Bianchi e omnia X Type

Nasce la nuova divisione Bianchi Francia…e non solo

04.02.2021
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Non soltanto competizioni di alto livello: Bianchi non smette di investire su se stessa, sia da un punto di vista della qualità della propria offerta verso l’utente finale sia nel modo di organizzare al meglio la rete di vendita.

Rafforzamento manageriale

E’ di questi giorni la nascita di una divisione Bianchi Francia alla cui guida è stato nominato Christophe Soenen. Dopo una carriera di successo come direttore generale sempre nel settore ciclo, Soenen porta con sé un autorevole bagaglio di conoscenze sul piano manageriale e commerciale. Con il suo arrivo, Bianchi rafforza il suo team internazionale di manager, nella prospettiva di supportare l’azienda nelle prossime sfide imprenditoriali.
«La scelta di creare una nuova divisione Francia è figlia degli importanti sviluppi che Bianchi ha vissuto negli ultimi anni. E in considerazione dei piani di crescita presenti e futuri – spiega Fabrizio Scalzotto, Amministratore Delegato di Bianchi – auguriamo a monsieur Soenen grandi successi per il suo futuro con noi».

Christophe Soenen dirigente Bianchi Francia
Christophe Soenen guiderà Bianchi Francia
Christophe Soenen dirigente Bianchi Francia
Christophe Soenen guiderà la divisione Bianchi Francia

Rivoluzione elettrica

La nascita della divisione francese non è la sola novità che ha visto come protagonista negli ultimi giorni l’azienda di Treviglio.
Recentemente è stata presentata E-Omnia, una piattaforma di e-bike in grado di soddisfare al meglio le esigenze di ogni ciclista. Verrà fornita ad ogni tipologia di utente la possibilità di creare personalmente l’e-bike dei propri sogni in grado di rispondere ad ogni tipo di necessità.
Il progetto E-Omnia è un ulteriore passo nella rivoluzione nel mondo e-bike operato da Bianchi a partire dal progetto E-Suv, il modello di riferimento della casa di Treviglio in tema di pedalata assistita.

Per tutti i ciclisti

Nelle intenzioni del management del marchio italiano esiste una E-Omnia per ogni tipo di ciclista, basta soltanto scegliere come crearla. Le tipologie base sono le seguenti: C-Type con il suo look elegante e stiloso è pensata per gli spostamenti quotidiani;T-Type concepita per essere versatile e soddisfare le esigenze dei cicloturisti del fine settimana e dei city riders; X-Type (nella foto di apertura) dedicata a chi ama il divertimento e la sfida sui sentieri off-road.

Nico Rosberg su Bianchi E-Omnia
Nico Rosberg, ex pilota di Formula 1, testimonial E-Omnia
Nico Rosberg su Bianchi E-Omnia
Nico Rosberg, ex pilota di Formula 1, testimonial progetto E-Omnia

Configuratore 3D Bianchi

E’ stato inoltre sviluppato un configuratore online 3D. Questo permetterà a ciascun utente, partendo dai modelli base, di creare la propria personale e-bike in grado di soddisfare in pieno le proprie aspettative. Le variabili tra le quali muoversi sono davvero infinite. Sarà possibile scegliere tutte le caratteristiche della propria e-bike. Dalla trasmissione a catena o a cinghia all’opzione ABS, dalla predisposizione per le borse fino all’aggiunta del cavalletto o del portapacchi, oltre alle diverse colorazioni della Signature Collection.

bianchi.com/it/e-omnia/

bianchi.com

Van Aert Bianchi Zolder Pro

La Zolder Pro “mascherata” di Van Aert

04.01.2021
3 min
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Siamo in piena stagione di ciclocross e il mondiale si avvicina, con i due fenomeni della disciplina che continuano a suonarsele di santa ragione. Come ormai tutti sanno la Jumbo-Visma di Wout Van Aert ha cambiato biciclette passando da Bianchi a Cervélo. Ma siccome il marchio canadese non ha in gamma una bici da ciclocross, Van Aert continuerà la stagione con la sua nuova Bianchi Zolder Pro verniciata con i colori della Jumbo Visma (foto di apertura).

Configurazione unica

Recentemente Bianchi ha rimodellato la Zolder Pro seguendo anche i consigli che gli sono arrivati da Van Aert. Diciamo subito che il tre volte campione del mondo di ciclocross usa la Zolder Pro in una configurazione che non è disponibile sul mercato. Per noi comuni mortali amatori la Zolder Pro è disponibile con il gruppo Shimano GRX 600, ruote Vision Team 30 con pneumatici Vittoria e manubrio, attacco e reggisella firmati da Reparto Corse di Bianchi nella colorazione Celeste. Bianchi propone anche il solo kit telaio, oltre che Celeste, anche nella colorazione Nero Purple/Rainbow.

Wout Van Aert in azione a piedi con la Zolder Pro
Wout Van Aert in azione in un tratto a piedi con la Zolder Pro

La configurazione creata per Van Aert vede l’utilizzo dello Shimano Dura Ace Di2 come gruppo. Il campione belga usa spesso la combinazione 39-46 all’anteriore con un pacco pignoni 11-28. Van Aert è uno dei pochi che continua ad usare la doppia corona anteriore, come ci aveva fatto notare Enrico Franzoi in una intervista qualche tempo fa. Per quanto riguarda la misura delle pedivelle, Van Aert usa quelle da 172,5 millimetri: anche qui una conferma delle ultime tendenze tecniche del mondo professionistico, con pedivelle più corte rispetto ad alcune stagioni addietro. Per quanto riguarda i pedali vengono montati degli Shimano XTR di nuova generazione leggermente più sottili.

Manubrio integrato

A livello di manubrio la Zolder Pro di Van Aert monta il Vision Metron 6D. Anche il reggisella in carbonio è firmato Vision, mentre la sella è una Fizik Antares R1 con carro in carbonio. Passando alle ruote, ritroviamo Shimano con le C40 in carbonio sulle quali vengono montati dei tubolari Dugast da 33 millimetri di larghezza.

Van Aert in discesa in un tratto fangoso
Van Aert all’opera in discesa in un tratto fangoso

Nuovo carro

Come dicevamo all’inizio Bianchi ha rimodellato la Zolder Pro, migliorando alcuni aspetti. Partiamo dal carro posteriore che ora vede i foderi ribassati per una maggiore reattività e allo stesso tempo un comfort migliore. Inoltre, è stato rimosso il ponte fra i due foderi verticali. Questa scelta è stata fatta per migliorare l’eliminazione del fango, un aspetto fondamentale nel ciclocross.

Il movimento centrale è stato alzato per migliorare la distanza delle pedivelle da terra. In questo modo si ha un migliore scorrimento nei tratti tortuosi o con ostacoli sul terreno. Sempre generosa la misura del movimento centrale che rimane un Press Fit BB86.
Pochi ma significativi, i cambiamenti della forcella, che ora risulta più squadrata nella parte interna. Soluzione che permette di montare gomme fino a 40 millimetri di larghezza e di far passare meglio il fango.

Un ultimo aspetto che è stato proprio richiesto da Van Aert è il posizionamento del secondo portaborraccia. Questo è stato ribassato per permettere una più facile presa in spalla della bicicletta. Un dettaglio che però può fare la differenza in gara.

Stabile e performante

Per quanto riguarda le geometrie, la Zolder Pro presenta delle misure tipiche delle bici da ciclocross votate alle competizioni, con dei foderi posteriori bassi da 42,5 centimetri, un angolo sterzo abbastanza aperto e un angolo sella aggressivo per migliorare la spinta della pedalata sui terreni accidentati classici del ciclocross.

Lunghezza tubo sella (cm)Lunghezza tubo orizzontale (cm)Angolo sterzoAngolo sellaLunghezza foderi posteriori (cm)Altezza tubo sterzo (cm)
485170,5°75,5°42,510
5052,570,5°75°42,511,5
5253,571°74,5°42,512,5
5454,571,5°74°42,513,5
565672°73,5°42,514,5
5857,572,5°73°42,516
Le geometrie della Bianchi Zolder Pro

Il risultato è una bicicletta che favorisce la guidabilità e la stabilità ma con un’impostazione di pedalata votata alla ricerca della performance.

Vincenzo Nibali, Brent Copeland, vigilia Sanremo 2019

Il viaggio di Copeland dal Bahrain all’Australia

15.12.2020
5 min
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Brent Copeland era arrivato alla Bahrain-Merida alla nascita del team. Faceva parte della struttura voluta da Alex Carera per supportare Nibali. Le cose in un modo o nell’altro filavano bene, ma quando Vincenzo ha deciso di andarsene, il sudafricano ha visto arrivare in squadra un manager che non aveva bisogno di troppe presentazioni, avendo fatto la fortuna del Team Sky: Rod Ellingworth. Poco prima Merida era stata sostituita da McLaren e la ventata britannica ha iniziato a portare qualche cambiamento. Ellingworth è diventato il capo, mentre Copeland è stato assegnato ad altro incarico. Così, quando davanti gli si è aperta la porta di GreenEDGE Cycling, società cui fa capo la Mitchelton-Scott, non ci ha pensato due volte.

«E’ successo che Gerry Ryan, proprietario della squadra – spiega – ha deciso di lasciare andare Shayne Bannan e Alvaro Crespi, per dettagli che non ho capito, ma che potrebbero essere legati alla sponsorizzazione di Fundacion Manuela. Comunque, Gerry ha deciso di continuare per altri due anni, almeno fino ai mondiali di Sydney del 2022 e Shayne, che sta lavorando ancora con me per la transizione, gli ha fatto il mio nome. Avevo bisogno di una proposta così, per cui sono andato dal Bahrain e ho chiesto la risoluzione del contratto. Loro molto gentilmente l’hanno concessa. E dal primo luglio ho iniziato a lavorare con il gruppo australiano».

Rod Ellingworth, Tour de France 2020
Rod Ellingworth ha prima rifondato il Team Bahrain-McLaren poi lo ha lasciato
Rod Ellingworth, Tour de France 2020
Ellingworth ha lasciato la Bahrain-McLaren
Peccato però che con un gesto a sorpresa Ellingworth se ne sia andato a sua volta…

Quando sei abituato alle possibilità economiche di Sky, con la parola NO che non esiste perché hai i soldi per farla sparire, è difficile adattarti a un budget limitato e molto inferiore. Capisco la sua difficoltà, ma capisco anche che si dovrebbe lavorare facendo affidamento su quello che si ha. Quella era una squadra di sistema italiano, creata con Vincenzo. McLaren ha portato la cultura britannica che ha scombussolato tante cose. Poi anche McLaren è andata via.

Come si chiamerà l’attuale Mitchelton?

Arriverà un altro nome, di una delle aziende del grande capo. Lo annunceremo a breve, non posso dirlo. Per ora preferiamo tenere il nome GreenEDGE Cycling che è la società di gestione. Per il resto, ci saranno alcuni cambiamenti, a partire dalle biciclette Bianchi. Questa squadra non aveva mai lasciato le Scott, la svolta verso l’italianità è perché credo che qui ci sia la qualità migliore. Ad eccezione dei caschi Giro e qualcos’altro, avremo quasi solo sponsor italiani. Vision. Fizik. Giordana.

Michael Matthews, Plouay 2020
Matthews ha corso con il team australiano dal 2013 al 2016 e ora torna per due stagioni
Michael Matthews, Plouay 2020
Per Matthews due anni di contratto
Qualche corridore è andato, tanti sono rimasti…

E qualcuno è arrivato. Con la situazione difficile e il taglio degli stipendi durante il lockdown, Gerry ha voluto offrire un contratto a tutti quelli che erano in scadenza. Alcuni sono andati via lo stesso, come Jack Haig che era stato voluto al Bahrain proprio da Rod. Poi Adam Yates che è andato da Ineos. E Affini che ha firmato con Jumbo Visma. I progetti restano gli stessi, solo che con la partenza di Adam, non avremo più il doppio capitano per i Giri. Simon Yates è ancora con noi, mentre Chaves è ancora un gradino sotto. Vogliamo recuperarlo, ma nel 2020 ha sofferto e ad ora è difficile immaginarlo lottare per un podio.

E’ tornato Matthews, bel colpo…

La partenza di Yates aveva liberato un po’ di budget e Michael è stato contento di tornare, convinto anche dal progetto. Può vincere l’Amstel e la Liegi, al mondiale gli è mancato poco per restare con i migliori. Bisogna anche ringraziare la Sunweb che lo ha liberato prima. E poi ci sono parecchi giovani interessanti, che secondo noi possono fare molto bene.

Ti faccio un nome, perché da era U23 era il gemellino di Hindley: Lucas Hamilton.

Lui deve fare un grosso passo avanti, perché vale quanto Hindley. Sono convinto che se la squadra non fosse andata via dal Giro, avrebbe fatto una bella corsa anche lui. E sempre tra i giovani, occhio a Robert Stannard. Va forte dovunque, gli va trovata una dimensione.

Kevin Colleoni, Giovanni Aleotti, Aprica, Giro d'Italia U23 2020
Kevin Colleoni, qui alla fine del Giro U23 con Aleotti, ricorda a Copeland il primo Nibali
Kevin Colleoni, Giovanni Aleotti, Aprica, Giro d'Italia U23 2020
Colleoni, qui ad Aprica con Aleotti, è molto atteso
E allora un altro nome: Kevin Colleoni.

Un ragazzo molto educato e rispettoso, che viene da una famiglia di ciclisti, quindi è cresciuto ascoltando le parole giuste. Fisico perfetto per quello che cerchiamo. Per me somiglia molto a Vincenzo (Nibali, ndr), forse un po’ più alto. Se lo facciamo crescere bene, può andare molto lontano.

Il team dei tecnici resta lo stesso?

Con due innesti. Uno è Marco Pinotti, un patrimonio importantissimo per la squadra su fronte dei materiali e delle crono. Poi ci sarà anche l’allenatore di Matthews, che seguirà anche la squadra donne, dato che finora non avevano un allenatore tutto per loro.

Ti occuperai anche delle ragazze?

Certo, anche se non ne sapevo niente. Sono organizzate molto bene e con ragazze come Annemiek Van Vleuten, Amanda Spratt e Grace Brown che è stata seconda alla Liegi, abbiamo nomi per fare bene. Il loro medico, ma anche degli uomini quando servirà, sarà Carlo Guardascione che mi ha seguito dal Bahrain.

Copeland, comincerete dall’Australia?

Bè, mi sembra il minimo… Ad Adelaide ci sarà un festival del ciclismo che per quest’anno rimpiazzerà il Tour Down Under e là manderemo gli australiani che sono già a casa. Ne abbiamo a sufficienza. Gli altri faranno un ritiro di due settimane a Valencia per gennaio. Troveremo un hotel comune per uomini e donne e creeremo una sola, grande bolla per 70 persone. E poi si comincerà a correre fra Mallorca e la Valenciana e spero lo Uae Tour.

Lucas Hamilton, Tao Geoghegan Hart, Roccaraso, Giro d'Italia 2020
Lucas Hamilton, qui verso Roccaraso con Geoghegan Hart, può crescere tanto
Lucas Hamilton, Tao Geoghegan Hart, Roccaraso, Giro d'Italia 2020
Hamilton, qui con Geoghega Hart, atteso al salto di qualità
A guardare i nomi, pensi di cambiare qualcosa anche sul fronte marketing?

E’ venuto con noi Matteo Vitello, che si occuperà di marketing e comunicazione. E’ stato per 12 anni in MotoGp, fra Ducati e Yamaha. E’ un grande appassionato di bici e secondo me, portando dentro qualcuno con una visione diversa, forse riusciremo a far cambiare direzione alla squadra. Negli anni ci sono state vittorie e una buona visibilità, ma a parte Orica non c’è mai stato un grosso sponsor.

Pensi di fare la rivoluzione?

Questa squadra ha una cultura molto speciale creata da Shayne Bannan. Ma dopo 8 anni qualcosa può essere migliorata. Non si tratta di cambiare tutto, ma mi sembra perfettamente normale che se entri in una casa, provi a metterci i tuoi quadri per sentirla un po’ più tua…

Bianchi Specialissima 2021, GreenEdge

Ecco le nuove Bianchi per il team GreenEdge

12.12.2020
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Un nuovo approccio grafico ed un profondo rinnovamento nelle colorazioni segnano l’inizio della nuova partnership fra Bianchi e GreenEDGE Cycling per la stagione 2021.

Pur conservando l’eleganza dello stile italiano che contraddistingue la storia del brand, Bianchi ha infatti deciso di optare per una svolta estetica che nelle intenzioni dell’azienda di Treviglio renderà le biciclette del team ancora più visibili e riconoscibili in gruppo.

Fra tradizione e innovazione

All’iconico colore celeste che rappresenta la tradizione Bianchi, si affianca una nuova tonalità turchese in grado di conferire un tocco di modernità. Il nero del carbonio rappresenta simbolicamente l’approccio dell’azienda verso l’innovazione e la continua ricerca dei vantaggi marginali. Il risultato è un design dinamico, con un taglio diagonale di colori che risalta lungo l’intero telaio.

Claudio Masnata – Bianchi Marketing and Communication Manager – ha voluto sottolineare che «le nuove grafiche sono il risultato della stretta collaborazione fra Bianchi e GreenEDGE Cycling, con il preciso intento di creare un’immagine coordinata ed un look integrato tra l’atleta e la sua bicicletta».

Darach McQuaid – Chairman GreenEDGE Cycling – ha aggiunto che «per GreenEDGE Cycling il 2021 rappresenta una nuova era, un nuovo inizio, e correre con un brand iconico come Bianchi sarà un grande onore. Negli ultimi nove anni abbiamo ottenuto incredibili risultati nell’UCI WorldTour. Bianchi porterà all’interno della squadra l’unicità del loro stile italiano e tecnologie innovative, insieme alla voglia di conquistare nuovi grandi successi. Abbiamo lavorato duramente in questi ultimi mesi per creare il miglior team, con i migliori atleti e staff, e non vediamo l’ora che questa nuova avventura insieme a Bianchi abbia inizio».

Bianchi Oltre XR Disc 2021
A disposizione del team anche la Bianchi Oltre XR Disc 2021
Bianchi Oltre XR Disc 2021
Anche la Bianchi Oltre XR Disc 2021

Tre gioielli per Yates e compagni

Simon Yates, Michael Matthews, Amanda Spratt e tutto il team avranno a disposizione i seguenti modelli, per strada e cronometro.

Specialissima disc: la nuovissima all-rounder Bianchi ad alte prestazioni, in grado di primeggiare in ogni situazione di gara, in particolare nelle gare a tappe. I 750 gr del telaio con freni a disco esaltano le doti dei migliori scalatori.

Oltre XR4 disc: il modello aero racing per eccellenza di Bianchi, in grado di combinare rigidità e perfetta guidabilità. Progettata utilizzando la tecnologia Computational Fluid Dynamics, ogni dettaglio di Oltre XR4 con freni a disco è testato e ottimizzato in galleria del vento. E’ la bici ideale per gli sprint, le fughe e i percorsi collinari.

Aquila: il modello da cronometro di Bianchi che tutto il mondo del WorldTour ha imparato a conoscere grazie a costanti prestazioni al vertice. Un telaio estremamente aerodinamico e completamente integrato, dotato di una struttura leggera per garantire una marcia in più anche quando la strada sale. Controllo ed efficienza senza eguali nelle prove contro il tempo.

Le bici saranno equipaggiate con gruppo Shimano Durace Di2 disc, ruote Shimano C40 – C60 disc, attacco/manubrio Reparto Corse by Vision/Fsa cockpit, coperture Pirelli P Zero e selle Fi’zi:k.

Ricordiamo che Bianchi è stato il primo brand ciclistico a creare una divisione dedicata alle competizioni, il Reparto Corse, un nome legato ai più grandi successi agonistici fin dai tempi di Fausto Coppi.

bianchi.com/it

Italian Bike Festival 2020

Ancma: record italiani fra vendite e vittorie

30.11.2020
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Come ben sappiamo, la stagione 2020 si è chiusa, da un punto di vista prettamente agonistico, con un exploit davvero eccezionale colto da tre bike brand italiani. Colnago ha conquistato il Tour con Pogacar. Pinarello ha vestito la maglia rosa con Tao Geoghegan Hart. E Bianchi ha guidato Roglic a Madrid per il suo personale bis alla Vuelta di Spagna.

L’anno dei record

Ma quest’anno avvia a chiudersi anche con un altro importante record commerciale per il nostro Paese. Riprendendo i contenuti di un interessantissimo approfondimento a firma Claudia Vianino, e pubblicato recentemente sull’autorevole Bike Europe, il 2020 rappresenterà un traguardo top per l’industria della bicicletta italiana e per l’economia della bicicletta tricolore più in generale. La pandemia Covid-19 in prima battuta, ma senza ombra di dubbio anche il grande vantaggio rappresentato dall’introduzione del bonus mobilità da parte del Governo, hanno difatti conferito una forte spinta al mercato ed i risultati positivi iniziano ad essere più che una semplice stima.

logo Ancma
Ancma fa parte di Confindustria e unisce i produttori di moto e biciclette
logo Ancma
Ancma unisce i produttori di moto e bici

Balzo del 20%

Stando a quanto riportato da Claudia Vianino su Bike Europe, il boom delle vendite di biciclette in Italia è stato così forte che Confindustria ANCMA stima una crescita di oltre il 20% rispetto ai dati del 2019. La stessa associazione di categoria prevede inoltre che entro la fine del 2020 il nostro paese supererà i 2 milioni di biciclette vendute (nel 2019 sono state vendute 1.713.000 unità). Un incremento importante principalmente tra giugno e novembre. 

La maggior parte del merito di questo vero e proprio boom di biciclette vendute va senza dubbio attribuito, come accennato in precedenza, al “bonus mobilità” assegnato dal Ministero dell’Ambiente. Ma non solo. Da quando la pandemia ha incominciato ad influenzare la quotidianità degli italiani, questi hanno iniziato ad adottare un approccio più sostenibile ed una diversa consapevolezza dell’utilizzo della bicicletta, inducendo a pensare che probabilmente gli italiani stessi stanno cambiando le proprie abitudini ripensando alla bici sia come ottimale strumento di benessere sportivo quanto come mezzo di trasporto.

Piero Nigrelli, settore ciclo Ancma
Piero Nigrelli, direttore del comparto bicicletta di Ancma
Piero Nigrelli, settore ciclo Ancma
Nigrelli, direttore del comparto bici di Ancma

«C’è molto entusiasmo nell’industria italiana in questo momento, ma anche molta cautela – ha dichiarato a Bike Europe Piero Nigrelli, il direttore del comparto bicicletta di Confindustria ANCMA – e noi stiamo già lavorando ad altre tipologie di incentivi per il futuro finalizzati ad aumentare la mobilità in bicicletta nelle città. Il cambio di atteggiamento degli italiani nei confronti dell’uso della bici e il proliferare di piste ciclabili nelle principali città del nostro Paese fanno sperare che questa tendenza non si inverta».

www.ancma.it

Bianchi Specialissima 2021

Da Scott a Bianchi, inizia il cambio di stagione

24.11.2020
5 min
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Nella Mitchelton-Scott è cambiato quasi tutto. E alla fine, oltre al nome e ai dirigenti, cambieranno anche le bici, che saranno Bianchi. L’annuncio è arrivato poco dopo metà ottobre in pieno Giro d’Italia. L’azienda di Treviglio ha ringraziato e salutato la Jumbo-Visma, che pochi giorni prima aveva abbandonato in massa il Giro d’Italia, prima di vincere la Vuelta. Mentre Scott ha impacchettato le sue cose per trasferirsi alla Sunweb, che a sua volta ha ceduto le Cervelo proprio alla Jumbo di Roglic. In questa girandola di nomi da Fiera dell’Est, qualcuno ha pensato a chi fisicamente ha spostato le bici da una casa all’altra?

In questo video del 2018, Alberto Chiesta descrive la Scott Addict Rc PRO di Simon Yates

Noi abbiamo parlato con Alberto Chiesa, meccanico della squadra australiana che da Scott è passata a Bianchi e che assieme ai suoi colleghi ed un furgone ha ritirato le Scott e consegnato le Bianchi.

Cambia tutto o non cambia niente, a parte il nome?

Normalmente non c’è molta differenza, se non individuare la taglia giusta. Ogni brand ha le sue misure, angoli e lunghezze, e il lavoro da fare è sistemare al meglio i corridori che rimangono, nel nostro caso quelli che avevano le Scott. Per i nuovi è diverso, perché cambiando squadra sanno anche di doversi adattare alla nuova bici. Mentalmente è differente.

Tante differenze di centimetri?

Scott, vado a memoria, fa 47-49-52-54-56-58-61. Bianchi fa 47-50-53-55-57-59-61-63. Sembra poca roba, ma quando ci sei sopra, un po’ si sente.

Partite dalle schede o partite da zero?

Partiamo da quello che abbiamo su carta e poi facciamo il meglio possibile con i vari componenti

Simon Yates 2020
Simon Yates ha vinto la Tirreno-Adriatico 2020 conquistando la tappa di Sassotetto
Simon Yates 2020
Simon Yates su Scott, primo alla Tirreno
Quando avviene questa prima fase?

Di solito si fa un pre-ritiro a fine stagione. Quest’anno si è fatto poco dopo la Vuelta, anzi ne abbiamo fatti due. Una parte in Spagna, una a Varese. Si accontentano tutti, anche se non si può dire che tutti avranno la stessa posizione dell’anno precedente.

Cambia soltanto il telaio o i componenti seguono a ruota?

Telaio, selle e attacchi, perché Scott portava con se la sua parte accessori.

Di quali bici parliamo dunque?

I più correranno con la nuova Specialissima, presentata alla fine del Giro d’Italia. Altri avranno anche l’Oltre. Gruppi Shimano Dura Ace Di2 disco, attacchi Vision di Fsa e selle Fi’zi:k ma di questi si occupa direttamente Bianchi che ha il contatto con le aziende fornitrici.

La Jumbo-Visma non usava freni a disco, però…

Esatto, mentre noi con Scott sì. Non so se Bianchi spingesse per questa soluzione e loro non volessero, queste a volte sono scelte dei team. Anche Pinarello ha le bici pronte con i dischi, ma Ineos vuole i rim-brakes.

Manubrio Vision Metron 5D
Le nuove Bianchi del team avranno manubrio Metron 5D di Vision
Manubrio Vision Metron 5D
Vision Metron 5D per le nuove Bianchi
Dal tuo punto di vista?

Capisco che un’azienda voglia sviluppare quel che sul mercato sembra tirare di più. Dal punto di vista del meccanico, il disco va bene fra gli amatori, meno per il professionista.

Come mai?

Sicuramente funziona benissimo e ormai abbiamo anche imparato a cambiare le ruote velocemente con il perno passante. Ma quando arrivi in hotel la sera, è sempre tardi. Se non ci sono problemi, la bici è perfetta. Ma se qualcosa non funziona, non finisci più. Se c’è stata una caduta e qualcosa si è storto il lavoro si complica di molto.

Mitchelton aveva già usato selle Fi’zi:k in precedenza?

Sì e questo è positivo, anche se i modelli nel frattempo sono cambiati. Per cui i nostri hanno individuato dei modelli a catalogo e abbiamo fatto la nostra richiesta, mentre loro hanno proposto di provare anche un modello nuovo che si chiama Argo. Adesso siamo nella fase in cui i corridori provano e poi scelgono.

Attacchi e manubri?
Roglic Vuelta Bianchi
Con la Vittoria della Vuelta, Roglic ha salutato il marchio Bianchi
Roglic Vuelta Bianchi
Con la Vuelta, Roglic ha salutato Bianchi

Si userà l’integrato, il Metron 5D, ma anche una combinazione di attacco più manubrio, ugualmente aero. La scelta è soggettiva, ma tante volte dipende dalle misure. Ad esempio per le ragazze, che usano manubri più stretti da 38, l’integrato non viene fatto. Va da 40 a 44.

Ci sono differenze di montaggio fra Scott e Bianchi?

Non troppe. Il nostro responsabile è stato in Bianchi e gli sono state indicate le particolarità di cui tenere conto, per cui imparato il sistema Bianchi, si procede spediti. Detto questo, facciamo questo lavoro da così tanto tempo, per cui già alle corse ci siamo informati con i colleghi che usavano Bianchi. Abbiamo chiesto e osservato. Nessuno di noi è novellino e alla fine le bici nel montaggio sono abbastanza simili fra loro.

Da quanto tempo lavori nel professionismo?

Con le squadre dal 2007, ma faccio il meccanico da 40 anni.

Nel 2020 la Jumbo-Visma ha usato per le crono (qui Roglic alla Vuelta) la Bianchi Aquila Cv
Per le crono Roglic ha usato l’Aquila Cv
Avete già messo mano anche alle bici da crono?

Stiamo cominciando. Gli atleti hanno la prima bici da strada, che a norma non potrebbero ancora utilizzare, ma sappiamo come funziona. Quelle da crono vengono subito dopo. Ci sono anche qui geometrie un po’ diverse, ma ho visto che con le misure arriviamo vicini al passato. Sono io che faccio il primo montaggio e valuto queste cose. Le prime vanno agli atleti australiani, che fra poco tornano a casa e devono fare il campionato nazionale. Agli altri più o meno arrivano tutte insieme.

Chi ha portato le Bianchi ha anche ritirato le Scott?

Esatto, abbiamo fatto tutto nello stesso viaggio. Noi da Varese siamo andati dai due italiani, Konychev e Colleoni. Poi Matthews, Stannard e Mezgec in Slovenia. E da Zeits che sta a Montecarlo.

Ci sarà una bici a parte per la Roubaix?

No, la normale bici da strada. Del resto quando vincemmo con Hayman nel 2016, aveva una bici da strada. Di sicuro parecchi anni fa con i telai su misura era diverso. Potevi personalizzare in base ai singoli corridori e ai percorsi. Partivi dalla scheda e ognuno aveva la sua bici.

Roglic Vuelta Bianchi

Roglic e Bianchi, gran bis alla Vuelta

09.11.2020
3 min
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Per il secondo anno consecutivo Primoz Roglic ha vinto la Vuelta a España pedalando su biciclette Bianchi. Il marchio italiano chiude nel migliore dei modi l’esperienza con il Team Jumbo-Visma. Un punto decisivo della vittoria di Roglic è stata la cronometro corsa in sella alla Bianchi Aquila CV.

Materiali decisivi

L’ultima Vuelta ha dimostrato ancora una volta, che il materiale con il quale competono i corridori è fondamentale per arrivare alla vittoria. Primoz Roglic in sella alla Oltre XR4 ha trovato alcuni colpi vincenti riuscendo a vincere tre tappe e a centrare numerosi piazzamenti, che gli hanno valso ben 48 secondi di abbuoni contro i 16 di Richard Carapaz. Secondi che hanno fatto la differenza ai fini della vittoria finale. Questi secondi sono stati presi da Roglic anche grazie alle caratteristiche della Oltre XR4, che garantisce ottime prestazioni in salita e allo stesso tempo grazie alle sue doti aerodinamiche permettono di sprintare anche negli arrivi veloci.

Altro momento chiave della corsa spagnola è stata la cronometro a Mirador de Ezaro, che Roglic ha vinto in sella alla sua Bianchi Aquila CV, anche se gli ultimi 1,8 chilometri li ha percorsi con la Oltre XR4 per via delle pendenze molto aspre. Lo stesso Roglic, che è molto pignolo nella messa a punto della bicicletta, descrive così la sua bici da cronometro.
«L’Aquila CV è davvero molto veloce. Funziona. Io cerco la perfezione in tutte le bici che utilizzo ed è davvero bello guidare un mezzo veloce come questo».

In questi anni Roglic ha lavorato a stretto contatto con i tecnici di Treviglio per creare la bici più veloce possibile. A dimostrazione dell’impegno del marchio italiano nel ricercare le migliori prestazioni, Francesco Baroni, Marketing and Communication presso Bianchi, ci ha svelato che «in azienda abbiamo due macchinari, di cui uno misura l’integrità e la sicurezza di ogni telaio e l’altro misura la rigidità. Noi selezioniamo quelli che hanno un indice di rigidità migliore e li forniamo al team».

Roglic sulla sua Bianchi Aquila CV durante la Vuelta
Primoz Roglic impegnato sulla sua Aquila CV
Roglic sulla sua Bianchi Aquila CV durante la Vuelta
Primoz Roglic impegnato sulla sua Aquila CV nella cronometro di Mirador de Ezaro

Comfort ok con il Bianchi CV

La Oltre XR4 e l’Aquila CV vantano entrambe il sistema Bianchi CV in grado di cancellare fino all’80% delle vibrazioni che provengono dalla strada. Questo sistema è frutto dell’utilizzo di un materiale esclusivo composito integrato nei telai e nelle forcelle in carbonio. Il vantaggio per i corridori si concretizza in un migliore controllo della bicicletta, un minore affaticamento muscolare che porta a preservare maggiormente le energie, soprattutto nei momenti chiave.

Lotta sui grammi

La ricerca e sviluppo di Bianchi per alleggerire il più possibile il peso delle biciclette ha ideato un esclusivo sistema di verniciatura che riduce in maniera importante il peso molecolare del rivestimento. Il risultato è un risparmio di 80 grammi sul peso totale della bicicletta e miglioramento del rapporto peso/potenza.

Roglic festeggia sull'arrivo della penultima tappa in sella alla Oltre XR4
L’arrivo della penultima tappa in sella alla Oltre XR4
Roglic festeggia sull'arrivo della penultima tappa in sella alla Oltre XR4
Roglic esulta sull’arrivo della penultima tappa in sella alla Oltre XR4

Nel ciclismo moderno in cui i grandi giri vengono vinti o persi per pochi secondi, la ricerca e sviluppo dei marchi che riforniscono i team, è diventata fondamentale. I famosi marginal gains sono diventati l’ago della bilancia che spostano gli equilibri a favore di uno o dell’altro corridore. Per questo motivo anche i componenti rivestono un ruolo fondamentale e anche in questo caso sono stati impiegati marchi leader di settore, come Shimano per il gruppo e le ruote, Vision per i manubri e Fizik per le selle.

Primoz Roglic, Nuances, Vuelta Espana 2020

Bagioli, un arrivo per prendere le misure

30.10.2020
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Bagioli stavolta ci ha provato. Mancavano poche centinaia di metri al traguardo di Suances, quando il valtellinese della Deceuninck-Quick Step ha visto partire Guillaume Martin e si è fiondato nella sua scia. La tappa poteva concludersi con una volata, per questo la squadra belga si era messa in testa a tirare per riprendere la fuga, con il tacito accordo che se Bennett non se la fosse sentita di fare la volata in salita, il peso della corsa sarebbe passato sulle spalle di Bagioli.

Due capitani

«La tappa – racconta Andrea – era più dura di quanto si vedesse su carta. Siamo partiti per fare la volata con Sam, che voleva riscattarsi dopo la squalifica di ieri, ma se si fosse staccato sarebbe toccata a me. E lui ha detto che non si sentiva tanto bene già a 120 chilometri dall’arrivo…».

Partenza da Castro Urdiales, si va verso le Asturie
La partenza da Castro Urdiales

Dov’è Valverde?

Sarebbe l’arrivo di Valverde, ma se quest’anno senza i soliti schemi tanto è pesato a Nibali, immaginate voi che cosa può essere stato per il murciano che ad aprile ha compiuto 40 anni. Alejandro è lì davanti, ma quando Guillaume Martin allunga e dietro di lui esplode la tappa, ha già la riserva accesa e deve sedersi sotto il peso degli anni che si traducono in tre miseri secondi, ben più pesanti per il suo orgoglio. Nei commenti però Alejandro guarda avanti.

«Affrontiamo i prossimi due giorni nelle Asturie – dichiara – con entusiasmo e curiosità. Saranno due tappe molto dure, in cui il fattore strategico può essere importante. Attaccheremo, comunque vada ci avremo provato. Le due giornate, sia la Farrapona sia l’Angliru, possono essere decisive. La vittoria di Roglic? Per me sta dimostrando di essere il più forte della Vuelta».

Bagioli attacca

Ci vuole un po’ per raggiungerlo, il dopo corsa ha rituali e trasferimenti, ma alla fine Bagioli è dei nostri e il suo racconto riprende, mentre pensiamo che l’Italia forse ha trovato un altro nome da mandare a memoria.

Andrea parte e si accorge subito che sulla sua destra una freccia verde accelera brutalmente. Roglic ha letto lo stesso movimento di Martin e ha capito che quello è il punto. Il cambio di ritmo non è contrastabile, ma Bagioli non molla. Si siede e dà veramente tutto fino al traguardo, anche se Grosschartner lo affianca e lo passa di un soffio.

«E’ stato un onore avere compagni come Morkov e Stybar che lavoravano per me – racconta Andrea – quindi ho provato a dare un senso alla giornata. Roglic in questo momento è il più forte al mondo. Ho rivisto il video e guardandolo in faccia sembra che non abbia fatto fatica. Ma io sono soddisfatto delle mie sensazioni, meglio che nei giorni scorsi quando ho fatto gruppetto nella tappa di montagna».

Nella tappa di Laguna Negra, per Bagioli un passaggio a vuoto ormai dimenticato
Dimenticato il passaggio a vuoto di Laguna Negra

«Anche io proverò ad andare in fuga nei prossimi giorni – prosegue il valtellinese – non terrò duro sulle prossime salite, perché non ha senso sfinirsi per portare a casa un ventesimo posto in classifica. Credo che la tappa di domani sia la più dura ma domenica c’è l’Angliru, che ho sempre visto solo in tivù. Ricordo l’ultima volta di Contador. E’ come il Mortirolo? Non lo faccio spesso quando sono a casa e quasi sempre dal versante di Monno che è meno duro. Non so cosa aspettarmi».

Roglic va dritto

Chi sa cosa vuole e cosa aspettarsi è il vincitore di tappa, che corre con il numero uno perché la Vuelta l’ha vinta l’anno scorso dopo la beffa del Giro. Quest’anno forse vorrà lavare labeffa ben peggiore del Tour?

«Vincere è sempre bello – dice Primoz, di nuovo in maglia rossa – ed è bello riprendere il primato. Ma cambia poco nell’approccio dei prossimi due giorni. So di avere una squadra forte in montagna, altro non posso prevedere. Se siete curiosi, basterà aspettare domani sera…».

Nuova Bianchi Specialissima

Specialissima: una piuma nata a Treviglio

25.10.2020
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E’ arrivata una delle biciclette più attese da tutti gli appassionati: stiamo parlando della nuova Specialissima di Bianchi. Lo storico marchio italiano non si è limitato ad un restyle, ma ha creato una fuoriserie completamente nuova e dotata di freni a disco.

La Specialissima nel colore Ultra Light Black con la vernice che pesa 80 grammi in meno
La nuova Specialissima nella versione Ultra Light Black

Una vera all-rounder

Il nuovo telaio Bianchi è stato completamente ridisegnato facendo della Specialissima una bicicletta che possiamo definire all-rounder, vale a dire forte su tutti i terreni. La versione precedente era famosa soprattutto per le sue doti di scalatrice, dato dal peso contenuto. La nuova Specialissima sfoggia una forma dei tubi più aerodinamica, infatti Bianchi ha sfruttato le sue conoscenze che gli derivano dalla piattaforma Oltre, il modello di Bianchi usato anche dagli atleti professionisti che quest’anno ha vinto gare come la Milano-Sanremo e la Liegi-Bastogne -Liegi. Dall’esperienza della Oltre derivano l’integrazione dei cavi e le linee più aggressive dovute alle sezioni aerodinamiche dei tubi. Queste qualità portano ad un miglioramento delle prestazioni anche in pianura e in discesa.

Sempre leggera

Per quel che riguarda la salita, la nuova Specialissima non ha perso la sua dote che l’ha resa tanto famosa: il peso. Anche in questo campo Bianchi ha tenuto uno standard altissimo, infatti il telaio pesa 750 grammi in taglia 55 verniciato, con la forcella che ferma l’ago della bilancia a 370 grammi. Questo valore di peso unito alle linee dei tubi più aerodinamiche portano ad un rapporto peso/rigidità di primo ordine e apprezzato anche dai professionisti. Non a caso la nuova Specialissima sarà in dotazione per la stagione 2021 agli atleti dei team maschili e femminili greenEDGE.

Anche per la nuova Specialissima c’è la piena integrazione dei cavi per una pulizia totale
Il manubrio di FSA permette il passaggio interno dei cavi

Un occhio al comfort

Come da tradizione Bianchi anche la Specialissima gode della tecnologia Countervail CV, che elimina le vibrazioni derivanti dalle imperfezioni dell’asfalto. Con la tecnologia CV si ha un miglioramento della stabilità e di conseguenza della guida, che oltre ad incrementare il comfort, permette di guidare meglio la bicicletta anche in discesa.

Specialissima celeste
La nuova Specialissima nel classico celeste Bianchi che non passa mai di moda
Nuova Specialissima celeste
La nuova Specialissima nel classico celeste Bianchi

Geometrie racing

Per quanto riguarda le geometrie possiamo dire che sono tipiche di una bicicletta racing. Il carro, considerato che parliamo di una bici con freni a disco, è compatto. La lunghezza dei foderi bassi è di 41 centimetri per le taglie che vanno dalla 47 fino alla 57, per poi salire a 41,2 nella taglia 59 e a 41,3 nella taglia 61. Anche gli angoli sterzo e sella sono tipici di una bicicletta votata alle competizioni, basti pensare che nella taglia 55 l’angolo sterzo è 72,5 gradi e l’angolo sella è di 73,5 gradi. Anche la lunghezza del tubo sterzo denota una bici aggressiva, infatti nella taglia 55 siamo a 14 centimetri di lunghezza.

Una delle cinque colorazioni Signature Collection, questa è la Milky Way
Una delle cinque Signature Collection, questa è la Milky Way

Un occhio al look

A denotare la grande innovazione che contraddistingue la nuova Specialissima troviamo anche una serie di colori molto esclusivi. Oltre al classico celeste Bianchi, è disponibile anche una versione Ultra Light Black, creata appositamente per i corridori del World Tour, che abbassa il peso di ulteriori 80 grammi. Bianchi ha introdotto anche un terzo colore molto elegante, il Greenish Blue, un verde -blu che risalta lo stile italiano.
Bianchi da la possibilità di scegliere fra diverse combinazioni di colore grazie al Configuratore che permette di personalizzare al massimo la propria Specialissima. Infine Bianchi ha creato la Signature Collection: cinque varianti colore preparate e selezionate dai designer Bianchi per offrire un tocco di esclusività alla propria Specialissima. Tutti i telai sono verniciati a mano da artigiani italiani, utilizzando inserti cangianti e olografici.

Per terminare diamo un occhio ai montaggi e ai prezzi disponibili. Si parte dal kit telaio a 4.590 euro. Per quanto riguarda le versioni con gruppi Shimano sono disponibili: Ultegra meccanico a 5.490 euro, Ultegra Di2 a 7.390 euro e Dura Ace Di2 a 10.490 euro. Per chi vuole Campagnolo è disponibile la versione con il Super Record EPS a 11.990 euro. Ed infine per chi preferisce Sram c’è la possibilità di avere la Specialissima con il Red eTap AXS a 10.790 euro.