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Emozioni della Strade Bianche: ben più di una Classica

05.03.2023
5 min
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Provate a chiudere gli occhi e dare spazio alla fantasia per un momento. Immaginatevi la più romantica delle cartoline toscane: un viale in strada sterrata, costeggiato dai tipici alberi toscani, con la punta che tende verso l’alto, attorniato dal più bello dei prati verdi, sotto un cielo azzurro limpido. Chi mai oserebbe cambiare anche solo un virgola di tale spettacolo? Beh, a quanto pare la Strade Bianche.

Ora immaginatevi che da questa strada, dietro la curva, tra gli alberi, si alzi una nube di polvere bianca. Immaginatevi anche di sentire forti rumori: urla, catene, ruote. Poi, pian piano, di iniziare a intravedere il gruppo, o meglio, i primi del gruppo. Sì perché già la seconda fila di corridori è immersa nella nube bianca. Ecco, anche questa immagine è poesia.

Lo sterrato si è asciugato con il passare delle ore, gli uomini hanno respirato parecchia polvere
Lo sterrato si è asciugato con il passare delle ore, gli uomini hanno respirato parecchia polvere

I piedi sullo sterrato

A Siena c’è il sole, le temperature non sono alte ma promettono una bellissima giornata: si corre la Strade Bianche. A primo impatto sembra una corsa qualunque: arrivano i tifosi, le ammiraglie, i bus delle squadre. Si preparano le bici, segue qualche operazione di routine, poi si parte. C’è anche chi parte prima, anticipando il gruppo, per raggiungere uno degli undici settori della corsa. E’ a quel punto, quando si poggiano i piedi sullo sterrato, che ci si rende conto che la Strade Bianche non è una corsa qualsiasi. Si è immersi nella campagna, solo ogni tanto si intravede qualche casale. L’atmosfera che si respira è al tempo stesso di grande pace e tranquillità, mista a un’energia indescrivibile.

Polvere e sassi

Arrivano i fuggitivi, poi il gruppo, sembrano volare su quello stesso sterrato che più tardi, con un centinaio di chilometri nelle gambe, diventerà pesante come sabbie mobili. I tifosi a bordo strada, intrepidi e ansiosi di sentire l’aria del gruppo che passa, pian piano indietreggiano: troppa polvere, troppi sassi. Foto e video ricordo? Si va un po’ alla cieca, sullo schermo non si vedono altro che sottili granelli chiari. Ci sono bambini con grandi borse alla ricerca di borracce nuove da aggiungere alla collezione, mamme che rincorrono piccoli tifosi che corrono a bordo strada.

Abbiamo seguito la Strade Bianche nell’ammiraglia dei massaggiatori della Total Energies: il team di Sagan (qui sopra)
Abbiamo seguito la Strade Bianche nell’ammiraglia dei massaggiatori della Total Energies: il team di Sagan (qui sopra)

Padre e figlio

Grazie a Sportful, che ci ha fatti salire sull’ammiraglia della Total Energies, oggi vi raccontiamo la grande classica da una prospettiva differente. Con noi c’è Marosz, il massaggiatore di Peter Sagan. Ci racconta un po’ di sé: a casa ha tre bambini, che chiama spesso durante i momenti tranquilli della giornata per sapere come stanno. Marosz ci dice che non tornerà a casa per le prossime tre settimane, ma ci sembra comunque tranquillo. Con noi, alla fine del quarto settore in sterrato, c’è anche Anna, la moglie di Alessandro De Marchi e i due bambini: è proprio il figlio maggiore Andrea, un piccolo Alessandro, che incita il papà in fuga.

Piazza del Campo è una vera arena per il ciclismo: la vista dalla sala stampa è splendida
Piazza del Campo è una vera arena per il ciclismo: la vista dalla sala stampa è splendida

Il Marosz pensiero

Con Marosz e gli altri massaggiatori, si parla della Strade Bianche, delle classiche e di come sia diventato incredibile il ciclismo di oggi. «Per me – ci confida – non importa chi vince. Una corsa per me va bene quando si arriva all’arrivo felici, senza graffi e soddisfatti della corsa che si è fatta, a prescindere dalla posizione in classifica». E infatti all’arrivo, nella maestosa Piazza del Campo, Marosz è tranquillo.

E’ un’atmosfera particolare quella che si respira a Siena: dalla finestra della sala stampa lo spettacolo è magnifico. Centinaia di persone sono sedute sui mattoni rossi della piazza, con lo sguardo rivolto all’enorme maxi-schermo che trasmette la gara. Altrettante persone sono già vicino alle transenne, per garantirsi la visuale migliore

Mohoric rilascia le prime dichiarazioni dopo l’arrivo
Mohoric rilascia le prime dichiarazioni dopo l’arrivo

La piazza esplode

«Quando entra il primo corridore in piazza, ascolta il pubblico, la sua reazione», ci viene detto. E così facciamo: facciamo partire la registrazione video e ci concentriamo su cosa sta succedendo in piazza. Le riprese sono ora trasmesse dalle telecamere fisse, Pidcock è vicino. Lo sguardo rimbalza veloce tra gli schermi e quell’angolo in penombra dalla quale spunterà la sua ruota. Si sente il pubblico applaudire dalle vie vicine, e quello in piazza scalpitare.

Tom Pidcock varca la soglia di Piazza del Campo: il boato. Il pubblico esplode in applausi e urla di incitamento: per tanti chilometri lo hanno seguito da solo nella sua impresa, ansiosi che qualcuno potesse raggiungerlo, ma allo stesso tempo desiderosi di vedere un piccolo gruppetto decidere la corsa davanti ai loro occhi, negli ultimi metri del percorso. Sui volti compaiono sorrisi spontanei, quelli che sanno di felicità. I volti dei corridori che arrivano sono stanchi, ma contenti: sembrano appena usciti da una vecchia foto, con i colori un po’ sbiaditi, ma è solo un po’ di polvere. 

Prendendo la macchina per rientrare, non c’è quella solita malinconia della consapevolezza che si è vissuta una giornata incredibile, ma che la parentesi si è ora chiusa. La Strade Bianche è destinata a lasciare un segno in chi la vive: non è solo ciclismo, sono emozioni.