Cannondale SuperSix Evo, la generazione numero 5 è ora ufficiale

Cannondale SuperSix Evo, la generazione numero 5 è ora ufficiale

17.02.2026
6 min
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Da sempre la SuperSix Evo di Cannondale rappresenta un riferimento in fatto di bici totale contestualizzata nelle diverse epoche. E poi la leggerezza, uno dei primissimi telai a mettere sul piatto valori alla bilancia inferiori agli 800 grammi.

E’ la volta della quinta generazione di una delle bici più iconiche dell’epoca moderna, una piattaforma rinnovata, che mantiene un filo diretto con la versione che l’ha preceduta. Entriamo nel dettaglio.

Cannondale SuperSix Evo, la generazione numero 5 è ora ufficiale
Nuova Cannondale SuperSix Evo generazione 5
Cannondale SuperSix Evo, la generazione numero 5 è ora ufficiale
Nuova Cannondale SuperSix Evo generazione 5

Nuova SuperSix Evo, tre livelli di carbonio

La medesima soluzione adottata per la Cannondale generazione numero 4 è stata ripresa anche per la nuova SuperSix Evo generazione 5. Ovvero, carbonio serie 0, quello utilizzato per le versioni Lab71 con un peso dichiarato del telaio che si attesta a 728 grammi.

Da Lab71 si passa a Hi-Mod e Carbon, rispettivamente a 781 e 910 grammi. Questi numeri si riferiscono alla taglia 56. Il medesimo layup di carbonio differenzia anche le forcelle, ogni versione ha la sua specifica, con valori dichiarati alla bilancia di 392, 414 e 427 grammi.

Quali sono le differenze principali?

Il primo impatto estetico racconta di una nuova SuperSix Evo molto simile alla precedente, ma più equilibrata nelle forme, tanto moderna ed aggressiva, quanto più aggraziata. E’ un mix ottimale tra volumi importanti delle tubazioni (aero concept) e design minimale, leggero ed essenziale (leggerezza per gli amanti dei pesi ridotti). Ogni taglia adotta un layup specifico del carbonio. Rispetto al passato sono evidenti i cambiamenti di forma che caratterizzano la zona del tubo sterzo ed il piantone. Il primo è maggiormente rastremato al centro, con due sezioni, la superiore e l’inferiore che presentano due vistose nervature. Al suo interno alloggia lo stelo triangolare (Delta) della forcella, con un blend di fibre composite e kevlar.

Il piantone resta schiacciato nella parte inferiore, quella che si unisce alla scatola centrale (larga 68 millimetri con calotte esterne). Si allarga come una sorta di pinna ed è abbracciato dagli obliqui, per diventare la naturale sede del reggisella (specifico). Davanti e dietro lo spazio per il passaggio delle gomme permette il montaggio fino a 32 millimetri (effettivi e misurati).

Tornando all’avantreno è stato completamente rivisto il manubrio integrato Cannondale SystemBar, ora disponibile in due versioni, Road e SL. Sono entrambi full carbon monoblocco, il primo (375 grammi) ha una sorta di profilo alare con una curvatura che volge in avanti, SL invece è mimale e arrotondato (265 grammi).

Restano i portaborraccia aero design (dove si possono montare anche le classiche borracce rotonde). Compare il forcellino posteriore UDH per il bilanciere. E’ stato alleggerito il seat-post, disponibile zero off-set e con arretramento di 15 millimetri.

Sono cambiate le geometrie

Le taglie disponibili sono complessivamente 8 (in passato erano 7), dalla 44 alla 61. In sostanza è stata aggiunta una misura nella parte mediana, ovvero la 52 che si posiziona tra la 50 (in precedenza era la 51) e la 54. Sono (quasi) completamente cambiati gli angoli del piantone, misura per misura e di conseguenza i valori di reach e stack. Restano le geometrie corsaiole, ma non estreme. Lo stack è stato abbassato di 1 centimetro

Le particolarità da considerare

La nuova Cannondale è compatibile con un eventuale setting monocorona per la trasmissione, ma il supporto del deragliatore non può essere rimosso. Diventa quasi obbligatorio l’utilizzo di un chain-catcher. Cannondale SuperSix Evo generazione 5 non è compatibile con le trasmissione meccaniche e non è compatibile con il sistema SmartSense come la precedente.

Allestimenti e prezzi

Per la versione top di gamma Lab71 (carbonio serie 0) gli allestimenti completi sono due, quella con trasmissione Shimano Dura-Ace e ruote Reserve 57/64 (6,95 chilogrammi dichiarati, 11.999 euro), la SL (6,35 chilogrammi a 12.799 euro) con Sram Red AXS 2×12 e ruote DT Swiss ARC38 Spline CS (raggi in carbonio). Si passa agli allestimenti Evo 1 con telaio modulo Hi-Mod (8.499 euro). Sono due in totale, inclusa la SL (7.999 euro). Quella tradizionale porta in dote il nuovo Sram Force AXS con misuratore Quarq e ruote Reserve 57/64 (7,3 chilogrammi), mentre la SL (6,8) si basa sulla trasmissione Ultegra Di2 con le ruote Reserve 34/37.

A scalare troviamo i montaggi Evo 2, 3, 4 e 5, tutti si basano sul carbonio dal modulo classico Carbon, tra Shimano Ultegra Di2, Sram Force e Rival, ruote DT Swiss ERC45 (tranne per la Evo 5 dove sono previste le Vision SC45). I prezzi per questi allestimenti sono compresi tra i 6.499 e 4.499 euro. Sono previsti anche i frame-kit, 5.599 euro di listino per la Lab71, 4.499 per la versione Hi-Mod.

Cannondale

Novità e conferme, la stagione 2026 del grande ciclismo è qui

Novità e conferme, la stagione è davvero cominciata

27.01.2026
7 min
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Prime corse stagionali e le novità non si fanno attendere. Alcune trovano semplicemente delle conferme dopo le ufficializzazione di fine 2025, altre lasciano sorpresi gli appassionati della tecnica.

Qualcosa lo avevamo visto (e lo avevamo anticipato già al Tour de France 2025) a conferma che la stagione appena iniziata si preannuncia frizzante e ricca di sorprese. Andiamo a vedere quello che abbiamo scovato.

Una nuova SuperSix Evo in arrivo?

Le Cannondale del Team EF-Easy-Post, compagine maschile e femminile, non sono le medesime della stagione scorsa. Se pur un accostamento è lecito, è altrettanto facile pensare che gli atleti (e le atlete) hanno in dotazione una rinnovata SuperSix Evo e sarebbe la generazione numero 5.

La versione 2026, al primo impatto estetico sembra più aggraziata e sono diversi nei volumi lo sterzo ed il piantone. Capiremo se quello che abbiamo visto dalle prime foto in action stagionali e dagli spoiler che circolano in rete corrisponde alla realtà. Una nuova Cannondale sarebbe una delle novità più “gustose” del 2026. Non solo, da sottolineare anche il passaggio da Shimano a Sram per quanto concerne trasmissioni ed impianti frenanti, da FSA a Quarq in merito ai power meter.

Le ruote Scope alla Ineos-Total Energie

La partnership tecnica è stata annunciata a dicembre 2025. Gli atleti del Team Ineos, che continueranno a pedalare sulle Pinarello Dogma, non avranno più le ruote Shimano Dura Ace per le corse in linea (per le crono già usavano le Princeton), ma le Scope.

L’azienda olandese è entrata a gamba tesa nel 2025, dotando molti team di spicco delle ruote lenticolari da crono. Ha equipaggiato (unofficial e solo per le frazioni con dislivello hors categorie) anche il giovane Onley allo scorso Tour, con il modello Artech con un valore dichiarato alla bilancia di soli 1.100 grammi la coppia. Vedremo dove arriverà questo binomio.

Van Rysel, Scott, Ridley e Pinarello con Sram

Altra novità interessante riguarda le bici Van Rysel del Team Decathlon-DMA-CGM non sono più equipaggiate con le trasmissioni Shimano Dura Ace, ma bensì con i gruppi Sram Red AXS. Nell’ambito del sodalizio francese resta la collaborazione tecnica con Swiss Side per le ruote e lo sviluppo dell’aerodinamica.

Sram sarà al fianco anche del Team Pinarello-Q36.5 (che non ha licenza World Tour), insieme alle ruote Zipp, che passa dalle bici Scott proprio alle Pinarello. Ma Scott resta nel World Tour e prende il posto di Factor al Team NSN, mentre Factor esce di fatto dal WorldTour maschile. Le bici saranno equipaggiate con Sram e Zipp. Un altro passaggio da Shimano a Sram è quello delle Ridley del Team Uno-X, che però conferma il binomio con DT Swiss per le ruote.

Una possibile chiave di lettura. La piattaforma Shimano a 12 velocità attuale ha fatto il suo corso e con tutta probabilità c’è da aspettarsi una novità legata al nuovo gruppo. Da qui la volontà di Shimano di ridurre le forniture ed i legami di supporto tecnico.

Novità Bianchi al posto di Merida

E’ stato di sicuro uno degli annunci più importanti di fine 2025, ovvero quello del sodalizio Bahrain Victorious-Bianchi. Alle prime corse in terra australiana i corridori hanno usato le Oltre RC (bellissima a nostro parere la livrea delle bici in dotazione ai corridori), ma nessuno vieta di immaginare anche un impiego della Specialissima RC nel prosieguo della stagione.

Resta la stretta collaborazione con Vision, Prologo e Shimano, anche se le guarniture (ed il power meter) saranno marchiate Elilee (uno spoiler arrivato proprio da noi nel corso del TDF 2025). Ad oggi Merida non compare invece nel WorldTour.

Novità e conferme, la stagione 2026 del grande ciclismo è qui
Novità Ursus Arya gommate (palesemente) Vittoria
Novità e conferme, la stagione 2026 del grande ciclismo è qui
Novità Ursus Arya gommate (palesemente) Vittoria

Novità Ursus, logo e ruote nuove

Prosegue la collaborazione tra gli olandesi del Team PicNic-PosteNL e la storica azienda italiana Ursus. Dopo aver dato forma alla piattaforma Proxima, Ursus lancia ufficialmente una nuova categoria di ruote ancora più performanti. Si chiamano Arya ed hanno i raggi in carbonio, dove si intravede un rinnovato schema di raggiatura.

Dovrebbero essere gommate Michelin, ma in queste primissime corse stagionali, gli atleti hanno usato i tubeless Vittoria (alla vista è palese) con le scritte mascherate/cancellate.

Nuova Giant Propel in vista?

Anche in questo caso ci rifacciamo ad uno spoiler fatto in occasione del Tour de France 2025, proprio in occasione della vittoria di O’Connor, primo al traguardo di Courchevel. La bici total black usata dall’australiano (e poi rivista anche in occasione del prologo in Australia), potrebbe essere una versione rinnovata della Propel SL, una delle bici aero concept più versatili del panorama.

Anche in questo caso, a nostro parere, se fosse confermata la release 2026 della bici, rappresenterebbe una gran bella novità da considerare per un approfondimento futuro.

Sempre più tecnologia cinese

Magene sbarca ufficialmente nel World Tour al fianco del Team XDS-Astana, altra importante novità del 2026. Magene è un’importante azienda cinese che sviluppa tecnologia (possiamo scrivere, tecnologia elettronica di qualità). E’ un esempio lampante di quanto il far-east di oggi sia in grado di fornire grandi numeri/volumi, al pari di tecnologie di qualità, il tutto a basso costo (o per lo meno con costi inferiori paragonati a quelli dell’occidente).

Gli atleti del team kazako hanno in dotazione il misuratore Magene Teo (quello con le pedivelle in carbonio), il bike device GPS ed i rulli smart. Crediamo che non dovremo aspettare molto per vedere in ambito WorldTour il primo pacchetto trasmissione al di fuori di Shimano, Sram e Campagnolo (a meno che, qualcuno non lo stia già usando in maniera non ufficiale).

Una Cannondale è sempre speciale. Provata la Lab71 Team

13.06.2025
7 min
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Abbiamo la versione Team della Cannondale SuperSix Evo. E' la stessa bici usata dai professionisti, medesimo allestimento anche per quanto concerne il manubrio integrato, ovvero il Momo Design usato da alcuni atleti (ed atlete), insieme al Vision Metron 5D Evo.

ARTA TERME – La fase conclusiva del nostro test si svolge in terra friulana. La Cannondale SuperSix Evo Lab71 con allestimento Team rappresenta una sorta di punto di arrivo, per due aspetti. Il primo è quello della tecnologia applicata al carbonio, il secondo si riferisce ad un allestimento superlativo in tutto. Questa Team non è solo una replica, ma è la bici usata dal Team EF-Easy Post e dalla compagine femminile EF-Oatly. Le due variabili sono rappresentate dal profilo delle ruote e dal manubrio, qualche atleta utilizza il Vision Metron 5D Evo, altri lo stesso Momo Design in dotazione alla bici test.

Forme e livrea cromatica impattano, ma una volta in sella è la performance ad avere la meglio. L’avantreno mostra una reattività ed un sostegno come pochi altri. Il comparto centrale ed il carro posteriore sono rigidi, ma la SuperSix resta comunque guidabile e godibile.

Usata anche con le 38 per fare tanto dislivello positivo (foto Stefano Zuliani-Silent Alps)
Usata anche con le 38 per fare tanto dislivello positivo (foto Stefano Zuliani-Silent Alps)

L’allestimento della bici in test

Una taglia 54. Abbiamo rilevato un peso di 7,2 chilogrammi, senza i pedali, ma con i due portaborraccia aerodinamici (ben integrati, ma tutt’altro che leggeri). La trasmissione è Shimano Dura-Ace con pacco pignoni 11/30. la guarnitura/power meter è firmata FSA, con l’ultima versione K-Force Team Edition e PowerBox integrato (il misuratore di FSA che nasce dal progetto P2Max). L’asse passante della guarnitura ha il diametro da 30 millimetri. La sella è Fizik Vento Argo Adaptive 00. Le ruote sono le Vision Metron 60 SL, gommate Vittoria Corsa TLR (sezione da 28).

Il pacchetto telaio

Il pacchetto telaio si basa sul frame SuperSix Evo Lab71. Full carbon anche per la forcella con le stelo triangolare rinforzato con il Kevlar. La forma triangolare è voluta per migliorare il passaggio interno delle guaine. Altro dettaglio tecnico che merita il grassetto è la scatola del movimento centrale, con una larghezza di 68 millimetri con calotte esterne e sedi filettate. Il reggisella è il C1 di Cannondale (abbiamo scelto quello con off-set 0). Non in ultimo il manubrio integrato Momo Design Cannondale SystemBar, che nasce in modo specifico per questa versione. E’ piuttosto rigido, ma ha un design che lo rende pienamente sfruttabile anche da mani piccole.

E’ asciutto e poco voluminoso nella parte alta ed è di natura compact. Una precisazione a riguardo dei portaborraccia squadrati e dedicati alle borracce con disegno aero. Funzionano anche con le borracce rotonde (classiche), meglio con quelle da 50/600 ml, un po’ meno con quelle da 750, queste ultime sono vittima di vibrazioni per via un contenimento laterale scarso. La combinazione ottimale è con le sue borracce con i lati piatti. Il prezzo di listino della Evo in test è di 14.499 euro.

Il contesto ambientale della Carnia

La fase conclusiva della prova si è svolta in Carnia, tra le montagne ed alcune salite che hanno messo alla prova noi e la bicicletta. Se nel complesso il testa della SuperSix Evo Lab71 Team conta ben oltre 700 chilometri, in un solo fine settimana abbiamo percorso poco meno di 200 chilometri e 3.000 metri (poco più) di dislivello positivi. In alcuni casi siamo stati con il naso all’insù con pendenze al 18/20%. abbiamo utilizzato la Cannondale con il suo allestimento originale e anche con le ruote da 38 (nello specifico le DT Swiss ARC38).

Per noi che non siamo dei pesi massimi, l’allestimento con ruote medie/basse è stato ottimale (foto Stefano Zuliani-Silent Alps)
Per noi che non siamo dei pesi massimi, l’allestimento con ruote medie/basse è stato ottimale (foto Stefano Zuliani-Silent Alps)

In salita

Sfrutta il vantaggio di avere un carro posteriore ed una sezione centrale piuttosto reattivi, rigidi, ma non eccessivi. Inoltre, se pur caratterizzata da una geometria attuale, gli angoli di sterzo e piantone non portano il ciclista ad essere “troppo” caricato sull’anteriore. Significa avere costantemente una buona distribuzione dei pesi del corpo. Significa poter scaricare la zona lombare verso il retro quando le pendenze fanno digrignare i denti ed è necessario tirare anche con le braccia.

Con le ruote da 60 è super veloce, ma ha bisogno di essere tenuta al guinzaglio (foto Stefano Zuliani-Silent Alps)
Con le ruote da 60 è super veloce, ma ha bisogno di essere tenuta al guinzaglio (foto Stefano Zuliani-Silent Alps)

In discesa e nei tratti veloci

Una sciabola. Con le ruote più basse lascia un margine di errore maggiore ed anche più agile, ma la rigidità che mostra l’anteriore non sparisce, al pari di una precisione da primato. Sfruttata con le 60 tende a comandare lei, diventa più stancante ed impegnativa perché va sempre tenuta per le briglie, ma al tempo stesso è un missile. Prende velocità in un amen e usa il cerchio altissimo come poche altre bici per mantenere la velocità.

Qui entra in gioco il concetto di bici totale, sfruttabile e prestazionale nelle diverse situazioni, dove però è fondamentale (nell’ottica di sfruttare il mezzo al pieno delle potenzialità) cucire la bici tenendo presente le proprie caratteristiche di guida e come si pedala.

Non ha un passo compresso ed eccessivamente corto, fattore che porta dei vantaggi al comfort
Non ha un passo compresso ed eccessivamente corto, fattore che porta dei vantaggi al comfort

In conclusione

Una bici team replica come si deve, la stessa utilizzata dai corridori, quelli veri, senza variazioni. Stesso manubrio e ruote, medesimo frame-kit. Ci piace. La Cannondale SuperSix Evo Lab71 torna a valorizzare una delle piattaforme (la SuperSix) che per diversi anni è stata un punto di riferimento, un progetto additato da molte aziende come un esempio. Sfruttando un concetto agonistico marcato, questa SuperSix Evo è la bici pronta per fare qualsiasi cosa, ma è fondamentale allestirla tenendo presente la proprie soggettività.

Quello che ci ha colpito positivamente e tra gli altri fattori, è il grande equilibrio che si crea tra la geometria, moderna e non estremizzata, con la messa su strada, perché è una bici che regala un buon grado di confidenza da subito, ma diventa complice della resa atletica con il passare delle ore.

Cannondale

Nuova Cannondale Synapse Lab71, del passato resta il nome

06.05.2025
5 min
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Cannondale rinnova completamente la sua bici endurance, uno dei prodotti all-road per eccellenza. Synapse è un progetto che ha origine lontane, oltre 20 anni e le ultime versioni, pur tenendo fede al concetto originale, sono cambiate davvero tanto.

Entriamo nel dettaglio della versione Lab71 che rappresenta l’apice di tecnologia e performance. Non viene abbandonata la soluzione SmartSense a favore della sicurezza e dell’integrazione, anzi, evolve nella seconda generazione. Sulla nuova Synapse si possono montare coperture fino a 48 millimetri di sezione (per la ruota davanti, mentre per quella posteriore fino a 42), sconfinando in un gravel (neppure troppo light, considerando che Lachlan Morton la utilizza per competere).

La nuova Synapse usata da Lachlan Morton (foto Cannondale)
La nuova Synapse usata da Lachlan Morton (foto Cannondale)

Cannondale Lab71 è un simbolo

Da quando è stata lanciata la versione (quella attuale) della SuperSix Evo, Lab71 è diventato un marchio di fabbrica. Rappresenta l’eccellenza nella lavorazione e applicazione del carbonio, un ulteriore step-up rispetto a quello che in passato era il top di gamma Hi-Mod. In termini di peso, per contestualizzare al meglio, a parità di taglia un frame Lab71 pesa 100 grammi in meno rispetto ad un Hi-Mod Carbon, mettendo sul piatto valori di rigidità, robustezza e reattività che lasciano di stucco. Anche la nuova Synapse Lab71 segue questo filone, ma con performance differenti rispetto alla sorella stradale.

Le pelli di carbonio sono state posizionate in modo differente per avere risposte diverse in termini di reattività e soprattutto per quanto riguarda l’elasticità. Il contesto di utilizzo è diverso, rispetto alla SuperSix Evo. E poi ci sono i diversi plus da considerare, integrati nel design della nuova bici.

Il vano nell’obliquo e molto altro

Prende il nome di Cannondale StashPort ed è un vano nascosto al di sotto del portaborraccia della tubazione obliqua. Al suo interno trovano spazio un piccolo kit di primo intervento meccanico, oppure integratori, o piccoli oggetti utili al ciclista insertiti in una apposita cover chiamata StashBag. E’ una sorta di busta specifica. Qui trova spazio anche lo SmartSense.

SmartSense di seconda generazione, rispetto alla versione montata sulla Synapse più anziana. E’ stato migliorato nell’integrazione (è completamente interno alla tubazione) e nella comunicazione con la app Cannondale ed i vari terminali. Resta un sistema esclusivo Cannondale che gestisce una famiglia di accessori che prima di tutto si riferiscono alla sicurezza e gestione della bici. Garmin Varia Radar, luce frontale ed eventuale luce da casco, sensore alla ruota e device Garmin. E’ possibile la connessione con Sram AXS. Supporta Wahoo, Hammerhead e tutti i dispositivi Ant+.

Le particolarità delle forme

Si parte dalla scatola che è larga 68 millimetri ed adotta le sedi filettate per il movimento centrale (le calotte sono esterne). Il piantone è accostabile, sempre in fatto di design alla SuperSix Evo, con una parte superiore più abbondate e quella inferiore che si schiaccia e resta leggermente ricurva. La sezione vuole essere funzionale. Entra in gioco anche il reggisella con disegno a D. E’ aerodinamico e sfrutta una flessione controllata a favore di comfort e stabilità. Il carro posteriore è predisposto per il montaggio di parafanghi e bag laterali.

Lo stelo della forcella ha una forma a triangolo mutuata dalla SuperSix Evo ed è rinforzato con fibre di Kevlar. Rigidità, robustezza e nessuna interferenza con le guaine che passano all’interno del profilato dello sterzo.

L’allestimento

E’ disponibile un unico (super) allestimento, ma a catalogo c’è anche il kit-telaio. Il montaggio della Cannondale Synapse Lab71 prevede la trasmissione Sram Red AXS XPLR a 13 rapporti (10/46) e corona singola anteriore da 40 denti. Sempre Sram Red è il pacchetto frenante con i dischi da 160 per avantreno e retrotreno. Le ruote sono il risultato di un assemblaggio di qualità che parte dai mozzi di DT Swiss 180, con i cerchi Reserve Turbulent full carbon con profili differenziati 42/49 (tubeless ready). Sono da 24 raggi entrambe e la raggiatura è in acciaio Sapim. Il montaggio di base prevede gli pneumatici Vittoria Pro Corsa Control da 32 di sezione.

Il cockpit è il Cannondale SystemBar disegnato in collaborazione con Momo Design ed è tutto in carbonio. La sella è firmata Fizik nella versione Vento Argo 00. Sei le taglie disponibili: 48 e 51, 54 e 56, 58 e 61. Il prezzo di listino della bici completa (con SmarteSense incluso) è di 15.799 euro, mentre il frame-kit è proposto a 5.499 euro (escluso lo SmartSense). La nuova Cannondale Synapse è disponibile anche nelle versioni 1, 2 e 3, 4 e 5 con il carbonio Hi-Mod e tradizionale, con prezzi che variano tra i 9.199 e 3.499 euro (con e senza SmartSense).

Cannondale

Cannondale SuperX: una freccia a disposizione del gravel

22.02.2025
4 min
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Per gli appassionati delle gare gravel la novità di questo inizio 2025 è la rinascita e il ritorno sul mercato di una delle biciclette più iconiche: la SuperX di Cannondale. Il marchio americano, terra dove questa disciplina è nata e ha preso sempre più piede, ha rinnovato questa piattaforma con l’obiettivo di realizzare lo strumento definitivo per combattere sugli sterrati e le strade bianche. Nel 2024 un altro gioiello di casa Cannondale aveva fatto registrare un record incredibile. La SuperSix EVO SE, guidata da Lachlan Morton ha stabilito il tempo più veloce mai registrato per completare la Unbound Gravel. 

Anima in carbonio

L’obiettivo che in Cannondale si sono dati, seppur elevato, è di fare un ulteriore passo in avanti nelle prestazioni. La strada scelta è stata quella di voler combinare le competenze e le esperienze derivanti da anni di gare ai massimi livelli con il gravel. Il risultato è la nuova SuperX, un modello che offre prestazioni e velocità mai viste prima. 

La combinazione tra l’ingegneria sviluppata nelle corse WorldTour e il mondo gravel si evidenza in un telaio ultraleggero. Ispirato al modello SuperSix EVO, vincitore della maglia a pois al Tour de France 2024. La SuperX combina quindi un peso contenuto con la resistenza necessaria per affrontare anche le sfide più dure. 

Un telaio costruito in carbonio capace, grazie alla sua elasticità, di assorbire ogni irregolarità del terreno. Questo è possibile grazie a delle zone di flessione appositamente studiate, nelle quali il tubo sella, il triangolo posteriore e il tubo orizzontale lavorano insieme per assorbire e dissipare le vibrazioni. Un’accortezza che permette al ciclista di migliorare il controllo e al tempo stesso ridurre la fatica

Ampia scelta

Il peso del telaio risulta davvero contenuto, gli ingegneri Cannondale nella versione LAB71 SuperX sono riusciti a mantenerlo sotto i 900 grammi nella taglia 56. Questo è stato possibile grazie all’utilizzo di una particolare fibra di carbonio e una nano resina capaci di sviluppare grandi prestazioni di resistenza e compressione. 

In Cannondale nel realizzare la SuperX hanno optato per una grande profondità di utilizzo e diversi equipaggiamenti, soprattutto per quanto riguarda la scelta delle ruote. Il telaio, infatti, può ospitare copertoni fino a 51 millimetri nella parte anteriore e 48 millimetri in quella posteriore. Lasciando, in entrambi i casi, ben 4 millimetri di margine in modo che i detriti non creino alcun impedimento alla ruota. La SuperX riesce a fornire prestazioni di livello anche con pneumatici da 33 millimetri, perfetti per chi ama il ciclocross. 

Le taglie disponibili vanno dalla 46 alla 61 e anche in questo caso Cannondale ha voluto fornire ai ciclisti il massimo della sua conoscenza e competenza tecnica. Con la filosofia del Proportional Response ogni ciclista può sperimentare il massimo potenziale della SuperX.

Per la versione SuperX Lab71 il prezzo al pubblico è di 14.999 euro.

Cannondale

LAB71 SuperSix EVO Team Edition: la bici dei pro’, per tutti

30.01.2025
3 min
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Cannondale ed EF Pro Cycling celebrano nel 2025 i dieci anni della loro partnership, e per festeggiare hanno appena lanciato sul mercato la LAB71 SuperSix EVO Team Edition.

Una bici che permette rispondere ad una domanda che ogni amatore, prima o poi, si è fatto: quanto andrei forte se avessi la stessa bici professionisti? La LAB71 SuperSix EVO Team Edition è infatti l’esatta replica del mezzo che utilizzeranno Carapaz, Asgreen & Co. in questa stagione. 

LAB71 SuperSix EVO Team Edition è la replica esatta, in componenti e design, della bici della EF Pro Cycling per il 2025
LAB71 SuperSix EVO Team Edition è la replica della bici della EF Pro Cycling per il 2025

Componentistica top di gamma 

In una bici pensata per i pro’ non c’è spazio per i compromessi e la LAB71 SuperSix EVO Team Edition è una sintesi di tutto il meglio disponibile in casa Cannondale. Il telaio è in carbonio Serie 0 ultraleggero e il cockpit è il Cannondale SystemBar R-One full carbon sviluppato con MomoDesign.

Le ruote sono le Vision Metron 60 SL e la sella è la Fizik Vento Argo Adaptive 00 con binari in carbonio. Il gruppo è il top di gamma Shimano, il Dura Ace Di2 9200 a 12v (con pacco pignoni 11-30), a cui si aggiunge una chicca: la guarnitura in carbonio (52-36) FSA Powerbox K-Force Team Edition, con misuratore di potenza integrato e movimento centrale ceramico.

Dal gruppo alle ruote fino alla sella e gli pneumatici, ogni componente della bici è il meglio disponibile sul mercato
Dal gruppo alle ruote fino alla sella e gli pneumatici, ogni componente della bici è il meglio disponibile sul mercato

Design celebrativo

Si è detto che però questa è anche una bici celebrativa, oltre che performante. Il design della LAB71 SuperSix EVO Team Edition si basa sui colori della EF Pro Cycling, con in più un dettaglio particolare. Alla fine del tubo obliquo, appena sopra il movimento centrale, è stato infatti inserito il numero 10 disegnato con i colori che riprendono la storia della collaborazione.

Si va dal classico verde-Cannondale fino all’attuale rosa della squadra, passando per le varie sfumature che si sono susseguite nel corso delle varie stagioni. Insomma non solo una bici da professionisti, anche una bici da collezione.

Il logo celebra i 10 anni della collaborazione tra Cannondale e la squadra
Il logo celebra i 10 anni della collaborazione tra Cannondale e la squadra

Allestimenti e prezzi 

La LAB71 SuperSix EVO Team Edition è disponibile sia come bici completa (qui tutte le specifiche) che come frame kit che comprende telaio, forcella, reggisella e serie sterzo. Le taglie sono sei, dalla 48 alla 61. Infine i prezzi che sono, giocoforza, da pro: 14.499 euro per la bici completa e 5.999 euro per il frame kit.

Cannondale

La Cannondale SuperSix Evo con il vestito nuovo firmato Sram

15.05.2024
4 min
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La novità legata al nuovo Sram Red AXS è anche l’occasione per mettere in vetrina un interessante update della Cannondale SuperSix Evo Lab71 di quarta generazione.

Ma in Cannondale ci si spinti oltre in fatto di abbinamento dei componenti, perché questa dream bike porta in dote anche le ruote Reserve 42/49 (1340 grammi dichiarati per la coppia) con i mozzi DT Swiss 180 assemblati sulla base Spline. L’assemblaggio con queste ruote sarà disponibile per un periodo limitato.

Filante e tagliente come una spada
Filante e tagliente come una spada

Cannondale SuperSix Evo

Sotto il profilo tecnico non cambia nulla, per quanto concerne il kit-telaio della SuperSix Evo Lab71. La bici rappresenta il top di gamma del marchio americano anche nei termini di ricerca del carbonio. La fibra composita è la serie 0 di Cannondale in altissimo modulo, ancora più estrema rispetto alla celebre Hi-Mod che per tante stagioni si è posizionata all’apice del listino.

Anche per quello che concerne il design, la SuperSix Evo Lab71 (il design è comune anche alle altre versioni con modulo di carbonio differente) fa collimare diverse soluzioni. E’ una bici da agonista vero e proprio, ma si mostra sufficientemente comoda, molto veloce e reattiva, ma anche agile e briosa in diverse situazioni, dai tratti veloci in pianura, fino ad arrivare alle salite più impegnative.

Montata con il nuovo Red AXS

Al frame-kit Lab71 (dove è incluso anche il reggisella specifico) è abbinato il cockpit integrato full carbon di Cannondale sviluppato in collaborazione con Momo Design. La sella è la Fizik Antares con i rails in carbonio. Le ruote sono le Reserve Turbulent 42/49 gommate Vittoria Corsa Pro da 28 millimetri di sezione.

La trasmissione è ovviamente Sram Red AXS di ultima generazione ed è previsto anche il power meter Quarq. Un altro valore aggiunto è rappresentato dal movimento entrale CeramicSpeed. Il prezzo di listino è di quelli importanti, ovvero 15.499 euro. Sei le taglie disponibili, dalla 48 alla 61. La livrea cromatica disponibile è una.

Cannondale

Bike-room, compri le bici dei pro’ e puoi dare indietro la tua

08.07.2023
7 min
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Bici che vengono, bici che vanno. Lentamente il modo di comprare e vendere del mondo auto si estende al quello della bicicletta e ha trovato un… concessionario d’eccezione in Bike-room. Una piattaforma di riferimento a livello mondiale, che ha messo a sistema il mercato dell’usato di altissima gamma. In ballo ci sono anche le bici nuove, grazie alla possibilità di Bid (esclusiva Mondo), cioè piazzando un’offerta su biciclette nuove di decine di marchi.

«Ma le bici nuove le hanno anche i negozi – spiega Matteo Maruzzi, fondatore e CEO di Bike-room – il motivo per cui siamo riconosciuti è l’usato certificato e ricondizionato. Quindi biciclette di media/alta gamma che di listino costano ad esempio 14.000 euro che da noi puoi comprare a 6.000 euro. Le vendiamo in tutto il mondo, questo mese abbiamo spedito in 45 Paesi. Le squadre sono contente di collaborare con noi, perché ritiriamo l’intero stock e questo a livello finanziario è un bel servizio che gli facciamo. E poi c’è un tema proprio di posizionamento e marketing, perché le bici vengono ricondizionate e messe sul mercato con la veste migliore».

Ecco i fondatori di Bike-room: Denis Moretti, Simone Matrone, Matteo Maruzzi, Piergiuseppe Isonni
Ecco i fondatori di Bike-room: Denis Moretti, Simone Matrone, Matteo Maruzzi, Piergiuseppe Isonni

Le bici dei pro’

Al centro ci sono le biciclette dei professionisti, che vengono ritirate grazie alla collaborazione molto stretta avviata a ogni inizio di stagione. Si tratta delle seconde, terze e a volte delle quarte bici. Con un po’ di fortuna sono davvero nuove, al massimo hanno fatto chilometri sul tetto dell’ammiraglia. Tuttavia, per avere la certezza che sia tutto a posto, le biciclette vengono passate al setaccio e ricondizionate, con tanto di certificazione. La spedizione infine passa soltanto per corrieri ultra sicuri, ricorrendo a imballaggi a prova di trasporto: cartone a quattro strati, come ad esempio fa Canyon col nuovo.

Ma la vera novità rispetto a quanto avveniva è la possibilità di avere il ritiro dell’usato. Compro la bici top di gamma dei team professionistici e do indietro la vecchia bici: questa la vera svolta avviata il 6 luglio. Andiamo a vedere come.

Il volantino

Nel catalogo settimanale di Bike-room sono arrivate da poco le Cannondale del Team EF Education-EasyPost (stagione 2021) e quelle della EF Education-Tibco-SVB (stagione 2022): entrambi team WorldTour, per le stagioni 2021 e 2022.

Per capirci, le bici di Bettiol, Langeveld e Powless nelle taglie dalla 44 alla 58. Oppure quelle di Letizia Borghesi e le sue compagne nelle taglie dalla 44 alla 56.

Fra le chicche in arrivo – segnate pure la data di giovedì 13 luglio – ci sono le 30 BMC del 2022 della Ag2R-Citroen, le bici di Greg Van Avermaet e Andrea Vendrame, come pure di Cosnefroy e dei fratelli Paret-Peintre. Trenta biciclette dalla 51 alla 58.

L’usato: due step

Ritirare l’usato: come si fa? Ci hanno ragionato a lungo e poi hanno messo mano alla piattaforma. Nessun problema, verrebbe da dire, dato che in Bike-room lavorano 15 persone, 7 delle quali sono gli sviluppatori che hanno creato questo vero e proprio marketplace.

«Prima di tutto – prosegue Maruzzi – devi essere molto efficiente a smaltire l’usato, per cui ci siamo imposti che le bici che ritiriamo debbano uscire entro un mese. La vera scommessa è stata questa e siamo riusciti a farlo aprendo dei canali. Poi c’è ovviamente un tema finanziario, perché la permuta è un mancato incasso, quindi se vuoi trattare ad esempio 200 bici al mese, devi avere le spalle larghe. Per farlo ci siamo strutturati con i fondi di investimento che abbiamo alle spalle. Cioè Azimut, Cassa depositi e prestiti e Digital Magics, società quotate in borsa che hanno il portafoglio per finanziarci. Raggiunta l’efficienza e la capacità finanziaria, abbiamo deciso di uscire allo scoperto. E dal 6 luglio abbiamo messo online la possibilità di dare indietro l’usato».

Solo alta qualità

A qualcuno si è illuminato lo sguardo per la possibilità di dare indietro il ferrovecchio su cui da anni si deposita la polvere in cantina? Non si può fare, su questo Bike-room sceglie la via della chiarezza.

«Nel momento in cui avviamo il percorso di permuta online – spiega Maruzzi – dichiariamo anche quello che non accettiamo. Quindi restano fuori le biciclette troppo vecchie: che mercato può avere una bici del 2008? Non accettiamo biciclette con determinati danni. E poi vogliamo essere chiari sul fatto che se permuti una Pinarello F 12, la valutiamo in maniera diversa rispetto a un brand sconosciuto. Magari sono regole che il cliente può immaginare, ma che teniamo comunque a precisare.

«Detto questo, all’inizio avremo le maglie molto larghe. Prendiamo ad esempio una Pinarello F8 del 2016, che magari nei negozi non prendono più. Per noi è uno dei prodotti con la più alta velocità di rotazione, perciò potremmo ritirarla, perché sappiamo che hanno mercato in Inghilterra oppure in Asia. Si stanno aprendo piazze inaspettate. La Malesia, per esempio. Oppure l’Ungheria. Dinamiche che vediamo prima, facendo marketing in tutto il mondo. Ci sarà mercato in Africa fra due anni, grazie ai mondiali del 2025? Stiamo cercando di capire: da questo punto di vista, siamo quasi un osservatorio».

A sovrintendere il ricondizionamento, pensa Flaviano Frugeri, meccanico azzurro ed ex produttore delle sue bici
A sovrintendere il ricondizionamento, pensa Frugeri, meccanico azzurro ed ex produttore delle sue bici

C’è un mondo che si apre, proprio come nell’auto, in cui si cercano quelle a Chilometri Zero, se non addirittura l’usato che rientra dopo i noleggi a lungo termine. Usato sì, ma sicuro e certificato. E se guardiamo il listino di certi marchi, bisogna ammettere che ci sono auto che costano anche meno di certe bici. E’ un nuovo modo di starci dentro ed è a suo modo geniale. Ce ne accorgiamo alle corse, quando incontriamo i ragazzi di Bike-room: prima li accoglievano con diffidenza, adesso sono anche loro di casa.

Bike-room.com

Il riposo con Ben recuperando forze e lustrando la bici

23.05.2023
6 min
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OME – Da qualche parte qui intorno c’è la clinica dove accompagnammo Pantani per togliere i ferri dalla gamba e iniziare la parte più gloriosa e insieme drammatica della carriera. L’hotel che la EF Education-Easy Post divide con la Eolo-Kometa è inondato da un bel sole caldo. E’ il secondo riposo del Giro (ieri per chi legge), i corridori scendono alla spicciolata. Bettiol è passato per qualche istante, si è avvicinato ai meccanici e poi è tornato in stanza. Poi arriva Cepeda e con lui si ride forte ricordandogli gli sguardi torvi di Pinot sulla salita di Crans Montana. Nell’attesa degli altri, si sta coi meccanici davanti alla Cannondale di Ben Healy, che a Bergamo è andato a un soffio dalla doppietta.

Lo sguardo di Moser

L’irlandese è il solo della squadra a usare un manubrio classico di FSA, con l’attacco e la piega Vision Metron Aero 4D. Le leve dei freni sono così chiuse verso l’interno che quasi si guardano in faccia. Le ruote sulla bici sono quelle da allenamento, mentre ieri ha usato le Vision SL45 con tubeless Vittoria da 28. Il gruppo è lo Shimano Dura Ace, ma completato dalla guarnitura FSA con misuratore di potenza PowerBox. La sella è la Prologo Dimension 143 Nack.

Ben arriva trascinando le ciabatte, i capelli sciolti, la barbetta ispida e lo sguardo semi assonnato che tanto ricorda il Moreno Moser dei primi tempi. Due parole con Giorgio Marra di FSA-Vision che è venuto con un operatore per filmarlo con le nuove appendici da crono e poi si avvicina. I ritmi sono lenti e anche l’allenamento oggi sarà più una passeggiata che una cosa seria. Il primo sole dopo tanto tempo, la temperatura di quasi 26 gradi e la fatica da smaltire esigono un giorno a ritmo blando.

Cosa ti aspetti dalla terza settimana? E’ un punto interrogativo per te che sei così giovane?

Penso che avremo alcuni giorni difficili, forse qualche fuga. E se ne avrò la possibilità, proverò a fare qualche punto per il gran premio della montagna. Quanto al punto interrogativo, amico mio… Penso che ogni esperienza nuova porti qualche punto di domanda. Di solito tendo ad andare bene e a non avere alti e bassi, non vedo l’ora di scoprirlo, ma penso che per me sarà una settimana positiva.

Cosa ti resta del secondo posto di Bergamo?

E’ stata sicuramente una bella giornata e spero anche una gara emozionante per il pubblico che l’ha seguita. Ho sicuramente commesso alcuni errori, ho sciupato troppe forze, ma sono tutti aspetti da cui posso imparare e che porterò con me per il futuro. Almeno so che le gambe ci sono.

Con le leve girate, per Ben Healy la presa è comoda e l’appoggio aumenta
Con le leve girate, per Ben Healy la presa è comoda e l’appoggio aumenta
Guardando la tua bici, si nota che sei l’unico a usare un manubrio tradizionale, come mai?

Perché mi piace stare piuttosto basso nella parte anteriore e le nuove Cannondale hanno un tubo di sterzo piuttosto alto. Quindi dobbiamo usare un attacco negativo.

Invece i freni così girati?

Li ho sempre avuti così, da prima che diventasse una moda. Quando mi sono messo a cercare la posizione più comoda, ho cominciato a girarle e le trovo comode. E adesso sta venendo fuori che può essere una posizione sbagliata per il discorso dell’aerodinamica.

Oggi ruote da 55 per l’allenamento, ieri più basse. Domani (oggi, ndr) sul Bondone tornerai alle più basse?

Esatto, in montagna si va con le Vision 45.

Come deve essere la tua bici?

L’aspetto più importante prima ancora di pensare a rigidità e leggerezza, è che sia comoda e aerodinamica, visto che devo starci sopra a lungo.

Quando attacchi in salita, spingi dei bei rapporti…

Quando attacco sì, altrimenti mi piace avere anche ingranaggi che permettano una buona frequenza di pedalata. Non perché sia uno scalatore, ma perché quando salgo in bici, mi viene naturale tenere un’alta cadenza. Non credo che esista una frequenza di pedalata ottimale, è molto soggettiva. Si vedono alcuni corridori macinare ad alta velocità e altri girare più lentamente, ma è un fatto legato alla fisiologia di ciascuno.

Guarnitura FSA Power2Max con ingranaggi 54-40 sulla Cannondale di Ben Healy
Guarnitura FSA Power2Max con ingranaggi 54-40 sulla Cannondale di Ben Healy
Quanto ti è pesato finora correre con pioggia e freddo?

Per me non è un problema insormontabile, vediamo come va giorno dopo giorno. Certo sarebbe bello avere un po’ di sole, ma non ho troppa paura del freddo

Si va giorno per giorno, ma c’è un’altra tappa che hai scelto di puntare?

Non si può prevedere quando ci riuscirò. Finora penso di aver colto le opportunità giuste, quando mi rendo conto che sono fuori dalla mia portata cerco di spendere il meno possibile.