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Minali: «Dalle stalle alle stelle in 10 minuti»

16.02.2021
5 min
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In queste righe c’è tutta la grinta e la passione di un ragazzo che a soli 25 anni è stato ad un tanto così dal dover appendere la bici al chiodo. Riccardo Minali invece non si è arreso e alla fine ha avuto ragione, approdando infine nel WorldTour con la Intermarché-Wanty-Gobert. 

Lo sentiamo in un pomeriggio d’inverno, mentre l’Italia è sferzata da Burian, quando ha terminato gli allenamenti e si dedica al recupero…

Minali è passato pro’ nell’Astana, poi è andato alla Israel (in foto) e alla Delko
E’ passato nell’Astana, poi è andato alla Israel (in foto) e alla Delko
Riccardo, partiamo dalla situazione attuale: che inverno è stato il tuo?

Questi ultimi mesi molto bene. Soprattutto dopo aver saputo il programma dalla mia squadra per questa prima parte di stagione. Voglio partire forte e non vedo l’ora di iniziare – dice Minali con tono squillante – La condizione è buona.

E cosa prevede il tuo programma?

Inizierò allo UAE Tour, poi farò due classiche minori in Belgio. Che poi minori… lassù non ce ne sono di minori! E quindi andrò al Catalunya.

In effetti da quelle parti il ciclismo è un’altra cosa. Inoltre tu già vieni da un’esperienza europea, eri alla Delko…

La cultura ciclistica in Belgio credo equivalga alla nostra Serie A calcistica. Vedi la gente assiepata su ogni muro fiammingo ad ogni corsa.

Adesso sei all’Intermarché Wanty Gobert ma la tua carriera è stata costellata di alti e bassi, possiamo dire così?

Sì, ho fatto le prime due stagioni all’Astana e non mi sono trovato bene, ma benissimo! In quel team c’era tanta Italia a partire da Martinelli e Mazzoleni. Poi nei due anni successivi ho avuto grandi difficoltà. Avrei dovuto cambiare squadra e andare in un’altra WorldTour, ma non dico neanche il nome, e invece mi sono ritrovato alla Israel Academy che era già una bella realtà, ma non era il team attuale. Lì mi sono infortunato e sono stato due anni ad inseguire la condizione con la conseguenza che neanche correvo sempre. Ho avuto le mie possibilità ma non si sono avverate. L’anno scorso sono approdato alla Delko, ma credo che quella passata sia stata una stagione difficile per tutti, tanto più per chi come me aveva un solo anno di contratto.

Riccardo Minali, 25 anni, sta per iniziare la sua quinta stagione da pro’
Minali sta per iniziare la sua 5a stagione da pro’
E non hai rinnovato…

No, ho fatto dei piazzamenti ma non ho vinto. Già avevano altri sprinter e quindi sono rimasto a piedi. E direi per fortuna, visto che sono finito qui alla Wanty, la squadra perfetta per me.

Perché perfetta?

Mi sento come a casa anche se alla fine con loro ho fatto un solo ritiro. Mi hanno subito preso in considerazione e mi hanno fatto sentire sprinter. Sono felicissimo, è come essere nel paese dei balocchi. Ho guardato il lato positivo. Io penso che la vita sia una ruota che gira e non può sempre andare male. Non ho mollato nei momenti più duri. Mi sono allenato da solo, senza squadra, senza un contratto. Ma non volevo smettere a 25 anni. Adesso sono in una grande squadra e ho poca paura di scontrarmi coi grandi.

Che storia! E come è andata la trattativa per arrivare alla Intermarché Wanty Gobert?

A inizio novembre ero quasi rassegnato a dover smettere. Poi loro che erano diventati WorldTour avevano bisogno di un altro velocista per il secondo calendario (i team WT corrono su più fronti contemporaneamente, ndr). Avevano solo Danny Van Poppel. E di velocisti senza contratto non che ce ne fossero molti in quel momento. Mi sono trovato al posto giusto al momento giusto. Gli ho mandato i file, i miei valori… Però il sì definitivo è arrivato ormai verso fine dicembre. Alla vigilia di Natale per la precisione. In quei dieci minuti di telefonata sono passato dalle stalle alle stelle. E da quel momento ho ripreso ad allenarmi per degli obiettivi. Capito? Da niente al WorldTour. Per questo dico che non vedo l’ora d’iniziare, di mettere la maglia e di fare quello che, senza presunzione, mi viene abbastanza bene.

Minali ha vinto due tappe al Tour de Langkawi nel 2018
Minali ha vinto due tappe al Tour de Langkawi nel 2018
Siete poi un bel gruppetto d’italiani e questo vi dà anche una certa “garanzia” di fare il Giro. La squadra vorrà attirare attenzione e per farlo deve avere gente motivata e che susciti interesse, come i corridori italiani…

Siamo un bel gruppo. Pasqualon ormai è un pilastro del team. Poi ci sono Petilli, Rota, il diesse Piva e persino un meccanico, Francesco Giardiniere, che tra l’altro è veronese come me. A me piacerebbe un sacco fare il Giro e darò il massimo per essere nella rosa. E c’è anche quella tappa, la Ravenna-Verona, che arriva nel centro della mia città… ci sarebbero tutte le persone che mi conoscono e mi vogliono bene. Però da qua al Giro è lunga, intanto pensiamo a partire forte.

Già, ma allo UAE Tour ci sarà il mondo…

Esatto, con quel lotto partenti non dico che sia più facile vincere al Tour ma…

Beh non è così sbagliato quello che dici. Laggiù si concentreranno i migliori (non solo sprinter) di Giro e Tour..

Ho dato uno sguardo ai partenti e ci sono almeno 13-14 velocisti che potrebbero tranquillamente vincere. Il lato positivo però è che ci saranno più treni, più gente esperta e più punti di riferimento.

Dicci tre velocisti in attività che ti piacciono…

Viviani perché è un idolo per quel che ha fatto e quel che potrà fare, per la sua multidisciplinarietà e per il suo modo di essere corridore. Elia ha senso tattico. Ewan perché quando sta bene è un vero proiettile. E Sagan perché anche se non è un velocista puro ha una classe infinita. 

La tattica di Viviani, la punta di velocità di Ewan, la classe di Sagan…

Ed avresti il velocista perfetto! Almeno per me…