Il copione in salita sembra procedere con la trama che è stata disegnata da inizio Tour de France, davanti a tutti si presenta Tadej Pogacar, a distanza di secondi o di minuti il resto del gruppo. Lo scenario è sempre lo stesso anche per Remco Evenepoel e per Florian Lipowitz, i due capitani della Red Bull-BORA-hansgrohe. Con il belga che perde qualche metro dal gruppetto degli scalatori, contiene i danni e quando la strada glielo permette spinge e rientra.
Anche ieri a Le Markstein le cose sono andate nella stessa maniera, con Evenepoel che paga dazio in salita ma senza naufragare. Una volta scollinato al GPM del Col du Haag il belga si è trovato insieme al compagno Florian Lipowitz e Juan Ayuso.
La corsa al podio della Red Bull-BORA-hansgrohe si gioca tutta sul filo dei secondi e della capacità di resistere e soffrire dei suoi due capitani. Al momento Remco Evenepoel si trova al terzo posto, a 5’ 04” con quaranta secondi di vantaggio su Lipowitz che occupa il sesto posto.




Un nuovo Evenepeol
La battaglia per il terzo posto è aperta, con uno spiraglio anche sull’altro gradino del podio, visto che al momento Jonas Vingegaard non sembra aver trovato il modo di affermarsi come seconda forza di questo Tour de France.
In questa Grande Boucle c’è anche Domenico Pozzovivo come commentatore tecnico, a lui ci siamo rivolti per guardare alle dinamiche di un Tour ancora aperto, almeno per le posizioni d’onore e più precisamente sulla Red Bull-BORA.
«Il Tour di Evenepoel è sicuramente di buon livello», analizza Pozzovivo mentre aspetta che il traffico si sblocchi e gli permetta di raggiungere il Lago di Ginevra. «Caratterialmente non lo scopriamo di certo oggi, è un atleta molto esigente e si vede che ha lavorato tanto in salita ed è migliorato notevolmente rispetto a inizio stagione. Non è più così inferiore a Vingegaard e Lipowitz».




Si trova a gestire situazioni non semplici…
Perde in salita dagli avversari, principalmente da Pogacar, Vingegaard e Del Toro, ma non accumula grande ritardo. Tanto che riesce sempre a rientrare ed arginare i danni. Ieri, ad esempio, è scollinato con venti secondi da Vingegaard, Del Toro e Seixas ma nel falsopiano è rientrato.
Un segnale che sembra esserci qualcosa in più?
E’ positivo, il principale scoglio per Evenepoel sarà l’ultima tappa della terza settimana. Una frazione con un profilo davvero esigente. Credo, inoltre, che quel qualcosa in più che il belga riesce a dare è anche frutto del fatto di essere sempre lì. Non perde dal suo compagno di squadra, anzi al momento gli è davanti.
Rispetto allo scorso anno lo vedi più solido mentalmente?
Ha rimodellato le aspettative che aveva su di sé. Anche oggi sono rientrati praticamente grazie a lui. La gamba che ha in quei settori è un fattore che gioca a suo favore, così come lo è la cronometro che ci sarà martedì. Domani potrebbe perdere qualcosa, ma la crono gli è favorevole. Inoltre si arriva dal giorno di riposo, altro fattore che giocherà a suo favore.


Al fianco di Evenepoel c’è un ottimo Lipowitz…
Sta facendo un ottimo Tour anche il tedesco, soprattutto perché è quello della conferma, quindi ben più difficile per tante dinamiche: non ultima le maggiori aspettative e la pressione che arriva da fuori.
Inoltre si trova a correre con Evenepoel, che ha un carattere non facile.
Lipowitz è il miglior compagno di squadra da avere accanto ad Evenepoel in queste situazioni. Mi sembra uno che si fa scivolare le cose. Ognuno fa la sua corsa, senza guardare troppo all’altro.
Non è un fattore negativo?
Nella tappa del Tourmalet lo è stato, perché in quell’occasione Lipowitz è andato un po’ a risparmio. Atteggiamento che ci può anche stare nella sesta tappa di un giro a tappe che ne prevede ventuno. Chiaro che se dovesse presentarsi una situazione del genere non sarebbe possibile per Lipowitz correre allo stesso modo.


Situazione che si crea perché in salita Lipowitz, potenzialmente, è più forte?
A mio avviso hanno carta bianca di correre seguendo ognuno la sua migliore opzione, non si chiedono di certo come stanno mentre sono in salita. Anche perché al momento Evenepoel si è staccato quando si è mosso Lipowitz.
Aspetto delicato…
In squadra sicuramente ne hanno parlato, è normale attaccare e allungare. Ieri Lipowitz lo ha fatto per vedere la reazione degli altri avversari per il podio, ma poi quando ti muovi devi portare a casa qualcosa. Ma questo fa parte del gioco del Tour de France e del ciclismo di alto livello, non sai mai cosa trovi nelle gambe degli avversari.
La gara aperta per il secondo e terzo posto del podio?
Vedo Vingegaard avvantaggiato per la posizione d’onore, anche perché è un corridore solido che non ha avuto cali nella terza settimana. Per il terzo posto, invece, c’è da vedere cosa succede nella cronometro.