Pinot: «Prima la condizione, poi penserò al Giro»

13.03.2021
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Fa strano non vedere Thibaut Pinot lottare in testa al gruppo. Il francese è uno di quei corridori che ha sempre il coltello tra i denti. Con una tappa come quella di oggi, con arrivo in salita, sarebbe inserito di diritto nel lotto dei favoriti… stavolta però, probabilmente, non sarà così. E il fatto che non sia subito pronto è quasi una novità. Che stia cambiando qualcosa?

Il corridore della Groupama-Fdj è arrivato a 30 anni con un bel palmares ma forse meno ricco di quel che poteva. A volte per sfortuna, a volte per errori suoi, a volte per non aver tenuto la pressione.

Thibaut Pinot (30 anni) dopo la Tirreno correrà al Tour of the Alps
Thibaut Pinot (30 anni) dopo la Tirreno correrà al Tour of the Alps

Condizione in crescendo

«La mia forma è tutt’altro che perfetta – ci ha detto Pinot – La mia speranza è di migliorare in un futuro non troppo lontano. Il Giro è il mio obiettivo, ma per adesso devo pensare a trovare la condizione. Se poi avrò la possibilità di lottare con i migliori nelle salite più dure non mi tirerò indietro.

«Mi piace molto correre in Italia. Le vostre gare mi fanno vibrare, ho sempre amato la vostra storia e per questo sono contento di tornare qui». 

Il suo inizio di stagione ha visto prestazioni altalenanti. A Laigueglia non ci è sembrato brillantissimo e neanche molto tirato a dire il vero, ma già in queste prime tappe della corsa dei Due Mari la gamba è diversa. Il muscolo inizia a scolpirsi.

Questo ritardo di Pinot però è giustificato. Già sul finire della scorsa stagione aveva lamentato grossi problemi di schiena. Sembrava li stesse per risolvere, ma come ha iniziato a spingere di nuovo ecco che sono riemersi. Thibaut è dovuto ricorrere ad infiltrazioni di cortisone, previa dichiarazione Tue (l’autorizzazione terapeutica). Ed anzi che sia riuscito a gareggiare già al Tour des Alpes Maritimes a febbraio.

Testa al Giro? Non ancora

Il francese sarà il capitano della Groupama-Fdj al Giro. Ed ha scelto la Tirreno, come molti suoi colleghi, per prepararlo. Ma questo suo ritardo può essere il “segreto” per farsi trovare al top al momento giusto?

«È un percorso ben progettato quello del Giro – aveva detto pochi giorni fa Pinot – Quasi la metà delle tappe saranno di montagna, con molti arrivi in salita. Lo Zoncolan sarà la scalata più difficile. Una salita da alpinisti più che da scalatori! E poi c’è anche la tappa della Strade Bianche. Ho già partecipato una volta a questa gara e l’ho finita nei primi dieci. Quindi sì, il mio obiettivo è essere al 100% per l’inizio del Giro».

Durante l’ultimo Tour Gaudu ha aiutato Pinot, sarà ancora così?
Durante l’ultimo Tour Gaudu ha aiutato Pinot, sarà ancora così?

Gaudu e le Olimpiadi

Si è parlato di pressione, il punto debole di Thibaut. Con gli anni è migliorato molto. E’ sempre stato il leader del gruppo di Marc Madiot, che lo ha cresciuto coccolandolo quasi come un figlio. Ma lo scorso anno, dopo l’ennesimo problema, sembrava quasi che lo avesse scaricato, tanto più con l’esplosione di David Gaudu. Poi invece le cose si sono sistemate e per Thibaut è arrivato persino il rinnovo del contratto (fino al 2023).

«No – chiarisce Pinot – con David nessun problema di convivenza, questo ci permette di avere più leader in più corse e infatti lui sta correndo in Francia (alla Parigi-Nizza, ndr) e io sono in Italia».

Infine un pensiero ai Giochi di Tokyo.

«Certo che ci penso, sono un obiettivo importantissimo e sarebbe un onore dare il mio contributo, ma come ripeto: prima troviamo la condizione».

Thibaut Pinot, caduta Nizza, Tour de France 2020

Pinot ferito, freccia Demare, sorpresa Gaudu

12.12.2020
5 min
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Pinot ritirato dal Tour e della Vuelta. Demare supervittorioso al Giro. Gaudu rivelazione alla Vuelta. Il 2020 della Groupama-Fdj ha avuto tanti alti e qualche basso davvero pesante su cui volevamo raccogliere informazioni. Per questo ci siamo rivolti a Philippe Mauduit, direttore sportivo del team francese, legato a filo doppio con l’Italia prima per la carriera di corridore e poi da tecnico. La linea va e viene, perché ammette di trovarsi in una valle in cui del cellulare ci si potrebbe anche dimenticare. Chiediamo venia, strappiamo un sorriso e cominciamo.

Thibaut Pinot, Laruns, Tour de France 2020
Nella tappa di Laruns, Pinot alla deriva e dolorante
Thibaut Pinot, Laruns, Tour de France 2020
Alla deriva e dolorante verso Laruns
Quale maledizione si è abbattuta su Pinot?

E’ caduto al Tour, nella prima tappa. E’ andato all’ospedale e si è visto che c’era un ematoma e nessuna frattura, ma lui aveva ancora male. Sapete quanto è cocciuto. Per cui si è messo l’anima in pace per la classifica, ma puntava a qualche tappa. E’ arrivato ottavo a Orcieres Merlette, ma il dolore continuava a essere forte. Così nel secondo giorno di riposo ha fatto altri esami, che evidenziavano soltanto un grosso ematoma che non si assorbiva. Di fatto ha voluto arrivare a Parigi, soffrendo come un cane. Finché è tornato a casa.

E che cosa è successo?

E’ successo che dopo 10 giorni senza bici, ha ripreso a pedalare e aveva ancora male. Però meno che al Tour. Così ci ha chiesto di andare alla Vuelta. Invece dopo i primi due giorni molto impegnativi, si è reso conto di non poter continuare. E questa volta, visto che l’ematoma era sparito, le radiografie hanno fatto vedere che c’era una microfrattura. Per cui l’unica cosa da fare era fermarsi.

Poveretto, non si riusciva a vedere prima?

No, perché la frattura è piccola e l’ematoma la copriva. Ha ripreso dieci giorni fa, ma il dolore c’è ancora. Può andare solo piano e aspettare. Ma lui non è un tipo tranquillo e questa situazione lo rende nervoso. Ha ancora due anni di contratto, come tutti i nostri corridori migliori. Ma vuole dimostrare di essere forte. Perché di fatto è andato sempre bene, secondo al Delfinato, quinto alla Route d’Occitanie. Ma non nei grandi Giri.

Arnaud Demare, Matera, Giro d'Italia 2020
Demare a Matera, salta fuori con la squadra nel finale e infilza Sagan
Arnaud Demare, Matera, Giro d'Italia 2020
A Matera Demare batte ancora Sagan
Vi aspettavate un Demare così vincente al Giro?

Non così tanto, ma che fosse forte lo sapevamo. Ha cambiato preparazione. Durante l’inverno e poi nel lockdown ha ripreso a fare palestra, che aveva mollato da anni. Ci sono cose basiche che un professionista deve continuare a fare d’inverno e poi a richiamare durante la stagione. Per essere vincente devi lavorare su tutti gli aspetti del fisico. Poi alla ripresa ha fatto corse minori, come Wallonie e Poitou Charentes, in cui ha vinto e ha preso morale.

Stessa cosa che ci hanno raccontato i suoi compagni.

Perché lo abbiamo condiviso. Quando il velocista vince, dà fiducia ai gregari. E il nostro comincia a essere un gruppo di grande esperienza. Ragazzi di 30 anni che sanno correre e che nei finali sono capaci di prendere da soli le decisioni.

Nella tappa di Matera, ci ha detto Bramati, avete vinto senza tirare un metro.

Hanno fatto tutto i ragazzi. Il diesse dalla macchina può dire ben poco e quello che vede in televisione è già successo. Sono loro a dover parlare e Jacopo Guarnieri in queste fasi è una colonna portante.

David Gaudu, caduta Nizza, Tour de France 2020
Anche Gaudu è caduto a Nizza, ha provato a resistere ma si è fermato durante la 16ª tappa
David Gaudu, caduta Nizza, Tour de France 2020
Caduta a Nizza anche per Gaudu, poi ritirato nella 16ª tappa
E poi c’è Gaudu, due tappe vinte e l’ottavo posto alla Vuelta.

Anche lui ha un bel carattere e un bel fisico. E’ piccolino, ma è resistente. E quando si mette qualcosa in testa, diventa imbattibile. Dopo la caduta del Tour, è stato fermo per 15 giorni e allora si è scelto di portarlo alla Vuelta.

Dove ha vinto due tappe di montagna.

Quando corri per un piazzamento, poco importa perdere minuti nelle prime giornate, come gli è successo. Ma lui lo ha sofferto, anche se era realistico pensare appunto al massimo a un posto nei dieci e non meglio. Così gli abbiamo detto di concentrarsi piuttosto sul vincere una tappa, che sarebbe stata la prima vittoria in un grande Giro. E ne ha vinte due.

Nel 2021 potrebbe pensare di fare classifica?

Al Giro e alla Vuelta sì, per il Tour è presto. E’ il nostro progetto, per il quale stiamo aspettando i percorsi di Giro e Vuelta. Vederlo fare il leader in Spagna è stato una bella scoperta. Dopo la crisi dei primi giorni, dal quinto in poi si è reso conto di stare bene con i migliori e ha svoltato.

David Gaudu, La Covatilla, Vuelta Espana 2020
Alla Vuelta però, 8° in classifica e due tappe vinte: qui a La Covatilla
David Gaudu, La Covatilla, Vuelta Espana 2020
Ma alla Vuelta rivincita con due tappe vinte
In che modo?

Sul pullman faccio parlare i ragazzi, mi piace quando prendono la parola. E lui ogni giorno dava grandi motivazioni. Un piano di corsa può imporlo il direttore e ci saranno buone possibilità che venga eseguito. Ma se la stessa cosa viene da loro, in quel caso andranno fino alla morte. Con David è stato così ogni volta. Lui diceva la sua idea. Loro rispondevano. Parlavano. Ognuno portava un dettaglio che aveva osservato e io alla fine facevo la sintesi.

Leader anche in gruppo?

In bici chiedeva dove voleva essere portato nei vari momenti della tappa, di cosa aveva bisogno. Una vera rivelazione.

Farete un ritiro prima di Natale?

Faremo dei mini stage nella zona di Cannes la prossima settimana. Con gruppetti di 5-6 corridori. E poi altre date a seguire, ma da capire se sarà davvero possibile. Per fortuna abbiamo trovato un hotel, che però non ci servirà i pasti. Così abbiamo dovuto rivolgerci a un catering. Si vive alla giornata. Oggi così, domani chissà…