Lo sviluppo delle e-bike da qualche anno sta avvicinando sempre di più il mondo dell’agonismo con quello dell’elettrico. Realtà e aziende diverse hanno unito queste due correnti di pensiero lavorando affinché diventino una sola. Il ciclismo e la voglia di pedalare non devono più avere limitazioni, ma accogliere chiunque abbia la volontà di pedalare, anche se questo vuol dire avere un supporto elettrico. Ridley per la prima volta ha deciso di presentare una versione elettrica della sua bici da corsa di punta: la Noah. Nasce così la E-Noah.
Nel corso degli ultimi vent’anni il marchio belga ha sviluppato, testato, migliorato e approfondito le conoscenze tecniche a proposito della Noah, arrivando ad avere tre generazioni, ora diventate quattro con la versione elettrica.
La geometria rivisitata della Ridley E-Noah offre una posizione leggermente più comoda e una guida più fluida La geometria rivisitata della Ridley E-Noah offre una posizione leggermente più comoda e una guida più fluida
Aero e ultracompatta
La Noah è stata protagonista dei grandi successi sportivi di Ridley, prima con la maglia verde di Robbie McEewn, per poi passare ai più recenti successi del team Uno-X Mobility. Una bicicletta che si è affermata come una delle più performanti in gruppo, capace di unire aerodinamica e un peso limitato.
Con l’approdo della E-Noah Ridley ha portato tutte queste caratteristiche su una e-bike, alimentata dal sistema TQ HPR40. Parliamo di un motore dal peso di soli 1,2 chilogrammi, ai quali si affianca la batteria da 1,42 chilogrammi. Nonostante tutto la versione elettrica mantiene un peso estremamente contenuto: soli 11 chilogrammi. Divertimento raddoppiato e sforzo dimezzato grazie al lavoro dei tecnici Ridley che sono stati in grado di mantenere intatta la sensazione di corsa e di velocità tipiche di questa bici.
La E-Noah è stata testata sui percorsi del grande ciclismoEccola in azione sul Muur Geraardsbergen, muro del Giro delle FiandreLa E-Noah è stata testata sui percorsi del grande ciclismoEccola in azione sul Muur Geraardsbergen, muro del Giro delle Fiandre
Quasi invisibile
Il motore della E-Noah è situato nel mozzo centrale, nascosto dietro le corone anteriori, mentre la batteria è integrata nel tubo obliquo. Nonostante ciò le linee e il design rimangono estremamente curati e strizzano l’occhio a un’aerodinamica davvero di spicco.
Un’altra parola che può descrivere la E-Noah firmata da Ridley è: discreta. Infatti sul telaio e sul manubrio non è visibile alcun LED o display. Questi sono posizionati nel tappo del manubrio, con gli interruttori nascosti sotto al nastro.
Il motore TQ HPR40 ha una potenza di coppia pari a 40 Nm, con una batteria in grado di erogare 292 Watt per ora. A tutto questo è possibile aggiungere ulteriore potenza grazie al range extender da 160 Watt per ora. Ora le lunghe uscite e i percorsi impegnativi non saranno più un problema, ogni ciclista potrà godersi la propria uscita con in testa solamente la voglia di scoprire nuovi limiti e orizzonti.
Le versioni disponibili sono due che differiscono nella scelta del gruppo, nella prima si è optato per lo Shimano 105 Di2 a 12 velocità. La seconda versione monta lo Shimano Ultegra Di2 a 12 velocità.
Il motore, compatto e perfettamente integrato nel movimento centraleLa ricarica avviene da questa portaIl motore, compatto e perfettamente integrato nel movimento centraleLa ricarica avviene da questa porta
Subito apprezzata
Nonostante la presentazione ufficiale sia arrivata pochi giorni fa la E-Noah ha già conquistato un importante riconoscimento: il Design & Innovation Award. Un verdetto unanime della giuria che ha definito la E-Noah una e-bike «per i ciclisti su strada alla ricerca di una bici aero fulminea con un supporto discreto, la Ridley E-Noah crea un collegamento che prima non esisteva».
A colpire la giuria e i ciclisti è stata la fluidità del supporto elettrico, ma anche la sensazione naturale di guida che si ha quando si pedala oltre i 25 chilometri orari, limite massimo per il quale è possibile usufruire del supporto del motore. Inoltre il peso contenuto permette di avere una sensazione di guida naturale e dinamica in ogni momento.
Taglie disponibili: XS, S, M, L.
Prezzo: versione 105 Di2, 7.099 euro; versione Ultegra Di2, 9.099 euro.
Titici, la nuova Vento è nata per essere competitiva su ogni terreno, offre la massima aerodinamicità. Realizzata completamente a mano in fibra di carbonio
Wilier Filante Hybrid avvicina il mondo delle e-road a quello delle biciclette standard. Adotta le medesime forme del modello Filante SLR tradizionale e integra la nuova unità di supporto Mahle X20. Vediamola nel dettaglio
IL PORTALE DEDICATO AL CICLISMO PROFESSIONISTICO SI ESTENDE A TUTTI GLI APPASSIONATI DELLE DUE RUOTE:
VENITE SU BICI.STYLE
bici.STYLE è la risorsa per essere sempre aggiornati su percorsi, notizie, tecnica, hotellerie, industria e salute
Il marchio Ridley presenta la sua prima bicicletta interamente pensata e progettata per il triathlon. Un mezzo studiato e sviluppato a stretto contatto con i migliori triatleti del mondo, tra cui il campione del mondo Jelle Geens. La nuova nata di casa Ridley si chiama Triton Fast, ed è un modello capace di combinare aerodinamica e un design modulare. Una soluzione innovativa, così come lo sono le soluzioni di stoccaggio intelligenti. La Triton Fast è una bicicletta progettata per portare al limite le prestazioni e garantire agli atleti più esigenti tecnica e velocità estrema. Nonostante tutto questo non viene meno l’aspetto del comfort, fattore fondamentale nelle lunghe prove contro il tempo.
La nuova Triton Fast ha geometrie pensate per le competizioni triathlonUna delle novità tecniche è il manubrio con tecnologia mono-riserLa nuova Triton Fast ha geometrie pensate per le competizioni triathlonUna delle novità tecniche è il manubrio con tecnologia mono-riser
Test indipendenti
I dettagli sono quelli che fanno la differenza quando tra la vittoria e la sconfitta il margine è di pochi secondi, anzi a volte di centesimi di secondo. Ridley ha voluto ottimizzare tutti i dettagli e i componenti della nuova Triton Fast, uno dei passaggi fondamentali in questo processo è stato lo studio in galleria del vento. Non solo, i tecnici hanno voluto testare in maniera indipendente ogni particolare: dalle forme dei tubi al profilo del cockpit, fino al sistema di integrazione di pack e nutrizione.
Anche la bilancia vuole la sua parte, infatti la Triton Fast stabilisce nuovi e rivoluzionari standard per quanto riguarda il peso. Il frameset, ovvero telaio e forcella insieme, portano un guadagno di ben 325 grammi rispetto ad altri concorrenti. Un dato che comporta un’ottimizzazione importante in termini di dispendio energetico da parte dell’utente nelle competizioni a lunga distanza.
La posizione in sella risulta più compatta e aerodinamicaLe configurazioni monocorona eliminano il deragliatore anteriore, utilizzando corone specifiche aeroLa posizione in sella risulta più compatta e aerodinamicaLe configurazioni monocorona eliminano il deragliatore anteriore, utilizzando corone specifiche aero
Specifica per il triathlon
La Triton Fast introduce, tra le altre novità, una geometria apposita per il triathlon dove l’atleta è più vicino al movimento centrale, cosa che gli permette di avere la massima trasmissione di potenza e una maggiore stabilità. Una delle novità è il posizionamento dei flip chip nella forcella, i quali permettono di modificare l’assetto in bici in base al percorso e alle preferenze dell’utente.
Il manubrio, invece, è realizzato con l’innovativo sistema mono-riser che garantisce una regolazione millimetrica sia per le geometrie che per gli angoli. Questo rende più semplice trovare la posizione perfetta e garantisce un vantaggio aerodinamico.
Un’altra novità di Ridley è il sistema di idratazione, che attraversa il telaio tramite un tunnel, così l’atleta potrà bere senza modificare la posizione aerodinamica. Inoltre, Ridley offre un sistema di stoccaggio modulare con pack integrati strategicamente nel telaio.
Questo il sistema di stoccaggio di gel e barrette dal quale esce il tubo per l’idratazioneUn particolare che permette all’utente di bere rimanendo in posizione aerodinamicaIl serbatoio per l’acqua è posizionato sopra il movimento centraleQuesto il sistema di stoccaggio di gel e barrette dal quale esce il tubo per l’idratazioneUn particolare che permette all’utente di bere rimanendo in posizione aerodinamicaIl serbatoio per l’acqua è posizionato sopra il movimento centrale
Dettagli
Per i primi duecento ordini Ridley ha riservato un’offerta speciale: infatti gli utenti riceveranno gratuitamente un Aero package dal valore di 2.500 euro. Si tratta di un pacchetto che combina un bike fitting e un test in galleria del vento presso l’Aero Performance Lab.
La Triton Fast sarà disponibile in quattro taglie: XS, S, M, L.
Prezzo: le configurazioni disponibili sono quattro e partono da 3.999 euro fino a un massimo di 8.699 euro.
MAARKEDAL (Belgio) – Ridley ha presentato ufficialmente alla stampa internazionale la terza generazione della Noah Fast e noi l’abbiamo provata (anche) sul pavé delle Fiandre. Una bici può rappresentare le fondamenta di una partnership? Sì e la Noah Fast è l’esempio lampante. La nuova bici è stata svelata nel corso dell’inverno, quando in modo altrettanto ufficiale il Team Uno-X Mobility di Hushovd ha dichiarato un accordo di collaborazione decennale proprio con Ridley.
Ridley Noah Fast 3.0, la bici più rappresentativa dell’azienda belgaRidley Noah Fast 3.0, la bici più rappresentativa dell’azienda belga
Non è solo questione di soldi
«I soldi che arrivano da un contratto sono importanti – ci racconta Thor Hushovd, general manager del team scandinavo – ma non sono tutto. Oggi è importante creare delle connessioni ed allacciare un rapporto che va ben oltre la sponsorizzazione, creare una partnership tecnica su un lungo periodo era il nostro obiettivo.
«Con Ridley – prosegue – abbiamo firmato un contratto di collaborazione di 10 anni, credo che sia il più lungo in essere nel panorama ciclistico mondiale. L’accordo è strategico per entrambi, per noi che ci possiamo affidare ad un player che punta sull’innovazione e tecnologie di altissimo livello, per l’azienda che ha una base solida sulla quale sviluppare le bici del futuro».
Hushovd ha pedalato con noi sul percorso del FiandreHushovd ha pedalato con noi sul percorso del Fiandre
Provata sul pavé
Rispetto a qualche anno addietro tutto è cambiato. In poche parole le bici specifiche per le pietre non esistono più ed i mezzi usati per la Sanremo, per le tappe al Giro e al Tour sono i medesimi che troviamo durante la campagna delle corse del Nord. Le variabili sono legate principalmente alla sezione delle gomme e loro pressioni, talvolta alle ruote e poco altro.
«L’aerodinamica e l’efficienza sono determinanti – ci ha detto Bert Kenens, Product Manager di Ridley – anche a confronto con il risparmio di peso di fronte a dislivelli importanti».
Ad esempio il Fiandre 2025, verrà ricordato come l’edizione con la media oraria più alta di sempre. 45 orari e meno di 6 ore per i primi 4 dell’ordine di arrivo: un record che, come altri, è destinato ad essere frantumato in un futuro non troppo lontano. In bici contano le gambe? Sicuramente, ma chiedete a questi corridori di fare un passo indietro in fatto di dotazione tecnica…
Durante la (nostra) trasferta belga abbiamo usato la Ridley Noah Fast per tre giorni: oltre 220 chilometri, circa 3.000 metri di dislivello e tutti i muri della De Ronde. Bici taglia small, equipaggiata con il nuovo manubrio Nimbus, trasmissione Shimano Ultegra (52-36 e 11-30), ruote DT Swiss ARC1400 da 62 millimetri, tubeless Vittoria Corsa Pro con sezioni differenziate, 28 anteriore e 30 posteriore. Reggisella full carbon Ridley specifico sviluppato in collaborazione con Deda. Peso della bici di poco inferiore ai 7,5 chilogrammi (senza pedali). Prezzo di listino della versione appena descritta: 8.799 euro.
Bert Kenens e Frank Symons, Product Manager e Direttore Marketing Ridley Una parte della nostra prova Tubeless Vittoria da 30 per la ruota posteriore28 per l’anteriore, una combinazione che ci è piaciuta parecchioBert Kenens e Frank Symons, Product Manager e Direttore Marketing Ridley Una parte della nostra prova Tubeless Vittoria da 30 per la ruota posteriore28 per l’anteriore, una combinazione che ci è piaciuta parecchio
Stabilissima sulle pietre
La Noah Fast è la bici più rappresentativa di Ridley e di fatto è la prima vera bici aerodinamica che dal 2012 ad oggi ha cambiato le carte in tavola. Quindi, la Noah Fast è super veloce? Sì lo è, una considerazione quasi scontata. Quello che lascia di stucco è la stabilità sul pavé (anche quello parecchio scassato) e con il vento laterale, con le ruotone da 62. Tutto facile?
Ridley Noah Fast 3.0 è una bici impegnativa, offre tantissimo, ma chiede molto. E’ una bici aero in tutto e per tutto, che per essere sfruttata al pieno delle potenzialità vuole potenza e watt, pretende concentrazione e una certa propensione a far collimare finezza nella guida e spinta costante. E’ la classica bici che, come si dice, se hai gamba ti aiuta, altrimenti ti picchia in testa.
Massiccia anche la scatola centrale, squadrata e voluminosaBuona parte delle tubazioni presentano delle asimmetrie talvolta poco visibiliSi nota il forcellino UDH e l’abbondanza del materiali nei pressi dello stesso forcellinoLa forma ad S dei foderi bassi del carroL’inserzione al piantone dei foderi obliquiI foderi obliqui sono dritti e si nota il cambiamento di forme dell’obliquoTutta la bici si “nasconde” dietro lo sterzo ed il manubrioIl nuovo Nimbus Aero in carbonioUna delle zone più rappresentative della biciLa sede “aero” dei perni passanti della forcellaTanto passaggio per le gomme e foderi abbondanti nelle formeIl reggisella disegnato e prodotto con DedaMassiccia anche la scatola centrale, squadrata e voluminosaBuona parte delle tubazioni presentano delle asimmetrie talvolta poco visibiliSi nota il forcellino UDH e l’abbondanza del materiali nei pressi dello stesso forcellinoLa forma ad S dei foderi bassi del carroL’inserzione al piantone dei foderi obliquiI foderi obliqui sono dritti e si nota il cambiamento di forme dell’obliquoTutta la bici si “nasconde” dietro lo sterzo ed il manubrioIl nuovo Nimbus Aero in carbonioUna delle zone più rappresentative della biciLa sede “aero” dei perni passanti della forcellaTanto passaggio per le gomme e foderi abbondanti nelle formeIl reggisella disegnato e prodotto con Deda
Geometria super caricata in avanti
Nella taglia small (quella usata nella tre giorni fiamminga) ha un piantone a 75,5° ed un angolo sterzo a 73°. Significa avere un corpo centrantissimo sul verticale e uno sguardo che è perpendicolare al mozzo della ruota davanti. Traducendo: non solo si sfrutta un gesto pieno e potente, ma portando tutto il peso in avanti e sul manubrio, si tende ad avere un avantreno ultra reattivo nei cambi di direzione, davvero sostenuto quando ci si alza in piedi sui pedali.
Altra nota che ci lascia un ricordo positivo è il manubrio. Il Nimbus Aero si sviluppa con tre configurazioni diverse che considerano l’inclinazione dello stem come valore primario da considerare (insieme a reach e stack dell’integrato). Difficoltà di feeling e presa di confidenza? Nessuna. Per essere precisi abbiamo utilizzato quello con il reach intermedio da 75 millimetri (stem leggermente all’insù), larghezza di 360 millimetri ai limiti dei manettini e 400 sotto.
Gratificante da usare sui continui saliscendi del BelgioGratificante da usare sui continui saliscendi del Belgio
In conclusione
Ridley Noah Fast 3.0 è una super bicicletta ed è perfettamente contestualizzata all’interno delle richieste attuali degli agonisti che hanno gamba, spingono forte, vogliono andare veloce e si “preoccupano” fino ad un certo punto della planimetria del tracciato. Testa bassa e menare. Rispetto alla Noah Fast della precedente versione, quella provata in Belgio è ancora più cattiva, ma più stabile, più rigida nella sezione frontale e porta a sfruttare maggiormente la posizione tutta caricata in avanti.
Nonostante una geometria compatta e parecchio aggressiva è capace di regalare un buon feeling sin dalle prime pedalate. Le ruote da 62 non fanno altro che amplificare il suo carattere aero e con tutta onestà ci piacerebbe provarla con un setting più versatile. Magari con ruote da 45 oppure 50 millimetri, combinazione che, a nostro parere, non farebbe altro che “migliorare” le fasi di rilancio per gente che esprime wattaggi “normali”, come noi.
MAARKEDAL (Belgio) – Ti trovi a pedalare al fianco di Thor Hushovd, che tolti i panni del corridore ricopre un ruolo di grande responsabilità. Il norvegese è general manager di un team sulla cresta dell’onda, Uno-X Mobility.
Hushovd, come sempre disponibile al 101 per cento: lo era da corridore, lo è ora da dirigente. Resta un grande appassionato della bici e appena si libera dagli impegni manageriali non rinuncia a pedalare (e sul pavé ha ancora un gran passo). Con lui abbiamo fatto una sorta di botta e risposta. I suoi favoriti per la campagna del pavé e il punto di vista sul ciclismo moderno.
Hushovd ricopre un ruolo di peso, considerando l’importanza che ha il ciclismo nel Nord EuropaHushovd ricopre un ruolo di peso, considerando l’importanza che ha il ciclismo nel Nord Europa
Il tuo favorito per il Fiandre?
Van der Poel è il mio favorito numero uno.
Il nome degli outsider?
Diversi corridori che stanno attraversando un periodo di grazia. Difficile rispondere, sono diversi. Pedersen, Pogacar, lo stesso Van Aert è d’obbligo inserirlo tra i favoriti. Serve anche un buon team a supporto. Nel lotto degli outsider inserisco anche il corridore Uno-X Rasmus Tiller. Vedrete che farà una top five.
Hai menzionato Van Aert, ti sei fatto un’idea della situazione?
Mi spiace molto per Van Aert. E’ stato molto sfortunato in alcune situazioni, eppure si è dimostrato un fuoriclasse, soprattutto per come ha gestito il suo ritorno dopo gli incidenti. Sono convinto che tornerà a vincere e come si dice nel ciclismo, si deve sbloccare, credo che sia una questione di testa. Comunque, lui c’è sempre, nonostante tutto.
Abbiamo pedalato al fianco di Hushovd sul pavé delle Fiandre (foto Ridley)Con lui sulla nuova Ridley Noah Fast in dotazione al Team Uno-X Mobility (foto Ridley)Abbiamo pedalato al fianco di Hushovd sul pavé delle Fiandre (foto Ridley)Con lui sulla nuova Ridley Noah Fast in dotazione al Team Uno-X Mobility (foto Ridley)
Cosa conta di più nel ciclismo moderno, la testa o le gambe?
Bisogna combinare le due cose. Il ciclismo è da sempre uno sport da pazzi, oggi lo è ancora di più. Devi essere attento e concentrato per più ore consecutive. Il cervello deve essere costantemente al 100 per cento e quando mancano le gambe, la mentalità, la prontezza, la lucidità e capacità di prendere le decisioni all’ultimo istante possono venire in soccorso.
C’è molta differenza tra la tua generazione di campioni e quella attuale?
Un altro mondo. In generale ora non c’è più paura e rispetto, ma soprattutto manca la paura, i ragazzi di oggi si buttano senza timore. Inoltre hanno una cultura del tutto e subito, fattore che non faceva parte della nostra generazione. Ovvio che il tutto è frutto anche di pressioni/richieste esterne che sono cambiate. A mio parere l’esempio che calza a pennello è Evenepoel, il percorso della sua carriera, riportato a 10 anni addietro, impossibile immaginare una cosa del genere.
Grande interprete del pavé, qui all’epoca della Credit AgricoleAl Tour contro Cavendish, uno dei rivali di sempreGrande interprete del pavé, qui all’epoca della Credit AgricoleAl Tour contro Cavendish, uno dei rivali di sempre
Hai provato ad immaginare un Thor Hushovd ciclista professionista oggi?
Qualche volta provo ad immaginare, faccio fatica. La cosa più complicata da metabolizzare, rispetto a come ero abituato a correre, è partire a tutta e arrivare a tutta. Personalmente mi godevo anche le partenze lente delle gare.
Le preferenze di Hushovd: pavé, salita o sprint al Tour de France?
Sprint al Tour.
Pogacar, Van der Poel, Van Aert o Evenepoel?
Pogacar.
Perché lui?
Pogacar è prima di tutto un amico, a Montecarlo dove abbiamo la residenza, ci troviamo spesso a pedalare. E’ una star in senso assoluto e un campione che ha cambiato le regole, ma è prima di tutto una persona estremamente rispettosa degli altri.
Personaggio carismatico e sempre disponibile, Hushovd è un vero appassionato della bici (foto Ridley)Personaggio carismatico e sempre disponibile, Hushovd è un vero appassionato della bici (foto Ridley)
Rim brake o freni a disco?
Freni a disco, senza alcun dubbio, non solo per questo. Complessivamente, le bici sono migliori e più performanti.
Hushovd che si immagina con le dotazioni tecniche attuali?
Ci penso e dico che i corridori attuali sono fortunati ad avere tutto questo a disposizione. Dotazioni tecniche eccellenti e tante possibilità di scelta.
Tecnicamente, nel ciclismo attuale cosa può fare la differenza?
Nell’ordine: alimentazione, la capacità di allenarsi sfruttando le metodologie attuali e tutto quello che la tecnologia mette a disposizione. L’aerodinamica, il mezzo meccanico e l’equipaggiamento tecnico in genere.
Il Tour torna sul pavé: Mercoledì 6 luglio, nella quinta tappa. Accadde già nel 2014, quando la pioggia stravolse la Grande Boucle. E Nibali prese il volo
Il campionato europeo su pista che si sta svolgendo in questi giorni a Zolder, in Belgio, ha messo in evidenza una grande novità tecnica per le discipline del parquet. Dal successo e dalla qualità del modello Arena Fast, Ridley ha colto l’occasione di presentare un nuovo modello: la Omnium Fast. Si tratta di una bicicletta da pista realizzata appositamente per le discipline di gruppo, come scratch, omnium, corsa a tempo, eliminazione e corsa a punti. La Omnium Fast è la nuova alleata del campione del mondo omnium Lindsay De Vylder.
Le geometrie del nuovo modello di casa Ridley sono state studiate per soddisfare le esigenze degli atleti che si cimentano nelle gare omnium. Queste sono discipline nelle quali è importante combinare velocità e agilità in gruppo. L’atleta deve essere sempre pronto a cambi di ritmo e accelerazioni improvvise, per questo la geometria del telaio della Omnium Fast è pensata per reagire rapidamente a ogni movimento improvviso.
La Ridley Omnium Fast ha una geometria progettata per le discipline di gruppoLa Ridley Omnium Fast ha una geometria progettata per le discipline di gruppo
Sviluppo aerodinamico
Il nuovo modello disegnato da Ridley unisce l’efficienza di due modelli di punta: l’Arena Fast, la bici da pista precedente alla Omnium Fast, e la Dean Fast Disc, la versione da cronometro. Un’unione nata grazie alle nuove regole UCI del 2022 che permettono un rapporto maggiore tra lunghezza dei tubi e larghezza. In questo modo le aziende hanno potuto creare tubi più lunghi e stretti. Rispetto al modello precedente la Omnium Fast presenta un angolo sterzo più ripido che garantisce al ciclista la massima manovrabilità e reattività in gruppo.
Nella Omnium Fast la posizione in sella risulta più bassa e aerodinamica. Inoltre, nelle gare a inseguimento può essere montato il manubrio da cronometro, che si integra perfettamente nel telaio grazie a due incisioni presenti sul tubo orizzontale.
Il telaio è un mix di conoscenze e studi tra il modello Arena Fast e la Dean Fast DiscIl telaio è un mix di conoscenze e studi tra il modello Arena Fast e la Dean Fast Disc
Nuovo manubrio
Ridley ha lanciato anche un nuovo manubrio, con geometrie e dimensioni ottimizzate, sempre nel rispetto delle regole imposte dall’UCI. Una larghezza tra i punti esterni di 35 centimetri, il minimo consentito. La larghezza nella parte superiore è di 30 centimetri, mentre nei drop raggiunge i 33 centimetri.
Il design del manubrio è stato realizzato inserendo delle appendici aggiuntive, in modo che l’atleta possa assumere una posizione ancor più aerodinamica. La scelta di un rivestimento ruvido migliora la presa, garantendo un perfetto equilibrio tra aerodinamica e controllo. Il manubrio è compatibile con attacchi manubrio di diametro 31,8 millimetri e si può utilizzare anche su altre bici da pista Ridley, come l’Arena Fast in versione sprint o l’Arena A.
Sul manubrio sono state aggiunte delle appendici per garantire la massima posizione aerodinamicaSul manubrio sono state aggiunte delle appendici per garantire la massima posizione aerodinamica
Personalizzabile
La Omnium Fast, così come il modello precedente, è dotata di Flip Chips nella forcella che permettono di avere una personalizzazione completa del comportamento dello sterzo. Se i Flip Chips vengono posizionati tutti in avanti il trail si riduce e la bici risulta più reattiva. Al contrario se i Flip Chips sono messi indietro la guida diventa più stabile. Si tratta di una regolazione facile, che può essere effettuata anche dal ciclista stesso.
Un altro elemento comune tra l’Arena Fast e l’Omnium Fast sono i dropout Future Proof, compatibili con tutti gli standard di assi in uso grazie all’utilizzo di componenti intercambiabili. Qualora in futuro dovessero emergere nuovi standard, il ciclista potrà facilmente adattare i singoli elementi.
Arriva in modo ufficiale la nuova bici aerodinamica di Ridley. La Noah Fast 3.0 sarà (insieme alla Falcn RS) il punto fermo per il Team Uno-X Mobility.
Cosa cambia rispetto alla Noah Fastdelle generazione precedente? Quali sono i cardini della rinnovata piattaforma aero-bike di Ridley? Alcuni interessanti dietro le quinte della nuova Noah Fast raccontati da Bert Kenens, Product Manager del marchio belga.
La bici con la livrea ufficiale del team (foto Uno-X Mobility)La bici con la livrea ufficiale del team (foto Uno-X Mobility)
Ridley Noah Fast, significa velocità ed aerodinamica
Che piaccia oppure no, chi produce biciclette deve spesso confrontarsi con regole diverse rispetto al passato e norme UCI che sono nuovamente cambiate.
«C’è l’applicazione 8:1 – ci racconta Kenens – che permette di costruire tubi fino a 8 volte più grandi e lunghi, rispetto al precedente standard 3:1. Si amplia la visione di design ed aerodinamica. UCI fornisce delle vere e proprie scatole ed il telaio della nuova bici deve starci dentro, I margini di errore sono limitati e la propensione verso l’aerodinamica è reale. La maggior parte dello sviluppo della Noah Fast è stato eseguito con i modelli CFD. Qualche migliaio di modelli, con la produzione successiva dei telai e manubri 3D portati nella galleria del vento, fino al telaio finale. La galleria del vento è interna all’azienda, quella della Bike Valley.
«Il CFD – prosegue Kenens – permette di quantificare il rapporto tra il peso e l’efficienza, con una valutazione che analizza anchequanto materiale si andrà ad usare. E’ preciso e ha dato modo inoltre di combinare profili simmetrici e asimmetrici delle tubazioni. Il cockpit e tutto lo sterzo sono le parti che colpiscono maggiormente. L’attacco manubrio ha l’obiettivo di diventare un tutt’uno con l’orizzontale in modo da minimizzare l’effetto drag negativo che normalmente si genera tra manubri e telai standard. Lo abbiamo richiesto ad uno dei nostri partner storici, Deda, per dare modo ai corridori di adattarsi al meglio alla nuova bicicletta, all’avantreno e alle nuove geometrie. Ecco perché vedremo alcuni atleti in gara con i manubri Deda».
Il Product Manager Bert Kenens (foto Ridley)L’avantreno è una sorta di DNA della Noah Fast (foto Uno-X Mobility)Ad inizio stagione alcuni atleti useranno i manubri Deda (foto Uno-X Mobility)Le linee guida “obbligate” UCI Combinazione di tubi simmetrici e asimmetrici Il Product Manager Bert Kenens (foto Ridley)L’avantreno è una sorta di DNA della Noah Fast (foto Uno-X Mobility)Ad inizio stagione alcuni atleti useranno i manubri Deda (foto Uno-X Mobility)Le linee guida “obbligate” UCICombinazione di tubi simmetrici e asimmetrici
Una sbirciatina al passato
Quando si affronta l’aerodinamica nel mondo del ciclismo, i reggisella integrati e alcune soluzioni di integrazione che hanno fatto scuola, è obbligatorio citare Ridley e la bici Noah. Sono trascorsi diversi anni, sono passate generazioni diverse di corridori, l’aerodinamica è diventata un riferimento, così come l’integrazione dei componenti, il cockpit ne è un esempio.
E ancora una volta siamo a parlare e scrivere della Noah (Fast). Il gap con le altre aziende si è ridotto, perché oggi tutti usano le soluzioni che hanno reso celebre questa piattaforma Ridley, eppure la bici dell’azienda belga è sempre capace di offrire spunti interessanti e un design che colpisce.
Bici importante e muscolosa (foto Uno-X Mobility)Bici importante e muscolosa (foto Uno-X Mobility)
Un pacchetto totale
L’ultima generazione della Noah Fast è stata categorizzata da Ridley come una bici olistica, totale, perché ogni componente e comparto del frame-kit è stato disegnato, sviluppato e prodotto per integrarsi al meglio. Design, forme e volumi, misure. Noah Fast è un monoscocca in carbonio e come vuole la tradizione Ridley i tessuti di carbonio sono diversi (blend) con orientamenti differenti in base alle zone. Carro posteriore e forcella lasciano spazio per il passaggio di coperture fino a 34 millimetri di larghezza, anche in ottica velocità sempre più elevate sul pavé.
Il cockpit Nimbus Aero è strettissimo con un flare (svasatura) pronunciato/estremo. Nella parte alta, al limite dei manettini è largo 36 centimetri. Nella parte inferiore della curva è 40 (ben 4 centimetri per parte, considerando che ci sarà una versione 33/37 disponibile esclusivamente per il team). 127 millimetri di profondità della curva e 75 verso l’avantreno. Lo stack dell’attacco manubrio (calcolato dallo stelo della forcella al centro della piega) è disponibile in tre opzioni/altezze e sarà sempre positivo (verso l’alto), 55, 75 e 100 millimetri. Passa in secondo piano la lunghezza dello stem e diventa più semplice valutare il bike fitting per chi decide di usare questa tipologia di integrati.
Nuova Noah Fast in esposizione a Velofollies Noah Fast, verrà usata anche da qualche grimpeur per via della sua rigidità e reattività (foto Uno-X Mobility)Nuova Noah Fast in esposizione a Velofollies Noah Fast, verrà usata anche da qualche grimpeur per via della sua rigidità e reattività (foto Uno-X Mobility)
Piantone a 75° (taglia media)
La geometria così raggiunta viene categorizzata come progressiva. Si basa sulla ricerca di una posizione sempre più avanzata dei corridori (considerando che la regola dei 5 centimetri della sella più arretrata rispetto al movimento centrale è stata abolita) e da qui ha preso forma la geometria della Noah Fast. Ci sono un piantone drittissimo, una scatola del movimento centrale più basso rispetto agli standard comunemente utilizzati, valore che è compensato da un incremento delle sezioni degli pneumatici (che aumentano complessivamente l’altezza da terra della bici).
Per gli amanti dei numeri, la Ridley Noah Fast è più rigida del 10% a parità di taglia e rispetto alla Falcn RS. A 50 chilometri orari (nella galleria del vento) risparmia 7 watt rispetto alla Falcn RS, 8,5 se messa a confronto con la Noah Fast più anziana. Il peso dichiarato del telaio è di poco superiore al chilogrammo.
Sterzo mastodontico e manubrio specifico (foto Uno-X Mobility)Sterzo mastodontico e manubrio specifico (foto Uno-X Mobility)
Reach allungato
A parità di taglia, rispetto alla vecchia Noah Fast il reach del telaio si è allungato di 3 centimetri, ma nonostante questo fattore la scelta della misura corretta non cambia. Resta la medesima misura del passato. Le taglie disponibili sono 5, XXS, XS e S, M e L.
Il prezzo di listino del kit telaio Ridley Noah Fast è di 5.499 euro (una bici montata Ultegra con ruote DT Swiss ARC1400 ha un prezzo di 8.799 euro). Sarà disponibile anche una versione Noah (non Fast), con un carbonio meno estremizzato nel layup e senza il manubrio integrato.
Il segmento gravel di Ridley si amplia ancora. Arrivano due nuovi modelli, Astrs RS e la Astr, la prima destinata ad affiancare la Kanzo Fast nella fascia più corsaiola della categoria, la seconda meno estremizzata nei materiali, con una maggiore propensione verso l’adventure, ma con lo stesso design e geometrie.
Ridley Astr RS e Astr. Hanno un disegno identificativo mutuato in parte dalla piattaforma all-road Grifn, ma che richiama anche la stradale Falcn. Entriamo nel dettaglio delle due nuove bici.
Ampio passaggio per le gomme e per montare qualche borsa specificaAmpio passaggio per le gomme e per montare qualche borsa specifica
Ridley Astr RS
Tutta in carbonio e utilizza un blend, come vuole la tradizione Ridley, tra modulo standard e alto modulo, con applicazioni e orientamenti specifici. Il telaio è dichiarato a 890 grammi nella taglia media. Sempre in merito alla tradizione dell’azienda belga, una delle primissime a portare l’aerodinamica sulle biciclette da competizione, anche la Astr RS porta in dote alcuni dettagli votati a sfruttare al massimo la velocità. Forcella e profilato dello sterzo sono studiati appositamente per non influire negativamente sulla penetrazione dello spazio, così come la zona posta tra scatola centrale, piantone e foderi posteriori.
Rispetto alla Kanzo Fast si può utilizzare anche la trasmissione con il doppio plateau. Il supporto del deragliatore può essere rimosso. In base alla guarnitura, se monoring oppure doppia, cambia il passaggio degli pneumatici, rispettivamente fino a 52 o 47 millimetri. Due valori comunque molto elevati che lasciano tanto spazio tra la gomma ed il telaio. Il reggisella ha un forma dedicata e mutuata dalle ultime generazioni di bici Ridley, così come la serie sterzo, dove alloggia anche un nuovissimo cockpit integrato Nimbus Pro. Quest’ultimo è una sorta di evoluzione dello storico Cirrus Pro. Ridley Astr RS è una bici che nasce con l’obiettivo di soddisfare il segmento race. Lo spazio per l’integrazione delle borse è limitato, rispetto ad una interpretazione bikepacking oriented.
La RS nasce per gareReggisella e piantone con il profilo posteriore troncoSupporto orizzontale per un piccolo bag, si possono montare alcune borse specifiche e aerodinamicheIl nuovo integrato Nimbus ProSi nota la compattezza della biciLa placchetta che copra il supporto deragliatore una volta rimossoLa RS nasce per gareReggisella e piantone con il profilo posteriore troncoSupporto orizzontale per un piccolo bag, si possono montare alcune borse specifiche e aerodinamicheIl nuovo integrato Nimbus ProSi nota la compattezza della biciLa placchetta che copra il supporto deragliatore una volta rimosso
Astr, un po’ per tutti
Da sottolineare che la Astr RS e la Astr adottano la medesima piattaforma di sviluppo e le stesse geometrie. I punti chiave sono un’altezza da terra che si colloca nel mezzo tra una bici stradale e una da cx, con l’intento di aumentare la stabilità sullo sconnesso e di favorire il passaggio su terreni complicato con ostacoli. L’angolo dello sterzo è di 71,5°, mentre quello del piantone è di 74°. Un compromesso ottimale in grado di mantenere un passo ridotto, ma favore al tempo stesso stabilità e reattività.
Il modulo di carbonio della Astr prevede in impiego ridotto delle fibre ad alto modulo, un reggisella rotondo da 27,2 millimetri ed il “vecchio” cockpit integrato Cirrus Pro, un super componente che ha fatto la storia dei manubri con la svasatura laterale. La Astr resta una bici competitiva sotto molti punti vista e per diverse interpretazioni, meno “tirata” della versione RS e adatta anche a chi utilizza questa tipologia di mezzi per spostamenti più lunghi e viaggi.
La Ridley Astr nella versione meno estremizzataStesse geometrie della sorella, ma più comodaAnche la Astr standard non sacrifica un certo brio nelle prestazioniForcella sottile e con steli drittiPiù “tranquilla” la versione standard La Ridley Astr nella versione meno estremizzataStesse geometrie della sorella, ma più comodaAnche la Astr standard non sacrifica un certo brio nelle prestazioniForcella sottile e con steli drittiPiù “tranquilla” la versione standard
Taglie e prezzi
Per entrambe le biciclette le taglie disponibili sono cinque, dalla xs alla xl. La RS ha un prezzo di listino di partenza di 7.299 euro (bici completa). Gli allestimenti sono tre, tutti corsaioli: Sram Red XPLR 1×13, Sram Force XPLR e Shimano GRX Di2 2×12. Tutti montano le ruote DT Swiss GRC. La Astr con carbonio standard ha un prezzo di listino che parte dai 3.299 euro (bici completa) per cinque allestimenti in totale, tra i quali è presente anche la soluzione Classified.
Nel 2025, Ridley farà il suo ritorno nel gruppo dei professionisti in qualità di partner ufficiale della squadra di ciclismo norvegese Uno-X Mobility: una collaborazione che coinvolgerà sia il team maschile che quello femminile, entrambi impegnati ai più alti livelli delle competizioni internazionali. Questa partnership si fonda su valori condivisi, come la ricerca costante dell’innovazione e la passione per il ciclismo, e segna l’inizio di un progetto di collaborazione che durerà per ben dieci anni (!) dimostrando l’ambizione di entrambe le parti nel costruire un futuro di successi.
Ridley ha la propria sede nel cuore della “Belgian Bike Valley“, una zona considerata il fulcro del ciclismo in Belgio. Qui si trovano strutture all’avanguardia come la “Factory of Dreams”, il nuovissimo “Ridley Experience Center” e il “Performance Optimization Center”, che includono tecnologie avanzate come una galleria del vento “high-tech”, unica nel suo genere per un brand di biciclette. Queste innovazioni permettono a Ridley di costruire biciclette estremamente veloci, un obiettivo che il CEO di Ridley Jochim Aerts e il General Manager della Uno-X, Thor Hushovd, condividono profondamente.
Si brinda alla definizione dell’accordo decennaleSi brinda alla definizione dell’accordo decennale
Obiettivo comune: il Tour
Uno degli obiettivi principali di questa partnership è quello di vincere nei prossimi anni il Tour de France, e Ridley, grazie alla esperienza decennale nello sviluppo di biciclette ad alte prestazioni, si unirà alla Uno-X per raggiungere questo traguardo.
«Il mondo delle corse scorre nelle nostre vene – ha dichiarato Jochim Aerts – e quindi collaborare con Uno-X Mobility è per noi un’opportunità unica. Sono una squadra all’avanguardia, con molta ambizione, i giusti valori e una continua spinta all’innovazione».
«La performance e l’ottimizzazione aerodinamica – ha ribattuto Thor Hushovd – sono le nostre principali priorità. Siamo entrambi molto motivati a prosperare in questa collaborazione a lungo termine, con l’obiettivo di creare le bici più veloci e migliori per i nostri atleti».
La collaborazione tra Ridley e Uno-X non si limiterà semplicemente alla fornitura di biciclette. In linea con la filosofia aziendale di Ridley, ciascuna singola bici sarà difatti progettata per offrire vantaggi funzionali, unendo velocità e design in modo ottimale. Il dialogo continuo tra le due parti permetterà di sviluppare biciclette sempre più performanti, progettate specificamente per soddisfare le esigenze dei corridori professionisti. Lacollaborazione partirà ufficialmente il primo gennaio 2025, dando il via a un progetto di lungo termine che ambisce a portare entrambi i partner al vertice del ciclismo mondiale.
La Uno-X Mobility rappresenta un team ambizioso e con delle idee solide di progressione e crescitaLa Uno-X Mobility rappresenta un team ambizioso e con delle idee solide di progressione e crescita
La Belgian Bike Valley
Uno degli elementi centrali della collaborazione sarà l’accesso, da parte dei ciclisti Uno-X, alle strutture di eccellenza presso la Belgian Bike Valley. I corridori potranno usufruire di tecnologie avanzate come la camera climatica, la galleria del vento e la possibilità di adattare le biciclette alle loro esigenze specifiche. Questo darà loro un vantaggio significativo in termini di preparazione e performance.
La partnership tra Ridley e Uno-X Mobility, oltre a consolidare l’immagine dei due brand, rappresenta uno dei primi passi nel percorso di crescita della squadra norvegese che mira a diventare un protagonista del ciclismo internazionale nei prossimi dieci anni.
Fondata nel 2020, il Team Uno-X ha rapidamente guadagnato attenzione grazie al talento dei suoi ciclisti scandinavi e al loro spirito combattivo. Nel 2023, la squadra ha debuttato al Tour de France, mettendo in evidenza il proprio potenziale. Nel 2024, nomi promettenti come Tobias Halland Johannessen e Andreas Leknessund si sono uniti a stelle affermate come Magnus Cort e Alexander Kristoff, consolidando la presenza di Uno-X nel panorama ciclistico internazionale.
La collaborazione con Ridley rappresenta dunque un tassello fondamentale per il futuro della squadra, che continuerà a crescere con l’obiettivo di affermarsi tra i grandi del ciclismo mondiale.
TARRAGONA (Spagna) – Ridley amplia e completa la sua piattaforma all-road grazie alla nuova Grifn RS. E’ la versione più leggera (grazie ad un risparmio di 140 grammi a parità di taglia: si tratta di 830 grammi dichiarati nella taglia media) ed aerodinamica della Grifn gia esistente, una bici che per concetto e geometrie si posiziona tra le bici da strada performance e le gravel vere e proprie.
Stesso frame-kit e allestimenti differenti, dedicati alla strada oppure al gravel da competizione. Le peculiarità tecniche delle nuove RS sono molto interessanti. Entriamo nel dettaglio.
L’abbiamo usata con le gomme da 30 davanti e 32 dietroL’abbiamo usata con le gomme da 30 davanti e 32 dietro
La versatilità, marchio di fabbrica Ridley
Se la Grifn rappresenta l’all-road, il punto di unione perfetto tra la strada ed il gravel, la nuova RS si spinge un po’ più in alto nella ricerca delle prestazioni e nelle soluzioni tecniche. Però è la versatilità del progetto a farla da padrona, grazie soprattutto all’ampio range di montaggio degli pneumatici, alla possibilità di montare una dinamo per le luce ed ai parafanghi, ma anche bag e borse.
Sono tutte soluzioni che nell’insieme si rivolgono ad un pubblico di ciclisti viaggiatori, ma con qualche ambizione quando si tratta di aprire il gas (la Grifn RS è utilizzata anche nella UCI Gravel World Series). Non in ultimo le geometrie che, quando si parla e si scrive di Ridley sono un fattore che occupa il primo posto nella scala dei valori tecnici.
La sede sull’orizzontale per una piccola borsa Il manubrio integrato Cirrus Pro, uno dei punti di forza Ridley, usato per le piattaforme racingIl particolare ribassamento dei foderi orizzontali del carroFoderi obliqui posteriori molto ribassati che seguono un concetto aeroTutto il nodo sella ricorda da vicino la Falcn RS e la Kanzo FastTanto spazio per il passaggio della gommaTubi aero e viti per posizionare i bag interni al triangoloLa sede sull’orizzontale per una piccola borsa Il manubrio integrato Cirrus Pro, uno dei punti di forza Ridley, usato per le piattaforme racingIl particolare ribassamento dei foderi orizzontali del carroFoderi obliqui posteriori molto ribassati che seguono un concetto aeroTutto il nodo sella ricorda da vicino la Falcn RS e la Kanzo FastTanto spazio per il passaggio della gommaTubi aero e viti per posizionare i bag interni al triangolo
Come è fatta la nuova Grifn RS
Il telaio è il risultato di un blend di carbonio in alto modulo impiegato in tecnologia monoscocca. L’impatto estetico non si discosta troppo dalla Grifn “tradizionale”, ma richiama in parte anche la Falcn RS. Ad esempio quando si osserva il reggisella (che non è rotondo da 27,2 millimetri di diametro come per la versione standard) full carbon, il medesimo usato proprio per la Falcn RS e la Kanzo Fast. Anche grazie all’impiego di questo componente e ad un piantone più efficiente, la resa tecnica della sezione centrale e del carro, è completamente diversa rispetto alla Grifn “normale”.
La forcella, completamente in carbonio, è sviluppata con lo stesso disegno di quella usata per la Falcn, con quella sorta di diffusore aerodinamico, un dettaglio non così scontato se rimaniamo nell’ambito all-road, endurance e gravel. Una forcella non troppo rigida, ma parecchio precisa e stabile anche sullo sterrato.
Una bici comunque veloce, l’aerodinamica di Ridley non è un’opinione (foto Bikeshow.cc)Anche in versione gravel, una bici che resta facile, ma con una buona dose di aggressività (foto Ridley)Una bici comunque veloce, l’aerodinamica di Ridley non è un’opinione (foto Bikeshow.cc)Anche in versione gravel, una bici che resta facile, ma con una buona dose di aggressività (foto Ridley)
Dettagli che fanno la differenza
La forcella permette di montare un mozzo a dinamo per la ricarica delle luci anteriori e posteriori. La predisposizione di questo modello è completa, nell’ottica di accontentare anche quella tipologia di utenza che usa la bici per i lunghi tragitti. La tolleranza garantita per il passaggio degli pneumatici (anteriori e posteriori, con e senza monocorona) è di 42 millimetri, maggiore rispetto alla Grifn già esistente. Un maggiore spazio tra profilati e gomme è stato possibile grazie ad una forma diversa della scatola del movimento centrale e del supporto del deragliatore (che può essere facilmente rimosso).
Si possono montare fino a 3 portaborraccia (due standard e uno sotto l’obliquo), parafanghi e borse. E’ inoltre interessante la predisposizione al montaggio di una borsa nella parte interna del triangolo principale, con delle connotazioni aerodinamiche non banali.
Con allestimento gravel e monocoronaCon allestimento gravel e monocorona
Allestimenti e prezzi
Gli allestimenti sono tre stradali e tre gravel (rispettivamente adottano il suffisso allroad-road e allroad-gravel). Quelli gravel diventano quattro se consideriamo anche la variante Classified con monocorona anteriore, mentre per entrambi i modelli sono disponibili i kit telaio. I road si basano sulle trasmissioni con doppio plateau anteriore, Shimano Ultegra Di2, Sram Force AXS (entrambi con ruote DT Swiss ERC1400) e Shimano 105 Di2, rispettivamente a 7.999, 7.999 e 5.799 euro di listino. Il frame-kit ha un prezzo di 4.999 euro e tutti gli RS includono il cockpit integrato Cirrus Pro (manubrio tecnicamente ottimo).
Gli allestimenti gravel (Classified a parte) si sviluppano intorno alle trasmissioni Shimano GRX800 Di2 2×12 e Sram Force XPLR 1×12 (entrambi con le ruote DT Swiss GRC1600), oltre alla configrazione Sram Rival XPLR 1×12. Tutti i monocorona hanno una dentatura anteriore di 46 denti, molto interessante e particolare come scelta che, da modo di sfruttare a pieno la scala pignoni XPLR 10/44. La Ridley Grifn RS rientra nel programma di customizzazione della verniciatura da parte dell’utente.
La E-Grifn con allestimento stradale, sembra una bici senza motoreLa Grifn A in alluminio (foto Ridley)La E-Grifn con allestimento stradale, sembra una bici senza motoreLa Grifn A in alluminio (foto Ridley)
Anche E-Grifn e Grinf A in alluminio
La versione elettrica ha un’impatto estetico del tutto simile alla versione tradizionale ed inoltre, cosa non usuale se consideriamo la categoria delle e-bike è persoanlizzabile nella verniciatura, come tutte le bici Ridley. Sulla E-Grifn è stata montata una unità elettrica di supporto Mahle X20. La batteria è nascosta nella tubazione obliqua, ha un motore centrale dalle dimensioni ridotte che integra il sensore di torsione. Il sistema permette di montare le guarniture classiche (doppio plateau oppure monocorona) utilizzate normalmente sulle biciclette tradizionali. Eroga la sua potenza tramite il mozzo della ruota posteriore. Il pacchetto Mahle X20 ha un peso complessivo dichiarato di 3,2 chilogrammi, usato per e-bike che hanno un valore alla bilancia compreso tra i 10 e 12 chilogrammi circa. I prezzi di listino sono compresi tra i 5.499 e 7.999 euro. Le configurazione road sono tre, mentre quelle gravel sono quattro.
La Grifn A ha una telaio in alluminio 6061 T6 con profilati idraformati a triplo spessore. Nasce con la stessa idea della Grifn RS ed infatti è inserita nella famiglia Elite di Ridley. La forcella in carbonio è mutuata dalla Grifn in versione standard. E’ disponibile in sei taglie e tre allestimenti (1 road e 2 gravel) sulla base delle trasmissioni Shimano con doppia corona. I prezzi sono compresi tra i 1.999 e 2.299 euro. E’ disponibile anche un kit telaio a 999 euro.