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Ridley Kanzo Fast, gravel da competizione senza compromessi

15.11.2023
7 min
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Ridley Kanzo Fast è la bici per le gare gravel. Mostra delle performances perentorie, è veloce e agile, mette alla prova le abilità di guida e la resistenza dell'atleta, ma è quando la condizione atletica è al top, questa bici invita a spingere sempre di più

La Ridley Kanzo Fast è una di quelle bici da competizione capace di spingerti oltre. La Kanzo Fast si sposa perfettamente con le richieste di chi vuole sfogare il suo istinto racing anche in ambito gravel.

E’ veloce e possente, sembra una bici aerodinamica da strada, di quelle super performance, ma è preparata per correre sullo sterrato. L’abbiamo provata e messa alla prova anche in gara, prima alla Monsterrato Race, poi al mondiale in Veneto.

La Kanzo Fast non fa nulla per nascondere il suo concetto di bici aero
La Kanzo Fast non fa nulla per nascondere il suo concetto di bici aero

Aerodinamica, focus di Ridley

Avere un wind tunnel interno all’azienda è un vantaggio che deve essere sfruttato, un aspetto che ha condizionato il DNA del marchio belga ed il design di buona parte delle sue bici. E’ un segno di distinzione funzionale alla resa tecnica delle biciclette.

La Kanzo Fast è anche e soprattutto una bici gravel da competizione ed aerodinamica. Per identificare ancor più questa bicicletta, abbiamo chiesto a Bert Kenens, Product Manager di Ridley.

La Kanzo Fast trova ispirazione da un altro modello della gamma Ridley?

Se mettiamo una Kanzo Fast accanto ad una Noah Fast, è lampante da dove abbiamo l’ispirazione per lo sviluppo della prima. La Kanzo Fast è stata una delle prime bici gravel aero sul mercato, era l’agosto 2020. Abbiamo portato la nostra esperienza e conoscenza derivate dallo sviluppo del Noah e trasformate per una versione gravel.

Aerodinamica “estremizzata” in ottica gravel, ma è veloce anche su strada?

Sì e i dati lo dimostrano. Una volta portata nella galleria del vento, utilizzando le stesse ruote e gomme, la Kanzo Fast ha mostrato dei valori addirittura superiori alla Noah Fast. La differenza è da identificare nell’assenza del deragliatore e nell’uso della mono corona, ma il valore finale la dice lunga sull’efficienza di questa bici.

Su questa bici non si può montare il deragliatore
Su questa bici non si può montare il deragliatore
Perché la scelta di prevedere esclusivamente la trasmissione con il monocorona?

Un fattore legato principalmente all’aerodinamica, alla forma del piantone e al fatto di avere un carro posteriore molto corto. A questi particolari si aggiunge un passaggio delle gomme di 42 millimetri. Se avessimo aggiunto il deragliatore, la spaziatura si sarebbe ridotta. Secondo noi, l’uso di un gruppo monocorona non è un svantaggio con i nuovi gruppi gravel.

Il test su un telaio S

Il telaio e la forcella della Kanzo Fast sono completamente in carbonio, con una produzione categorizzata Elite Series. La forcella (rake da 47 millimetri) ha dei volumi laterali davvero importanti, quasi invasivi, con le due piccoli ali vicino al perno passante (prendono il nome di F-Wings) che hanno l’obiettivo di minimizzare l’effetto delle turbolenze. Lo stelo della forza ha una forma a D, utile per il passaggio interno delle guaine.

Nella zona del tubo sterzo la Ridley Kanzo Fast segue il concetto di bici parecchio efficiente in termini di penetrazione dello spazio, con una parte bassa del tubo dello sterzo, grande e muscolosa, quasi un tutt’uno con la forcella. Le sedi dei cuscinetti dello sterzo sono 1”1/4 (bassa), 1”1/8 (alta).

Sram Rival AXS 1×12

Il reggisella è specifico e con il profilo posteriore tronco, perfettamente compatibile con la bici da strada Noah Fast (e anche con la nuovissima Falcn RS). Il carro posteriore ha le tubazioni più magre, sottili ed asciutte, rispetto al triangolo principale. Da un lato si crea un contrasto estetico: muscolosa davanti e sfinata sul posteriore, ma anche per questo motivo la Kanzo Fast è parecchio veloce e stabile. Il passaggio delle gomme è garantito fino a 42 millimetri. Siamo arrivati a montare coperture da 45 millimetri, non troppo tassellate ai lati ( ma e’ sempre necessario considerare anche la larghezza interna del cerchio).

La trasmissione è Sram Rival AXS 1X12 XPLR (corona da 42 e pignoni 10-44), la sella è di Selle Italia (SLR Boost), mentre le ruote sono 4ZA Levanto con cerchio in carbonio e gommate Vittoria. Il peso rilevato è di 8,7 chilogrammi (senza pedali) ed il prezzo di listino è di 5.484 euro.

Al termine della impegnativa Monsterrato di Quattordio
Al termine della impegnativa Monsterrato di Quattordio

Come va

Una belva da gara. E’ una bici sviluppata per l’agonismo e non fa nulla per nasconderlo, portando con se tutto il DNA race di casa Ridley. Quando è su asfalto, dove è necessario fare velocità, è anche superiore ad una bici da strada con vocazione corsaiola. Tenendo ben presente che stiamo parlando di una bici gravel, è naturale rimanere sorpresi dall’efficienza anche su asfalto. Invita a spingere sempre, è esigente e a tratti cattiva, mettendo alla prova nelle fasi di guida più tecniche e complicate.

Tutto quello che viene impresso sui pedali si scarica a terra, tanto che le energie disperse sono pari allo zero. Con una bicicletta del genere diventa fondamentale anche la preparazione del mezzo e il setting degli pneumatici. E’ molto rapida nei cambi di direzione, anche grazie ad un interasse molto ridotto, valore che contribuisce alla sua agilità. Si cambia traiettoria al minimo spostamento del corpo.

Argento mondiale

«Le caratteristiche più importanti della bici – spiega Florian Vermeersch che l’ha usata al mondiale gravel, cogliendo l’argento – sono la rigidità e il fatto che è molto veloce. La Kanzo Fast obbliga ad una guida molto aggressiva. Non è la bici più leggera ma credo che l’aerodinamica compensi questo.

«Se è possibile utilizzarla nelle gare su strada? Direi proprio di si, perché non si discosta molto dalla Noah Fast che utilizziamo nel team. Durante il mondiale gravel ho utilizzato un assetto molto vicino a quello delle bici da strada, complice proprio il fatto che la Kanzo Fast è simile alla Noah Fast».

Florian Vermeersch, argento a Pieve di Soligo con la Kanzo Fast
Florian Vermeersch, argento a Pieve di Soligo con la Kanzo Fast

In conclusione

La Ridley Kanzo Fast non è una bicicletta per i cuori teneri, ma se si ha voglia di spingere, mettersi alla prova e osare nella guida tecnica in gara, questa bici è goduria agonistica allo stato puro. E’ una bicicletta che anche sotto il profilo dell’impatto estetico osa molto, perché la vicinanza ad una bici aero è sotto gli occhi di tutti. Una sorta di valore aggiunto, a nostro parere, che rende questa bicicletta da gravel diversa, quasi iconica.

Le manca forse la possibilità di mettere un deragliatore ed un plateau doppio, nell’ottica di allargare l’interesse del mercato verso una categoria di utenza che vuole una bici solo per la strada e per il gravel. Interessante è il prezzo di listino, molto buono, che fa salire ulteriormente quel rapporto tra la qualità complessiva ed il costo finale della bicicletta.

Ridley