Ursus

Mandelli distributore esclusivo di Ursus per l’Italia

19.02.2026
3 min
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Il catalogo della commerciale lombarda Mandelli si arricchisce oggi di un nuovo brand di assoluto prestigio. Si tratta di Ursus, marchio di riferimento nel mondo bike grazie a ruote, mozzi e manubri altamente affidabili. A conferma di tale affidabilità basta ricordare il fatto che dallo scorso anno l’azienda veneta fornisce le ruote alla Picnic PostNL, una delle principali formazioni del circuito WorldTour. 

Ursus è oggi una realtà industriale in continua crescita. Nelle scorse settimane ha perfezionato l’acquisizione di Saccon, storica realtà trevigiana specializzata in sistemi frenanti e comandi meccanici. Nello stesso periodo l’azienda ha presentato il suo nuovo logo, decisamente moderno, a conferma di essere una realtà in continua evoluzione e al passo coi tempi.

Mandelli sede
La sede Mandelli a Carate Brianza
Mandelli sede
La sede Mandelli a Carate Brianza

Orgoglio Mandelli

Per capire quanto sia importante per Mandelli aver definito una collaborazione commerciale con Ursus riprendiamo le parole con cui si apriva il comunicato stampa che ci è stato inviato dalla stessa commerciale lombarda.

«Siamo orgogliosi di annunciare che da oggi Mandelli srl è distributore esclusivo per l’Italia di Ursus, storico brand italiano che dal 1967 rappresenta un punto di riferimento nella progettazione e produzione di componenti per il settore ciclistico».

Un brand innovativo

Nato come specialista nella lavorazione dei metalli, Ursus ha costruito nel tempo un know-how unico, applicato al mondo del ciclismo, dove precisione, affidabilità e innovazione fanno la differenza. La progettazione e lo sviluppo dei prodotti avvengono a Rosà, in provincia di Vicenza. Qui ricerca, ingegnerizzazione e controllo qualità operano in modo integrato, mentre la produzione e l’assemblaggio seguono rigorosi standard qualitativi, a garanzia di prestazioni costanti nel tempo.

Team Picnic PostNL, Oscar Onley, Tour de France 2025, Ursus Arya R
Le Ursus Arya R, la novità del brand di Rosà, hanno fatto il loro esordio allo scorso Tour de France
Team Picnic PostNL, Oscar Onley, Tour de France 2025, Ursus Arya R
Le Ursus Arya R, la novità del brand di Rosà, hanno fatto il loro esordio allo scorso Tour de France

Protagonista nel WorldTour

Un DNA tecnico solido, unito a una visione orientata alla sostenibilità e a prodotti pensati per durare nel tempo, rende Ursus un partner affidabile e riconosciuto anche nel mondo del professionismo. Come sanno bene gli appassionati di ciclismo, dallo scorso anno l’azienda veneta con le sue ruote è sponsor del team Picnic PostNL, protagonista del WorldTour, a conferma di un posizionamento ai massimi livelli della competizione internazionale.

Tra gli ultimi prodotti presentati da Ursus spiccano le nuove ruote Arya R che hanno fatto il loro debutto all’ultimo Tour de France, e che ora sono partner tecnico irrinunciabile delle Lapierre in dotazione al team olandese.

Mozzo U-Press di Ursus
Ursus è un marchio leader anche nella produzione di mozzi e manubri altamente affidabili
Mozzo U-Press di Ursus
Ursus è un marchio leader anche nella produzione di mozzi e manubri altamente affidabili

Vista da Mandelli

Come anticipato, per il gruppo Mandelli l’essere diventato distributore esclusivo per l’Italia di un marchio di prestigio come Ursus è motivo di grande orgoglio.

«Questa partnership con Ursus – dichiarano dall’azienda –  ci consente di arricchire ulteriormente la nostra offerta con soluzioni di alta gamma dedicate in particolare a ruote, manubri e cavalletti, rafforzando la nostra mission: offrire ai professionisti del settore prodotti selezionati, performanti e di qualità superiore».

Ricordiamo che il catalogo Mandelli è ricco di tantissimi brand. Fra questi possiamo sicuramente segnalare Vredestein, per quel che riguarda le coperture, oltre a TAAC e Tucano Urbano, due marchi di proprietà pensati per la mobilità quotidiana. Discorso analogo può essere fatto per Brera Cicli, che offre bicicletta ideali per gli spostamenti in città e per le gite fuori porta.

Mandelli

Ursus Arya R 50

Ursus Arya R, la ruota leggera e reattiva: dal laboratorio al WorldTour

31.01.2026
4 min
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Ursus continua il suo cammino di crescita e di sviluppo legato alle ruote ad alta performance e, dopo mesi di lavoro e di test sul campo, arrivano le nuove Arya R. Un prodotto nato dalle idee dei tecnici e dagli studi in laboratorio, che hanno studiato e progettato questa nuova ruota. Accanto a tutto ciò ci sono stati anche i test su strada, nei quali hanno giocato un ruolo chiave i corridori professionisti con i quali il marchio veneto lavora. 

Le ruote Arya R sono nate da un processo lungo e delicato che ha visto come ultimo gradino quello più complicato da scavalcare, le corse WorldTour. Infatti queste ruote sono state protagoniste nella corsa a tappe più esigente e difficile di tutto il calendario: il Tour de France, nel quale hanno affiancato il Team Picnic PostNL. In particolare sono state protagoniste nel quarto posto finale di Parigi conquistato da Oscar Onley. 

Un anno di sviluppo

Per realizzare le nuove ruote Arya R in Ursus si è partiti un anno fa, quando l’azienda di Rosà è entrata nel WorldTour accanto al team olandese Picnic PostNL. La sfida di essere al massimo livello del ciclismo mondiale ha portato nuovi traguardi e orizzonti. 

«L’idea era di portare una ruota da utilizzare in un contesto diverso – racconta Marco Giacomin, Product Manager di Ursus – anche se in casa avevamo già la Proxima, che il team ha utilizzato per la prima parte del 2025. Ci siamo focalizzati su due temi: alleggerire e irrigidire. Un’azienda come la nostra ha sempre il focus sull’innovazione e la continua ricerca del massimo sviluppo».

Ursus Arya R, mozzo
Il mozzo U-RD60 Xeramik con sistema U-Press è stato progettato su misura per le Arya R
Ursus Arya R, mozzo
Il mozzo U-RD60 Xeramik con sistema U-Press è stato progettato su misura per le Arya R

Target elevati

Alleggerire e irrigidire, con questi due obiettivi i tecnici di Ursus si sono messi al lavoro per trovare l’equilibrio giusto e realizzare un nuovo modello di ruota. 

«Per riuscire a costruire quello che avevamo in mente, ovvero la nuova Arya R – prosegue Marco Giacomin – ci siamo messi all’opera andando a studiare ogni dettaglio e l’interazione di ogni componente del gruppo ruota. Test e studi sono fatti tutti internamente all’azienda, aspetto che ci ha permesso di avere sempre sotto controllo ogni dettaglio. A livello tecnico le ruote Arya R presentano come novità quella di utilizzare dei raggi in carbonio. Aspetto che offre una maggiore rigidità e un peso veramente contenuto.

«Al fine di unire al meglio tutti i particolari e gli aspetti tecnici siamo andati anche a rinnovare il mozzo, prodotto internamente da noi. Abbiamo notato che con i raggi in carbonio si deformano meno con l’aumento del carico, cosa che dà una maggiore rigidità alla struttura. Il mozzo che abbiamo sviluppato offre anche una grande uniformità per quanto riguarda i livelli di tensionatura».

Dati e numeri

Le ruote Arya R, realizzate in due versioni, con profilo da 35 millimetri e da 50 millimetri (in apertura), passano da 24 raggi a 21. Il peso passa dai 1.250 grammi (a coppia) per il profilo più basso, ai 1.350 grammi per quelle con il profilo più alto.

«La ruota Arya R – conclude Marco Giacomin – sono adatte a percorsi con tanto dislivello, infatti sono state protagoniste nelle tappe di montagna dello scorso Tour de France. Permettono di avere una maggiore risposta nei rilanci e una grande reattività di guida, migliorando anche la precisione in curva. Rispondono perfettamente alle esigenze dei ciclisti che sono alla ricerca di prodotti con un alto livello tecnico, in grado di migliorare anche la performance».

Prezzo: 2.500 euro

Ursus

Ursus

Ursus rinnova la propria identità e rafforza il suo DNA industriale

23.12.2025
3 min
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Ursus ha recentemente presentato una nuova identità visiva e un sito web completamente rinnovato. Un “rebranding” profondo, che non nasce da una rottura con il passato, ma dalla volontà di renderlo ancora più riconoscibile. Al centro resta ciò che ha sempre definito il marchio: l’innovazione industriale applicata al ciclismo.

Fondata nel 1966 a Rosà, in provincia di Vicenza, da Sergio Ferronato, Ursus è una realtà italiana che ha costruito la propria reputazione su progettazione, precisione e competenze ingegneristiche. Oggi, sotto la guida del figlio di Sergio, Mirko, l’azienda sceglie di raccontarsi con un linguaggio nuovo, più essenziale e coerente con il proprio spirito meccanico.

E il nuovo logo è proprio la rappresentazione più evidente di questo percorso. Non è un semplice restyling grafico. 

Un progetto… tecnico

Il marchio è stato disegnato utilizzando gli stessi software impiegati per lo sviluppo dei prodotti Ursus. Un approccio che riflette una filosofia precisa: forma e funzione devono nascere dallo stesso processo. Ogni linea è il risultato di uno studio concettuale rigoroso, pensato per esprimere solidità, precisione e cultura industriale.

A completare la nuova identità arriva anche un “pay-off” che sintetizza il metodo URSUS: “Disegnato dagli ingegneri, sviluppato con atleti, testato nel WorldTour”. Tre elementi chiave. Progettazione interna. Collaborazione con il mondo professionistico. Validazione ai massimi livelli delle competizioni internazionali.

L’innovazione è parte del DNA Ursus fin dalle origini. Già nel 1966, Sergio Ferronato ottenne il primo brevetto per un sistema di sgancio rapido della sella e per biciclette pieghevoli. Da allora, la ricerca non si è mai fermata. Oggi l’azienda di Rosà sviluppa componenti di precisione e sistemi integrati per bici da strada, gravel e mountain bike. Senza dimenticare il ruolo di riferimento nel settore urbano, dove affidabilità e durata sono requisiti fondamentali.

Le ruote ad alte prestazioni rappresentano una delle massime espressioni di questa filosofia. Prodotti nati per trasformare ogni singolo dettaglio tecnico in un vantaggio reale su strada. Non a caso, le ruote Ursus sono protagoniste nel WorldTour al fianco del Team Picnic PostNL, confermando la credibilità del marchio anche in ambito racing.

Ursus è inoltre una delle poche aziende del settore ciclismo a possedere la certificazione IATF 16949: uno standard di derivazione automotive che garantisce qualità, sicurezza e affidabilità dei processi produttivi. Un valore che l’azienda applica a ogni prodotto: cavalletti, ruote, mozzi e sistemi integrati realizzati nello stabilimento di Rosà.

Mirko e Sergio Ferronato, titolari Ursus
Mirko e Sergio Ferronato (rispettivamente a sinistra e destra) titolari Ursus
Mirko e Sergio Ferronato, titolari Ursus
Mirko e Sergio Ferronato (rispettivamente a sinistra e destra) titolari Ursus

Il nuovo sito web

Il nuovo corso passa anche dal digitale. Il lancio del nuovo sito ufficiale accompagna difatti questo importante e significativo “rebranding” con una piattaforma rinnovata nella struttura e nella navigazione. Il sito racconta in modo chiaro le tre anime del marchio: industria, mobilità urbana e performance. Un ecosistema coerente, unito da un filo conduttore preciso: l’eccellenza industriale italiana.

Il nuovo logo e il nuovo sito non sono un punto di arrivo. Sono una dichiarazione di intenti. Ursus continua a progettare il futuro del movimento, unendo sostenibilità, persone e innovazione. Con la stessa visione di sempre.

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Mozzo U-Press di Ursus

U-Press, da Ursus i mozzi semplificati e garantiti dal WorldTour

10.12.2025
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Il brand veneto Ursus è una delle poche aziende produttrici di ruote a progettare e realizzare i propri mozzi in Italia. Questo ha sempre permesso loro di sviluppare soluzioni innovative, come il nuovo sistema U-Press, una tecnologia che permette di smontare e rimontare i mozzi in pochi secondi, con semplicità e precisione. Ma senza abbassare il livello di qualità, tutt’altro.

I mozzi con sistema U-Press sono infatti stati testati per tutta la stagione dal Team Picnic-PostNL (la squadra di Rachele Barbieri ed Eleonora Ciabocco, in cui dal 2026 correrà anche Mattia Gaffuri) con ottimi risultati.

Mozzo U-Press di Ursus
Il sistema U-Press permette di accedere all’interno del mozzo senza utilizzare attrezzi, in modo semplice e veloce
Mozzo U-Press di Ursus
Il sistema U-Press permette di accedere all’interno del mozzo senza utilizzare attrezzi, in modo semplice e veloce

Manutenzione rapida senza attrezzi

L’idea di Ursus alla base del sistema era di semplificare la meccanica del mozzo, ovviamente però senza comprometterne la precisione. La rivoluzione di U-Press sta nel fatto che è possibile smontare i mozzi con pochi gesti e senza l’uso di attrezzi particolari come estrattori o presse, come invece accade normalmente. Con questa nuova tecnologia, i tappi e il corpetto possono essere rimossi a mano grazie ad una chiusura conica a pressione calibrata, facilitando così di molto la manutenzione come l’ ingrassaggio o la sostituzione dei cuscinetti.

Questa soluzione non solo velocizza e semplifica l’accesso agli ingranaggi, ma assicura anche tolleranze micrometriche e una perfetta coassialità tra gli elementi interni. Il sistema U-Press si presenta quindi come una novità perfetta per i neofiti, eppure la sua affidabilità ha passato il test più importante a cui lo si potesse sottoporre: l’opinione dei meccanici del WorldTour.

Ursus Picnic
Ursus ha testato il sistema per tutta la stagione con il Team Picnic-PostNL, con ottimi risultati
Ursus Picnic
Ursus ha testato il sistema per tutta la stagione con il Team Picnic-PostNL, con ottimi risultati

Un anno di prova (superata) con i pro’

Come accennato all’inizio, Ursus ha voluto testare i mozzi U-Press direttamente con il Team Picnic-PostNL di cui è partner dallo scorso anno. Corridori e tecnici hanno provato la nuova tecnologia per tutta la stagione e nelle situazioni di stress tipiche del ciclismo ai massimi livello. 

Com’è andata? L’ha spiegato direttamente Piet Rooijakkers, R&D Expert del team: «Utilizziamo il sistema U-Press quando un atleta decide all’ultimo momento di cambiare rapporti o ruote. Il sistema ci consente di intervenire in modo rapido e preciso, senza l’uso di attrezzi specifici, adattando la configurazione della bici in pochi istanti, anche durante le gare o i test».

Questo per quanto riguarda la praticità. Ma la qualità rimane la stessa? Continua Rooijakkers: «Il sistema è fluido e lineare: l’innesto e la rimozione dei componenti sono sempre precisi, senza giochi o resistenze. Il vantaggio principale è il notevole risparmio di tempo, ma anche la semplicità di manutenzione e sostituzione, che riduce il rischio di errori o danni ai componenti e rende il lavoro più scorrevole e prevedibile».

Ursus

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Ursus acquisisce Saccon: nasce un nuovo polo industriale italiano

15.11.2025
4 min
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L’industria ciclistica italiana si rafforza con la nascita di un nuovo gruppo dedicato alla componentistica di alta gamma. Ursus, azienda vicentina tra i leader europei nella produzione di ruote, mozzi e accessori per biciclette, ha difatti acquisito la quota di maggioranza di Saccon, storica realtà trevigiana specializzata nei sistemi frenanti e nei comandi meccanici.

Con questa operazione, Ursus e Saccon uniscono competenze complementari per creare una filiera integrata che copre l’intero processo produttivo: dalla progettazione alla realizzazione di ruote, cavalletti, bloccaggi, freni, cavi e leve. L’accordo include anche Sacconplast, la divisione interna dedicata allo stampaggio a iniezione di componenti plastici Made in Italy, elemento chiave per garantire controllo e qualità su ogni fase produttiva.

Il risultato è la nascita di un nuovo polo industriale italiano nel settore della componentistica per biciclette, capace di offrire soluzioni complete e innovative.

Sinergie e innovazione

«La collaborazione tra Ursus e Saccon – ha commentato Mirko Ferronato, CEO di Ursus – rappresenta un passo decisivo verso una filiera più solida e competitiva. Il nostro obiettivo è generare sinergie tecniche e produttive per offrire ai costruttori soluzioni ad alte prestazioni e sostenibili, sempre nel segno del Made in Italy».

Sulla stessa linea Floriano Saccon, alla guida dell’azienda fondata nel 1981. «Con Ursus – ha aggiunto Saccon – condividiamo la stessa attenzione alla qualità e al cliente. Entrare in un gruppo più strutturato ci permetterà di accelerare lo sviluppo tecnologico. Inoltre potremo ampliare la nostra offerta, mantenendo l’identità e l’esperienza maturata in quarant’anni di attività».

Entrambe le aziende continueranno a operare in modo indipendente, mantenendo i rispettivi stabilimenti e team. Tuttavia, condivideranno obiettivi comuni in tema di ricerca, innovazione e sostenibilità, per consolidare il ruolo dell’Italia come attore protagonista nel panorama mondiale della componentistica ciclistica. L’integrazione tra le due realtà rafforza anche la posizione del Made in Italy nel contesto della mobilità sostenibile, settore in forte espansione dove la bicicletta è protagonista.

Ursus, sede
Il risultato di questa operazione di Ursus è la nascita di un nuovo polo industriale tutto italiano
Ursus, sede
Il risultato di questa operazione di Ursus è la nascita di un nuovo polo industriale tutto italiano

Ursus: ingegneria e passione dal 1967

Fondata a Rosà (Vicenza) nel 1967, Ursus è tra i principali produttori europei di ruote, mozzi e accessori “premium” per biciclette. Ogni singolo componente è progettato e realizzato internamente, unendo ingegneria, design e artigianalità. L’azienda esporta oggi in oltre 40 Paesi, collaborando con i più importanti brand e team professionistici del panorama internazionale.

Saccon, con sede a Codognè (Treviso), è riconosciuta per l’affidabilità dei suoi sistemi di comando e frenata destinati non solo alle biciclette, ma anche a macchine agricole, ausili medicali e applicazioni meccaniche. Serve oltre 1.500 aziende in 30 Paesi e può contare su una rete produttiva che comprende Sacconplast S.r.l. a Quarto d’Altino (Venezia) e WCS Ltd. in Cina, dedicata alla produzione di materia prima.

L’accordo tra Ursus e Saccon segna l’inizio di una nuova fase per l’industria ciclistica italiana. Due realtà importanti si uniscono per dare vita a un gruppo solido, innovativo e capace di portare il Made in Italy al centro della scena mondiale della componentistica “premium” per biciclette.

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Ursus Proxima 40, esempio perfetto di una ruota dal profilo medio

Ursus Proxima 40, esempio perfetto di una ruota dal profilo medio

16.10.2025
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Proxima Team Edition di Ursus è l’ultima evoluzione delle ruote top di gamma dell’azienda veneta, un plurale che include i profili da 35, 50 e 60 millimetri, oltre all’altezza da 40 soggetto della nostra prova. Proxima 40 è la ruota perfetta per fare tutto, adattabile a differenti stili di guida, pneumatici e tipologia di bicicletta, che sia aero o super leggera.

Un compromesso? Solo in fatto di versatilità del prodotto una volta messo su strada, non per tutto quello che concerne la qualità, la sostanza ed una resa tecnica all-round che si percepisce fin dalle prime pedalate. Entriamo nel dettaglio della prova.

Ursus Proxima 40, esempio perfetto di una ruota dal profilo medio
Ursus Proxima 40 Team Edition
Ursus Proxima 40, esempio perfetto di una ruota dal profilo medio
Ursus Proxima 40 Team Edition

Proxima Team Edition 40, di cosa si stratta

Il progetto Proxima prende forma (anche) grazie al contributo del Team Picnic-PostNL, supportato tecnicamente proprio da Ursus. La versione Team Edition 40, insieme alla 50 è stata tra le più utilizzate nel corso di questa stagione. Il cerchio è in carbonio UD ed ha un’altezza di 40 millimetri, con il canale interno largo 23 e tubeless ready (non hookless e con tubeless tape). La larghezza complessiva del cerchio è di 30 millimetri. Abbiamo rilevato un valore alla bilancia di 1440 grammi con tape tubeless inserito.

Proxima Team Edition ha 24 raggi in acciaio Sapim CX per ogni ruota e sono incrociati in seconda. I nipples sono esterni al cerchio, soluzione che fa parte del DNA Ursus e richiesta anche dallo staff dei meccanici del team olandese. E’ un aspetto che facilita eventuali interventi di manutenzione sui raggi. Gli stessi profilati si innestano direttamente nelle piccole flange (non oversize) che caratterizzano i mozzi in alluminio, anteriore e posteriore, che invece hanno volumi non trascurabili. Trasmettono una sensazione di robustezza ed imponenza che non passa inosservata. Il suo design ricalca in parte le forme tipiche Ursus RD-52, un brillante esempio di lavorazione CNC.

U-RS Xeramik e U-Press, cosa significa?

Sono i due acronimi che caratterizzano i mozzi delle Proxima. U-RS Xeramik si riferisce ai cuscinetti ceramici, componente che aumenta la scorrevolezza e fa scendere di qualche grammo il peso (rispetto agli standard). U-Press è strettamente legato al corpetto della ruota libera che può essere estratto tramite una leggera pressione della mano. Utile per la pulizia e manutenzione, semplice da attuare nel caso in cui sia necessario cambiare il corpetto ed i pignoni della trasmissione. Il meccanismo interno d’ingaggio funge grazie a tre cricchetti posti sul corpetto che lavorano sulla cremagliera interna al fusto del mozzo. Per meglio contestualizzare la nuova Ursus Proxima abbiamo chiesto a Marco Giacomin, Product Manager di Ursus.

«Partendo dal mozzo, quello della Proxima è di fatto un RD52 che adotta il suffisso Xeramik perché ha in dote i cuscinetti ceramici – spiega Giacomin – ma sotto il profilo tecnico di offset, rigidezza e lunghezza dei raggi da usare, non cambia nulla rispetto all’RD52 già esistente. Era un punto di forza e abbiamo voluto mantenerlo, sfruttarlo ancora di più. Il valore aggiunto-prosegue Giacomin-è relativo allo sviluppo dei cuscinetti, parallelo ai mozzi. Traducendo, abbiamo un comparto che è un tutt’uno, aumenta la scorrevolezza, la durata e la protezione della meccanica interna, così come quella dei cuscinetti ceramici».

Ursus Proxima 40, esempio perfetto di una ruota dal profilo medio
A nostro parere la configurazione tubeless è la più adatta alle Proxima
Ursus Proxima 40, esempio perfetto di una ruota dal profilo medio
A nostro parere la configurazione tubeless è la più adatta alle Proxima

Tensione dei raggi differenziata, perché?

«La tensione dei raggi è differenziata tra anteriore e posteriore – dice Giacomin – considerando la diversità tra mozzo davanti e quello posteriore. I due disegni diversi non sono solo un punto estetico, ma significa un diverso angolo di lavoro degli stessi raggi. Il carico medio di tensione che viene dato ai raggi e di 110 chilogrammi e 120, rispettivamente per anteriore e per la posteriore».

Tubeless oppure hookless

«La nostra visione tra cerchi con o senza uncino, tra tubeless e hookless è chiara – racconta Giacomin – soprattutto per quello che riguarda il settore road. Nonostante i range di pressioni utilizzate oggi, valori inferiori al limite consentito hookless, può succedere che le stesse pressioni mostrino dei picchi che vanno a superare il limite consentito. Colpi, buche aumentano il rischio di stallonamento in caso di set-up hookless.

«In Ursus – continua Giacomin – abbiamo deciso di costruire i cerchi integrando la soluzione mini-hook, con dimensioni di 0,8 millimetri, inferiore rispetto ai 1,2 usato per le precedenti TC e Miura TC. A prescindere, non vogliamo bocciare completamente la tecnologia hookless, utilizzata sulle ruote Ursus off-road, segmento dove le pressioni scendono in modo esponenziale».

Ursus Proxima 40, esempio perfetto di una ruota dal profilo medio
Binomio cerchio/gomma, shape perfetto e pneumatico in linea con il cerchio
Ursus Proxima 40, esempio perfetto di una ruota dal profilo medio
Binomio cerchio/gomma, shape perfetto e pneumatico in linea con il cerchio

Cerchio ben fatto per gomme da 28 in su

A nostro parere le Ursus Proxima 40 vestono bene i tubeless, da 28 e da 30, configurazioni che meglio si adattano a questa tipologia di ruote. Queste due larghezze permettono di sfruttare a pieno le potenzialità di Proxima. Restando in ambito road performance si può sconfinare anche verso le 32, andando però verso un’interpretazione più endurance e comfort.

Il cerchio è davvero ben fatto perché “trattiene” lo pneumatico senza farlo spanciare ai lati e farlo uscire dallo shape del cerchio. Significa che lo stesso cerchio contribuisce a far rimanere la larghezza dello pneumatico nel valori da etichetta. Un 28 resta 28, un 30 si allarga leggermente a 30,5. Non è un semplice dettaglio ed identifica il buon disegno del cerchio.

Come vanno?

Ursus Proxima 40 Team Edition non è eccessivamente leggera. Non è troppo tirata, è parecchio sostanziosa, offre una sensazione di robustezza non banale per questo livello di strumenti high performance. Sì, è una ruota da gara e da agonista, a tratti mostra un carattere secco e perentorio, poco comune se contestualizzato a ruote da 40 millimetri di altezza. A nostro parere Ursus Proxima 40 non ha come focus principale la comodità, anche se abbinata ad un tubeless da 30 (con le pressioni adeguate al binomio) mette sul piatto un comfort adeguato. E’ una tipologia di ruota con risposte dirette, eccellente in salita e sui rilanci.

Rispetto alle Ursus del passato le differenze ci sono. Proxima è più scorrevole, si è adattata perfettamente ai tubeless, è scesa di qualche grammo. Non ha cambiato quel DNA corsaiolo che da sempre caratterizza le ruote Ursus, sicuramente da capire ed interpretare, che si rivolge all’agonismo e non cela per nulla questa sfaccettatura.

Ursus

Le ruote Ursus sono di nuovo “in corsa” al Tour de France

10.07.2025
4 min
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Il mondo del ciclismo vive in queste settimane uno degli eventi più attesi dell’anno: il Tour de France. Per il brand veneto produttore di ruote e componenti Ursus, questo appuntamento segna un ritorno significativo sulle strade della Grande Boucle, forte della partnership con il Team Picnic-PostNL. L’obiettivo è chiaro: replicare il successo di tappa ottenuto al Giro d’Italia. Consolidando l’eccellente feedback raccolto dalle ruote PROXIMA Team Edition, autentico fiore all’occhiello della produzione Ursus.

Ursus è schierata al fianco del Team Picnic-PostNL, un rientro nella corsa a tappe più prestigiosa, ma anche una prima assoluta nel WorldTour. Dopo le esperienze tra il 2020 e il 2021 con il Team Total Energies, il 2025 rappresenta un’opportunità unica per Ursus di scrivere una nuova pagina nella sua storia, mirando alla prima vittoria di tappa assoluta al Tour de France.

L’ambizione è palpabile, come è naturale quando si compete sul palcoscenico più importante del ciclismo mondiale. Tuttavia, Ursus e Picnic-PostNL affrontano questa sfida con convinzione e fiducia nei propri mezzi. Il recente Giro d’Italia ha dimostrato il potenziale della formazione olandese, capace di sorprendere con la vittoria in volata di Casper Van Uden a Lecce. Questo successo ha evidenziato non solo la determinazione del team, ma anche la qualità dei mezzi tecnici a loro disposizione, in primis le ruote in carbonioUrsus PROXIMA Team Edition.

Mentre le vittorie di tappa saranno prioritarie per il Team Picnic-PostNL, non mancherà l’attenzione per la classifica generale. Il giovane talento britannico Oscar Onley, reduce da un’ottima performance al Giro di Svizzera, avrà l’opportunità di mettersi alla prova con un occhio alla generale. Nelle volate, Tobias Lund Andresen e Pavel Bittner cercheranno di emulare l’exploit di Casper Van Uden, puntando a replicare il successo nello sprint. Per le tappe più impegnative, il team potrà contare su corridori come Warren Barguil, già maglia a pois al Tour, e Frank Van den Broek. Completano la rosa Tim Naberman, Sean Flynn e Niklas Märkl, tutti pronti a dare il loro contributo per gli obiettivi del team.

Ecco gli otto atleti del Team Picnic PostNL che saranno impegnati in questo Tour de France
Gil atleti del Team Picnic PostNL correranno al Tour de France con le ruote PROXIMA Team Edition

Tecnologia al servizio della performance

Le ruote PROXIMA Team Edition sono il frutto dell’ingegneria Ursus, sviluppate con l’obiettivo di combinare in modo ottimale leggerezza, affidabilità e scorrevolezza. Queste tre caratteristiche sono cruciali nel ciclismo moderno, garantendo la massima reattività e stabilità, oltre a un’eccellente versatilità d’uso in ogni condizione.

Disponibili in quattro versioni con profili da 35, 40, 50 e 60 mm, i cerchi in fibra di carbonio con finitura unidirezionale presentano un canale interno di 23 mm. Questa configurazione permette di ospitare copertoni a partire da 28 mm, sia in versione tubeless che con camera d’aria tradizionale, offrendo flessibilità e adattabilità alle diverse esigenze dei corridori e dei percorsi.

l cuore delle PROXIMA Team Edition è l’esclusivo mozzo U-RS Xeramik. Realizzato in lega di alluminio Ergal AI 7075, e dotato di cuscinetti ceramici, assicura una scorrevolezza e reattività superiori. A questo si aggiunge la tecnologia “minihook”, che ottimizza il peso del cerchio e la ritenzione del copertone, migliorando significativamente la stabilità e la tenuta in curva, aspetti fondamentali per la sicurezza e la performance ad alte velocità.

Il britannico Oscar Onley sarà l’uomo di classifica per il team olandese
Il britannico Oscar Onley sarà l’uomo di classifica per il team olandese

#BehindTheRace:

Come già sperimentato durante il Giro d’Italia, Ursus continuerà inoltre ad offrire ai propri follower uno sguardo esclusivo dietro le quinte della corsa. Il progetto #BehindTheRace proseguirà anche sulle strade francesi, grazie alla lente della “crew” fotografica di Poci’s Pix. Questo racconto immersivo sarà sviluppato in tre appuntamenti settimanali, con contenuti speciali disponibili sui profili social di Ursus (Instagram e Facebook) e attraverso la newsletter ufficiale (registrandosi su ursus.it). Un’occasione imperdibile per gli appassionati di vivere il Tour de France da una prospettiva unica e ravvicinata.

Il ritorno di Ursus al Tour de France promette di essere un evento chiave per l’azienda italiana. Riusciranno le ruote PROXIMA Team Edition e il Team Picnic-PostNL a conquistare una vittoria di tappa e a lasciare il segno nella storia della Grande Boucle?

Ursus

Ursus apre le porte della sede di Rosà al Team Picnic PostNL

04.06.2025
3 min
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In occasione della seconda giornata di riposo del Giro d’Italia, lunedì 26 maggio, lo stabilimento Ursus di Rosà (Vicenza) ha ospitato una visita d’eccezione. A varcare i cancelli dell’azienda vicentina, riferimento tutto italiano operativo nella produzione di ruote ad alte prestazioni, è stata la formazione WorldTour olandese Team Picnic PostNL. Un momento carico di significato tecnico e simbolico, che testimonia il consolidarsi di una partnership di alto profilo e proietta entrambi i protagonisti verso ambiziosi traguardi futuri.

Il legame tra Ursus e il Team Picnic PostNL è relativamente recente, ma si è già rivelato estremamente proficuo. La collaborazione, nata all’inizio della stagione, rappresenta la prima alleanza World Tour per l’azienda veneta, e ha dato vita a uno scambio virtuoso di “know-how”, performance e sviluppo tecnologico. Il simbolo più evidente di questa sinergia è rappresentato dalle nuove PROXIMA Team Edition, le ruote ufficiali utilizzate dalla squadra olandese e già protagoniste di risultati di prestigio.

Durante la visita, guidata dal CEO di Ursus Mirko Ferronato, i corridori Romain Bardet, Casper Van Uden – vincitore della quarta tappa del Giro a Lecce – e Max Poole, insieme al resto della squadra e allo staff tecnico, hanno avuto modo di immergersi nel cuore produttivo dell’azienda. Il tour ha incluso la linea di montaggio, i laboratori di test e ricerca, e l’area dedicata alla progettazione, offrendo agli ospiti un’esperienza completa all’interno di una realtà che da oltre cinquant’anni è sinonimo di innovazione meccanica nel mondo del ciclismo.

Ecco i ragazzi del Team Picnic PsotNL guidati in azienda dal CEO di Ursus Mirko Ferronato
Ecco i ragazzi del Team Picnic PsotNL guidati in azienda dal CEO di Ursus Mirko Ferronato

Un dialogo tecnico costante

«È stato un momento inaspettato e molto gradito – ha commentato Mirko Ferronato – solitamente siamo noi a recarci presso il ritiro dei team durante le corse. Stavolta, invece, sono stati loro a chiedere di conoscere da vicino l’origine dei loro strumenti di lavoro. Un gesto che dimostra interesse e rispetto per il nostro lavoro, ma anche un segnale di quanto la nostra collaborazione sia già diventata solida. La curiosità e l’attenzione con cui hanno seguito ogni fase della produzione ci ha davvero colpiti».

Il confronto diretto tra atleti, ingegneri e tecnici ha evidenziato l’importanza del dialogo continuo tra chi corre e chi costruisce i materiali. Non si è trattato solo di una visita formale, ma di un momento di crescita reciproca. La PROXIMA Team Edition, infatti, è frutto di un lungo processo di test sul campo, con dati scientifici e sensazioni condivise tra gli ingegneri Ursus e i corridori del Team Picnic PostNL.

Gli atleti del team WorldTour olandese hanno sbirciato il processo produttivo dal quale nascono i prodotti usati poi in gara
Gli atleti del team WorldTour olandese hanno sbirciato il processo produttivo dal quale nascono i prodotti usati poi in gara

Innovazione, dedizione, fiducia

«La collaborazione con un team World Tour ci offre l’opportunità di migliorare costantemente i nostri prodotti – ha aggiunto Ferronato – rivelandosi un banco di prova unico, che ci consente di affinare le nostre soluzioni tecniche secondo standard altissimi. E il fatto che una squadra di questo livello scelga di venirci a trovare in una giornata di pausa dalla Corsa Rosa, ci conferma che siamo sulla strada giusta».

La visita del Team Picnic PostNL allo stabilimento Ursus non è stata solo un evento simbolico, ma il riflesso di una partnership che si fonda su valori comuni: innovazione, dedizione, fiducia. Un incontro che racconta il presente e anticipa il futuro, dove tecnologia e passione pedalano fianco a fianco verso nuovi obiettivi.

Ursus

Ursus (al Giro) presenta e introduce il progetto #BehindTheRace 

21.05.2025
3 min
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Il Giro d’Italia di quest’anno, ed attualmente nel pieno del proprio svolgimento, segna una tappa fondamentale per Ursus, azienda italiana ben attiva nella produzione di ruote e componenti per il ciclismo ad alte prestazioni. Per la prima volta, il brand di Rosà sarà difatti presente in corsa in qualità di partner tecnico ufficiale di una squadra WorldTour: il Team Picnic-PostNL. Un traguardo che arriva dopo anni di esperienza maturata al fianco di team professional e che inaugura una nuova stagione di ambizioni elevate e visione internazionale.

Alzare il sipario

In occasione di questo debutto, Ursus ha presentato #BehindTheRace, un progetto editoriale che accompagnerà gli appassionati lungo le tre settimane del Giro d’Italia – e successivamente anche durante Tour de France e Vuelta a Espana – con uno sguardo esclusivo su tutto ciò che accade dietro le quinte del ciclismo professionistico. Più di un semplice reportage: #BehindTheRace è una narrazione autentica del mondo che vive attorno alla corsa, tra tecnica, emozioni e fatica quotidiana.

Grazie all’accesso esclusivo della crew fotografica di Poci’s Pix, il progetto racconterà le dinamiche interne di una squadra WorldTour durante un Grande Giro, dai momenti di tensione nel pre-gara alle emozioni post-tappa, passando per il lavoro dei meccanici, i briefing tecnici, la gestione dello stress e il rapporto umano tra atleti e staff. Un diario visivo che vuole restituire la complessità e il fascino del ciclismo vissuto al massimo livello, su un palcoscenico globale.

Mirko Ferronato, CEO di Ursus, con Giada Borgato ambassador dell’azienda e inviata al Giro per la RAI
Mirko Ferronato, CEO di Ursus, con Giada Borgato ambassador dell’azienda e inviata al Giro per la RAI

In corsa con la protagonista PROXIMA

Protagonista su strada sarà anche la nuova Ursus PROXIMA Team Edition, ruota in carbonio top di gamma, pensata per le esigenze più estreme degli atleti professionisti. Leggerezza, reattività e aerodinamica si fondono in un prodotto d’élite, sviluppato per affrontare ogni scenario, dalla salita più aspra agli sprint ad altissima velocità. PROXIMA accompagnerà i corridori del Team Picnic-PostNL lungo le tre settimane di corsa, garantendo prestazioni costanti e affidabilità anche nelle condizioni più impegnative. Ogni dettaglio è stato studiato in collaborazione con gli atleti per massimizzare la performance su ogni terreno.

Il racconto di #BehindTheRace sarà articolato in tre episodi settimanali per ciascun grande Giro, pubblicati sui canali social di Ursus (Instagram e Facebook) e attraverso la newsletter ufficiale. Un’occasione unica per vivere il ciclismo professionistico da una prospettiva nuova, intima e coinvolgente, fatta di passione, sacrificio e innovazione tecnologica al servizio dello sport.

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