Scott ha recentemente annunciato l’avvio di una nuova partnership pluriennale con l’NSN Cycling Team, entrando come sponsor ufficiale per la fornitura delle biciclette. L’accordo segna un momento chiave per entrambi gli attori: da un lato il team svizzero-spagnolo apre un nuovo capitolo sportivo, dall’altro Scott celebra il ritorno alle competizioni dell’UCI WorldTour, riportando le proprie tecnologie ai massimi livelli del ciclismo professionistico.
La collaborazione nasce da una visione comune: innovazione, ricerca tecnologica e ambizione sportiva. NSN Cycling Team, con sede in Spagna ma licenza svizzera, condivide infatti la stessa radice geografica di Scott, che ha il suo quartier generale a Givisiez. Un legame simbolico che si rafforza attraverso un progetto tecnico di lungo periodo.
I corridori del Team NSN correranno con la Scott Foil RCI componenti saranno firmati SyncorssI corridori del Team NSN correranno con la Scott Foil RCI componenti saranno firmati Syncorss
I componenti sono Syncros
«È un vero privilegio supportare NSN Cycling Team – ha dichiarato Pascal Ducrot, co-CEO di Scott Sports – perché questa sponsorship rappresenta il nostro ritorno nel WorldTour e ci permette di mettere a disposizione dei corridori prodotti di altissimo livello. Vogliamo accompagnare gli atleti nel dare il meglio su ogni palcoscenico internazionale. Inoltre, Scott considera i propri prodotti strumenti per andare oltre. Essere parte della missione di NSN, ispirare milioni di persone attraverso il ciclismo, è una grande responsabilità e un grande orgoglio…».
La partnership prevede la fornitura delle bici top di gamma Scott, insieme ai componenti Syncros. Il team utilizzerà la Foil RC, una delle bici aerodinamiche più vincenti del WorldTour, e la Plasma RC TT, modello dedicato alle prove contro il tempo. Una scelta tecnica che conferma la volontà di NSN di puntare su mezzi performanti, pensati per affrontare ogni tipologia di gara.
Scott dal 2026 tornerà ufficialmente nel WorldTourScott dal 2026 tornerà ufficialmente nel WorldTour
L’iniziativa “Racing For Change”
Per Scott, il progetto va oltre la semplice sponsorizzazione. L’azienda sarà difatti parte integrante dello sviluppo del team, inclusa la squadra dedicata ai giovani talenti. Un impegno coerente con la mission del brand: creare attrezzature capaci di superare i limiti grazie a innovazione, tecnologia e design.
NSN Cycling Team guarderà al 2026 come all’anno zero della sua nuova identità nel WorldTour. Tra gli atleti di punta ci sarà Biniam Girmay, vincitore della maglia verde al Tour de France e tre volte vincitore di tappa, ora leader del progetto sportivo. La squadra porta avanti anche l’iniziativa “Racing For Change”, un programma che utilizza il ciclismo come strumento sociale, legato allo sviluppo del centro ciclistico “Field of Dreams”.
La nuova stagione inizierà ufficialmente con il Tour Down Under, a gennaio. Sarà la prima occasione per vedere le nuove bici Scott in gara con i colori NSN, inaugurando una collaborazione che punta a lasciare il segno nel panorama del ciclismo internazionale.
Scott fornirà le sue biciclette al Team Sunweb per la prossima stagione. Una collaborazione fra due protagonisti del ciclismo che condividono la stessa filosofia
Il team Jayco-AlUla è già immerso nel primo ritiro di stagione, una settimana in Spagna, più precisamente a Denia. Un ritrovo per gettare le basi in vista del prossimo anno, nel quale si aprirà un triennio importante ed è fondamentale iniziare con il piede giusto. Tra coloro dai quali ci si attende una risposta c’è sicuramente Filippo Conca, il campione italiano che a Trieste ha messo nel sacco i professionisti. Dopo il titolo tricolore conquistato insieme allo Swatt Club per Conca è arrivata la chiamata della Jayco AlUla. Un ritorno nel WorldTour per il corridore lecchese, che dopo quattro stagioni tutt’altro che facili era uscito dal professionismo.
Fabio Baronti è entrato nello staff performance della Jayco AlUla come preparatore a inizio 2025Fabio Baronti è entrato nello staff performance della Jayco AlUla come preparatore a inizio 2025
Cambiamenti e ritorni
Ora Filippo Conca sta vivendo la sua seconda chance e nel preparare la sua prima stagione con la Jayco AlUla sta lavorando con Fabio Baronti, preparatore che lo scorso anno è entrato nel team australiano dopo gli anni di formazione al Cycling Team Friuli.
«Per me il 2025 – ci dice Baronti – è stato un anno importantissimo nel quale sono cresciuto tanto. Arrivavo con molta voglia di dimostrare che la fiducia riposta nelle mie capacità fosse giustificata. Personalmente ho fatto un grande passo in avanti e penso di poterne fare altri nella stagione che è alle porte. La squadra guarda avanti e ha già fatto dei cambiamenti. A capo del gruppo performance è arrivato, dal team femminile, Gene Bates. Ho avuto modo di lavorare con lui e sono felice di ritrovarlo anche nella formazione maschile. E’ tornato a far parte dell’organico anche Neil Stephens, diesse che era con il team agli inizi (poi passato in UAE Emirates e Bahrain Victorious, ndr) siamo consapevoli di doverci evolvere e guardare al futuro, per farlo però non vogliamo perdere un certo legame con il passato».
Conca ha conquistato il titolo italiano a fine giugno, durante l’inverno era rimasto senza squadraConca ha conquistato il titolo italiano a fine giugno, durante l’inverno era rimasto senza squadra
Nel tuo primo anno sei entrato in contatto con il campione italiano, Filippo Conca, com’è andata?
E’ entrato in squadra ad agosto, quindi il primo approccio è stato “soft”. Conca lavorava già con il suo preparatore, abbiamo deciso di non intervenire direttamente ma di seguirlo e dargli supporto. Alla base c’era un contatto giornaliero che serviva per coordinare allenamenti e gare.
E’ stato semplice?
Abbiamo la fortuna di lavorare in uno sport che si basa molto sui numeri e dal quale riusciamo a raccogliere molti dati riguardo all’atleta. Riusciamo a monitorare i ragazzi a 360 gradi, tuttavia rimane fondamentale l’aspetto umano, anche nel lavoro del preparatore.
La Jayco-AlUla lo ha riportato nel WordTour e metà 2025, i primi mesi sono serviti per riprendere le misureLa Jayco-AlUla lo ha riportato nel WordTour e metà 2025, i primi mesi sono serviti per riprendere le misure
Cosa si è guardato nei primi mesi?
A tutti e due gli aspetti. Dal punto di vista tecnico ci siamo coordinati per capire quali fossero la struttura di lavoro di Conca e gli elementi funzionali al suo interno. D’altro canto ci siamo interrogati su cosa potesse essere cambiato, al fine di lavorare al meglio insieme. Un aspetto molto importante è la conoscenza personale, capire quali fossero le convinzioni e le idee radicate nella testa del corridore. Per fare il salto fisico a volte non basta il solo allenamento, serve anche uno step mentale.
Conca arrivava da una situazione particolare, come hai approcciato questa situazione?
Solitamente un corridore professionista vive una certa routine di progressione costante negli anni, fino ad arrivare a un livello nel quale rimane per diverso tempo. La situazione di Conca, uscito dal professionismo e ripartito con lo Swatt Club l’ho giudicata al pari di un infortunio. Lui è uscito dalla zona di comfort ed è ripartito da solo. Si è trovato a rimettersi in discussione, senza punti di riferimento. Però se sei capace di rialzarti sono quelli i momenti in cui cresci e crei resilienza, alzando il tuo livello.
Il long Covid ha condizionato il finale di stagione di Conca, che ora è ripartito per costruire il 2026Il long Covid ha condizionato il finale di stagione di Conca, che ora è ripartito per costruire il 2026
Così è stato?
Il dubbio c’era ed era legittimo, anche perché Conca nella prima parte del 2025 ha corso pochissimo. I dati raccolti ci hanno confermato che pur senza correre i suoi valori sono aumentati.
Te lo saresti aspettato?
Da un certo punto di vista, sì. Filippo senza un calendario certo ha avuto modo di fare tantissima base durante l’inverno, cosa che da professionista è impossibile perché a gennaio già si corre. Lui, invece, si è allenato molto e questo gli ha dato dei benefici evidenti. E’ come se avesse resettato tutto. Certo, gli manca l’aspetto competitivo, ma quello si crea.
Conca è un corridore dal fisico imponente, ma delle ottime qualità atletiche che gli permettono di essere competitivo sui percorsi duriConca è un corridore dal fisico imponente, ma delle ottime qualità atletiche che gli permettono di essere competitivo sui percorsi duri
Come avete impostato il lavoro?
Serviva programmare il tutto, senza estremizzare. Si deve trovare l’equilibrio tra blocchi di allenamento e di gare. Nei primi costruisci, con i secondi finalizzi. Solo in questo modo si migliora la forma fisica. Ricordiamo che Conca ha subito anche gli effetti di un long Covid a fine 2025, la cosa importante era farlo recuperare. Gli abbiamo concesso tre settimane di riposo completo ed è ripartito due settimane dopo gli altri, a metà novembre. Meglio così per me, non ci sono differenze.
Ultima domanda, che motore è quello di Conca?
E’ un corridore atipico, con una stazza importante. Parliamo di un ragazzo alto 192 centimetri e con un peso che oscilla tra i 75 e i 77 chilogrammi. Non ha le caratteristiche di uno scalatore, ma ha un motore ottimo, mettendo insieme le sue caratteristiche fisiche viene fuori un corridore capace di essere competitivo nelle corse impegnative. Per questo non mi ha sorpreso che abbia vinto l’italiano a Trieste.
Quattro anni da corridore e poi altri ventisei in ammiraglia, a seguire, allenare, parlare e veder crescere giovani di generazioni tanto diverse ma con un’unica passione: il ciclismo. Le strade di Cristian Pavanello e della Borgo Molino Vigna Fiorita si sono separate dopo trent’anni, una scelta difficile ma necessaria. Il cammino intrapreso insieme è giunto a un bivio e non è stato più possibile proseguire l’uno accanto all’altro (in apertura Photors.it).
«Ho fatto il diesse per tanti anni – racconta Pavanello quando lo chiamiamo per raccontarci questa storia – ma non sono io il padrone di casa. In queste situazioni nel momento in cui non sei d’accordo con determinate scelte è il momento di voltare pagina. La stagione 2025 non è stata una delle migliori, ma in tanti anni di attività possono capitare delle annate storte. Abbiamo avuto degli infortuni che ci hanno rallentati, succede e si guarda avanti».
Cristian Pavanello dopo 26 anni lascia la Borgo Molino Vigna Fiorita (Photors.it)Cristian Pavanello dopo 26 anni lascia la Borgo Molino Vigna Fiorita (Photors.it)
Tuttavia le strade si dividono…
Chi è a capo del team ha voluto fare dei cambiamenti sui quali non mi trovavo d’accordo. Si è voluto inserire del personale nuovo che avesse un collegamento con squadre WorldTour, sinceramente mi è sembrato un passo fin troppo grande. E’ normale che dopo tanti anni si provi a cambiare, tutti cerchiamo di restare aggiornati e seguire i tempi.
Quale aspetto non ti ha convinto?
Si vogliono apportare determinati cambiamenti in una categoria, quella juniores, nella quale i ragazzi hanno ancora tante altre cose a cui pensare. Prima tra tutte la scuola. Il ciclismo in età giovanile e adolescenziale non dovrebbe essere visto come una professione, eppure questo già succede. Ci sono ragazzi che lasciano gli studi.
Il 2025 è stato un anno difficile ma non privo di soddisfazioni, qui la vittoria al GP Rinascita, la corsa di casa del team (Photors.it)Il 2025 è stato un anno difficile ma non privo di soddisfazioni, qui la vittoria al GP Rinascita, la corsa di casa del team (Photors.it)
Un mondo, in generale, nel quale si fa fatica a riconoscersi?
Sono arrivate anche qui (tra gli juniores, ndr) le società satellite dei team WorldTour. Per fronteggiare e competere contro queste armate non basta dire: «Facciamo come loro». Stiamo parlando di realtà con budget praticamente illimitati e un numero di personale decisamente superiore e qualificato. Per restare al passo con i tempi serve fare scelte ponderate, non basta la voglia di simulare ciò che fanno questi team.
In Italia è possibile?
Partiamo dal dire che il regolamento federale non aiuta, non è colpa della Federazione perché per aggiornarci serve tempo e mettere d’accordo tante teste (troppe forse, ndr). Ma facciamo un paragone.
I devo team juniores hanno alzato il livello, rendendo difficile per le squadre italiane il confronto, qui la Grenke Auto Eder in parata al 37° Trofeo GD Dorigo (foto Instagram/ATPhotography)I devo team juniores hanno alzato il livello, rendendo difficile per le squadre italiane il confronto, qui la Grenke Auto Eder in parata al 37° Trofeo GD Dorigo (foto Instagram/ATPhotography)
Prego…
Un devo team juniores può prendere ragazzi di tante nazionalità diverse, senza limiti (il Team Grenke-Auto Eder nel 2025 aveva nove ragazzi di sette nazionalità differenti, ndr). Una squadra juniores italiana può prenderne al massimo uno e poi due atleti con un punteggio superiore a 35. Va da sé che nel confronto non si parta ad armi pari, anche perché ogni domenica corri contro atleti di livello internazionale e noi abbiamo al massimo uno o due ragazzi che possono competere (ne è esempio il successo in parata della stessa Grenke-Auto Eder al Trofeo Dorigo, ndr).
Guardiamo all’estero ma il confronto è difficile?
E’ tutto completamente diverso, hanno capacità e metodi che per noi sono impossibili da replicare. Pensate al calendario, questi devo team possono correre all’estero quando vogliono. Lo staff e il personale sono pagati e fanno questo di lavoro. In Italia ci basiamo ancora sul volontariato: sacrosanto e per fortuna che esista, ma non si può competere.
In Italia il movimento juniores si è sempre basato su solide realtà, ma la crisi è evidente (Photors.it)In Italia il movimento juniores si è sempre basato su solide realtà, ma la crisi è evidente (Photors.it)
Impossibile farlo ora, ma in futuro?
Penso sia possibile, ma si deve fare tutto grado per grado. E prima di quei cambiamenti portati avanti dal team si devono fare altre cose. Ad esempio c’è il discorso dei materiali: biciclette, abbigliamento, ecc… I devo team si basano sulle squadre WorldTour, possono offrire all’atleta un supporto illimitato. Da noi avere due o tre biciclette, poi la bici da cronometro e kit nuovi ogni mese è impossibile.
Di squadre che sanno lavorare bene ce ne sono anche da noi…
Chiaramente davanti all’offerta dall’estero un ragazzo si fa attrarre, così come la famiglia. Sembra che in Italia non siamo più bravi a fare nulla, non penso sia vero. Abbiamo le nostre qualità, certo per competere con determinate realtà si fa fatica. Ma ci siamo sempre difesi.
L’accordo tra Borgo Molino e Coratti era stato siglato tra i due presidenti, Pietro Nardin e Simone Coratti. Poi il dietrofront di questi giorniL’accordo tra Borgo Molino e Coratti era stato siglato tra i due presidenti, Pietro Nardin e Simone Coratti. Poi il dietrofront di questi giorni
E’ notizia di qualche giorno fa che la Borgo Molino e il Team Coratti non si uniranno più.
Era un’iniziativa portata avanti da me, negli anni ne abbiamo fatte tante tra Italia ed estero. Non so come mai non sia proseguita la cosa. Io avevo fatto incontrare i due presidenti delle squadre che poi erano arrivati a trovare l’accordo, ma è saltato tutto. A mio avviso era una bella iniziativa. Va bene ambire al WorldTour (l’obiettivo dichiarato della Borgo Molino è diventare devo team entro cinque anni, ndr) ma prima sarebbe stato meglio aprire gli occhi e allargare il bacino d’utenza in Italia.
Un nuovo accordo strategico segna un passo importante nel mondo della tecnologia applicata al ciclismo. iGPSPORT, marchio internazionale specializzato nella produzione di ciclocomputer smart, ha difatti annunciato la definizione di una una partnership pluriennale con il Team Groupama-FDJ. L’intesa sancisce l’ingresso ufficiale del brand cinese nel panorama delle competizioni WorldTour, portando nel gruppo professionistico soluzioni tecnologiche avanzate e sviluppate per le esigenze del ciclismo moderno.
Il Team Groupama-FDJ è una delle squadre più longeve e titolate del ciclismo internazionale. Fondato nel 1997, è stabilmente nel WorldTour dal 2005. La formazione francese vanta un palmarès di alto livello: 29 partecipazioni al Tour de France, 40 vittorie di tappa nei Grandi Giri, 3 Classiche Monumento e una media di oltre 20 successi stagionali. Una storia costruita con continuità, qualità e un costante investimento nelle performance.
iGPSPORT nasce invece nel 2012 con una missione chiara: progettare, sviluppare e produrre ciclocomputer intelligenti e accessori dedicati ai ciclisti. In pochi anni il marchio ha costruito una presenza globale, superando i 2 milioni di utenti nel mondo e raggiungendo più di 40 Paesi, tra cui Francia, Germania, Spagna, Giappone e Corea del Sud. La partnership con Groupama-FDJ rappresenta un riconoscimento internazionale della qualità dei suoi prodotti e un passo decisivo per la crescita nel settore professionistico.
iGPSPORT dal prossimo anno sarà partner tecnologico del team Groupama-FDJiGPSPORT dal prossimo anno sarà partner tecnologico del team Groupama-FDJ
Piattaforma tecnologica completa
A partire dalla prossima stagione agonistica 2026, la squadra francese utilizzerà l’intera gamma di dispositivi iGPSPORT per allenamenti e gare. Tra questi spiccano il BiNavi Bike Navigator, ciclocomputer di nuova generazione con funzioni di navigazione avanzata, e il BSC300T, un modello “touch screen” ultra sottile pensato per chi cerca massima leggerezza. La dotazione include anche il cardio frequenzimetro HR50 e il fanalino radar SRmini, evoluzione della sicurezza attiva su strada.
Il ciclismo professionistico è da sempre un banco di prova estremo per la tecnologia. Velocità oltre i 40/45 km/h, vibrazioni continue, temperature variabili, pioggia, luce diretta e condizioni imprevedibili richiedono strumenti affidabili, leggibili e precisi. Il BiNavi risponde a queste necessità con un display da 3,5 pollici, perfettamente visibile in ogni condizione. Le sue funzioni si basano su algoritmi proprietari iGPSPORT e su una piattaforma tecnologica progettata per offrire dati completi, rapidi e stabili.
IGPSPORT realizza dispositivi all’avanguardia capaci di sostenere al meglio gli atleti durante allenamenti e gareIGPSPORT realizza dispositivi all’avanguardia capaci di sostenere al meglio gli atleti durante allenamenti e gare
Affidabilità al top
«Siamo sempre alla ricerca dell’attrezzatura migliore per i nostri corridori – hanno dichiarato dal quartier generale del Team Groupama-FDJ – ed abbiamo testato il BiNavi in allenamento, rimanendo positivamente colpiti dalla stabilità, dalla chiarezza dei dati e dalla sua capacità di adattarsi alle nostre esigenze. Siamo convinti che iGPSPORT sia il partner giusto per affrontare le sfide delle prossime stagioni».
«Il nostro obiettivo – hanno ribattuto da iGPSPORT – è quello di fornire al team i ciclocomputer più avanzati, garantendo un supporto tecnico affidabile per ottenere grandi risultati. Questa partnership va oltre la collaborazione commerciale: vogliamo contribuire allo sviluppo della cultura ciclistica globale. Insieme continueremo a creare prodotti innovativi, di qualità e facili da usare. Questo accordo rafforzerà la presenza internazionale di iGPSPORT e introdurrà un modello di collaborazione basato su competenze condivise e innovazione tecnologica. Un approccio capace di portare nuova energia all’intero movimento ciclistico e di accelerarne l’evoluzione nei prossimi anni».
Quanta carne al fuoco nell'ambito del ciclomercato. Walzer di firme tra rinnovi e grandi passaggi. Su tutti quello di Carapaz alla EF Education EasyPost
Sulle strade della Liguria, Filippo Agostinacchio è già tornato a pedalare in vista della stagione di ciclocross. Una settimana di allenamenti passata a sfruttare il clima favorevole della costa, con un sole ancora caldo sopra la testa (nella foto di apertura durante un allenamento).
«Ho iniziato a far girare le gambe e prepararmi per la stagione invernale – racconta il più grande dei due fratelli – sono venuto qui in Liguria insieme a un amico. Abbiamo affittato un appartamento e ci stiamo allenando lontani dal freddo di Aosta».
Filippo Agostinacchio durante uno dei primi allenamenti in maglia EF Education-EasyPost-Oalty Filippo Agostinacchio durante uno dei primi allenamenti in maglia EF Education-EasyPost-Oalty
Il cross
Una ripresa che lo ha già visto indossare la maglia della EF Education-EasyPost-Oatly con la quale correrà nella stagione del ciclocross. Il valdostano è alla ricerca della condizione, l’esordio nel fuoristrada non è lontano e c’è da lavorare.
«La ripresa degli allenamenti sta andando bene, a livello metabolico – racconta – mentre sotto l’aspetto fisico ho un problemino al ginocchio da sistemare. Nulla di grave, è un edema osseo al terzo distale del femore che mi causa un leggero fastidio. Si tratta di un problema che arriva a causa di diversi microtraumi. In bici riesco ad andare e allenarmi senza problemi, per il momento ho interrotto palestra e corsa. Metabolicamente posso lavorare e arrivare in condizione alle prime gare di ciclocross, dovrei iniziare il 7 dicembre in Sardegna».
Il 2025 per Filippo Agostinacchio è stato l’anno della consacrazione tra gli U23: qui nella vittoria di tappa al Giro Next Gen (foto La Presse)Il 2025 per Filippo Agostinacchio è stato l’anno della consacrazione tra gli U23: qui nella vittoria di tappa al Giro Next Gen (foto La Presse)
Ti stai già allenando con la nuova divisa…
E’ quella del team di ciclocross, ha la stessa grafica di quella WorldTour. Posso indossarla per via dell’accordo “tre parti” dell’UCI, il prevede che su strada continuerò a correre con la squadra di provenienza, e per il ciclocross correrò con la EF Education-EasyPost-Oalty.
L’anno prossimo non correrai più con la Biesse-Carrera-Premac?
In realtà qui arriva la novità, in realtà nel 2026 su strada correrò ancora con loro. Alla fine per me non si è liberato il posto nella formazione WorldTour. A causa di certe dinamiche interne al team non si è trovato il modo di farmi passare con la EF Education-EasyPost.
Nonostante gli ottimi risultati per Agostinacchio, a causa di sfortunate coincidenze, non si sono aperte le porte del WorldTourNonostante gli ottimi risultati per Agostinacchio, a causa di sfortunate coincidenze, non si sono aperte le porte del WorldTour
Come mai?
Perché secondo gli accordi iniziali, presi a maggio, dovevo passare nel devo team, poi la mia stagione è decollata e mi hanno detto che avrebbero preferito farmi entrare nel WorldTour. In squadra si sarebbero liberati tre posti, ma altri atleti avevano già firmato a maggio per subentrare. Dovevano uscire altri corridori ma così non è stato (Carapaz doveva essere uno di quelli, ma dopo tante voci di mercato dovrebbe proseguire con la EF Education-EasyPost, ndr). Io dovrei entrare in squadra nel 2026 come stagista e passare ufficialmente nel 2027.
Dopo una stagione dove sei andato davvero forte che effetto fa non passare professionista?
Diciamo che era l’anno sfortunato per raccogliere così tanti risultati, molte squadre cambiano licenza, visto che è finito il triennio, altre si uniscono. D’altro canto la EF Education era l’unico team che mi avrebbe fatto correre nel cross. Infatti hanno comunque messo in piedi una formazione per me e mio fratello, quindi credo in questo progetto.
Marco Milesi e la Biesse, una volta saputo che Agostinachio non sarebbe passato pro’ lo hanno accolto per un altro annoMarco Milesi e la Biesse, una volta saputo che Agostinachio non sarebbe passato pro’ lo hanno accolto per un altro anno
Che inverno sarà?
Se avessi saputo prima quella che poi è stata la decisione finale, avrei gestito diversamente gli ultimi mesi su strada e avrei prolungato la stagione del ciclocross. A settembre avevamo deciso insieme alla EF Education di fare due mesi intensi, poi staccare e ripartire a dicembre. Alla fine il mio calendario con la formazione di ciclocross prevederà quindici gare. Dopo l’esordio in Sardegna partirò insieme a mio fratello per il Belgio e staremo lì tre settimane per correre. Saremo in un appartamento insieme a un massaggiatore e con nostro padre come accompagnatore e diesse.
Nel 2026 sarai elite, hai già parlato con la Biesse del calendario?
Devo ringraziarli perché appena hanno saputo della situazione, si sono messi a disposizione e mi hanno tenuto con loro. Dovremo decidere bene quali gare fare e come gestirmi, anche perché sanno che poi ad agosto dovrei andare a fare lo stagista con la EF Education-EasyPost.
I due fratelli Agostinacchio avranno modo di correre insieme nel cross, su strada ci sarà da attendere ancora un altro anno I due fratelli Agostinacchio avranno modo di correre insieme nel cross, su strada ci sarà da attendere ancora un altro anno
Pensi di poter vivere il 2026 su strada in maniera più tranquilla?
Di tranquillo nella mia carriera non c’è stato praticamente nulla (dice con una risata, ndr). Ho parlato con il mio procuratore e sono in contatto con Vaughters che è il general manager, quindi sono abbastanza tranquillo. Spero non ci siano problemi e di aver modo di fare le cose al meglio, a partire da questo inverno con il ciclocross.
Avrai comunque modo di stare vicino a tuo fratello?
Assolutamente, per un paio di giorni sono ancora il suo preparatore (dice ancora ridendo, ndr). Poi avrò modo di stargli vicino e aiutarlo in questo primo anno di WorldTour.
COMO – Il talento di Paul Seixas è solamente la punta scintillante di un iceberg che da anni si muove silenzioso sotto il pelo dell’acqua, pronto ad emergere. La Decathlon AG2R La Mondiale lavora da anni per coltivare e far sviluppare una catena di enfant prodige. Giovani talenti scovati in maniera capillare sul territorio, che vengono portati all’interno della formazione juniores (Decathlon AG2R U19) e poi fatti passare nel devo team per una maturazione definitiva che avviene con l’approdo nel WorldTour.
In questo modo la Francia fa crescere e preserva i suoi talenti, forte delle sue quattro formazioni che militano nel massimo livello del ciclismo mondiale: Decathlon AG2R La Mondiale, Groupama FDJ, Arkea B&B Hotels e Cofidis. Il prossimo anno rischiano di scendere a due, visto l’annunciata chiusura della Arkea B&B Hotels e la probabile retrocessione della Cofidis allo stato di professional.
Lombardia 2025, la Decathlon AG2R La Mondiale al foglio firmaLombardia 2025, la Decathlon AG2R La Mondiale al foglio firma
Sistema verticale
Tuttavia il sistema messo in piedi dalle due potenze del ciclismo francese, Decathlon AG2R La Mondiale e Groupama FDJ è ben chiaro: scovare i migliori talenti e portarli fin da giovani all’interno di un sistema che permetta di monitorarne la crescita. Non a caso tre delle ultime cinque edizioni del Giro della Lunigiana, la corsa a tappe di massimo livello per gli juniores, sono state vinte da atleti che arrivavano dalla formazione di sviluppo della Decathlon AG2R: Leo Bisiaux, Paul Seixas e Seff Van Kerckhove. Ai quali si aggiunge Lenny Martinez, atleta francese uscito dalla formazione juniores della Groupama FDJ.
Nella mattina del Lombardia siamo andati a curiosare nel mondo della Decathlon AG2R La Mondiale, per capire come lavorano e in che modo si vanno a scovare i talenti che andranno poi a creare una solida base in vista del futuro. Le domande le giriamo direttamente a Leo Bisiaux, 20 anni, uno dei primi talenti entrato nell’infornata della formazione francese, il quale ha vissuto da dentro la rapida e vertiginosa crescita del team.
«E’ fantastico avere tanti corridori che entrano a far parte del progetto quando sono under 19 – dice – per poi passare nella formazione U23 e infine nel WorldTour. Possiamo crescere a gran velocità come lo si è potuto vedere con Paul (Seixas, ndr) ma anche con Jordan Labrosse, Noa Isidore e me».
Gli ultimi tre Giri della Lunigiana sono stati vinti da corridori della Decathlon U19, qui Leo Bisiaux nel 2023 (foto Fruzzetti)Nel 2024 è toccato a Paul Seixas a tenere alto l’orgoglio franceseL’ultima edizione si è imposto Seff Van Kerckhove, atleta belga sempre Decatlhon AG2R U19 (foto Instagram)Gli ultimi tre Giri della Lunigiana sono stati vinti da corridori della Decathlon U19, qui Leo Bisiaux nel 2023 (foto Fruzzetti)Nel 2024 è toccato a Paul Seixas a tenere alto l’orgoglio franceseL’ultima edizione si è imposto Seff Van Kerckhove, atleta belga sempre Decatlhon AG2R U19 (foto Instagram)
Come avviene la selezione?
Il team ha già tutti i nostri dati, quindi la selezione dei corridori avviene attraverso questi strumenti. Quando la squadra mi ha selezionato aveva a disposizione tutto su di me, oltre ad avermi visto in azione nelle varie gare. Ora non so come lavorano, perché il ciclismo è cambiato parecchio negli ultimi due anni, però credo che la base di lavoro sia la stessa.
Com’è entrare in un devo team juniores?
Allenarsi e correre con i migliori atleti della categoria aiuta sicuramente dal punto di vista della crescita. Stare insieme, confrontarci e condividere questo cammino ci ha permesso di avvicinarci e unirci. Aspetto che è risultato importante anche una volta passati nel team U23, e lo è stato ancora di più nel WorldTour. Forse il segreto è proprio questo, creare un gruppo solido e capace di lavorare al meglio, fin da subito.
Lombardia 2025, al via anche Paul Seixas, rivelazione delle ultime stagioniLombardia 2025, al via anche Paul Seixas, rivelazione delle ultime stagioni
Da juniores hai corso anche con selezioni regionali o miste…
In alcune corse sì, così come ho corso con la nazionale francese. Correre con le rappresentative regionali o miste all’estero è stato un passaggio importante in termini di esperienza. Ti ritrovi in gara contro i migliori atleti e cresci molto.
Parlavi di un ciclismo che è cambiato parecchio in soli due anni.
Penso sia evidente. Ora ci sono mezzi ancora più efficienti anche nella categoria juniores, soprattutto rispetto a quelli che avevo io. Inoltre gli allenamenti sono più duri, o comunque efficienti, si vedono ragazzi junior che arrivano ai mondiali tra i professionisti e corrono davanti. Paul Seixas e Albert Whiten Philipsen sono un esempio.
Leo Bisiaux, 20 anni, in azione alla Vuelta Burgos con la maglia Decathlon AG2R La MondialeLeo Bisiaux, 20 anni, in azione alla Vuelta Burgos con la maglia Decathlon AG2R La Mondiale
Per questo credi che alcuni passino direttamente da juniores a professionisti?
Siamo davanti a un nuovo ciclismo. Non so dove porterà ma ci sono tanti giovani che sono pronti. Io stesso ho corso solamente un anno da U23 e poi sono passato nella WorldTour. Ne ho parlato con la squadra e c’è un piano per vedere come posso crescere anno dopo anno. Avere un cammino lineare e continuo attraverso tutte le categorie, da quella juniores al WorldTour aiuta tanto.
Quanto è importante per te che altri ragazzi francesi abbiano un gruppo solido e una squadra solida in cui poter crescere?
Importante ma non fondamentale, non ci sono solamente atleti francesi all’interno della formazione juniores. Ci sono tantissime nazionalità differenti, non saprei dire quante ma sono molte (l’unico atleta non francese passato nel WorldTour è l’australiano Oscar Chamberlain, ndr).
Tra i nomi usciti dal vivaio Decathlon c’è quello di Bastien Trochon, classe 2002 che ha vinto la Tro Bro Leon 2025 (foto Ronan Caroff/DirectVelo)Tra i nomi usciti dal vivaio Decathlon c’è quello di Bastien Trochon, classe 2002 che ha vinto la Tro Bro Leon 2025 (foto Ronan Caroff/DirectVelo)
La squadra vi permette anche di mantenere la doppia attività, molti di voi fanno strada e ciclocross.
Sì, per me e anche per altri ragazzi entrambe le discipline sono molto importanti. Per il momento continuiamo così e lo staff ci ha sempre dato il massimo supporto, soprattutto da junior o under 23 dove è importante la multidisciplina. Anche se l’obiettivo principale è sulla strada, ovviamente.
Andrea Morelli, direttore del ciclismo al Centro Mapei, avverte sui rischi di un'attività giovanile spinta, che porta a precocità e problemi psicologici
La notizia circolava da parecchio, ma è stata appena ufficializzata. Lorenzo Finn amdrà a correre alla Auto Eder, primo junior italiano a scegliere l'estero
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LISSONE – Uno stage in una formazione WorldTour è sempre una grande occasione per un ciclista che arriva da una squadra continental, in particolare se si è al primo anno elite e questa chance è costata fatica e molta determinazione, molta più di quanto ne sia servita ad altri. Tommaso Dati gli ultimi due mesi li ha vissuti a metà tra i colori della Biesse-Carrera-Premac e quelli della Cofidis. La realtà francese ha aperto le sue porte all’atleta toscano che in questa stagione ha centrato sei vittorie, tutte in corse nazionali.
Durante i due mesi di stage è tornato saltuariamente a vestire la maglia della Biesse-Carrera-Premac, così quando parliamo con lui alla partenza della Coppa Agostoni lo facciamo davanti al camper della formazione di Marco Milesi e di Dario Nicoletti.
Partenza della Coppa Agostoni, da sinistra: Dario Nicoletti, Tommaso Dati e Marco Milesi Partenza della Coppa Agostoni, da sinistra: Dario Nicoletti, Tommaso Dati e Marco Milesi
Com’è andato questo stage?
Poteva andare meglio però è stata un’esperienza positiva, è stato bello correre con il team Cofidis, soprattutto alcune delle gare qui in Italia.
Quali corse hai fatto con loro?
Mi sono diviso tra Francia e Italia, appunto. Ho esordito al Tour de l’Ain (in apertura foto Aurélien Regnoult/DirectVelo), poi Tour Poitou Cherentes e infine le classiche del calendario italiano: GP industria e Artigianato, Peccioli, Matteotti e Coppa Bernocchi. In totale poco più di dieci giorni di corsa.
Tommaso Dati ha corso da stagista con la Cofidis per un mese e mezzo, qui al Tour de l’Ain (foto Aurélien Regnoult/DirectVelo)Tommaso Dati ha corso da stagista con la Cofidis per un mese e mezzo, qui al Tour de l’Ain (foto Aurélien Regnoult/DirectVelo)
Un’esperienza conquistata con i risultati del 2025…
Il bilancio della stagione è sicuramente positivo, anche perché venivo dall’anno scorso dove ero alla ricerca di risultati che alla fine non sono arrivati. Mi è dispiaciuto, la squadra credeva molto in me. Quindi quest’anno sono partito molto motivato, volevo ripagare la fiducia che Milesi e Nicoletti mi hanno dato.
Primo anno elite, come lo hai vissuto?
Abbastanza bene, ero tranquillo. L’unica cosa è che da elite fai fatica ad avere occasioni con squadre grandi, l’ho visto su di me. Nonostante facessi dei buoni risultati, era difficile farsi notare. Alla fine l’ho avuta e ne sono stato felice, ma molti altri corridori nella mia stessa situazione non sono stati così fortunati.
Dati, classe 2002, è al suo primo anno da elite con la Biesse-Carrera-Premac (foto Camilla Santaromita)Nel 2025 ha raccolto sei vittorie (foto Camilla Santaromita)Dati, classe 2002, è al suo primo anno da elite con la Biesse-Carrera-Premac (foto Camilla Santaromita)Nel 2025 ha raccolto sei vittorie (foto Camilla Santaromita)
Quanto è difficile passare da una continental al WordTour?
E’ un cambio importante, comunque in Cofidis ho visto come ci sia un approccio totalmente diverso. Si guarda a ogni dettaglio, ogni sfumatura conta. Diciamo che ho rubato il mestiere e il lavoro con gli occhi, è stato molto istruttivo.
Cos’hai portato a casa?
Mi ha colpito l’approccio alle corse, come le studiano già dai giorni prima, guardando il percorso, i vari partenti. In gara poi si ha un approccio diverso, di squadra. Si sta tutti compatti e si cerca di restare nelle prime posizioni. Invece tra i dilettanti e gli under 23 questa cosa non succede. Ho cercato di portare un po’ di questa mentalità anche ai miei compagni, però nelle nostre gare è difficile riuscirci.
Come ti sei trovato in gara?
Quelle in Francia non erano le mie corse. Il Tour de l’Ain era per scalatori, quindi ho cercato di dare una mano facendo del mio meglio. Mentre al Tour Poitou avevamo il velocista e tutta la gara era impostata sulla volata finale. Lì ho visto cosa vuol dire correre per stare tutti insieme e lavorare con un unico obiettivo.
Durante il periodo da stagista con la Cofidis ha continuato a correre e vincere con la Biesse -Carrera (foto Camilla Santaromita)A settembre ha conquistato la Firenze-Viareggio, classica di rilievo del calendario elite-under 23 (foto Camilla Santaromita)Durante il periodo da stagista con la Cofidis ha continuato a correre e vincere con la Biesse -Carrera (foto Camilla Santaromita)A settembre ha conquistato la Firenze-Viareggio, classica di rilievo del calendario elite-under 23 (foto Camilla Santaromita)
In questo mese e mezzo di stage hai continuato a correre con la Biesse-Carrera, vincendo in due occasioni.
Sì, alla Firenze-Viareggio e alla Coppa Dalfiume. Vincere queste due gare è stata una bella conferma. Comunque nelle gare in Italia fatte con la Cofidis ho trovato altre conferme, ad esempio a Peccioli dove il percorso era adatto a me sono arrivato nel gruppo a 51 secondi da Del Toro. Può sembrare un risultato fine a se stesso, ma se si pensa agli atleti in corsa lo considero un buon risultato.
Dopo questa esperienza ti senti pronto per il WorldTour?
E’ chiaro che se dovessero chiamare non mi tirerei indietro, probabilmente è ancora un gradino troppo alto. Dovrei lavorare anche fisicamente, soprattutto sul fondo e sulla capacità di replicare una prestazione massimale dopo tante ore. Difficilmente ho corso su distanze oltre i 200 chilometri. Nelle corse a tappe mi manca un po’ di recupero, ma sono tutti passi che si possono fare una volta che si è di là.
Poche gare ancora e la stagione di Simone Velasco (e della XDS Astana Team) vedrà scorrere i titoli di coda. Oggi il Gran Piemonte, poi il Lombardia e infine le due corse in Veneto. Se tutto andrà come previsto, i giorni di gara del corridore bolognese saranno 77. Un carico importante che lo ha visto raccogliere quindici top 10 tra cui cinque podi. L’ultimo piazzamento di rilievo è arrivato alla Coppa Agostoni domenica scorsa, il 5 ottobre, alle spalle di Adam Yates e Carlos Canal.
Per Velasco la Coppa Agostoni è stata la quinta gara a podio nel 2025Per Velasco la Coppa Agostoni è stata la quinta gara a podio nel 2025
Centellinare le energie
La XDS Astana, come tante altre squadre, ha deciso di insediare il proprio quartier generale a Malpensa per questo finale di stagione.
«Siamo stati in un hotel vicino a Malpensa per tutta la settimana – racconta Velasco alla vigilia del Gran Piemonte – come noi altre squadre si sono spostate da queste parti. Ho deciso di rimanere qui anche io perché fare continuamente avanti e indietro da casa diventa impegnativo. Siamo a fine stagione e si devono centellinare le energie fisiche e mentali».
Il cambiamento è arrivato in occasione del primissimo ritiro, fatto addirittura a ottobre 2024Il cambiamento è arrivato in occasione del primissimo ritiro, fatto addirittura a ottobre 2024In quel momento si è creato il meccanismo che ha dato vita alla rimonta della XDS Astana
Come arrivi a queste ultime gare dopo il terzo posto dell’Agostoni?
Il fine settimana scorso è stato impegnativo, tra Giro dell’Emilia e Coppa Agostoni ci siamo dati da fare. Infatti ho deciso di non correre ieri alla Tre Valli e di riposare. Ieri (martedì, ndr) avevo proprio bisogno di stare fermo, oggi (mercoledì, ndr) mi sentivo leggermente meglio. La stagione è stata molto intensa, abbiamo corso molto per la questione dei punti e senza grandi stacchi. Alla fine credo di essermi fermato solamente una settimana a maggio per preparare il Tour de France.
Proprio all’Agostoni parlavamo di di questa grande rimonta, nata con una riunione tra voi corridori un anno fa…
Vero. D’altronde sono dell’idea che certe situazioni o ti aiutano a legare o creano una spaccatura definitiva nel team. Noi siamo stati bravi a unirci e creare una squadra competitiva. Dopo le ultime gare del 2024 ci siamo trovati per un ritiro voluto dalla squadra, quattro giorni tutti insieme. Dovevamo provare le nuove bici, le misure dei kit da gara. In quei giorni sei già in off season, c’è meno stress.
Non solo gli atleti italiani, ma anche gli stranieri hanno dato un grande contributo, qui Teunissen arrivato dall’Intermarché-WantyAaron Gate, velocista potente e vincitore della tappa finale al Tour de Langkawi, è stata una grande sorpresaNon solo gli atleti italiani, ma anche gli stranieri hanno dato un grande contributo, qui Teunissen arrivato dall’Intermarché-WantyAaron Gate, velocista potente e vincitore della tappa finale al Tour de Langkawi, è stata una grande sorpresa
E ne è nata una riunione tra di voi?
Più che una singola riunione è stato un insieme di momenti passati insieme. Dopo i vari impegni della giornata la sera noi corridori uscivamo a fare un giro per stare insieme. C’erano già anche i nuovi, quindi era anche un modo per conoscerci.
Che aria si respirava?
Di rivincita, l’obiettivo era di fare bene e far capire che le stagioni precedenti erano andate male per motivi non legati alla performance. Da questi momenti o tiri fuori una stagione bellissima o bruttissima.
Qual è il confine?
L’onestà tra compagni di squadra. Quando hai tanti corridori che vogliono fare bene c’è da essere onesti l’uno con l’altro e con se stessi. Bisogna sapersi mettere a disposizione del compagno e allo stesso tempo prendersi le proprie responsabilità quando serve. Questa annata molto positiva è nata dal gruppo.
Ulissi, arrivato dalla UAE Emirates, ha portato nel team una mentalità diversa, vincenteBettiol, arrivato in XDS Astana nell’estate del 2024, ha dato il suo contributo nella rincorsa ai puntiUlissi, arrivato dalla UAE Emirates ha portato nel team una mentalità diversa, vincenteBettiol, arrivato in XDS Astana nell’estate del 2024, ha dato il suo contributo nella rincorsa ai punti
Come si crea un team così unito?
Lo si fa tutti insieme, ognuno ha dato il suo contributo, a partire da chi era lì da qualche anno come Scaroni, Fortunato e il sottoscritto, sia da chi era appena arrivato: Bettiol, Ulissi, Teunissen, Gate. Si deve andare con i piedi di piombosenza fare proclami, ma con l’obiettivo di fare del nostro meglio.
In che modo si sono calati i nuovi arrivati in questa sfida?
Con consapevolezza. Sapevano di arrivare da realtà differenti (come Ulissi e Bettiol, ndr) ma hanno subito capito dove fossero capitati e quale fosse l’obiettivo principale. Sono stati molto bravi ad adeguarsi, tutti.
Malucelli, arrivato nel WorldTour proprio nel 2025 è stato capace di vincere cinque corse quest’annoBallerini dopo un 2024 difficile è tornato a far vedere le sue qualità. qui al Tour de France nella tappa degli Champs ElyséesMalucelli, arrivato nel WorldTour proprio nel 2025 è stato capace di vincere cinque corse quest’annoBallerini dopo un 2024 difficile è tornato a far vedere le sue qualità. qui al Tour de France nella tappa degli Champs Elysées
Tu sei il corridore che da più tempo è in Astana, hai preso in mano le redini?
Da veterano ho semplicemente detto quali fossero i pregi e i difetti di vivere una situazione come la nostra.
E quali erano?
Un difetto è che quando le cose vanno male, si crea dello stress perché si sente di dover raccogliere per forza qualcosa. Mentre il pregio di una situazione del genere è che nessuno ci aveva mai messo pressioni, quindi potevamo partire con il piede giusto senza stressarci.
Una grande mano, oltre al lavoro di tutto il gruppo, ve l’ha data la grande stagione di Scaroni…
Per lui è stata un’annata d’oro, una stagione difficile da fare soprattutto nell’anno giusto.
Lorenzo Fortunato e Christian Scaroni sul traguardo di San Valentino Brentonico al Giro d’ItaliaLorenzo Fortunato e Christian Scaroni sul traguardo di San Valentino Brentonico al Giro d’Italia
Non è stato un caso.
Anche lui, come me, arriva da un ciclismo diverso rispetto a quello moderno. Non è stato sfruttato al massimo negli anni precedenti. Adesso è maturato e ha trovato la giusta dimensione, è aumentata la confidenza nei propri mezzi e ha espresso al massimo le sue potenzialità.
Ultima domanda: hai qualche foto delle riunioni fatte a ottobre?
Mh… Non credo. Anzi, sicuramente non ne ho, perché in quei momenti mettevamo via i telefoni per restare concentrati. Altrimenti arriva la notifica, il messaggio, la chiamata. Avevamo bisogno di stare tra di noi.
Bettiol sarà una delle punte dell'Italia a Glasgow. La gamba c'è, servono un piano e l'istinto giusto. Si vince da squadra e con la superiorità numerica
Simon Pellaud, passa dall'Androni alla Trek. Rientra nel WorldTour. Spirito selvaggio, fughe, ma anche sacrificio e consapevolezza che potrà essere un ottimo gregario
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LISSONE – Ormai è diventato ufficiale qualche settimana fa: Davide Piganzoli dopo cinque stagioni lascerà la Polti VisitMalta e passerà alla Visma Lease a Bike. Lo scalatore valtellinese cresciuto nella formazione di Ivan Basso e Alberto Contador è pronto a spiccare il volo e testarsi nel WorldTour. Non c’era momento migliore, gli anni nel team under 23 e poi nella professional hanno dato i riscontri giusti, ora si tratta di fare un ulteriore salto per vedere di che pasta si è fatti.
Il talento di Piganzoli è emerso piano piano, senza la fretta di voler scovare ogni singolo watt estremizzando preparazioni e allenamenti. Ogni anno è stato aggiunto un pezzo del puzzle fino ad arrivare a una figura completa capace di grandi prestazioni e che ancora può completarsi.
Piganzoli lascia la Polti VisitMalta dopo cinque stagioni Piganzoli lascia la Polti VisitMalta dopo cinque stagioni
Dall’inverno scorso
Di Davide Piganzoli tutti elogiano la testa e la determinazione, un ragazzo che sa dove vuole arrivare e un professionista che non si tira mai indietro. Le sue qualità sono arrivate sotto gli occhi di tutti, ma lui ha scelto la corte di Jonas Vingegaard per provare a diventare grande.
«Il contatto con la Visma – racconta alla partenza della Coppa Agostoni – è nato tra fine gennaio e inizio febbraio. Era il periodo in cui iniziavano le corse, infatti avevo in programma il Gran Camino e successivamente la Tirreno-Adriatico. Nonostante tutto siamo riusciti a trovare un giorno in cui fare una videochiamata e mi hanno presentato il progetto. L’idea messa sul tavolo dalla Visma mi è piaciuta subito, ci ho pensato un po’ perché c’erano tante altre squadre interessate. Alla fine sono stati il progetto e il team che mi hanno colpito di più».
Il cammino di Piganzoli è stato contraddistinto da una crescita costanteIl cammino di Piganzoli è stato contraddistinto da una crescita costante
Qual è il progetto che ti hanno presentato?
Mi hanno parlato di crescita mostrandomi quello che hanno fatto con gli altri atleti. Abbiamo parlato dei materiali a disposizione della squadra, la pianificazione di ogni passo. Insomma tutte cose che mi hanno colpito molto e credo che sia stato quel qualcosa in più che mi ha fatto scegliere appunto questa realtà.
Che crescita ti hanno presentato?
All’inizio sicuramente ci sarà da aiutare, da imparare, però il focus sarà anche quello di crescere, e di farmi progredire come corridore da corse a tappe.
La Visma ha visto in Piganzoli le caratteristiche che cerca in un atleta da Grandi GiriLa Visma ha visto in Piganzoli le caratteristiche che cerca in un atleta da Grandi Giri
Quali sono i punti forti che hanno visto in te e quali, invece, i punti su cui c’è da migliorare?
Sicuramente hanno visto che vado bene nelle salite lunghe. Hanno guardato come mi sono allenato fino ad ora e che ho tanti margini di miglioramento. Hanno visto che vado forte anche a cronometro, inoltre ho dimostrato di avere dei buoni valori, credo che questa sia la base da cui partire.
Sei stato nella sede del team in Olanda?
Sono andato una volta a fare gli esami della squadra, le visite mediche e tutto il resto. Ci torneremo prima di iniziare la prossima stagione. Con le piattaforme che ci sono ora, come Training Peaks, sanno già tutto, però i test fatti in sede li hanno sicuramente aiutati nel decidere se prendermi o meno.
Davide Piganzoli ha firmato un contratto triennale con la Visma Davide Piganzoli ha firmato un contratto triennale con la Visma
Che impressione ti ha fatto entrare là dentro?
Senza nulla togliere alla mia squadra di adesso, ma credo sia un mondo completamente diverso. E’ tutto più amplificato.
E’ il momento giusto per il WorldTour?
Sì, ho fatto tre anni di esperienza, quindi adesso è il momento di cambiare area, di provare a fare un salto. Sarà un grande salto, passerò in una delle migliori formazioni WorldTour, credo che questo possa darmi un’ulteriore motivazione per capire il ragazzo che sono e dove posso arrivare.
Tre anni di contratto, idee e programmi?
Del programma in sé parleremo a dicembre, quest’anno però voglio ascoltare un po’ cosa hanno in mente loro. Sicuramente entro con tanta voglia di apprendere, di imparare da campioni come Vingegaard, Van Aert e tanti altri corridori.
Uno dei focus di Piganzoli sarà migliorare la posizione e le prestazioni a cronometro Uno dei focus di Piganzoli sarà migliorare la posizione e le prestazioni a cronometro
In ottica cronometro avete parlato?
Sì, Cervélo ha degli ottimi materiali, so che ci lavorano tanto su questa disciplina, quindi credo che potrò fare dei miglioramenti anche qui. In ottica Grandi Giri è un passo importante, ormai si gioca tutto sul filo dei secondi. La Visma studia tanto su questo aspetto e credo che sia un buon passo da fare.
Primo incontro?
A fine novembre faremo un meeting di quattro giorni. Al Lombardia ci daranno le bici e poi faremo qualche test ancora su posizione e altri aspetti. Per il resto ci vedremo al training camp di dicembre.