Lo Scott Bike Summer Camp è rivolto a tutti i bambini che desiderano trascorrere una vacanza all’insegna dello sport. La bicicletta è l’elemento che lega tutto il resto, ma il camp è tanto altro: basket, baseball, atletica, nuoto e tante splendide gite. Questa iniziativa è nata nella bellissima Val di Fiemme in Trentino nel 2015 ed è ancora una volta pronta a rinconfermarsi con tante novità.
Il progetto Bike Summer Camp nasce con la necessità di offrire ai più giovani una settimana ricca di sport senza stress agonistici, ma con la consapevolezza di crescere ogni giorno, grazie alla condivisione di esperienze ed emozioni. La bici è al centro di tutto con attività e allenamenti su misura per passare un’estate in un paradiso naturale all’insegna del benessere fisico. Partendo da questi presupposti Scott ha deciso di unirsi a questo stimolante progetto che riflette al 100 per cento la filosofia del brand.
Un’occasione per imparare una disciplina affascinante come la MtbAdatto anche ai più piccoli, il Camp è un’esperienza anche formativaUn’occasione per imparare una disciplina affascinante come la MtbAdatto anche ai più piccoli, il Camp è un’esperienza anche formativa
Per i giovani
Negli anni lo Scott Bike Summer Camp è divenuto il punto di riferimento per le famiglie che cercano per i propri figli una vacanza all’aria aperta incentrata sulla bicicletta. La bici non viene vista soltanto come mezzo tecnico, ma anche come mezzo di spostamento per raggiungere le più svariate mete attraverso la ciclabile della Val di Fiemme. Sono comunque previste, al fine di preparare al meglio i ragazzi, delle lezioni di Mtb con il supporto di tecnici qualificati e con esperienza. Inoltre ogni sera si accende la festa con tanti giochi a tema che coinvolgeranno i ragazzi in una grande sfida finale.
«Dopo 8 anni di attività e 550 ragazzi coinvolti in almeno una settimana di Camp. – raccontano i fondatori Fabio Spezzani e Samuel Marangoni– Abbiamo sentito l’esigenza di creare qualcosa di nuovo, che potesse affiancare la nostra consolidata formula di vacanza in bicicletta. Abbiamo raccolto due esigenze che abbiamo respirato nei nostri piccoli ospiti: la voglia di avventura ed il desiderio di intensificare l’esperienza in bici. Nascono così le novità 2023: lasettimana Adventure e la settimana Expert».
La parola d’ordine è divertimentoTra le escursioni che esulano dalla bici ci sarà anche la canoaCon gli istruttori c’è la possibilità di accrescere le abilità tecnicheLa parola d’ordine è divertimentoTra le escursioni che esulano dalla bici ci sarà anche la canoaCon gli istruttori c’è la possibilità di accrescere le abilità tecniche
Val di Fiemme
Posizionati tra Cavalese e Predazzo, nel pieno cuore della Val di Fiemme, Panchià ed i suoi impianti sportivi sono il centro operativo dello Scott Bike Summer Camp. Grazie agli impianti di mountain bike della US Litegosa e all’accoglienza dell’Hotel Panorama, godersi la Valle in bicicletta è l’unica cosa a cui ci si deve dedicare in armonia con il posto. Con la sua pista ciclabile lunga quasi 50 chilometri che collega le Valli di Fiemme e Fassa le due ruote sono nel loro habitat naturale e lontane da macchine e traffico.
Le attività e le escursioni in questo angolo paradisiaco delle Dolomiti sono molteplici. Dalle passeggiate nei comprensori del Cermis e Latemar, alle gite senza bici al parco avventura e alla piscina di Cavalese. Non mancheranno anche l’esperienze adrenaliniche come il giro in canoa e l’arrampicata o quelle formative come la creazione del formaggio al Caseificio sociale o la visita al museo Stava 1985.
Le sfide non mancano, tra salite e momenti di agonismoDurante le settimane arriveranno ospiti e ciclisti. Qui il campione di sci Peter FillDurante la settimana fare squadra è uno degli obiettiviLe sfide non mancano, tra salite e momenti di agonismoDurante le settimane arriveranno ospiti e ciclisti. Qui il campione di sci Peter FillDurante la settimana fare squadra è uno degli obiettivi
Settimane ad hoc
I pacchetti che i genitori potranno scegliere sono a misura di qualsiasi età e volontà. Si suddividono in due modalità. La settimana Adventure sarà dedicata, oltre che alla Mtb, alle attività strettamente a contatto con la natura e la montagna: rafting, canoa, gite in quota, arrampicata, ed altre attività in via di definizione.
La settimana Expert sarà invece dedicata ai nati tra il 2009 ed il 2013, che hanno uno spiccato controllo della MTB e che riescono a sostenere alcuni chilometri con tratti in salita, con il desiderio di migliorare le loro capacità tecniche e conoscenze teoriche.
Le iscrizioni per le varie settimane del Camp sono aperte ed è possibile farlo tramite il sito con due modalità, Holiday Camp a 620 euro, che comprende anche il soggiorno. Oppure Day Camp, che non prevede la pensione completa, ma consente invece di pranzare dal lunedì al venerdì, con un prezzo complessivo di 300 euro. Le settimane selezionabili sono cinque: 11 giugno – 17 giugno, 18 giugno – 24 giugno, 25 giugno – 1 luglio, 2 luglio – 8 luglio, 9 luglio – 15 luglio. A valorizzare tutti i soggiorni ci saranno ospiti e un team organizzativo pronto ad accogliere ogni piccolo biker.
La squadra si rinnova e prende il nome da Pinarello. Matteo Moschetti, velocista che nel 2025 ha vinto 4 volte, ci guida nelle novità. Soprattutto per la bici
Scott lancia ufficialmente la sua nuova e-road, ovvero la Solace eRide. Si tratta di una piattaforma che prende forma dalla Addict Gravel, dotata di unità elettrica di supporto TQ e un telaio che permette di essere una sorta di camaleonte tra bicicletta road e gravel.
L’impatto estetico è quello che fa parte del DNA Scott, che vuole delle forme sostanziose e piene, ma al tempo stesso equilibrate e sempre attuali.
La versione Scott Solace eRide 20 (@scott-Michael Caneny)L’unità TQ nella sezione centrale della bici (@scott-Michal Cerveny)La versione Scott Solace eRide 20 (@scott-Michael Caneny)L’unità TQ nella sezione centrale della bici (@scott-Michal Cerveny)
Tutta in carbonio
Il frame kit della Solace elettrica è in carbonio HMX e l’applicazione delle pelli di composito è specifica. Nella sezione alta del telaio la fibra ha l’obiettivo di fornire comfort e di distribuire le vibrazioni, spalmandole in modo da non influire negativamente sulla comodità e sul piacere di guida. Nella parte inferiore la bicicletta è dotata di una rigidità maggiore, proprio grazie all’orientamento della fibra.
Qui si devono contrastare le diverse forze in gioco, che in parte arrivano dalla pedalata, ma anche dal peso. Il peso? È necessario considerare che buona parte delle masse complessive della bicicletta sono verso la parte inferiore, anche per via del motore.
La porta che corrisponde anche al punto per la ricarica della batteria (@scott- Michael Caveny)La porta che corrisponde anche al punto per la ricarica della batteria (@scott- Michael Caveny)
Le geometrie sono endurance
Un po’ Scott Solace e un po’ Scott Addict Gravel. Il risultato è un angolo anteriore aperto e un passaggio ruota ampio, anche per contestualizzarsi meglio all’interno del segmento e-gravel. Volendo fare un esempio tangibile e prendendo in considerazione la Solace eRide in taglia media, abbiamo un avantreno aperto a 71°, un piantone a 73,5°, con un reach di 38,7 centimetri. Taglia per taglia la eRide ha l’orizzontale più lungo di 1 centimetro, rispetto alla Addict Gravel.
Il range extender per amplificare la durata della batteria (@scott-Michael Caveny)Il Creston IC con il display sull’orizzontale (@scott-Michael Caveny)Il range extender per amplificare la durata della batteria (@scott-Michael Caveny)Il Creston IC con il display sull’orizzontale (@scott-Michael Caveny)
Unità di supporto TQ
Diverse aziende che hanno rinnovato i concept legati alle piattaforme e-road e e-gravel hanno sviluppato i prodotti basandosi sull’elettronica del produttore tedesco. Nel caso della Scott si tratta del pacchetto TQ HPR50, molto silenzioso, particolarmente integrato e leggero, quasi immune da frizioni e attriti anche a motore spento.
La batteria (360Wh) è alloggiata nella tubazione obliqua, ma è possibile aggiungere il range extender tramite la batteria aggiuntiva che prende il posto della seconda borraccia. Il display dell’unità è integrato della tubazione orizzontale ed è configurabile con la app ( iOs, oppure Android). TQ è configurabile anche con i device, Garmin, Wahoo e Hammerhead.
La mono per le versioni gravel (@scott-Michael Caveny)La doppia corona per la versione road (@scott-Michael Caveny)Sterzo abbondante e ampio passaggio per la ruota (@scott-Michale Caveny)Lo sterzo con lo stem Syncros non in carbonio (@scott-Michal Cerveny)La mono per le versioni gravel (@scott-Michael Caveny)La doppia corona per la versione road (@scott-Michael Caveny)Sterzo abbondante e ampio passaggio per la ruota (@scott-Michale Caveny)Lo sterzo con lo stem Syncros non in carbonio (@scott-Michal Cerveny)
Allestimenti e prezzi
Le Scott Solace eRide 10 e 20 hanno in dote il cockpit integrato Syncros Creston IC, bello da vedere e capace di offrire un’integrazione completa delle guaine. La predisposizione per i parafanghi è completa. Gli altri modelli con l’allestimento sono muniti del kit manubrio/stem separati.
Sono due le versioni eRide stradali, 10 e 20, rispettivamente ad un prezzo di 11.999 e 7.999 euro. La prima si basa sulla trasmissione Sram Red AXS con doppio plateau anteriore e ruote Zipp 303 Firecrest. La seconda ha il cambio Shimano Ultegra Di2 a 12 rapporti posteriori e la doppia corona davanti. Le ruote sono Syncros con cerchio in carbonio.
Passando invece alle versioni con allestimento gravel, sono 4 in totale (10 e 20, 30 e Contessa Gravel eRide). I prezzi sono: 9.999 e 7.599 euro, 5.999 euro per la 30 e la Contessa. Tutti gli allestimenti gravel sono accomunati dalla monocorona anteriore da 42 denti e dagli pneumatici con sezione da 50.
Bianchi lancia la e-Oltre una e-bike discendente dalla sua muscolare più veloce. Telaio full carbon. Motore Mahle. 90 km di autonomia. Peso di 11 chili
Quando l’altro giorno Mirko Pirazzoli ha parlato dell’avventura di Nibali alla Cape Epic, la gara a tappe sudafricana di marzo che si corre a coppie, ha fatto un velato riferimento al suo compagno di squadra. Si è molto fantasticato su chi sarà e qualcuno a un certo punto sparò la notizia che si trattasse di Aru, salvo essere prontamente smentito. Infatti l’onore e l’onere toccheranno a Ivan “Santino” Santaromita, che da quando l’ha saputo ha prima sudato freddo e poi si è rimboccato le maniche.
«Parlai con Vincenzo a luglio per illustrargli il nostro progetto – racconta il varesino – e lui tirò fuori questa cosa della Cape Epic. E’ una bella avventura. E a quel punto il mio capo, Luigi Bergamo, ha proposto che la facessimo insieme. Entrambi campioni italiani, compagni di squadra alla Liquigas e di allenamento, la stessa azienda…».
Lo Squalo e Santino: sino a fine 2022, Nibali è sotto contratto con l’Astana (foto Q36.5)Lo Squalo e Santino: sino a fine 2022, Nibali è sotto contratto con l’Astana (foto Q36.5)
Test in Andalucia
Un passo indietro, per capire meglio. “Santino”, campione italiano nel 2013 quando vestiva ancora la maglia della BMC, è una figura chiave nell’ambito di Q36.5, l’azienda altoatesina di Luigi Bergamo che produce abbigliamento e calzature per il ciclismo e ha fra i suoi primi testimonial anche Daniele Bennati. Dal prossimo anno, il marchio bolzanino darà il nome al team professional, guidato da Douglas Ryder, nel quale Nibali è consulente.
«Sulla squadra – spiega Santaromita – si sta convogliando l’impegno di tutti. Io mi muovo sul fronte dell’abbigliamento. Abbiamo preso le misure ai corridori e parallelamente sono di supporto per Vincenzo. L’idea della Cape Epic anni fa l’avevo avuta anche io. Se ne parlava tra amici e appena si è presentata l’occasione, non mi sono tirato indietro. Ho 38 anni, se non vado adesso, quando la faccio? L’approccio è fare meno fatica, ma ugualmente bisognerà impegnarsi. Non si va con lo stress di vincere, ma lo conoscete Vincenzo, no? Così adesso si sta ragionando di fare la Andalucia Bike Race a febbraio per trovare il ritmo giusto…».
Nel 2013 a Cles, Santaromita vince il campionato italiano in maglia BMCCon lui sul podio ci sono Michele Scarponi e Davide Rebellin. Alle loro spalle, De Marchi a 20 secondiNel 2013 a Cles, Santaromita vince il campionato italiano in maglia BMCCon lui sul podio ci sono Michele Scarponi e Davide Rebellin. Alle loro spalle, De Marchi a 20 secondi
All’alba sull’Etna
I due sono stati avvistati a orari impossibili sui sentieri dell’Etna e in giro per la Sicilia (foto Q36.5 in apertura). Vedere Nibali operativo alle prime luci dell’alba è qualcosa di inedito, infatti Santino sorride e con una battuta dice che anche questa volta è lui a dargli il ritmo, dopo gli anni a fare l’andatura in testa al gruppo.
«Dopo i premi della Gazzetta a Palermo – racconta – siamo stati a Belpasso ai piedi dell’Etna, poi a Patti. Avevamo da fare foto per la prossima stagione e nel mezzo, prima che Vincenzo partisse per Singapore (dove sta disputando i circuiti del Tour, ndr), c’è scappata anche qualche pedalata sull’Etna. Lui vorrà fare bene, anche perché in mountain bike c’è sempre andato. Avremo bici Scott, con lo stesso setup di Nino Schurter. Quanto alle divise, non so se ne faremo di speciali o se useremo quelle della squadra. Anche lo staff è da capire. Non so se ci seguirà Michele Pallini, è tutto da decidere. Mentre sul fronte tecnico avremo assistenza da parte di Scott. Mancano cinque mesi e considerando che ho smesso a fine 2019, ho 150 giorni per recuperare tre anni».
Foto per il prossimo catalogo estivo sull’Etna: Santaromita al lavoroSantino e Nibali abitano a 20 chilometri di distanza e si alleneranno insiemeFoto per il prossimo catalogo estivo sull’Etna: Santaromita al lavoroSantino e Nibali abitano a 20 chilometri di distanza e si alleneranno insieme
Inizia la preparazione
I due sono coetanei, entrambi del 1984, però Nibali ha appena smesso ed ha ancora un ottimo livello. Agonista com’è e motivato dalla sfida offroad, potrebbe riversare sulla preparazione della Cape Epic l’agonismo che finirà col mancargli nei primi mesi dell’anno.
«Io intanto mi sto portando avanti – sorride Santaromita – ho ricominciato ad allenarmi in pausa pranzo e nei weekend. Il feeling fra noi c’è, ma correre a coppie è un’altra cosa. Per fortuna abitiamo a 20 chilometri, quindi potremo allenarci insieme. Lui adesso è a Singapore, ma quando sarà tornato, ci sarà da ragionare di preparazione. Anche di fare palestra per la parte superiore del corpo. Perché il mal di gambe lo conosciamo, ma in mountain bike il male maggiore lo fanno le braccia e la schiena. Su strada nelle discese puoi un po’ rilassarti, qua ci sarà da raddoppiare la concentrazione. Saranno 8 giorni di gara, un mondo nuovo per entrambi. Lo spirito c’è. Per questo preferisco non guardare troppo il percorso. Ci sono tappe oltre i 100 chilometri. Stress o non stress, ci sarà da sudare…».
I Giochi di Tokyo sono in vista e ne parliamo con Martinello, oro in pista nel 1996. Da Ganna a Viviani, da Cipollini a Nibali. Una vera raffica di pensieri
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Dal 2015, e siamo così giunti al settimo anno consecutivo, lo staff della filiale italiana di Scott “guida” Subaru. Proprio così, Scott Italia e Subaru Italia proprio sette anni fa hanno dato vita ad una partnership decisamente efficace, una vera e propria alleanza di co-marketing, fondata su ideali e passioni reciprocamente condivise.
Quelle vissute fino ad oggi sono state stagioni di avventure, di viaggi, di gare e di partecipazione ad eventi che hanno avuto come unico comune dominatore lo sport e l’outdoor più in generale. Sia Scott che Subaru, come appena anticipato, parlano la stessa lingua e condividono una forte passione per outdoor: una parola “magica” che racchiude nella sua essenza un vero e proprio stile di vita…
Sport & outdoor
«Quando si condividono passioni comuni come quella per lo sport e per la natura tutto è più semplice – ha affermato Ivano Camozzi, che di Scott Italia è da tre stagioni il riferimento per quanto riguarda il ruolo di brand manager – e noi di Scott con Subaru Italia abbiamo avuto la possibilità di fortificare un legame davvero eccezionale. La nostra è una vera e propria visione comune che è sfociata in una serie di iniziative trasversali perfettamente adatte a tutti i target d’acquisto».
Ivano Camozzi, brand manager Scott ItaliaIvano Camozzi, brand manager Scott Italia
«Il brand Subaru festeggia quest’anno una ricorrenza importante – ha ribattuto Kunichika Koshimizu, il presidente di Subaru Italia – ovvero quella dei cinquant’anni della propria trazione integrale, una tecnologia che permette alle vetture della nostra casa giapponese di comportarsi sempre al meglio in qualsiasi condizione. Grazie alla tecnologia AWD chi si mette alla guida di una Subaru sa di poter dare inizio a qualsiasi tipo di avventura, un’attitudine che ci rende un partner ideale per un brand del calibro di Scott.
«E per sancire questa lunga e continua collaborazione è stato appositamente realizzato un video, molto evocativo e ben rappresentativo della partnership, girato la scorsa estate al Passo Crocedomini, in provincia di Brescia: una location perfetta per raccontare e descrivere l’identikit del nostro consumatore tipo che è sempre alla ricerca di auto versatili e pratiche per dedicarsi alle proprie passioni sportive».
La nuova Scott Foil RC di terza generazione. Prosegue la storia di una delle bici più vincenti sulla quale si cominciò davvero a studiare l'aerodinamica riferita a un telaio da strada. L'abbiamo provata nel circuito Porsche sul Lago di Iseo. Ecco che cosa è emerso.
E’ stata presentata in modo ufficiale la terza generazione di una delle biciclette aero-concept più vincenti, una delle prime ad utilizzare il filo conduttore che fa collimare leggerezza, efficienza aerodinamica e comfort: la nuova Scott Foil RC.
Con un design ed un impatto estetico completamente stravolti rispetto al passato, l’ultima Foil RC conserva quel DNA che è una sorta di family feeling Scott.
Nuova Scott Foil RC Ultimate (@markus greber Scott)Nuova Scott Foil RC Ultimate (@markus greber Scott)
Aero bike prima di tutto
La prima versione della Foil RC nasce nel 2010, quando i freni a disco erano ancora un progetto embrionale in ambito road. Era una bicicletta diversa dagli standard dell’epoca. Aerodinamica certo, ma non eccessiva, capace di essere un riferimento per versatilità, comfort (in considerazione della categoria aero) e anche leggerezza.
La seconda generazione viene lanciata nel 2015 e ripresa in seguito (definita Scott Foil RC face lift) con le modifiche legate ai freni a disco. La nuova Scott Foil RC di terza generazione segue il fil rouge della piattaforma Foil, che è una bicicletta aerodinamica prima di tutto il resto, ma vuole essere anche un riferimento in fatto di trasversalità. La vedremo al Tour de France, in dotazione al Team DSM.
Anteriore e posteriore, due punti chiave del designAnteriore e posteriore, due punti chiave del design
Un 25% da sfruttare al meglio
La bicicletta non è la variabile più importante, perché è il corridore che oppone la resistenza maggiore. Si potrebbe scrivere che l’atleta influisce al 70%, la bicicletta il 25% e le ruote il 5%. Concentrandosi sul mezzo meccanico, la differenza la può fare il modo in cui si sfrutta quel 25%dellabicicletta. Tradotto in numeri: ad una velocità di 40 all’ora, la nuova Foil è più veloce della precedente e permette di risparmiare 1’18”. Lo sviluppo dei concetti aero legati alla nuova Scott Foil RC partono proprio da queste basi.
I “pezzi” che compongono il frame
La Foil vista di fronte
La Foil vista dal retrotreno
I “pezzi” che compongono il frame
La Foil vista di fronte
La Foil vista dal retrotreno
Come è fatta
E’ tutta in carbonio ed è monoscocca, anche se il blocco unico del modulo è riferito nello specifico al triangolo anteriore. Il carro posteriore è diviso in più parti e unito all’anteriore in un secondo momento. La nuova Scott Foil RC vede l’ingresso anche di un carbonio “alleggerito”, ovvero l’SL, tessuto composito chesi riferisce alla top di gamma Ultimate.
La base del carbonio è sempre l’HMX, comune a tutte le altre versioni del catalogo: Pro, 10, 20 e 30. Alcuni numeri interessanti del carbonio: per la versione Ultimate con tessuto HMX SL sono necessarie 558 pezze di carbonio ed il valore alla bilancia dichiarato è di 915 grammi nella taglia media (inclusi il forcellino, il blocco del reggisella e il supporto della batteria Di2). Per il modulo standard HMX si devono considerare 70 grammi in più. Il design della bicicletta è comune a tutti i modelli. Nel complesso abbiamo un prodotto che trova la luce dopo tre anni di ricerca e sviluppo e oltre 300 simulazioni.
L’orizzontale è sagomato nella parte sottostante
Il fodero posteriore lato disco
La scatola del movimento centrale
Una foto che riassume le tante sezioni di questa bicicletta
L’orizzontale è sagomato nella parte sottostante
Il fodero posteriore lato disco
La scatola del movimento centrale
Una foto che riassume le tante sezioni di questa bicicletta
Confronto con la Foil precedente
Le forme parlano chiaro, la bicicletta è tutta diversa, lo è nel design e anche nei numeri. La terza generazione è il 20% più veloce, il 9% più leggera ed esprime un concetto di comfort maggiormente efficiente del 10%. Tutte le tubazioni hanno dei profili NACA, con delle superfici definite Transition, più efficaci nella penetrazione dello spazio.
La bicicletta è più massiccia nella parte frontale, con una forcella full carbon voluminosa nelle sezioni laterali. Spariscono le due ali vicino al perno passante. Anche il profilato dello sterzo è più grosso e c’è un nuovo manubrio, sempre della famiglia Creston, diverso da quello che troviamo sulla Addict RC.
Il profilo della nuova forcella
La forcella della “vecchia” Foil
Il cockpit full carbon e integrato sulla Ultimate e Pro
Il cap di copertura del manubrio integrato
Il profilo della nuova forcella
La forcella della “vecchia” Foil
Il cockpit full carbon e integrato sulla Ultimate e Pro
Il cap di copertura del manubrio integrato
Reggisella con flessioni controllate
L’attenzione si sposta sulla vistosa curvatura del piantone che rientra verso l’interno della bici. Ci sono i foderi obliqui che si innestano al centro, leggermente spanciati verso l’esterno della bicicletta e sembrano proteggere la gomma. Lo shape di questa zona e la parte posteriore dello stesso piantone sono ottimizzati per uno pneumatico da 28 millimetri, il compromesso migliore tra aerodinamica e comfort. Qui c’è anche una scatola del movimento centrale davvero abbondante, arrotondata, ma anche parecchio definita e con linee marcata dove i foderi bassi si innestano.
La parte alta del seat-tube invece è… magra, una sorta di lama che fa alloggiare il reggisella che prende il nome di Duncan. Quest’ultimo è disponibile in due versioni, quello più rigido in un blocco unico di carbonio HMX, oppure quello costruito con due blocchi separati (abbiamo usato questo) che sfrutta delle flessioni orizzontali a favore di comfort e stabilità (una volta su strada si sentono ed è un beneficio non da poco). Qui rimane lo spazio per uninserto che “riempie il reggisella”, disponibile anche con una luce integrata da 20 lumen, customizzabile nelle modalità.
L’inserzione con spanciatura dei foderi obliqui
Il passaggio della ruota posteriore
La zona del nodo sella
Il seat-post Syncros Duncan SL Aero con la luce
L’inserto con la luce che ha diverse modalità
Si estrae con una semplice pressione
Il seat-post al pari di una lama
Alcuni dati del nuovo seat-post
L’inserzione con spanciatura dei foderi obliqui
Il passaggio della ruota posteriore
La zona del nodo sella
Il seat-post Syncros Duncan SL Aero con la luce
L’inserto con la luce che ha diverse modalità
Si estrae con una semplice pressione
Il seat-post al pari di una lama
Alcuni dati del nuovo seat-post
Il carro posteriore
Mentre i due foderi bassi del carro hanno dei volumi importanti e alternano arrotondamenti e linee più marcate, quelli obliqui sono una lama e si allargano vistosamente nel punto di connessione, dove per altro c’è il perno passante e la pinza del freno. Sono belli da vedere e in linea con un telaio che esprime performance al solo sguardo.
Il fodero posteriore lato disco
Il forcellino lato pignoni
La pinza posteriore sotto il fodero obliquo
Il fodero posteriore lato disco
Il forcellino lato pignoni
La pinza posteriore sotto il fodero obliquo
Gli altri punti chiave
La tolleranza massima consentita per il passaggio degli pneumatici è di 30 millimetri, per avantreno e retrotreno. Però, per sfruttare al massimo l’aerodinamica, tutte le versioni della nuova Scott Foil RC hanno la gomma anteriore da 25 (oppure 26) e quella posteriore da 28. La serie sterzo non ha dei blocchi che limitano il raggio del manubrio e lo stelo della forcella è compatibile con gli stem comuni.
Le due versioni al top del listino, RC Ultimate e RC Pro hanno in dotazione il nuovo cockpit integrato Creston; gli altri adottano lo stem e la piega Syncros separati. Nel complesso la compatibilità con le trasmissioni meccaniche è possibile. Da non dimenticare, per gli amanti del monocorona, la possibilità di rimuovere il supporto del deragliatore. Infine le geometrie, che sono le medesime della Addict RC, ma con i punti di contatto principali che sono stati ridefiniti.
La placca di supporto della batteria Di2 e la forma asimmetrica
Il supporto e l’asola per l’eventuale cavo
La placca di supporto della batteria Di2 e la forma asimmetrica
Il supporto e l’asola per l’eventuale cavo
Cinque allestimenti e sette taglie
RC Ultimate, RC Pro, RC 10, 20 e 30, queste le versioni disponibili. La prima si basa sulla trasmissione Sram Red eTap e le ruote Zipp 454NSW, mentre la seconda sul pacchetto Dura-Ace di ultima generazione, per trasmissione e ruote. La 10 ha l’Ultegra a 12 e le ruote Syncros 1.0, mentre la Scott Foil RC 20 ha le stesse ruote della 10, ma con il cambio Sram Rival AXS eTap. L’allestimento prevede una trasmissione Shimano e le ruote Syncros in alluminio. I prezzi e la disponibilità sono in via di definizione. In aggiunta, un interessante podcast prodotto da Scott che offre ulteriori spunti sulla nuova bicicletta.
La versione Ultimate dal lato non-drive
La versione RC Pro
Scott Foil RC 10 (@Scott Markus Greber)
RC 20 (@Scott Markus Greber)
La versione Ultimate dal lato non-drive
La versione RC Pro
Scott Foil RC 10 (@Scott Markus Greber)
RC 20 (@Scott Markus Greber)
Le prime impressioni
E’ una bici di nuova generazione capace di offrire dei feedback “quasi” inaspettati. Fluida e “facile”, con una semplicità di approccio che è parte integrante di Scott e che viene ripresa sulle biciclette del brand. E’ comunque una bici racing e lo si vede nelle forme, ma anche nella geometria.
Taglia per taglia ha un reach compatto che aiuta a caricare buona parte del peso sull’anteriore, a favore di una guida aggressiva. Il valore dello stack invece è ottimale, grazie ad un tubo dello sterzo non troppo corto.
Un altro incontro con Roche, questa volta parlando di biciclette. La bici da gara con ruote alte è solo per grandi “manici”. E Bardet lo prende in giro...
La stessa bici, la Scott Addict RC, per due corridori che in comune hanno soltanto il colore della maglia. Uno, Alberto Dainese, 24 anni, è un velocista compatto e potente, campione europeo U23 e vincitore della tappa di Reggio Emilia all’ultimo Giro d’Italia. L’altra, Francesca Barale, 18 anni, è appena passata al Team DSM e sta facendo esperienza per capire che atleta possa diventare. Finora è stata campionessa italiana della strada e poi della crono fra le junior.
La Addict RC di Alberto Dainese ha il telaio S, nel segno di leggerezza e rigidità
Anche per Francesca una Addict RC taglia piccola, molto leggera e rigida
La Addict RC di Alberto Dainese ha il telaio S, nel segno di leggerezza e rigidità
Anche per Francesca una Addict RC taglia piccola, molto leggera e rigida
La Scott Addict RC
La bici, si diceva, è la Scott Addict RC, bici unica, in quanto leggera e aerodinamica. Il primo punto è stato raggiunto grazie alla rivisitazione della stratificazione delle fibre di carbonio ad alto modulo. In questo modo, la rigidità del telaio è aumentata del 14,5 per cento, senza incidere sul peso. Si parla per il futuro del ritorno di un modello aerodinamico come la Foil, ma ad ora si ragiona su una solo opzione.
Grazie al nuovo asse eccentrico per la forcella, la bici ha il passaggio dei cavi totalmente integrato sia per i gruppi meccanici che elettronici. In pratica è stato creato uno spazio fra i cuscinetti dello sterzo, in cui passano cavi e tubi di trasmissione e freni. Il tutto ben si sposa con il manubrio Creston IC, ugualmente integrato.
Per ottenere la migliore aerodinamica è stato brevettato anche un nuovo profilo dei tubi, con l’obiettivo di ridurre la resistenza all’aria. Anche i foderi orizzontali lavorano nella stessa direzione, evitando che l’aria crei resistenze o turbolenze nella zona del carro.
Tubazioni in carbonio HM, ma anche sagomate per ottenere buoni standard di aerodinamicità
Sulla Addict RC di Dainese c’è lo Shimano Dura Ace 2022, che ha di serie il 40-54
Il manubrio integrato Creston IC con il passaggio integrale dei cavi all’interno
Tubazioni in carbonio HM, ma anche sagomate per ottenere buoni standard di aerodinamicità
Sulla Addict RC di Dainese c’è lo Shimano Dura Ace 2022, che ha di serie il 40-54
Il manubrio integrato Creston IC con il passaggio integrale dei cavi all’interno
Dainese, Addict RC taglia S
La bici di Dainese, dice Martijn Don, è una taglia S. Con il suo 1,76 di statura, Alberto potrebbe anche orientarsi su una M, ma ha concordato con il team di andare sul telaio più piccolo.
«Come tutti gli altri ragazzi del team – prosegue il meccanico olandese – Alberto ha una Addict RC con lo Shimano Dura Ace 12V. Stando così le cose, lo standard è la guarnitura 40-54, ma in qualche tappa usiamo il 56, dipende dal vento e dal percorso. Quando ha vinto a Reggio Emilia, aveva il 54 e ruote da 50. Essendo piccolo c’era molto vento e a lui non piacciono le ruote troppo alte».
La scelta al corridore
La scelta delle ruote e di altri componenti avviene dopo la valutazione da parte dei vari esperti che lavorano nel team.
«Loro guardano il percorso – spiega ancora Martijn Don – salite, discese e pianure e danno l’input per cosa è meglio a livello di ruote, poi i corridori scelgono cosa preferiscono. Nel giorno in cui Alberto ha vinto aveva appunto ruote da 50 e tubolari Vittoria da 26. La pressione dipende dal peso del corridore, Alberto pesa sui 70 chili e gonfia a 6,3. Abbiamo anche i tubeless, ma ancora prevalgono i tubolari. Stesso sistema per il manubrio.
«Quando vengono nel team, sia uomini sia donne, fanno un bike fit. Gli esperti vedono e decidono il miglior tipo e misura di manubrio. Poi difficilmente lo cambiano, una volta che hanno una buona posizione. E sempre restando sul manubrio, Alberto ha il freno dietro a destra, come tutti gli europei. Solo Hamilton, che è australiano, li ha invertiti».
Nelle tappe di salita, per Dainese ruote a basso profilo in carbonio, altrimenti le 50
La bici del velocista deve essere sì leggera, ma anche molto rigida
Nelle tappe di salita, per Dainese ruote a basso profilo in carbonio, altrimenti le 50
La bici del velocista deve essere sì leggera, ma anche molto rigida
Bici rigida e reattiva
Dainese conferma tutto e si mangia le mani per la fuga sfuggita al controllo nella tappa di Treviso, dove ha vinto la volata del gruppo alle spalle di De Bondt e Affini.
«La mia bici ideale – dice – deve essere reattiva. Per questo uso le ruote intermedie, sono più scattanti. Meglio le 50 delle più alte, che uso solo se la corsa è piatta e c’è vento a favore. Stesso discorso con i rapporti. Uso di base il 54, ma capita anche di mettere il 56. Deve essere però proprio una corsa veloce. E il manubrio è sempre integrato. Abbiamo una sola bici montata al top, mi sta più che bene».
Barale, rapporti più agili
Sulla sua Addict RC, Francesca Barale ha sempre la guarnitura 36-52 e la cassetta 11-30 al posteriore. Scelta simile a Dainese sul fronte delle ruote, anche se le 50 mm che per Alberto sono intermedie, per lei sono alte.
«Sulla bici da allenamento – dice la piemontese – utilizzo quelle con il profilo medio, con i copertoncini. Invece in gara monto le ruote alte, da 50 millimetri con i tubolari».
Il reggisella della Barale è a sua volta integrato: pulizia delle linee al top
Le selle del Team DS sono scelte dal catalogo di PRO, brand nellorbita di Shimano
Il reggisella della Barale è a sua volta integrato: pulizia delle linee al top
Le selle del Team DS sono scelte dal catalogo di PRO, brand nellorbita di Shimano
Posizione a cuneo
Interessante osservare la sua posizione in sella, molto bassa sull’anteriore. Grazie anche all’assenza di spessori fra manubrio e telaio.
«Confermo che non uso spessori – dice – tra l’attacco manubrio e lo sterzo. Credo che anche l’utilizzo sistematico della bici da crono, a casa per fare i miei allenamenti, mi sia di aiuto ad abbassare la schiena ed essere aerodinamica. Quando non sono allenamenti specifici, la uso nelle uscite di scarico, per non perdere confidenza».
Dopo l'incidente in allenamento, ieri Milesi è tornato a casa. Già oggi riprenderà ad allenarsi con l'obiettivo della Liegi. Il 2022 è iniziato alla grande
Alberto Dainese alla Tudor Pro Cycling per trovare la continuità. Parte tutto dal rapporto umano e dal programma. Si lavora per vincere il più possibile
Thymen Arensman è olandese, ha 22 anni ed è alto 1,92, che a parlarci dopo un po’ ti viene il torcicollo. Ha gli occhi furbetti leggermente a mandorla, che poi (data la mascherina) è tutto quel che si vede fuori corsa al Giro d’Italia: unico evento all’aperto ad aver mantenuto i protocolli Covid nel mondo del ciclismo. Inno alla prudenza e monumento alla difficoltà di lavoro per chi deve raccontare e viene tenuto oltre la transenna.
Nel 2022 il ragazzone del Team Dsm, il cui peso forma è di 68 chili, ha incrociato quasi esclusivamente su strade italiane. Fatto salvo il UAE Tour di febbraio, infatti, il suo calendario fin qui lo ha visto alla Tirreno-Adriatico (sesto finale), alla Milano-Torino e al Tour of the Alps (terzo finale e miglior giovane).
«Non avevo mai corso tanto in Italia – dice sorridendo, così almeno possiamo immaginare – ma quest’anno mi sono rifatto. Le strade mi si addicono, in più da ex studente di storia all’Università, riuscire a vedere tanti palazzi è un piacere. Al netto della fatica della corsa, mi sto proprio divertendo».
Decimo nella crono di Budapest, Arensman va molto bene contro il tempoAl Giro, Arensman è venuto per aiutare Bardet e finora ha fatto un gran lavoro
Promesso alla Ineos?
Le voci di mercato lo vorrebbero già promesso al Team Ineos Grenadiers, che si sta rifondando sui giovani e di qui a 3-4 anni sarà nuovamente formidabile. Thymen ovviamente svia e ancora una volta dà la sensazione di sorridere.
Diventato pro’ dopo due anni e mezzo alla SEG Racing Academy, era già entrato nel radar degli appassionati di ciclismo olandesi nel 2018, con il terzo posto alla Roubaix U23 e il secondo al Tour de l’Avenir. Un minuto e mezzo alle spalle di Pogacar, ma davanti a Vlasov, Sosa e Almeida.
«Non sono sorpreso che Pogacar abbia vinto il Tour – dice – già nel 2018 si vedeva dai valori che facevo per seguirlo che in salita fosse fortissimo. Spero di arrivare al suo livello un giorno, ma sto seguendo un percorso diverso. Il fatto è che non ero molto inferiore a lui, ma andare in bicicletta è più che pedalare duramente. Ad esempio non mi è mai piaciuta la sovraesposizione e per questo ho preferito rimanere nell’ombra».
Sulle strade del Giro, in fondo, per Bardet e Arensman lo stesso copione del Tour of the Alps, chiuso in 1ª e 3ª posizioneSulle strade del Giro, per Bardet e Arensman lo stesso copione del Tour of the Alps
Un giovane Dumoulin
Arensman è passato professionista nel 2020 al Team Sunweb, poi diventato Team DSM, e non ha fatto in tempo a incontrare Tom Dumoulin, che proprio quell’anno passò alla Jumbo Visma.
«Mi piace qui – dice – voglio avere tutto chiaro e sapere per quale scopo lavoro durante l’allenamento. Per me è stata una scelta facile andare al momento di passare. Ho intrapreso sin da subito una traiettoria a lungo termine. Ad esempio, sin dall’inizio ho potuto decidere da solo come fare con l’alimentazione, pur rimanendo entro le linee guida. Gradualmente i miei allenamenti sono cresciuti, ma non credo di essere ancora al massimo. Quando sarò più grande voglio avere delle percentuali di miglioramento.
«Se guardo alle mie capacità fisiche – prosegue – il futuro è nei Giri. Non sono molto esplosivo, ma ho una soglia anaerobica alta e vado forte in salita. Inoltre, ho fatto grossi progressi a cronometro. Potrei somigliare a Dumoulin, uno scalatore relativamente pesante con molta potenza. Non sembro un colombiano e nemmeno uno spagnolo. Però devo acquisire l’esperienza mentale per vedere se è davvero quello che voglio e posso fare».
Terzo al Tour of the Alps e miglior giovane. La sua Scott ha standard di rigidità notevoli, malgrado la sua altezzaTerzo al Tour of the Alps e miglior giovane. La sua Scott ha standard di rigidità notevoli, malgrado la sua altezza
Tributo alla Scott
Al Giro l’obiettivo è dichiarato e neanche tanto misterioso: aiutare Bardet nel suo piano di classifica. I due hanno già diviso il podio al Tour of the Alps, vinto dal francese.
«Il quinto posto alla Tirreno e il podio in Trentino – dice – fanno capire che ho salito un bel gradino, ma non sono ancora al mio meglio. Cercherò di crescere ancora. L’obiettivo è aiutare Romain, disinteressandomi di ogni altra cosa, compresa la maglia bianca. Se lavori, ci sta che poi perdi terreno. Abbiamo studiato il Giro nei dettagli e ci siamo preparati in base a quello che abbiamo visto. E’ stato studiato tutto in modo preciso, dall’alimentazione alle biciclette. Nonostante io sia molto alto e in squadra ci siano altri come me, le nostre Scott Addict RC sono leggere e rigide, anche in discesa. Su percorsi come quelli che ci aspettano, con certe discese, la bici sarà uno snodo cruciale».
Appuntamento fissato per sabato 7 maggio ad Aosta, per la prima edizione di The Place Gravel Derby: l’evento dedicato 100% al mondo gravel, organizzato dal concept store valdostano The Place (contesto dove è fissata partenza e arrivo) e fortemente supportato da Scott Italia.
Definire la disciplina gravel esclusivamente come una attività offroad sarebbe certamente riduttivo. Gravel è sinonimo di un modo nuovo di vivere la bici, senza cronometro, senza regole ben precise, guidati dallo spirito dell’avventura, del viaggio e della scoperta. Gravel significa pedalare per spostarsi da un posto all’altro per il semplice gusto di godersi il viaggio, gli incontri e le emozioni vissute…
Quella del 7 maggio sarà la prima edizione della “The Place Gravel Derby”Quella del 7 maggio sarà la prima edizione della “The Place Gravel Derby”
No competizione, sì aggregazione
Ed è proprio in linea con questa filosofia che nasce l’appuntamento The Place Gravel Derby, lungo un percorso non segnalato da affrontare seguendo una traccia Gpx fornita dagli organizzatori. Quattro saranno i segmenti cronometrati (e non segnalati), su sterrato, mentre i tempi di percorrenza verranno verificati a fine evento su Strava.
Verrà stilata una specifica classifica a punti, che verranno calcolati in base ai tempi di percorrenza di alcuni segmenti e secondo poche regole. Ci saranno due segmenti a percorrenza più veloce (chi percorre un tratto nel minor tempo ottiene 10 punti e a scalare fino a zero punti) e due segmenti a percorrenza nel tempo prestabilito (chi si avvicina di più al tempo prestabilito ottiene 10 punti e a scalare tutti gli altri fino a zero punti). La possibilità di “fare” classifica verrà riservata esclusivamente ai detentori di un profilo Strava, mentre tutti coloro che non vorranno utilizzare la stessa app di tracciamento potranno comunque partecipare, ma fuori classifica. E’ importante ricordare che The Place Gravel Derby non è una gara. Il percorso non è segnalato e non è presidiato, nei tratti aperti al traffico vige il codice della strada, mentre nei tratti offroad la regola è quella del buon senso ed il rispetto verso gli altri utenti dei sentieri.
The Place Gravel Derby è un evento di aggregazione e di scoperta del territorio. Non verrà premiato il più veloce, ma chi si avvicinerà di più al punteggio finale di 40 punti. E a fine pedalata è prevista una ricca premiazione e tanta musica dal vivo!
Presso lo store The Concept ci sarà il ritrovo prima della partenza e dopo l’arrivo Presso lo store The Concept ci sarà il ritrovo prima della partenza e dopo l’arrivo
The Place: il concept store 3.0
The Place ha sede nel centro di Aosta: un contesto che da semplice negozio di biciclette ha saputo cambiare pelle trasformandosi in un vero e proprio “hub” commerciale, ma anche di opportunità e servizi, per poter vivere a 360 gradi e alla grande la propria passione per le due ruote.
Bici Scott Addict Gravel 10 Bici Scott Addict Gravel 10
L’idea ed il conseguente progetto di The Place nasce da lontano. Più precisamente dall’onda del successo di Aosta Valley Freeride, il bike tour operator in grado di offrire a tutti gli appassionati di Mtb esperienze incredibili. Il tutto è possibile grazie anche agli itinerari che si sviluppano al cospetto delle montagne maestose. Dopo essersi costruiti le ossa in questo settore, una cordata di imprenditori, amici e appassionati in modo particolare proprio della Mtb, ha deciso di unire le forze per lanciare questo nuovo format di negozio. L’obiettivo è quello di essere presenti sul territorio con uno shop che non sia visto solo ed esclusivamente come un punto vendita al dettaglio. The Place è un vero e proprio contesto originale in cui la bici – in tutte le sue declinazioni – è messa al centro dell’attenzione. Attorno ad essa ruotano una serie di servizi fra cui spicca una ricca area dedicata alla ristorazione.
Un altro incontro con Roche, questa volta parlando di biciclette. La bici da gara con ruote alte è solo per grandi “manici”. E Bardet lo prende in giro...
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Scott Addict eRIDE si rinnova e riscrive la propria scheda tecnica con più potenza e leggerezza. Questo è possibile grazie al nuovo motore Mahle X20. Un innovativo sistema che migliora il grafico delle caratteristiche in tutte le direzioni: peso, potenza, versatilità, velocità. Dopo due anni in cui la Addict ha dimostrato di essere tra le migliori bici da strada elettriche presenti sul mercato in termini di prestazioni, oggi fa un ulteriore salto di qualità.
Le migliorie tecniche sono molteplici. Tra queste spiccano i 10,6 kg complessivi e il motore che può essere configurato con livelli personalizzati.250Wh con la possibilità di integrare una batteria aggiuntiva, questo gioiello di Scott è destinato a consolidare quanto ha fatto dalla sua nascita elevandolo ad un livello successivo.
L’estetica è da bici muscolare rispettando le linee da bici da strada L’estetica è da bici muscolare rispettando le linee da bici da strada
Silhouette muscolare
Un motore che traduce la sua potenza in maniera naturale e affidabile con un design minimalista. Il nuovo sistema X20 di Mahle presenta innovazione e tecnologia al servizio di una silhouette che non si distacca dalla sorella muscolare Addict RC. Nascosta nel tubo obliquo c’è una batteria da 250Wh con la possibilità di sostituire una borraccia con un range booster per estendere ulteriormente il chilometraggio.
Poiché il motore si trova nel mozzo, il nuovo X20 presenta un innovativo connettore e un perno passante standard che rende la rimozione della ruota posteriore facile come su una bicicletta normale. Sul tubo superiore è presente un semplice pulsante che mostra la potenza e la modalità attraverso il colore.
Il led posizionato sul tubo orizzontale permette di monitorare il livello di carica e assistenzaIl led posizionato sul tubo orizzontale permette di monitorare il livello di carica e assistenza
Performance e leggerezza
Il nuovo DNA di questa Addict eRIDE è traducibile in pura potenza. I tecnici Mahle sono riusciti ad aumentare la coppia a 60Nm. Il risultato è un erogazione più fluida ed efficiente con più spunto in ripresa. Il mozzo dispone di un asse passante standard 142×12 ed è compatibile con una gamma completa di ruote libere: Shimano, Sram e N3W. Questo nuovo mozzo posteriore pesa 1.375 g, perdendo oltre 500 g dal sistema precedente, con anche una migliore integrazione e controllo.
Telaio da 1,04 kg, 3 kg totali del sistema di trasmissione e 10,6 kg complessivi della bici. Un peso che già faceva spiccare la Addict come la più leggera del mercato, ora il primato è ancora più consolidato.
Il motore è posizionato nel mozzo posteriore che conserva compatibilità con le cassette classicheIl motore è posizionato nel mozzo posteriore che conserva compatibilità con le cassette classiche
Guida intelligente
Un’esperienza di guida che si cuce addosso alle proprie esigenze e caratteristiche. Il sistema X20 ha la possibilità di personalizzare aiuti e gestione della carica in totale autonomia. Questo è possibile grazie all’app Mahle One. Gli utenti possono infatti configurare personalmente il livello di potenza e di risposta del sistema in ciascuna delle tre modalità di supporto. Come ulteriore vantaggio, l’unità di azionamento è dragless. Il ciclista è quindi in grado di spegnere il sistema per conservare la batteria in discesa o in pianura.
Un’altra caratteristica del sistema intelligente sono le regolazioni attraverso una serie di sensori tra cui un nuovo sensore di coppia e cadenza nel movimento centrale. Questi permettono alla e-Bike di leggere accuratamente ogni watt di potenza che si applica, dando all’utente la risposta appropriata grazie all’AI e al Machine Learning.
La batteria da 250Wh è posizionata nel tubo obliquo integrata completamente nel telaioLa batteria da 250Wh è posizionata nel tubo obliquo integrata completamente nel telaio
Gamma e prezzi
Addict eRIDE è disponibile in 5 diversi modelli, compresa una versione dedicata alla Contessa Signature Collection di Scott: Addict eRIDE Ultimate 9.999 euro, Addict eRIDE 10 7.499 euro, Addict eRIDE 20 6.999 euro , Addict eRIDE 30 5.999 euro, Contessa Addict eRIDE 6.999 euro.