Il bilancio finale di Pontoni, che vede il bicchiere pieno

Hulst, il bilancio di Pontoni, che vede il bicchiere pieno

03.02.2026
5 min
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Ci sono volte che il computo finale dei risultati e delle medaglie non dice tutto. La nazionale di ciclocross era partita per Hulst con tante ambizioni, alla fine sono arrivati due argenti e il piatto apparentemente piange, ma solo apparentemente perché i tre giorni di gare hanno detto davvero molto. Pontoni, di ritorno dall’Olanda, difende a spada tratta il comportamento della squadra e nel parlare di quanto avvenuto si sente ancora l’adrenalina.

Per il cittì Pontoni è stato un mondiale positivo, anche se condito da troppa sfortuna per gli azzurri
Per il cittì Pontoni è stato un mondiale positivo, anche se condito da troppa sfortuna per gli azzurri
Per il cittì Pontoni è stato un mondiale positivo, anche se condito da troppa sfortuna per gli azzurri
Per il cittì Pontoni è stato un mondiale positivo, anche se condito da troppa sfortuna per gli azzurri

Il bilancio risente fortemente dell’epilogo della prova juniores maschile e delle cadute di Grigolini, senza le quali si parlerebbe di un mondiale ben diverso: «Chiaramente – dice Pontoni – ci dispiace tantissimo non aver portato a casa quella maglia, che avrebbe suggellato una stagione super e confermato la supremazia nella categoria che dura da qualche anno. La fortuna non ci ha proprio assistito perché abbiamo dominato la gara nonostante le problematiche che abbiamo avuto con Pezzo Rosola, perché anche lui è stato danneggiato in una fase di gara proprio da chi ha vinto il mondiale, ma poi guardando le analisi è andato forte».

La sensazione è che la dea bendata non vi abbia guardato per tutto il weekend…

Infatti, la sfortuna di Grigolini è stata la punta dell’iceberg, ma potremmo metterci anche quei pochi centimetri che sono costati a Fontana il quarto posto in una gara Elite con un parterre de roi. Anche Giorgia Pellizotti è arrivata davvero a un passo dal podio e quando corri così dispiace sempre. Tornando alla gara juniores, quando l’anno prima vinci la maglia di campione del mondo e l’anno dopo sei secondo, sembra che hai peggiorato, ma io porto a casa il buono. Ad esempio il fatto che gli altri tecnici erano dispiaciuti per l’epilogo e sono venuti quasi in processione a farci i complimenti per quello che stiamo facendo.

Un argento amaro quello vinto da Grigolini, che fa il paio con quello del primo giorno nel team relay
Un argento amaro quello vinto da Grigolini, dopo quello del primo giorno nel team relay, che a Pontoni brucia quasi di più
Un argento amaro quello vinto da Grigolini, che fa il paio con quello del primo giorno nel team relay
Un argento amaro quello vinto da Grigolini, dopo quello del primo giorno nel team relay, che a Pontoni brucia quasi di più
Che cosa ti ha regalato maggiori emozioni?

L’abbraccio che c’è stato alla fine con Filippo (Grigolini, ndr) – racconta Pontoni – fa capire che i ragazzi sanno ridarti indietro quel che gli hai dato con gli interessi, con piccoli gesti tanto, tanto importanti. Parlando in generale, dico che io sono felice di quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo, sempre più convinto che siamo sulla strada maestra e giusta per andare avanti con questo nostro progetto.

Domanda al Pontoni a lungo corridore di spicco e vincitore del mondiale: come si assorbe una delusione come quella che Filippo ha vissuto?

Acquisendo la consapevolezza che solo un episodio sfortunato ti ha tolto quel che meritavi, perché dentro di sé sa che è stato il più forte in tante occasioni. Ha vinto l’europeo, ha vinto in Coppa e avrebbe vinto anche il mondiale senza quell’episodio. Lo vedrete nei prossimi anni, con la mentalità e la forza che ha, riuscirà a riprendersi quello che gli è sfuggito, perché è scritto nel suo DNA, nella sua consapevolezza di credere nelle sue possibilità. Filippo sa quanto vale.

Il 5° posto di Fontana è stato forse il risultato più inaspettato, riportando l'Italia tra i grande della prova Elite
Il 5° posto di Fontana è stato forse il risultato più inaspettato, riportando l’Italia tra i grandi della prova elite, ma Pontoni ci credeva
Il 5° posto di Fontana è stato forse il risultato più inaspettato, riportando l'Italia tra i grande della prova Elite
Il 5° posto di Fontana è stato forse il risultato più inaspettato, riportando l’Italia tra i grandi della prova elite, ma Pontoni ci credeva
Mai come quest’anno la medaglia d’argento vinta nella staffetta sia l’attestazione del valore del movimento italiano, viste anche le presenze che c’erano nelle altre squadre…

Posso essere sincero? Mi dà quasi più fastidio quell’argento – sentenzia Pontoni – che quello di Grigolini. Perché c’eravamo, ci abbiamo creduto e siamo arrivati vicini molto più di quei 16 secondi che vediamo sull’ordine d’arrivo. Io sono un uomo che questa specialità l’ha praticata per tanti anni, la conosco ed ero sicuro che i miei ragazzi avrebbero fatto un grande mondiale, come poi è stato.

Ci sono tutti i motivi per esserne orgogliosi…

Abbiamo tenuto testa alla nazionale olandese che correva in casa e che ha dominato la rassegna. Ma non dimentichiamo che senza la caduta di Grigolini, avremmo concluso al secondo posto nel medagliere. Bisogna guardare anche a come abbiamo condotto tutta questa stagione e come ora ci guardano gli altri.

Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Per Viezzi un mondiale da dimenticare, finito con una squalifica
Tornando al discorso sfortuna, c’erano tutte le possibilità di completare la collezione di top 10 fra le varie categorie…

Infatti, è sempre il discorso dei numeri. Ci sono mancati Viezzi e Casasola e a Stefano non mi sento di dire niente. Gli è crollato il mondo addosso, lui era partito per vincere, era convinto di fare il grande risultato e quando parti e ti succede quello che è successo a lui – ossia ti si stacca il tubolare in due, rimane la fettuccia attaccata alla ruota e si stacca la tela – non puoi neanche prevederlo. Ed è successo appena partito.

Invece Casasola?

Sara domenica pedalava benissimo, aveva cercato di superare l’infortunio, ma poi è caduta di nuovo al primo giro, una botta ancora più forte. Abbiamo perso queste due top 10 che erano quasi scritte. Ma io vedo il bicchiere pieno.

Sara Casasola è stata costretta al ritiro per una brutta caduta, dopo quella già subita la domenica prima
Sara Casasola è stata costretta al ritiro per una brutta caduta, dopo quella già subita la domenica prima
Sara Casasola è stata costretta al ritiro per una brutta caduta, dopo quella già subita la domenica prima
Sara Casasola è stata costretta al ritiro per una brutta caduta, dopo quella già subita la domenica prima
Ti aspettavi la prestazione di Fontana, che riporta l’Italia nella top 5 degli elite?

Io ero sicuro che un piazzamento nei primi 10 sarebbe arrivato e che se non avesse avuto colpi al primo giro, avrebbe potuto salire anche di più. Lo vedevo sicuro di sé, anche per come si era comportato la domenica precedente. Alla fine è andato anche sopra le aspettative, per come l’ha interpretata e per come ci è arrivato. Ha perso il quarto posto per un niente, davvero una grande prestazione la sua, fatta in una categoria dove abbiamo i migliori interpreti di tutti i tempi, uno in particolare…