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La Mendelspeck ed Elena. Papà Pirrone ci dice la sua

08.07.2023
6 min
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Come nel 2022, ma con un anno in più di esperienza, il Team Mendelspeck si trova a suo agio all’interno del Giro Donne. Mancano le due tappe in Sardegna dove l’anno scorso le ragazze della squadra altoatesina si erano fatta conoscere andando subito in fuga.

Il ciclismo femminile in gare come il Giro mette a confronto realtà distanti, molto di più di quanto succeda nel maschile. Non è facile per un team continental confrontarsi in una corsa dove dall’altra parte ci sono i team WorldTour e le continental più ricche che hanno i requisiti per il salto di categoria. La Mendelspeck compensa il divario economico con una buona organizzazione di squadra. Ne abbiamo parlato con il team manager Renato Pirrone e la nostra chiacchierata non poteva non finire a parlare anche di sua figlia Elena, in evidente fase di ripresa.

Attualmente al Giro Donne il Team Mendelspeck è secondo nella classifica dei team continental e primo italiano
Attualmente al Giro Donne il Team Mendelspeck è secondo nella classifica dei team continental e primo italiano
Renato rispetto all’anno scorso noti differenze?

Nel 2022 eravamo all’esordio nel circuito UCI. Era il nostro primo Giro ed era una sorpresa, una novità anche per le ragazze. Quest’anno siamo partiti con quella maturità in più nel bagaglio e siamo in linea con i risultati di un anno fa. Al momento abbiamo tutte e sette le atlete in corsa. Abbiamo Francesca Tommasi che si sta difendendo bene col gruppo di testa. Nelle ultime tappe è arrivata abbastanza davanti ed un buonissimo risultato per una ragazza che fino a pochi mesi fa era una mezzofondista dell’Esercito con tempi molto validi.

Non è una cosa da poco essere ancora al completo in un Giro Donne come questo.

No, anzi, sono molto contento. Anche le altre ragazze si stanno ben comportando. Pensate, nella classifica a squadre siamo il secondo team continental dietro alla AG Insurance-Soudal QuickStep, che ha una struttura quasi da WT, e primo team italiano. E’ una bella soddisfazione per noi della Mendelspeck. Siamo qua per farci vedere nelle tappe anche se sono un po’ impegnative. Lo abbiamo fatto nella tappa di Marradi che era la più accessibile ma è difficile mettersi in evidenza perché il livello è alto e si parte forte da subito. Speriamo nelle tappe sarde di fare bene.

Pozzobon in fuga nella tappa di Marradi. Per il Team Mendelspeck un buon modo per avere visibilità
Pozzobon in fuga nella tappa di Marradi. Per il Team Mendelspeck un buon modo per avere visibilità
In generale come sta andando la stagione?

Sta andando decisamente meglio. Siamo riusciti ad avere qualche invito in più. Il calendario WT si è allargato tanto, di conseguenza nella gare minori c’è un po’ più spazio per le formazioni continental come le nostre. Siamo stati a correre in Croazia, in Belgio, in Repubblica Ceca e in Francia. Ripeto, per un team come il nostro significa tanto. C’è un lato negativo però…

Quale?

Ovvero che i costi di tutto ciò si sono incrementati. Ovviamente con queste trasferte il budget ne risente ma noi stiamo già lavorando per l’anno prossimo per dare continuità al nostro lavoro, magari cercando di migliorare un’annata come questa. Sto guardando la fattibilità finanziaria. Aspetto la fine del Giro Donne e ci metteremo al tavolo con i nostri sponsor. Loro ci seguono tanto e non ci danno alcun tipo di pressione. Ci stanno aiutando a crescere con calma.

Il Team Mendelspeck è piccolo, ma ben organizzato. Al Giro Donne si è presentato con cinque mezzi
Il Team Mendelspeck è piccolo, ma ben organizzato. Al Giro Donne si è presentato con cinque mezzi
La Mendelspeck ha mai pensato di poter diventare una squadra Devo Team nei prossimi anni?

La strada migliore da seguire sarebbe quella, diventare una società satellite di qualche squadra estera, pur mantenendo un po’ di autonomia gestionale. Avere il supporto di formazioni più attrezzate come le WT, con accordi scritti, potrebbe essere un buon modo di proseguire a lavorare. Perché non dimentichiamoci che noi come obiettivo abbiamo quello di far crescere le giovani preparandole ad un salto maggiore. Oppure rilanciare quelle atlete che arrivano da stagioni difficili. Dico la verità che sto sondando a molto largo raggio ma senza aver parlato con nessuno in particolare. Magari qualcuno legge questo articolo e si possono aprire dei discorsi. Chissà (sorride, ndr).

Nel frattempo vi dovreste preparare a questa evenienza.

Sì certo. Attualmente noi dobbiamo migliorare diversi aspetti. La parte in lingua inglese, ad esempio, per eventuali arrivi di straniere. Poi anche la parte logistica. Al momento abbiamo tutte ragazze che abitano vicino alla nostra sede, però è anche vero che siamo in una zona turistica dove i costi degli affitti sono elevatissimi. Pertanto chi ha appartamenti li affitta a settimana che guadagna molto di più rispetto a contratti annuali. Stiamo pensando a trovare una soluzione anche in quel senso.

Francesca Tommasi viene dal mezzofondo. Per lei buonissimi piazzamenti nelle tappe dure al Giro Donne (Zollo Photo)
Francesca Tommasi viene dal mezzofondo. Per lei buonissimi piazzamenti nelle tappe dure al Giro Donne (Zollo Photo)
Al Giro Donne c’è in gara anche Elena, reduce da bei risultati. Che impressioni hai?

Ho letto la vostra intervista a lei. Sta tornando sui livelli che aveva da junior. Per la verità già nelle prime due annate da elite aveva fatto bei piazzamenti, fra cui spicca un buon quarto posto alla Freccia del Brabante nel 2019. Senza dimenticare due bronzi europei a crono nel 2019 e nel 2021. Purtroppo tra problemi fisici e sfortuna ha passato un periodo altalenante, accentuato dalla stagione del covid. Quest’anno i primi segnali della “vecchia” Elena li ho visti al Navarra Women’s Elite Classic. Sesto posto finale dopo quasi cento chilometri di fuga. Poi ha confermato di stare bene al Tour de Suisse e ai campionati italiani, specie nella prova in linea. Come lei anche sue vecchie compagne…

A chi ti riferisci?

A Vigilia e Paternoster. Sono tutte ragazze del ’99 e tutte della stessa regione. Hanno trovato tutte e tre un rilancio. La loro annata purtroppo è caduta dentro quel periodo di formazione proprio nel 2020 col covid. Questo le ha rallentate, credo che tutte e tre abbiano vissuto gli stessi problemi. Ma adesso mi fa piacere che stiano dando bei segnali.

Elena Pirrone “avversaria” di papà Renato. La classe ’99 ha ritrovato condizione e morale
Elena Pirrone “avversaria” di papà Renato. La classe ’99 ha ritrovato condizione e morale
Papà Renato Pirrone cosa si aspetta dalla figlia Elena?

Ha corso tanto in primavera e credo che dopo il Giro si prenderà un periodo di riposo. Naturalmente mi piacerebbe arrivasse una vittoria, perché penso che ora sia alla sua portata. Adesso è in una formazione (la Israel Premier Tech Roland, ndr) dove ha abbastanza spazio, spererei che avesse continuità nelle prestazioni. Nella seconda parte di stagione lei va sempre meglio. Vediamo in questo periodo lontana dalle gare come tiene la condizione e come tornerà in corsa. Ha tanti obiettivi, tra cui la nazionale. Il discorso è aperto per la cronometro mondiale ma magari potrebbe tornare comodo anche per la prova in linea. All’italiano ha dimostrato di sapere restare tanto tempo all’aria e poi lavorare ancora per la Cavalli, che era la sua capitana. Vedere quelle immagini mi viene in mente l’Elena del passato, quella che conosco io. L’importante che lei abbia ritrovato anche il morale, che sappiamo che fa tanto in una atleta.