Dopo la Liegi chiusa al terzo posto, di Evenepoel si sono perse le tracce. Le foto sui social lo hanno raccontato durante il ritiro sul Teide e se lo scorso anno il suo avvicinamento al Tour passò per il Delfinato, quest’anno si è deciso di non farlo correre.
A ben vedere, indovinare il percorso giusto per la sfida a Pogacar è un bel rompicapo: le provi tutte e alla fine Tadej ti bastona ugualmente. Vingegaard ha vinto il Giro con mezza condizione, poi si è ritirato in montagna ricercando la freschezza e metabolizzando le fatiche italiane. Vinta la Liegi, lo stesso Pogacar ha corso e vinto il Romandia e dopo l’altura si è schierato al via del Tour de Suisse. Lipowitz, che ha giurato fedeltà a Evenepoel casomai si rivelasse più forte, si è misurato a testa alta con Pogacar al Romandia e ora sta correndo in Slovenia. E poi c’è Seixas, che dopo la Liegi è andato al Tour Auvergne-Rhone-Alpes e si è ritirato dopo la caduta nell’ottava tappa.
Per Evenepoel hanno scelto un avvicinamento senza gare, quasi a preservarne la freschezza, con l’inatteso cambio di programma e la sostituzione di coach Dan Lorang. Nell’assurdo avvicendamento di casa Lidl-Trek e in barba al superato concetto di professionalità, anche il capo della performance di Red Bull-Bora ha ritenuto di mollare l’atleta di punta per trasferirsi nella nuova casa. Il suo incarico finisce il 31 luglio, ma la squadra ha ritenuto opportuno togliergli di mano Evenepoel.


Evenepoel e il Catalunya
Come sta davvero Evenepoel? E perché alla Volta Catalunya le sue prestazioni in salita sono state così inferiori rispetto a quelle di Vingegaard, Martinez, Lipowitz e Paret Peintre?
Proprio dopo quella serie di prestazioni poco convincenti, il team manager Klaas Lodewyck si lasciò scappare che secondo lui il problema di Remco risalisse alla caduta delle prime tappe, perché con i valori che aveva mostrato avrebbe potuto competere tranquillamente con Vingegaard. La frase era stata accolta con cautela, dato che anche al UAE Tour le prestazioni del belga in salita erano parse tutto fuorché irresistibili. Tuttavia la Red Bull-Bora, che forse vorrà proteggere l’investimento e rivendicare il proprio lavoro, ha fatto una mossa a sorpresa.
Nonostante la squadra tedesca non faccia uscire dati di alcun tipo, pochi giorni fa ha pubblicato un video su YouTube in cui rivela i dati del belga: si dimostra in sostanza che i valori cui si riferiva Lodewyck ci fossero davvero.
Il video rivelatore
Nel video, girato alla vigilia del Catalunya, Evenepoel viene raccontato durante due giorni di allenamento sul Teide. Tra le battute con il suo entourage, durante una sessione di allenamento alla soglia – pensata per prepararlo agli sforzi prolungati in salita – nella scena entra proprio Dan Lorang, che snocciola due dati: «A 420 watt – gli dice – saremmo sotto la soglia, a 425 ci siamo quasi».
Sembra un dettaglio, ma forse non lo è. Quei 425 watt rappresentano la Potenza di Soglia Funzionale (FTP) di Evenepoel. Si tratta della potenza che il corridore belga può sostenere per circa un’ora. Un valore decisamente elevato, soprattutto se si considera il peso di Remco, che durante quel ritiro si aggirava intorno ai 65 chilogrammi, portando il suo FTP a 6,54 W/kg.
Secondo il sito Watts2Win, sul Coll de Pall, la salita più lunga del Catalunya, Vingegaard aveva fatto segnare una media di 6,2 W/kg per 38 minuti e dopo una tappa con dislivello di oltre 4.000 metri. Quindi da un lato Lodewyck aveva ragione, ma i numeri non bastano. Evenepoel ha già dimostrato di valere il podio del Tour de France, ma quando subentrano fattori come caldo, fatica, tattica e i piccoli imprevisti di gara, le cose cambiano. Tanto che negli ultimi due anni le sue prestazioni di eccellenza sulle alte montagne sono state limitate.


Informazioni già note?
Perché diffondere un dato come questo? Non si corre il rischio di rivelare informazioni preziose ai rivali? Probabilmente è la conferma che Evenepoel si senta molto bene e che la squadra voglia dimostrare, in questo momento di scossoni nello staff performance, che il lavoro fatto stia dando i suoi frutti.
«Non credo che farà molta differenza – ha detto l’analista Benji Naesen, intervistato da Het Nieuwsblad – innanzitutto perché i valori in gara sono spesso diversi da quelli in allenamento. In secondo luogo, perché le squadre sanno già quasi tutto dei loro avversari. Si può ricostruire molto basandosi sui tempi in salita e sui filmati di gara. Si può essere certi, ad esempio, che alla Visma-Lease a Bike sappiano perfettamente di cosa è capace un Pogacar al massimo della forma. L’FTP di Pogacar è stimato intorno ai 6,7-6,8 W/kg, quindi Evenepoel non può ancora eguagliarlo.
«Perché i dati siano rivelatori dell’effettivo valore di un atleta – prosegue – servirebbe sapere ad esempio come si evolve la sua potenza con il prolungarsi dello sforzo. In base a questo, si possono individuare i punti deboli di un corridore. Un corridore come Gall, ad esempio, è molto forte sulle salite lunghe, ma molto più debole su quelle più brevi come La Redoute. Sapendo questo, puoi adattare la tua tattica di conseguenza».


Un nuovo allenatore
Intanto però la guida tecnica di Evenepoel è stata affidata a Tim Heemskerk, un olandese che alla fine del 2025 ha lasciato la Visma-Lease a Bike dove dal 2019 seguiva anche Vingegaard. In un’intervista rilasciata lo scorso anno a Ride Magazine, aveva spiegato come la timidezza di Jonas coincidesse con la sua e per questo fosse scattata subito una grande sintonia.
Heemskerk è stato un buon atleta nella mountain bike. Già da corridore, aveva studiato all’Università di Maastricht ottenendo la laurea in Scienze Motorie. Ha vissuto per un periodo in Canada, gareggiando in mountain bike e allenando di giovani talenti. Ha allenato la nazionale USA di ciclocross e poi è diventato il coach della nazionale olandese di mountain bike. Finché nel 2018 Merijn Zeeman, capo dell’area tecnica Visma, gli ha proposto di lavorare per loro e dal 2019 la collaborazione ha preso il via.
Il credo di Heemskerk, che dice di aver lasciato la squadra olandese perché non più in linea con il suo estro, è l’allenamento polarizzato, che Evenepoel faceva già con Dan Lorang, svolgendo molti lavori ad alta intensità per innalzare il VO2max. L’allenamento polarizzato viene spesso contrapposto all’allenamento in Zona 2, l’approccio utilizzato da Pogacar, anche se Jorgenson (ex atleta di Heemskerk) ha detto in più di un’occasione che le somiglianze sono maggiori delle differenze.
Un altro punto fisso della sua filosofia di preparazione è incentrato sulla resistenza alla fatica: la capacità di avere alte prestazioni al massimo stato del lattato.


Il mercato dei tecnici
Evenepoel potrebbe aver trovato colui di cui ha bisogno, dato che il suo limite finora è stato proprio la resistenza quando il gioco si fa duro. In questo andirivieni di quadri tecnici, mettendo per un attimo in disparte Evenepoel e le sue ambizioni, salta agli occhi come i soldi non facciano la felicità, ma di certo facciano la differenza. Con questo suo nuovo agire sbarazzino e sottilmente arrogante, la nuova Lidl-Trek si è portata via a suon di euro il coach di Evenepoel (Dan Lorang) e il riferimento tecnico di Vingegaard (Grischa Niermann), che ha perso anche il suo coach Heemskerk.
Non sarebbe più corretto finire le stagionie prima di mettere in atto certe operazioni? Ed è davvero così facile trovare l’intesa fra tecnici di culture diverse e campioni? Oppure c’è il rischio, al pari di quanto accadde con i fallimenti della prima Sky e della prima BMC, che tutti quei soldi producano soltanto un disordine maggiore?