Meccanici Movistar al lavoro, Formolo ragiona su bici e velocità

04.06.2025
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MORBEGNO – Il lavorìo dei meccanici attorno alle bici della Movistar ha richiamato l’attenzione di una troupe che sta girando immagini sulla vita quotidiana delle squadre al Giro d’Italia. Manca solo il controllo delle pressioni e poi le Canyon blu saranno pronte per la tappa.

Formolo scende dal pullman a rilento, con il passo di chi ne ha già viste tante ed è pronto e quasi rassegnato per vederne altre. Il Giro della squadra spagnola vive attorno alla classifica generale di Einer Rubio, che ha difeso con i denti il suo piazzamento nei primi dieci.

«Le prime due settimane sono volate – dice Formolo – ogni giorno c’è stato qualcosa di interessante da vedere. A casa deve essere piaciuto parecchio, perciò anche noi in gruppo ci siamo divertiti. Insomma – sorride – relativamente divertiti. Diciamo che non ci siamo mai annoiati. Io poi ho vissuto anche alcuni momenti emozionanti. Uno su tutti: la tappa di Brentonico. In quei posti ho i primi i primi ricordi di mio nonno. Andavamo sempre lassù a giocare e mi portava sempre al parco giochi a prendere un po’ un po’ di fresco. Un posto veramente speciale per me…».

La troupe al lavoro sulle bici del Movistar Team al via da Morbegno
La troupe al lavoro sulle bici del Movistar Team al via da Morbegno

Un Giro sempre a tutta

Il Giro senza un dominatore come Pogacar, che lo scorso anno all’inizio della terza settimana aveva già più di 6 minuti sul secondo, ha reso tutto meno ordinato. Ogni giorno una battaglia per conquistare le posizioni e le medie inesorabilmente sono cresciute di conseguenza.

«I numeri si sono visti già la prima settimana – annota seguendo il filo del discorso – quando eravamo in Albania. La salita del terzo giorno era lunga mezz’ora e l’abbiamo fatta praticamente 5,8-6 watt per chilo. Se non sbaglio siamo arrivati in 80 corridori, ma solo qualche anno fa con quei numeri si vinceva il Giro. E questo ha fatto capire già da allora quanto sia stato alto ogni santo giorno il livello in questo Giro d’Italia. Differenze minime che sono diventate enormi. Abbiamo visto un Van Aert molto sofferente in alcune tappe e poi vincere una delle frazioni più dure sulle strade bianche. Questo fa capire quanto siano tutti vicini e quanto sia sottile la differenza fra vincere e staccarsi dal gruppo dei migliori».

Movistar, pronti a partire

E’ un continuo limare, fatto di attenzioni a tutto. Non puoi mollare nulla, al punto che persino le interviste nel giorno di riposo vengono centellinate. La vita del corridore del Giro è monastica e chiusa. Nella bolla i tempi sono scanditi da tutto ciò che serve per ottenere il meglio da sé: rituali quasi ossessivi cui il ciclismo si è consegnato e ai quali difficilmente potrà sottrarsi. Intanto i meccanici della Movistar hanno finito di lavorare e le bici sono pronte.

«Le squadre studiano molto anche il mezzo meccanico – prosegue Formolo intercettando il nostro sguardo – anche tre soli corridori in fuga fanno 47 di media, se per sbaglio vanno in fuga in otto le medie sono veramente impressionanti e le bici fanno sicuramente una buona parte. Da quando sono arrivati i freni a disco e si è iniziato a lavorare sulla leggerezza, cercando di raggiungere ugualmente i 6,8 chili, si è livellato tutto verso l’alto. Anche una bici standard con i dischi pensa sui 7 chili. Forse una volta erano più leggere, ma a livello di prestazioni globali, adesso sono delle vere macchine da corsa».

Quanta bellezza in questa foto! Con Formolo, la moglie Mirna e i figli Chloe e Theo
Quanta bellezza in questa foto! Con Formolo, la moglie Mirna e i figli Chloe e Theo

Aero anche in salita

La tappa che li attende è veloce, diciamo, comprensibile che la Movistar abbia scelto di puntare su una Aeroad: aerodinamica e rigida. Ma l’orientamento delle squadre va ormai in una direzione ben precisa: l’efficienza prima di tutto. Anche in salita, dove le velocità sono ormai tali da giustificare l’uso di bici aerodinamiche.

«Anche se ad esempio Canyon offre la scelta fra Ultimate e Aeroad – dice – noi della Movistar usiamo soltanto la versione aerodinamica. Pesa leggermente di più, intorno ai 7,2 chili, però la resa anche in salita è migliore. Si sente la differenza anche in una salita al 7-8 per cento, che ormai scaliamo a 30 all’ora. Per questo nello scegliere la bici e le ruote, ma anche l’abbigliamento e la forma del casco, ci si concentra sull’aerodinamica. Una volta tutto questo non sarebbe stato possibile, oggi ci sono i dati a dire che è la scelta migliore».

Canyon Cockpit PACE Bar: comfort e aerodinamica migliorati

24.05.2025
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Canyon introduce nei modelli Endurance e Ultimate un nuovo sistema modulare del manubrio e dell’attacco manubrio presente fino ad oggi nel modello Aeroad. Inserire una maggior serie di estensioni e di accessori sarà ora un gioco da ragazzi per tutti i ciclisti. Infatti grazie a questa nuova tecnologia è possibile agganciare estensioni aerodinamiche e supporti per il telefono o il ciclocomputer. Chi ama andare in bici e passare tante ore in sella potrà sicuramente trarre un grande vantaggio da questa novità di Canyon. 

Il Cockpit PACE Bar permette ai ciclisti di poter agganciare le protesi aerodinamiche e altri oggetti
Il Cockpit PACE Bar permette ai ciclisti di poter agganciare le protesi aerodinamiche e altri oggetti

Sistema adattivo

La barra prende il nome di PACE, acronimo che sta per: Performance Adaptive Cockpit Ecosystem. Come detto, inizialmente questa nuova tecnologia era stata implementata sul modello Aeroad 2024, il pluripremiato di casa Canyon. Le possibilità di trovare il giusto set up sono praticamente infinite, nessun ostacolo potrà mettersi tra voi e la massima ricerca di comfort e prestazione. Il sistema Cockpit PACE Bar è infatti ora disponibile anche sui modelli Ultimate, ovvero la bici adatta alle salite, ed Endurance. 

Grazie a questa innovazione tecnica la scelta per i ciclisti diventa estremamente personalizzabile e ognuno potrà quindi trovare la sua posizione preferita in sella. 

I modelli Endurance compatibili con il Cockpit PACE Bar sono: Endurance CF SLX Disc e Endurance CFR
I modelli Endurance compatibili con il Cockpit PACE Bar sono: CF SLX Disc e CFR

Endurance

Al fine di avere il miglior vantaggio in termini di prestazione e comfort il nuovo Cockpit PACE Bar si apre ad una serie diversa di utilizzi. 

Partendo dai ciclisti endurance i vantaggi della gamma di opzioni offerte sono così ampie da poter cambiare in maniera evidente e profonda. Gli aero drop hanno una variabilità fino a 19 gradi a livello ergonomico. Questo vuol dire riuscire ad avere la posizione perfetta in bici. La regolare della larghezza varia fino a 50 millimetri, il ciclista ha anche una variabilità di 5 millimetri in altezza. 

Inoltre possono montare comodamente le barre di prolunga sulla Gear Groove per un ulteriore comfort sulla distanza.

I modelli Ultimate compatibili con il nuovo sistema Canyon sono: Ultimate CF SLX, Ultimate CFR Disc R101-01, Ultimate CFR Disc R102-01 e Ultimate CFR
Canyon Ultimate

Ultimate

Per i ciclisti che scelgono di utilizzare questa tecnologia sul modello Ultimate le cose cambiano anche a livello di watt. Il Cockpit PACE Bar permette di risparmiare energia rispetto al modello precedente, il CP0018, dato che riduce la superficie frontale del ciclista. La posizione aerodinamica è avvantaggiata anche dal fatto che gli Aero Drops hanno un raggio più lungo di 10 millimetri. Il drop da 105 millimetri consente al ciclista di rimanere in posizione più a lungo senza problemi muscolari o di postura.

Canyon

Canyon e Valverde continuano a pedalare insieme

02.05.2025
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Negli scorsi giorni Canyon ha comunicato con giustificato orgoglio la firma di un accordo di collaborazione di lunga durata con l’ex professionista Alejandro Valverde. Possiamo sicuramente considerare questo accordo come la naturale evoluzione di una collaborazione, quella tra il brand tedesco e il fuoriclasse spagnolo, che dura da ben 11 anni. Era infatti il 2014 quando il team Movistar, di cui Valverde era la stella indiscussa, iniziava la propria partnership tecnica con Canyon.

Valverde dal 2025 guida la nazionale spagnola di ciclismo
Valverde dal 2025 guida la nazionale spagnola di ciclismo

Il meglio con Canyon 

In oltre vent’anni di professionismo Valverde  ha saputo conquistare un campionato del mondo, una Vuelta a Espana, 5 Freccia Vallone e 4 Liegi-Bastogne-Liegi. Nella seconda parte della sua carriera, quella con i suoi successi più prestigiosi, il murciano ha gareggiato su biciclette Canyon, in particolare i modelli Aeroad e Ultimate. In sella a una Canyon sono arrivate 62 delle sue 133 vittorie. 

Terminata la carriera come ciclista professionista, Valverde non ha messo da parte il suo spirito da agonista passando al gravel, ottenendo anche qui risultati davvero prestigiosi. Negli ultimi tre anni sono arrivate quattro vittorie in gare dell’UCI Gravel World Series. Nel frattempo è arrivato anche l’incarico come commissario tecnico della nazionale spagnola di ciclismo su strada, a conferma del fatto che ci troviamo di fronte a un campione che non ama stare fermo.

Il murciano non ha mai lasciato del tutto la bicicletta e dal 2022 corre nel gravel, sempre con Canyon al suo fianco
Il murciano non ha mai lasciato del tutto la bicicletta e dal 2022 corre nel gravel, sempre con Canyon al suo fianco

Super tester

Durante la sua straordinaria carriera, Valverde è stato regolarmente in contatto con i team di ricerca e sviluppo di Canyon fornendo loro feedback importanti per lo sviluppo di nuovi modelli. Questa collaborazione è continuata anche in questi ultimi tre anni andando a coinvolgere il mondo gravel

Nicolas de Ros Wallace, CEO di Canyon, ha così commentato l’accordo raggiunto con il campione spagnolo: «Valverde non è solo uno dei ciclisti più stimolanti della sua generazione, ma la sua continua ricerca della vittoria rispecchia la mentalità orientata alla performance che abbiamo in Canyon».

Ecco invece le prime dichiarazioni dello stesso Valverde: «Dopo oltre un decennio di collaborazione con Canyon, ho visto in prima persona come si impegnano al massimo per sviluppare bici in grado di vincere gare ai massimi livelli. Canyon è pienamente in linea con il mio modo di intendere questo sport, sia come atleta che ora nel mio nuovo ruolo di allenatore. Sono convinto che possiamo continuare a costruire la nostra tradizione insieme».

Nei prossimi giorni Valverde sarà impegnato alla gara gravel The Traka a Girona, in Spagna. Gli appassionati italiani avranno presto l’occasione di poterlo ammirare dal vivo alla Nove Colli in programma il prossimo 18 maggio, segno che il richiamo della strada è sempre forte.

Canyon

MyCanyon, il tassello che mancava alla piattaforma Canyon

03.03.2025
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MyCanyon è molto più che una app e un nuovo sistema di personalizzazione dedicato alla bicicletta. MyCanyon è il modo di vedere la bicicletta come un oggetto unico, una passione e un segno di distinzione.

Il marchio tedesco ha dato forma al progetto di custom made che parte dal suo modello road più attuale e performante, ovvero l’Aeroad in versione CFR. Tre i livelli di grafica tra i quali spicca la collezione Opus, creata grazie alla collaborazione con artisti contemporanei: Elena Salmistraro e Felipe Pantone. L’accesso alla personalizzazione della bici è disponibile negli USA, verrà attivato in Asia (zona Oceano Pacifico) ad Aprile, disponibile a metà/fine estate per l’Europa. Entriamo nel dettaglio.

Arte, unicità e personalizzazione incontrano la bici
Arte, unicità e personalizzazione incontrano la bici

La livrea cromatica diventa una cornice

Proprio come un quadro, bellissimo e di valore, ma senza un’adeguata cornice il dipinto sembra vuoto, nudo, manca qualcosa. La bicicletta segue il medesimo concetto. La cornice, ovvero la verniciatura è il vestito che gratifica gli occhi e permette di interpretare anche in modo soggettivo il carattere della bicicletta.

MyCanyon segue questo filone di pensiero grazie alla possibilità di personalizzare la verniciatura che si basa su tre collezioni differenti. Non è la prima volta che Canyon propone delle edizioni particolari delle sue biciclette più rappresentative, ma rispetto al passato qui le differenze da argomentare sono due. La prima si riferisce al nuovo progetto di personalizzazione e non tratta edizioni limitate. La seconda differenza accosta in modo ufficiale la bici all’arte.

La collezione Fabrio si basa su tre livree cromatiche differenti e combina pigmenti speciali, decalcomanie iridescenti che cambiano colore in base alla luce. Rispetto alla colorazione classica, ha un sovrapprezzo di 500 euro.

Le bici Canyon Aeroad CFR con colorazioni Mano (sono quattro) sono tutte dipinte a mano, fattore che comporta delle leggere differenze tra ogni bicicletta. Mano ha un sovrapprezzo di 700 euro.

Ogni bici è verniciata e assemblata al momento dell’ordine
Ogni bici è verniciata e assemblata al momento dell’ordine

Le colorazioni Opus invece richiedono verniciature molto complesse. Sono ispirate ad uno stile estremamente moderno e quasi interattivo, ma ognuna rispecchia anche lo stile dell’artista, Salmistraro oppure Pantone. Opus Edition ha un sovrapprezzo di 1.500 euro.

Un team dedicato a MyCanyon

Ogni verniciatura ed assemblaggio di ogni singola bicicletta ordinata con la nuova piattaforma custom made di Canyon, viene eseguita singolarmente da un pool di esperti verniciatori e meccanici. Infine, la qualità delle vernici e dei trasparenti utilizzati è di qualità elevatissima, per durare nel tempo e anche per non gravare in modo eccessivo sul peso della bici.

Dalla verniciatura al cuore della Canyon

La bicicletta può essere configurata anche nel suo cuore. Non c’è solo la verniciatura, perché un altro grande tassello che si aggiunge alla MyCanyon app è quello di poter scegliere i componenti. Resta il fatto che si tratta di un modello CFR, il medesimo fornito ai professionisti, quindi non è possibile scendere al di sotto di componentistica top di gamma.

Per quanto concerne la trasmissione la scelta è tra Shimano Dura Ace e Sram Red (è possibile scegliere la lunghezza delle pedivelle). Sono state scelte le selle di Selle Italia (SLR Boost) dove spicca anche la full carbon SLR sviluppata insieme a Dallara. Il cockpit è il Pace Bar Canyon ed è possibile scegliere la misura (lunghezza dello stem da meno 10 millimetri, fino a più 20 millimetri rispetto alla misura proposta di default), consultando anche il configuratore di taglie Canyon. E’ personalizzabile anche la scelta delle curve del manubrio, in soluzione classica, oppure con svasatura esterna.

E poi le ruote, con due scelte di valore assoluto, come DT Swis ARC 1100, oppure le Zipp 454 NSW. Le prime sono gommate con i tubeless Continental, binomio GP5000 TR e Aero 111, le seconde con i Pirelli Zero RS da 28 millimetri.

Perché la Aeroad CFR?

La Aeroad CFR rappresenta l’apice della gamma Canyon, una sorta di traguardo in termini di tecnologia, la bici aerodinamica specifica ad aver vinto su qualsiasi terreno. Vedremo nel corso delle prime classiche europee di primavera, le bici di alcuni atleti che sono stati coinvolti nei primi test di personalizzazione delle bici.

Kasia Niewiadoma, Van der Poel e Jasper Philipsen. E’ facile pensare che in futuro il progetto di personalizzazione MyCanyon verrà allargato anche ad altre biciclette top di gamma del listino, magari mtb e gravel.

Configuratore Canyon super moderno

Tornando al configuratore ed al processo di “costruzione” della propria Aeroad CFR, nulla è stato lasciato al caso, in fatto di approccio tecnologico, facilitato e divertente al tempo stesso. Ogni scelta/opzione è visualizzabile in modalità 3D da differenti angolazioni, soluzione che permette inoltre di vedere le particolarità della verniciatura. E’ stata utilizzata anche la realtà aumentata, in modo da rendere ancora “più vera” l’esperienza.

Gli aggiornamenti sono continui e riguardano anche la disponibilità, i prezzi e le loro variazioni in base alla customizzazione, oltre al permettere all’acquirente di monitorare lo stato dell’ordine effettuato. Le Canyon Aeroad CFR che escono dal processo di personalizzazione vengono consegnate in un periodo compreso tra le 6 e 12 settimane.

Canyon

Perché Van der Poel usa il vecchio casco? Proviamo a capire

07.02.2025
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WETTER (Germania) – Tecnicamente non si tratta di Abus, ma di un casco Canyon che evidentemente è prodotto da Abus. Il modello è il Gamechanger prima versione e resta il preferito ed usato da Van der Poel.

C’è un fattore tecnico, oppure è una scelta soggettiva del campione olandese? Feeling e convinzioni di Van der Poel che lo portano ad usare il vecchio modello? Abbiamo approfittato di una nostra visita al quartier generale di Abus e lo abbiamo chiesto direttamente a chi ha progettato e sviluppato il casco: il Product Manager Abus Lukas Tamajka (in apertura con i due modelli di Gamechanger).

Van der Poel con il vecchio Gamechanger, Philipsen con il 2.0
Van der Poel con il vecchio Gamechanger, Philipsen con il 2.0
Quando è stato sviluppato il Gamechanger 2.0?

Settembre 2021 ed è stato sviluppato con il contributo del Team Movistar, perché Abus è sponsor e partner tecnico, lo è in modo diretto del team spagnolo. Chiedemmo al team e ai corridori cosa volessero, di cosa avessero necessità e quali fossero le aspettative.

Quali richieste sono arrivate?

Prima di tutto l’aerodinamica, poi la ventilazione, il comfort. A questo abbiamo aggiunto noi l’aspetto della sicurezza. Sicurezza che è fondamentale per gli atleti e perché gli stessi prodotti che sono messi a disposizione dei professionisti vanno sul mercato anche per il cliente normale.

Nello sviluppo della nuova versione avete coinvolto anche il team di Van der Poel?

Non direttamente, ribadisco che tecnicamente loro usano un casco Canyon, Abus non è sponsor per quanto concerne i caschi. Però, tutti i test, prove ed analisi, dati e step di sviluppo che abbiamo presentato a loro, sono i medesimi che abbiamo fornito a Movistar. Noi siamo partner di Canyon, siamo sponsor del Team Alpecin-Deceunink solo per quanto concerne la sicurezza.

In termini di performance, al lato dell’utilizzo, meglio la nuova versione o la precedente?

La nuova, che è più efficiente in termini di numeri e ventilazione. Il vantaggio aerodinamico del Gamechanger 2.0 è tra il 2,5 e 4%, dipende dalla posizione della testa e dalle caratteristiche fisiche del corridore. Tradotto in watt, si arriva ad un risparmio massimo di 7 watt. E’ una sorta di casco posizionato tra il nostro casco da crono e il modello Airbreaker più areato.

La bocca anteriore presente sul 2.0 ha un significato particolare?

Per aumentare il potere di ventilazione della parte frontale in primis e di tutta la sezione interna. E’ stata disegnata ed integrata tenendo conto che gli occhiali sono aumentati di dimensioni nelle ultime stagioni. Quindi una superficie coperta maggiore, ha richiesto un ingresso maggiorato per l’aria.

Allora, perché Van der Poel usa il vecchio casco?

Esclusivamente e semplicemente per una questione di feeling personale. Una scelta soggettiva. Van der Poel è un atleta con un focus molto particolare e fa collimare i dati che vengono forniti, con le sue sensazioni, convinzioni da non tralasciare quando si parla di atleti di quel livello e credo anche immagine.

Una sorta di immagine migliore con la versione più anziana?

Potrebbe essere anche un fattore d’impatto visivo, non è da escludere in alcun modo.

Avete provato a personalizzare il 2.0 in modo specifico per Van der Poel?

Certo, con tre soluzioni differenti pur mantenendo il DNA di Gamechanger 2.0. Lui è rimasto con le sue convinzioni e sulle scelte iniziali. La versione da lui usata resta ad oggi uno dei caschi aero con performance tra le migliori.

Canyon con Canopy per un imballaggio sempre più sostenibile

06.02.2025
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Nei giorni scorsi Canyon ha ufficializzato la propria collaborazione con l’organizzazione ambientale no-profit Canopy attraverso l’iniziativa Pack4Good. Oggetto della collaborazione la messa in pratica di procedure responsabili verso l’ambiente nella fase di imballaggio delle biciclette.

Conosciamo Canopy

Prima di entrare nel dettaglio di questa collaborazione è opportuno fare un passo indietro e presentare Canopy. Si tratta di un’organizzazione ambientale no-profit orientata alle soluzioni, impegnata a preservare le foreste, la fauna selvatica e il clima del mondo. Canopy si impegna a proteggere le foreste antiche e in via di estinzione collaborando con aziende di tutti i settori per adottare pratiche di approvvigionamento responsabili e passare a soluzioni a basso contenuto di carbonio e a basso impatto.

Canyon negli ultimi anni ha ridotto notevolmente il materiale di scarto derivante dagli imballaggi
Canyon negli ultimi anni ha ridotto notevolmente il materiale di scarto derivante dagli imballaggi

L’ambiente al centro

Utilizzando le migliori pratiche apprese dall’iniziativa Pack4Good di Canopy, Canyon ha deciso di ripensare il modo in cui vengono imballate e spedite le proprie biciclette, concentrandosi sulla riduzione dell’impatto ambientale. Il team di imballaggio di Canyon ha lavorato per ridurre i materiali utilizzati, abbassare le emissioni e diminuire i rifiuti. Solo per fare alcuni esempi, possiamo citare la riduzione delle dimensioni e degli imballaggi in carta utilizzati per le protezioni di alcune biciclette, il passaggio a lucchetti in plastica riciclata, l’aumento del contenuto di plastica riciclata e la rimozione della plastica ove possibile. Questi sforzi hanno contribuito a ottimizzare i costi senza compromettere la qualità degli stessi imballaggi. Attraverso queste misure Canyon ha calcolato un risparmio totale di 297.900 euro e circa 65.000 kg di emissioni di CO2.

Questo il report dell’iniziativa di Canyon
Questo il report dell’iniziativa di Canyon

Parola a Canyon 

Sul tema della responsabilità ambientale e sull’iniziativa Pack4Good di Canopy, Anne Bauer, Lead Packaging Engineer di Canyon, si è espressa con queste parole: «Noi di Canyon consideriamo nostra responsabilità proteggere l’ambiente e ridurre il nostro impatto sul pianeta. Nell’ambito della nostra partnership con l’iniziativa Pack4Good di Canopy abbiamo ottenuto una riduzione della quantità di imballaggi di carta che utilizziamo e abbiamo fatto un passo avanti per ridurre la pressione sul clima e sulle foreste critiche per la biodiversità. Abbiamo anche ridotto i rifiuti di imballaggio, abbassato le nostre emissioni di carbonio e stiamo utilizzando materiali provenienti da fonti certificate che proteggono anche le foreste».

Tutti questi sforzi sono in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite che prevedono l’utilizzo di pratiche di produzione più responsabili, il sostegno degli ecosistemi e della biodiversità e il contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, oltre ad essere strettamente collegati alla politica di conservazione delle foreste di Canyon, anch’essa sviluppata in collaborazione con Canopy.

Si è già stabilito un piano di eco-design riguardante gli imballaggi con obiettivi che vanno oltre il 2025
Si è già stabilito un piano di eco-design riguardante gli imballaggi con obiettivi che vanno oltre il 2025

Il pensiero di Canopy

Ecco invece una dichiarazione di Canopy sulla collaborazione con Canyon: «Sono stati fatti progressi sostanziali nell’approvvigionamento responsabile dei materiali e ora sta segnalando i propri progressi ambientali attraverso il Carbon Disclosure Project. Attraverso la partnership con Pack4Good, Canyon sta stabilendo un nuovo standard per l’imballaggio responsabile nel settore del ciclismo, dimostrando che l’innovazione può essere sia ad alte prestazioni che sostenibile».

Attualmente Canyon ha già stabilito un piano di eco-design per imballaggi con obiettivi che vanno oltre il 2025. Questi obiettivi riflettono l’impegno dell’azienda tedesca per il miglioramento continuo in tema di sostenibilità e innovazione, inclusa l’esplorazione di soluzioni di imballaggio innovative come le fibre di nuova generazione e l’aumento del contenuto riciclato.

Canyon

Una stagione da record per Canyon

27.12.2024
4 min
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Gli ultimi giorni di dicembre sono solitamente dedicati a stilare i bilanci dell’anno che si sta concludendo e ad impostare i programmi dell’anno che verrà. Guardando in casa Canyon, l’azienda tedesca non può che ritenersi molto soddisfatta per i risultati sportivi ottenuti in questa stagione. Il 2024 passerà infatti alla storia di Canyon come uno degli anni di maggior successo mai registrati. Grazie a campioni del calibro Mathieu Van der Poel, Jasper Philipsen, Kasia Niewiadoma, Chloé Dygert, Puck Pieterse, Laura Phillip e Patrick Lange, solo per citare i più famosi, sono arrivati 17 titoli mondiali UCI, 2 campionati del mondo Ironman, una vittoria in un grande giro e un oro olimpico. A questi titoli prestigiosi vanno ad aggiungersi oltre 180 vittorie tra strada, cronometro, pista, gravel, cross-country, enduro e downhill.

In sella alla sua Canyon Gravel CFR Mathieu Van Der Poel è diventato campione del mondo in Belgio lo scorso ottobre
In sella alla sua Canyon Gravel CFR Mathieu Van Der Poel è diventato campione del mondo in Belgio lo scorso ottobre

Da Mathieu a Kasia

Il vero mattatore della stagione è stato senza dubbio Mathieu Van de Poel. L’asso olandese ha saputo conquistare la maglia di campione del mondo nel ciclocross e nel gravel. Due successi arrivati rispettivamente sui modelli Inflite CFR e Gravel CFR. Non vanno poi dimenticati i successi alla Parigi-Roubaix e al Fiandre ottenuti in sella alla Aeroad CFR

Un’altra stella nella stagione di Canyon è stata sicuramente Kasia Niewiadoma con la sua vittoria al Tour de France Femmes avec Zwift, ottenuta con la sua Canyon Aeroad CFR.

Uno dei successi più importanti per Canyon è arrivato dal ciclismo femminile con la vittoria del Tour de France da parte di Kasia Niewadona
Uno dei successi più importanti per Canyon è arrivato dal ciclismo femminile con la vittoria del Tour de France da parte di Kasia Niewadona

Padroni della pista

Non sono mancati anche i successi in pista. Chloé Dygert, Jennifer Valente, Lily Williams e Kristen Faulkner del Team USA hanno portato a casa l’oro olimpico nell’inseguimento a squadre femminile. Tobias Aagaard Hansen, Carl-Frederik Bevort, Niklas Larsen e Frederik Rodenberg Madsen della Danimarca hanno vinto i titoli di campione del mondo nell’inseguimento a squadre, nel madison, nella gara a punti e a eliminazione. Tutti questi risultati sono stati ottenuti grazie al supporto della Speedmax Track CFR di Canyon.

Nel mondo del triathlon, Laura Philipp ha vinto il campionato mondiale Ironman femminile a Nizza. Ai campionati mondiali Ironman maschili a Kona, Patrick Lange ha conquistato il suo terzo titolo mondiale. Ad accompagnarli nei loro trionfi mondiali la Speedmax CFR.

Il modello Speedmax Track CFR è stato protagonista alle Olimpiadi di Parigi 2024
Il modello Speedmax Track CFR è stato protagonista alle Olimpiadi di Parigi 2024

Pieterse…e non solo

Il futuro di Canyon è sicuramente in buone mani quando si pensa alla poliedrica Puck Pieterse, capace di ottenere vittorie su strada, nel ciclocross e nella mountain bike, queste ultime ottenute sulla Lux World Cup CFR.

La Pieterse non è la sola promettente stella in casa Canyon. Accanto a lei troviamo altri giovani ciclisti che nel 2025 faranno sicuramente parlare di sé. Ci riferiamo a Zoe Bäckstedt, Tibor Del Grosso, Ivan Romeo, Antonia Niedermaier e Cat Ferguson, tutti campioni del mondo nel 2024 fra under 23 e junior.

La giovane olandese Puck Pieterse, infine, è stata capace di vincere sia su strada che fuoristrada
La giovane olandese Puck Pieterse, infine, è stata capace di vincere sia su strada che fuoristrada

Sempre vicino ai professionisti 

Fin dalla sua nascita avvenuta nel 2002, Canyon ha visto il mondo del professionismo come parte integrante della sua storia. Nel corso degli anni dai professionisti che hanno corso su bici Canyon sono infatti arrivate innumerevoli informazioni per il reparto di ricerca e sviluppo dell’azienda tedesca. 

Andreas Walzer, Pro Sports Director di Canyon, ha così commentato lo straordinario 2024 a livello di successi ottenuto dalla sua azienda: «Il 2024 passerà alla storia come un anno in cui le nostre affermate stelle dello sport hanno dimostrato ancora una volta perché sono le migliori al mondo. Siamo incredibilmente orgogliosi di lavorare in partnership con alcuni dei migliori ciclisti della loro generazione. Le preziose intuizioni che ci danno consentono a Canyon di creare nuove innovazioni che possono spingere i confini di ciò che è possibile nel ciclismo professionistico, alcune delle quali portano direttamente alle nuove bici che vedrete nel 2025».

Canyon

CFR Road e Aero ecco i nuovi caschi Canyon

14.08.2024
5 min
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CALPE (Spagna) – Dopo le calzature, Canyon entra di petto anche nel segmento dei caschi. I prodotti sono due ed entrambi della famiglia CFR, quindi si parla di alta gamma. Canyon CFR Road, più tradizionale e CFR Aero con un impatto aero che non è nascosto.

I caschi Canyon sono i primi ad integrare la tecnologia HighBar. Si tratta di un innovativo sistema rigido/semi rigido che sostituisce le fibbie tradizionali. Così come per le scarpe, anche per i caschi c’è la collaborazione di Eric Horton, leader nella progettazione di prodotti nel settore del ciclismo e degli sport d’azione, e anche di Swiss Side. Entriamo nel dettaglio.

Canyon e Swiss Side per i caschi

«Siamo partiti subito con il progetto CFR – racconta Horton – un acronimo che identifica il top di gamma di Canyon. Questo fa capire anche il posizionamento di una serie di prodotti che, seppur nuovi vogliono essere tutt’altro che una prova. I caschi CFR sono stati sviluppati coinvolgendo anche Swiss Side e il sistema HighBar ha dimostrato un’efficienza superiore alle classiche fibbie.

«Si parla di un’aerodinamica migliore che permette di risparmiare 7 watt a 40 chilometri orari di media. Se traduciamo questi watt in secondi metri, significa risparmiare 36 secondi e circa 500 metri. Non è poco. Efficienza significa anche una migliore termoregolazione, perché si riesce a contenere l’aumento della temperatura, risparmiando 4,8°C».

Eric Horton, leader nella progettazione di prodotti nel settore del ciclismo e degli sport d’azione
Eric Horton, leader nella progettazione di prodotti nel ciclismo e negli sport d’azione

Come sono fatti i caschi

Perché una fibbia rigida? Non si tratta esclusivamente di proporre qualcosa di diverso, anche se è giusto considerare che i caschi CFR di Canyon sono i primi ad usare questa soluzione. Tutto si sviluppa attorno ad HighBar che non fa pardere nulla in fatto di sicurezza ed è più efficiente del 50% rispetto ad una fibbia morbida, anche in termini di stabilità complessiva del casco. I due supporti più alti sono ancorati direttamente all’interno del mold del casco e sono una struttura composita rigida.

La parte inferiore è una sorta di gomma più morbida che ruota su due asole e si adatta alle forme del viso con un rotore. La parte rigida è staccata dalla pelle e dalle orecchie (soluzione che permette una ventilazione e freschezza inaspettate), quella più morbida a contatto con la cute è quasi impercettibile. Non si bagna, non si sporca, non assorbe nulla e non subisce l’azione del sudore. Nel complesso vengono azzerati tutti gli sfarfallamenti delle comuni fibbie e anche i rumori creati dal vento.

La versione Road è quella con maggiori feritoie e nella parte posteriore ha un’asola dove è possibile montare un led magnetico che aumenta la visibilità. La versione CFR Aero è quella che si spinge verso concetti aerodinamici estremizzati, calottata nella sezione superiore e più allungata verso il retro. Entrambi i caschi hanno la gabbia posteriore regolabile anche in altezza, con HighBar che si sviluppa con lo stesso design e concetto.

Feeling in fase di regolazione

Quando viene indossato il casco con HighBar, è necessario trovare il giusto grado di fitting con la regolazione posteriore, quella che serve per stabilizzare il casco. Solo in seguito si può abbassare il sistema anteriore HighBar. Il rotore è facilmente aggiustabile anche durante l’attività. Entrambi i caschi adottano la soluzione Mips Air Node, integrato grazie alle imbottiture.

Canyon

Canyon va a canestro con LeBron James

23.07.2024
3 min
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Sono passati esattamente due anni da quando vi avevamo raccontato dell’investimento azionario in Canyon effettuato da LRMR Ventures, il gruppo imprenditoriale dell’icona mondiale del basket LeBron James. La partnership iniziata nel 2022 ora si arricchisce di un ulteriore capitolo che merita assolutamente di essere raccontato. Al centro del nuovo progetto il desiderio da parte dello stesso LeBron e di Canyon di ispirare milioni di potenziali ciclisti in tutto il mondo a capire quanto una bicicletta possa cambiare la loro vita. 

La partnership di LeBron James con Canyon è iniziata nel 2022
La partnership di LeBron James con Canyon è iniziata nel 2022

L’importanza della bicicletta

LeBron James ha avuto più volte modo di sottolineare il ruolo che la bicicletta ha avuto nell’aiutarlo a diventare uno degli atleti più conosciuti al mondo. Il suo viaggio in bici è iniziato quando era ancora un bambino ad Akron, in Ohio. Oggi il fuoriclasse dell’NBA rimane un sostenitore del ruolo che può svolgere la bicicletta nel processo di crescita di un bambino e della libertà, mobilità e accessibilità che questa è in grado di offrire. 

«Andare in bicicletta – ha dichiarato LeBron – è sempre stata una parte importante della mia vita. Quando sono cresciuto, è stato il modo in cui mi sono spostato, dalle passeggiate con gli amici in città agli allenamenti e a qualsiasi altro luogo in cui dovevo essere. Mi ha dato la libertà non solo di raggiungere i luoghi, ma anche di accedere a cose che altrimenti sarebbero state fuori portata. Ancora oggi, andare in bicicletta mi fa sentire di nuovo un bambino. Non c’è niente di meglio che sentire l’aria sul viso e la libertà di pedalare”.

Ecco il videoclip

Il primo step della nuova partnership fra LeBron James e Canyon è rappresentato da un videoclip che vede lo stesso LeBron nel ruolo di protagonista. Accanto a lui Olivia Silva, promessa della mountain bike, ma anche Mathieu van der Poel, Fabio Wibmer e Samantha Soriano, fenomeni del freeride, il ciclista di dirt e gravel Andrew Jackson, la ciclista di Canyon // Sram Generation Diane Ingabire. Grazie al loro impegno, tutti questi atleti in sella alla loro Canyon vogliono incoraggiare le persone a credere nella propria forza e nel proprio potenziale, alimentando la resilienza e il desiderio di riuscire. Il fine che li accomuna è ispirare le persone di tutto il mondo, a partire dalla stessa OliviaSilva, a sperimentare in prima persona il potere che ha in sé la bicicletta come strumento di libertà. Tutto ciò è ben riassunto nel claim “Find Your Freedom”.

Tra gli atleti coinvolti c’è Samantha Soriano, fenomeno del freeride
Tra gli atleti coinvolti c’è Samantha Soriano, fenomeno del freeride

Le biciclette come premio

La partnership fra Canyon è LeBron James vede l’azienda tedesca fornire un supporto concreto al programma “I PROMISE” della LeBron James Family Foundation. La Fondazione riconosce da tempo il potere delle biciclette e la mobilità, l’accessibilità e la forma fisica che questo straordinario mezzo meccanico può offrire ai giovani ed in particolare agli studenti di Akron, la città natale di LeBron. Dall’inizio del programma “I PROMISE” avvenuto nel 2011, la LeBron James Family Foundation ha fornito a ogni studente una bicicletta nuova di zecca come parte della sua promessa di lavorare sodo, finire la scuola e vivere uno stile di vita attivo e sano. Canyon donerà le sue biciclette Grand Canyon Young Hero alla classe di studenti I PROMISE al termine dell’attuale anno accademico, come parte della filosofia della Fondazione riassunta nello slogan “earned, not given”. 

Chiudiamo con le parole di  Nicolas de Ros Wallace, CEO di Canyon: «Crediamo nel potere di trasformazione delle biciclette. Questa collaborazione con LeBron celebra la libertà che le biciclette offrono e il potere di ispirare una nuova generazione di ciclisti. E chi meglio di una delle star sportive di maggior successo di tutti i tempi, insieme ad alcuni dei più talentuosi ciclisti professionisti del mondo, può trasmettere questo messaggio?».

Canyon