Le strade di Colnago e di Sotheby’s, la famosa casa d’aste londinese, tornano ancora una volta a incrociarsi. Esattamente un’anno fa, alla vigilia del Giro d’Italia, Colnago aveva presentato la Colnago Gioiello: un’edizione limitata in 50 esemplari numerati, basata sul telaio C68. L’azienda di Cambiago aveva successivamente realizzato un esemplare di Colnago Gioiello ancora più raro e prezioso, chiamato Numero 1, venduto grazie a Sotheby’s alla cifra record di 120.650 franchi svizzeri (circa 125.000 euro).
A distanza di un anno, e sempre in occasione del Giro d’Italia, ecco un altro “Gioiello” firmato Colnago messo questa volta all’asta da Sotheby’s Milano. Si tratta della Colnago V4Rs Gioiello, nata da una delle tante prove che ha portato alla creazione della Colnago C68 Gioiello realizzata, come ricordato, per il Giro d’Italia dello scorso anno.
Quest’anno all’asta tenuta da Sotheby’s Milano andrà il modello V4Rs GioielloQuest’anno all’asta tenuta da Sotheby’s Milano andrà il modello V4Rs Gioiello
Le Prove Colori
Come già raccontato, per ogni progetto, Colnago crea alcune combinazioni alternative di colori che vengono testate, talvolta anche su modelli di telaio diversi, per capire in modo concreto quale potrà essere il risultato finale. Si tratta di telai unici, chiamati “Prove Colori”, e sono l’unico modo per capire se il risultato creativo è quello previsto. Per il Giro dello scorso dello scorso il design finale era stato testato sui modelli di punta di Colnago: il C68 e il V4Rs. Alla fine la scelta era caduta su modello C68, realizzato in 50 modelli.
La vendita all’asta terminerà il 21 maggioLa vendita all’asta terminerà il 21 maggio
Tocca al V4Rs
Il V4Rs Gioiello è rimasto nella sede Colnago a Cambiago fino ad oggi, prima di essere assemblato con componenti Campagnolo, a conferma del suo essere totalmente Made in Italy. In questi giorni e fino a martedì 21 maggio è all’asta da Sotheby’s Italia. In precedenza c’è stata una sorta di “anteprima”. Dal 10 all’11 la Colnago V4Rs Gioiello è stata infatti esposta all’asta biennale di Monaco di RM Sotheby’s, un appuntamento immancabile per gli appassionati di auto d’epoca e motorsport.
L’asta della Colnago V4Rs Gioiello è nel formato Sealed (asta sigillata) di Sotheby’s, una vendita solo online che combina l’emozione di un’asta dal vivo con la discrezione di una vendita privata. Ogni Sealed Auction di Sotheby’s dura almeno dai due ai sette giorni. I partecipanti possono vedere come si posizionano tra le dieci offerte più alte effettuate e possono aumentare le loro offerte fino alla chiusura della vendita. Il prezzo finale non è visto da nessun partecipante all’asta, né viene reso pubblico.
Colnago lancia il nuovo modello dedicato in modo specifico alle competizioni gravel, ovvero la G4-X. Di fatto è una sorta di parallelo con la V4Rs, la stradale che viene utilizzata dagli atleti UAE Team Emirates, ma con delle peculiarità tecniche che si spingono verso l’off-road.
La G4-X è molto diversa dalla C68 Gravel. Prima di tutto perché il suo telaio è in carbonio monoscocca e non presenta congiunzioni, un fattore che categorizza anche le biciclette all’interno dello stesso catalogo Colnago. Entriamo nelle specificità della nuova bici.
G4-X la nuova Colnago per le competizioni gravelG4-X la nuova Colnago per le competizioni gravel
Nuova Colnago per gravel e cross
Rigida e leggera, divertente e guidabile, una guidabilità che si traduce anche nel feeling ottimale, con quel pizzico di comfort che sullo sterrato non guasta. Ma il progetto di questa bici parte da lontano, con l’ambizione di essere una bici per competere in ambito ciclocross. Questa è la sintesi della nuova G4-X.
Rispetto alla G3-X è stato aumentato il passaggio delle ruote e di conseguenza delle gomme, portato a 45 millimetri. Sulla G3-X era 40 e sulla C68 Gravel è di 42. Pur sfruttando al massimo il montaggio di uno pneumatico “grande” da 45 millimetri, è interessante sottolineare come l’inserzione dei foderi posteriori mantenga un raggio libero di 6 millimetri. Significa che rimane tanto spazio tra la gomma e le tubazioni.
Una bici gravel race stilosa ed eleganteUna bici gravel race stilosa ed elegante
Sloping e carro da 43
Lo stelo della forcella ha un diametro tradizionale, il che gli permette di montare uno stem tradizionale, oppure l’integrato Colnago CC.01 Wide. E’ una sorta di evoluzione in ottica gravel del manubrio full carbon presente sulla V4Rs e lo riteniamo il perfetto abbinamento per un utilizzo gravel (non solo race). Il CC.01 Wide ha un flare laterale aumentato di 3 centimetri (quello stradale ha una svasatura di 1 centimetro).
La tubazione orizzontale, nella sezione superiore, ha un punto di montaggio per una piccolo bag. A questo si aggiunge quello del terzo portaborraccia, posto sotto la tubazione obliqua e subito sopra alla scatola del movimento centrale (che è di matrice T47). Il supporto per il deragliatore può essere rimosso.
Infine le geometrie, che si basano su una bici leggermente più lunga rispetto alla G3-X. Si tratta di un telaio sloping, con il carro posteriore di 43 centimetri, valore comune a tutte le taglie. Il bb drop è compreso tra i 72 e 70 millimetri, un ottimo valore anche in prospettiva ciclocross.
Bici rigida e divertente al tempo stessoSotto l’obliquo il terzo portaborracciaInnesto degli obliqui al piantone, disegno che avvicina la G4-X alla V4RsColnago CC.01 Wide di fatto un manubrio aero con flare da gravelIl deragliatore può essere rimossoIl punto sull’orizzontale dove posizionare una piccola borsaTesta alta della forcella a tanto spazio per la gommaBici rigida e divertente al tempo stessoSotto l’obliquo il terzo portaborracciaInnesto degli obliqui al piantone, disegno che avvicina la G4-X alla V4RsColnago CC.01 Wide di fatto un manubrio aero con flare da gravelIl deragliatore può essere rimossoIl punto sull’orizzontale dove posizionare una piccola borsaTesta alta della forcella a tanto spazio per la gomma
Taglie e prezzi
Le misure disponibili sono 45, 48 e 52, 54 e 57. Ognuna di queste evidenzia degli ottimi valori, comunque proporzionati e progressivi taglia per taglia di reach e stack. La bicicletta non risulta troppo bassa sull’anteriore, a tutto vantaggio di un comfort anche nel lungo periodo.
Gli allestimenti disponibili sono 5 in totale, i primi tre si basano sulle trasmissioni Sram con monocorona, ai quali si aggiungono le configurazione Shimano con i sistemi GRX800, con doppio plateau e con la corona singola. L’allestimento con il Red XPLR e ruote Zipp 303s ha un prezzo di listino di 8.870 euro. Quello con il Force XPLR e ruote Fulcrum Rapid Red ha un listino di 5.710 euro, mentre il pacchetto con lo Sram Rival (con le ruote Fulcrum Rapid Red 900) è proposto a 4.830 euro. Le due G4-X con Shimano e ruote Fulcrum Rapid Red 900 hanno un prezzo di listino (entrambi) di 4.330 euro.
Il matrimonio “sportivo” con il UAE Team Emirates, ed in particolare con Tadej Pogacar, continua a regalare al marchio Colnago una serie impressionante di successi sportivi. L’ultimo in ordine di tempo è stato il trionfo dell’asso sloveno alla recente Liegi-Bastogne-Liegi di domenica scorsa. I successi sportivi, seppure importanti, avrebbero un peso di per sé relativo se non fossero accompagnati da successi altrettanto importanti in ambito amministrativo. Il bilancio 2023, approvato lo scorso 23 aprile, è lì a confermare lo stato di ottima salute di cui gode la Colnago Ernesto & C. S.r.l. anche da un punto di vista finanziario.
Tadej Pogacar insieme a Nicola Rosin, amministratore delegato di ColnagoTadej Pogacar insieme a Nicola Rosin, amministratore delegato di Colnago
Fatturato triplicato
Prendendo come riferimento il 2020, anno in cui è avvenuta l’acquisizione da parte dei nuovi soci di maggioranza, è possibile notare un trend di crescita che è continuato anche nel 2023 e che ha portato ad un fatturato più che triplicato rispetto allo stesso 2020. I numeri forniti dalla stessa Colnago sono lì a confermare questa straordinaria crescita.
Nel 2023 il fatturato è stato di 55.715.101 euro, con un aumento del 33% rispetto all’anno precedente per una differenza in positivo di 13.779.358 euro. Da segnalare inoltre un EBITDA di euro 14.015.100, ovvero il 25,15% del fatturato (ricordiamo che l’EBITDA è un indicatore che aiuta a valutare il profitto di un’impresa, escluse le imposte, gli ammortamenti, i deprezzamenti e gli interessi aziendali, ndr).
Tutti questi numeri confermano il forte consolidamento del marchio Colnago che va ad affiancarsi, come già anticipato, ai successi sportivi del UAE Team Emirates, ma anche a quelli della formazione femminile della UAE Team ADQ.
Giusto ieri al Tour de Romandie, McNulty ha portato al successo la sua Colnago da cronoGiusto ieri al Tour de Romandie, McNulty ha portato al successo la sua Colnago da crono
Parola all’Amministratore Delegato
I motivi di un successo così importante, avvenuto soprattutto in un periodo di flessione del mercato ciclo a livello globale, sono perfettamente riassunti nelle dichiarazioni di Nicola Rosin, Amministratore Delegato di Colnago, rilasciate a seguito dell’approvazione del Bilancio 2023.
«La nostra missione è quella di essere il marchio di biciclette più desiderabile al mondo. A questo punto pensiamo ovviamente di essere sulla buona strada. Colnago è un’azienda ben organizzata, con manager capaci e con un grande senso di appartenenza. L’opportunità di avere due grandi team nel World Tour sia maschile sia femminile, UAE Team Emirates e UAE Team ADQ alza il livello delle richieste e ci stimola quotidianamente a migliorare il prodotto. Abbiamo inoltre una proprietà che vuole successo e crescita costante, ottenendoli però in maniera sana: una governance armoniosa permette a noi manager di svolgere il nostro lavoro nel modo più sereno possibile. Questo vale davvero molto!».
I successi sportivi, accanto a quelli finanziari, si accompagnano naturalmente al lancio di nuovi prodotti. Recentemente Colnago ha presentato la C68 Gravel e fra pochi giorni svelerà una nuova novità sempre relativa al mondo gravel.
La Colnago V4Rs si rifà il vestito con nuove tonalità volte ad esaltare le linee e la performance di questa bici top di gamma. Quattro nuovi colori che assieme alle due colorazioni replica del UAE Team Emirates e del UAE Team ADQ, andranno ad arricchire le livree proposte per il 2024. La gamma è composta da due rivisitazioni dei colori classici, bianco e nero e da due proposte più innovative. A impreziosire la V4Rs c’è l’utilizzo della vernice olografica, presente in quasi tutte le nuove proposte.
Il bianco perla sfrutta tonalità oleografiche La colorazione iridescente si esalta con i colpi di soleIl bianco perla sfrutta tonalità oleografiche La colorazione iridescente si esalta con i colpi di sole
Pura prestazione
Una racing bike aggressiva nelle linee e nei colori. La Colnago V4Rs è la bicicletta scelta per incarnare l’animo racing dello storico marchio di Cambiago. Costruita in stretta collaborazione con il Team UAE Emirates e i sapienti consigli di atleti vittoriosi come Tadej Pogacar.
La bici è un vero e proprio prodigio della tecnica, tra aerodinamica e soluzioni tecniche elevate alla massima performance. La V4Rs presenta delle geometrie molto spinte e aggressive, per una bici rigida, reattiva, leggera e veloce. Un modello pensato per vincere ed eccellere in ogni situazione. Per esaltare tutto ciò Colnago ha deciso di ripennellare le linee di questa bici con colori estrosi e innovativi.
Il nero lucido rende più audace il colore nero con un carattere più estrosoIl giallo con tonalità lime è elegante e vivaceIl nero lucido rende più audace il colore nero con un carattere più estrosoIl giallo con tonalità lime è elegante e vivace
Nuovi colori
Le nuove colorazioni esaltano l’anima racing della V4Rs e la rendono ancora più accattivante con un look deciso e unico. Le nuove tonalità sono, come detto, quattro. La prima è la Glossy Black, il colore primario è una vernice nera lucida, su cui risaltano scritte e dettagli realizzati con una vernice olografica. La seconda è la Iridiscent Purple, un’elegante colorazione che nasce dalla combinazione di una vernice “nera matt” abbinata ad una vernice “rosegold metal-gloss”, con accenti e dettagli in vernice nero lucido. Il risultato è una V4Rs preziosa ed elegante, che splende ad ogni raggio di sole.
Segue il Glossy Pearl White, dove il colore primario è un bianco perla lucido, che viene completato da scritta e dettagli realizzati con una vernice olografica. A chiudere i nuovi colori c’è la Matt Lime, una vernice opaca lime che fa da base a scritte e dettagli realizzati in nero. Queste nuove colorazioni sono un’aggiunta all’attuale gamma colori del V4Rs e si affiancheranno pertanto ai colori Rosso, Bianco, Nero, UAE Team Emirates 2024 e UAE Team ADQ 2024.
E' una bici gravel tutta fatta a mano in Italia, è la Colnago C68 Gravel. Completa la famiglia C dell'azienda lombarda mutuando le congiunzioni in carbonio che hanno reso celebre queste biciclette. E' costosa, elegante e raffinata, al tempo stesso, sotto il profilo delle prestazioni non è una comodona, capace di sorprendere in diverse situazioni dell'offroad. Colpiscono stabilità e trazione del carro posteriore e le geometrie sono un valore aggiunto
Colnago colpisce nel segno con la sua nuova bici gravel. La C68 non è una di quelle tiratissime ed è proprio questo il valore aggiunto, a conferma che, soprattutto in ambito all-road il compromesso ottimale e la capacità di copiare il terreno fanno una grande differenza.
A questi fattori si abbina una geometria ben sviluppata, che porta l’utilizzatore a sfruttare bene il piantone, ma anche un buon carico verso il retrotreno a tutto vantaggio di una trazione ai massimi livelli. Entriamo nel dettaglio.
Colnago C68, la signora del gravelColnago C68 Gravel, la signora del gravel
La C68 Gravel del test
Una taglia 51, che è molto diversa dalla sorella in versione stradale. Il modello Gravel ha uno sterzo più alto e dei valori di reach e stack maggiorati (è più alta e lunga). Aumenta anche il passo complessivo. Questo però non vuol dire che è necessario prendere una taglia in meno, ma piuttosto è fondamentale valutare di accorciare lo stem in modo da sfruttare le potenzialità della bicicletta in un contesto off-road, anche impegnativo.
Il manubrio è Colnago CC.01 gravel, tutto in carbonio e con un flare pronunciato. La sella è Selle San Marco Regal Short con i rail in carbonio. La trasmissione è Sram Red AXS con monocorona da 40 denti e pignoni XPLR 10-44. Le ruote sono Zipp 303s, gommate Pirelli con larghezza da 40. Il test si è svolto con la configurazione tubeless. Ilvalore alla bilancia rilevato è di 8,19 chilogrammi (senza pedali). Il prezzo di listino per questo allestimento è di 11.600 euro.
Elegante, a tratti minimaleSi può montare il deragliatoreIl cockpit non è come quello usato per la versione roadSterzo massiccioRake aperto per la forcellaAnche la testa della forcella ha un disegno “tosto”Il reggisella è mutuato dalla versione stradaleCorposo anche il nodo sellaFoderi obliqui squadrati che si allargano vicino alla ruotaE’ un blocco rigido e ben strutturatoScatola centrale larga 86 millimetri Elegante, a tratti minimaleSi può montare il deragliatoreIl cockpit non è come quello usato per la versione roadSterzo massiccioRake aperto per la forcellaAnche la testa della forcella ha un disegno “tosto”Il reggisella è mutuato dalla versione stradaleFoderi obliqui squadrati che si allargano vicino alla ruotaCorposo anche il nodo sellaE’ un blocco rigido e ben strutturatoScatola centrale larga 86 millimetri
A briglia sciolta
Onestamente non ci aspettavamo una bicicletta gravel così veloce, un prodotto che non ha nulla da invidiare ad una bici endurance stradale. La Colnago è decisamente più adatta e scorrevole sui terreni accidentati, sentieri e strade bianche piuttosto scassate.
Se consideriamo che è possibile montare il doppio plateau anteriore, la Colnago Gravel diventa parecchio interessante in un contesto misto. Non è una bicicletta reattiva e nervosa, ma la trazione costante del retrotreno fa una grande differenza (in positivo).
Piacevole e gratificante da guidare In salita invita a spingere e la trazione posteriore fa la differenzaPiacevole e gratificante da guidare In salita invita a spingere e la trazione posteriore fa la differenza
Pronta in accelerazione
Non la vediamo come una bici da bikepacking e/o da caricare con i borsoni da viaggio, anche se la distanza e le tante ore di sella non fanno paura. La C68 Gravel diverte anche nei contesti dove oltre a spingere è necessario guidare la bici. A nostro parere è fondamentale azzeccare le gomme (tubeless) in base allo stile di guida ed al percorso da affrontare.
Questa è la classica bici da usare con gli pneumatici differenziati, con tassellatura media/pronunciata sull’anteriore, anche slick o semi-slick per il posteriore. Ribadiamo il fatto che la C68 in questione è una bici gravel piuttosto veloce, quindi sfruttare un grip pronunciato sulla ruota davanti non è peccato. E’ un’elegante bici da smanettoni, perché è sempre all’altezza anche quando si decide di aprire la manetta e dare gas.
Il lungo elenco dei campioni del Uae Team Emirates, con tutti i presupposti per diventare lo squadrone di riferimento. Da Pogacar a Trentin: li hanno tutti
Il pavé è da sempre il banco di prova per uomini e mezzi, esigente e massacrante, affascinante e in grado di cambiare la carriera di un atleta (e di una bicicletta).
Le biciclette saranno diverse tra le pietre del Fiandre e quelle della Roubaix? Quanto tempo prima vengono stilate le note tecniche del mezzo? Nei giorni scorsi, Baroncini ci aveva spiegato le differenze sulla sua bici per il Fiandre e la Roubaix. Abbiamo posto questi ed altri quesiti ad Alberto Chiesa, responsabile dello staff dei meccanici del UAE Team Emirates.
La bici di Baroncini in gara alla Omloop Het Nieuwsblad (foto UAE Team Emirates)La bici di Baroncini in gara alla Omloop Het Nieuwsblad (foto UAE Team Emirates)
Stessa bici per il pavé del Fiandre e quello della Roubaix?
Sì, la bici sarà la stessa e sempre la Colnago V4Rs. Anzi, per essere precisi in occasione del pavé cambieremo la forcella, ma il telaio rimarrà quello.
Una forcella nuova?
Una forcella che Colnago appositamente per queste gare, con una luce maggiore nella zona del passaggio ruota. Questo per dare una tolleranza più ampia quando monteremo le gomme da 32 millimetri.
Il frame-kit V4Rs non cambia tra Fiandre e RoubaixIl frame-kit V4Rs non cambia tra Fiandre e Roubaix
Userete sempre gli pneumatici da 32 millimetri?
Normalmente 32 per la Roubaix e 30 per il Fiandre, tubeless Continental.
Rispetto agli standard, pensate di aumentare la quantità di liquido nel tubeless?
No, rimarremo con i nostri standard che si aggirano intorno ai 40 millilitri per ogni pneumatico. Nell’ottica del pavé il liquido serve principalmente per bloccare la gomma al cerchio. Certo, funge anche per chiudere l’eventuale foro che si può aprire nella gomma, ma nella maggior parte dei casi, sul pavé si buca e si perde pressione perché si spacca il cerchio. Soprattutto alla Roubaix.
Molti test su gomme e pressioni da usare sulle pietre (foto UAE Team Emirates)E anche le ammiraglie saranno preparate ad hoc (foto UAE Team Emirates)Molti test su gomme e pressioni da usare sulle pietre (foto UAE Team Emirates)E anche le ammiraglie saranno preparate ad hoc (foto UAE Team Emirates)
Che pressioni useranno?
Intorno alle 3,5 atmosfere, ma in questo caso le variabili sono legate anche al meteo, quindi si lavorerà anche nei momenti a ridosso della partenza. Abbiamo provato e stiamo provando diverse soluzioni. Posso dire che alla Roubaix si scende leggermente con la pressione dei tubeless, rispetto al Fiandre.
Quando siete partiti a fare le prove tecniche in vista del pavé?
Sul campo, con le varie ricognizioni dei corridori deputati a fare la campagna del nord, di solito partiamo almeno con due mesi di anticipo. Il primo sopraluogo è stato fatto circa 20 giorni fa.
Politt e Baroncini, nella recente ricognizione sul pavé (foto UAE Team Emirates)Politt e Baroncini, nella recente ricognizione sul pavé (foto UAE Team Emirates)
Le prove servono anche per adeguare i rapporti che useranno i corridori?
I nostri useranno la doppia corona anteriore 54-40. Due le combinazioni per i pignoni, 11-30 per la Roubaix, 11-34 per il Fiandre. Cambierà la scelta del componente, perché i corridori possono scegliere tra le corone Carbon-Ti e quelle standard Shimano. Chi ha in dotazione Carbon-Ti, ad esempio Wellens, continuerà ad usarle anche sul pavé.
E invece per quanto riguarda i dischi dei freni?
Tutti con il 160 anteriore e 140 posteriore, solo Carbon-Ti.
Dischi Carbon-Ti per tutti i corridori (foto UAE Team Emirates)Dischi Carbon-Ti per tutti i corridori (foto UAE Team Emirates)
Ci saranno corridori che cambieranno il setting del mezzo?
Ormai la posizione rimane quella, per le gare normali e per il pavé. L’unica variabile in ottica pietre è legata al doppio nastro sul manubrio, oppure all’inserimento del gel, che qualche corridore chiede e al fatto che il manubrio viene nastrato completamente anche nella parte superiore orizzontale.
Ci sono corridori che usano i comandi satellitari nella parte orizzontale del manubrio?
Si, ci sono degli atleti che chiedono i tasti sotto la parte orizzontale. Molto richiesti da quei corridori che portano le mani nella parte alta quando pedalano sulle pietre.
Due dati italiani molto forti (successi e forte vendita di biclette) fanno pensare che su questo fronte l'Italia ha saputo gestire bene i mesi del Covid
Colnago ha lanciato nei giorni scorsi il progetto “Club degli Assi”, un team davvero particolare dal momento che unisce atleti appartenenti a squadre diverse accumunati dal fatto di gareggiare su bici gravel Colnago.
Il progetto si è rivelato da subito vincente grazie al successo ottenuto da Asbjorn Hellemose, danese del team Swatt Club, ex professionista alla Lidl-Trek, che ha vinto da finisseur la terza e ultima tappa della Santa Vail, gara gravel di 3 giorni in programma lo scorso fine settimana in Spagna, esattamente a Girona. Alla gara spagnola hanno partecipato complessivamente cinque atleti su bici Colnago in una disciplina, quella gravel, in cui l’azienda di Cambiago crede fortemente.
A formare il team, oltre a Hellemose, troviamo l’inglese Elliot Philips, l’australiano Nathan Haas e l’americana Amity Rockwell, attualmente l’unica donna del team e una delle atlete più forti nel mondo gravel femminile. Ci sono anche due italiani: Mattia Gaffuri e Giovanni Dracone.
Asbjorn Hellemose alza le braccia sul traguardo dell’ultima tappa del Santa Vail (foto Klassmark)Asbjorn Hellemose alza le braccia sul traguardo dell’ultima tappa del Santa Vail (foto Klassmark)
L’asso di fiori
Il nome del team nasce da un gioco di parole che parte dal logo del brand, l’asso di fiori, con cui Colnago è identificato in tutto il mondo. Da qui il nome “Club degli Assi” (in inglese “Club of Aces”). Nelle intenzioni dell’azienda, il Club identifica un collettivo di atleti di assoluto livello impegnati nel gravel, uniti non solo dal fatto di correre su una bici Colnago, ma anche dalla passione per le corse e per l’approccio vincente alle gare.
Oltre al comune sponsor tecnico, gli atleti del “Club degli Assi” saranno inoltre contraddistinti da una speciale patch, realizzata dal designer britannico Richard Pearce, che rappresenta la carta dell’asso di fiori. I componenti del team indosseranno questa patch sulla manica quasi a voler sottolineare che le biciclette Colnago saranno il loro asso nella manica.
Il progetto Club degli Assi identifica un collettivo di atleti di assoluto livello impegnati nel gravelIl progetto Club degli Assi identifica un collettivo di atleti di assoluto livello impegnati nel gravel
Le bici del Club
I cinque atleti attualmente in forza al “Club degli Assi” possono contare sul meglio di Colnago per il mondo gravel. Stiamo parlando dei modelli G3-X e C68 Gravel. Il primo è utilizzato attualmente da Haas, Rockwell, Hellemose e Gaffuri. Si tratta di una bicicletta gravel e ciclocross pensata per la pura competizione. Elaborata a partire dalla plurivittoriosa bici da strada V3Rs, il modello G3-X è una bici con telaio monoscocca in carbonio. L’ampiezza pneumatici arriva fino a 40 mm.
Accanto al modello G3-X troviamo la C68 Gravel, l’ultima arrivata in casa Colnago presentata nei giorni scorsi. Si tratta dell’ultima aggiunta della piattaforma C68. Seguendo la tradizione della serie C Colnago, iniziata negli anni novanta con il modello C40, i tubi della C68 gravel sono lavorati e assemblati a mano in Italia, nello stabilimento di Cambiago. Si tratta di una bici gravel dall’anima racing.
Il lungo elenco dei campioni del Uae Team Emirates, con tutti i presupposti per diventare lo squadrone di riferimento. Da Pogacar a Trentin: li hanno tutti
Non si tratta solo di una bicicletta Colnago, ma di una piattaforma vera e propria che prende forma nel 2022, mutuando il sapere costruttivo e le linee che hanno reso celebre la maison lombarda.
C68 Gravelabbraccia la famiglia C, dove troviamo anche le versioni Road e Allroad. Per capire meglio cosa si cela dietro al nuovo progetto Colnago abbiamo chiesto alcune battute a Davide Fumagalli, ingegnere e padre della C68. Entriamo nel dettaglio della nuova bici di Colnago.
Davide Fumagalli durante le fasi di test della nuova Gravel (foto Colnago)Davide Fumagalli durante le fasi di test della nuova Gravel (foto Colnago)
Unica nel mondo gravel
«La C68 Gravel è una bici unica nel panorama delle bici gravel. La costruzione modulare – spiega Davide Fumagalli, responsabile del progetto – ovvero il fatto che il telaio sia costruito da più parti in carbonio giuntate fra loro, fa da connettore tra il mondo più recente delle bici gravel, il prestigio e la storia della costruzione telaistica in carbonio della Serie C di Colnago. La scelta di un design modulare, anziché monoscocca, ci permette di curare in modo diretto la produzione, la qualità e le caratteristiche del prodotto. Che non vuol dire solo maggiore comodità o rigidità, ma che ogni singolo modulo è esattamente come lo vogliamo noiin Colnago.
«La tecnica costruttiva – prosegue Fumagalli – è la medesima delle versioni Road e Allroad, mentre sono diversi il carbonio e di conseguenza le tubazioni. La forcella non è stata mutuata dagli altri modelli, ma è specifica per la Gravel. Un valore interessante è il drop della scatola del movimento centrale, che varia tra i 72 e 74 millimetri, in base alle taglie e agli pneumatici utilizzati. La nuova C68 non è compatibile con i dropper-post».
C68 Gravel, fatto a mano (foto Colnago)C68 Gravel, fatto a mano (foto Colnago)
Colnago C, solo Made in Italy
Dietro le forme, all’impatto estetico e alle geometrie, oltre agli allestimenti, c’è una bicicletta completamente fatta a mano, figlia di una maestria che ha fatto scuola nella categoria delle bici in carbonio modulare e non solo. Modulare, è proprio così, perché la C68 non è una monoscocca e non utilizza la tecnologia della fasciatura. I profilati in carbonio sono incollati all’interno delle congiunzioni in fibra, uno ad uno, dove la manualità dell’artigiano ricopre un ruolo di primaria importanza.
La sagoma dell’obliquo è molto particolare (foto Chiara Redaschi)La sagoma dell’obliquo è molto particolare (foto Chiara Redaschi)
Come la C68 Road? Non troppo
Se l’accostamento in fatto di design è qualcosa di reale e tangibile, la nuova versione Gravel si basa su geometrie completamente differenti che, a parità di taglia, presentano un reach (lunghezza) più corto e uno stack (altezza) maggiorato. Significa che non vengono sacrificate l’agilità e la prontezza nei cambi di direzione, significa anche che la posizione in sella è compatta e raccolta. La nuova C68 si discosta anche dalla G3-X, che resta il riferimento per chi vuole un prodotto più racing (vicina al segmento V da strada, che comprende la V4Rs usata dal Team UAE). La nuova bici è si un mezzo ambizioso, ma meno estremizzato.
La C68 Gravel ha un passo più lungo e un angolo delle sterzo di 70,5°, comune a tutte le taglie. Confortevole e votato alla stabilità, ma non eccessivamente aperto al pari di quello di una mtb. Restando in ambito comfort e stabilità, la nuova bicicletta è compatibile con coperture fino a 42 millimetri di larghezza.
Il manubrio è piatto, di concezione aero (foto Chiara Redaschi)La parte superiore del manubrio Colnago in carbonio (foto Colnago)Il manubrio è piatto, di concezione aero (foto Chiara Redaschi)La parte superiore del manubrio Colnago in carbonio (foto Colnago)
Cockpit integrato by Colnago
Si chiama CC.01 Wide e rispetto al fratello utilizzato per la versione Road ha una svasatura (flare) più accentuata delle curve, oltre ad un angolo di 82° dell’attacco manubrio. Questo porta ad avere una larghezza differenziata tra la porzione superiore (dove si montano gli shifters) e quella inferiore (40 centimetri sopra e 46 sotto). Le misure disponibili sono 5, in base allo stem: da 80 a 120 millimetri.
Il CC.01 Wide è completamente in carbonio, ha un profilo superiore piatto/aerodinamico e si integra perfettamente con la serie sterzo (con specifiche Acros, la C68 Road utilizza CeramicSpeed). Questo manubrio integrato è perfettamente compatibile con le versioni Road e Allroad.
Un altro particolare di pregio è il sistema di registrazione Blockchain, attivabile con un tag NFC e posizionato sulla tubazione dell’obliquo. E’ il vero e proprio passaporto della bicicletta.
Anche lo sterzo usa la tecnica della congiunzione in carbonio (foto Colnago)Il tag NFC che attiva l’applicazione Blockchain (foto Colnago)Il nodo sella è massiccio soprattutto nella sezione superiore (foto Colnago)Il blocchetto di chiusura è integrato nell’orizzontale (foto Colnago)Il seat-post è quello della famiglia C (foto Colnago)Anche lo sterzo usa la tecnica della congiunzione in carbonio (foto Colnago)Il tag NFC che attiva l’applicazione Blockchain (foto Colnago)Il nodo sella è massiccio soprattutto nella sezione superiore (foto Colnago)Il blocchetto di chiusura è integrato nell’orizzontale (foto Colnago)Il seat-post è quello della famiglia C (foto Colnago)
Tre allestimenti e il kit telaio
Il kit telaio ha un prezzo di listino di 5.935 euro e comprende anche il reggisella che è il medesimo della C68 Road. Ci sono tre allestimenti con i prezzi di listino di 7000, 8400 e 11600 euro. Si basano sulle trasmissioni Shimano GRX 1x e ruote Fulcrum Rapid Red 900, Sram Force XPLR 1x, sempre con ruote Fulcrum. La più costosa porta in dote la trasmissione Sram Red AXS 1x e le ruote Zipp 303s. Le taglie disponibili sono 5: 45 e 48, 51, 54 e 57.
Non è la prima volta che Colnago e la casa d’aste londinese Sotheby’s incrociano le loro strade. Era già avvenuto lo scorso anno in occasione del Giro d’Italia. Alla vigilia della Corsa Rosa, Colnago aveva infatti presentato la Colnago Gioiello: un’edizione limitata in 50 esemplari numerati, basata sul telaio C68. L’azienda di Cambiago era voluta andare oltre, realizzando un esemplare di Colnago Gioiello ancora più raro e prezioso, chiamato Numero 1, venduto grazie a Sotheby’s alla cifra record di 120.650 franchi svizzeri (circa 125.000 euro).
Proprio in questi giorni (dal 19 al 26 gennaio, ndr) Colnago ha deciso di mettere all’asta, sempre tramite Sotheby’s, una Colnago limited edition caratterizzata da una colorazione davvero unica.
Motoki Yoshio ha messo tutta la sua creatività in questo speciale progetto di ColnagoMotoki Yoshio ha messo tutta la sua creatività in questo speciale progetto di Colnago
Il processo creativo
Durante il processo di creazione dei modelli limited edition di Colnago vengono realizzate diverse combinazioni di colori. Queste vengono testate, talvolta anche su modelli di telaio diversi, per capire in modo concreto quale potrà essere il risultato finale. Questi telai unici, chiamati “Prove Colori”, sono l’unico modo per capire se il risultato creativo è quello previsto. Normalmente ciascun kit telaio viene poi venduto direttamente dall’azienda attraverso negoziazioni personali.
Per la prima volta nella sua storia, Colnago ha deciso di assemblare una di queste “Prove Colori” in una bicicletta unica, equipaggiata con gruppo e ruote Campagnolo.
Questa è la bozza realizzata dal designer giapponeseDisegno poi trasferito sul modello Colnago C68Questa è la bozza realizzata dal designer giapponeseDisegno poi trasferito sul modello Colnago C68
La creatività di Motoki Yoshio
Il telaio scelto da Colnago è frutto della collaborazione dell’azienda di Cambiago con il designer giapponese Motoki Yoshio, iniziata nel 2022. Nel novembre di quell’anno Colnago aveva infatti lanciato una C68 in edizione limitata. “Rispetto” e “Armonia” erano le parole chiave del progetto. Rispetto per la tradizione e la qualità della serie C di Colnago, e Armonia nel mettere in evidenza le parti da cui è formato il telaio.
Alla fine di quel processo creativo, due versioni del telaio erano entrate nel processo di selezione del Comitato Esecutivo di Colnago: una versione con finitura lucida, scelta poi per la produzione, e un telaio con finitura opaca singola. Questo telaio, originariamente destinato a uno dei membri del Comitato Esecutivo di Colnago, è ora diventato una bicicletta unica di taglia 51s, la Colnago C68 Road Motoki Yoshio x Colnago Matte, ed è proprio questa la bicicletta all’asta in questi giorni da Sotheby’s.
Il formato dell’asta è il Sotheby’s Sealed, una procedura di vendita esclusivamente online che combina l’emozione di un’asta dal vivo con la discrezione di una vendita privata. Ciascuna vendita online Sotheby’s Sealed dura tra i due e i sette giorni. I partecipanti possono vedere in quale posizione si collochino tra le dieci offerte più alte e possono aumentare le loro offerte fino alla chiusura dell’asta. Il prezzo finale non è visibile a nessun offerente partecipante, né viene reso pubblico.