Che accade nel gravel? Pontoni guarda già alla “rivoluzione 2027”

Cosa accade nel gravel? Pontoni guarda alla “rivoluzione 2027”

09.06.2026
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Mentre la stagione su strada impazza e coinvolge tutti i pro’, anche quella del gravel va progressivamente avanti, tra le sue tappe delle World Series che sono passate anche per l’Italia e precisamente la Sardegna. Daniele Pontoni guarda con attenzione sia a quel che la strada propone, sia ai risultati offroad, anche se gli appuntamenti titolati sono ancora relativamente lontani. La scorsa settimana il cittì è andato però a visionare il percorso degli europei, iniziando a farsi un’idea di quel che attenderà la nostra nazionale.

Le gare di gravel finora disputate qualche spunto lo hanno dato, anche inatteso sotto certi punti di vista, ma Pontoni tiene a dare al tutto il giusto peso: «Siamo in un periodo della stagione abbastanza tranquillo rispetto al tourbillon fra tricolori, europei e mondiali. Le gare di queste settimane sono quindi contraddistinte dalla presenza di meno stradisti o personaggi dell’offroad, poi può capitare l’occasione come alla The Hills con i vari Schurter e Fontana al via.

Daniele Pontoni, a sinistra, sta già valutando i possibili convocati per le gare titolate 2027
Daniele Pontoni, a sinistra, sta già valutando i possibili convocati per le gare titolate 2027
Daniele Pontoni, a sinistra, sta già valutando i possibili convocati per le gare titolate 2027
Daniele Pontoni, a sinistra, sta già valutando i possibili convocati per le gare titolate 2027

Ad Auronzo per chiarirsi le idee

«Credo che un primo appuntamento di livello sarà ad Auronzo con la tappa delle World Series il 20 di giugno, penso che lì capiremo meglio quali sono le condizioni di ognuno. Poi l’11 luglio avremo i campionati italiani e a quel punto saprò lo stato di forma dei nostri atleti e mi farò un’idea delle squadre da presentare».

Pontoni non si sente di fare nomi, considerando che soprattutto al femminile la stagione su strada è davvero nel clou: «Molto dipende da come le ragazze sono uscite dal Giro, chi riuscirà a essere presente ad Auronzo considerando che dopo poco ci sarà anche il Tour Femmes, quindi c’è tanto da valutare. Le World Series di Auronzo e i tricolori avranno comunque un peso importante per capire anche gli specialisti puri sui quali potrò contare».

Giorgia Vettorello ha conquistato a sorpresa la vittoria alla tappa World Series in Sardegna
Giorgia Vettorello ha conquistato a sorpresa la vittoria alla tappa World Series in Sardegna
Giorgia Vettorello ha conquistato a sorpresa la vittoria alla tappa World Series in Sardegna
Giorgia Vettorello ha conquistato a sorpresa la vittoria alla tappa World Series in Sardegna

Vettorello, nome nuovo sul taccuino

Facendo un salto indietro, alla vittoria della Vettorello in Sardegna che valore gli si può dare? «Lei è una ragazza che già l’anno scorso si è impegnata in questa specialità – sottolinea Pontoni – La squadra dove milita ci tiene molto anche al gravel, apprezzo poi il fatto che lei si sia messa in discussione, trovando una nuova opportunità in questa specialità. La vittoria sicuramente gli ha dato morale, è una vittoria che conta e, per quanto mi riguarda, un’atleta in più da seguire in questo panorama».

Proprio prendendo spunto dall’esempio della Vettorello, Pontoni sottolinea però come questa stagione, per il gravel, sia davvero di transizione: «Io sono convinto che dal 1° gennaio 2027 vedremo più atleti in questa specialità, che faranno le gare che contano per i punti UCI. Il discorso del ranking segnerà una svolta perché so che le varie squadre WorldTour si stanno già interessando e muovendo per strutturare i loro calendari in maniera completamente diversa».

Stradisti a parte, Pontoni sta monitorando anche altri nomi al di fuori dell’attività in superleggera? «Voglio prendermi queste due gare citate prima perché fino adesso c’è stata una partecipazione a macchia di leopardo. Voglio soppesare meglio il tutto per capire se si può allargare il numero degli azzurrabili. Forse sono mancati un po’ di atleti in queste gare, potermi fare un’idea su elementi dell’offroad o specialisti puri sarebbe servito, ma nel primo caso l’attività è partita subito alla grande».

Van Aert ha fatto un'estemporanea apparizione nei gravel, dominando la Marly Grav Race (foto UCI)
Van Aert ha fatto un’estemporanea apparizione nei gravel, dominando la Marly Grav Race (foto UCI)
Van Aert ha fatto un'estemporanea apparizione nei gravel, dominando la Marly Grav Race (foto UCI)
Van Aert ha fatto un’estemporanea apparizione nei gravel, dominando la Marly Grav Race (foto UCI)

Dal 2027 caccia ai punti UCI

Allargando il discorso, che valore si può dare alla vittoria di Van Aert? «Quando vincono questi campioni è sempre qualcosa di positivo per il movimento, gente come Van Aert, Van der Poel, la Wiebes o comunque atleti di alto livello è un grande richiamo, una vetrina utilissima, ma sarebbe stato lo stesso se avesse vinto uno come Nino Schurter. Danno un’importanza a livello mediatico che credo non vada snobbata.

«Rimane sempre il fatto – continua Pontoni – che il gravel cade in mezzo ad appuntamenti importanti e quindi è penalizzato, ma il prossimo anno non sarà più così, vedrete che la caccia ai punti porterà tanti a gareggiare nelle World Series per entrare nelle prime 30 squadre. Il gravel in questo momento viene messo in secondo piano perché non porta punti, ma i team stanno già prendendo le misure».

La gara in Sardegna non è stata l'unica prova World Series italiana: il 20 giugno si gareggerà ad Auronzo
La gara in Sardegna non è stata l’unica prova World Series italiana: il 20 giugno si gareggerà ad Auronzo
La gara in Sardegna non è stata l'unica prova World Series italiana: il 20 giugno si gareggerà ad Auronzo
La gara in Sardegna non è stata l’unica prova World Series italiana: il 20 giugno si gareggerà ad Auronzo

La dimestichezza con l’offroad

Prendendo spunto dalla vittoria di Van Aert e dai commenti sparsi sui social proviamo allora a fare i bastian contrari perché la gente può anche pensare che sia facile per chi fa strada, poi passare al gravel e vincere a mani basse…

«Non è propriamente così. Almeno non per tutti gli stradisti. Diventa un po’ più facile per chi ha la dimestichezza di guidare su terreni fuoristrada. Facendo un esempio, ci sono degli stradisti che alla Strade Bianche, pur andando forte, fanno fatica perché non sono abituati a guidare su certi terreni.

«In Belgio e in Olanda – prosegue Pontoni – fino adesso abbiamo visto percorsi di gare gravel con fondi molto veloci e semplici, poco tecnici e questo può aiutare gli stradisti, ma viceversa ci sono gare World Series dove fanno fatica a emergere rispetto a chi arriva dal fuoristrada».

Come sarà quindi il gravel agonistico del futuro? «Andremo sicuramente ad avere più atleti di nome, ma anche le squadre stesse investiranno sul gravel come, almeno alcune, fanno per il ciclocross. Io dico che almeno il 15-20 per cento in più di atleti professionisti, queste scelte lo porteranno…».

Vettorello, una stakanovista al servizio della Roland

15.02.2024
6 min
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Attaccare il numero sulla schiena e prendere vento in faccia non l’hanno mai spaventata, ma c’è un dato che salta all’occhio della scorsa stagione di Giorgia Vettorello. Sessantanove giorni di gara (di cui tre open) ed un solo “DNF”, ovvero gara non portata a termine. Nel ciclismo moderno se non è un record poco ci manca.

Ed in questo avvio di 2024 ha iniziato sempre da stakanovista (nove corse in venti giorni), con l’unica ed importante differenza dei colori di maglia. Vettorello è entrata nel WorldTour passando alla Roland dopo due anni dalla BePink-Bongioanni con cui si è tolta la soddisfazione di cogliere un successo in Francia. Fra poche ore la ventitreenne di Mogliano Veneto atterrerà oltreoceano in America Centrale sulle sponde del Pacifico per un training camp sui generis. Insomma, per Giorgia la nuova avventura col team svizzero è iniziata in modo profondo. Ecco cosa ci ha raccontato.

Vettorello (seconda da destra) in questo inizio di 2024 ha già accumulato nove gare in venti giorni
Vettorello (seconda da destra) in questo inizio di 2024 ha già accumulato nove gare in venti giorni
Cominciamo subito dalla trasferta intercontinentale. Cosa avrete in programma?

Andremo a El Salvador, Nazione del nostro general manager Ruben Contreras. Staremo via tre settimane, rientreremo il 14 marzo pronte per il Trofeo Binda a Cittiglio. Laggiù durante quel periodo soggiorneremo in montagna in una casa di proprietà di Ruben, anche se speravamo di stare nella sua villa al mare (sorride, ndr). Battute a parte, lui è molto attivo e in pratica ha contribuito ad organizzare nuovamente delle gare di classe 1.1. Faremo nove giorni di gara (la prima il 4 marzo, ndr), compresa la Vuelta a El Salvador, la gara a tappe del Paese.

Vi aspettate qualcosa da queste settimane?

Naturalmente puntiamo a fare dei risultati, ma credo che ci concentreremo su altro. Siccome non abbiamo fatto un vero e proprio ritiro in dicembre, in queste gare di inizio 2024 abbiamo visto che siamo un po’ più indietro rispetto alle altre squadre. Quindi per noi questo sarà un momento importante per fare anche un buon blocco di allenamenti e conoscerci meglio fra di noi. Sarà un bel periodo per gettare le basi per il resto della stagione.

Finora com’è stato l’impatto con la Roland?

Mi sto trovando veramente molto bene. Il primo approccio è stato buono, nonostante le mie difficoltà con l’inglese, che prima non parlavo così frequentemente. Per mia fortuna mi hanno aiutato tanto ad inserirmi sia Elena sia Sofia (rispettivamente Pirrone e Collinelli, ndr). Anche Dronova, che è russa ed è stata una delle mie prime compagne di camera, mi ha consigliato una applicazione per migliorare più in fretta il mio inglese.

Hai sentito il cambiamento di categoria?

Per ciò che riguarda le gare no, perché con la BePink abbiamo sempre avuto calendari importanti. Devo dire però che il livello in gara è sempre più alto di anno in anno. Ho notato invece differenze sulla struttura della squadra, che ha tante figure specifiche al seguito ad ogni gara. Sotto il punto di vista tecnico per il momento non c’è alcun tipo di stress per i risultati. Questo è merito del diesse Sergey Klimov, che ha una filosofia molto tranquilla. Mi piace perché finora ci ha fatto vivere l’attesa della gara senza pressioni. Ovvio che ci sia una tattica ben precisa con compiti ben precisi, ma è lui il primo a tranquillizzarci qualora dovessimo fare errori, spiegandoceli con calma.

Quali sono i compiti affidati a Giorgia Vettorello?

Rispetto al passato, adesso la realtà è cambiata. In BePink avevamo a turno i nostri spazi, qua alla Roland abbiamo ruoli definiti. Sono arrivata qua per aiutare la nostra velocista Maggie Coles-Lyster (atleta canadese che corre anche su pista, ndr). Sto lavorando per diventare una delle sue co-pilote, dato che sono abbastanza spericolata in volata e riesco a buttarmi abbastanza bene nei varchi. Per il resto, non mi tirerò indietro per aiutare la squadra o le compagne più forti. Così come non avrò paura a buttarmi in fuga, magari cercando di raccogliere il mio risultato migliore.

In questo modo l’anno scorso in Bretagna alla Kreiz Breizh hai conquistato la tua prima ed unica vittoria internazionale. Ce la ricordi?

E’ stata davvero una bella soddisfazione quella corsa. La fuga era partita grazie a me, anzi grazie a Walter (Zini, il team manager della BePink, ndr) che mi aveva suggerito quale poteva essere il momento giusto per approfittarne. Pioveva e siamo rimaste in quattro, comprese Malcotti e Silvestri. Ero molto fiduciosa perché nel circuito finale, da ripetere sei volte, al penultimo giro ero rimasta con Malcotti in cima alla salita. All’ultimo passaggio ho attaccato a circa due chilometri dal traguardo in prossimità di una curva a destra in contropendenza. E’ vero, sono stata fortunata perché proprio in quella curva Malcotti e Silvestri sono cadute ruotandosi, ma io avevo già allungato. Ho tentato il tutto per tutto ed è andata bene.

Come sei arrivata alla Roland?

E’ nato tutto un po’ per caso, verso fine estate. Attraverso qualche conoscenza in comune, ero andata a fare dei test da Fabio Vedana, preparatore della squadra ed ora mio allenatore, per capire meglio quali fossero i miei limiti e valori. Lui è stato molto disponibile e guardando i dati, mi ha segnalata alla Roland senza garantirmi nulla, pur spiegandomi come fosse strutturata la squadra. Il giorno dopo quel test, mi ha chiamato Ruben dicendomi che mi offriva il contratto per quest’anno. Naturalmente sono contentissima, visto che oltretutto io trevigiana corro su una bici trevigiana (sorride orgogliosa alludendo a Pinarello, fornitore della squadra, ndr).

L’anno scorso ha gareggiato tantissimo con la BePink. Ti sono pesate tutte quelle corse?

Onestamente no e devo dire che non ho finito la stagione particolarmente stanca. In realtà avevo fatto molta fatica nella prima parte del 2023 per un problema ad una spalla. Ho sempre corso, poi dal Giro femminile in avanti sono sempre stata meglio e ho tirato dritto sino in fondo. Anche in questo caso ringrazio Zini che mi ha fatto viaggiare tanto gestendomi bene. Anche perché siamo arrivati al limite massimo dei settanta giorni di gara consentiti.

Quale sarà il calendario di Giorgia Vettorello?

Dopo Cittiglio, avrò un bel blocco di gare al Nord, ma non dovrei correre la Roubaix. Se ci sarà, dovrei fare la Vuelta a maggio e poi il Giro Women a luglio. Il resto non è stato ancora definito, lo vedremo più avanti. Di sicuro saranno previsti più periodi di riposo rispetto all’anno scorso.