Enervit, C2:1PRO Lactate Gel Mix, UAE Team Emirates-XRG

Enervit C2:1PRO Lactate Gel Mix, una nuova fonte di energia

28.07.2026
3 min
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La prestazione sportiva si basa sulle qualità atletiche e fisiche dei corridori, ai quali però deve essere garantito il giusto supporto in termini di nutrizione e integrazione. Il ciclismo, come sport di endurance ad alta intensità, porta il fisico all’estremo e di conseguenza è necessario avere un sostegno nutrizionale congruo. Serve integrare, ovvero aggiungere qualcosa alla prestazione grazie ai principi scientifici e alla costante ricerca. Da qui nasce il nuovo Enervit C2:1PRO Lactate Gel Mix (in apertura foto Fizza). Un prodotto in uso al UAE Team Emirates-XRG e nato grazie agli studi e alle evidenze scientifiche raccolte dal professor George A. Brooks e il dottor Inigo San Millan. 

Sulle strade del Tour de France questo prodotto ha fatto il suo esordio e ha aiutato Tadej Pogacar nella conquista della sua quinta Grande Boucle. Un risultato arrivato anche grazie agli studi e al costante miglioramento del supporto da parte di Enervit per i propri atleti

Enervit, C2:1PRO Lactate Gel Mix, UAE Team Emirates-XRG, Tadej Pogacar, maglia gialla
Enervit C2:1PRO Lactate Gel Mix ha esordito al Tour de France al fianco di Tadej Pogacar e del UAE Team Emirates-XRG
Enervit, C2:1PRO Lactate Gel Mix, UAE Team Emirates-XRG, Tadej Pogacar, maglia gialla
Enervit C2:1PRO Lactate Gel Mix ha esordito al Tour de France al fianco di Tadej Pogacar e del UAE Team Emirates-XRG

Una nuova via

Il C2:1PRO Lactate Mix si poggia su decenni di ricerca scientifica guidata da George A. Brooks dell’Università della California, a Berkeley, il cui lavoro ha trasformato la comprensione del lattato nella fisiologia dell’esercizio. Un tempo considerato semplicemente un sottoprodotto della fatica, la ricerca ha dimostrato che il lattato è in realtà una delle fonti energetiche naturali del corpo, prodotto di continuo e utilizzato da muscoli, cuore e cervello durante l’esercizio.

Grazie anche al supporto del dottor Inigo San Millan, Enervit ha trasformato questa nuova conoscenza scientifica in un prodotto concreto, sviluppato specificamente per le competizioni endurance.

Enervit ha sviluppato il nuovo prodotto grazie anche ai test fatti dagli atleti del UAE Team Emirates-XRG
Enervit ha sviluppato il nuovo prodotto grazie anche ai test fatti dagli atleti del UAE Team Emirates-XRG

Testato dalla maglia gialla

Enervit ha sviluppato così un nuovo prodotto che combina la classica formula di 90 grammi di carboidrati, con il rapporto 2:1 glucosio-fruttosio, a 10 grammi di lattato di sodio e vitamina B1. Il C2:1PRO Lactate Mix è da sciogliere in acqua ed è pensato per fornire il massimo supporto nelle fasi finali della corsa o dell’allenamento. Sviluppo arrivato anche con il lavoro di test e sviluppo sul campo fornito dagli atleti del UAE Team Emirates-XRG

Il C2:1PRO Lactate Mix è stato utilizzato in via esclusiva al Tour de France appena concluso e sarà disponibile sul mercato dopo la Vuelta Espana. 

Con il nuovo C2:1PRO Lactate Mix Gel il supporto negli sforzi lunghi e ad alta intensità sarà ancora migliore
Con il nuovo C2:1PRO Lactate Mix Gel il supporto negli sforzi lunghi e ad alta intensità sarà ancora migliore

Più energia

Negli sport di endurance ad alto livello, tra questi c’è sicuramente il ciclismo, l’atleta consuma più energia di quanta ne possa assumere. E’ importante quindi riuscire ad assorbire una giusta quantità tramite l’integrazione. Alle classiche vie di assorbimento, che sono tramite glucosio e fruttosio, le quali però hanno dei limiti posti dal nostro fisico, c’è una terzia via: il lattato

Negli ultimi anni gli studi del professor Brooks hanno evidenziato che il lattato non è causa dell’affaticamento, ma carburante utilizzato dal nostro corpo per supportare muscoli, cuore e cervello. Il lattato può essere assunto anche da una fonte esterna. Il lattato viene assorbito attraverso un proprio trasportatore, indipendente dalle due vie dei carboidrati, e quindi non entra in competizione con esse. Circa 10 grammi di lattato di sodio forniscono energia aggiuntiva da un carburante di grado superiore

Enervit

Proviamo a capire meglio come lavora Pogacar

29.12.2021
5 min
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Un po’ di mistero, come quello dello chef che difficilmente svelerà nei dettagli la ricetta migliore. Così Inigo San Millan, preparatore di Tadej Pogacar (in apertura nella foto di Alen Milavec), accetta di parlare della preparazione del suo pupillo, evitando tuttavia di scendere nei dettagli. Lo strappiamo per qualche minuto alle vacanze di famiglia con le nostre domande. Così, in attesa di chiedere direttamente allo sloveno, ecco un primo assaggio del modo in cui si allena il vincitore degli ultimi due Tour, della Liegi e del Lombardia.

Inigo è basco e lavora all’università di Denver. Il suo ruolo è coordinare il lavoro dei preparatori del UAE Team Emirates, ma ha tenuto per sé Hirschi, Ayuso e appunto Pogacar.

Pogacar preferisce uscire da solo in allenamento (foto Alen Milavec)
Pogacar preferisce uscire da solo in allenamento (foto Alen Milavec)
Il lunedì dopo la corsa, che cosa prevede il suo programma?

Normalmente un giorno di riposo.

Come è organizzata la settimana di Pogacar? Ci sono lavori specifici ogni giorno?

Sì, strutturo gli allenamenti sugli obiettivi bioenergetici (parla dei fattori che influenzano direttamente la prestazione, come il massimo consumo di ossigeno, la massima potenza metabolica, il costo energetico, ndr).

Quindi?

Alcuni giorni alleniamo specificamente la capacità ossidativa che migliora l’ossidazione dei grassi (bruciandoli), la funzione mitocondriale e la capacità di eliminazione del lattato. Altri giorni stimoliamo la capacità glicolitica (il Turbo, le reazioni che aiutano a estrarre energia dal glucosio, ndr) che è fondamentale per il ritmo della competizione. In altri giorni infine stimoliamo la capacità anaerobica e in altri solo il recupero.

E’ previsto un giorno di riposo durante la settimana?

Normalmente sì, ma dipende dalla struttura di quella settimana e dal calendario delle gare che Tadej ha appena fatto o che stanno per arrivare.

Si allena con Urska Zigart, sua futura moglie, nei giorni di scarico (foto Instagram)
Si allena con Urska Zigart, sua futura moglie, nei giorni di scarico (foto Instagram)
Tadej ha la libertà di improvvisare la scelta dei percorsi o alla luce del programma di lavoro ci sono già dei percorsi individuati?

Di solito non improvvisiamo la struttura degli allenamenti, ma Tadej ha la libertà di scegliere le sue strade preferite.

Porta con sé qualcosa da mangiare o si ferma per strada?

La nutrizione è importante per l’allenamento. Abbiamo un grande nutrizionista, Gorka Pietro, e comunichiamo tutto il tempo. Quindi la dieta di Tadej è progettata specificamente in base al suo allenamento quotidiano. A volte ha bisogno di fermarsi e prendere del cibo extra in alcuni giorni specifici.

Pranza quando torna a casa, anche se si allena intorno all’ora di pranzo? Oppure mangia solo poche cose aspettando la cena?

Come già detto, la sua alimentazione è studiata appositamente per tutti i giorni, in base ai suoi allenamenti.

Gli capita di allenarsi con Urska, la sua compagna?

Sì, soprattutto nei giorni di scarico di entrambi.

Fa massaggi ogni giorno?

In gara sì, con Joseba Elguezabal, suo massaggiatore personale. Durante gli allenamenti normalmente no, solo quando necessario. Tuttavia, durante i ritiri anche Joseba è sempre con lui.

Pomeriggio in palestra oppure stretching a casa?

Abbiamo programmi specifici di core e stretching da eseguire dopo l’allenamento e più volte alla settimana.

Pogacar risiede a Monaco e si allena tra il Principato e la Slovenia (foto Instagram)
Pogacar risiede a Monaco e si allena tra il Principato e la Slovenia (foto Instagram)
Quante distanze fa durante la settimana? Quante ore?

Dipende dallo specifico sistema bioenergetico che vogliamo prendere di mira, dal tempo del macrociclo e dal calendario.

Usa solo il misuratore di potenza durante l’allenamento o viene controllato anche il consumo di glucosio nel sangue?

Riceviamo un’enorme quantità di informazioni dal misuratore di potenza e da numeri esterni ai misuratori di potenza, che uso per monitorare il suo allenamento, la sua progressione e l’assimilazione dei nutrienti.

Quante volte usa la bici da crono durante la settimana? In quali giorni?

Dipende. Ad esempio, quando si prepara per una crono, si allena per uno o due giorni sulla bici speciale.

Si allena anche dietro moto? Quante volte alla settimana?

Normalmente è lui la moto (ride e glielo concediamo, ndr).

Guardando i dati, si allena spingendo forte o non raggiunge mai il massimo?

Ho una metodologia specifica per comporre la sua specifica intensità di allenamento, in base ai suoi parametri metabolici e ai sistemi bioenergetici che vogliamo raggiungere. Ogni giorno è diverso e mirato in modo specifico.

Nonostante gli schemi, Pogacar è libero di… giocare. Qui vince il cross di Lubiana (foto Alen Milavec)
Tanti schemi, ma Pogacar può… giocare. Qui vince il cross di Lubiana (foto Alen Milavec)
Simula mai il passo gara in allenamento con i compagni?

Sì, durante i ritiri.

Preferisce allenarsi da solo oppure in gruppo?

Da solo.

La routine quotidiana assomiglia a quella delle gare?

Anche in questo caso, la gestione della giornata di allenamento è diversa e specifica per le singole necessità energetiche, sia per la nutrizione sia per il tipo di lavoro. A volte la sua alimentazione è simile a quella delle gare e altre sono diverse. Il nostro nutrizionista Gorka controlla sempre questi parametri e rimaniamo in contatto tutto il tempo per comporre sia l’allenamento che la nutrizione.

Ci sarebbero altre duemila domande, soprattutto di ordine pratico. Desta curiosità il continuo richiamo ai sistemi bioenergetici. Quello anaerobico alattacido. Il sistema aerobico glicolitico. E quello aerobico lipolitico. Il resto lo chiederemo magari a lui, per capire come si muova in questa routine e come essa venga tradotta in esercizi di più facile lettura. Di certo per continuare a veleggiare a certe quote, non c’è nulla che possa essere improvvisato.

Pogacar, Hirschi (e Ayuso): i tre diamanti di San Millan

17.04.2021
5 min
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Inigo San Millan è il responsabile degli allenatori del Uae Team Emirates e risponde da Denver. Con lui vogliamo parlare di tre talenti che segue in prima persona: Hirschi, Pogacar e il giovane Ayuso che corre al Team Colpack. Da anni, Inigo è professore alla Facoltà di Medicina del Colorado e svolge ricerche sul metabolismo cellulare per il diabete e il cancro. Il ciclismo è uno dei tasselli della sua vita.

«Dedico al team – sorride – le prime ore del mattino, il resto è per l’Università, cercando di fare il meglio possibile. Poco fa ho parlato con Ayuso, ieri ho sentito Hirschi. I ragazzi lavorano su Training Peaks, caricano i loro dati e io posso vedere tutto».

Inigo San Millan è basco di Vitoria, fa la spola fra Usa ed Europa
San Millan è basco di Vitoria, fa la spola fra Usa ed Europa

Pogacar, la calma

Partiamo da Pogacar, 22 anni, il vincitore del Tour. «Tadej – dice Inigo – prima di tutto mi ha colpito come persona. E’ un diamante grezzo, scoperto da Matxin. E nonostante sia così giovane, è calmo e professionale. In questo è come Ayuso, sono molto maturi entrambi, molto simili».

Si può parlare di predestinato?

Ha un recupero straordinario, non è mai stanco. Due anni fa lo portarono alla Vuelta, non aveva ancora 21 anni. Vinse tre tappe, compresa la penultima. A livello cellulare ha una predisposizione genetica per certi sforzi, recupera bene anche durante la gara. E l’aspetto mentale fa il resto.

Vale a dire?

Non è mai nervoso, in tensione. Se oggi va male, pensa che domani andrà meglio e a come rifarsi. Prima dell’ultima crono del Tour, Roglic si stava scaldando sui rulli. Lui si è avvicinato ed è andato a dirgli in bocca al lupo. Lo rispetta. Sono amici, ma in corsa è guerra. Non pensavo che avrebbe vinto, si sono sposati il peggior giorno di Roglic e quello super di Tadej.

Com’è sul lavoro?

Non ho mai dovuto dirgli di allenarsi meno o con minore intensità, ma è pur sempre giovanissimo e ha bisogno di recuperare. Il Tour è finito il 29 agosto e l’ho mandato per due settimane a casa, dicendogli di andare a fare dei picnic con la sua compagna. Giù dalla bici è un ragazzo normale, che fa le cose dei suoi coetanei. Per lui il ciclismo è un divertimento. Attacca da lontano perché lo diverte ed è tipico di queste nuove generazioni che non hanno paura di niente.

Magari quest’anno sarà diverso?

Sicuramente l’ambiente gli metterà più pressione, ma a livello mentale Tadej è superiore. E’ super intelligente, non ha paura di perdere e nemmeno di vincere. Non so quanto sia lontano dal suo top, ma non credo che lo vedremo prima dei prossimi 6-7 anni.

Pogacar con la ragazza, Urska Zigart, al via del Trofeo Binda
Pogacar con la ragazza, Urska Zigart, al via del Trofeo Binda

Hirschi, la libertà

Lo svizzero è arrivato in Uae in ritardo rispetto agli altri, portato nel team da un colpo di mercato di Mauro Gianetti. Ed è questo, secondo San Millan, il motivo di un inizio di stagione così spostato in avanti. «Devo ancora conoscerlo bene – dice – abbiamo corretto qualche difetto in bici. Ha finito la stagione tardi, gli è mancato tutto il lavoro di posizionamento ed ha avuto bisogno di più tempo».

Si dice che soffra le regole.

Ci ha detto di volere la sua libertà e non abbiamo problemi a lasciargliela, ma deve esserci continuo scambio di informazioni.

Che tipo di futuro vede?

Ha tanto talento e col tempo può diventare un corridore da corse a tappe. Lavoreremo per questo. La fase attuale prevede di valutarlo in quelle di una settimana. Al Giro dei Paesi Baschi è stato 12° nella crono ed è interessante. Sappiamo che va bene sugli strappi, bisognerà vedere le salite lunghe, ma non c’è fretta di scoprirlo. Ha solo 22 anni.

Si allena davvero troppo?

Si allenava tanto. Nel periodo del lockdown, approfittando del fatto che in Svizzera si potesse uscire, ha fatto una base incredibile.

Il 12° posto di Hirschi nella crono dei Paesi Baschi è per il team un riferimento utile
Il 12° posto nella crono dei Paesi Baschi è un riferimento utile

Ayuso, la scommessa

Juan Ayuso è il più giovane: 18 anni. «In Spagna si parla di lui sin dagli juniores. Andava in fuga e vinceva le volate. Mi pare sia la stessa cosa che riesce a fare ora a livello under 23 con la Colpack».

Quanto è forte?

Ha parametri eccezionali. E’ metodico nel lavoro. Gli dici cosa deve fare e non sbaglia un colpo. Ha un recupero fisiologico eccezionale e test non comuni. Lo alleno dal 2020 e quest’anno abbiamo solo aumentato un po’ le ore di lavoro, ma non arriva mai a farne sei.

Ad agosto salirà a livello WorldTour?

Sono scelte che dipendono dalla squadra, ma certo non ho mai pensato di allenarlo come un pro’. E’ giusto che lavori come un under 23. Mi confronto di continuo con Matxin che l’ha segnalato. Non devono esserci pressioni. E se passerà professionista ad agosto, continueremo rispettando la sua età.

E’ presto per definire il suo raggio di azione?

Molto presto. Dobbiamo valutare il recupero. Ad ora possiamo parlare di un atleta molto completo. Va bene sulle salite. E’ veloce. E’ soprattutto dotato di una grande intelligenza.

Ayuso ha retto bene con i pro’ alla Coppi e Bartali e ha poi vinto fra gli U23
Ayuso ha retto bene con i pro’ alla Coppi e Bartali
Usa spesso questa parola: intelligenza.

E’ una nota comune di questi tre talenti. La uniscono alla dedizione al lavoro e al grande carattere. Sono nati per essere vincenti. Alla loro età, c’è chi si allena troppo per mantenere le attese, ma per loro non sono preoccupato. Non rischiano di crollare. La squadra sta facendo un gran lavoro.