Cannondale Topstone Carbon LAB71, la gravel più pregiata

28.03.2023
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Si allarga la famiglia delle “Ultra Premium” di Cannondale. Atterra sulla strada di terra e ghiaia la nuova Topstone Carbon LAB71. La nuova divisione dedita alla massima ricerca in termini di materiali, finiture, componenti e dettagli speciali abbraccia così la serie gravel con la Topstone. La bici è stata infatti migliorata su più assi di performance a partire da un telaio più leggero di 160 grammi. Seguono dettagli estetici realizzati a regola d’arte e scelte tecniche rivolte a rendere questo modello più veloce e sorprendente. 

Le predisposizioni per aggiungere borse e portaborracce sono molteplici
Le predisposizioni per aggiungere borse e portaborracce sono molteplici

I plus LAB71

Dal 1971, Cannondale ha sfidato le convenzioni in nome delle prestazioni, trovandosi in prima linea per quanto riguarda il tema dell’innovazione nel ciclismo. Attraverso queste nuove edizioni speciali viene ripreso il concetto che sta alla base e portato all’eccellenza.

A partire dalla messa a punto del telaio in carbonio Topstone LAB71 che ottiene di più pesando meno. E’ stato infatti preso l’originale ed è stato spinto al livello successivo, con uno speciale rivestimento in carbonio che scende oltre i 160 grammi sotto il peso precedente, ma in grado di conservarne resistenza, versatilità e le prestazioni.

Pronta per ogni avventura, questa Topstone Carbon dispone di spazio e flessibilità per essere allestita anche per lunghi viaggi. Predisposizioni multiple per montare borse sia sopra che sotto il tubo obliquo, sul tubo sella, sul tubo orizzontale, e su entrambe le forche. Una vasta scelta di configurazioni per lo stoccaggio che si integrano all’anima performante.

Regina del comfort

La nuova generazione Topstone si è distinta fin da subito per la sua comodità universale. Il segreto non è nascosto e salta subito all’occhio tant’è che in questa LAB71 viene abilmente valorizzato dall’intreccio di colori. 

Il sistema Kingpin è infatti in grado di assorbire urti e vibrazioni senza il peso e la complessità di ammortizzatori o molle. Il funzionamento è racchiuso nello snodo presente fra il piantone e i pendenti del carro posteriore, che permette al telaio di flettersi. Il risultato è una bici confortevole su ogni terreno e sconnessione ed è in grado di affrontare percorsi impervi come mai prima. L’escursione di 30 millimetri di corsa sulla ruota posteriore è in grado di aumentare la trazione senza il peso o la complessità di shock o collegamenti. A completare le migliorie della geometria ci sono le altezze maggiori di standover e movimento centrale che donano un migliore controllo durante la guida. 

Estetica raffinata

Già dopo il lancio della nuova Topstone, si pensava che la casa statuinitentse avesse già creato una bici dal look audace ed estroverso impossibile da non passare inosservato. LAB71 eleva l’estetica al livello dell’ingegneria. Guardandola da vicino si mostra con particolari finiture e una meticolosa attenzione ai dettagli. Colori che si interrompono dal nero satinato al fucsia che ne risalta il carro posteriore. 

Bello e performante, questo modello è versatile e si adatta alle esigenze del ciclista. La dimensione degli pneumatici è 700 x 45 oppure disponibile in versione 27,5 x 2,1” per una migliore maneggevolezza e stabilità. Le taglie selezionabili sono cinque: XS, S, M, L, XL. Il prezzo del kit telaio Topstone LAB71 consultabile sul sito è di 4199 euro. 

Cannondale

La nuova Cannondale SuperSix Evo generation IV

01.03.2023
8 min
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Una bici Cannondale non è mai banale. Non lo è per i concetti e le soluzioni tecniche porta con sé, non lo è ovviamente per le performance.

La quarta generazione della Cannondale SuperSix Evo è ora ufficiale. E’ molto diversa dalla precedente, anche se il primo impatto estetico la ricorda, ma il suo sviluppo trova ispirazione anche dalla piattaforma SystemSix. Entriamo nel dettaglio con Davide Devine, Product Manager Road della casa americana.

«La quarta generazione della SuperSix Evo – spiega – vuole segnare un cambio di rotta del segmento road. Questa bicicletta, tra i vari obiettivi che si pone, vuole tornare ad essere un punto di riferimento, per leggerezza e aerodinamica, performances in generale e soluzioni tecniche. La cura dei dettagli, fra cui rientra anche la verniciatura, che abbiamo voluto sostenere per creare questa nuova piattaforma è davvero importante e per alcune sezioni della bici abbiamo speso una quantità enorme di ore di lavoro e sviluppo. Ad esempio la scatola del movimento centrale, che ora è una BB68 con le sedi filettate per le calotte dei cuscinetti. Un grande cambio per Cannondale».

Quasi tre anni di lavoro

«Non esiste – spiega Nathan Barry, ingengnere e responsabile dell’aerodinamica – una zona più difficile da sviluppare piuttosto di un’altra. L’aspetto maggiormente complicato è creare un prodotto che diventi anche il giusto compromesso. La nuova Cannondale SuperSix Evo ha poco da condividere con la generazione precedente e la fase iniziale del progetto si ispira in modo marcato alla SystemSix. Perchè la SystemSix? Perché è un mostro di efficienza in fatto di aerodinamica.

Ma per la quarta generazione della nostra bici leggera era necessario combinare l’aerodinamica con il peso ridotto, creando una connessione perfetta tra i diversi componenti in gioco. A questo abbiamo aggiunto anche una cura maniacale dei dettagli. Quando la osservi, a tratti sembra una bici semplice, in realtà ha richiesto quasi tre anni di lavoro duro ed incessante».

Telaio Lab71 da 770 grammi

Alle versioni Hi-Mod e Carbon, si aggiunge la Lab71 con il carbonio Ultralight 0, che diventa il top di gamma ed è quella usata dai pro EF Education-EasyPost. Si tratta di una fibra composita che discende in modo diretto dalla Hi-Mod, ma che utilizza delle nuove resine con nanotecnologia integrata, nuovi orientamenti in fase di costruzione dei tubi e metodi di taglio della fibra stessa.

Per gli amanti dei pesi un telaio Lab71 ha un valore alla bilancia dichiarato di 770 grammi (verniciatura inclusa), l’Hi-Mod di 810 e il Carbon di 930, a parità di taglia 56. La forma e i volumi dei profilati sono i medesimi, a prescindere dalla matrice del carbonio, così come le taglie e le geometrie.

Gomme fino a 34 millimetri

Lo stelo della forcella ha una sorta di forma triangolare, che in parte riprende il concetto Delta già evidenziato in passato per la tubazione piantone. Il passaggio di cavi e guaine è interno e lo sterzo non presenta blocchi che limitano il raggio di sterzata del manubrio. La misura dello stelo è classica, non è oversize, soluzione che permette di montare facilmente gli stem tradizionali. La forcella ed il carro posteriore hanno un’abbondante luce per il passaggio delle ruote/gomme, fino a 34 millimetri considerando anche la tipologia di ruote. I perni passanti hanno dimensioni tradizionali, ma le sedi di alloggio adottano una svasatura rivista (e’ stato abbandonato lo SpeedRelease).

Georg Steinhauser con la bici da allenamento (foto Brazodehierro-Cannondale)
Georg Steinhauser con la bici da allenamento (foto Brazodehierro-Cannondale)

Reggisella aerodinamico

C’è un reggisella aerodinamico con un impatto frontale ridottissimo che è disponibile con off-set zero, oppure scaricato verso il retro di 20 millimetri. Il suo design è specifico per la nuova Cannondale SuperSix Evo, si chiama C1 Aero ed è full carbon. Il blocchetto di chiusura è completamente integrato.

Il nuovo progetto SuperSix Evo include anche le borracce con i lati squadrati, più efficienti (rispetto a quelle rotonde) in termini di impatto contro lo spazio. Ma si possono usare anche le borracce tradizionali.

Tutte le SuperSix Evo sono compatibili con le trasmissione elettromeccaniche e meccaniche, questo spiega anche la presenza dello sportellino in cima al tubo obliquo.

Ritorno al movimento filettato

Scatola larga 68 millimetri, sedi filettate per l’ingaggio delle calotte esterne e abbandono della guarnitura Hollowgram. L’asimmetria riguarda solo i volumi dei foderi bassi ed il seat-tube. La “faccia sotto” della scatola diventa anche la porta d’ingresso della batteria Di2. Non interferisce con il movimento centrale e con la guarnitura, perché s’innesta in una porta alla base del tubo obliquo. Inoltre la Evo supporta un eventuale pacchetto SmartSense, ecco perché c’è una piccola asola sotto il portaborraccia dell’obliquo.

Geometrie e taglie

Le geometrie sono identiche alla generazione precedente, per sette taglie in totale (44 e 48, 51 e 54, 56, 58 e 61). Una delle poche variazioni in merito riguarda le due misure più grandi, che ora sono state raggruppate nella 61.

Sempre interessante il fatto di adottare due rake differenti delle forcelle, in base alle taglie. 55 millimetri per le misure 44/54 e 45 millimetri di off-set per le taglie di telaio 56/61.

Allestimenti e prezzi

La top del listino, la SuperSix Evo Lab71 è disponibile con un allestimento, che si basa sulla trasmissione Dura-Ace, il nuovo cockpit integrato full carbon SystemBar Momodesign e le nuove ruote Hollowgram SL50. La livrea cromatica è una. La Lab71 è disponibile anche come framset, in tre combinazioni cromatiche. Il frameset Lab71 ha un prezzo di listino di 5499 euro, mentre la bici completa costa 14999 (un solo allestimento).

La Hi-Mod è disponibile in due allestimenti. Hi-Mod 1 si basa sulla trasmissione Sram Red AXS, Hi-Mod 2 è con la trasmissione Ultegra Di2. Ci sono sempre le ruote Hollowgram SL50 e in base al prezzo cambiano alcune specifiche legate al cockpit, che comunque non è integrato. La Cannondale SuperSix Evo Hi-Mod si può avere anche come kit telaio, in due combinazioni cromatiche. Il kit telaio HM ha un prezzo di listino di 4199 euro. L’allestimento HM1 ha un costo di 13499, mentre la HM2 di 8999.

Sono due gli allestimenti alla base delle versioni Carbon, tra Shimano Ultegra Di2 e con lo Sram Force AXS. Oltre agli altri componenti, cambiano le ruote, sempre Hollowgram full carbon, ma nella versione 50R-S, con il meccanismo interno del mozzo DT Swiss 350, invece del 240 adottato per le SL. La Carbon1 costa 6999 euro, la Carbon2 6799 euro.

Zoe Backstedt, una ragazzina con le idee molto chiare

21.02.2023
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Sorridente e decisa, Zoe Backstedt non è più “solo” la figlia di Magnus e Megan Hughes, ma è una giovane campionessa che si lascia influenzare in modo marginale dall’esterno. Il suo palmares da junior è notevole. Tre mondiali juniores (due strada e uno a crono). Un mondiale su pista. Tre ori agli europei su pista. Un oro e due argenti ai mondiali di cross. Un oro agli europei di cross.

L’abbiamo incontrata a Girona quasi per caso e con lei abbiamo fatto quattro chiacchiere. Corre per il Team EF-Education-TIBCO-SVB.

In azione agli ultimi mondiali di ciclocross, chiusi al secondo posto fra le U23 (foto twilcha)
In azione agli ultimi mondiali di ciclocross, chiusi al secondo posto fra le U23 (foto twilcha)
Dopo il mondiale di cross ti stai riposando?

Più che riposare diciamo che ho passato qualche giorno a casa in tranquillità, senza allenamenti pressanti e lasciando da parte tutta la parte del lavoro specifico. Ma è ora di iniziare a mettersi d’impegno in vista della stagione su strada.

Che programmi hai per il 2023?

L’obiettivo principale è quello di mettere esperienza nella testa e nelle gambe e mi riferisco all’attività su strada. Sono al servizio del team e dovrò aiutare le mie compagne. Poi arriverà la stagione di ciclocross, presumibilmente non inizierò con le prime gare in autunno, ma con lo scattare dell’inverno e sicuramente in Belgio. Non c’è ancora un calendario definito. Di sicuro diminuirò l’attività su pista.

Qui a chiacchierare con Georg Steinhauser, corridore del Team EF-Easypost
Qui a chiacchierare con Georg Steinhauser, corridore del Team EF-Easypost
Hai 19 anni, ma sembri già una veterana per tutto quello che fai e per come parli. Motivazioni, passione ed incoscienza?

Mi piace la bicicletta e mi piace il ciclismo, sento che è un mondo che mi appartiene e io appartengo a lui. Voglio vincere e sono determinata a farlo. Il pensiero della vittoria mi dà forza e adrenalina. Mi spinge a fare meglio e ad oltrepassare quel limite. Sempre un po’ più avanti. Mi piace vedere il cambiamento delle mie performance, che di anno in anno sono migliori.

Abbiamo pedalato in gruppo con lei sulle strade intorno a Girona
Abbiamo pedalato in gruppo con lei sulle strade intorno a Girona
Se oggi fossi obbligata a scegliere una sola disciplina?

Impossibile rispondere ad una domanda del genere, non posso fare a meno della bici da strada e neppure dell’attività cx. Della strada mi piacciono la velocità, il vento in faccia e le ore in sella. Del ciclocross mi divertono il fango e la tecnica della guida. Non mi vedo senza una bicicletta, non riesco a pensarci.

Che ruolo hanno i tuoi genitori nella tua vita sportiva?

La mia famiglia è tutto, ma io ho anche la mia vita. Mio padre è stato anche il mio allenatore e ad ora rimane il mio riferimento per molte cose, ma ho dovuto fare una scelta. Infatti, da qualche tempo a questa parte, per gli allenamenti faccio riferimento al coach della nazionale britannica. Ho preferito scindere gli affetti dall’attività sportiva, che oggi è anche il mio lavoro. Mio padre e mia madre, così come mia sorella sono insostituibili, ma quello che io devo affrontare sulla bicicletta è un’altra cosa.

Anche nei momenti di riposo non abbandona la bici
Anche nei momenti di riposo non abbandona la bici
Ti rivedi in tua mamma, oppure in tuo padre?

Credo di assomigliare di più a mia madre, che è stata un’ottima sprinter. Forse le assomiglio anche per il modo che ho nell’affrontare le situazioni e prendere le decisioni.

Tuo padre Magnus ti racconta di tanto in tanto della sua carriera?

Capita spesso e ormai i suoi racconti, le sue storie si mescolano con i consigli e i paragoni con il ciclismo di oggi. Io ovviamente gli racconto il ciclismo così come è ora. Ma sentire le parole di mio padre, è qualcosa di speciale e iconico che fa anche capire le differenze tra generazioni.

Zoe Backstedt, la personalità di una veterana, ma ha 19 anni
Zoe Backstedt, la personalità di una veterana, ma ha 19 anni
Hai un campione, un atleta e/o una persona nel quale ti immedesimi?

Marianne Vos, senza dubbi. Io ero piccola e lei era sui campi di gara a vincere e dare battaglia. Ora ci sono anche io nella mischia e lei è sempre li. Per me è un mito e un domani mi piacerebbe poter dire di aver fatto una carriera come la sua.

Nella vita che conduci oggi, qual’è la cosa che ti piace di più e quella che proprio non sopporti?

La cosa che mi piace di più fare è viaggiare e farlo grazie alla passione per la bici non ha prezzo. Vedo luoghi diversi in continuazione e conosco molta la gente. Il risvolto negativo è la lontananza da casa per periodi lunghi.

Zoe tra Elynor e la madre Megan: tra strada e ciclocross ha già 4 maglie iridate al suo attivo
Zoe insieme alla madre Megan: tra strada e ciclocross ha già 4 maglie iridate al suo attivo
Cosa sogni per il tuo futuro?

Quello che sogno veramente è diventare campionessa olimpica e vincere le due maggiori classiche, la Roubaix ed il Fiandre. Forse di più la Roubaix. Immaginare che padre e figlia l’hanno vinta è un’emozione che mi fa venire i brividi in ogni momento.

LAB71: si presenta l’area “ultra premium” di Cannondale

15.02.2023
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Si chiama LAB71, una sigla che identifica una nuova famiglia di specifici prodotti Cannondale caratterizzati da prestazioni “ultra premium”: biciclette, quelle inserite in questo selezionato ambito, che nelle intenzioni del costruttore americano sono in grado di superare le migliori aspettative, con dettagli e particolari curati davvero al massimo

Cannondale LAB71 sarà sinonimo di un nuovo livello di prodotti in grado di rappresentare la massima espressione dell’artigianato costruttivo in campo ciclistico. Una sintesi della  più autentica esperienza Cannondale maturata in oltre cinquant’anni di innovazione, di prestazioni e di design. Utilizzando materiali e processi produttivi all’avanguardia, combinati con finiture straordinarie e una selezione curata dei migliori componenti disponibili, i telai e le bici complete LAB71 si collocheranno al vertice della gamma prodotti Cannondale. 

Cannondale LAB71 sarà l’area top di gamma di Cannondale
Cannondale LAB71 sarà l’area top di gamma di Cannondale

Disponibilità dal 1° marzo

«LAB71 rappresenta una progressione naturale per la nostra azienda – ha dichiarato Henning Schroeder, il Senior Vice President of Product Development di Cannondale – e ci piace immaginarlo come un luogo fisico in cui lasciamo che i nostri ingegneri, i nostri designer ed i nostri product manager si scatenino per realizzare le bici dei loro sogni. All’interno del LAB71 prendiamo le nostre piattaforme più innovative, e veloci, e le perfezioniamo con materiali avanzati, componenti scelti appositamente, finiture e dettagli che rivelano livelli assoluti di bellezza». 

Dal 1971, Cannondale ha sfidato le convenzioni in nome delle prestazioni, trovandosi in prima linea per quanto riguarda il tema dell’innovazione nel ciclismo. Partendo dalla rivoluzione dell’alluminio, negli anni ottanta, passando per biciclette da strada e mountain bike aggressive e iconiche. Fino ad arrivare a prototipi fuori dagli schemi, ad atleti e squadre leggendari, le innovazioni rivoluzionarie di Cannondale hanno costantemente spinto il settore in avanti. E nelle intenzioni dei vertici del brand americano LAB71 intende continuare questa personale tradizione…

Cannondale è diventata un punto di riferimento per tutte le discipline del mondo bike
Cannondale è diventata un punto di riferimento per tutte le discipline del mondo bike

I singoli modelli Cannondale LAB71 saranno disponibili nelle specifiche categorie di bici da strada, gravel, Mtb ed e-bike dal prossimo primo giorno di marzo.

Cannondale

Vision Metron 91 e TFW: le ruote del campione europeo

05.11.2022
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Quando si tratta di corse contro il tempo, è il cronometro a fare da padrone: il solo arbitro tra la sconfitta e la vittoria. Ogni centesimo pesa come un macigno, così diventa fondamentale lo sviluppo di materiali e di prodotti sempre più performanti. Vision, affiancata da Cannondale, ha lavorato in questa direzione creando una nuova coppia di ruote Metron.

Il profilo molto alto della Metron 91 è stato scelto dopo numerosi test in laboratorio
Il profilo molto alto della Metron 91 è stato scelto dopo numerosi test in laboratorio

La novità Metron 91

Canale interno da 21 millimetri, per accogliere copertoni stretti e scorrevoli. Il design della ruota è stato sviluppato in galleria del vento, ogni dettaglio è votato all’aerodinamica. L’altezza del cerchio è di 91 millimetri, come suggerisce il nome stesso, questo perché è la misura che si è dimostrata più aerodinamica dopo i vari test di laboratorio. Il vantaggio in termini di tempo è di ben 15,8 secondi su distanze di 40 chilometri. 

La cura dei dettagli è la base per emergere, Vision lo sa ed è così che ha curato anche il mozzo. Si tratta di un PRS con cuscinetti ceramici speciali, per aumentare ancor di più la scorrevolezza. Il peso della ruota anteriore è di 938 grammi. 

Le grafiche e gli adesivi sono studiati per ridurre le turbolenze e gli attriti
Le grafiche e gli adesivi sono studiati per ridurre le turbolenze e gli attriti

Metron TFW

E’ la più famosa delle ruote di Vision, affermata tra gli specialisti nelle prove contro il tempo. Presenta un nuovo aggiornamento ed un ridimensionamento nel peso. In Vision, infatti, si è lavorato molto per portare la Metron TFW a fermare la bilancia a soli 958 grammi. Viene realizzata interamente a mano con carbonio 100 per cento italiano. 

Stefan Bissegger utilizzerà questi nuovi prodotti durante tutte le prove contro il tempo nella prossima stagione
Stefan Bissegger utilizzerà questi nuovi prodotti durante tutte le prove contro il tempo nella prossima stagione

Personalizzata

Per costruire un brand solido e di successo bisogna saper anche valorizzare il proprio lavoro. Vision ha così deciso di creare una grafica completamente personalizzata. Ed è così che sulle ruote in dotazione al team EF Education Easy Post appaiono i colori della maglia di campione europeo, fresca conquista dello svizzero Bissegger. Anche la produzione si fa speciale, infatti sticker e vernici sono realizzati con materiali a ridotta resistenza aerodinamica, con un trattamento superficiale anti turbolenze.

Vision 

Far Gravel… che goduria con la Cannondale Topstone

30.09.2022
7 min
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Metti un fondo erboso, coltivazioni di angurie, vigneti, campanili, canali, campi sterminati e un cielo basso, tanto l’orizzonte è ampio. E nel mezzo noi, su una delle gravel bike più desiderate: la nuova Cannondale Topstone Carbon 2.

Per un weekend, Argenta cittadina nelle vaste pianure del Parco del Delta del Po, si è trasformata in capitale nazionale del gravel. La domenica il campionato italiano e il sabato la Far Gravel, evento non competitivo al quale hanno preso parte oltre 500 appassionati. E tra questi c’eravamo noi, che con altri colleghi, abbiamo potuto saggiare sul campo le qualità della Topstone Carbon 2.

Si parte! Cannondale ci regala questa avventura nella “Bassa” (foto Andrea Sabbadin)
Si parte! Cannondale ci regala questa avventura nella “Bassa” (foto Andrea Sabbadin)

Carro e carbonio…

Il percorso era totalmente pianeggiante. Uniche asperità le rampe degli argini che da quelle parti sono molto alti, tanto che servivano un paio di tornanti per raggiungerne la “vetta”. Ma questo non ha reso meno interessante il nostro approccio all’ultima versione della Topstone. Anzi…

E sì, perché i fondi sui quali abbiamo messo le ruote erano variegati: asfalto rovinato (forse il fondo più “antipatico”), terra battuta, erba, strada bianca e un po’ di fango.

Una fase di conoscenza della nuova Cannondale Topstone già lo avevamo avuto. Per l’elenco delle soluzione tecniche vi rimandiamo qui (versione Carbon) e qui (versione in alluminio). In questo articolo vi proponiamo più le sensazioni e la risposta alla guida di questa gravel bike: una sorta di test breve e di quello che è capace di trasmettere la bicicletta fin dalle prime pedalate.

I foderi del carro flettono fino a 22 millimetri. Completa l’opera lo snodo Kingpin sul piantone
I foderi del carro flettono fino a 22 millimetri. Completa l’opera lo snodo Kingpin sul piantone

Carro e Kingpin

Il brand americano è riuscito a migliorare una bici nata sotto una buona stella e come? Sostanzialmente si è intervenuti sul carro e la forcella. Ora vi possono trovare alloggio gomme fino a 50 millimetri.

E’ stato fatto un grande lavoro anche per quel che riguarda il layout del carbonio, soprattutto quello del carro. L’obiettivo era quello di avere una bici che “copiasse” meglio il terreno e le sue asperità, aumentando l’efficacia delle tubazioni che si snodano oltre il Kingpin.

Il carro della Cannondale Topstone prevede lo snodo, il Kingpin appunto, sul tubo piantone. Una “sospensione integrata” che regala grandi soddisfazioni in fatto di trazione e sobbalzi, i quali sono limitatissimi. Se questo snodo è perfettamente integrato nel progetto Topstone, la cinematica comprende anche il potere elastico e di compressione che coinvolge il carbonio dei profilati. Del Kingpin è stata cambiata la meccanica: non più i cuscinetti, ma le boccole. Il risultato? Meno peso (100 grammi) e meno manutenzione.

Feeling istantaneo

Dopo un via molto tranquillo, con tanto di sosta ad un ristoro dopo una manciata di chilometri, la nostra Far Gravel ha preso quota. Un po’ di ghiaino, qualche “zig zag” tra casolari agricoli ed eccoci in aperta campagna. Man mano l’asfalto liscio diventava, rovinato, strada bianca e quindi fondo erboso.

Una volta sistemate le misure prima di metterci in marcia e nonostante un attacco leggermente più corto rispetto alle nostre abitudini, il feeling con la Topstone Carbon è stato istantaneo.

La geometria è quella tipica di una bici gravel con la quale puoi fare tutto e divertirti parecchio (angolo di sterzo a 71,2 gradi e piantone a 73,1 gradi nella misura S, quella da noi provata). Non si paga dazio in termini di reattività, mentre si esalta la comodità. Il tutto, unito a gomme da 38 millimetri, ci ha dato un senso di “onnipotenza”. Potevamo mettere la bici dove e come volevamo e questa non faceva una piega.

Più veloci, più comfort

Ma come ogni evento che vede più di un ciclista in contemporanea, arriva sempre il momento racing! Ed è qui che davvero abbiamo potuto saggiare le qualità della Topstone Carbon.

La cosa che ci ha colpito è che più si andava veloce e più la Topstone Carbon 2 risultava comoda, assorbiva le asperità del terreno. Questo perché il telaio, a partire dal carro, poteva lavorare davvero per quello per cui è stato progettato. C’era l’energia sufficiente perché si arrivasse a quei 30 millimetri di escursione tra foderi bassi, foderi alti, snodo del piantone e reggisella. Quando si va più piano, almeno per il nostro peso (poco superiore ai 60 chili) paradossalmente si “balla” di più, perché gli impatti non hanno tanta forza.

E anche questo punto di vista del peso è relativo, in quanto in Cannondale hanno realizzato tubazioni con diversi carichi strutturali da taglia a taglia: è la tecnologia Proportional Reponse. La differenza non è solo nei centimetri. Si presuppone che il ciclista che usa una taglia XL sia più grande e quindi più pesante rispetto ad uno che utilizza una taglia S: i tubi delle due bici pertanto sono diversi e si adattano alle esigenze fisiche del ciclista.

Abbiamo accennato al reggisella: l’incavo posteriore nella parte alta (Save) arriva fino a quasi un centimetro di travel. Il suo diametro è di 27,2 millimetri.

La Topstone Carbon 2 è stata divertente. Su asfalto scappava via veloce, su erba copiava alla grande e sul ghiaino della strada bianca riusciva ugualmente ad essere chirurgica. Su questo fondo, forse il più battuto dai gravelisti, è esattamente come andare su strada. Un treno sui binari.

In poltrona!

Ma non è tutto. Quando ci ritrova in un gruppo di amici e si ha la fortuna di avere vicino chi ha misure e pedali come i tuoi ci si scambia la bici. 

Noi avevamo la versione con forcella rigida, ma c’era anche quella la versione Lefty, con la forcella Oliver (monostelo) che ha un’escursione di 30 millimetri. 

E scambiarsi una bici “a caldo”, sul momento, amplifica le sensazioni. Anche piccole differenze si sentono parecchio. E la forcella rende la Topstone incredibile. Comodità totale. Non solo: anche precisione di guida aumenta: velocità e cambi di direzione rapidi sullo sconnesso… In pratica le sensazioni di guida una buona mtb front, legate a quelle di velocità di una bici da strada. 

Ma proprio perché le sensazioni sono amplificate, va detto che quegli etti in più della forcella si avvertono abbastanza. Se in pianura non ci sono problemi, il discorso cambia un po’ quando si devono affrontare delle salite. Però è anche vero che se si fanno salite, si fanno anche delle discese… e se queste sono su sassi ci si diverte parecchio con la Oliver.

Con forcella rigida o ammortizzata: la scelta è del tutto personale e dipende dai gusti e dagli usi che se ne fa. Inoltre questa gravel bike, può montare gomme da 2,1” nel diametro da 27,5”… in pratica diventa quasi una mtb, ma veloce come una bici da strada, dove si può spingere il rapportone.

Cannondale

Cannondale SuperSix Evo Hi-Mod Di2, l’ultima colorazione

23.09.2022
3 min
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All’expo di Misano abbiamo visto anche l’ultima novità del cavallo di battaglia Cannondale, la SuperSix Evo Hi-Mod con trasmissione Shimano Dura Ace Di2.

La bicicletta si basa sul frame-kit già esistente. Accattivante l’abbinamento cromatico che prevede una colorazione gunmetal green brillante. Non è un’edizione limitata come quella del Tour de France. L’abbiamo fotografata e ora vediamo i dettagli.

Le forme e il design sono quelli della Evo che già conosciamo
Le forme e il design sono quelli della Evo che già conosciamo

SuperSix Evo, sempre lei

E’ una bicicletta che nel suo percorso di evoluzione è cambiata parecchio, ma ha mantenuto un fascino particolare. Questa che vediamo è la top di gamma tra le SuperSix Evo Hi-Mod, lo è tecnicamente con il carbonio ad alto modulo e lo è per l’allestimento. Il prezzo di listino è di 11.999 euro.

L’allestimento

Il kit telaio comprende anche il seat-post full carbon e il comparto manubrio con la soluzione semi-integrata Save SystemBar, con piega in carbonio e stem in alluminio. L’angolazione della piega è aggiustabile.

Ci sono le ruote HollowGram 45 SL che, a nostro parere, sono il giusto compromesso tra aggressività e gestione durante la corsa, versatili e anche moderne nell’impatto estetico. Sono panciute, hanno un canale interno da 21 millimetri di larghezza e sono tubeless ready. Vestono la bicicletta e non sono “invadenti”. Hanno i mozzi in alluminio che si basano sul sistema Rachet di DT Swiss.

La bicicletta prevede anche il sensore Cannondale montato alla ruota. Questo si connette alla app e contribuisce a tracciare la vita della bicicletta, oltre a fornire un’infinità di dettagli utili all’utilizzatore.

La sella è la Fizik Tempo Argo R3 con rails in carbonio e gli pneumatici sono i Vittoria Corsa da 25.

Al top con il Dura Ace

La trasmissione è Shimano nella sua totalità, significa che c’è anche la guarnitura. La Cannondale SuperSix Evo necessita di appositi adattatori per supportare l’asse passante con 24 millimetri di diametro, quello della guarnitura Shimano. In questo caso abbiamo due ghiere in alluminio con una finitura cromatica che si abbina alla colorazione della bici. La combinazione del cambio è 52/36 e 11/30.

Le taglie previste sono sette, come vuole la piattaforma SuperSix Evo: 48 e 51, 54, 56 e 58, 60 e 62.

Cannondale

Cannondale SuperSix EVO Leichtbau: unico, veloce e leggero

05.08.2022
3 min
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Quando le prestazioni si incontrano il risultato è pura performance. Cannondale celebra la bici più veloce e si esalta attraverso la leggerezza. Il nuovo telaio SuperSix Evo Leichtbau rappresenta l’instancabile impegno della casa statunitense che da cinquant’anni si rivolge all’innovazione tecnologica e alla tradizione delle bici da strada.

Questa è l’interpretazione più raffinata del telaio al vertice di Cannondale. Esclusivo e pregiato anche grazie alla sua tiratura limitata a soli duecento esemplari in tutto il mondo. 

Leichtbau in tedesco rappresenta una costruzione che fa della sua leggerezza una caratteristica di merito
Leichtbau in tedesco rappresenta una costruzione che fa della sua leggerezza una caratteristica di merito

Design elegante

Leichtbau significa leggero. L’ultima tecnologia nella stratificazione del carbonio e i materiali più avanzati hanno infatti permesso una riduzione del peso di 90 grammi rispetto al modello SuperSix EVO HI-MOD in gamma. Un’esaltazione che valorizza le peculiarità della regina del catalogo Cannondale.

Il tutto vestito da un’elegante livrea pronta a spiccare ed apparire agli occhi di tutti. Un classico moderno che unisce un’estetica nera e cromata collaudata nel tempo con la costruzione in carbonio più avanzata e dettagli in lega lavorati a CNC. 

Il design unico ed elegante esalta le caratteristiche tecniche con la sua cromatura accattivante
Il design unico ed elegante esalta le caratteristiche tecniche con la sua cromatura accattivante

Prestazioni top

Grazie ad un design pulito e ad accortezze costruttive intelligenti, SuperSix EVO Leichtbau è dinamico e leggero. Il telaio è caratterizzato da tubi a profilo altamente aerodinamici che offrono lo stesso peso e una rigidità uguale o migliore rispetto ai tubi tondi, ma riducono la resistenza fino al 30%.

Le guaine dei freni attraverso un’apertura nella parte anteriore del tubo sterzo offrono una resistenza minima e una facile manutenzione.

Il carro posteriore SAVE, il collarino sella integrato e il reggisella 27 SL KNØT regalano un comfort sorprendente ad ogni velocità soprattutto se alta. I perni passanti con Speed Release consentono cambi di ruota più rapidi e facili e sono compatibili con la maggior parte delle ruote con perno passante standard.

La versatilità è favorita dallo spazio per le coperture fino a 30 millimetri per affrontare qualsiasi strada. 

Il passaggio per gli pneumatici arriva ad ospitare fino a 30mm
Il passaggio per gli pneumatici arriva ad ospitare fino a 30mm

Capolavoro

Il telaio SuperSix EVO Leichtbau è un vero e proprio gioiello dal punto di vista costruttivo perché riprende la derivazione dalla versione in gamma stradale e la migliora ulteriormente. La sua estetica accattivante unita alle qualità costruttive rendono questo telaio un capolavoro in carbonio.

Il prezzo consigliato al pubblico è di 4.999 euro. 

Cannondale

Cannondale: il telaio del Tour è disponibile in edizione limitata

19.07.2022
3 min
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Cannondale ed il team EF Education – Easy Post ci hanno abituato a sorprese particolari e sempre colorate. Quest’anno al Tour ecco l’ennesimo tocco di estro, prima per la Grande Boucle dei pro’ e poi per celebrare il grande ritorno del Tour de France Femmes. Cannondale ha deciso di festeggiare questo grande ritorno con un telaio speciale del suo modello Super Six Evo, che sarà usato anche dal team femminile EF Education-Tibco-Silicon Valley Bank. 

Telaio della Super Six Evo in edizione speciale per il Tour, disegnata da Rapha con la collaborazione di Palace Skateboards
Telaio della Super Six Evo in edizione speciale per il Tour, disegnata da Rapha con la collaborazione di Palace Skateboards

Design by Rapha

Cannondale si è avvalsa della collaborazione tra Rapha e Palace Skateboards, disegnando qualcosa che è destinato a rimanere impresso nella memoria di tutti gli appassionati. Un telaio che vuole celebrare i successi e le fatiche delle donne nel ciclismo. Quello che è ormai un movimento sempre più forte ed audace e che, grazie al ritorno del Tour Femmes, tornerà a far parlare di sé.

Colorazioni e grafiche audaci che in queste prime due settimane del Tour sono state portate, con altrettanto coraggio ed audacia, dai corridori della EF Education – Easy Post, in particolare da Magnus Cort e dal nostro Alberto Bettiol.

Stesse caratteristiche

Le caratteristiche tecniche del telaio in edizione limitata Super Six Evo Hi Mod sono le stesse del modello di serie. E’ un telaio strutturato e pensato per scorrere veloce sui terreni mossi, che unisce velocità, agilità e maneggevolezza. Il design aero dei tubi permette un vantaggio tecnico ad alte velocità non indifferente, si parla di un risparmio di 30 watt a 50 km/h

Il nuovo telaio della Super Six Evo è disponibile in edizione limitata dal 15 di luglio, al prezzo di 4999 euro.

Cannondale