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Parigi-Nizza: vince Bennett, riparte Roglic

07.03.2021
4 min
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A quattro mesi dall’ultima tappa della Vuelta, alla Parigi-Nizza è tornato oggi in gruppo Primoz Roglic. Il numero uno al mondo del 2020 ha rimesso sul tavolo lo stesso programma dello scorso anno, anche se proprio allora il rifiuto del team di partire nella corsa francese lo costrinse a cominciare direttamente dopo il lockdown. Al campionato di Slovenia, vinto il 21 giugno. Che cosa ha fatto Roglic per tutto questo tempo?

La sua ultima corsa era stata la Vuelta
La sua ultima corsa era stata la Vuelta

Poche distrazioni

Dopo la Vuelta ha passato qualche giorno in Svizzera, poi è andato in Slovenia per salutare i parenti e già alla metà di dicembre era di nuovo a Monaco. Pochi giri reali per compiacere gli sponsor, sostituiti da incontri virtuali perché il Covid non permetteva di fare diversamente. La stessa Jumbo Visma ha chiesto il giusto, ma soltanto quando era davvero possibile, anche perché in questo tempo è meglio evitare di prendere troppi voli. Facile intuire che se si fosse trattato di un corridore olandese, vinte la Liegi e la Vuelta e perso il Tour al penultimo giorno, avrebbe avuto il suo bel da fare in giro per aziende. Ma Roglic si è dato una disciplina tutta sua, segue a dovere i pochi nomi che gli stanno a cuore e per il resto respinge ogni invito.

Al via della Parigi-Nizza, anche Nizzolo e il suo nuovo casco
Al via della Parigi-Nizza, anche Nizzolo e il suo nuovo casco

Bici e fondo

Ovviamente un corridore di simile livello non è stato per quattro mesi a perdere tempo. Roglic infatti si è allenato forte, concedendosi anche una parentesi sugli sci di fondo a gennaio, mese dell’unico ritiro con la squadra. In quella stessa occasione, come tutti gli altri membri del team, Primoz ha dovuto digerire il saluto di Dumoulin che davvero non si aspettava. Non ha commentato, ma come tutti ne è rimasto spiazzato. Al di là dell’aspetto umano, l’olandese era un importante valore aggiunto e avrebbe fatto molto comodo.

Obiettivo Ardenne

Al momento di disegnare la sua stagione, inaugurata appunto oggi con la Parigi-Nizza, Roglic ha chiesto di eliminare dal programma una corsa a tappe, per concentrarsi sulle corse ardennesi (nel 2019, ultima annata… normale prima del Covid, dopo la Tirreno-Adriatico, corse infatti il Romandia). Di certo aver vinto la Liegi dello scorso anno potrebbe averlo ingolosito, anche se quelle gare lo hanno sempre affascinato. Nel 2020, uscito dal mondiale, saltò la Freccia Vallone e puntò dritto sulla Liegi. Quest’anno il menù potrebbe essere completo.

Prima tappa della Parigi-Nizza a Saint Cyr L’Ecole per Sam Bennett
Prima tappa della Parigi-Nizza a Saint Cyr L’Ecole per Sam Bennett

Nodo Dumoulin

L’argomento Dumoulin in realtà non può essere liquidato in poche parole, al netto del rispetto dovuto alla sua scelta. E se anche in un angolo c’è la timida speranza che Tom ci ripensi, l’atteggiamento di Roglic è di totale fiducia nei confronti della squadra. La Jumbo Visma infatti lo ha sempre ben sostenuto, ha fatto scelte sensate e contemporaneamente ha coltivato una bella schiera di giovani che faranno certamente la loro parte.

L’unico nodo da sciogliere riguarda forse George Bennett. Lo scalatore neozelandese dovrebbe essere infatti uno dei pilastri del team sulle salite del Tour, ma ha anche espresso la volontà di tornare al Giro d’Italia, puntualizzando cautamente che non lo farebbe pensando alla classifica. Di certo occorre individuare un nome in grado di esprimersi al livello di Dumoulin e non sarà facile.

Alaphilippe_Roglic_Hirschi_Liegi2020
L’anno scorso Roglic ha vinto la Liegi al fotofinish su Alaphilippe. Terzo Hirschi
Alaphilippe_Roglic_Hirschi_Liegi2020
L’anno scorso ha vinto la Liegi al fotofinish su Alaphilippe

Obiettivo Tokyo

Il Tour è già di per sé un impegno piuttosto oneroso e quest’anno, fra le incognite di cui tenere conto, c’è anche il poco tempo fra la tappa di Parigi e le Olimpiadi di Tokyo. Si tratta a ben vedere di un problema per tutti i corridori che dalla Francia voleranno in Giappone. Per Roglic, Pogacar e Bernal che lotteranno per la classifica. Per Hirschi che magari dovrà lavorare per Pogacar. E forse per lo stesso Van Aert, che sarà proprio al fianco di Primoz. Quelli più liberi da compiti particolari saranno Alaphilippe e Nibali, come pure Valverde, Van Avermaert e Fuglsang. La stagione dello sloveno è appena iniziata, ma gli impegni e le variabili sono già tanti. E al momento giusto sarà bene per lui avere a disposizione tutte le energie possibili. Forse alla luce di questo, l’inizio ritardato della stagione non è poi così sballato.