Milesi, 18 anni e subito primo assaggio a Laigueglia

09.03.2021
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Che cosa ci fa il campione italiano juniores della crono in mezzo ai professionisti a Laigueglia e poi anche a Larciano? E’ quello che ci siamo chiesti quando abbiamo letto il nome di Lorenzo Milesi nell’elenco partenti di entrambe le corse, accanto a quello di Davide De Pretto, anche lui al debutto fra gli under 23. A ben vedere, i nostri migliori juniores hanno fatto il passo bello lungo. E così mentre Garofoli è addirittura in Olanda e Germani ha scelto la Francia, due degli azzurri più forti hanno scelto il Team Beltrami-Tsa, continental guidata da Orlando Maini e Roberto Miodini.

In azione a Orsago, Milesi conquista il tricolore crono juniores (foto Scanferla)
In azione a Orsago, Milesi tricolore crono juniores (foto Scanferla)

Nemmeno 3 anni

Milesi, che il 19 marzo compirà 19 anni, non corre poi da molto: ha cominciato alla fine del secondo anno da allievo, per cui a ben vedere il 2021 è il suo terzo in gruppo. Nel 2020 ha vinto 4 volte. Il tricolore crono, appunto, la Coppa Porte Garofoli pure a crono, il Gp Sogepu e la crono di Extra Giro.

«Il primo anno da junior – sorride – l’ho passato a sprecare energie mentali per la tensione di stare in gruppo. Non ho ottenuto grossi risultati, per cui nemmeno potevo fare confronti con gli altri ragazzi o considerarli dei rivali. Però mi sono portato dietro un secondo posto in particolare, dietro Piccolo al campionato italiano della crono. Da quel momento ho pensato che l’anno dopo avrei voluto vincerlo io e così è stato».

La crono (scherziamo) va bene perché non c’è gente intorno…

Esatto (sorride e sta al gioco, ndr), ti concentri, sei solo con te stesso e puoi semplicemente pensare a spingere forte. Non devi stare attento a mangiare oppure a stare a ruota. E qui alla Beltrami Tsa continuo a lavorarci. Ho già avuto la prima bici da crono e presto mi arriverà quella nuova. Abbiamo fatto dei gruppi di lavoro provando la cronosquadre, visto che ce ne sarà una alla Coppi e Bartali.

Come mai la Beltrami Tsa?

Mi hanno indirizzato qui e sono contento. Il mio procuratore è Acquadro e devo dire che ho trovato una squadra fantastica, sia per i compagni, sia per i direttori. Maini e Miodini non li conoscevo, ma ad esempio del primo avevo sentito parlare. La differenza di età c’è, ma mi parla come se fosse anche lui un ragazzo.

Sul podio, Milesi precede Garofoli e il compagno di squadra Piganzoli (foto Scanferla)
Sul podio, Milesi davanti a Garofoli e Piganzoli (foto Scanferla)
Come mai hai cominciato così tardi?

Giocavo a calcio da quando avevo 5 anni. Il ciclismo lo seguivo alla televisione, soprattutto a maggio quando iniziava il Giro d’Italia. Mi mettevo sul divano e i pomeriggi andavano via così. Poi nel 2018 ho rotto i legamenti della caviglia e per giocare ancora avrei dovuto mettere un tutore. Ho pensato che avevo dedicato già parecchi anni al calcio e l’ho messo via. Era ora di cambiare e ho scelto di correre in bici.

E in appena tre anni questo nuovo… gioco sta per diventare il tuo lavoro: strano?

Quando ho iniziato era per divertimento, ma sempre con l’obiettivo di migliorare, sennò non avrei stimoli.

Che effetto ti ha fatto essere stato nel gruppo dei pro’?

E’ stato meglio che correre con gli juniores, è un gruppo più ordinato, non c’è gente che ti entra da killer. Ma le corse sono più lunghe. A Laigueglia a un certo punto mi sentivo stanco e ho guardato il computer. Quando ho letto 150 chilometri e i watt a cui li avevo fatti, un po’ mi è venuta l’ansia. La distanza più lunga che avessi mai fatto era di 160 chilometri, anche per la scuola, e da quel punto in avanti ho fatto una fatica incredibile.

Parliamo della scuola.

Faccio il quinto anno di Meccatronica e non mi piace per niente (scherzando, si dispera, ndr) Non ricordo bene che cosa avessi in testa quando l’ho scelta, ma ho chiaro che non volessi andare all’università e non correvo ancora, per cui ho scelto qualcosa che mi facesse trovare un lavoro. Quest’anno ho la maturità, ma non si sa come sarà fatta, dato il Covid: forse senza gli scritti. Al momento siamo in didattica a distanza, ma comunque per allenarmi devo aspettare le 14. Per cui al massimo posso fare 4 ore, quindi sui 130 chilometri.

Il Laigueglia è stato il primo assaggio fra i pro’ per Milesi, ancora 18 anni
Il Laigueglia è stato il suo primo assaggio fra i pro’ a 18 anni
Da solo o in gruppo?

Di solito da solo, ma se vedo in giro qualcuno mi accodo. Solo che i corridori escono al mattino e a quell’ora non c’è in giro tanta gente.

Lavori anche tu con Notari, come De Pretto?

No, io sono con Maurizio Mazzoleni. Abbiamo anche fatto dei ritiri a gruppi. Sei o sette corridori per volta, allungando qualche fine settimana.

Che voto ti dai, a 18 anni, per la prima corsa tra i professionisti?

Non avendo mai fatto quel chilometraggio, mi do un 8, ma ho tanto da lavorare.

Prossime corse?

Il 21 marzo la Corsa per Alfredo Martini in Toscana e poi la Settimana Coppi e Bartali. Per questo ora sono a casa, mi lasciano tranquillo. Ma sicuramente non vedo l’ora di ripartire.