L’impegno di Ursus per benessere e responsabilità ambientale

20.11.2023
3 min
Salva

«Alla base della nostra missione aziendale c’è un profondo impegno verso la promozione della sostenibilità e del benessere delle persone. Ursus è un’azienda all’avanguardia, dedicata a trasformare il proprio approccio operativo per contribuire a costruire un mondo migliore».

E’ con queste parole che viene fissato in modo molto, molto chiaro quello che è l’impegno della realtà Ursus nei confronti del tema della responsabilità ambientale. Un impegno che si declina in diversi passi importanti che la stessa realtà vicentina ha intrapreso già da qualche tempo nella direzione della sostenibilità ed in quella del benessere collettivo.

Ursus ha iniziato una transizione verso la sostenibilità ambientale
Ursus ha iniziato una transizione verso la sostenibilità ambientale

Il valore dei collaboratori 

Tra queste azioni vale la pena porre in evidenza la riduzione delle emissioni di CO2 e la fondamentale sicurezza dei propri lavoratori. Nel primo caso, Ursus ha difatti preso misure significative per ridurne le emissioni, ottimizzando gli orari di lavoro per massimizzare l’uso di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili e contribuendo alla lotta contro i cambiamenti climatici. Per quanto riguarda invece la sicurezza dei collaboratori, in Ursus il tema è realmente di primaria importanza…

Un esempio pratico? L’introduzione di un’innovativa isola robotizzata con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza degli operai durante i delicati processi produttivi, riducendo al tempo stesso il rischio ergonomia a zero. Inoltre, Ursus pone le persone al centro di tutto ciò che viene realizzato. Non a caso vengono costantemente promosse la formazione e una vera crescita individuale e collettiva dei collaboratori attraverso l’adozione di iniziative speciali.

Mirko e Sergio Ferronato, titolari dell’azienda
Mirko e Sergio Ferronato, titolari dell’azienda

Obiettivo futuro sostenibile

Ma anche l’impegno per lo sviluppo sostenibile e il monitoraggio dell’impatto ambientale sono azioni che in Ursus sono elevate al massimo livello… Dal 2012, l’azienda della famiglia Ferronato ha implementato con successo il sistema di gestione ambientale ISO 14001, seguendo costantemente un percorso estremamente significativo per misurare e monitorare l’impatto ambientale di tutti i propri processi produttivi.

Enrico Stragliotto, Sales e Product Manager
Enrico Stragliotto, Sales e Product Manager

«Nel mese di giugno 2024 – ha dichiarato Mirko Ferronato, che di Ursus è il CEO – ci prefiggiamo di comunicare pubblicamente il nostro impegno in un documento dedicato, elaborato in conformità ai più elevati standard internazionali. In questo modo, vogliamo garantire e certificare che le nostre azioni siano sempre allineate con l’obiettivo di un futuro sostenibile. In Ursus, la sostenibilità, ma anche la responsabilità sociale, non sono solamente due parole: sono tematiche vere, importanti, che fanno parte integrante del nostro operato quotidiano. Siamo davvero orgogliosi di poter contribuire attivamente ad un futuro migliore per tutti».

Ursus

Ursus Countach, le ruote gravel hanno un nuovo riferimento

25.10.2023
4 min
Salva

ROSA’ – Ursus ha presentato ufficialmente la nuova Countach, ovvero la ruota gravel ad alte prestazioni, con un cerchio in carbonio hookless ed il rinnovato mozzo RD52.

Solida, come vuole il DNA Ursus, ma anche versatile e gratificante in fatto di estetica. Per contestualizzare meglio le nuove Countach abbiamo chiesto anche a Marco Giacomin, Product Manager di Ursus.

Le nuove Countach hanno equipaggiato la bici ufficiale del mondiale gravel (foto Ursus)
Le nuove Countach hanno equipaggiato la bici ufficiale del mondiale gravel (foto Ursus)
Quale è stata e quale è la parte più complicata quando c’è da sviluppare una ruota?

Di sicuro i cuscinetti, che è anche un componente di acquisto per tutti i brand. I cuscinetti non vengono prodotti all’interno delle aziende che fanno le ruote. Cosa diversa invece è il mozzo, che in Ursus produciamo partendo da zero. Ecco che i cuscinetti si devono interfacciare in modo ottimale con il mozzo per garantire una performance ottimale. E poi il concept della ruota, se questa vuole essere prima di tutto leggera, oppure veloce, o magari versatile: un importante fattore che ci serve per posizionare correttamente il prodotto all’interno di un mercato non semplice da affrontare.

E’ più difficile fare una ruota gravel oppure una da strada?

La super specializzazione a tutti i livelli non facilità lo sviluppo e la produzione, di qualsiasi ruota si parli. Il lavoro che c’è dietro le quinte è enorme. Probabilmente, oggi è più difficile fare una buona ruota gravel, non fosse altro perché la categoria è nata da poco ed è protagonista di una veloce fase di evoluzione.

Marco Giacomin, Product Manager in Ursus
Marco Giacomin, Product Manager in Ursus
Per la Countach avete optato per i cerchi hookless. Il motivo?

Hookless perché è adeguato all’utilizzo con pressioni di gonfiagggio contenute e nelle varie fasi di test ci ha dimostrato una tenuta eccellente, ma anche ottime qualità tecniche. Cosa diversa sono le ruote strada, dove anche per il futuro manterremo il disegno mini-hook tubeless per l’ingaggio dello pneumatico.

Countach, come sono fatte

Anche la Countach è stata portata e analizzata all’interno della galleria del vento di Silverstone, come buona parte delle ruote road Ursus di ultima generazione. E’ stata sviluppata per interfacciarsi al meglio con pneumatici dai 30 millimetri in su. Ha un valore alla bilancia dichiarato di, 715 grammi e 830 grammi, rispettivamente per anteriore e posteriore.

Il cerchio è in carbonio, con un’altezza di 35,2 millimetri, una larghezza totale di 32 e un canale interno di 23 millimetri. Necessita del nastro tubeless. I fori che permettono di accedere al dado di contrasto per i nipples si ottengono tramite estrusione.

I nipples sono esterni e autobloccanti, per facilitare eventuali operazioni di manutenzione e sostituzione. I raggi sono dei profilati in acciaio (Sapim CX), 24 per la ruota anteriore e posteriore. Hanno una tensionatura differenziata che lascia spazio anche ad eventuali personalizzazioni (un valore aggiunto non trascurabile, che conferma la bontà progettuale, la cura del prodotto e che non tutti sono in grado di offrire). Questa sfaccettatura tecnica rende la Countach sfruttabile anche in situazioni diverse al gravel puro. Ad esempio su una gara con il pavé.

Il canale interno è hookless, i fori sono creati per estrusione
Il canale interno è hookless, i fori sono creati per estrusione

Nuovo mozzo Ursus RD52

Si basa sul disegno e sugli ingombri del precedente RD50, con una piccola modifica al meccanismo interno. E’ completamente in alluminio e ottenuto con una lavorazione CNC. Ha delle flange con un’altezza differenziata, 39 millimetri per quello davanti, 39 e 47,5 millimetri per quello dietro (differenti tra il lato dei pignoni e quelli libero).

E’ montato a pressione, con l’obiettivo di semplificare al massimo la pulizia e la manutenzione. La ruota libera ha tre cricchetti che ingaggiano su una ruota dentata, interna al mozzo (30 denti), il tutto con un’angolazione di 12°. Traducendo: il meccanismo è molto veloce e lascia degli spazi vuoti minimi, ma al tempo stesso non manda in crisi la meccanica, anche nell’ottica di offrire un prodotto robusto e longevo. Il prezzo di listino è di 1.600 euro. Le Countach saranno disponibili a partire da gennaio 2024.

Ursus

Ursus vola a Silverstone per i test in galleria del vento

06.10.2023
3 min
Salva

Nel corso delle scorse settimane, il team tecnico di Ursus ha organizzato una proficua ed interessante trasferta in Inghilterra presso il Silverstone Sports Engineering Hub. Lo scopo era quello di effettuare degli accurati test di aerodinamica sulle ruote di alta gamma. Gli ingegneri di Ursus hanno avuto l’occasione di utilizzare la galleria del vento, una struttura già utilizzata da moltissimi brand del settore ciclismo per studiare ed ottimizzare i molteplici aspetti legati al tema dell’aerodinamicità. Hanno avuto la possibilità di “spingere” al limite le ruote del brand 100% italiano, immagazzinando al tempo stesso una straordinaria quantità di dati, tutti estremamente significativi. 

Il tema della ricerca e dello sviluppo del prodotto rappresenta per Ursus un nodo cruciale: un vero e proprio passaggio verso la definizione di un nuovo prodotto da immettere sul mercato al quale i tecnici del brand riservano una accuratissima attenzione. Ed è proprio in questa cornice che si inquadra la trasferta inglese: uno “step” importante, e certamente impegnativo, finalizzato a poter realizzare un prodotto qualitativamente sempre migliore.

A Silverstone sono state testate tutte le ruote di alta gamma all’interno della galleria del vento
A Silverstone sono state testate tutte le ruote di alta gamma all’interno della galleria del vento

Innovazione & ambiente

Ursus è una azienda italiana, con sede a Rosà, in provincia di Vicenza, specializzata da oltre cinquant’anni nel settore delle lavorazioni meccaniche. Con l’avvento degli anni 2000 il business del brand si è affacciato anche al mondo delle biciclette, sia da corsa che Mtb. Questo è avvenuto in particolare grazie all’avvio della produzione di ruote di alta gamma: un esperimento che si è rivelato essere estremamente fruttuoso ed efficace.

Ursus ha fatto così il suo ingresso anche nel mondo del ciclismo professionistico, puntando su un prodotto in continua evoluzione e ad un livello di qualità sempre molto elevato.

Una grande occasione per Ursus ed i suoi ingegneri che hanno potuto lavorare con i migliori macchinari
Una grande occasione per Ursus ed i suoi ingegneri che hanno potuto lavorare con i migliori macchinari

Non a caso, Ursus ha sempre considerato l’affidabilità dei propri prodotti un aspetto fondamentale, sia per assecondare il successo commerciale dell’azienda quanto per poter garantire ai propri clienti un prodotto in linea con le loro aspettative. E per poter essere così affidabile, l’azienda veneta ha deciso di adottare, mantenere e migliorare un sistema di gestione per qualità e ambiente in accordo alle norme UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e IATF 16949.

Inoltre, proprio per quanto si riferisce al tema della sostenibilità, ben il 90% dei fornitori Ursus sono situati in un raggio massimo di cinquanta chilometri dall’azienda. In tema di materie prime, invece, utilizza in produzione il 90% di alluminio pressofuso secondario (l’80% nel caso dell’alluminio estruso).

Ursus

Ursus e Vittoria: test congiunti con l’obiettivo qualità

01.08.2023
2 min
Salva

Ursus e Vittoria: un’attenta collaborazione tecnica tutta italiana con l’obiettivo di migliorare i reciproci prodotti a beneficio di tanti, tantissimi appassionati ciclisti. Non a caso, appena qualche giorno fa un team tecnico di Ursus spa ha viaggiato in direzione Brembate (Bergamo), presso il quartier generale di Vittoria Group, per condurre alcuni importanti test di resistenza al rotolamento (“rolling resistance”) in collaborazione appunto con Vittoria.

«Il nostro impegno costante per l’innovazione e per il raggiungimento dell’eccellenza – hanno dichiarato i tecnici Ursus – ci porta costantemente a ricercare nuovi metodi e rinnovati contesti per migliorare le prestazioni delle nostre ruote. Durante questi specifici test, i nostri tecnici hanno lavorato a stretto contatto con il team di Vittoria, mettendo alla prova diverse combinazioni di pneumatici e di ruote. Queste differenti procedure ci hanno permesso di raccogliere dati incredibilmente preziosi per analizzare le performance dei nostri prodotti con l’obiettivo di ottimizzarne il futuro livello di efficienza e di prestazione. Ed i risultati di questi test sono stati più che positivi, confermando quello che ci aspettavamo: ovvero che la sinergia tra le due realtà ha innescato una combinazione vincente destinata ad un miglioramento e ad uno sviluppo continuo».

Ursus e Vittoria hanno collaborato insieme facendo numerosi test su prodotti e materiali
Ursus e Vittoria hanno collaborato insieme facendo numerosi test su prodotti e materiali

Il cliente al centro

Ursus Spa è una azienda tutta italiana, con sede a Rosà (Vicenza), specializzata da oltre cinquant’anni nel settore delle lavorazioni meccaniche. Alle porte degli anni 2000, il business dell’azienda si è allargato anche al mondo delle biciclette, sia da corsa che Mtb, e questo grazie ad uno specifico “focus” nella produzione di ruote di alta gamma. Un esperimento fruttuoso, quest’ultimo, estremamente efficace che nell’ultimo decennio ha permesso all’azienda di addentrarsi nel mondo del ciclismo professionistico facendo leva su un prodotto in continua evoluzione con un punto di qualità sempre elevatissimo.

Mirko Ferronato, CEO Ursus Spa
Mirko Ferronato, CEO Ursus Spa

Un vero e proprio partner da sempre orientato al cliente. Un produttore che punta costantemente sull’elevata qualità, aperto all’innovazione ed alla continua ricerca dell’eccellenza… Questa è Ursus, una realtà che fa della “customer satisfaction” un elemento imprescindibile della propria quotidiana attività.

Ursus

Petacchi in Ursus: un incontro di valori condivisi

25.05.2023
2 min
Salva

Alessandro Petacchi, ex-professionista e pluri-vincitore al Giro d’Italia, e oggi seconda voce RAI alla corsa rosa e “ambassador” Ursus, ha recentemente avuto l’opportunità di visitare la sede di Rosà (Vicenza): un vero e proprio punto di riferimento per l’industria delle biciclette italiane. Fondata nel 1967, Ursus ha da sempre puntato sulla qualità e sull’innovazione, producendo componenti per biciclette di altissimo livello, sia per professionisti quanto per gli appassionati ciclo amatori. La visita di Alessandro Petacchi in Ursus ha rappresentato un momento significativo per entrambe le parti coinvolte.

Durante la visita, Petacchi ha avuto l’opportunità di immergersi nell’ambiente di produzione e di scoprire da vicino i processi che stanno dietro alla creazione dei componenti Ursus, in modo particolare le ruote. Ha potuto incontrare gli ingegneri e gli artigiani, che lavorano quotidianamente con passione realizzando prodotti che uniscono tradizione e tecnologia davvero all’avanguardia. Petacchi ha espresso la propria ammirazione per l’impegno e la dedizione che l’azienda veneta, oggi guidata dal CEO Mirko Ferronato – infonde nella creazione di prodotti di altissima qualità.

Alessandro Petacchi durante la visita nella sede di Rosà
Alessandro Petacchi durante la visita nella sede di Rosà

Innovazione e sostenibilità

Da porre in evidenza che la visita di Petacchi ha altresì fornito un’opportunità unica per discutere di innovazione nel settore ciclistico e di come l’azienda Ursus stia contribuendo a promuovere lo sviluppo della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile ed ecologico.

Petacchi, che durante la propria, lunga carriera ha sperimentato personalmente l’importanza delle prestazioni e dell’affidabilità di moltissimo componenti legati alla bicicletta, ha condiviso la sua esperienza e la sua visione su come una reale innovazione possa influire positivamente sul mondo del ciclismo.

Ursus è in corsa al Giro d’Italia sulle bici della Corratec Selle Italia
Ursus è in corsa al Giro d’Italia sulle bici della Corratec Selle Italia

Come ambasciatore Ursus, Petacchi rappresenta i valori di eccellenza, di passione e di dedizione che caratterizzano sia l’azienda quanto il ciclismo stesso. La presenza di Petacchi presso la sede Ursus ha contribuito a rafforzare l’immagine di un marchio che punta all’eccellenza e che quotidianamente si impegna a supportare gli appassionati di ciclismo in tutto il mondo.

Alessandro Petacchi e Ursus condividono la stessa passione per il ciclismo, oltre all’importanza del lavoro di squadra, dell’innovazione, dell’impegno e del fondamentale rispetto per l’ambiente.

Ursus

Ursus: qualità e produzione tutta italiana

18.04.2023
4 min
Salva

«La Ursus di oggi è esattamente quella che immaginavo qualche anno fa, nel momento in cui la mia responsabilità in azienda è diventata effettiva…». A parlare con bici.PRO è Mirko Ferronato, che di Ursus spa è il CEO. Quella che vi riproponiamo di seguito è la sintesi di una chiacchierata, decisamente molto interessante, che tra aneddoti, curiosità, trasformazioni e soprattutto obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro, svela dell’azienda veneta un lato umanissimo e decisamente molto rispettoso del nostro ambiente.

Ursus affianca moltissimi team nel mondo del ciclismo
Ursus affianca moltissimi team nel mondo del ciclismo
Aprile 2023: che cosa è la Ursus di oggi?

Ursus oggi è lo specchio di un’azienda che ha raggiunto già molti dei traguardi che ci eravamo imposti. Produciamo il 100% dei nostri prodotti in Italia, e il 2022 è stato il nostro migliore anno, una stagione che è andata in archivio con il record del fatturato: 32 milioni di euro. I nostri impiegati sono oggi 63, ma possiamo arrivare ad occupare anche 75 collaboratori. Si, collaboratori più che dipendenti. In Ursus contano più le persone che i numeri, e questo rapporto speciale che abbiamo con tutte le persone che lavorano con noi, e per noi, ci da innegabilmente molta forza per fare sempre meglio…

Numeri importanti, dunque. Come sta procedendo la stagione?

Quella che stiamo vivendo non è una stagione numericamente positiva, se paragonata al trend degli ultimi anni. Ma ce lo aspettavamo e non siamo preoccupati. La nostra previsione è quella di chiudere con una contrazione di fatturato pari al 20-25% rispetto al record messo a segno nel 2022. In epoca pandemica ed immediatamente post pandemica, il settore ha vissuto un boom senza precedenti. E’ normale che adesso ci possa essere un assestamento…

E cosa si fa?

Noi lo avevamo previsto e siamo organizzati per gestire questo fisiologico decremento. Ci muoviamo in modo prudente, ma le nostre aspettative rimangono molto positive per il futuro. Il settore della bicicletta è forte ed importante, sia lato sportivo che considerandola poi come un mezzo di trasporto sostenibile, e la nostra è un’azienda estremamente sana. Non a caso il mio obiettivo rimane immutato: il traguardo ambizioso per i prossimi anni è fissato a 50 milioni di euro di fatturato.

La produzione di Ursus è al 100% Made in Italy
La produzione di Ursus è al 100% Made in Italy
Come è strutturata l’azienda da un punto di vista prettamente operativo?

Operativamente, come anticipavo, abbiamo la possibilità di occupare fino a 75 persone. Siamo flessibili, e questo aspetto ci permette di essere molto aderenti alle mutanti condizioni di mercato. Onestamente, come capita a molti, abbiamo addirittura difficoltà a trovare personale nuovo da formare ed inserire. Ho come l’impressione che dopo il periodo Covid la testa di molte persone sia cambiata. Soprattutto dei più giovani, che devono approcciarsi al mondo del lavoro… E questo non è solo un peccato, ma è anche una fonte di preoccupazione per le generazioni future.

Grande è l’attenzione alle fasi cruciali di ricerca & sviluppo, corretto?

Corretto. La nostra è un’azienda moderna, con una mentalità moderna. In Ursus amiamo ripeterci che non partiamo dal prezzo per arrivare al prodotto, ma bensì il contrario. E la qualità di quello che produciamo – e lo facciamo 100% in Italia – che guida totalmente il nostro lavoro. Qualità che origina ancor prima che un determinato prodotto venga realizzato, e questo è il passaggio della ricerca e dello sviluppo che in Ursus impiega in azienda un team composto da ben 7 persone.

Ursus e la qualità: un vero e proprio mantra aziendale…

Da quando abbiamo deciso di posizionare i nostri prodotti per il ciclismo verso l’alto, cosa che è avvenuta circa una decina di anni fa, l’attenzione per una produzione tutta italiana e di altissima qualità è divenuta quasi maniacale. Le nostre ruote alto di gamma in fibra di carbonio, così come i manubri, gli attacchi manubrio e gli altri componenti bike che produciamo, sono realizzati seguendo standard di produzione rigorosi e certificati. E l’aver deciso nel 1999 di non delocalizzare, quando invece il trend era quello in quel preciso momento storico, ci fa capire oggi quanto giusta sia stata quella scelta. Oggi più che mai…

Ursus e la sfida sostenibile: come siete organizzati?

Quella della sostenibilità per noi è una sfida vera. Il mio personale obiettivo è quello di poter lasciare ai miei figli un mondo migliore rispetto a quello che ho conosciuto io. E per questo cerchiamo di fare la nostra parte… Ursus è certificata ISO 14001 a conferma che l’azienda ha scelto responsabilmente di adottare un efficiente ed efficace sistema di controllo degli impatti ambientali connessi alle proprie attività, prodotti e servizi nel segno di un’innovazione intelligente ed ecosostenibile. La nostra può definirsi come un’azienda metalmeccanica a sostegno della mobilità alternativa. Un’eccellenza italiana che crede nel rispetto dell’ambiente e che promuove una linea produttiva a impatto ridottissimo. La battaglia per la conservazione climatica del nostro pianeta parte da ciascuno di noi e questo in Ursus lo sappiamo bene…

In che modo ve ne occupate?

Il nostro polo produttivo di Rosà (la provincia è quella di Vicenza) ci ha permesso di raggiungere diversi step di eccellenza come quello ad esempio dalla riduzione delle emissioni di CO2. Inoltre è stato attuato un vero e proprio processo di riorganizzazione completa della filiera produttiva, ampliata e ristrutturata secondo i principi di Industry 4.0 e dei più alti standard di qualità europei. Inoltre, la tecnologia al servizio dell’azienda viene supportata da un massivo impianto fotovoltaico in grado di produrre fino a 550 KWh di elettricità pulita. E forte è anche il nostro impegno nel ridurre il più possibile i materiali inquinanti degli imballaggi dei prodotti, portando avanti un programma molto ambizioso di progressiva riduzione dell’utilizzo di materie plastiche.

Ursus

Vinales in Ursus: la visita in azienda di un grande pilota

23.03.2023
3 min
Salva

Ursus e il motociclismo sportivo: un binomio ed un rapporto importante che si rinnova anno dopo anno, anche attraverso degli accordi di collaborazione e di sponsorizzazione con piloti MotoGP di primissimo piano. Come nel caso di Maverick Vinales, ambasador Ursus, estimatore del brand e grande ciclista nei momenti liberi lontano dai circuiti del mondiale. E proprio Vinales ha recentemente fatto visita ai moderni (e super sostenibili) stabilimenti Ursus di Rosà (Vicenza) per conoscere più da vicino la produzione 100% Made in Italy di ruote alto di gamma e componentistica proposta e prodotta dall’azienda della famiglia Ferronato.

Il pilota di MotoGp durante la sua visita in azienda a Rosà
Il pilota di MotoGp durante la sua visita in azienda a Rosà

Un marchio, una storia…

«Siamo molto contenti della visita in azienda di Maverick Vinales – ha dichiarato Mirko Ferronato, il CEO di Ursus spa – un’occasione che è servita anche per soddisfare la curiosità tecnica di Maverick. E’ un vero ciclista che, come moltissimi piloti, utilizza la bici per ottimizzare i propri allenamenti durante il corso di tutta la stagione. Durante questo incontro in sede abbiamo avuto anche modo di raccontare a Vinales l’origine del marchio Ursus… Una storia particolare, alla quale teniamo molto. Un racconto che nasce nel lontano 1967 quando al fondatore, e mio padre, Sergio Ferronato, occorreva un nome, un marchio di fabbrica con cui distinguersi sul mercato dalla concorrenza. L’idea giusta lo colse… al cinema, durante la proiezione di un vecchio film: “Quo Vadis”.

La bellissima e nuova sede Ursus di Rosà
La bellissima e nuova sede Ursus di Rosà

«In alcuni fotogrammi di questo colossal – continua – il gladiatore Ursus lotta a mani nude nell’arena con un toro inferocito nel disperato tentativo di salvare Lidia, la sua principessa. Mio padre fu letteralmente ispirato dagli ideali di dedizione e di motivazione trasmessi dal personaggio di Ursus. Pensò che proprio questi ideali sarebbero stati fondamentali per la riuscita del suo progetto imprenditoriale. Decise, quindi, di dare alla sua nuova azienda il nome dell’eroico gladiatore.

«Ma non si dimenticò del toro, al quale affidò il compito di simboleggiare gli ostacoli che il suo personale eroe, la sua compagnia, avrebbe dovuto superare per riuscire nell’impresa… Da quel momento in poi le figure del Gladiatore e del Toro costituirono il marchio Ursus, con il quale ebbe inizio la nostra avventura che negli anni ci ha portato ad essere quotati in Borsa e soprattutto a registrare numerosi brevetti nel settore della componentistica meccanica per le biciclette».

Ursus

Ruote Ursus per il Team Bingoal WB: obiettivo vittoria!

30.12.2022
3 min
Salva

La presenza di Ursus nel gruppo dei professionisti si espande e si rafforza. Il brand veneto, produttore di componenti alto di gamma per biciclette da corsa e Mtb (ruote complete, attacchi e pieghe manubrio, reggisella e mozzi), ha difatti definito e ufficializzato nei giorni scorsi una rilevante partnership di collaborazione tecnica con il team belga Bingoal WB. L’accordo è stato siglato direttamente da Christophe Brandt, il team manager della competitiva squadra fiamminga, con Mirko Ferronato che di Ursus è il CEO. Obiettivo dichiarato di questa sinergia è l’incremento della presenza e della visibilità delle ruote complete Ursus nel ciclismo professionistico che conta. 

Christophe Brandt e Mirko Ferronato, il CEO di Ursus
Christophe Brandt e Mirko Ferronato, il CEO di Ursus

Miura è sinonimo di qualità

Giusto nelle ultime settimane, in occasione dei primissimi ritiri in vista dell’avvio della stagione agonistica 2023 oramai in… rampa di lancio, sono stati effettuati degli accuratissimi test per la selezione e la scelta, da parte degli atleti del team belga, dei materiali Ursus più adatti. In base alle caratteristiche dei percorsi e alle differenti condizioni ambientali che si andranno via via ad affrontare durante il lungo calendario internazionale, i corridori della Bingoal WB avranno a disposizione le ruote ad alta scorrevolezza Miura TC37 Disc, Miura TC47 Disc e Miura 67 Disc: tutte dotate di tecnologia CeramicSpeed. Per affrontare al meglio le frazioni a cronometro, si è invece optato per l’affidabile lenticolare posteriore Gauro da abbinare all’anteriore TS87 Disc. Ursus è davvero pronta alle grandi sfide che attendono i corridori del Team Bingoal WB sulle strade delle grandi Classiche, e il debutto ufficiale avverrà dal 23 al 29 gennaio in Africa in occasione del Tour de Gabon!

Il marchio veneto sarà accanto al team Bingoal per la stagione 2023
Il marchio veneto sarà accanto al team Bingoal per la stagione 2023

Collaborazione & sviluppo

«Siamo molto, molto felici di aver stretto una partnership così importante con Ursus – ha commentato a caldo il team manager della squadra Christophe Brandt – e lo siamo non solo per la qualità delle ruote prodotte nelle splendide officine di Rosà, ma anche per i riscontri e le analisi che ci giungeranno durante la stagione direttamente dai tecnici Ursus.

«I nostri corridori sono costantemente alla ricerca dei migliori materiali da poter utilizzare in corsa e in allenamento. La nostra certezza è che l’interazione tra i collaboratori Ursus e lo staff del nostro team ci consentirà di sfruttare ruote di altissima qualità che aiuteranno i nostri corridori ad ottenere delle grandi prestazioni. Siamo grati della fiducia che Ursus, in primis nella persona di Mirko Ferronato, ha deciso di accordarci».

Ursus è sinonimo di ruote complete, ma anche di manubri, reggisella e mozzi
Ursus è sinonimo di ruote complete, ma anche di manubri, reggisella e mozzi

«Iniziamo questa nuova partnership con grande entusiasmo – ha ribattuto Mirko Ferronato, il CEO di Ursus spa – anche perché molta parte dell’attività del Team Bingoal WP si svolgerà nel Nord Europa, esattamente sulle strade lungo le quali si sono scritte pagine leggendarie del ciclismo mondiale. I primi test effettuati con le nostre ruote ci hanno già offerto degli ottimi riscontri, e sento che partiremo con il piede giusto!

«Voglio personalmente ringraziare il team manager Christophe Brandt per questa opportunità. Da parte nostra posso affermare con estrema convinzione che metteremo a disposizione della squadra il meglio della nostra tecnologia e tutta la nostra esperienza».

Ursus

Ursus Miura TC, viaggio nelle scelte di Petacchi

03.11.2022
5 min
Salva

Rigidità e leggerezza dei migliori cerchi in carbonio con un livello di comfort mai raggiunto finora da questo tipo di prodotti. Il risultato dell’equazione sembra proprio essere racchiuso nella serie TC. Le ruote Ursus Miura TC37, TC47 e TC67 sono un concentrato di comfort, duttilità e performance con prestazioni al top su ogni tipo di terreno. Oggi Parigi-Roubaix e domani Strade Bianche con queste ruote sono possibili.

Questi cerchi sono adattabili a percorsi diversi. Grazie al tubeless si può essere competitivi come un pro’ su asfalto senza preoccuparsi troppo del rischio di forature. Il giorno seguente si può decidere di mettersi alla prova su un percorso con pavé, oppure di tipo gravel: basterà abbassare la pressione di gonfiaggio delle coperture per ottenere più grip e per ammortizzare le asperità del terreno ghiaioso. Le abbiamo scoperte insieme all’ambassador d’eccellenza di Ursus che di ruote ne ha provate di tutti i tipi e serie: Alessandro “Alejet” Petacchi.

Performance aeronautiche

Il profilo aerodinamico nei cerchi della serie TC è progettato sulla base del NACA 0027, di stampo aeronautico. Le fibre di carbonio sono stese seguendo un particolare processo di bendaggio: questo consente l’ideale distribuzione del materiale, che rende la struttura delle ruote leggerissima ed estremamente bilanciata. Tutte le varianti montano l’ultimo modello di mozzi Ursus in alluminio. Un concentrato di tecnologia, preciso al micrometro, enfatizzato dalla presenza di cuscinetti a sfera ad alta scorrevolezza. Si parla di capolavori tecnici da professionisti che nella loro versione Disc aggiungono all’elenco dei pregi una frenata mai così reattiva ed efficace, ideale anche in condizioni di pioggia o asfalto bagnato.

Le tre versioni

Nella loro versione da 37 mm queste ruote mantengono alte prestazioni sia su lunghe distanze che su percorsi misti. Hanno risposto molto bene ai test di Ursus anche in ambito gravel e su bagnato, denotando una grande stabilità. Sono disponibili nella versione V-brake Miura TC37 e in quella per freno a disco Miura TC37 Disc.

Le ruote da 47 mm per bici da corsa con freno a disco sono adatte per ogni tipo di percorso. Il profilo medio del cerchio, consente ai ciclisti amanti di percorsi misti di pedalare al massimo delle prestazioni in ogni occasione. La particolare stesura della fibra di carbonio consente di controllare la distribuzione del materiale in modo che il cerchio risulti perfettamente bilanciato. Le ruote in carbonio Miura TC47 Disc montano il nuovo modello di mozzi Ursus minuziosamente assemblati a mano dai meccanici e controllati con degli appositi macchinari a controllo ottico prima di essere montati nelle ruote.

Infine c’è la versione da 67 mm, che assicura alla bici un elevato impatto estetico, ma non è di certo questo il suo pregio principale. Si tratta infatti di ruote progettate per dare il meglio a cronometro, quando l’aerodinamicità del loro profilo GOE 775 Airfoil consente di ridurre al minimo la resistenza al vento contrario. Nessun problema anche in situazioni di vento laterale, che scivolerà via senza destabilizzare.

Petacchi è product e brand ambassador di Ursus
Petacchi è product e brand ambassador di Ursus
Alessandro, che tipo di ruote sono?

Sono ruote un po’ diverse ma simili, perché le TC37 sono leggermente più leggere e con un’indole più da salita e da scalatore. Per percorsi più impegnativi. Le TC47 sono il compromesso giusto tra rigidità e guidabilità. Io mi sono trovato molto bene anche in discesa. Sono ruote molto scorrevoli, hanno un ottimo cuscinetto. Le TC67 invece sono le più aerodinamiche e veloci della serie.

Qual è la misura che ti piace di più?

La TC47. E’ la dimensione dal punto di vista amatoriale più completa. Si può fare di tutto, dalle corse più veloci a quelle più impegnative. 

Sono ruote che avresti usato anche da pro’?

Sì, assolutamente. Un professionista magari può ricercare una ruota più alta come la 67 mm, per avere più rigidità e più scorrevolezza. Questa scelta viene dettata ancora di più dal percorso. Per esempio in una gara piatta o un arrivo veloce sarebbero la scelta ottimale. 

Mentre delle TC37 cosa ci dici?

Sono fantastiche. Ma l’utilizzo dipende anche dalla fisicità del ciclista. Per esempio io questa misura la userei raramente. In salita però sceglierei proprio queste. Per fare un esempio, se dovessi correre una tappa con 5000 metri di dislivello non avrei dubbi nello sceglierle. 

Le Miura TC si prestano anche ad un utilizzo offroad come per il gravel
Le Miura TC si prestano anche ad un utilizzo offroad come per il gravel
Cosa dici della loro adattabilità a strada, gravel, pavé?

Sono studiate per avere sollecitazioni elevate, per una Roubaix o un Fiandre sono le ruote ideali. Anche per le strade bianche non hanno problemi. In quel caso le sollecitazioni non sono paragonabili all’Inferno del pavé. 

Per terreni difficili quale sceglieresti?

Una Roubaix si può correre tranquillamente con la 47 mm visto che più di una volta abbiamo visto i corridori con le alto profilo cavarsela più che bene. 

Sono ruote complete quindi?

Sì. Poi dipende molto anche dal copertoncino che viene scelto e anche se vengono messe in configurazione tubeless. Dopo si gioca con le pressioni, ma le TC rimangono la scelta migliore anche per queste condizioni. 

Che impressione hai avuto sulla scorrevolezza?

Sono ruote molto scorrevoli. Mi hanno dato delle sensazioni buone in ogni uscita. Sia a velocità basse che alte. E’ difficile trovargli dei difetti. Si ha un compromesso su tutti i terreni di affidabilità, rigidità, guidabilità e tenuta.

Le tue TC47 in che configurazione le usi?

Io da amatore le uso in configurazione copertoncino, ma è una scelta dovuta al fatto che è comodo in caso di foratura. Nulla da togliere al tubeless che sta dimostrando di essere una tecnologia che si sposa perfettamente anche con le TC. 

Ursus