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Far Gravel… che goduria con la Cannondale Topstone

30.09.2022
7 min
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Metti un fondo erboso, coltivazioni di angurie, vigneti, campanili, canali, campi sterminati e un cielo basso, tanto l’orizzonte è ampio. E nel mezzo noi, su una delle gravel bike più desiderate: la nuova Cannondale Topstone Carbon 2.

Per un weekend, Argenta cittadina nelle vaste pianure del Parco del Delta del Po, si è trasformata in capitale nazionale del gravel. La domenica il campionato italiano e il sabato la Far Gravel, evento non competitivo al quale hanno preso parte oltre 500 appassionati. E tra questi c’eravamo noi, che con altri colleghi, abbiamo potuto saggiare sul campo le qualità della Topstone Carbon 2.

Si parte! Cannondale ci regala questa avventura nella “Bassa” (foto Andrea Sabbadin)
Si parte! Cannondale ci regala questa avventura nella “Bassa” (foto Andrea Sabbadin)

Carro e carbonio…

Il percorso era totalmente pianeggiante. Uniche asperità le rampe degli argini che da quelle parti sono molto alti, tanto che servivano un paio di tornanti per raggiungerne la “vetta”. Ma questo non ha reso meno interessante il nostro approccio all’ultima versione della Topstone. Anzi…

E sì, perché i fondi sui quali abbiamo messo le ruote erano variegati: asfalto rovinato (forse il fondo più “antipatico”), terra battuta, erba, strada bianca e un po’ di fango.

Una fase di conoscenza della nuova Cannondale Topstone già lo avevamo avuto. Per l’elenco delle soluzione tecniche vi rimandiamo qui (versione Carbon) e qui (versione in alluminio). In questo articolo vi proponiamo più le sensazioni e la risposta alla guida di questa gravel bike: una sorta di test breve e di quello che è capace di trasmettere la bicicletta fin dalle prime pedalate.

I foderi del carro flettono fino a 22 millimetri. Completa l’opera lo snodo Kingpin sul piantone
I foderi del carro flettono fino a 22 millimetri. Completa l’opera lo snodo Kingpin sul piantone

Carro e Kingpin

Il brand americano è riuscito a migliorare una bici nata sotto una buona stella e come? Sostanzialmente si è intervenuti sul carro e la forcella. Ora vi possono trovare alloggio gomme fino a 50 millimetri.

E’ stato fatto un grande lavoro anche per quel che riguarda il layout del carbonio, soprattutto quello del carro. L’obiettivo era quello di avere una bici che “copiasse” meglio il terreno e le sue asperità, aumentando l’efficacia delle tubazioni che si snodano oltre il Kingpin.

Il carro della Cannondale Topstone prevede lo snodo, il Kingpin appunto, sul tubo piantone. Una “sospensione integrata” che regala grandi soddisfazioni in fatto di trazione e sobbalzi, i quali sono limitatissimi. Se questo snodo è perfettamente integrato nel progetto Topstone, la cinematica comprende anche il potere elastico e di compressione che coinvolge il carbonio dei profilati. Del Kingpin è stata cambiata la meccanica: non più i cuscinetti, ma le boccole. Il risultato? Meno peso (100 grammi) e meno manutenzione.

Feeling istantaneo

Dopo un via molto tranquillo, con tanto di sosta ad un ristoro dopo una manciata di chilometri, la nostra Far Gravel ha preso quota. Un po’ di ghiaino, qualche “zig zag” tra casolari agricoli ed eccoci in aperta campagna. Man mano l’asfalto liscio diventava, rovinato, strada bianca e quindi fondo erboso.

Una volta sistemate le misure prima di metterci in marcia e nonostante un attacco leggermente più corto rispetto alle nostre abitudini, il feeling con la Topstone Carbon è stato istantaneo.

La geometria è quella tipica di una bici gravel con la quale puoi fare tutto e divertirti parecchio (angolo di sterzo a 71,2 gradi e piantone a 73,1 gradi nella misura S, quella da noi provata). Non si paga dazio in termini di reattività, mentre si esalta la comodità. Il tutto, unito a gomme da 38 millimetri, ci ha dato un senso di “onnipotenza”. Potevamo mettere la bici dove e come volevamo e questa non faceva una piega.

Più veloci, più comfort

Ma come ogni evento che vede più di un ciclista in contemporanea, arriva sempre il momento racing! Ed è qui che davvero abbiamo potuto saggiare le qualità della Topstone Carbon.

La cosa che ci ha colpito è che più si andava veloce e più la Topstone Carbon 2 risultava comoda, assorbiva le asperità del terreno. Questo perché il telaio, a partire dal carro, poteva lavorare davvero per quello per cui è stato progettato. C’era l’energia sufficiente perché si arrivasse a quei 30 millimetri di escursione tra foderi bassi, foderi alti, snodo del piantone e reggisella. Quando si va più piano, almeno per il nostro peso (poco superiore ai 60 chili) paradossalmente si “balla” di più, perché gli impatti non hanno tanta forza.

E anche questo punto di vista del peso è relativo, in quanto in Cannondale hanno realizzato tubazioni con diversi carichi strutturali da taglia a taglia: è la tecnologia Proportional Reponse. La differenza non è solo nei centimetri. Si presuppone che il ciclista che usa una taglia XL sia più grande e quindi più pesante rispetto ad uno che utilizza una taglia S: i tubi delle due bici pertanto sono diversi e si adattano alle esigenze fisiche del ciclista.

Abbiamo accennato al reggisella: l’incavo posteriore nella parte alta (Save) arriva fino a quasi un centimetro di travel. Il suo diametro è di 27,2 millimetri.

La Topstone Carbon 2 è stata divertente. Su asfalto scappava via veloce, su erba copiava alla grande e sul ghiaino della strada bianca riusciva ugualmente ad essere chirurgica. Su questo fondo, forse il più battuto dai gravelisti, è esattamente come andare su strada. Un treno sui binari.

In poltrona!

Ma non è tutto. Quando ci ritrova in un gruppo di amici e si ha la fortuna di avere vicino chi ha misure e pedali come i tuoi ci si scambia la bici. 

Noi avevamo la versione con forcella rigida, ma c’era anche quella la versione Lefty, con la forcella Oliver (monostelo) che ha un’escursione di 30 millimetri. 

E scambiarsi una bici “a caldo”, sul momento, amplifica le sensazioni. Anche piccole differenze si sentono parecchio. E la forcella rende la Topstone incredibile. Comodità totale. Non solo: anche precisione di guida aumenta: velocità e cambi di direzione rapidi sullo sconnesso… In pratica le sensazioni di guida una buona mtb front, legate a quelle di velocità di una bici da strada. 

Ma proprio perché le sensazioni sono amplificate, va detto che quegli etti in più della forcella si avvertono abbastanza. Se in pianura non ci sono problemi, il discorso cambia un po’ quando si devono affrontare delle salite. Però è anche vero che se si fanno salite, si fanno anche delle discese… e se queste sono su sassi ci si diverte parecchio con la Oliver.

Con forcella rigida o ammortizzata: la scelta è del tutto personale e dipende dai gusti e dagli usi che se ne fa. Inoltre questa gravel bike, può montare gomme da 2,1” nel diametro da 27,5”… in pratica diventa quasi una mtb, ma veloce come una bici da strada, dove si può spingere il rapportone.

Cannondale