Maurizio Vezzosi, team manager e diesse della Gioca in Bici Oglio Po e organizzatore della 2 Giorni di Gussola

Non solo gara, a Gussola c’è una “classica” giovanile che parte dalle scuole

22.04.2026
6 min
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GUSSOLA (CR) – Più di 300 tra esordienti e allievi maschi e femmine provenienti da mezza Italia divisi in sei blocchi di partenze per la cronometro del sabato. Più di 500 atleti di altrettante categorie distribuite su quattro gare per il circuito della domenica. Questi sono gli impressionanti numeri totalizzati dalla “2 Giorni di Gussola-Strade Bianche”, manifestazione giovanile giunta alla sua quarta edizione e diventata già una classica del panorama nazionale per alcune sue caratteristiche.

Prova contro il tempo e tratto di sterrato sono i simboli del weekend agonistico organizzato dalla Gioco in Bici Oglio Po in collaborazione con l’amministrazione locale e la CC Cremonese 1891 Arvedi Cycling. Una corsa particolarmente sentita non solo dai ragazzi che la disputano, ma anche dal piccolo paese in riva al Po e dalla stessa società organizzatrice che fa attività progettuali itineranti negli istituti scolastici comprensivi della zona da tanti anni.

Coinvolgimento cittadino

Nel calendario italiano ci sono tantissime gare giovanili, dagli esordienti agli U23, alcune delle quali con decenni di storia, ma non tutte non sono state in grado di restare subito al passo coi tempi per considerarsi eventi. Al netto dei costi sostenuti per allestire una corsa – che è sempre gravata di tanti fardelli oltre alle spese vive – non tutti gli organizzatori riescono a comprendere l’importanza di investire in qualcosa che vada oltre il mero aspetto tecnico che offre il percorso.

Per raccogliere bisogna prima seminare e avere pazienza, non si può pretendere di avere un paese al proprio servizio per una gara dall’oggi al domani. La Gioco in Bici Oglio Po si è presentata nel 2023 all’amministrazione comunale proponendo un solo di giorno di corse. Il resto è arrivato da sé, anno dopo anno, fino al 18 e 19 aprile scorsi.

Per due giorni nella piazza principale di Gussola c’è stato un piccolo villaggio formato da una postazione deejay e un paio di stand enogastronomici accanto al palco per team presentation e premiazioni. E se questo contesto, o parte di esso, ormai lo si può trovare in diverse gare, malgrado molti organizzatori non lo reputino fondamentale per alzare il livello, ciò che le contraddistingue dalle altre è il coinvolgimento dell’intera comunità cittadina come succede a Capodarco, per fare l’esempio più lampante.

Tre giorni nelle scuole

La “2 Giorni di Gussola” ha avuto anche un preambolo di tre giorni nelle scuole elementari e medie col progetto “Attiviamoci da casa a scuola” per sensibilizzare i più piccoli all’utilizzo della bicicletta durante la propria giornata anche per non fare necessariamente ciclismo.

«Abbiamo preso spunto da progetti – ci spiega Maurizio Vezzosi, team manager e diesse della Gioco in Bici Oglio Po – che avevamo già fatto in altre scuole con temi, come la sicurezza stradale per bambini, inseriti nel piano formativo del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ndr). La nostra società è nata nel 2013 ed è stata riconosciuta fin da subito come scuola di ciclismo, quindi ci sembra doveroso curare anche aspetti che riteniamo fondamentali.

«Questo progetto – prosegue – lo abbiamo diviso in tre giorni, grazie alla collaborazione dei dirigenti scolastici che hanno accettato subito i nostri interventi. Siamo andati in quarte e quinte elementari e due prime medie, scegliendo una fascia d’età nella quale tutti fossero già capaci di pedalare o che fossero già pronti a livello motorio. La prima giornata è stata dedicata alla teoria, con la spiegazione della bicicletta, dei suoi rapporti, dell’utilizzo di tutti gli accessori come casco e catarifrangenti. Abbiamo anche mostrato la segnaletica stradale per far conoscere loro i vari significati.

Accompagnati dai tecnici della Gioco in Bici Oglio Po, gli scolari di elementari e medie hanno pedalato sulla Ciclovia VenTo
Accompagnati dai tecnici della Gioco in Bici Oglio Po, gli scolari di elementari e medie hanno pedalato sulla Ciclovia VenTo
Accompagnati dai tecnici della Gioco in Bici Oglio Po, gli scolari di elementari e medie hanno pedalato sulla Ciclovia VenTo
Accompagnati dai tecnici della Gioco in Bici Oglio Po, gli scolari di elementari e medie hanno pedalato sulla Ciclovia VenTo

«La seconda giornata è stata di pratica – continua Vezzosi – dove abbiamo chiesto ad ogni bambino di portare la propria bici e il proprio casco per un paio di percorsi da fare tutti assieme. Una gincana prima e poi una pedalata di circa sei chilometri tra Gussola e Martignana Po sfruttando in un senso una pista ciclabile e in un altro la “Ciclovia VenTo” (che costeggia l’argine maestro del Grande Fiume, ndr).

«Infine – termina – la terza giornata l’abbiamo dedicata ad una lezione sulla corretta alimentazione, anche in funzione dello sport, con le esposizioni del dottor Giovanni Bozzetti, ex medico della Cremonese Calcio e presidente del Panathlon di Cremona. Lui ha spiegato ai ragazzi come distribuire al meglio il cibo durante la propria giornata in base agli impegni scolastici ed eventualmente sportivi. Questo è un argomento sul quale insistiamo da sempre e che trova tanti riscontri nei ragazzi».

I 1300 metri di strade bianche sono stati affrontati solo da allievi e allieve negli ultimi due giri del circuito, facendo la differenza
I 1.300 metri di strade bianche sono stati affrontati solo da allievi e allieve negli ultimi due giri del circuito, facendo la differenza
I 1300 metri di strade bianche sono stati affrontati solo da allievi e allieve negli ultimi due giri del circuito, facendo la differenza
I 1300 metri di strade bianche sono stati affrontati solo da allievi e allieve negli ultimi due giri del circuito, facendo la differenza

Tutti presenti per le strade bianche

La bravura di alcuni organizzatori è capire ciò che può essere stimolante per i giovani corridori, che sempre più si ispirano ai divi del grande ciclismo. I milletrecento metri di strade bianche, a ridosso degli argini del Po, sono diventati l’icona della gara della domenica degli allievi.

La challenge generale di Gussola (crono e circuito) è stata conquistata da Leonardo Zanardini e Matilde Mannelli tra gli esordienti del primo anno, da Luca Gregori e Aurora Cerame per quelli del secondo anno, mentre tra gli allievi Pietro Resca e Emma Cocca (l’unica a vincere in entrambi i giorni) si sono esaltati nel settore dello sterrato arrivando in solitaria.

L'allieva Emma Cocca della Flandres Love Brescia è stata l'unica a vincere sia crono che circuito della 2 Giorni di Gussola (foto instagram)
L’allieva Emma Cocca della Flandres Love Brescia è stata l’unica a vincere sia crono che circuito della 2 Giorni di Gussola (foto instagram)
L'allieva Emma Cocca della Flandres Love Brescia è stata l'unica a vincere sia crono che circuito della 2 Giorni di Gussola (foto instagram)
L’allieva Emma Cocca della Flandres Love Brescia è stata l’unica a vincere sia crono che circuito della 2 Giorni di Gussola (foto instagram)

«Siamo andati oltre le nostre aspettative – commenta Vezzosi – perché nel weekend tra atleti, genitori, tecnici e accompagnatori abbiamo stimato circa duemila persone in un paese che conta 2600 abitanti. Molti hanno pernottato in zona, arrivando da molto lontano e quindi si è creato anche un indotto turistico-ricettivo. Poi c’era il pubblico extra ciclistico di Gussola che ha seguito le gare con interesse.

«Allestire un evento simile – conclude l’analisi – è certamente dispendioso in termini di tempo e copertura economica. Ci sono grandi criticità come la gestione della viabilità. Dobbiamo trovare l’equilibrio tra la sicurezza dei ragazzi e la garanzia di certi servizi alla cittadinanza senza bloccare il traffico. Si arriva alla fine esauriti di energie psicofisiche, però la soddisfazione per i riscontri ricevuti immediatamente ci ripaga di tutti gli sforzi fatti».

Unibet Rose Rockets, Dmt

Dmt protagonista a Strade Bianche e Sanremo con POGI’S e KR0 EVO

16.03.2026
4 min
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Dmt continua a rafforzare il proprio legame con due delle gare più iconiche del calendario ciclistico internazionale: Strade Bianche e Milano-Sanremo. Due appuntamenti profondamente diversi tra loro, ma accomunati da un fascino unico e da una forte identità nel panorama delle grandi classiche.

La Strade Bianche – appena disputata – nonostante la giovane età rispetto alle grandi corse monumento, si è rapidamente affermata come una delle gare più spettacolari del ciclismo moderno. Il mix tra sterrati toscani, paesaggi mozzafiato e l’arrivo scenografico in Piazza del Campo a Siena ha conquistato pubblico, media e corridori… In pochi anni questa la corsa organizzata da RCS Sport è entrata stabilmente tra gli appuntamenti più attesi della stagione.

Dall’altra parte invece c’è la Milano-Sanremo, la “Classicissima”, una delle cinque Monumento del ciclismo mondiale. Con i suoi quasi 300 chilometri rappresenta la corsa di un giorno più lunga del calendario. Un percorso che cresce progressivamente di intensità fino agli ultimi venti minuti di gara, quando la sequenza Cipressa–Poggio definisce spesso il vincitore finale.

In entrambe queste corse, Dmt è stata e sarà protagonista ai piedi di alcuni dei corridori più forti del gruppo.

Unibet Rocket Rose
Il Team Unibet Rocket Rose quest’anno farà il suo debutto in un Grande Giro, saranno presenti alla Corsa Rosa
Unibet Rocket Rose
Il Team Unibet Rocket Rose quest’anno farà il suo debutto in un Grande Giro, saranno presenti alla Corsa Rosa

Unibet Tietema Rockets con Dmt

Oltre alla fortissima sponsorizzazione del brand veronese con il Campione del Mondo Tadej Pogacar, Dmt supporta anche l’intera squadra Unibet Tietema Rockets, una delle realtà più innovative del ciclismo professionistico. Il team fondato dall’ex corridore e imprenditore Bas Tietema rappresenta un caso interessante nel panorama internazionale. La squadra ha difatti costruito negli anni una community digitale molto attiva, utilizzando social media e contenuti video per avvicinare nuovi appassionati al ciclismo.

«Questa collaborazione con i ragazzi della Unibet Rose Rockets – ha dichiarato Mattia Viel, Global Sponsorship Manager di Dmt – va ben oltre la semplice sponsorizzazione tecnica. Il progetto Rockets offre difatti un approccio innovativo alla comunicazione sportiva. La squadra riesce a generare grande visibilità mediatica e ad attirare nuovi fan, contribuendo allo sviluppo dell’immagine del nostro brand anche al di fuori dei canali tradizionali».

Ridurre i Rockets ad un semplice progetto di marketing sarebbe però un errore. La squadra franco-olandese ha infatti costruito una formazione sempre più competitiva. Durante l’inverno sono arrivati due corridori di grande esperienza come Dylan Groenewegen, vincitore di sei tappe al Tour de France, e Wout Poels, già trionfatore alla Liegi‑Bastogne‑Liegi. Nel roster figurano anche corridori di talento come Victor Lafay, capace di vincere tappe sia al Giro d’Italia sia al Tour de France, e lo slovacco Lukás Kubis.

La partecipazione alle grandi classiche italiane rappresenta una tappa importante nel percorso di crescita del team, che ha ottenuto anche uno storico invito al Giro d’Italia.

Unibet Rose Rockets, Strade Bianche, Dmt
Unibet Rose Rockets insieme a Dmt è stata protagonista anche alle Strade Bianche
Unibet Rose Rockets, Strade Bianche, Dmt
Unibet Rose Rockets insieme a Dmt è stata protagonista anche alle Strade Bianche

POGI’S e KR0 EVO Superlight: 100% performance

Il lavoro a stretto contatto con i professionisti permette a Dmt di sviluppare costantemente i propri modelli top di gamma.

Le POGI’S sono progettate attorno alle esigenze di Pogacar. La versione Superlight punta su leggerezza, aerodinamica e rigidità. E’ una scarpa pensata per le lunghe distanze e per una distribuzione efficiente della potenza durante tutta la pedalata.

Il modello KR0 EVO, invece, rappresentano uno dei modelli storici del marchio. Sono state sviluppate insieme a Elia Viviani e si distinguono per il sistema di chiusura con doppio rotore BOA Li2, che consente una regolazione micrometrica anche nei momenti più intensi della gara.

La nuova versione KR0 EVO Superlight introduce ulteriori miglioramenti tecnici. La tomaia in Aeroflex Knit utilizza un filato avanzato che combina traspirabilità, elasticità e resistenza. Il materiale si adatta naturalmente alla forma del piede, migliorando comfort e stabilità. La fascia collopiede in TPU garantisce supporto durante la fase di spinta, mentre la nuova suola in carbonio Superlight è progettata per massimizzare la trasmissione della potenza. Il peso dichiarato è di appena 215 grammi nella taglia 42.

Entrambi i modelli mantengono lo stile distintivo di Dmt: linee pulite, design essenziale e una calzata che unisce comfort, precisione e reattività. Un equilibrio che continua a convincere alcuni dei migliori corridori del mondo…

Dmt

Strade Bianche 2026, MBH Ballan, prodotti Sprayke, meccanico Dima Pohorelov

Strade Bianche con Sprayke sulle Cinelli di MBH Pro Team

13.03.2026
5 min
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TAVARNELLE VAL DI PESA (SI) – La Strade Bianche ha lasciato terra e polvere sulle bici degli atleti che l’hanno affrontata. Ai professionisti tutto sommato è andata anche bene, ma le bici degli amatori che l’indomani hanno percorso la gran fondo erano ridotte davvero male, a causa del fango e della conformazione della terra senese che ha scavato dischi e consumato gomme.

In questo hotel sulla collina di Tavarnelle Val di Pesa, delle Cinelli dell’MBH Pro Team si è preso cura Dima Pohorelov, meccanico ucraino che da ragazzo nel suo Paese ha anche corso e da quattro anni è in Italia e lavora con la squadra ungherese dalle spiccate radici bergamasche. Lo abbiamo incontrato alla vigilia della corsa, curiosi più di come si preparino le bici per gli sterrati e di come poi saranno riportate al loro splendore.

La MBH Ballan utilizza prodotti Sprayke, azienda vicentina specializzata in pulizia e lubrificazione
La MBH Ballan utilizza prodotti Sprayke, azienda vicentina specializzata in pulizia e lubrificazione
La MBH Ballan utilizza prodotti Sprayke, azienda vicentina specializzata in pulizia e lubrificazione
La MBH Ballan utilizza prodotti Sprayke, azienda vicentina specializzata in pulizia e lubrificazione
Quant’è importante la pulizia della bici dopo aver pedalato su percorsi simili?

Molto importante, anche se con il livello che c’è oggi, catene e trasmissioni funzionano bene anche quando sono davvero sporche. Al massimo sono poco precise. La pulizia è importante perché la bici duri a lungo, se magari lo sporco è costituito da grasso vecchio che si è indurito. E allora bisogna toglierlo e pulire bene.

La pulizia è alla base del corretto funzionamento?

Il lavoro del meccanico è sempre quello, ma rispetto a tanti anni fa si usano altri strumenti e altri prodotti. Noi usiamo un pennello con lo sgrassatore, i nostri prodotti Sprayke, e poi la spugna, un’altra spazzola per la guarnitura, per le ruote e per il pacco a pignoni.

Lo sgrassatore come primo passaggio?

Dipende. Se hai bici sporche come qui alla Strade Bianche, prima facciamo un passaggio con acqua. E poi un giro con lo sgrassatore. Quello che usiamo è un prodotto bio, quindi non molto aggressivo. Lo usiamo anche mischiato con lo shampoo, 50 e 50 e funziona benissimo.

Dopo lo sgrassatore?

Un giro con il pennello, poi risciacquiamo e alla fine con la spugna facciamo una pulizia normale. A quel punto usiamo il compressore per asciugare bene e arrivare anche nei punti più nascosti, infine usiamo anche uno straccio per togliere il resto dell’acqua.

Solo a quel punto si passa alla lubrificazione?

Per quella abbiamo due prodotti per la catena, uno spray per la trasmissione e anche per pedali. Il catalogo Sprayke è molto ricco, così prima di cominciare la stagione abbiamo scelto quello che ci serviva. Prima però abbiamo parlato con loro e ci siamo fatti fornire due tipi di olio per catena: il Lube 1 con la cera e un altro per il brutto tempo, che si chiama Wet. Bagnato, appunto.

Quello con la cera si usa invece quando è asciutto?

Sì, anche se sulla confezione c’è scritto che va bene per tutte le condizioni. Potendo scegliere, quando la corsa è bagnata, noi preferiamo usare l’altro. Il grasso invece non si usa più: con questi prodotti di oggi, tante abitudini del passato sono davvero superate. 

Per la pulizia dei dischi avete un prodotto in particolare?

Abbiamo spray per pulire dischi e pastiglie, che usiamo qualche volta. In realtà il nostro sgrassatore lava benissimo anche dischi e pastiglie. Di solito faccio anche una passata con la spazzola tra le pastiglie e anche sui dischi, quindi uso anche il prodotto specifico, ma non troppo spesso.

C’è il rischio che usare l’acqua possa danneggiare qualcosa nella trasmissione elettronica?

Il rischio c’è sempre ed è il motivo per cui preferiamo usare lo spray per i cambi e un altro per i contatti elettrici. Quindi usando i prodotti dedicati, non c’è niente di cui preoccuparsi. Con questo materiale che ci ha dato Sprayke copriamo tutte le esigenze. La pulizia, lubrificare la catena e anche la protezione del telaio. Abbiamo anche uno spray tipo silicone per proteggere il telaio e una specie di polish per lucidarlo. Così pure un prodotto per pulire caschi e scarpe.

Insomma, non vi sfugge niente?

Diciamo che ci si prova…

Una risata e torna al lavoro. L’opera dei meccanici inizia quando i corridori sono in hotel fra doccia, relax e massaggi. Spesso va avanti fino a che non arriva il buio. I camion e le loro luce allora diventano isole nel parcheggio scuro, fra musica, risate e battute.

Sprayke

Vangi-Tommasini-Il Pirata juniores 2026 (foto Vangi-Tommasini)

Gianetti, la UAE Emirates e la Vangi: ecco perché

10.03.2026
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SIENA – La notizia che il Team Vangi-Tommasini-Il Pirata sia nell’orbita del UAE Team Emirates come punto di riferimento fra gli juniores è stato accolto da reazioni diverse. Dopo aver salutato l’affiliazione in Austria del Team Tiepolo, diventato vivaio del NSN Cycling Team del WorldTour, si va consolidando la sensazione che gli squadroni vogliano radicarsi nelle categorie giovanili.

Proprio alla vigilia della Strade Bianche è arrivata infatti la notizia che la Ineos Grenadiers, dopo aver lanciato il suo devo team, abbia stretto un accordo di collaborazione con il team juniores italiano Team Nordest Petrucci.

«Il team UAE – si legge nella pagina Facebook della Vangi-Tommasini, da cui proviene la foto di apertura – affiancherà il nostro team con materiali tecnici già consegnati ed altri da consegnare, supervisionando i nostri migliori atleti per proiettarli nel ciclismo che conta».

Mauro Gianetti, general manager della UAE Emirates, è stato un pro' dal 1986 al 2002
Mauro Gianetti, general manager della UAE Emirates, è stato un pro’ dal 1986 al 2002
Mauro Gianetti, general manager della UAE Emirates, è stato un pro' dal 1986 al 2002
Mauro Gianetti, general manager della UAE Emirates, è stato un pro’ dal 1986 al 2002

Gli argomenti di Gianetti

Approfittando della sua presenza a Siena, prima che partisse la Strade Bianche degli uomini, abbiamo chiesto a Mauro Gianetti le ragioni del suo interessamento per la squadra di Matteo Berti, una delle più prestigiose del panorama italiano. L’orizzonte più o meno immediato vedrà i team WorldTour completare la filiera con gli juniores, al pari di quanto la Red Bull-Bora ha fatto sin dall’inizio?

«Noi cerchiamo di guardare un po’ avanti – spiega il general manager della squadra numero uno al mondo – di dare un po’ di sostegno ai giovani, senza impegni particolari. Il Team Vangi-Tommasini è una realtà che ha una lunga storia, hanno dei buoni ragazzi, dei buoni talenti e quindi è anche bello da parte nostra poter dare un’ispirazione soprattutto ai giovani».

La squadra juniores toscana ha aperto il 2026 al GP Giuliano Baronti  (foto Vangi-Tommasini)
La squadra juniores toscana ha aperto il 2026 al GP Giuliano Baronti (foto Vangi-Tommasini)
E’ una cosa che si fa solo in Italia oppure si può fare anche in altri Paesi?

Abbiamo diverse collaborazioni, con squadre come il Pogi Team e anche con singoli atleti in giro per il mondo. Avevamo una collaborazione in Spagna che ci ha permesso di scoprire Ayuso, ma l’Italia è un territorio a noi molto caro. Sono tutti accordi senza alcun impegno, è più una collaborazione. Noi ci siamo, se hanno bisogno di una mano, possiamo farlo.

Alla base c’è un lavoro di scouting per cui un ragazzo interessante potrebbe entrare nella vostra orbita?

Certo, ma questo fa parte del gioco. Se hanno dei ragazzi in gamba, noi li osserviamo più da vicino. Ma dato che la priorità va alla formazione, ci limitiamo a dare un sostegno, senza mettere sotto contratto nessuno.

Può esserci anche l’idea di portare lì dei ragazzi che a voi interessano particolarmente?

La nostra idea è che a quell’età dobbiamo sempre dare la priorità alla scuola. Se parliamo di un atleta bravo che abita lì vicino, può avere un senso. Non avrebbe senso sradicare un ragazzo da casa per portarlo alla Vangi. Va bene che siano consapevoli che qualcuno li sta osservando da vicino, ma basta questo. Oggi la categoria juniores va seguita, è importante perché è la base dell’apprendimento di come fare il corridore.

La squadra con scarpe Nimbl: qui la visita a Porto Sant'Elpidio, accolti da Francesco Sergio (foto Vangi-Tommasini)
La squadra corre con scarpe Nimbl: qui la visita a Porto Sant’Elpidio, accolti da Francesco Sergio (foto Vangi-Tommasini)
La squadra con scarpe Nimbl: qui la visita a Porto Sant'Elpidio, accolti da Francesco Sergio (foto Vangi-Tommasini)
La squadra corre con scarpe Nimbl: qui la visita a Porto Sant’Elpidio, accolti da Francesco Sergio (foto Vangi-Tommasini)
Sta cambiando parecchio…

Una volta certi passaggi di apprendimento li facevi da dilettante, adesso li fai da junior. Impari a mangiare, impari a allenarti, impari a conoscere il tuo corpo e a crescere. Quindi impari a non fare gli errori e questa è la cosa principale. E il primo errore da evitare è dimenticarsi della scuola.

Non hai la sensazione che negli juniores la velocità sia aumentata di parecchio?

Questo ormai fa parte della società. I ragazzi hanno visto alcuni juniores passare o arrivare presto al professionismo e tutti si illudono di poter fare la stessa cosa. Ma non è scontato che funzioni per tutti, sono eccezioni e bruciare le tappe non deve essere un obbligo per nessuno. Voglio insistere su questo aspetto, il ciclismo non deve andare a scapito della scuola, della formazione. Perché proprio avere una formazione completa ti dà la tranquillità di poter fare il corridore.

Hai parlato di eccezioni…

I casi di Remco, e di Seixas sono particolari. La regola è che fino a 20-21 anni non sei pronto per fare il professionista. Prenditi il tempo per fare quello che devi a 17, 18, 19, 20 anni. Fallo bene e poi potrai diventare un corridore.

Gianmarco Garofoli, Soudal Quick-Step, Giro di Sardegna 2026

Garofoli: l’anno della consacrazione e la voglia di affermarsi

10.03.2026
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Con la terza partecipazione alla Strade Bianche, si è chiuso il primo blocco stagionale di Gianmarco Garofoli. Un periodo breve, ma intenso, tra allenamenti, ritiri e corse. Dodici giorni di gara, partendo dall’AlUla Tour, Giro di Sardegna, Trofeo Laigueglia e, per l’appunto, Strade Bianche. Il tutto intervallato da un periodo di altura in Spagna, dove il corridore della Soudal Quick-Step è stato coinvolto in un incidente stradale.

«Dopo quell’episodio – racconta Garofoli – non è stato facile ripartire, mi ha toccato molto e in qualche modo cambiato. Non mi sono sentito a mio agio e sicuro in bici, mi sono sentito persino impotente nei confronti delle auto e degli automobilisti. Ero già stato coinvolto in un incidente stradale, ma in quel caso avevo visto la macchina. Essere colpiti da dietro e scaraventati a terra ti mette addosso una paura diversa».

Finalmente casa

Gianmarco Garofoli ha rivisto casa dopo tanto tempo, un mese e mezzo, tanto è passato dall’inizio dell’AlUla Tour all’ultima curva delle Strade Bianche. 

«Mi era mancata – ammette – e mi hanno accolto bene, ora mi godo la famiglia e lo stare qui. Alla fine di tutto penso sia stata una prima parte di stagione che è andata bene, ma non benissimo. Adesso mi fermo per qualche giorno, poi ripartirò a lavorare sodo. Tornerò in gara al Catalunya, poi un altro periodo di altura, debutterò alla Freccia Vallone e alla Liegi-Bastogne-Liegi e infine ancora il Giro d’Italia».

Gianmarco Garofoli, Soudal Quick-Step, Giro di Sardegna 2026
Garofoli al Giro di Sardegna è andato vicino alla vittoria in diverse occasioni, è mancato però il colpo grosso
Gianmarco Garofoli, Soudal Quick-Step, Giro di Sardegna 2026
Garofoli al Giro di Sardegna è andato vicino alla vittoria in diverse occasioni, è mancato però il colpo grosso
Un debutto importante alle Ardenne…

Sarà la mia prima volta su quelle strade. In realtà ci sarei dovuto andare anche l’anno scorso, poi però i programmi cambiarono a causa dell’incidente di Remco Evenepoel. Ora invece toccherà a me, un bel banco di prova in gare che penso possano avvicinarsi alle mie caratteristiche

Lo hai nominato, senza Evenepoel è una Soudal Quick-Step tanto diversa?

Lo scorso anno insieme a lui ho corso solamente al Lombardia e la prima volta che l’ho visto in gara è stato al mondiale in Rwanda. Diciamo che la sua mancanza si sente all’interno della squadra. Io me ne rendo conto anche solo in maniera indiretta, da quelli che sono gli obiettivi e i programmi.

Va via un fuoriclasse e ora tocca a voi fare un passo in più?

L’obiettivo del team è quello di tornare competitivo nelle Classiche, tralasciando i Grandi Giri. O per lo meno non guardando alla generale, ma più alle singole tappe. Per me si apre un ventaglio di opportunità interessante, se mi fossi trovato a correre con Evenepoel avrei sicuramente lavorato per lui. Ora sono molto più libero di giocarmi le mie carte.

Gianmarco Garofoli, Soudal Quick-Step, in azione al Trofeo Laigueglia 2026
Garofoli in azione al Trofeo Laigueglia, concluso all’undicesimo posto
Gianmarco Garofoli, Soudal Quick-Step, in azione al Trofeo Laigueglia 2026
Garofoli in azione al Trofeo Laigueglia, concluso all’undicesimo posto
Con quali ambizioni?

L’obiettivo principale di questa prima metà di stagione sarà il Giro d’Italia. Nel 2025 ho fatto il mio esordio alla Corsa Rosa e ho avuto delle buone risposte. Quest’anno arriverò con una maggiore convinzione nei miei mezzi e tanta fiducia. 

Che stagione deve essere questa?

Quella in cui riuscire a fare un passo ulteriore in avanti. Nella passata stagione ho fatto registrare buone prestazioni senza concretizzarle

In che modo si concretizza?

Penso sia un aspetto più mentale che fisico. Il 2025 era un anno particolare, nel quale sono arrivato dopo tante stagioni difficili e un approccio al professionismo complicato. Nei miei primi anni da pro’ faticavo a stare in corsa. L’anno scorso sono riuscito a propormi, a stare in gara e farmi vedere. Adesso serve raccogliere i risultati.

Filippo Magli, Bardiani CSF 7 Saber, Gianmarco Garofoli, Soudal Quick-Step, Strade Bianche 2026
Alla Strade Bianche Garofoli ha chiuso una prima parte di gare con buone sensazioni in vista di aprile e maggio
Filippo Magli, Bardiani CSF 7 Saber, Gianmarco Garofoli, Soudal Quick-Step, Strade Bianche 2026
Alla Strade Bianche Garofoli ha chiuso una prima parte di gare con buone sensazioni in vista di aprile e maggio
Hai detto essere un aspetto più mentale che fisico, ma i due percorsi sono paralleli?

Il 2025 l’ho terminato partecipando a mondiali ed europei, andando anche forte. Questo mi ha dato una grande motivazione per ripartire e affrontare l’inverno successivo. Sono ripartito con buone prestazioni anche al Giro di Sardegna e al Laigueglia ero sempre nel vivo della corsa. Credo siano tutti segnali positivi che testimoniano come me la possa giocare per la vittoria.

Deve essere la stagione della consacrazione, da quali obiettivi si passa?

Essere alla Freccia e alla Liegi mi dà uno stimolo in più, perché sono corse dove possono uscire le mie doti di corridore resistente. Riuscire a ottenere un risultato positivo sarà già una prima risposta in questo senso, ma il vero grande obiettivo arriverà con il Giro d’Italia. Vincere una tappa è quello che cerco. 

Al Giro d’Italia, qui in azione nell’edizione 2025, l’obiettivo sarà conquistare almeno una tappa
Al Giro d’Italia, qui in azione nell’edizione 2025, l’obiettivo sarà conquistare almeno una tappa
Pensi di poter fare lo step per essere performante sulle tre settimane?

Non è una cosa dalla quale sono così lontano. Anche in questo caso torna l’aspetto di avere ottime doti di resistenza, infatti le mie migliori prestazioni in un Grande Giro le ho ottenute nella seconda e terza settimana. Paradossalmente soffro di più nella prima. Non parlo di vincere un Giro d’Italia, ma di entrare nei primi dieci sì, quello credo possa essere un obiettivo concreto in futuro. 

Tutto il lavoro sarà focalizzato per arrivare pronto al Giro?

Sì, anche l’altura fatta a febbraio aveva come scopo quello di mettere una buona base per poi fare un altro blocco di lavoro ad aprile. Poi tra Liegi e Giro passeranno due settimane e lì deciderò quale sarà l’avvicinamento migliore.

Strade Bianche 2026, Tadej Pogacar

EDITORIALE / Pogacar, un grande vino da bere a piccoli sorsi

09.03.2026
5 min
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LIDO DI CAMAIORE (LU) – Non solo quelli sulla strada, la quarta Strade Bianche di Tadej Pogacar ha richiamato frotte di spettatori anche davanti agli schermi. I numeri della RAI parlano di quasi 700 mila spettatori medi e share del 6,7 per cento: soltanto l’edizione del 2020, che si corse ad agosto e fu vinta da Van Aert su Formolo, fece meglio di così. Ma quanto è dispendioso correre come Pogacar?

Nella conferenza stampa dopo la vittoria di Siena, lo sloveno ha spiegato di essere spesso costretto a questi lunghissimi attacchi da percorsi disegnati (a suo avviso) senza troppo criterio, con i tratti più selettivi troppo lontani dall’arrivo. Se nella sua testa e nei dati in possesso della squadra (come ha ben spiegato ieri Matxin) c’era la consapevolezza che il doppio passaggio su Colle Pinzuto e poi sulle Tolfe non sarebbe bastato per staccare Seixas, va da sé che l’attacco su Monte Sante Marie fosse l’unica carta da giocare.

Tiberi, Milan Del Toro, Roglic, Magnier e Ganna: alle stelle della Tirreno manca Pogacar. VdP invece ci sarà.
Tiberi, Milan Del Toro, Roglic, Magnier e Ganna: alle stelle della Tirreno manca Pogacar, Van der Poel invece ci sarà
Tiberi, Milan Del Toro, Roglic, Magnier e Ganna: alle stelle della Tirreno manca Pogacar. Van der Poel invece ci sarà.
Tiberi, Milan Del Toro, Roglic, Magnier e Ganna: alle stelle della Tirreno manca Pogacar, Van der Poel invece ci sarà

Exploit e recupero

I dati diffusi da Velon sono paurosi. Nel suo scatto, Pogacar ha espresso una potenza di 600 watt per 1’32”, contro i 570 di Seixas e i 560 di Del Toro. La media watt del campione del mondo nei 77,4 chilometri della sua fuga è stata di 380, mentre furono 340 nelle edizioni 2024 e 2025. Pogacar sta crescendo ancora, ma certe azioni scavano in profondità e così lui ha iniziato a correre con il contagocce. Allo stesso modo, di riflesso, si sta gestendo Van der Poel, in un effetto domino inevitabile se si vuole che l’olandese possa opporsi alle accelerazioni di Tadej.

Quando ci si lamenta per il fatto che il campione del mondo si veda poco e corra solo quando è sicuro di poter vincere, va considerato probabilmente anche questo aspetto. Finché continuerà a correre in modo così dispendioso, per necessità o per convinzione, Pogacar avrà sempre bisogno di una fase di recupero prima della gara successiva: almeno se si vuole che il livello rimanga così alto in ogni gara e sino alla fine dell’anno.

Se da oggi fosse in corsa qui alla Tirreno-Adriatico, avrebbe avuto la sola giornata di ieri per tirare il fiato e probabilmente non gli sarebbe bastato. Invece ieri sera Tadej si è fatto la doccia, ha ringraziato i compagni che lo aspettavano sul pullman, poi è andato a Firenze da cui un aereo privato lo ha riaccompagnato a Monaco. Lo rivedranno venerdì alla vigilia della Sanremo, ma siamo certi che lo rivedremo ben prima su qualche social mentre solca il Poggio dietro a uno scooter.

Primo nella corsa del debutto, da sabato sera Pogacar è tornato a casa a preparare la Sanremo
Primo nella corsa del debutto, da sabato sera Pogacar è tornato a casa per preparare la Sanremo
Primo nella corsa del debutto, da sabato sera Pogacar è tornato a casa a preparare la Sanremo
Primo nella corsa del debutto, da sabato sera Pogacar è tornato a casa per preparare la Sanremo

Imbattuto, anche imbattibile?

Qui si apre tuttavia una grande porta: se si vuole durare a lungo e si corre soltanto quando si ha un’elevata probabilità di vincere, allora è giusto che la UAE Emirates faccia così. Se si corre per vincere, ma si contempla anche la possibilità di essere sconfitti, allora Pogacar potrebbe fare di più. Avrebbe potuto anche correre la Tirreno, puntando “solo” a un paio di tappe, senza che questo suonasse come un disonore.

Il suo correre sbalorditivo e chirurgico fa storcere il naso a chi amerebbe vedere più spesso il campione sulle strade, come accadeva fino a non troppi anni fa. Si è sempre dissertato sulla differenza fra nuovo ciclismo e ciclismo classico, ma se vent’anni fa il tema ha rischiato più volte di essere retorico, oggi la svolta non può passare inosservata. Si corre anche nel rispetto degli avversari, ma di questo passo nessuno o pochissimi potranno dire e passare alla storia per aver battuto Pogacar.

Prima hanno detto che fosse come Merckx, ora dicono che Tadej sia meglio di lui. Lo ha dichiarato su queste pagine un cantore esperto come Claudio Gregori e non è raro imbattersi nell’accostamento e nel prevalere dell’uno o dell’altro nelle opinioni che capita di raccogliere.

La vera bestia nera di Pogacar, anche più di Vingegaard, è Van der Poel: nel 2025 lo ha battuto alla Sanremo e alla Roubaix
La vera bestia nera di Pogacar, anche più di Vingegaard, è Van der Poel: nel 2025 lo ha battuto alla Sanremo e alla Roubaix

Toccata e fuga

E’ davvero così? Magari è possibile. E’ però interessante notare che nel 2024 in cui ha vinto Giro e Tour, Pogacar ha sommato 58 giorni di corsa, aggiungendo ai due Grandi Giri anche le vittorie del Catalunya, della Liegi, di Montreal, dei mondiali, dell’Emilia e del Lombardia.

Nel 1974 in cui ha vinto Giro e Tour (doppietta che gli è riuscita anche nel 1970 e nel 1972), Merckx ha messo insieme 93 giorni di corsa, quasi il doppio di Pogacar. E ai due Grandi Giri, anche lui ha aggiunto il mondiale, piazzandosi tuttavia nelle grandi classiche e in corse a tappe minori. Per questo vale meno di Pogacar oppure vale di più perché si è messo in gioco accettando anche il rischio della sconfitta, che ha reso grandi i campioni capaci di infliggerla?

Il correre di Pogacar è sensazionale, ma a suo modo anche freddo. Non lo abbiamo mai visto vincere soffrendo, cosa che accade quando la condizione non è perfetta e gli avversari ti mettono alle corde. Tadej è il più forte e proprio per questo dovrebbe avere il coraggio di rischiare di più. A meno che dietro non ci siano altri discorsi di gestione affinché l’investimento sia preservato più a lungo possibile. E sarebbe certamente un discorso altrettanto accettabile.

MatxinUAE Emirates e Decathlon che tirano alla Strade Bianche, Matxin

Matxin fa i complimenti ai suoi ragazzi. E su Seixas…

08.03.2026
5 min
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SIENA – Impossibile non tornare sulla gara di ieri. La Strade Bianche ha il potere di infuocare gli animi e di gettarti definitivamente dentro la stagione dei grandi duelli, delle grandi corse e dei grandi campioni. Il poker di Tadej Pogacar è riuscito ad emozionarci ancora… la sua vittoria solo apparentemente potrebbe essere un “copia e incolla” di quella del 2024.

Lo zampino di Paul Seixas e Isaac Del Toro si è fatto sentire eccome. Tutto secondo programma, ma non proprio, insomma. E di questi aspetti abbiamo parlato ieri a botta calda con Joxean Fernandez Matxin, sport manager della UAE Emirates.

Matxin
Matxin abbraccia i i ragazzi man mano che arrivano al bus. Ieri ne hanno piazzati ben tre nei primi dieci
Matxin abbraccia i i ragazzi man mano che arrivano al bus. Ieri ne hanno piazzati ben tre nei primi dieci

Meno facile del previsto

Matxin era appena sceso dall’ammiraglia. Stava giusto mangiando qualcosa perché durante la corsa non aveva avuto il tempo di mandare giù neanche un boccone.

«Dire che è andato tutto secondo programma è troppo facile – racconta Matxin – ma si parte sempre per vincere, soprattutto quando hai corridori di questa qualità. Credo che la squadra sia stata perfetta in ogni momento. Non solo Tadej che ha definito il lavoro di tutti. Si è fatto quasi 80 chilometri da solo, ha controllato chi era dietro… ed è stato impressionante questo aspetto. Perché lo inseguivano corridori fortissimi.

«E lo stesso i compagni. Kevin Vamaercke è stato impressionante. Anche lui ha tenuto sempre la fuga del mattino a un minuto… anche troppo vicino! E l’ha controllata da solo. Questo significa che abbiamo speso un solo uomo in vista della parte più selettiva. Poi Felix Grosschartner ha fatto la parte più complicata. Cioè le discese e gli ingressi prima degli sterrati. Lui doveva portare avanti Tadej e il team, in una fase in cui tutti vogliono stare davanti. Doveva andare forte ma senza allungare eccessivamente il gruppo lasciando spazi. Florian Vermeersch: è stato brutale. Jan Christen ha fatto la selezione. E lui ha lanciato l’attacco. Quando è partito Pogacar erano rimasti in sette. Capite? Sette corridori e con il livello che c’era è qualcosa d’incredibile. E chiude sesto».

Qualità, forza, talento… Sono gli aggettivi che usa Matxin per i suoi. Nella lista degli elogi non manca Del Toro che definisce come «Classe pura in bici».

Matxin
Matxin spiega come dall’Algarve, grazie soprattutto al fresco ex Ayuso e ad Almeida, siano arrivati dati interessanti e attendibili su Seixas
Matxin
Matxin spiega come dall’Algarve, grazie soprattutto al fresco ex Ayuso e ad Almeida, siano arrivati dati interessanti e attendibili su Seixas

Occhio a Seixas

Tuttavia, se l’azione della UAE Emirates ha funzionato alla grande, c’è chi come Paul Seixas ci ha messo lo zampino, rischiando per qualche istante se non proprio di mandare tutto all’aria, di rimescolare le carte della partita di Pogacar e compagni.

«Questo ragazzino francese?», lo incalziamo. «E’ forte. E’ veramente forte – replica lo spagnolo scandendo bene la parola forte – Seixas non bisogna considerarlo come il futuro, ma come il presente. Se è uno stimolo a fare meglio? Certo, ma va anche controllato. Era alla sua prima partecipazione alla Strade Bianche e guardate come si è difeso. Ha tenuto la ruota di Tadej a lungo».

E qui si aprono diversi quesiti. Seixas ha tenuto più del previsto? E i team come si controllano tra loro? La risposta di Matxin è decisamente tecnica.

«Non direi che ha tenuto più del previsto – spiega Matxin – secondo noi, secondo i nostri dati, sapevamo che poteva tenere in quel modo. Con quello che ha dimostrato in Algarve al fianco di Juan Ayuso, che conosciamo bene e sappiamo i suoi valori, sapevamo cosa potesse fare Seixas. Non solo. Ma altre info le avevamo tramite Joao Almeida, anche lui era lì… Dunque ci aspettavamo un livello molto alto da parte sua.

«Seixas è davvero un buon corridore. Guida bene la bici, è sveglio, ha una grande sparata. E’ un corridore giovane e un campione. Anzi, togliete la parola giovane: è un campione».

Dunque in quel lungo pedalare fianco a fianco fra Seixas e Del Toro, gli UAE ieri hanno acquisito altri dati importantissimi. E certamente li studieranno ancora… Oggi il ciclismo è anche questo.

Strade Bianche 2026 Del Toro e Seixas
Da domani Del Toro, qui a ruota di Seixas, sarà leader della UAE Emirates alla Tirreno
Strade Bianche 2026 Del Toro e Seixas
Da domani Del Toro, qui a ruota di Seixas, sarà leader della UAE Emirates alla Tirreno

E ora Tirreno

Intanto gli atleti arrivano al bus. Matxin interrompe per qualche istante la nostra chiacchierata e va ad abbracciarli e a congratularsi con loro. La forza di un team passa anche da questi gesti.

«E’ difficile migliorare quando si vince, ma è uno stimolo e vincere non stanca mai. E’ una sensazione bella e alla fine tutti lavoriamo per questo. Tadej non correva dal Lombardia e quando vedi i tuoi compagni gareggiare, quando vedi le corse in tv hai una voglia pazzesca e quando arriva il momento vuoi dare il meglio. Da ottobre a qui ha solo lavorato e ci sta che avesse voglia».

Quest’ultimo aspetto lo ha ribadito anche lo stesso Pogi in conferenza stampa. «Nella prima corsa sei sempre un po’ nervoso perché non sai come andranno le cose dopo tanto lavoro».

Ora però si volta pagina con Matxin, anche perché se è vero che meno di 24 ore fa era ancora Strade Bianche, domani sarà già Tirreno-Adriatico e senza Pogacar il leader sarà Del Toro. Ieri il messicano non è apparso troppo contrariato di essersi fatto staccare per quei pochi secondi da Seixas a Monte Sante Marie. Nel finale invece era già in modalità risparmio energetico in vista della Corsa dei Due Mari.

«Alla Tirreno – conclude Matxin – ci aspettiamo un Del Toro in grande forma. Ha una situazione buona. La squadra correrà per lui. Siamo fiduciosi, ma consapevoli anche che ci saranno tanti altri corridori forti. Avete visto come va Antonio Tiberi e altri corridori importanti. Non sottovalutiamo mai nessuno».

Chicche tecniche dalla Strade Bianche 2026 tra vincitori e vinti

Chicche tecniche dalla Strade Bianche tra vincitori e vinti

08.03.2026
7 min
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SIENA – La Strade Bianche aggiunge un nuovo tassello al suo essere mito, una gara unica nel suo genere, affascinante anche per quello che concerne le scelte tecniche dei corridori. Vediamo cosa abbiamo sbirciato, tra conferme, sorprese e novità non ancora ufficiali, ma che probabilmente vedremo a breve.

Le due bici che hanno vinto

Buona parte delle donne con trasmissione Shimano hanno utilizzato 54-36 per l’anteriore e 11-34 per i pignoni, così la nostra Longo Borghini e la vincitrice, la svizzera Chabbey. Pogacar ha utilizzato la sua Y1Rs con le Enve 6.7 ed una scala rapporti 11-34 posteriore, 55 denti per la corona grande. La corona più piccola è la 38 (Carbon-Ti), dentatura molto apprezzata dal corridore sloveno, realizzata per lui e già usata in altre occasioni.

Le novità Bontrager

Le nuove ruote Bontrager con i cerchi dal profilo differenziato, una sorta di unofficial e unbranding. Prima notate sulla Trek Madone di Sobrero, cerchio più alto all’anteriore (forse da 43-45) e con profilo ridotto per la posteriore (potrebbe essere un 37-38 millimetri). Raggi in carbonio e nuovo mozzo RSL con design rinnovato rispetto alla precedente versione e livrea argento.

In aggiunta abbiamo visto quello che potrebbe essere stato l’unico corridore alla Strade Bianche con la trasmissione 1×13. Ovvero il giovane (appena 20 anni) Albert Whitten Philipsen con il pacchetto Sram Red AXS XPLR, configurazione che verrà utilizzata molto durante la campagna belga. Per tutti i corridori Lidl-Trek tubeless Pirelli PZero Race TLR RS da 30.

Ruote DT Swiss GRC per le BMC della Tudor

Per tutti gli atleti del team svizzero bici BMC Teamachine SLR 01 R (quella più aero della famiglia Teammachine) e ruote GRC 1100 originariamente sviluppate per il gravel race. Per tutti i tubeless Schwalbe Pro One TLR da 30 millimetri.

Infine sempre in ambito Tudor ci ha colpito la scelta del corridore Fabian Weiss, che usa la sella da crono Selle Italia Watt anche sulla bici per le corse in linea.

Tanti pedali Favero Assioma

E’ l’ultima versione aggiornata con il misuratore integrato, Favero Assioma. Li abbiamo notati sulla Orbea Orca Aero (montati su un paio di bici) del Team Lotto-Intermarché, che dovrebbe utilizzare (ufficialmente) il power meter Shimano Dura Ace. Resta la piattaforma di aggancio per le tacchette Shimano.

Gli stessi pedali dell’azienda italiana erano montati sulle De Rosa del Team Bardiani CSF-7Saber. Quindi non il misuratore Campagnolo (la trasmissione è Campagnolo 2×13 Super Record di ultima generazione), bensì i pedali con power meter integrato.

Nuovi tubeless Specialized Turbo Cotton

Li abbiamo notati da prima sulle S-Works del team femminile SD Works e poi sulle SL8 del Team Red Bull-Bora. Per tutti i nuovi TLR Turbo Cotton da 32 millimetri di larghezza, montati sulle Roval con i raggi in carbonio.

Il team più acclamato di inizio 2026

Il Team Rockets, impattante per colori e anche per una serie di corridori di primissimo piano. Alla Strade Bianche gli atleti del team avevano in dotazione la Rose Shave con le ruote Vision RS 45. Scelte differenti per quanto concerne i tubeless, tra Vittoria Pro da 30 e Pro Control. Crediamo una scelta più conservativa e votata a minimizzare il rischio di forature per i Pro Control, per una maggiore scorrevolezza invece quella dei TLR Pro.

Restando in ambito Vittoria, gli unici tubeless con sezione da 28 che abbiamo notato, quelli montati sulle Pinarello Dogma di scorta del Team Pinarello-Q36.5.

Aggiornamento ruote Reserve

I corridori del Team Visma-Lease a Bike hanno scelto il modello Turbulent Aero, aggiornato nei mozzi. Sempre DT Swiss, ma non più di base Spline, ma con design e meccanica Dicut. Gli atleti del team Giallo-nero si sono spartiti le scelte tra i modelli 42/49 e 34/37.

Paul Seixas

Seixas lo ha messo nel mirino. A Siena un giorno storico?

07.03.2026
7 min
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SIENA – Alla fine la notizia di questa Strade Bianche è stata la risposta senza troppe riverenze di Paul Seixas a Tadej Pogacar nel momento dell’attacco a Monte Sante Marie. Quell’attacco del campione del mondo ha fatto male. Ha fatto esplodere il gruppo. Ma rispetto ad altre volte non è rimasto subito solo. E il merito di questa attesa suspense è tutto del giovane asso della Decathlon-CMA.

Noi eravamo a bordo strada a Monte Sante Marie (e anche in un altro settore precedente), e guarda caso proprio in uno dei mezzi di supporto della squadra di Seixas. Pronti con borracce, gel e ruote di scorta. La polvere è stata qualcosa di inimmaginabile. E da questa abbiamo visto spuntare prima Pogacar e poco dopo questo giovanissimo atleta.

Paul Seixas
Secondo ma contento, Seixas entra in Piazza del Campo esultando (il giusto)
Paul Seixas
Secondo ma contento, Seixas entra in Piazza del Campo esultando (il giusto)

Seixas senza paura

Tutto avviene in pochi secondi. Pogacar affonda il colpo, dietro si perdono e Seixas che non solo risponde, ma riduce il gap, sale così forte tanto da perdersi Del Toro. Quando poi sembra fatta per il congiungimento, il campione del mondo ne ha ancora e… apriti cielo. Ma certo vedere un Pogacar così serio, così impegnato e soprattutto voltarsi più volte non era mai successo.

Le attese che davano Seixas così vicino a Pogacar non erano dunque errate. Illusioni? Forse. Alla fine tutto questo momento di cui stiamo parlando, questo “testa a testa”, è durato neanche due minuti. Ma è un punto di partenza per una messa in discussione dei valori tanto attesa. Una speranza concreta che potrà dare ancora più gusto a questo ciclismo.

«E’ un secondo posto meraviglioso – ha detto Seixas – la gara è stata a tratti caotica e ho dovuto fare uno sforzo extra che mi è costato un po’ di energie. Questo è ciò che mi è mancato per riprendere Pogacar quando ha attaccato. Ho dato tutto fino alla fine per ottenere questo secondo posto. Sono molto contento, è fantastico».

A bordo strada

Noi, per raggiungere i due punti indicati dal team per il rifornimento a bordo strada, abbiamo avuto l’onore di percorrere gran parte della Strade Bianche, cogliendo tutta la bellezza del paesaggio patrimonio UNESCO, ma anche la quantità pazzesca di gente a bordo strada e la difficoltà di settori e curve su sterrato. Il tutto in un polverone da non credere.

Per i rifornimenti bisognava cercare sempre dei tratti in salita o leggera salita, altrimenti era davvero impossibile che i corridori riuscissero a prendere la borraccia.
Quando verso l’uscita di Monte Sante Marie, con il ragazzo della squadra pronto a passargli la borraccia, Seixas ci è passato accanto, è parso super concentrato. Spingeva un rapporto lungo. Era dal lato opposto della carreggiata, con Del Toro a ruota, e non ha pensato neanche un secondo a prenderla.

La sua pedalata era potente. Piena. Ci ha dato l’idea di un uomo che sapeva esattamente dove fosse e cosa stesse facendo. E lo stesso nel settore di Lucignano d’Asso, quando la UAE Emirates era tutta schierata davanti: lui pedalava guardingo, a bocca chiusa, appena qualche posizione dietro, anche lui con qualche uomo vicino. Una padronanza che non ci aspettavamo. E più passavano i chilometri e più queste nostre sensazioni prendevano corpo.

Il finale è stato da vero campione. Anzi da campioni. Chi scappava dal drappello degli inseguitori? Giusto Del Toro e Seixas. Tenevano gli altri dapprima a 15” e poi li staccavano del tutto. E nel finale quando tutti si aspettavano il contrattacco del messicano, più fresco a ruota, ecco che Seixas dava ancora un lampo della sua forza e della sua classe.

Gioia Decathlon

Al bus della Decathlon è (quasi) festa. Di certo c’è gioia. Il diesse Julien Jurdie abbraccia i suoi man mano che arrivano.
E intanto spiega e racconta: «E’ un podio stupendo. L’obiettivo sin da ieri era quello di salire sui gradini del podio e ci siamo riusciti. E lo abbiamo fatto con un ragazzo di cui ancora non conosciamo i limiti. Sì, abbiamo visto che Pogacar è stato ancora più forte di lui. Però è stato impressionante il suo finale. Era solo con Del Toro che non gli ha mai dato un cambio. Ero certo finisse terzo, ma ha trovato altre energie. Semplicemente eccezionale.

«Oggi – aggiunge con orgoglio Jordie – però non c’è stato solo Seixas. Abbiamo avuto un buon collettivo. Ci tengo a ricordarlo. E’ stata una bella “vittoria”, abbiamo corso bene. Fino al sesto settore la squadra era tutta con Paul. Lapeira è stato a lungo con lui. Labrosse è stato attivissimo a metà gara e nel finale era ancora presente. Questo secondo posto dietro a Pogacar è quasi una vittoria per tutti noi: dallo staff ai corridori».

Jurdie è sfinito quando scende dalla macchina. Tra tensioni, polvere, sterrato, buche e curve la Strade Bianche è dura per tutti, anche per chi è in ammiraglia. Lo incalziamo dicendogli che forse oggi è stato anche un giorno storico. Forse è davvero si è palesato al mondo il rivale di Tadej Pogacar.

«Eh – sorride Jurdie – abbiamo capito che Paul ha la capacità fisica di rivaleggiare con Pogacar. L’abbiamo visto nel settore numero sette (Sante Marie, ndr). Non solo ha tenuto Pogi abbastanza a lungo, ma ad un certo punto è riuscito a prendergli la ruota. Poi ha sbagliato a insistere troppo. Ma ci sta. Non dobbiamo dimenticare che ha 19 anni. Ed è straordinario, a questa età, realizzare una performance simile. Incredibile».

Paul Seixas
La forza di Paul è anche in questa foto. Del Toro lo ha marcato, ma lui non si è innervosito e nonostante la spesa maggiore è riuscito a staccarlo a Santa Caterina
Paul Seixas
La forza di Paul è anche in questa foto. Del Toro lo ha marcato, ma lui non si è innervosito e nonostante la spesa maggiore è riuscito a staccarlo a Santa Caterina

Un giorno storico?

Insomma qualcosa è cambiato per davvero? Sarà il tempo a dirlo. Cosa certa è che d’ora in poi il francese sarà tenuto d’occhio in altro modo. Intanto ci prendiamo i fatti di oggi. E questi dicono che un corridore della Decathlon si è interposto nello strapotere UAE Emirates. Non li ha fatti tremare, ma… Qualcuno nel clan Decathlon ci ha detto che se Del Toro avesse avuto un’altra maglia non sarebbe finita così.

Con Jurdie proviamo anche a parlare più in generale di Paul Seixas. Del carattere, della pressione. A Siena ieri sera, tanto più dopo le prestazioni alla Faun-Ardèche Classic, dove in salita aveva ripetuto al secondo i tempi di Pogacar stabiliti all’Europeo, questo duello era lanciatissimo. E Paul ci si è trovato nel mezzo. Dalle chiacchiere alla realtà.

«Ieri sera Paul era rilassato – riprende Jordie – non aveva nessuno stress. E’ un ragazzo sicuro di sé. Quando abbiamo fatto la riunione e gli ho presentato l’obiettivo del podio, non è stato sorpreso. Anzi ha detto che lo avrebbe fatto! Ha una maturità fisica e mentale straordinaria, forse più grande di quanto non sia realmente».

Chiudiamo questa chiacchierata con il direttore sportivo francese chiedendogli qualcosa del programma di Seixas. Si vocifera molto circa una sua presenza o meno al Tour de France. E allora perché non ipotizzare per lui un meno stressante Giro d’Italia? La pressione mediatica ovviamente sarebbe minore rispetto a quella che può avere un leader francese al Tour.

«Non credo – conclude Jurdie – il programma di Paul è stabilito fino alla Liegi-Bastogne-Liegi. Ci concentreremo sulle prossime corse, che saranno i Paesi Baschi, la Freccia Vallone e appunto la Liegi. Poi discuteremo del resto».