilà le Tour de France numero 110». La Grande Boucle è stata presentata questa mattina a Parigi, al Palais des Congrès, davanti ad un folla di campioni, direttori sportivi, manager, grandi del passato e appassionati.

Il percorso? Ci sentiamo di definirlo innovativo. Una prima settimana che entra subito nel vivo e che potrà decretare una classifica già ben assestata. Una seconda settimana piena di salite e un finale senza tappe monster, ma infarcita di trabocchetti. Quasi si fosse “invertito” l’ordine fra la prima e la terza settimana.

Christian Prudhomme (nella foto di apertura), il direttore del Tour, è sembrato più orgoglioso che mai. Si va in scena dal 1° al 23 luglio: 21 tappe, 3.404 chilometri, otto frazioni di montagna, quattro arrivi salita. E ancora: otto tappe di pianura, quattro tappe ondulate e una sola cronometro, tra l’altro abbastanza breve. Solo due frazioni al di sopra dei 200 chilometri.

Il Tour de France 2023, il grande escluso è il Nord e il Nord Ovest in particolare
Il Tour de France 2023, il grande escluso è il Nord e il Nord Ovest in particolare

Subito i Pirenei

Si parte dall’estero, in Spagna, dai paesi Baschi e più precisamente da Bilbao. E qui Prudhomme non ci è andato leggero con i giudizi: «Dopo il Belgio, il tifo del ciclismo più caldo al mondo è nei Paesi Baschi. E dal 1992 che volevano le Grand Depart, si sono candidati per 30 anni. L’organizzazione basca era presente l’anno scorso al via in Danimarca. Hanno visto il fervore e io gli ho detto: “Adesso sapete cosa vi aspetta”. Roba da pugili».

Così come da pugili è la prima settimana. La seconda tappa, per esempio, arriva a San Sebastian ed è una (quasi) fedele replica dell’omonima classica. Anche la terza tappa è un “grido” di appena 137 chilometri con 4 Gpm, non duri okay, ma sono pur sempre 4 scalate. E tutti hanno ancora gambe fresche.

Le vere salite, i Pirenei, arrivano due giorni dopo nella Pau-Lauruns. Nel finale si scala il Marie-Blanque salita non lunga, ma dura e asfissiante per la sua umidità. E il giorno dopo c’è il Tourmalet e la scalata finale a Cauterets, erta lunga ma pedalabile (16 km al 5,4%) tipica del Tour.

Non fa parte della prima settimana, ma chiude il primo blocco del Tour, il mitico Puy de Dome. E’ la nona frazione. Si va da Saint Léonard de Noblat-Puy de Dôme, salita storica e durissima nel Massiccio Centrale, il “terzo” gruppo montuoso della Francia: 13 chilometri al 7,7%, ma gli ultimi 4 non scendono mai sotto l’11%.

Quante Alpi

Il Tour de France osserva così il primo giorno di riposo. E lo fa, più o meno, nel cuore geografico della sua Nazione. 

Da qui si passa alla sezione centrale, probabilmente quella decisiva. Se le tappe 10, 11 e 12 sono “facili”, poi non si scherza più. Ed è qui che inizia il lungo viaggio nelle Alpi. Quest’anno a più riprese, tra Savoia e Delfinato il Tour ci passa davvero tanto tempo: sette giorni.

S’inizia con l’arrivo in cima al Col du Grand Colombier, tra l’altro nel giorno della festa nazionale. Poi è la volta di Morzine con il classico Col de Joux Plane prima dell’arrivo. Salita difficile e discesa difficilissima (se da fare a tutta per scappare o chiudere).

La 15ª tappa, la Les Gets les Portes du Solei-Saint-Gervais Mont-Blanc, sarà un vero delirio: i Gpm sono solo quattro, ma potrebbero essere almeno una dozzina. E non è una battuta. Da affrontare oltre 5.200 metri di dislivello in 180 chilometri. Non c’è un metro di pianura. I restanti contendenti alla maglia gialla saranno davvero pochi a questo punto.

Un lungo sprint

Dopo la tripletta alpina, ecco il secondo giorno di riposo che farà da antipasto alla curiosa e attesa frazione numero 17: la Passy-Combloux che sarà percorsa individualmente e contro il tempo. È la crono di 22 chilometri con una cote nel finale e gli ultimi chilometri che tirano all’insù. Chi uscirà con le gambe in croce dal Gpm rischia di pagare tanto, tanto…

Di fatto, le tappe super difficili terminano qui. Ma questo elemento di rottura col passato terrà alta la tensione fino a Parigi, perché comunque il terreno per attaccare non mancherà. Imboscate, strappi, salite: i Vosgi e il Ballon d’Alsace sono perfetti. La ventesima tappa con arrivo a Le Markstein è un inno all’incertezza: 133 chilometri, ancora quasi 4.000 metri di dislivello: una Liegi “in quota”.

Il finale è un pieno di simbolismo. E in tal senso i francesi sono maestri. La 21ª tappa infatti partirà dal velodromo dove si svolgeranno le Olimpiadi del 2024 e terminerà con la classica parata sugli Champs-Élysées.

Un po’ perché vuole continuare a crescere e un po’ perché il Tour 2023 è ideale per lui, Gaudu punta al podio
Un po’ perché vuole continuare a crescere e un po’ perché il Tour 2023 è ideale per lui, Gaudu punta al podio

Voce ai pro’

A questo punto quali sono state le reazioni dei corridori? Gaudu congola e ha detto che vuole il podio. Alaphilippe ha contato sulle dita di due mani e mezzo le frazioni che possono vederlo protagonista. Van Aert, se sarà quello del 2022, non lotterà per la vittoria giusto a Morzine e a Saint Gervais.

Non solo, ma questo percorso, che più di qualcuno a Parigi ha definito l’opposto del Giro d’Italia, ha fatto protendere persino Simon Yates per la via francese. E sappiamo quanto l’inglese ami la corsa rosa. 

Accontentati anche gli sprinter. Pollice all’insù da Groenewegen a Cavendish, che con l’ufficioso passaggio alla B&B Hotels tornerà in corsa.

Mentre Lefevere smorza i toni su Remco Evenepoel, che sembra aver già scelto il Giro: «Decideremo insieme quale grande Giro fare. La porta per il Tour non è chiusa e il fatto che ci siano solo 22 chilometri a crono non vuol dire nulla. Remco vince dappertutto. Piuttosto questo tracciato mi ricorda quello del 2019 quando Alaphilippe fu a lungo in giallo. E se fosse al 100%…».

Vingegaard sembra puntare dritto al bis, ma è consapevole che sarà dura
Vingegaard sembra puntare dritto al bis, ma è consapevole che sarà dura

Jonas riflette

E poi ci sono loro due, i protagonisti di quest’anno: Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar.

«Con la squadra – ha commentato alla stampa internazionale Vingegaard (in vacanza) – non abbiamo ancora stilato un piano definitivo per il 2023, ma l’idea chiaramente è quella di essere al Tour. Sarei sorpreso se non fosse così! Sono pronto a raccogliere questa sfida. So che il prossimo anno sarà più difficile vincere, ma fa parte del gioco».

Sempre in relazione a Vingegaard, Merijn Zeeman, il team manager della Jumbo-Visma, ha aggiunto a VeloNews parole importanti. «Non abbiamo ancora deciso nulla. Il Giro d’Italia è un’opzione se lo vuole, ma se sei la maglia gialla uscente cerchi di difenderla. Però Jonas non ha mai corso il Giro e magari vorrà provare.

«Prima di ogni decisione vorrei anche conoscere il parere di Roglic. Entro dicembre chiariremo tutto perché per prepararsi al meglio servono tanti mesi».

Pogacar è rimasto piacevolmente colpito dal percorso 2023
Pogacar è rimasto piacevolmente colpito dal percorso 2023

Tadej già gasato

«Mi piace molto questo percorso – ha detto sorridente lo sloveno – La prima settimana è già difficile e la terza settimana è difficile e divertente. È positivo che le tappe più toste arrivino all’inizio del Tour, questo lo rende più interessante.

«Mi piacerebbe continuare a correre così, attaccando sempre, ma al Tour ho imparato che a volte devi aspettare il finale».

Ma forse le parole che più sintetizzano questa sfida e l’intero Tour 2023 sono quelle del team manager della UAE Emirates, Mauro Gianetti. «Il percorso di questo Tour fa venire voglia di attaccare. Magari Tadej potrebbe decidere di cambiare e non scattare più a 50 chilometri dall’arrivo… ma neanche possiamo trasformarlo. E’ la sua natura».

Dai Campi Elisi a Copenhagen: Tour 2022 a casa di Vingegaard

24.07.2021
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Si sa, il Tour de France non finisce mai, Tadej Pogacar stava ancora festeggiando ed ASO era già nel mezzo dell’organizzazione della prossima edizione della Grande Boucle. Per il 2022 la corsa a tappe più importante del mondo parlerà danese, infatti, prenderà il via il 1° luglio da Copenhagen. Saranno tre le tappe da svolgere nella terra della sirenetta, una cronometro di 13 chilometri e due frazioni in linea, rispettivamente di 199 e 182 chilometri.

I mondiali del 2011 partirono dal centro di Copenhagen: possibile l’identico scenario
I mondiali del 2011 partirono dal centro di Copenhagen: possibile l’identico scenario

Un’altra bandiera

La Danimarca è il decimo paese ad ospitare la partenza del Tour de France, in passato era toccato a: Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Irlanda e Principato di Monaco.

E’ stata Brest, in Bretagna, a passare il testimone al nuovo paese designato per la Grande Départ del 2022. Un passaggio non solo simbolico, infatti sul podio di Parigi il direttore di gara Christian Prudhomme ha consegnato il trofeo Grande Départ al presidente del comitato danese Lars Weiss.

Il ciclismo a Copenhagen è seguitissimo e la bici è il principale mezzo di trasporto
Il ciclismo a Copenhagen è seguitissimo e la bici è il principale mezzo di trasporto

Queste le sue parole: «Sapere che l’inizio della prossima corsa ciclistica più importante del mondo sarà in Danimarca mi riempie di emozione. D’ora in poi, gli occhi di milioni di fan del Tour saranno puntati su di noi in attesa della partenza. Non vedo l’ora di presentare al mondo intero il nostro paese nel 2022».

Scelta non casuale

Copenhagen è stata dichiarata miglior città a misura di bici nel mondo, un vanto per una nazione da sempre legata ai pedali. Quello danese è un popolo tra i più appassionati di ciclismo, non a caso la scuola danese sta sfornando atleti di grande livello.

Al via del mondiale, vinto da Cavendish, con l’arrivo a Rudderford
Al via del mondiale, vinto da Cavendish, con l’arrivo a Rudderford

Sarà di certo un’emozione particolare per il giovane talento della Jumbo-Visma Jonas Vingegaard che vedrà passare vicino a casa sua la carovana del Tour. Il talentuoso compagno di Roglic sfiorerà lo zerbino di casa, perché nella terza tappa, da Vejle a Sønderborg, il gruppo passerà accanto alla sua città natale: Hillerslev.

Chissà se Jonas abbia già segnato sul calendario il 1° luglio con un bel cerchio rosso. Noi appassionati di ciclismo abbiamo già iniziato il conto alla rovescia, mancano 342 giorni alla partenza di Copenhagen.

Tour de France 2021, è fatto così…

01.11.2020
3 min
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Il percorso del Tour de France 2021, in programma dal 26 giugno al 18 luglio, è stato presentato oggi sul set del programma settimanale Stade 2 di France Télévisions. Con la Grand Départ di Copenhagen e Danimarca rinviata alla stagione 2022, il prossimo anno la sfida prenderà il via in Bretagna con quattro tappe su misura per finisseur e velocisti. Il percorso 2021 è stato messo a punto per mantenere la suspense fino alla fine. Gli scalatori avranno tre opportunità per guadagnare tempo negli arrivi in quota (Tignes, Saint-Lary-Soulan, Col du Portet e Luz Ardiden). Due le cronometro individuali, per una lunghezza complessiva di 58 chilometri.

Il 108 ° Tour de France ha visto la luce nell’insolita cornice di una diretta televisiva e social, scelta imposta neanche a dirlo dall’emergenza Covid. La Grande Boucle 2021 sarà caratterizzato da un percorso innovativo. I pretendenti alla vittoria finale dovranno stare in all’erta sin dall’inizio, per non perdere terreno nelle due scalate al Mur de Bretagne, che sarà affrontato da un versante diverso rispetto al solito nel finale della seconda tappa.

Il doppio Ventoux

Dieci giorni dopo, gli uomini di classifica del Tour dovranno dare un’altra dimostrazione di forza sul Mont Ventoux. Il Gigante di Provenza, che per la prima volta sarà scalato per due volte nella stessa tappa, sarà affrontato da due diversi versanti prima della picchiata conclusiva su Malaucène.

Nel mezzo, nei primi dieci giorni di gara, il gruppo avrà già affrontato nuove sfide, comprese le Alpi e quattro tappe nei quattro dipartimenti che compongono la Bretagna. Da Brest a Fougeres, in una frazione disseminata di pericoli come i venti costieri e le colline del Massiccio Armoricano. Mentre il Signal d’Uchon, una salita scoperta di recente, deciderà la tappa di Le Creusot.

Crono più Alpi

Il ritorno della cronometro individuale nella prima settimana del Tour fornirà infatti un’indicazione anticipata della gerarchia, che gli scalatori potranno semmai sovvertire nelle due estenuanti tappe alpine con arrivo a Le Grand Bornand e poi quella in salita di Tignes, alla vigilia del primo giorno di riposo.

Tour de France 2021
Si parte dalla Bretagna, si finisce a Parigi
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Si parte dalla Bretagna, si finisce a Parigi

I Pirenei dopo

I Pirenei dissiperanno ogni dubbio rimanente, con cinque duelli ricchi di tensione in alta montagna, combinando il nuovissimo e spettacolare Col de Saint Louis sulla strada per Quillan, con classici assoluti come il Peyresourde, Val Louron, Col du Portet, Tourmalet e Luz Ardiden. Ci sarà da dare fondo a tutte le energie, per guadagnare ogni secondo possibile e respingere semmai i cronoman più forti nei 31 chilometri conclusivi tra i vigneti di Saint Emilion, alla vigilia dell’ultimo traguardo del Tour sui Campi Elisi.

Sfida verde

Mentre il destino della maglia gialla sarà probabilmente deciso fra Pirenei e la crono, la lotta per la maglia verde si svolgerà in tutto il Paese, con almeno sette tappe che probabilmente finiranno nelle mani dei velocisti, sempre che i loro compagni potranno tenere sotto controllo le prevedibili fughe.

Le 21 tappe

Ed ecco il dettaglio delle 21 frazioni del Tour de France del prossimo anno, che si concluderà il 18 luglio per lasciare spazio alle Olimpiadi di Tokyo.

1ª tappa (26/6)km 187Brest-Landerneau
2ª tappa (27/6)km 182Perros Guirec-Mur de Bretagne
3ª tappa (28/6)km 182Lorient-Potivy
4ª tappa (29/6)km 152Redon-Fougeres
5ª tappa (30/6)km 27crono ind. Change-Laval Espace Mayenne
6ª tappa (1/7)km 144Tours-Cahteauroux
7ª tappa (2/7)km 248Vierzon-Le Creusot
8ª tappa (3/7)km 151Oyonnaux-Le Grand Bornand
8ª tappa (4/7)km 145Cluses-Tignes
Riposo (5/7)
10ª tappa (6/7)km 186Albertville-Valence
11ª tappa (7/7)km 199Sorgues-Malaucene
12ª tappa (8/7)km 161St Paul Trois Chateaux-Nimes
13ª tappa (9/7)km 220Nimes-Carcassonne
14ª tappa (10/7)km 184Carcassonne-Quillan
15ª tappa (11/7)km 192Ceret-Andorra La Vieille
Riposo (12/7)
16ª tappa (13/7)km 169Pas de la Case-Saint Gaudens
17ª tappa (14/7)km 178Muret-Saint Lary Soulan, Col du Portet
18ª tappa (15/7)km 130Pau-Luz Ardiden
19ª tappa (16/7)km 203Mourenx-Libourne
20ª tappa (17/7)km 31crono ind. Libourne-Saint Emilion
21ª tappa (18/7)km 112Chatou-Parigi, Campi Elisi