Team Picnic PostNL, Santos Tour Down Under 2026, prologo, Lapierre, Michelin

Michelin torna nel WorldTour: partnership con il team Picnic PostNL

27.01.2026
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Michelin rientra ufficialmente nel ciclismo su strada di massimo livello. A partire dallo scorso 1 di gennaio, il gruppo francese è diventato partner tecnico ufficiale del team Picnic PostNL, segnando così un ritorno strategico nel WorldTour maschile e femminile.

Non si tratta di una semplice fornitura di pneumatici. La collaborazione nasce difatti con un obiettivo preciso: trasformare la competizione in un laboratorio di innovazione, dove testare, sviluppare e validare le tecnologie di domani direttamente in gara.

Michelin, pneumatici ciclismo
I prodotti Michelin torneranno a correre nel WorldTour
Michelin, pneumatici ciclismo
I prodotti Michelin torneranno a correre nel WorldTour

Da sempre, Michelin utilizza lo sport ad alto livello come strumento di ricerca e sviluppo. Il ciclismo WorldTour rappresenta uno degli ambienti più estremi e selettivi per la sperimentazione di nuovi pneumatici: superfici variabili, condizioni meteo imprevedibili, chilometraggi elevati e massima richiesta di affidabilità.

All’interno di questa partnership, i corridori del team Picnic PostNL utilizzano pneumatici progettati specificamente per le competizioni, sviluppati congiuntamente dagli ingegneri Michelin e dallo staff tecnico della squadra. Ogni gara diventa così un test reale. Ogni singolo feedback degli atleti si trasforma in dati concreti.

L’obiettivo è duplice. Supportare le prestazioni del team ai massimi livelli e trasferire le innovazioni sviluppate in gara nei prodotti destinati al mercato.

Team Picnic PostNL, 2026
Il Team Picnic PostNL nel 2026 utilizzerà copertoni Michelin
Team Picnic PostNL, 2026
Il Team Picnic PostNL nel 2026 utilizzerà copertoni Michelin

Collaborazione continua e bidirezionale

Il valore della partnership risiede nella collaborazione quotidiana tra azienda e squadra. Gli atleti forniscono sensazioni precise su grip, scorrevolezza, comfort e resistenza. Gli ingegneri traducono queste informazioni in miglioramenti immediati.

Secondo Vincent Ledieu, Direttore del Programma Ciclismo di Michelin, lavorare a stretto contatto con un team WorldTour permette di comprendere in modo profondo le reali esigenze della competizione moderna. Un approccio che rafforza il DNA del marchio, da sempre legato alla performance misurabile e verificabile sul campo.

Il team Picnic PostNL rappresenta una delle realtà più strutturate e innovative del panorama internazionale. Partecipa a tutte le prove del WorldTour e adotta un modello misto e integrato, che comprende squadra maschile, femminile e un ampio progetto di sviluppo.

Nel 2026 il team conta 28 uomini, 17 donne e 16 atleti della compagine ”devo. Una struttura che riflette una visione contemporanea dello sport professionistico, basata su performance, ricerca e crescita sostenibile.

Per Piet Rooijakkers, responsabile R&D del team, la partnership con Michelin consentirà di disporre di attrezzature di altissimo livello, adattate alle esigenze reali della competizione. Il processo di miglioramento continuo diventa così un vantaggio competitivo concreto.

Foto3 (La bicicletta Lapierre del team, le ruote sono Ursus)
La bicicletta Lapierre del team, le ruote sono Ursus
Foto3 (La bicicletta Lapierre del team, le ruote sono Ursus)
La bicicletta Lapierre del team, le ruote sono Ursus

Innovazione, materiali e visione globale

Fondata oltre 130 anni fa, Michelin è oggi uno dei leader mondiali nei materiali compositi e nelle soluzioni ad alte prestazioni. Il gruppo opera in 175 Paesi e impiega oltre 129.000 persone.

Il “know-how” nei polimeri avanzati consente all’azienda di sviluppare pneumatici e componenti per settori critici come mobilità, aeronautica, sanità ed energie a basse emissioni. In Italia, Michelin è presente dal 1906 con stabilimenti produttivi a Cuneo e Alessandria, sede centrale a Torino e direzione commerciale a Milano.

La competizione rimane uno dei pilastri della strategia di innovazione. Con il ritorno nel WorldTour, Michelin riafferma il proprio ruolo nel ciclismo d’élite… e la strada torna a essere il banco di prova definitivo!

Michelin

Alessandro Pinarello, NSN Cycling Team, 2026

Pinarello sul Teide: il WorldTour con la NSN e i nuovi standard

23.01.2026
5 min
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Alessandro Pinarello sta guardando per la prima volta nella sua vita il gigante silenzioso che fa da guardiano all’isola di Tenerife: il Teide. In questi giorni sul vulcano il giovane veneto, che dal 2026 si è unito ufficialmente alla NSN Cycling Team, sta assaporando un clima diverso e la magia del WorldTour. 

«Il panorama è incredibile – racconta la mattina mentre aspetta di uscire in bici – e particolare, il terreno lavico tutto nero è qualcosa di davvero unico. L’approccio è stato normale, mi sono dovuto adattare al vento che in alcuni giorni soffia davvero forte mentre in altri è completamente assente».

Alessandro Pinarello, NSN Cycling Team, Teide, 2026
Il NSN Cycling Team ha scelto il Teide come destinazione per il ritiro di gennaio, che terminerà domenica 25 gennaio
Alessandro Pinarello, NSN Cycling Team, Teide, 2026
Il NSN Cycling Team ha scelto il Teide come destinazione per il ritiro di gennaio, che terminerà domenica 25 gennaio

La meta dei pro’

Finalmente il ragazzo, che insieme a Giulio Pellizzari ha aperto le porte al progetto giovani in Bardiani ormai quattro anni fa, può dire di essere diventato grande, o comunque di aver intrapreso la strada per diventarlo. Pedalare sulla salita che porta in cima al Teide vuol dire accorgersi che intorno non c’è nulla, se non altre piccole isole e chilometri di oceano

«Se mi fermo a pensare – dice Pinarello – in effetti fa strano pensare di essere qui in un luogo così particolare. Anche se, devo ammettere, che la prima cosa che ho pensato è stata: «Finalmente!». Il Teide rappresenta la meta dei professionisti, essere qui vuol dire essere arrivato dove desideravo fin da quando ero piccolo. Siamo arrivati il 7 gennaio e torneremo a casa il 25 (domenica, ndr), tanti giorni che ci hanno permesso di adattarci bene all’altura e fare un carico di lavoro importante».

Alessandro Pinarello, NSN Cycling Team, 2026, Teide
Pinarello in questi giorni è stato nel secondo training camp con la NSN, un altro bel blocco di lavoro in vista del debutto stagionale
Alessandro Pinarello, NSN Cycling Team, 2026, Teide
Pinarello in questi giorni è stato nel secondo training camp con la NSN, un altro bel blocco di lavoro in vista del debutto stagionale
Tanti giorni, è la prima volta che fai un ritiro così lungo?

Anche due anni fa avevo fatto un bel blocco di lavoro in altura, ma era estate ed ero andato a Livigno. Diciamo che tra essere da soli o essere insieme alla squadra cambia tanto. Alla fine lo scorso anno non ho fatto nessun ritiro in altura per diversi motivi. 

Come mai?

La ricerca di punti da parte della VF Group-Bardiani ci ha portati a correre molto anche in periodi in cui di solito ci si dedica alla preparazione, quindi in vista del Giro non ero andato in ritiro. Mentre l’infortunio alla mano che ho avuto alla Corsa Rosa mi ha precluso l’estate, nella quale sono rimasto a casa ad allenarmi per fare fisioterapia e riprendere ad allenarmi. 

Alessandro Pinarello approda nel WorldTour dopo i quattro anni trascorsi con il team di Bruno e Roberto Reverberi
Alessandro Pinarello approda nel WorldTour dopo i quattro anni trascorsi con il team di Bruno e Roberto Reverberi
Non è stato il primo ritiro con la NSN, giusto?

No, a dicembre siamo stati a Denia, sempre in Spagna. Non sapevo cosa aspettarmi da questo doppio ritiro invernale, però al momento tutto procede per il verso giusto. Sono un ragazzo semplice, quando sono in altura mi basta allenarmi, fare i massaggi e recuperare al meglio in vista del giorno dopo. 

Come sta andando questo secondo ritiro?

Rispetto al primo molto meglio, a dicembre l’impatto con la nuova realtà è stato grande. Passare da una professional a una WorldTour mi ha messo davanti un numero molto più elevato di compagni e membri dello staff. Inoltre il fatto di essere in un team internazionale ti obbliga a parlare in inglese, non è stato facile. Ora va meglio, qui sul Teide siamo in quattordici corridori e una decina di membri dello staff. 

Simon Clarke, NSN Cycling Team, 2026, Santos Tour Down Under
Simon Clarke, impegnato al Tour Down Under nell’esordio stagionale del NSN Cycling Team, è stato uno dei riferimenti per Pinarello nella nuova squadra
Simon Clarke, NSN Cycling Team, 2026, Santos Tour Down Under
Simon Clarke, impegnato al Tour Down Under nell’esordio stagionale del NSN Cycling Team, è stato uno dei riferimenti per Pinarello nella nuova squadra
E’ cambiato qualcosa nei lavori e nell’approccio all’allenamento?

Sto facendo più ore rispetto agli altri anni, ma nulla di esagerato. Sono contento perché stiamo mettendo nelle gambe parecchio dislivello, quasi 4.000 metri ogni giorno. Dovendo risalire sul vulcano è facile accumulare metri verticali (ride, ndr). 

Chi sono le tue figure di riferimento?

Come diesse ho Francesco Frassi, mentre la preparazione la cura Ruben Plaza. Mi sto trovando bene anche con i compagni, i miei “tutor” sono stati Marco Frigo, che conosco da anni e siamo entrambi veneti, e anche Simon Clarke. Lui l’ho conosciuto proprio a Livigno due anni fa, eravamo nello stesso hotel e negli anni in gruppo ci siamo sempre salutati e tenuti in contatto. 

Alessandro Pinarello, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Tirreno-Adriatico 2025
Pinarello ha già avuto modo di correre gare di categoria WorldTour quando era in VF Group: qui alla Tirreno-Adriatico del 2025
Alessandro Pinarello, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Tirreno-Adriatico 2025
Pinarello ha già avuto modo di correre gare di categoria WorldTour quando era in VF Group: qui alla Tirreno-Adriatico del 2025
Hai già un programma di gare?

Partirò il 14 febbraio in Portogallo conla Figueira Classic e poi la Vuelta ao Algarve, poi farò Laigueglia, Strade Bianche e Tirreno-Adriatico. Inizio leggermente più avanti perché la squadra non farà le gare a Maiorca, inoltre avere più tempo per lavorare con calma nella prima parte della stagione è un bene

Di Grandi Giri se ne parla?

Lo staff ne sta parlando per capire come creare i vari gruppi e le varie rose. Dopo la sfortuna dello scorso anno mi piacerebbe tornare al Giro: è stata una richiesta che ho fatto al team. Il calendario che mi hanno dato arriva fino alla Tirreno-Adriatico, poi si tireranno le somme. Direi che c’è da lavorare sodo per meritarsi la convocazione al Giro.

Simone Gualdi, Lotto-Intermarché 2026, ritiro (Cyclingmedia Agency)

Gualdi: la fusione Lotto-Intermarché e il progetto di crescita

22.01.2026
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Il mese di gennaio di Simone Gualdi ha il colore rosso della Lotto-Intermarché, formazione con licenza WorldTour nata dalla fusione tra Lotto e Intermarché-Wanty. Lo scenario per il resto non cambia, la stagione si prepara nel clima mite delle coste spagnole a L’Albir, a metà strada tra Benidorm e Altea. Nonostante si scappi lontano dal freddo continentale qualche goccia di pioggia cade sulla testa dei corridori, ma questo non frena i piani di lavoro.

«Purtroppo in questo primo inverno nel WorldTour – racconta Gualdi – ho avuto un problemino al ginocchio, un’infiammazione alla bandelletta ilotibiale. Nulla di grave ma sono stato fermo per una quindicina di giorni, cosa che mi ha portato a rallentare la preparazione nel mese di dicembre. Ho perso un po’ di ore di lavoro e di volume, ma ora tutto si è risolto per il meglio e sono tornato a regime».

Simone Gualdi, Lotto-Intermarché 2026, ritiro (foto Instagram/Lotto-Intermarché)
Simone Gualdi, Lotto-Intermarché 2026, ritiro (foto Instagram/Lotto-Intermarché)
Simone Gualdi, Lotto-Intermarché 2026, ritiro (foto Instagram/Lotto-Intermarché)
Simone Gualdi, Lotto-Intermarché 2026, ritiro (foto Instagram/Lotto-Intermarché)

Impegni slittati

Un fastidio, quello al ginocchio, che non ha creato alcun problema successivo per Simone Gualdi. Tuttavia il rallentamento non previsto ha avuto un effetto domino sul suo inizio di stagione. Il bergamasco dovrà aspettare qualche giorno in più prima di attaccare il numero sulla schiena e dare il via alla sua avventura nel WorldTour. 

«L’esordio stagionale era previsto con le gare della Challenge Maiorca – spiega Simone Gualdi – ma parlando con il team abbiamo deciso di non voler correre rischi e si è deciso di posticipare l’esordio. Partirò dall’Oman a febbraio, alla fine quei quindici giorni di stop si sono tradotti in una decina di giorni di ritardo sul calendario delle gare. Nulla di cui preoccuparsi».

Simone Gualdi nei due anni da under 23 ha fatto vedere grandi qualità, qui alla Liegi di categoria chiusa al terzo posto (foto Flavio Moretti)
Simone Gualdi nei due anni da under 23 ha fatto vedere grandi qualità, qui alla Liegi di categoria chiusa al terzo posto (foto Flavio Moretti)
Qual è l’obiettivo in questo primo anno di WolrdTour?

In questi due anni di devo team con l’Intermarché ho avuto modo di fare una crescita progressiva che mi ha portato a debuttare nelle gare professionistiche. Adesso avrò modo di vedere cosa vuol dire correre nel WorldTour e fare gare di un livello ancora superiore. In questa prima stagione sarà importante imparare e migliorare, per poi comunque giocarsi le proprie chance quando mi sarà data l’occasione.

Sai già quale sarà la tua prima gara WorldTour?

Da programma la Strade Bianche, una gara di livello altissimo che si corre in Italia, questo mi dà tanta motivazione e una gran voglia di essere lì a lottare e mettermi alla prova. Fino all’anno scorso la vedevo in televisione, ora ho modo di correrla. In questo primo anno ci saranno tante corse che continuerò a guardare da uno schermo, però posso dire di essere arrivato tra i grandi e di poter lavorare per correre a questi livelli.

Arrivi dall’Intermarché e hai vissuto da dentro la fusione dei due team, che periodo è stato?

Alla fine le cose sono andate solo per il meglio, all’inizio c’è stato un periodo di incertezza viste le voci che rimbalzavano in giro. Però da quando il progetto è partito l’ambiente è positivo e abbiamo subito trovato un bell’equilibrio. 

A livello di staff le cose sono cambiate?

Personalmente poco, lavorerò con lo stesso preparatore e avrò intorno persone che arrivano dall’Intermarchè come me. Direi che è stato trovato un perfetto equilibrio anche in questo caso. Il mio diesse di riferimento è cambiato, ma arrivando dal devo team questo sarebbe successo comunque. 

Gualdi nella passata stagione ha avuto modo di fare esperienze nelle corse professionistiche, prendendo le misure con il nuovo modo di gareggiare
Gualdi nella 2025 ha avuto modo di fare esperienze con i pro’, prendendo le misure con il nuovo modo di gareggiare
Quando eri entrato in Intermaché avevi un progetto a lungo termine, questo è cambiato con la fusione?

No, direi che è rimasto invariato. Gli accordi prevedevano che nel 2026 sarei entrato nel team WorldTour e così è stato. Di questo sono felice, i patti sono stati rispettati e il percorso di crescita proseguirà come programmato. 

Hai parlato di giocarti le tue carte, sai già che ruolo avrai nel team?

Con il passare delle corse capiremo meglio. Sicuramente quando ci sarà Van Eetvelt saremo in suo supporto, poi come detto avrò le mie occasioni in gare di secondo piano. Ad esempio al Laigueglia lo scorso anno ho ottenuto un decimo posto, quest’anno sarò ancora lì e credo proprio che mi sarà lasciato lo spazio per provare a fare del mio meglio

Non resta che aspettarti in corsa…

Manca sempre meno, non vedo l’ora di iniziare!

Visma Lease a Bike, CamelBak, borracce

CamelBak debutta nel WorldTour con il Team Visma Lease a Bike

20.01.2026
3 min
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Lo scorso 16 gennaio CamelBak ha ufficializzato il proprio debutto nel circuito WorldTour. La notizia è arrivata a poche ore dall’inizio della stagione 2026, scattata ufficialmente in Australia con il Santos Tour Down Under. Per l’azienda californiana si tratta di un debutto di assoluto prestigio dal momento che da questa stagione CamelBak affiancherà una delle squadre di riferimento del massimo circuito mondiale. Stiamo parlando del Team Visma Lease a Bike.

Visma Lease a Bike 2026, ritiro
CamelBak fornirà le borracce al team Visma Lease a Bike a partire da questa stagione
Visma Lease a Bike 2026, ritiro
CamelBak fornirà le borracce al team Visma Lease a Bike a partire da questa stagione

Uomini, donne …e amatori

Grazie a questo nuova partnership, CamelBak diventa il fornitore esclusivo di borracce performance e lifestyle in gara e allenamento della formazione olandese. La collaborazione interesserà i team maschili e femminili.

Questa partnership rappresenta un passo importante, che rafforza la presenza dell’azienda californiana ai massimi livelli del ciclismo professionistico su strada. 

CamelBak, oltre a fornire al Team Visma Lease a Bike le proprie borracce di ultima generazione per gare e allenamenti, collaborerà con atleti, performance staff e partner tecnici della squadra. I feedback raccolti nelle gare WorldTour saranno d’aiuto nello sviluppo di nuovi prodotti. L’obiettivo finale è quello di fornire a professionisti, ma anche ad amatori, borracce sempre più leggere, aerodinamiche e progettate per una idratazione rapida ed efficace.

Mikey Rangel, Senior Director of Global Marketing di CamelBak & Revelyst Adventure Sports, si è espresso con queste parole in merito alla partnership con il Team Visma Lease a Bike, che sancisce il debutto del brand californiano nel WorldTour.

«Questa partnership va oltre la classica sponsorizzazione di prodotto. Lavorare insieme a una delle realtà più all’avanguardia nel ciclismo professionistico ci permette di accelerare l’innovazione e migliorare le prestazioni dei nostri prodotti per l’idratazione, a vantaggio sia degli atleti d’élite sia degli amatori».

Wout Van Aert, Visma Lease a Bike 2026, ritiro
La collaborazione con la Visma prevede anche le Classiche Monumento e i Grandi Giri
Wout Van Aert, Visma Lease a Bike 2026, ritiro
La collaborazione con la Visma prevede anche le Classiche Monumento e i Grandi Giri

Il meglio di CamelBak

A partire dal prossimo mese di aprile, l’azienda californiana lancerà nuovi prodotti da gara sviluppati in collaborazione con il Team Visma Lease a Bike. Il lancio sul mercato globale affiancherà il calendario della stagione professionistica, dalle Classiche ai Grandi Giri. Il team olandese potrà così contare su borracce caratterizzate da maggior leggerezza, rapidità di utilizzo e aerodinamica.

«Siamo entusiasti di questa partnership – ha affermato Jenco Drost, Head of Performance Equipment del Team Visma Lease a Bike – CamelBak ci permette di dare ai nostri atleti prodotti leggeri ed efficienti, ottimizzati per il nostro setup. Un ulteriore passo avanti nel miglioramento del nostro equipaggiamento».

L’accordo con il Team Visma Lease a Bike ribadisce il consolidato impegno di CamelBak nel mondo del ciclismo e la volontà del brand di sviluppare soluzioni per l’idratazione ad alte prestazioni, testate e validate in condizioni di gara reali, ai massimi livelli.

CamelBak

Pietro Mattio, Visma Lease a Bike, Santos Tour Down Under 2026

Mattio: l’esordio nel WorldTour e il sogno delle Classiche 

20.01.2026
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Dall’altra parte del mondo è quasi sera e per Pietro Mattio sta per iniziare la sua prima gara nel WorldTour con il prologo inaugurale del Santos Tour Down Under, ancora in corso di svolgimento. Il corridore piemontese cresciuto nel devo team della Visma Lease a Bike quest’anno è entrato nella formazione WorldTour. Un cammino di crescita nel quale Mattio è diventato sempre più importante e centrale all’interno dei meccanismi della formazione olandese. Tanto c’è ancora da fare, ma un po’ di fieno in cascina è già stato messo. 

«Qui in Australia si sta bene – racconta Pietro Mattio – nei giorni scorsi c’è stato qualche scroscio di pioggia e le temperature si sono leggermente abbassate. Rispetto a chi è partito prima, arrivando qui a inizio gennaio, abbiamo evitato il grande caldo. Le temperature massime si aggirano intorno ai 30-35 gradi centigradi, quindi possiamo dire che è una bella estate australiana».

Pietro Mattio, Visma Lease a Bike, Santos Tour Down Under 2026
Pietro Mattio e il Team Visma Lease a Bike sono arrivati in Australia una decina di giorni fa
Pietro Mattio, Visma Lease a Bike, Santos Tour Down Under 2026
Pietro Mattio e il Team Visma Lease a Bike sono arrivati in Australia una decina di giorni fa
Le gambe come stanno?

Sono pronte anche loro, siamo tutti pronti per la prima gara della stagione. Rispetto all’anno scorso, l’ultimo anno nel devo team parto un paio di settimane prima. Per questo l’avvicinamento è stato leggermente diverso, con tanto volume fin dai primi giorni di ritiro. Essere già abituato al mondo Visma è stato un vantaggio.

Anche per questo sei partito subito dall’Australia?

Quest’anno il calendario lo ha deciso la squadra in base all’idea che si sono fatti di me e del corridore che secondo loro sono e potrò essere. Il Tour Down Under sarà un primo banco di prova per confrontarmi con il livello del WorldTour. 

Pietro Mattio, Visma Lease a Bike
Mattio dopo i tre anni nel devo team con il quale è diventato U23 nel 2023 da quest’anno è passato nella squadra WorldTour
Pietro Mattio, Visma Lease a Bike
Mattio dopo i tre anni nel devo team con il quale è diventato U23 nel 2023 da quest’anno è passato nella squadra WorldTour
Cosa ti hanno messo nel menu?

Al momento so che dopo l’Australia tornerò a casa e partirò subito per il UAE Tour dove lavorerò per Vingegaard (settimana scorsa il danese ha annunciato il suo calendario, ndr). Una volta finito torno in Italia e preparerò l’esordio nelle Classiche, farò la Kuurne-Brussel-Kuurne e l’apertura nelle Fiandre. La squadra mi ha inserito come riserva alla Milano-Sanremo e sono nella lista per la Roubaix.

Arrivi dal devo team, ma rispetto agli anni scorsi qualcosa è cambiato anche per te?

Quando passi nel WorldTour qualcosa di diverso c’è, è normale. Ad esempio le persone e lo staff che girano intorno alla squadra. Gli anni scorsi quando ero in ritiro con il devo team eravamo una quindicina di corridori e dieci persone dello staff, e pensavo fossimo comunque tanti. Quest’anno a dicembre in ritiro c’erano trenta corridori e una settantina di membri dello staff

Pietro Mattio, Visma Lease a Bike Santos Tour Down Under 2026
Mattio durante la presentazione dei team al Santos Tour Down Under, per il piemontese inizia l’avventura tra i grandi
Pietro Mattio, Visma Lease a Bike Santos Tour Down Under 2026
Mattio durante la presentazione dei team al Santos Tour Down Under, per il piemontese inizia l’avventura tra i grandi
Insomma, tutto un po’ nuovo?

Per fortuna sono rimaste alcune certezze, ad esempio la nutrizionista e il mio diesse di riferimento, anche lui è stato “promosso” dal devo team al WorldTour. E’ cambiato il preparatore, ora sono seguito da un ragazzo belga, Jasper, il cognome non lo so. Lavora anche con Affini e Laporte

Affini nel presentare la squadra ai nuovi arrivati aveva detto che non avevi bisogno di essere introdotto nel mondo Visma, è così?

Sicuramente essere cresciuto all’interno del team è stato un vantaggio. Lo staff lo conoscevo, quindi è stato più semplice.

Fa effetto essere in ritiro con quei grandi nomi?

Ora posso ufficialmente dire di essere il compagno di squadra di Vingegaard, Van Aert, Laporte e tanti altri grandi corridori. La cosa bella è che sono persone normali, tranquille e con le quali si può scherzare e parlare liberamente. All’inizio pensavo a me e ai miei vent’anni e mi dicevo: «Cavolo, sono tutti più grandi e hanno avuto una carriera pazzesca». 

Pietro Mattio, Visma Lease a Bike, Santos Tour Down Under 2026
L’adattamento all’Australia e alle sue temperature è stato graduale e non troppo dispendioso
Pietro Mattio, Visma Lease a Bike, Santos Tour Down Under 2026
L’adattamento all’Australia e alle sue temperature è stato graduale e non troppo dispendioso
La squadra che idea si è fatta di te, che corridore puoi essere secondo loro?

Al momento lavorerò in supporto dei vari capitani, però senza un ruolo preciso. Mi hanno definito all rounder, quindi posso andare bene in diverse corse e su tanti percorsi: pianura, salite brevi e proverò anche il ruolo di lead out nelle volate. 

Parti con un calendario interessante, una bella iniezione di fiducia?

Assolutamente. Qui in Australia sarò accanto a Matthew Brennan, mentre al UAE Tour il leader sarà Vingegaard. Prima uno sprinter poi uno scalatore, vuol dire che la squadra crede nelle mie qualità. 

Campionati del mondo, Kigali 2025, prova in linea U23, Alessandro Borgo, Pietro MAttio, Lorenzo Finn, Simone Gualdi sul podio
Mattio (al centro) è stato uno degli azzurri protagonisti al mondiale di Kigali, che ha portato Lorenzo Finn in maglia iridata U23
Campionati del mondo, Kigali 2025, prova in linea U23, Alessandro Borgo, Pietro MAttio, Lorenzo Finn, Simone Gualdi sul podio
Mattio (al centro) è stato uno degli azzurri protagonisti al mondiale di Kigali, che ha portato Lorenzo Finn in maglia iridata U23
Visti anche i risultati da under 23 il sogno è la Roubaix?

Partecipare a una delle due Classiche Monumento nelle quali sono stato inserito sarebbe un sogno. La Roubaix è un obiettivo, vorrei mettermi alla prova e vedere quanto è diversa rispetto alla gara under 23. Quanto si va più forte e come ci si muove. 

Allora speriamo di vederti sulle pietre, intanto in bocca al lupo per il Down Under…

Grazie! A presto.

Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost (foto Instagram)

Mattia Agostinacchio: il cross, il WorldTour e i suoi (soli) 18 anni

16.01.2026
6 min
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BRUGHERIO – Occhi azzurri, sopracciglia nere e folte, lo sguardo di chi ha diciotto anni ma sa che deve mostrarne qualcuno in più. Mattia Agostinacchio è uno dei giovani che più va veloce nel ciclismo moderno, tanto da saltare a piè pari la categoria under 23. Il ragazzino di Aosta passerà direttamente nel WorldTour e lo farà con la EF Education EasyPost (in apertura foto Instagram). Il team americano crede talmente tanto in lui da avergli creato intorno una squadra di ciclocross nella quale corrono solamente Mattia Agostinacchio e il fratello Filippo. 

Il camper di famiglia parcheggiato a pochi metri dal percorso, dentro la madre dei fratelli Agostinacchio prepara il caffè e al termine dell’intervista ce ne offre uno fumante. Un toccasana in vista della giornata fredda che ci aspettava in occasione del campionato italiano di ciclocross. Pochi metri più in là il camion officina con ruote, copertoni, telai e tutto quello che serve a una squadra intera, ma i protagonisti della storia sono solamente due. Anche una troupe a riprendere ogni momento, arrivata direttamente da Los Angeles. Insomma, il mondo intorno a Mattia Agostinacchio è tutt’altro che normale, soprattutto quando si hanno appena diciotto anni. 

Cannondale, Fabio Agostinacchio, papà insieme al meccanico
A sinistra papà Fabio insieme al meccanico mentre lavorano all’assetto della bici prima del campionato italiano
Cannondale, Fabio Agostinacchio, papà insieme al meccanico
A sinistra papà Fabio insieme al meccanico mentre lavorano all’assetto della bici prima del campionato italiano

Fuori dal cerchio

Però Mattia Agostinacchio sembra avere qualcosa di speciale, chi lo conosce e lo ha intorno ogni giorno racconta di una forza e una classe fuori dal comune. Lo ha visto Daniele Pontoni, il cittì della nazionale di ciclocross, così come lo sa suo fratello Filippo, il quale ha provato a raccontarcelo. A Namur, in occasione della tappa di Coppa del mondo di ciclocross Mattia Agostinacchio nei due giri finali ha tenuto il ritmo di Va Der Poel e Thibau Nys.

«La stagione di ciclocross è iniziata subito con le gare in Italia – ci racconta Mattia Agostinacchio – ed è andata abbastanza bene, a parte qualche problema. Poi ci sono stati i campionati europei, dove sono riuscito a vincere nella prova riservata agli under 23, sinceramente non me l’aspettavo. Al primo anno in una nuova categoria non è facile trovare il ritmo e il titolo continentale è stata una bella iniezione di fiducia».

Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, riscaldamento
Ecco il giovane Mattia Agostinacchio mentre si riscalda sui rulli, dietro di lui il camion officina della EF Education EasyPost
Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, riscaldamento
Ecco il giovane Mattia Agostinacchio mentre si riscalda sui rulli, dietro di lui il camion officina della EF Education EasyPost
Abbiamo visto che sei stato anche in Spagna con la squadra WorldTour

Sì, sono andato a fare un primo ritiro stagionale. Il ciclocross non era ancora finito ma è stato bello entrare in contatto con il mondo dei grandi. Ho imparato già tanto dai corridori più esperti ed è stata una bellissima esperienza. Quando sono rientrato nel ciclocross ho avuto bisogno di una gara per riprendere il ritmo. 

Hai chiuso l’esperienza in Belgio con due DNF, cos’è successo?

Sono stato male e mi sono dovuto ritirare, nulla di grave, mi sono riposato qualche giorno e sono poi tornato a correre proprio qui al campionato italiano (chiuso in quarta posizione e che ha confermato lo stato di forma non eccezionale di Mattia Agostinacchio, ndr). 

Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano ciclocross, under 23, Brugherio 2026
Mattia Agostinacchio al campionato italiano ciclocross ha vissuto una giornata storta ma ha comunque conquistato il quarto posto finale
Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano ciclocross, under 23, Brugherio 2026
Mattia Agostinacchio al campionato italiano ciclocross ha vissuto una giornata storta ma ha comunque conquistato il quarto posto finale
Com’è stato il primo approccio al WorldTour, spaventa?

No, penso che mi ci vorrà un po’ di tempo per abituarmi ma con calma si fa tutto. La cosa che ho notato è che anche nel ciclocross i ritmi sono tanto diversi nelle gare elite rispetto allo scorso anno quando correvo con gli juniores. Nelle corse under 23 che ho fatto, invece, la differenza non è così grande (lo confermano anche i risultati ottenuti, ndr). 

In Spagna ti sei sentito subito parte del team?

Mi hanno accolto bene, non c’è nessuno che non saluta o che non mi chiede come sto. Sono tutti molto accoglienti e disponibili, essere entrato in un team del genere mi ha reso felice. Anche lo stesso Ben Healy mi ha detto che per qualsiasi dubbio o domanda posso affidarmi a lui. 

Filippo Agostinacchio con alle spalle il fratello Mattia
Filippo Agostinacchio con alle spalle il fratello Mattia (foto Instagram)
Filippo Agostinacchio con alle spalle il fratello Mattia
Filippo Agostinacchio con alle spalle il fratello Mattia (foto Instagram)
Andare direttamente nel WorldTour è stata una scelta da cogliere al volo? O magari è troppo presto?

Al momento sono valide entrambe le risposte, lo vedremo in futuro. 

Cosa ti ha spinto a fare questo tipo di salto?

La sfida anche con me stesso per vedere se ne sono in grado e se riuscirò ad essere già competitivo. Al momento non so esattamente dove collocarmi all’interno del gruppo. Con cuore e testa si può fare tutto, sono abbastanza tranquillo al momento, ma vedremo a fine marzo con la prima gara a che punto sarò. 

Mattia Agostinacchio, Namur, Coppa del mondo ciclocross, 2025, EF Education-EasyPost (Photopress.be)
Mattia Agostinacchio in azione a Namur nella tappa di Coppa del mondo corsa con gli elite e conclusa al 13° posto (Photopress.be)
Mattia Agostinacchio, Namur, Coppa del mondo ciclocross, 2025, EF Education-EasyPost (Photopress.be)
Mattia Agostinacchio in azione a Namur nella tappa di Coppa del mondo corsa con gli elite e conclusa al 13° posto (Photopress.be)
Il passaggio su strada è quello più difficile?

Sono sforzi diversi dal ciclocross e che richiedono maggiore impegno. Però farò delle gare adatte alle mie caratteristiche, quindi il passaggio sarà graduale. 

Quali sono queste gare?

Sicuramente con percorsi collinari, mossi. 

Quel famoso quarto d’ora nel ciclocross è possibile replicarlo su strada?

Vedremo, dipende dai percorsi e dagli sforzi che devo fare. Su una tappa o una gara collinare è più semplice perché lo sforzo massimale è simile a quello che faccio sul fango. In salita, invece, il processo di adattamento richiederà un po’ più di tempo. 

Mattia Agostinacchio, campione europeo ciclocross under 23, 2025
Dopo aver conquistato il titolo europeo tra gli under 23 per Agostinacchio ci sarà anche l’occasione al mondiale?
Mattia Agostinacchio, campione europeo ciclocross under 23, 2025
Dopo aver conquistato il titolo europeo tra gli under 23 per Agostinacchio ci sarà anche l’occasione al mondiale?
Hai già un programma su strada? 

Ne ho parlato con il team, ma mi hanno detto di non tenerlo troppo in considerazione perché cambierà. In teoria inizio con la Coppi e Bartali (dal 24 al 28 marzo, ndr). 

Il menu del cross cosa prevede?

Ora farò un ritiro in Spagna con la squadra WorldTour, per altri cinque giorni. Poi andrò direttamente a Benidorm per la Coppa del mondo, lì mi unirò alla nazionale e faremo un ritiro in vista dell’ultima parte di stagione. Andremo a Hoogerheide e poi ci sarà il mondiale

Ci pensi alla maglia iridata?

Sì, ma ora ho nel mirino gli appuntamenti che arrivano prima, per il mondiale c’è tempo.

Davide Toneatti, XDS Astana Team 2025

Toneatti: lo stop, le due operazioni e il 2026 per scoprirsi

12.01.2026
5 min
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Davide Toneatti, dopo quasi nove mesi lontano dalle corse, tornerà in gruppo al Santos Tour Down Under, in Australia. Un ritorno alle gare che aprirà la sua stagione 2026, l’ultima al momento in maglia XDS Astana Team ma nella quale vorrà ritagliarsi uno spiraglio per emergere e proseguire insieme al team che gli ha dato fiducia nel suo passaggio su strada. A breve Toneatti (in apertura alla presentazione della Scheldeprijs il 9 aprile 2025) e compagni partiranno verso la terra dei canguri, e nel lanciarsi verso nuovi traguardi il ragazzo di Tolmezzo si dice fiducioso. I problemi che lo hanno tenuto lontano dalle corse sono ormai alle spalle ed è ora di guardare con coraggio al futuro. 

«E’ la mia prima volta in Australia – racconta Davide Toneatti – e sento di stare bene, i valori sono ottimi. Ci sarà da riprendere familiarità con il ritmo gara. Ho già fatto tutti i protocolli di adattamento al caldo, avevamo iniziato dal ritiro di dicembre. Mentre per il fuso orario il dottore della XDS Astana ci ha dato una tabella per regolare il ciclo del sonno ed evitare impatti negativi».

Davide Toneatti, XDS Astana Team, 2026
Dopo tre anni nel devo team, il 2026 sarà per Toneatti la seconda stagione WorldTour con la XDS Astana
Davide Toneatti, XDS Astana Team, 2026
Dopo tre anni nel devo team, il 2026 sarà per Toneatti la seconda stagione WorldTour con la XDS Astana
Torni a mettere il numero sulla schiena, sensazioni?

Finalmente! Manca ancora una decina di giorni, qualcosa meno, però non vedevo l’ora. Poi più mi avvicinerò al debutto e maggiore sarà l’adrenalina. 

Che mesi sono stati?

Impegnativi, più mentalmente che fisicamente. Mi sono sempre allenato, ma è stato tosto vedere gli altri miei compagni andare forte e vincere senza la possibilità di essere con loro e dare il mio contributo alla grande rimonta. 

Ti sei fermato dopo la Roubaix, è successo qualcosa in quella gara?

No, la Roubaix è stata la mia ultima corsa del 2025, ma non c’entra nulla. Mi sono fermato un paio di settimane dopo, per un problema di salute che dovevamo risolvere.

Davide Toneatti, XDS Astana Team, Parigi-Roubaix 2025
13 aprile 2025, la Parigi-Roubaix è stata l’ultima gara per Davide Toneatti, poi il lungo stop dalle corse
Davide Toneatti, XDS Astana Team, Parigi-Roubaix 2025
13 aprile 2025, la Parigi-Roubaix è stata l’ultima gara per Davide Toneatti, poi il lungo stop dalle corse
A proposito di cosa?

E’ stato un problema cardiaco emerso sotto sforzo, nulla di grave ma me ne sono accorto insieme al dottor Corsetti. Diciamo che in allenamento ho avuto un avvertimento, così mi sono fermato per precauzione. 

Quanto sei stato fermo?

Appena ci siamo accorti del problema sono stato per una decina di giorni senza toccare la bici e mi sono sottoposto a una prima operazione, era il mese di giugno. Poi ho fatto altri quattordici giorni senza pedalare a ottobre per fare un’altra operazione. Nulla di invasivo, ma ci siamo accorti che nel primo intervento chirurgico il problema non era stato risolto completamente. 

Come ti sei allenato?

Fino alla prima operazione in maniera normale, seguendo le tabelle, anche perché eravamo convinti di tornare in gruppo. Una volta ripartito, quando ci siamo accorti che il problema non era stato risolto, mi sono fermato nuovamente. Questa volta con l’idea di non tornare ad allenarmi seriamente fino a fine stagione.

Davide Toneatti, XDS Astana Team 2024 (foto Instagram)
Toneatti è entrato alla XDS Astana nel 2022, lasciando il ciclocross e concentrandosi totalmente sulla strada (foto Instagram)
Davide Toneatti, XDS Astana Team 2024 (foto Instagram)
Toneatti è entrato alla XDS Astana nel 2022, lasciando il ciclocross e concentrandosi totalmente sulla strada (foto Instagram)
In che senso?

Sarei dovuto tornare a correre a fine agosto, ma quando mi sono fermato nuovamente era chiaro che la stagione sarebbe finita senza poter tornare in gruppo. 

Quando hai ripreso a lavorare seriamente?

A metà novembre, ma non è stato facile. Quando ti succede qualcosa del genere perdi un po’ di certezze e la sicurezza che avevi. Nei primi allenamenti dopo l’operazione, quindi a fine ottobre, avevo tanti pensieri per la testa. Poi più si va avanti, più la testa si libera e torni sereno

Dopo tanti mesi lontano dalle gare come riparti?

Insieme alla squadra abbiamo deciso di partire presto per tornare nei meccanismi del gruppo. Farò il Tour Down Under, le altre due gare di un giorno in Australia e poi il UAE Tour. Questo primo blocco servirà per riprendere la mano, poi dovrei fare il Laigueglia e la campagna del Belgio.

Che 2026 deve essere?

Nelle prime uscite senza obiettivi, penso ci vorrà un attimo per capire a quale punto sono. Un conto sono i valori, un altro è la gara. Adesso capirò dove e come migliorare, poi da marzo si potrà parlare di obiettivi. 

Davide Toneatti, XDS Astana Team, E3 Saxo Classic 2025
Dopo aver assaggiato le pietre del Nord nel 2025 ora Toneatti vuole concentrarsi sulle classiche delle Ardenne
Davide Toneatti, XDS Astana Team, E3 Saxo Classic 2025
Dopo aver assaggiato le pietre del Nord nel 2025 ora Toneatti vuole concentrarsi sulle classiche delle Ardenne
Perdere la scorsa stagione quanto è stato difficile dal punto di vista tecnico e atletico?

Tanto. Sarebbe stata un’annata importante per togliersi qualche dubbio, così da puntare forte sul 2026. Purtroppo lo stop forzato mi ha costretto a rimandare alcune cose.

Quali?

Sarebbe stato interessante capire come avrei reagito alle corse più dure, ho avuto modo di vedermi all’opera sul pavé del Fiandre e della Roubaix. Posso dire che sono tanto diversi e per mie caratteristiche mi sento più incline ai muri, comunque peso 65 chilogrammi e sulle pietre della Roubaix mi manca qualcosa in termini di potenza pura

Dove vorrai arrivare nella prossima stagione?

Mi piacerebbe capire come vado nelle corse più dure e impegnative. Cercherò di capire qual è il mio limite e avrò modo di farlo nelle Ardenne visto che dovrei fare l’intera campagna. La mia idea è di non essere un corridore da corse a tappe, ma da gare di un giorno. Ci sarà da capire quali.

Visma Lease a Bike 2026, Nimbl

Nimbl e Visma Lease a Bike: un ecosistema di performance

07.01.2026
4 min
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Nimbl si conferma indiscutibilmente una presenza decisamente rilevante all’interno del mondo WorldTour. Il brand italiano, già apprezzato per le sue calzature, affianca anche quest’anno il Team Visma Lease a Bike quale fornitore di equipaggiamento tecnico. La nuova linea di abbigliamento – indossata dalla squadra a partire dal Tour de France 2025 – segna un passaggio chiave nella strategia del marchio per poter crescere nel segmento dell’abbigliamento.

Visma Lease a Bike 2026, Nimbl, Jonas Vingegaard, Wout Van Aert
Nimbl affiancherà il Team Visma Lease a Bike anche nella stagione 2026
Visma Lease a Bike 2026, Nimbl, Jonas Vingegaard, Wout Van Aert
Visma Lease a Bike 2026, Nimbl, Jonas Vingegaard, Nimbl affiancherà il Team Visma Lease a Bike anche nella stagione 2026Van Aert

Per Nimbl non si tratta di una semplice sponsorizzazione. E’ un progetto industriale e tecnico che punta in alto. Lo spiega Francesco Sergio, Managing Director e Co-Founder del marchio: l’accordo rappresenta un’evoluzione strategica guidata dalla performance. L’obiettivo è ampliare il modello di business con categorie complementari, investendo in know-how, filiera produttiva e crescita sostenibile.

L’abbigliamento, in questa visione, completa l’ecosistema Nimbl e rafforza l’identità del brand anche nel percorso di espansione globale.

L’ingresso nell’abbigliamento nasce come naturale estensione di un metodo già consolidato. Nimbl ha lavorato a un sistema integrato insieme agli atleti, partendo dai test in gara e da un processo continuo di ottimizzazione. E’ la stessa logica che ha portato il marchio a guadagnarsi credibilità tra i professionisti: sviluppo sul campo, attenzione maniacale ai dettagli e miglioramento costante.

Un’immagine evidente

Anche il Team Visma Lease a Bike sottolinea il valore tecnico della collaborazione. Mathieu Heijboer, Head of Performance del team, evidenzia come l’abbigliamento ad alte prestazioni sia un requisito essenziale per competere ai massimi livelli. La partnership, spiega, è cresciuta in modo progressivo e profondo, dalla fase di prova alle condizioni reali di gara. Per un team WorldTour, elementi come vestibilità, aerodinamica e comfort non sono dettagli. Possono determinare la differenza tra sfruttare un’occasione e perderla.

Il progetto riguarda anche l’identità visiva. Nel WorldTour, la riconoscibilità è parte della performance, soprattutto a velocità elevate e in contesti mediatici globali. Francesco Matrone, graphic designer di Nimbl, descrive un design essenziale, intenzionale e immediato. L’obiettivo è creare una firma grafica chiaramente associabile al Team Visma Lease a Bike, senza concessioni superflue. Ogni elemento è integrato e funzionale, pensato per performare sotto pressione.

La stessa filosofia guida l’approccio tecnico della divisione abbigliamento. Eric van de Meent, responsabile del settore, racconta il passaggio da un brand capace di mettere in discussione lo status quo nelle scarpe a un sistema completo per il ciclismo su strada. Il feedback di atleti come Jonas Vingegaard, Wout Van Aert, Marianne Vos e Victor Campenaerts alimenta sviluppo e affinamento. Non conta solo la galleria del vento. Conta tutto ciò che succede in gara, ogni giorno.

Francesco Sergio, Co-Founder e Managing Director Nimbl
Francesco Sergio, Co-Founder e Managing Director Nimbl

Dal WorldTour… al pubblico 

Al centro c’è un principio chiaro: sottrazione. Se una caratteristica non migliora velocità, efficienza, durata o comfort, viene eliminata. E’ un processo rigoroso, sostenuto anche dalla fiducia dei consumatori, che rende possibile livelli di ricerca e sviluppo tipici del WorldTour.

La collaborazione tra Nimbl e Team Visma Lease a Bike nasce quindi come investimento di lungo periodo. Design, ingegneria, metodo e dati si incontrano per definire un nuovo standard. Scarpe, maglie e pantaloncini sono progettati per lavorare come un’unica unità aerodinamica. Ciò che viene validato al massimo livello diventa riferimento anche per i prodotti destinati al pubblico. Un trasferimento diretto di tecnologia e conoscenza. Dal WorldTour alla strada, senza compromessi.

Nimbl

Fausto Masnada, XDS Astana Team

Masnada e la MBH Bank: «l’occasione giusta al momento giusto»

03.01.2026
5 min
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Fausto Masnada sta lavorando a pieno regime in vista della prossima stagione, che coinciderà con il suo ritorno in maglia MBH Bank-Ballan-Csb (dall’1 gennaio ha cambiato nome diventando MBH Bank-Csb-Telecom Fort. Il bergamasco indosserà di nuovo la maglia del team di Bevilacqua esattamente dieci anni dopo, l’ultima volta era il 2016. Da quel momento per Masnada iniziò il viaggio tra i professionisti. Non c’è ancora il cartello dell’ultima fermata, infatti la sua figura farà da riferimento nel nuovo progetto della MBH Bank-Csb-Telecom Fort, che da quest’anno diventa professional.

«Già da dicembre mi sono messo a lavorare duramente – dice Masnada – ormai non esiste più la preparazione lenta. Fin dall’inverno ci si concentra e si lavora a pieno regime per quanto riguarda i volumi e i carichi di allenamento. Siccome la squadra non aveva previsto un ritiro a dicembre, ho deciso di andare comunque a Gran Canaria per una dozzina di giorni insieme a Lorenzo Masciarelli. Ci eravamo organizzati durante il primo mini ritiro che avevamo fatto a ottobre. Stare a casa tutto dicembre mi sembrava strano, così siamo venuti qui. Erano tanti anni che non venivo a Gran Canaria, cambiare strade e paesaggi mi aiuta a tenere alta la concentrazione e il morale».

MBH Bank-Ballan-Csb Telecom Fort
Masnada aveva già partecipato a uno dei primi incontri del team nel mese di dicembre
Hai rotto il ghiaccio con uno dei nuovi compagni per la prossima stagione…

Sì, Masciarelli ed io abbiamo trovato una casa vicino al centro di Las Palmas. Siamo stati tanto insieme, anche in allenamento. Poi ognuno aveva i propri lavori specifici da fare, però abbiamo condiviso molto tempo insieme. 

Ritorni dove tutto era iniziato, come ti senti?

Quando Antonio (Bevilacqua, ndr) mi ha parlato del progetto l’ho preso subito in considerazione. A questo punto della carriera avevo bisogno di qualcosa di diverso. Il WorldTour è un mondo impegnativo e per tanti aspetti diverso da quello di una professional. Nel momento in cui mi hanno detto che in MBH Bank la mia presenza sarebbe stata preziosa come riferimento per i giovani ho capito di aver trovato il mio posto. 

Fausto Masnada, MBH Bank-Ballan-Csb Telecom Fort
Masnada ha firmato un accordo triennale con la formazione di Bevilacqua
Fausto Masnada, MBH Bank-Ballan-Csb Telecom Fort
Masnada ha firmato un accordo triennale con la formazione di Bevilacqua
Hai già fatto una prima esperienza con Masciarelli a Gran Canaria, com’è andata?

Si sente la differenza di età e di esperienza. Alla fine ho 32 anni e lui ne ha esattamente dieci in meno di me. Ci siamo confrontanti tanto e Masciarelli mi ha fatto parecchie domande. In lui ho rivisto tanto del Masnada che nel 2017 è passato professionista con la Androni, io avevo Gavazzi e Frapporti come riferimenti. 

C’è qualcosa di loro che ti porterai dietro in questa nuova esperienza?

Essere disponibile a rispondere a tutte le domande, ma non solo. Essere il più grande in squadra è una ruota che gira. Per me Gavazzi e Frapporti sono stati due esempi importantissimi e lo stesso vorrò essere io per i ragazzi della MBH Bank-Csb. Loro due sapevano fare gruppo, ma soprattutto erano capaci di mettere i puntini sulle “i”. 

Fausto Masnada, Colpack, Coppa d'Inverno 2016
Fausto Masnada torna nel team che nel 2016 lo ha lanciato tra i professionisti
Fausto Masnada, Colpack, Coppa d'Inverno 2016
Fausto Masnada torna nel team che nel 2016 lo ha lanciato tra i professionisti
Cosa intendi?

Ricordo una frase che lo stesso Gavazzi mi disse al primo ritiro, io ero giovane e avevo voglia di fare, uscire, andare a fare una passeggiata dopo gli allenamenti. Lui mi prese e disse: «Devi imparare che questa è la vita del corridore, stare ore e ore nella stanza di un hotel».

La vita del corridore è cambiata tanto?

Tantissimo, soprattutto per i giovani. In Androni noi eravamo professionali e determinati ma c’era maggiore leggerezza. L’ambiente era diverso, erano richieste meno energie mentali. Ora se un giovane entra nel WorldTour vive in simbiosi con il team. Entrano in una bolla e devono seguirne le regole, inoltre sono controllati in ogni ambito. 

Hai detto che il WorldTour era diventato troppo impegnativo, sentivi di non essere più parte di quel mondo?

In XDS Astana ho riscoperto un ruolo diverso, quello di lavorare in supporto agli altri, ai leader. Mi sono sacrificato tanto e ho sacrificato tanto tempo per raggiungere degli obiettivi. Mesi di ritiri per preparare due Grandi Giri e altri in mezzo per tenere alta la condizione. Mi sono reso conto di fare un lavoro che mi soddisfa, ma del quale non mi sentivo ripagato a livello personale

Campionati del mondo 2025, Fausto Masnada, prova il percorso della gara su strada
Masnada ha partecipato al mondiale di Kigali, voluto fortemente da Ciccone
Campionati del mondo 2025, Fausto Masnada, prova il percorso della gara su strada
Masnada ha partecipato al mondiale di Kigali, voluto fortemente da Ciccone
Con il nuovo progetto della MBH Bank cambierà qualcosa?

Non la professionalità richiesta e che ci dedicherò, quello sicuramente. Ma faremo un calendario più “semplice” senza Grandi Giri. Si andrà forte, ma con equilibri diversi. Quest’anno mi ero reso conto di aver raggiunto un limite, ho pensato tanto al futuro e questo progetto mi permette di sentirmi un corridore nuovo. Sono stato fortunato. 

Perché?

Per il tempismo, l’occasione di Bevilacqua è arrivata nell’anno giusto e al momento giusto. Sento di poter chiudere un cerchio iniziato anni fa e nel ciclismo non è mai facile. Ho avuto la fortuna di correre in alcuni dei migliori team al mondo e sarà un mio compito portare questa mentalità con me. Il ciclismo non concede distrazioni, passare da continental a professional richiede un cambio di marcia netto. Andremo a competere con realtà molto grandi e solide, nel nostro dovremo farci trovare pronti e saper gestire tutto.