EthicSport, Lucia Bramati

Arriva la Energy Week EthicSport: -30%, ma solo dal 12 al 15 marzo

12.03.2026
4 min
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La primavera segna l’inizio della vera stagione ciclistica. Più luce. Più ore in sella. Più chilometri. Ma anche più carico metabolico, più stress ossidativo e maggior richiesta di recupero.

E’ in questo momento strategico dell’anno che EthicSport lancia la sua Energy Week, un’iniziativa dedicata a chi vuole preparare il fisico alla nuova fase della stagione.

Dal 12 al 15 marzo prossimi, sul sito ufficiale del brand sarà difatti attivo uno sconto speciale del 30% sui prodotti di nutrizione sportiva e nutraceutica. Un’opportunità concreta per costruire una strategia di integrazione solida prima dell’aumento dei volumi di allenamento primaverili.

Energy Week, EthicSport
La Energy Week di EthicSport andrà dal 12 al 15 marzo e prevede sconti del 30% sui prodotti per la nutrizione e integrazione sportiva
Energy Week, EthicSport
La Energy Week di EthicSport andrà dal 12 al 15 marzo e prevede sconti del 30% sui prodotti per la nutrizione e integrazione sportiva

Marzo? Ideale per integrare

Nel ciclismo, la programmazione è tutto. Chi pianifica la stagione sa che marzo rappresenta una soglia. Si passa difatti dalla preparazione invernale alle prime gare. Dalle uscite di mantenimento ai lavori di qualità.

In questa fase l’organismo deve aumentare la produzione energetica, sostenere il sistema muscolare e articolare, gestire l’infiammazione fisiologica, migliorare la qualità del recupero, mantenere lucidità mentale e concentrazione. Integrare ora significa prevenire cali di rendimento nelle settimane successive.

Tra i pilastri della proposta rientrano gli Omega-3 ad alta concentrazione, come Omega 3 Advanced Formula e Omega 3 Ultra Concentrate.

EPA e DHA sono elementi strutturali delle membrane cellulari e svolgono un ruolo chiave nei processi di regolazione infiammatoria. Per il ciclista endurance, rappresentano una base sistemica importante, soprattutto quando aumentano intensità e frequenza degli allenamenti.

EthicSport
Caffeina e zuccheri non possono essere gli unici elementi da integrare, ma ci deve essere una varietà
EthicSport
Caffeina e zuccheri non possono essere gli unici elementi da integrare, ma ci deve essere una varietà

Prevenzione e continuità

Con l’aumento dei chilometri emergono spesso rigidità e fastidi articolari. Ginocchia e anche sono le prime a risentirne. In questo contesto, formule specifiche come Fluid Motion offrono un supporto mirato grazie alla combinazione di glucosamina, condroitinsolfato, vitamina C e micronutrienti selezionati.

L’obiettivo non è intervenire sul dolore, ma mantenere la funzionalità. Perché nel ciclismo la continuità è più importante dell’intensità sporadica.

La tentazione primaverile è cercare energia rapida. Più caffeina e zuccheri. L’approccio moderno è diverso. Supportare il metabolismo energetico attraverso vitamine del gruppo B e minerali coinvolti nei processi cellulari consente di ottenere energia stabile. Senza picchi e senza crolli.

E per chi lavora, si allena e gestisce carichi quotidiani importanti, questa stabilità è determinante…

Ferro e ossigenazione nell’endurance

Nel ciclismo il ferro è strettamente legato alla capacità di trasporto dell’ossigeno. Non va integrato a caso. Va monitorato. Soluzioni evolute come FerroFILL offrono formulazioni più moderne e meglio tollerate rispetto ai sali tradizionali.

Per donne sportive e atleti di endurance, intervenire correttamente quando necessario può incidere in modo significativo sulla sensazione di vitalità e sulla qualità dell’allenamento.

Recupero e qualità del sonno

L’allenamento stimola. Il recupero costruisce. Con l’aumento delle ore di luce, molte persone sperimentano un sonno meno profondo. E senza recupero adeguato, anche il miglior programma di allenamento perde efficacia.

Formule orientate alla gestione dello stress ossidativo e al supporto del recupero, come Repoxan, diventano in questo contesto strumenti strategici nella fase di incremento dei carichi.

L’apporto di carboidrati è fondamentale, gran parte di questo passa dalle maltodestrine
L’apporto di carboidrati è fondamentale, gran parte di questo passa dalle maltodestrine

Equilibrio minerale e stress metabolico

Allenamenti intensi e stress quotidiano incidono sull’equilibrio minerale. Soluzioni come Alkaline System propongono un approccio bilanciato al supporto dell’equilibrio acido-base, più evoluto rispetto ai rimedi tradizionali.

Nel ciclismo moderno, la gestione sistemica del carico è un vantaggio competitivo.

Energy Week: un’occasione strategica

La Energy Week EthicSport non è una semplice promozione commerciale. E’ un timing strategico. Offrire il 30% di sconto dal 12 al 15 marzo significa dare agli atleti la possibilità di pianificare l’integrazione prima dell’ingresso pieno nella stagione.

In un periodo in cui ogni dettaglio conta, poter accedere a formule di qualità con un vantaggio economico significativo diventa un’opportunità concreta.

Nel panorama della nutrizione sportiva italiana, EthicSport è un “player” consolidato. Con la linea proprietaria Ethic Nutraceutici, il brand ha ulteriormente esteso lo stesso rigore scientifico al benessere quotidiano. La filosofia è chiara: sostenere l’organismo. Non forzarlo.

La Energy Week rappresenta un punto di partenza. Una finestra temporale breve. Ma strategica. Dal 12 al 15 marzo, il 30% di sconto sul sito ufficiale EthicSport diventa un’occasione concreta per chi vuole affrontare la primavera con energia, continuità e visione.

EthicSport

Tudor Pro Cycling Team

Nduranz: un nuovo partner nutrizionale per il Tudor Pro Cycling Team  

26.02.2026
3 min
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Nel ciclismo professionistico di oggi, la differenza tra vincere e restare nel gruppo si misura in dettagli. Alimentazione sportiva, integrazione e strategie di recupero sono diventate leve  decisive quanto l’aerodinamica o l’allenamento. In questo scenario si inserisce la nuova partnership tra il Tudor Pro Cycling Team e Nduranz, che diventa da quest’anno e per le  prossime tre stagioni official nutrition partner della squadra.  

L’accordo prevede la fornitura completa di prodotti per integrazione e recupero durante allenamenti e gare. Non solo per il team professional, ma anche per le formazioni Tudor Development e Tudor Gravel. Un progetto trasversale. Una visione condivisa. Un lavoro  strutturato che va oltre la semplice sponsorizzazione tecnica.  

Il Tudor Pro Cycling Team è una delle realtà più interessanti del panorama internazionale. Una  squadra costruita su metodo e precisione. Qui contano i sistemi. Contano i numeri. Conta la  continuità.  

La filosofia del team è chiara: migliorare le prestazioni attraverso l’analisi dei dati, la pianificazione scientifica dei carichi e l’ottimizzazione di ogni singolo dettaglio. Un approccio che si integra perfettamente con quello di Nduranz, brand sloveno che sviluppa prodotti per la nutrizione sportiva guidati dalla ricerca scientifica e testati in condizioni reali di gara. La collaborazione non si limiterà alla presenza del logo sulle borracce, sarà un percorso condiviso. Un laboratorio a cielo aperto nel cuore del ciclismo professionistico.  

Nduranz, Tudor Pro Cycling Team
Nduranz sarà partner tecnico del Tudor Pro Cycling Team
Nduranz, Tudor Pro Cycling Team
Nduranz sarà partner tecnico del Tudor Pro Cycling Team

Dall’energia al recupero 

Nel ciclismo ad alto livello, la gestione dell’energia è centrale. Le tappe lunghe, i calendari intensi e gli sforzi ripetuti ad alta intensità impongono strategie nutrizionali sempre più precise. Grazie a questa partnership, Nduranz lavorerà a stretto contatto con il team per raccogliere  informazioni concrete su: strategie di “fueling” nel gruppo dei professionisti, gestione dell’energia in gare a tappe e competizioni di un giorno, ottimizzazione del recupero tra uno sforzo e l’altro e utilizzo pratico dei prodotti in contesti di alto stress metabolico.

L’obiettivo non sarà solo formulare prodotti efficaci, ma perfezionarne l’utilizzo. Capire quando, come e in che quantità assumerli. Tradurre l’esperienza del professionismo in indicazioni utili anche per atleti evoluti e ciclisti ad alto volume di allenamento.  

Yannis Voisard, AlUla Tour 2026. tappa 3, Tudor Pro Cycling
Intanto per il team svizzero è arrivata la prima vittoria stagionale, firmata Voisard all’AlUla Tour
Yannis Voisard, AlUla Tour 2026. tappa 3, Tudor Pro Cycling
Intanto per il team svizzero è arrivata la prima vittoria stagionale, firmata Voisard all’AlUla Tour

Precisione svizzera e nutrizione scientifica  

Tudor rappresenta una visione tipicamente svizzera della performance. Struttura prima  dell’improvvisazione. Metodo prima della spettacolarizzazione. Costanza prima del clamore mediatico.  

Nduranz adotta lo stesso paradigma. Ogni prodotto nasce da una base scientifica solida. Ogni  integrazione è pensata per rispondere a esigenze specifiche. Ogni formula è progettata per  funzionare sotto il vero stress della competizione. Allenamenti impegnativi. Blocchi ad alta  intensità. Calendari fitti di gare. E’ in questi contesti che verranno testate e affinate le soluzioni nutrizionali. Con feedback continui. Con adattamenti progressivi. Con un dialogo costante tra  staff tecnico e nutrizionisti.  

«Come squadra – ha dichiarato Simon Wallis, performance nutritionist del Tudor Pro Cycling Team – volevamo collaborare con un brand con cui potessimo allinearci davvero. Un marchio  che condividesse la nostra filosofia orientata alla performance e allo sviluppo continuo. Nduranz si è distinto come il partner che meglio rispecchia questa visione».  

Nei prossimi tre anni, i team Pro, Development e Gravel di Tudor utilizzeranno i prodotti Nduranz durante tutte le fasi della stagione. Allenamento. Gara. Recupero. Le conoscenze  acquisite nel contesto professionistico diventeranno un patrimonio condiviso. Le strategie sviluppate nel gruppo dei pro potranno offrire indicazioni preziose anche a chi  affronta Gran Fondo, gare gravel o programmi di allenamento intensivi. Perché nel ciclismo moderno la nutrizione non è più un dettaglio accessorio. È parte integrante del sistema atleta. E’ un elemento strutturale della performance.  

La partnership tra Nduranz e Tudor Pro Cycling Team va letta proprio in questa chiave: costruire un ecosistema completo, in cui preparazione, dati e alimentazione lavorano insieme  per spingere il limite un po’ più in là. Ogni giorno. Ogni gara. Ogni stagione…   

Nduraz

EthicSport

EthicSport: arriva una super promo per San Valentino

10.02.2026
3 min
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Nel linguaggio delle emozioni, lo sport nasce spesso da un colpo di fulmine: un momento preciso in cui qualcosa scatta, una sensazione difficile da spiegare che trasforma un gesto in una passione. Una salita all’alba, una corsa nel silenzio del mattino, il respiro che trova il suo ritmo… Da questa idea prende forma “Innamorati dello sport”, la promozione speciale di EthicSport pensata per celebrare San Valentino in modo coerente e autentico, mettendo al centro il rapporto profondo tra corpo, movimento ed emozioni.

Dal 10 al 14 febbraio, il brand italiano dell’integrazione sportiva propone difatti uno sconto del 30% su tutti i prodotti EthicSport ed Ethic Nutraceutici acquistabili sullo shop online ufficiale. Non si tratta solo di un’occasione commerciale, ma di un invito concreto a sostenere la propria passione con prodotti di qualità, pensati per accompagnare ogni fase dell’attività fisica, dall’allenamento al recupero.

EthicSport lavora da sempre per ricercare e sviluppare i migliori prodotti per l’integrazione sportiva
EthicSport lavora da sempre per ricercare e sviluppare i migliori prodotti per l’integrazione sportiva

Energia e recupero

Innamorarsi di uno sport, però, è solo l’inizio. Come in ogni relazione che funziona, l’entusiasmo iniziale deve trasformarsi in qualcosa di solido e duraturo. Uno degli errori più comuni è pretendere troppo e troppo in fretta, lasciandosi guidare solo dalla motivazione. Quando la passione corre più veloce del corpo, il rischio è quello di fermarsi presto. Il fisico ha bisogno di tempo per adattarsi, costruire basi e imparare a rispondere agli stimoli. Rispettare i propri ritmi non è un limite, ma una forma di intelligenza sportiva.

La chiave di tutto è la costanza. Non l’allenamento perfetto, ma quello sostenibile nel tempo. Trovare un equilibrio tra sport e vita quotidiana permette all’attività fisica di diventare un’abitudine naturale, uno spazio personale da proteggere. In quel momento l’allenamento smette di essere un dovere e diventa un appuntamento atteso, un rituale che fa stare bene.

Energia e recupero sono due aspetti inseparabili. Allenarsi bene significa anche recuperare nel modo corretto e fornire al corpo ciò di cui ha bisogno prima, durante e dopo lo sforzo. Idratazione, alimentazione equilibrata, sonno regolare e ascolto dei segnali del corpo sono elementi fondamentali per rendere l’allenamento fluido e gratificante. Quando l’energia è gestita male, ogni seduta diventa faticosa; quando è gestita bene, l’esperienza sportiva cambia completamente.

Giovanni Franzoni, FISI
EthicSport è accanto anche alla FISI durante queste Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, in foto Giovanni Franzoni
Giovanni Franzoni, FISI
EthicSport è accanto anche alla FISI durante queste Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, in foto Giovanni Franzoni

Molto più di uno sconto

In questo contesto, l’integrazione sportiva diventa un alleato prezioso, se utilizzata con consapevolezza. Non una scorciatoia, ma uno strumento per migliorare la qualità degli allenamenti, sostenere la continuità e ridurre il rischio di stop forzati. EthicSport lavora da anni proprio su questo equilibrio, sviluppando formulazioni pensate per supportare prestazione, resistenza, forza e recupero, sia per atleti evoluti sia per chi sta costruendo il proprio percorso passo dopo passo.

La promozione “Innamorati dello sport” rappresenta quindi molto più di uno sconto: è un invito a prendersi cura della propria passione e a farla durare nel tempo. Perché il vero obiettivo non è solo allenarsi di più, ma stare bene allenandosi. Quando il recupero è efficace e il corpo risponde, la fatica si trasforma in soddisfazione. E a un certo punto succede qualcosa di speciale: non si pensa più “devo allenarmi”, ma “mi manca allenarmi”. E’ lì che si capisce che la relazione con lo sport funziona davvero, costruita su ascolto, cura ed equilibrio. Proprio come quando ci si innamora davvero.

EthicSport

Tavola periodica degli elementi, Ferro (depositphotos.com)

Emoglobina e ferro, i meccanismi dell’endurance

06.02.2026
5 min
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Stai pedalando in scia, il gruppo è compatto. Il ritmo è controllato e sai di essere allenato per reggere sforzi molto più intensi. Poi, all’improvviso, davanti accelerano. Vuoi restare lì con gli altri, ma le gambe diventano pesanti, il respiro si fa corto troppo in fretta, la frequenza cardiaca sale più del previsto e quella spinta che sai di avere, semplicemente non arriva. Questa sensazione potrebbe essere sintomo di una carenza di ferro, un minerale indispensabile per il trasporto di ossigeno che è bene conoscere meglio.

La capacità di essere performante in uno sport di endurance come il ciclismo è strettamente legata al ferro
La capacità di essere performante in uno sport di endurance come il ciclismo è strettamente legata al ferro
La capacità di essere performante in uno sport di endurance come il ciclismo è strettamente legata al ferro
La capacità di essere performante in uno sport di endurance come il ciclismo è strettamente legata al ferro

Ferro e sport di endurance

Nel ciclismo di endurance l’ossigeno è uno dei principali fattori limitanti della prestazione. La capacità di trasportarlo dai polmoni ai muscoli dipende in larga parte dall’emoglobina, una proteina contenuta nei globuli rossi che ha come elemento centrale proprio il ferro. Parlare di questo micronutriente significa parlare di efficienza aerobica, di resistenza alla fatica e, quindi, di performance. Non sorprende che questo minerale sia spesso al centro dell’attenzione quando si affrontano temi come cali di rendimento inspiegabili, stanchezza persistente o difficoltà nel recupero.

Oltre a essere indispensabile per il trasporto di ossigeno, il ferro influisce anche sulla capacità delle cellule muscolari di produrre energia, diventando cruciale negli sport come il ciclismo. 

Il ferro influisce anche sulla capacità delle cellule muscolari di produrre energia
Il ferro influisce anche sulla capacità delle cellule muscolari di produrre energia
Il ferro influisce anche sulla capacità delle cellule muscolari di produrre energia
Il ferro influisce anche sulla capacità delle cellule muscolari di produrre energia

Anemia e carenza di ferro

Gli atleti di endurance, e i ciclisti in particolare, rappresentano una popolazione a rischio per quanto riguarda la carenza di ferro. Le cause sono molteplici: da un lato l’aumento del fabbisogno legato all’allenamento, dall’altro le micro-perdite, spesso sottovalutate, dovute a microtraumi, sudorazione, lesioni alla mucosa intestinale. A questo si aggiunge l’epcidina, un ormone che regola l’assorbimento del ferro e che è direttamente influenzato dall’attività fisica, dall’infiammazione e dallo stress ossidativo.

Le donne cicliste sono particolarmente esposte al rischio di anemia a causa delle perdite mestruali, ma anche negli uomini la carenza di ferro non è rara, soprattutto nei periodi di carico elevato, in seguito a ritiri in altura o in presenza di diete restrittive. 

L'integrazione del ferro deve essere valutata dal medico e non prima di aver fatto le analisi del sangue (depositphotos.com)
L’integrazione deve essere valutata dal medico e non prima di aver fatto le necessarie analisi del sangue (depositphotos.com)
L'integrazione del ferro deve essere valutata dal medico e non prima di aver fatto le analisi del sangue (depositphotos.com)
L’integrazione deve essere valutata dal medico e non prima di aver fatto le necessarie analisi del sangue (depositphotos.com)

Quando parlare di integrazione

L’integrazione di ferro non dovrebbe mai essere automatica, ma contestualizzata nel periodo della stagione e nel quadro nutrizionale complessivo, sotto attento consiglio medico. Prima di intervenire è fondamentale una valutazione ematochimica completa, che includa almeno ferritina, emoglobina, sideremia e, se necessario, transferrina.

Integrare in assenza di una reale carenza non solo è inutile, ma può anche essere controproducente, dato che il ferro in eccesso favorisce processi ossidativi e infiammatori. 

La presenza di vitamina C e di acido tartarico negli agrumi favorisce l’assimilazione del ferro (depositphotos.com)
La presenza di vitamina C e di acido tartarico negli agrumi favorisce l’assimilazione (depositphotos.com)
La presenza di vitamina C e di acido tartarico negli agrumi favorisce l’assimilazione del ferro (depositphotos.com)
La presenza di vitamina C e di acido tartarico negli agrumi favorisce l’assimilazione (depositphotos.com)

Le diverse forme negli integratori

Gli integratori non sono tutti uguali. Esistono diverse forme, organiche e inorganiche, che sono talvolta combinate con altre sostanze, principalmente vitamina C e acido folico, per migliorare l’assorbimento di questo minerale.

La sfida per chi sviluppa integratori di ferro è, infatti, quella di creare un supplemento che sia realmente assorbibile, senza che si verifichino disturbi gastrointestinali, piuttosto comuni in chi assume ferro inorganico. Ecco perché nei ciclisti che lamentano disturbi intestinali, la scelta della forma di ferro diventa particolarmente importante e addirittura indispensabile per garantire continuità nell’assunzione del minerale.

Tra le forme più promettenti e tollerate troviamo: il fumarato ferroso, che permette di ottenere una maggiore concentrazione di ferro, il ferro bisglicinato, che garantisce un ottimo assorbimento, e quello sucrosomiale, dotato di uno “scudo protettivo” che riduce al minimo il rischio di disturbi gastrici.

Esistono integratori di ferro organici e inorganici, a volte combinati con vitamina C e acido folico
Esistono integratori organici e inorganici, come questo di Ethic Nutracetici, con vitamina C, acido folico e vitamina B12
Esistono integratori di ferro organici e inorganici, a volte combinati con vitamina C e acido folico
Esistono integratori organici e inorganici, come questo di Ethic Nutracetici, con vitamina C, acido folico e vitamina B12

Come migliorare l’assorbimento

Possiamo scegliere l’integratore più adatto a noi, ma se non teniamo conto dei numerosi fattori che ne compromettono l’assorbimento, non riusciremo mai a trarne beneficio. E’ noto che la presenza di vitamina C e di acido tartarico, contenuto per esempio negli agrumi, ne favorisce l’assimilazione. Al contrario l’assunzione congiunta di alimenti ricchi di calcio e fibre, tè e caffè possono ridurla significativamente. Per questo motivo è generalmente consigliabile assumerlo lontano dai pasti principali o comunque separato da alimenti e integratori che ne ostacolano l’assorbimento.

Generalmente si consiglia alla mattina prima dell’allenamento. Così facendo si evita di assumerlo nelle ore successive allo sforzo, quando l’attività dell’ormone epcidina ne limita l’assorbimento. Inoltre, si evita la possibile interazione con altri integratori per il recupero, come le proteine del latte e quelli a base di polifenoli, spesso usati nell’immediato post allenamento. Studi rivelano, infatti, che l’assunzione di 100 mg di polifenoli possono inibire l’assorbimento del ferro inorganico del 50%, e fino al 90% con dosaggi superiori. 

In conclusione, nel ciclismo di endurance il ferro rappresenta un micronutriente strategico, ma anche delicato. La sua gestione richiede competenza, monitoraggio e una visione d’insieme che tenga conto di allenamento, alimentazione e stato di salute. Integrare può essere necessario, ma solo se inserito in un percorso consapevole e personalizzato. Come spesso accade in nutrizione sportiva, la differenza non la fa il singolo integratore, ma il contesto in cui viene utilizzato.

Magnesio

E’ magnesio “boom”. Come mai? Ne parliamo con Porfido

03.02.2026
4 min
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Magnesio: parola d’ordine, di moda, ma effettivamente necessaria vista la sua crescente diffusione. Di cosa si tratta? Perché questo integratore, ammesso sia corretto chiamarlo così, sta vivendo un boom tanto importante, e non solo nel ciclismo? Tutte domande che abbiamo posto a Luca Porfido, nutrizionista della Bardiani CSF 7saber (in apertura foto Depositphotos).

Un integratore che oggi si trova facilmente persino sugli scaffali del supermercato. Quasi a indicare una richiesta che va oltre il ciclismo e, più in generale, oltre lo sport. Chiaramente si trova anche nei cibi normali. I più ricchi di magnesio sono: cacao e cioccolato fondente, frutta secca come mandorle, nocciole, arachidi, pistacchi, semi di zucca. Ma anche in molte verdure quali broccoli, verdure a foglia verde e poi cereali integrali, avena, soia, banane, avocado…

Luca Porfido è il nutrizionista della Bardiani
Luca Porfido è il nutrizionista della Bardiani
Magnesio: di cosa si tratta e perché c’è questo boom?

Innanzitutto bisogna dire che di magnesio ne esistono diversi tipi. E’ utilizzato per molte funzioni e quindi per soggetti differenti: non è indicato solo per lo sportivo. A livello generale, infatti, l’integrazione di magnesio può essere personalizzata in base alla persona e all’obiettivo che si vuole raggiungere.

Ma che sostanza è?

E’ un minerale essenziale per ogni cellula del nostro organismo: contribuisce alla produzione di energia, regola la contrazione muscolare, mantiene l’equilibrio del sistema nervoso e sostiene il metabolismo. In base al risultato che vogliamo ottenere, scegliamo il tipo di magnesio più indicato.

Perché esistono più tipi di magnesio?

Sì. Il magnesio può essere citrato oppure con tecnologia sucrosomiale, come quello di Cetilar (sponsor tecnico della Bardiani, ndr), caratterizzato da un elevato assorbimento e dalla buona tollerabilità intestinale. Ne esistono poi altre forme, come il bisglicinato, il malato, il pidolato e il magnesio ossido.
Il sucrosomiale è quello con il più alto assorbimento e non provoca disturbi gastrointestinali. Il magnesio citrato è molto assorbibile, ma può avere un effetto lassativo, mentre quello bisglicinato è ben tollerato a livello intestinale ed è molto biodisponibile. Il malato è invece indicato in condizioni di sovraccarico e affaticamento. Tutto dipende dalle esigenze individuali e dalla tolleranza personale.

Magnesio
Il magnesio, secondo le indicazioni di Porfido, può anche essere assunto prima della prestazione
Magnesio
Il magnesio, secondo le indicazioni di Porfido, può anche essere assunto prima della prestazione
Tecnologia sucrosomiale?

La tecnologia sucrosomiale è un innovativo sistema di trasporto utilizzato negli integratori per avvolgere minerali e vitamine in una matrice di fosfolipidi e sucrestere, denominata sucrosoma. Questa struttura protegge il nutriente dai succhi gastrici e ne facilita l’assorbimento intestinale, garantendo alta tollerabilità, assenza di effetti collaterali e una maggiore efficacia rispetto alle forme tradizionali. 

Nei supermercati il magnesio si trova soprattutto in pastiglie: esistono anche polveri e che differenze ci sono?

Tecnicamente non ci sono differenze sostanziali. Tutto dipende dal dosaggio, che per la popolazione generale va dai 240 ai 400 milligrammi al giorno, mentre per lo sportivo varia dai 300 ai 500 milligrammi al giorno. In questo caso l’aumento è legato anche alla perdita di minerali attraverso la sudorazione e ai carichi di lavoro dell’attività fisica quotidiana. Polvere o pastiglie è quindi una scelta soggettiva: ciò che fa davvero la differenza è il dosaggio e la tipologia di magnesio assunta.

Come si è arrivati a riconoscere tutti questi benefici?

Negli ultimi anni la nutrizione ha conosciuto una crescita scientifica senza precedenti. Dagli anni ’80-’90 a oggi è cambiato molto, anche perché si è ampliata la popolazione studiata, includendo in modo sistematico gli sportivi. Si sono approfonditi ambiti come la salute cardiovascolare e diversi aspetti specifici della medicina e della fisiologia. Tutto questo ha permesso di osservare benefici concreti sull’ottimizzazione della performance, sull’idratazione e sulla motilità intestinale.

Il magnesio è un ottimo conciliante del sonno, il che favorisce indirettamente il buon recupero (immagine Dorelan)
Il magnesio è un ottimo conciliante del sonno, il che favorisce indirettamente il buon recupero (immagine Dorelan)
Si tratta quindi di uno studio a 360 gradi che va oltre lo sport?

E’ così. I dati arrivano da studi clinici condotti dagli anni ’80-’90 fino a oggi, soprattutto quelli più recenti. In passato, ad esempio, non si conoscevano nemmeno le differenze tra un tipo di magnesio e l’altro, né le tecnologie di veicolazione come quella sucrosomiale.

Esiste un timing di assunzione predefinito o è variabile?

L’assunzione può essere modulata in diversi modi: alla sera prima di dormire, suddivisa in due dosi durante la giornata oppure nel pre-gara o pre-attività fisica.

Che differenze ci sono tra queste modalità?

Se assunto prima di dormire, il magnesio favorisce il recupero, ma anche il rilassamento e la qualità del sonno. Se invece l’obiettivo è migliorare l’assorbimento, soprattutto in atleti con elevata sudorazione, è preferibile suddividerlo in due dosi giornaliere. In questi casi è consigliato il magnesio sucrosomiale, una forma altamente assimilabile che non irrita l’intestino.

La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training

La migliore strategia d’integrazione alla ripresa (seria) del training

10.01.2026
4 min
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Torniamo a parlare ed argomentare l’integrazione di qualità e nell’ottica di ottenere sempre il massimo in termini di resa. La stessa integrazione gioca un ruolo importante anche nel momento in cui l’atleta è lontano dalle competizioni ed approccia nuovamente la preparazione atletica?

Ne abbiamo parlato con Martijn Redegeld, che oggi occupa il ruolo di responsabile della nutrizione in Amacx Sport Nutrition, in passato ha collaborato in modo importante con il Team Visma Lease a Bike.

La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Il freddo è uno dei nemici giurati dei ciclisti (foto Amacx)
La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Il freddo è uno dei nemici giurati dei ciclisti (foto Amacx)
Esiste una strategia di integrazione alla ripresa degli allenamenti? Se sì, su cosa si fonda?

Diciamo che esiste sempre una strategia di integrazione, viene adattata ai diversi periodi dell’anno, esigenze e necessità. Alla base si considera sempre un corretto bilancio energetico. In questo periodo dell’anno, in senso generale l’inverno e la ripresa della preparazione in vista della futura stagione di competizione, è importante ristabilire i giusti equilibri dell’alimentazione. Gli integratori vengono aggiunti quando è necessario.

La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Martijn Redegeld responsabile della nutrizione in Amacx
La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Martijn Redegeld responsabile della nutrizione in Amacx
Potremmo dire che è una questione di supporto?

Esatto, sì è corretto. Non di rado l’integrazione in questi periodi ha come focus primario il supporto al recupero ed eventuale adattamento, dovuti magari all’aumento progressivo dei carichi di lavoro. Proteine e carboidrati, ma consideriamo anche la vitamina D, la creatina e lo zinco, un multivitaminico. Si dovrebbe sempre partire dal presupposto che, quando l’alimentazione di un atleta è ben bilanciata e l’apporto energetico è sufficiente, integratori come ad esempio i multivitaminici non offrono benefici aggiuntivi. Tutto parte da una alimentazione adeguata, corretta ed in linea con le esigenze personali dell’atleta.

La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Carboidrati e recupero, gamechanger dell’integrazione moderna (foto Amacx)
La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Carboidrati e recupero, gamechanger dell’integrazione moderna (foto Amacx)
Alla ripresa della preparazione c’è una sorta di conteggio delle calorie?

Direi che non esiste un unico apporto calorico, il delta di ragionamento è troppo ampio. Il fabbisogno deve essere calcolato in base al metabolismo basale di ogni singolo atleta ed in base alle sue esigenze.

Esiste un carburante migliore in questi momenti/periodi dell’anno?

I carboidrati restano il carburante principale. Supportano allenamenti strutturati, l’aumento progressivo del volume e dell’intensità. L’integrazione dei carboidrati è essenziale, lo è sempre. Quando ci si allena si usano anche i grassi, ma per sessioni di training differenti, addirittura personalizzate. Nei momenti di ripresa del training giocano un ruolo importante anche le proteine, ma come nutriente di supporto. Queste ultime non sono il carburante principale.

La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Barrette compatte, morbide, gel e liquidi, conta anche la preferenza personale (foto AlexFaedda)
La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Barrette compatte, morbide, gel e liquidi, conta anche la preferenza personale (foto AlexFaedda)
Il clima freddo influisce in qualche modo sul rapporto tra alimentazione/integrazione/preparazione atletica?

Certamente, il freddo aumenta sempre il dispendio energetico. Il corpo lavora costantemente per mantenere la temperatura corporea a 37° e questo lavoro ha un costo in termini di energie. Con il freddo aumenta il fabbisogno di carboidrati. Come accennato in precedenza, per un atleta è sempre importante anche l’eventuale integrazione di vitamina D nei momenti invernali, quando la luce solare è scarsa.

Per quanto concerne l’eventuale perdita di peso in questi periodi dell’anno, esiste una connessione con l’integrazione?

No. In questi momenti dell’anno e non solo, si perde peso perché l’apporto energetico totale è inferiore al dispendio energetico totale. In altre parole, il corpo utilizza più energia di quanta ne riceve dal cibo.

La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Il quantitativo di carboidrati è “personalizzato” è anche funzionale al training e momenti di gara (foto Amacx)
La migliore strategia d'integrazione alla ripresa (seria) del training
Il quantitativo di carboidrati è “personalizzato” è anche funzionale al training e momenti di gara (foto Amacx)
Durante la ripresa del training vero e proprio, di solito gli atleti preferiscono un’integrazione liquida oppure solida?

Il freddo, l’inverno, ma anche la semplice ripresa degli allenamenti specifici, comportano delle sfide pratiche e talvolta l’integrazione è influenzata anche da questi fattori. Pensiamo ad esempio allo spessore dei guanti invernali ed a quanto questo fattore così banale influisce sulla facilità di raggiungere le tasche del giubbotto. Funzionano sia l’integrazione liquida che quella solida, ma la scelta dipende dal contesto, tolleranza e praticità. Talvolta l’integrazione liquida è più complicata in ambienti molto freddi, quella solida può essere difficoltosa per via della masticazione. Buona parte degli atleti combina le due categorie.

Alimentazione, Omega-3, grassi (depositphotos.com)

Omega-3, la performance nasce dal recupero

09.01.2026
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L’integrazione può essere un supporto per il benessere e la performance. Tra gli integratori più promettenti e utili, un posto di riguardo è occupato dagli Omega-3. Questi acidi grassi polinsaturi sono nutrienti essenziali che svolgono un ruolo chiave nella modulazione dell’infiammazione, nella funzione cardiovascolare e cerebrale. Supportano inoltre il buon funzionamento della vista e aiutano a mantenere a livelli normali sia i trigliceridi che la pressione sanguinea. Non agiscono pertanto direttamente sulla performance, ma più sul recupero. 

L’uso di Omega-3 non influisce direttamente sulla prestazione, quanto sul recupero: fase chiave quando i carichi sono importanti
L’uso di Omega-3 non influisce direttamente sulla prestazione, quanto sul recupero: fase chiave quando i carichi sono importanti

Cosa sono?

Quando si parla di Omega-3 è importante chiarire che non ci si riferisce a una singola molecola, ma a una famiglia di acidi grassi polinsaturi con funzioni biologiche diverse. I principali sono ALA (acido alfa-linolenico), EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico).

L’ALA è la forma di Omega-3 di origine prevalentemente vegetale, presente in alimenti come noci, semi di lino e semi di chia. Dal punto di vista nutrizionale è considerato un precursore, perché l’organismo umano può convertirlo in EPA e DHA; tuttavia, questa conversione è molto limitata. 

EPA e DHA sono invece gli Omega-3 biologicamente più attivi e direttamente coinvolti nei meccanismi di adattamento allo sforzo. L’EPA svolge un ruolo centrale nella modulazione della risposta infiammatoria, poiché è precursore di eicosanoidi e resolvine con attività antinfiammatoria. Per lo sportivo di endurance questo si traduce in un potenziale beneficio sul recupero muscolare, sulla salute articolare e sulla gestione dell’infiammazione sistemica indotta da allenamenti prolungati e ripetuti. 

Difficile assumere gli Omega-3 mangianddo pesce ogni giorno, diverso se ricorrendo all'olio che se ne ricava (depositphotos.com)
Difficile assumere gli Omega-3 mangiando pesce ogni giorno, diverso se ricorrendo all’olio che se ne ricava (depositphotos.com)
Difficile assumere gli Omega-3 mangianddo pesce ogni giorno, diverso se ricorrendo all'olio che se ne ricava (depositphotos.com)
Difficile assumere gli Omega-3 mangiando pesce ogni giorno, diverso se ricorrendo all’olio che se ne ricava (depositphotos.com)

Il DHA, invece, è un componente strutturale fondamentale delle membrane cellulari, in particolare di quelle del sistema nervoso e delle cellule intestinali. La sua presenza contribuisce alla fluidità della membrana plasmatica, all’integrità della barriera intestinale e alla funzione neuromuscolare. Aspetti particolarmente rilevanti negli sport di lunga durata, dove affaticamento centrale, stress ossidativo e alterazioni gastrointestinali sono frequenti.

Per molti atleti, l’alimentazione da sola non è sufficiente a raggiungere i livelli ottimali, perché il fabbisogno di omega-3 è più elevato rispetto alla popolazione generale. E’ impensabile raggiungere solamente con l’alimentazione la quota giornaliera consigliata, che si aggira tra i due e tre grammi. Si dovrebbero, infatti, consumare tra i 100 e i 300 grammi di pesce al giorno, esponendoci ad altre problematiche di salute. 

Come scegliere?

Un aspetto centrale quando si sceglie un integratore è capire la formulazione e come leggere l’etichetta. Sul mercato esistono integratori con diciture apparentemente simili, ma che hanno implicazioni importanti sull’efficacia e l’assorbimento. A seconda della tecnica di estrazione di questi grassi, si ha un differente assorbimento e una diversa concentrazione degli omega-3 nell’integratore.

L'olio di Krill è uno degli ultimi ricavati in termini di portatore di Omega-3 (depositphotos.com)
L’olio di Krill è uno degli ultimi ricavati in termini di portatore di Omega-3 (depositphotos.com)
L'olio di Krill è uno degli ultimi ricavati in termini di portatore di Omega-3 (depositphotos.com)
L’olio di Krill è uno degli ultimi ricavati in termini di portatore di Omega-3 (depositphotos.com)

Tuttavia, la caratteristica più importante è la presenza di certificazioni come quella IFOS, che garantisce un elevato standard qualitativo e l’assenza di mercurio, pesticidi e microplastiche. La fonte da cui provengono gli Omega-3 influisce sul profilo nutrizionale e sull’esperienza d’uso. L’olio di pesce è la fonte più comune e fornisce sia EPA che DHA in proporzioni variabili a seconda del tipo di pesce e del processo di estrazione. Tuttavia, se l’olio non è ben conservato o purificato, può ossidarsi e perdere parte dei benefici attesi. Le alghe marine offrono una soluzione per vegani e sono una fonte vegetale diretta ricca di DHA, spesso dominante rispetto all’EPA. 

Recentemente è arrivato sul mercato anche l’olio di krill, ottenuto da un piccolo crostaceo. La caratterista di questo olio è che gli Omega-3 contenuti sono legati principalmente a fosfolipidi, una forma che può favorire l’assorbimento cellulare. Inoltre è naturalmente presente l’astaxantina, il pigmento rosso che rende l’olio più resistente all’ossidazione. In questo caso dovrete controllare la presenza della certificazione IKOS, l’equivalente della IFOS per i crostacei.

Il recupero è un momento chiave per chi fa sport di endurance: la scelta della giusta fonte di Omega-3 è cruciale (depositphotos.com)
Il recupero è un momento chiave per chi fa sport di endurance: la scelta della giusta fonte di Omega-3 è cruciale (depositphotos.com)
Il recupero è un momento chiave per chi fa sport di endurance: la scelta della giusta fonte di Omega-3 è cruciale (depositphotos.com)
Il recupero è un momento chiave per chi fa sport di endurance: la scelta della giusta fonte di Omega-3 è cruciale (depositphotos.com)

In sintesi, per uno sportivo di endurance è importante scegliere un integratore di Omega-3 ottenuto da una fonte coerente con le proprie esigenze nutrizionali, che sia puro, stabile e alla titolazione adeguata. Leggere l’etichetta con attenzione, comprendere che un integratore con una elevata concentrazione di omega-3 non è sempre sinonimo di alta qualità e conoscere le differenze tra le fonti (olio di pesce, krill, alghe) è essenziale per selezionare il prodotto più adatto, senza diventare vittime del marketing.

Nazionale, Enervit, integrazione (foto Enervit)

Integrazione: la scala delle priorità nello sportivo

27.12.2025
4 min
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Nel mondo del ciclismo e dello sport in generale si parla sempre più spesso di integratori. Basta scorrere i social per rendersi conto di quanto l’attenzione sia spesso focalizzata su polveri, capsule e bevande funzionali, presentate come la chiave per fare un salto di qualità. Il rischio, però, è quello di attribuire all’integrazione un ruolo che la scienza dello sport non le riconosce, alimentando aspettative sproporzionate rispetto ai reali benefici.

La performance degli atleti nasce da un mix ben bilanciato di fattori: l’integrazione è una parte
La performance degli atleti nasce da un mix ben bilanciato di fattori: l’integrazione è una parte

L’integrazione non basta

La performance di un atleta non nasce da un singolo fattore, ma dall’interazione di più elementi che si costruiscono nel tempo. Alla base c’è l’allenamento, inteso come stimolo metodico e progressivo capace di indurre adattamenti cardiovascolari, metabolici e neuromuscolari. Subito dopo troviamo la nutrizione quotidiana, che fornisce l’energia e i nutrienti necessari per sostenere quei carichi di lavoro e per recuperare. Senza una dieta adeguata per quantità, qualità e distribuzione dei pasti, nessun integratore può compensare le carenze.

Il riposo e il sonno rappresentano un altro pilastro spesso sottovalutato, ma fondamentale per consolidare gli adattamenti all’allenamento. A questi si aggiungono le doti fisiche individuali, che determinano il potenziale di partenza di ciascun atleta, e la componente mentale, ovvero la capacità di tollerare la fatica, di gestire lo sforzo e controllare le emozioni.

Gli effetti dell’integrazione sulla performance sono tangibili a condizione che si realizzino tutte le altre condizioni
Gli effetti dell’integrazione sulla performance sono tangibili a condizione che si realizzino tutte le altre condizioni

Fra agonisti e amatori

Solo alla punta di questa piramide si colloca l’integrazione. Non perché sia inutile, ma perché il suo impatto è marginale rispetto a tutto ciò che viene prima. Questo concetto è ribadito con chiarezza anche nei documenti ufficiali di enti come il Comitato Olimpico Internazionale, che nella sua dichiarazione di consenso del 2018, ha sottolineato come pochissimi integratori abbiano reali evidenze sulla performance e come il loro effetto sia comunque limitato.

Un altro aspetto cruciale riguarda l’interpretazione degli studi scientifici. Molti sono condotti su soggetti poco allenati e quasi mai atlete o giovani sportivi. Spesso si leggono titoli che parlano di miglioramenti della performance, ma raramente si riflette su cosa significhi concretamente quel dato. Un aumento dell’1–2% può fare la differenza tra un podio e un quarto posto nel professionismo, ma per un ciclista amatoriale è poco rilevante, soprattutto se allenamento, alimentazione o recupero non sono costantemente ottimizzati. Inoltre, i miglioramenti più evidenti che si osservano nei soggetti studiati si riducono drasticamente negli atleti agonisti. 

Juniores a tavola: imparare a mangiare nel modo corretto fa sì che l’integrazione si sommi a una nutrizione efficace per performance e recupero
Juniores a tavola: imparare a mangiare nel modo corretto fa sì che l’integrazione si sommi a una nutrizione efficace per performance e recupero

L’effetto placebo

Il problema nasce quando l’integrazione viene utilizzata come scorciatoia. Se l’alimentazione quotidiana è sbilanciata, il carico di allenamento è mal gestito o il sonno è insufficiente, l’integratore diventa al massimo un palliativo. In alcuni casi, può persino creare più problemi che benefici, soprattutto se assunto senza criterio o in combinazione con farmaci.

Questo non significa demonizzare l’integrazione, ma ricondurla al suo reale significato: un supplemento che può avere senso in presenza di carenze documentate, in periodi di carichi elevati o in situazioni specifiche, ma non può rivoluzionare la performance di un atleta. Il vero miglioramento nasce dalla fatica, dal sacrificio e dalla nostra quotidianità. Negli altri casi, spesso, è più l’inganno della nostra mente a farci percepire il miglioramento dato da un integratore, per il cosiddetto “effetto placebo”, che comunque può essere sfruttato con strategia.

Prima di chiedersi quale integratore assumere, vale la pena chiedersi se si sta mangiando abbastanza, se si recupera adeguatamente, se l’allenamento è strutturato e se si dorme a sufficienza. Solo quando queste basi sono solide, l’integrazione può diventare uno strumento utile, e non un’illusione. Diverso è ovviamente il caso di conclamate carenze nutrizionali specifiche, che nonostante una dieta adeguata non riusciamo a colmare. In questi casi, è sempre opportuna un’attenta valutazione medica, per impostare un corretto piano di supplementazione.

NSN Cycling Team, Nduranz, partner tecnico, nutrizione e integrazione

Nduranz “energy partner” ufficiale 2026 del Team WorldTour NSN

11.12.2025
3 min
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Nduranz ha ufficializzato la propria partnership di sponsorizzazione e di fornitura tecnica con il Team WorldTour NSN divenendo così “l’energy partner” ufficiale per l’intera, prossima stagione 2026.
Il brand sloveno, riconosciuto a livello internazionale per l’altissima qualità dei suoi prodotti e per il suo approccio scientifico alla nutrizione sportiva, sarà così a supporto di una delle squadre più innovative del panorama professionistico.

Nduranz è specializzato in integrazione alimentare avanzata, progettata per soddisfare le esigenze fisiologiche degli atleti di endurance. Formulazioni pulite, assorbimento ottimizzato e ricerca continua sono le basi del marchio, diventato negli anni un punto di riferimento per il “fueling” d’élite. La partnership con NSN nasce proprio dalla condivisione di questa visione: prestazioni elevate richiedono soluzioni nutrizionali precise, testate e basate su dati reali.

Alla base dei prodotti Nduranz c’è una ricerca e uno studio approfondito della nutrizione e integrazione sportiva
Alla base dei prodotti Nduranz c’è una ricerca e uno studio approfondito della nutrizione e integrazione sportiva

Ricerca scientifica: il cuore della collaborazione

Il percorso comune tra Nduranz e NSN Cycling Team si fonda sulla ricerca applicata. Negli ultimi anni il brand ha collaborato con il dottor Podlogar, uno dei massimi esperti in fisiologia del metabolismo dei carboidrati. 

Tra i progetti più innovativi c’è il test di ossidazione dei carboidrati esogeni, una metodologia che misura con accuratezza quanti grammi di carboidrati un atleta riesce a ossidare durante lo sforzo. Questo strumento, che fino a poco tempo fa sembrava destinato solo ai laboratori, sta ora entrando nel WorldTour. NSN è tra le prime squadre a utilizzarlo per personalizzare il “fueling” dei propri corridori.

Durante il primo “training camp”, diversi atleti hanno effettuato valutazioni mirate. In un caso, un corridore solitamente abituato ad assumere alti quantitativi di carboidrati ha mostrato un valore di ossidazione più basso del previsto. Un risultato che ha aperto nuove domande e che sarà approfondito nei test successivi. È la dimostrazione di come la collaborazione tra scienza e squadra possa migliorare concretamente la performance.

I prodotti Nduranz entrano ufficialmente nel WorldTour grazie alla partnership con il team NSN Cycling
I prodotti Nduranz entrano ufficialmente nel WorldTour grazie alla partnership con il team NSN Cycling
I prodotti Nduranz entrano ufficialmente nel WorldTour grazie alla partnership con il team NSN Cycling
I prodotti Nduranz entrano ufficialmente nel WorldTour grazie alla partnership con il team NSN Cycling

Problemi reali e soluzioni concrete

Oltre alla parte scientifica, Nduranz ha lavorato con NSN sulla gestione pratica dei rifornimenti.
Anche nel WorldTour, rispettare sempre i target nutrizionali non è semplice. In allenamento gli atleti riescono a utilizzare ogni singolo grammo dei gel ad alta densità energetica, ma in gara – tra stress, velocità e caos – una parte dell’apporto può andare persa. Per questo Nduranz ha costruito protocolli chiari, ripetibili e adattati alle esigenze dei singoli corridori.

La partnership segna anche il debutto del nuovo Nrgy Drink Electrolyte-Free, una formula pensata per situazioni a bassa sudorazione e per atleti che non necessitano di elevati apporti di sali minerali. Il prodotto è stato testato durante il training camp e ha ricevuto feedback molto positivi dallo staff nutrizionale NSN e sarà senz’altro parte integrante delle strategie di “fueling” della prossima stagione.

Nduranz e NSN condividono un obiettivo: migliorare la performance attraverso la scienza, la qualità dei prodotti e l’applicazione concreta sul campo. Nel 2026 la squadra potrà dunque contare su un “energy partner” che unisce ricerca, innovazione e integrazione sportiva di altissimo livello. Una collaborazione destinata a segnare un nuovo standard nella nutrizione del ciclismo professionistico.

Nduranz