EDITORIALE / Convocazioni, perché ridursi all’ultimo?

21.06.2021
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La svolta la diede Antonio Fusi, quando divenne tecnico della nazionale. Da ottimo preparatore quale è sempre stato (la Colpack ne sta raccogliendo i frutti proprio negli ultimi mesi), il comasco cambiò le abitudini e, anziché ricorrere al logorante sistema delle indicative, avendo a che fare con fior di professionisti, iniziò a programmare con loro l’avvicinamento agli appuntamenti e alle convocazioni. Mondiali e Olimpiadi, senza eccezioni. Lo ricorda bene e con piacere anche Michele Bartoli: la gara dell’ultima ora poteva servire al massimo per sciogliere il dubbio su un nome. Che senso ha, si chiese Fusi, costringere dei professionisti a guadagnarsi il posto, se conosciamo bene quello che possono dare e la loro capacità di arrivare in forma all’appuntamento?

Bettiol si è defilato dopo il Giro: sa già di essere nella rosa di Tokyo e sta lavorando per questo?
Bettiol si è defilato dopo il Giro: sa già di essere nella rosa di Tokyo e sta lavorando per questo?

Rush finale

E mentre il mondo ne ha sposato la teoria, pare che qui da noi non sia più così o che lo sia a tratti. La settimana appena iniziata sarà cruciale per tutti gli azzurri in odore di convocazione olimpica su pista, anche se a Tokyo manca più di un mese.

A Montichiari ci saranno infatti dei test importanti per i pistard, uomini e donne. E questo, al netto delle parole sussurrate sicuramente nell’orecchio dei più forti, potrebbe essere fonte di tensioni non certo produttive dopo l’anno del Covid, che di tensioni ne ha prodotte anche troppe. Immaginiamo che Ganna sappia quale sarà il suo percorso fino ai Giochi e come lui Viviani, forse però gli altri hanno idee meno chiare.

Salvoldi, tecnico delle donne, durante una fase di tecnica
Salvoldi, tecnico delle donne, durante una fase di tecnica

Gruppo e tensioni

Ce ne siamo accorti nelle ultime settimane parlando con le ragazze di Salvoldi e anche con i corridori di Villa, in occasione di interviste e incontri fortuiti. Mentre il resto del mondo ha già dato i nomi, consentendo ai rispettivi atleti di programmare l’avvicinamento e trovare alla svelta il miglior equilibrio psicofisico, i nostri si giocheranno il posto nelle prove cronometrate che si svolgeranno nelle date degli europei rinviati. Ma se per ammissione dei tecnici azzurri, la rassegna sarebbe stata soltanto un passaggio, perché non formare con largo anticipo il gruppo di riferimento per le varie specialità, impostando la miglior preparazione dei singoli?

Martina Fidanza, una delle ragazze in ballo per le convocazioni per Tokyo
Martina Fidanza, una delle ragazze in ballo per le convocazioni per Tokyo

Il gruppo strada

Inizialmente, stando alle interviste uscite sull’argomento, era parso che anche Cassani avesse indicato nel campionato italiano un momento di verifica. Salvo poi dire, giusto ieri dopo la vittoria di Colbrelli, che non avrebbe avuto senso pretendere segnali da chi è uscito dal Giro, perché era normale che avesse staccato. Di fatto, fra i reduci del Giro e stando alla prima lista indicata dal tecnico azzurro, soltanto Moscon, Ciccone, Nibali e Formolo hanno dato dei segnali. E allora ci chiediamo, ad esempio, se Caruso, Bettiol oppure Ulissi siano già certi del posto e per questo stiano lavorando nel modo migliore.

In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, parlando di convocazioni Nibali si è detto certo di essere al top per la gara di Tokyo
In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, Nibali si è detto certo di essere al top per la gara di Tokyo

Il ruolo del tecnico

In questo ciclismo che programma tutto, che porta i corridori in altura dalla prossima settimana per averli in condizione alla Vuelta e poi per il finale di stagione, suona strano ridursi un mese prima delle Olimpiadi e non avere ancora i nomi. A meno che le squadre siano già fatte e certe prove cronometrate servano per argomentare le scelte. Anche se un tecnico della nazionale vive di scelte e non dovrebbe essere un problema comunicarle e condividerle con il gruppo di lavoro.

Shimano in arrivo un dress code più… morbido

28.03.2021
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Ci sono novità sul fronte del dress code nell’atelier di Shimano per l’uomo, dopo avervi già raccontato il look donna. L’azienda giapponese, fondata giusto un secolo fa, propone grazie al suo centro di ricerche tre linee di abbigliamento completamente nuove comprese nella nuova gamma Road Performance. Le nuove linee si chiamano Team, Breakaway e Aerolite. Capi che non puntano solo sulla performance, ma anche sul divertimento e lo stile, grazie a una differenziazione ben precisa.

Linea Team, qualità tecnica e capi coordinati per un look al top
Linea Team, qualità tecnica e capi coordinati per un look al top

Come i pro’, ma più comodi

La linea Team è quella che si distingue per il design accattivante che mette in risalto nuove colorazioni e uno stile tutto da scoprire. Con linee riprese dal mondo delle corse, i capi Team sono rivolti a chi vuole un approccio non estremo con il ciclismo, improntato piuttosto sul divertimento, ma ha bisogno ugualmente di specifiche tecniche di alto livello. I tessuti traspiranti forniscono una protezione dai raggi UV, si asciugano rapidamente e offrono una particolare comodità avendo delle ampie tasche posteriori. L’abbigliamento entry-level non deve essere necessariamente banale. Una vestibilità più… indulgente consente ai nuovi arrivati in questo sport di godersi la libertà del ciclismo.

Per Breakway e Aerolite, vestibilità più aderenti e aerodinamica
Per Breakway e Aerolite, vestibilità più aderenti, una migliore aerodinamica e combinazioni di tessuti più tecniche

Due linee più aggressive

Breakaway e Aerolite sono pensate per chi ama la competizione e desidera raggiungere un alto livello di prestazione. Chi indosserà questi capi gioverà di una maggiore freschezza abbinata ad una vestibilità aderente e aerodinamica. I tessuti che compongono queste due nuove linee Shimano racchiudono caratteristiche tecniche fondamentali.

Breakway, tecnica e colore

I capi d’abbigliamento Breakaway sono confezionati principalmente con tessuto in Poliestere e per una piccola percentuale con tessuto in Elastane, quest’ultimo impiegato per le inserzioni. Questa linea dai materiali eleganti offre un’alta visibilità, dovuta alle accese colorazioni e agli inserti rifrangenti che rendono visibile l’atleta nelle condizioni in cui c’è scarsa luce. La salopette ha un fondello Performance 8 per un comfort senza cuciture, un’ampia fascia antiscivolo e aperture in rete per ottimizzare la gestione dell’umidità e della ventilazione. E’ disponibile in quattro colorazioni da abbinare alle maglie Breakaway per un look completo.

Le nuove linee Shimano, uomo e donna, insieme sulle strade dalla metà di marzo
Le nuove linee Shimano, uomo e donna, insieme sulle strade dalla metà di marzo

Aerolite, design e funzionalità

La linea Aerolite: propone una combinazione di tessuti innovativa e diversa. Le maglie sono confezionate con una combinazione di tessuto elastico aero davanti e Mesh altamente traspirante sulla schiena, con larghe tasche posteriori e un design con stampa a sublimazione, ispirata a disegni tradizionali giapponesi.

Con la rinnovata gamma Road Performance, Shimano dà il benvenuto ai nuovi ciclisti e li incoraggia ad accettare la sfida della strada con lo stile di un dress code meno estremo.

www.shimano.com

In treno con Baroni per il debutto su strada

07.02.2021
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Chiusa la parentesi del cross, davanti alle ruote di Francesca Baroni si apre quella più vasta della strada con la squadra di Fidanza: un altro treno da prendere al volo. Ma come si fa alla fine di un viaggio, nei giorni del riposo, si scorre l’album delle foto, rileggendo quel che è stato per capire (almeno provarci) quel che sarà.

La sua stagione è stata un vero crescendo, nel segno di una maturazione atletica palpabile e probabilmente della maggior convinzione nei suoi mezzi. Le parole di inizio stagione e quelle del suo allenatore Pino Toni componevano un quadro già molto interessante, che oggi può essere appeso alla parete dei ricordi, liberando già il posto per il successivo.

Con suo padre e sua madre: Alessandro Guerciotti, che meglio li conosce, dice che la famiglia Baroni è davvero speciale (foto Instagram)
Con suo padre e sua madre: una famiglia davvero speciale (foto Instagram)
Torniamo a Ostenda, alla partenza. Baroni emozione o concentrazione?

Tutte e due… Logicamente quando parti per un mondiale l’emozione è sempre alta, ma devi provare a tenere alta anche la concentrazione, cosa che ho cercato di fare.

Pensi di aver avuto il miglior avvicinamento?

Il mondiale arriva sempre a fine stagione. Dopo i campionati Italiani mi sentivo bene, abbiamo provato con il mio preparatore a mantenere la condizione e così è andata.

Quanto senti di essere cresciuta in questa stagione?

Non saprei, ho lavorato tanto e bene (almeno così penso!). E alla fine sono arrivati anche i risultati, ma c’è sempre da crescere tanto. Il livello delle mie avversarie è molto alto.

Crescita più atletica o nella sicurezza in te stessa?

Entrambe… Come già spiegato il lavoro fisico è stato intenso, poi quando vedi che riesci ad ottenere qualche buon risultato, arriva anche più sicurezza nei tuoi mezzi, ma non è sempre facile. A volte i risultati non sono dalla tua e allora… è più dura!

Te lo aspettavi un piazzamento così buono?

Volevo fare bene, ci ho provato… Il mio obiettivo era correre il meglio possibile senza pensare alla posizione in classifica che avrei ottenuto. L’importante era provare a dare il massimo senza dover avere dei rimpianti dopo la prestazione, una cosa che cerco di fare sempre. A volte va bene, a volte va meno bene, ma così sono le gare…

Nell’ultima gara prima di passare su strada, ha ottenuto il quinto posto ai mondiali under 23 di Ostenda
Baroni ha ottenuto il 5° posto ai mondiali U23 di Ostenda
A cosa hai pensato quando alla fine Scotti ti ha detto di attaccare?

All’ultimo giro, Fausto ha provato a seguirmi metro per metro incitandomi al massimo. Diceva di crederci fino in fondo, che mi stavo giocando una buona posizione. Alla fine ho fatto anche la volata…

E’ bello trovarsi nella seconda metà di un mondiale avendo ancora forze da spendere?

E’ una mia caratteristica. Se riesco a gestirmi bene nella prima parte di gara, riesco a dare il meglio nella seconda parte. Di solito a metà gara ho un piccolo calo, prendo un gel e cerco di ripartire. Al mondiale così ho fatto e per mia fortuna è andata bene!

Che cosa hai pensato appena hai visto il percorso?

Che non era il meglio per le mie caratteristiche, c’era da correre molto e nella sabbia. Quest’anno mi sono allenata meglio nella corsa a piedi, devo sempre lavorarci molto, ma sicuramente mi trovo migliorata rispetto agli anni precedenti, dove nei pezzi a piedi  (ride, ndr) mi piantavo proprio!

Quest’anno, ha lavorato tanto sulla corsa a piedi nella sabbia: eccola agli europei
Ha lavorato tanto sulla corsa a piedi nella sabbia
Che cosa hai pensato invece dopo averlo provato?

Che alla fine non era proprio come me lo ero immaginato. E’ vero, c’era molto da correre, ma c’era anche una parte sull’erba pedalabile dove recuperare.

Quando le francesi sono cadute davanti a te in avvio, hai pensato che potesse essere un momento cruciale della corsa?

Nel cross le cadute dopo la partenza sono quasi normali, vanno sempre messe in preventivo, specie quando si parte dietro. Non sempre è facile recuperare e spesso compromettono il risultato della gara. A Ostenda sono ripartita subito, per fortuna sono stata… sveglia nello scendere subito dalla bici per uscirne prima. E alla fine non ho perso molto dal primo gruppo, poi è iniziata la mia  rincorsa…

Che cosa avevi in testa dopo l’arrivo, quando hai alzato il braccio?

Ero incredula, quasi meravigliata, ma molto, molto felice per il 5° posto ottenuto. Visto anche il livello delle avversarie che ero riuscita a mettermi dietro.

Francesca Baroni, Alessandro Guerciotti, Lecce 2021
Con Alessandro Guerciotti dopo i tricolori di Lecce: nel cross la collaborazione proseguirà
Francesca Baroni, Alessandro Guerciotti, Lecce 2021
Con Alessandro Guerciotti dopo i tricolori di Lecce
Come definiresti Fausto Scotti?

Fausto Scotti è il CT della nazionale da quando io ho iniziato a praticare il ciclocross, c’è sempre stato. L’ho sempre rispettato, anche se a dire il vero – non me ne voglia – qualche volta non ho capito e accettato qualche sua scelta nelle convocazioni. Ad esempio quando per diverse volte non ha portato le ragazze in Coppa del mondo… e portava solo i maschi.

Come sei stata accolta a casa al ritorno?

In maniera molto semplice. Quando sono rientrata mia mamma è venuta a prendermi alla stazione… Battute a parte, cerchiamo sempre di rimanere con i piedi per terra, senza esaltarci più di troppo. I buoni risultati logicamente fanno piacere, ma devono spingerci a lavorare sempre meglio, cosa che in famiglia cerchiamo di fare tutte le volte!

Adesso su strada con Fidanza, temi di dover lasciare da parte il cross oppure ci sarà sempre?

Vorrei cercare di fare bene, Fidanza mi ha dato questa opportunità e cercherò di ripagarlo al meglio delle mie capacità. Anche se su strada al momento non posso dire di avere la stessa esperienza acquisita nel cross, ma come sempre sono pronta a mettermi alla prova! D’accordo anche con lui, continuerò ancora con il cross…

Francesca Baroni affronterà la stagione su strada e ci sarà da imparare tanto. Questa maglia per un po’ andrà riposta (foto Billiani)
Si riparte per la strada: per un po’ la maglia finirà nel cassetto (foto Billiani)
Credi che la bici sia al momento il modo migliore per esprimere la vera Francesca?

Per il momento la bici è la mia vita! Cosa aggiungere?

Come ti trovi con Pino Toni? Continuerà a seguirti lui anche per la strada?

Pino Toni è il mio preparatore già da qualche anno, mi conosce bene, sono molto in confidenza con lui. Mi… sopporta e alla fine riusciamo sempre a trovare un accordo per gli allenamenti. Sarà così anche per la strada…

Ci dai una definizione di bellezza in rapporto alla vita?

“La vita è bella” è anche il titolo di un famoso film. Va vissuta al meglio, cercando sempre il lato positivo delle cose, in famiglia mi hanno sempre insegnato di accettarla per quello che è. Anche nei momenti più difficili, pensiamo sempre che la “salute” sia la cosa più importante. Quando c’è quella, c’è tutto…

Una ragazza spensierata che sa dare il giusto valore alle esperienze che vive
Una ragazza spensierata, attaccata ai valori buoni della vita
Che cosa ti fa stare davvero bene?

La serenità e la tranquillità sono le cose che più mi fanno stare bene!

Che cosa, quale condotta ti dà fastidio?

La malignità, la falsità, la cattiveria e la “furbizia” sono le cose che più mi danno fastidio!

C’è amicizia tra rivali? 

Non sempre è facile, ma penso che si possa anche diventare amiche tra rivali, perché no? Personalmente cerco nell’amicizia valori molto alti. In primis la sincerità e il rispetto e purtroppo spesso tra rivali queste non è facile che ci siano…

Il complimento più bello che ti sia stato mai fatto?

Che sono “una buona”, anche se nella vita a volte non è sempre un vantaggio!

Salvoldi, a Tokyo stesse chance su strada e in pista

02.02.2021
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Concluso il ritiro sull’Etna e a fronte della cancellazione delle prime corse su strada, Salvoldi si è rimboccato le maniche e ha ridisegnato l’attività delle sue ragazze per non perdere il lavoro svolto in Sicilia. Montichiari torna ad essere la loro casa per due giorni a settimana e così fino alle prime trasferte. Il tecnico è bravo, c’è poco da dire e da criticarlo per le vittorie. Ha subito degli scossoni pesanti, ma ha risposto con il lavoro. Se un cittì non avesse la fiducia dei suoi atleti, difficilmente arriverebbero certi risultati. Nonostante ciò, l’incertezza di ciò che avverrà dopo le elezioni federali di febbraio stride con il ragionamento fatto da tempo su un gruppo di ragazze che avrà Tokyo come passaggio e Parigi 2024 come vero obiettivo olimpico.

Salvoldi ha previsto lavori in quota sui rulli, conlavori specifici per il quartetto
Salvoldi ha previsto lavori in quota sui rulli, conlavori specifici per il quartetto

«Sapere di lavorare a scadenza un po’ ti destabilizza – ammette – per certi versi ti fa perdere potere con le squadre. Abbiamo sempre detto che questo gruppo è in viaggio per Parigi. Adesso comunque si lavora per Tokyo, vivendo alla giornata, perché i calendari sono tutti ballerini. Dobbiamo farci trovare pronti per ogni cambiamento. Non sappiamo se gli eventi previsti nell’avvicinamento si svolgeranno come ci aspettiamo».

Che Olimpiadi immagini?

Di grandi sorprese, per diversi motivi. Arriviamo tutti nel segno della discontinuità nel lavoro, con la difficoltà di trovare, mantenere e tenere sotto controllo il livello della prestazione.

L’anno di ritardo ha fatto il nostro gioco?

Ha implementato il gruppo, aprendo la porta a ragazze che sono cresciute. Il gruppo squadra ne ha giovato sicuramente. E manca ancora Letizia Paternoster.

Elisa Longo Borghini, campionati europei Plouay, 2020
Elisa Longo Borghini, seconda ai campionati europei Plouay 2020 e bronzo ai Giochi di Rio 2016
Elisa Longo Borghini, campionati europei Plouay, 2020
Longo Borghini, 2ª agli europei di Plouay, bronzo a Rio 2016
Montichiari diventa più che mai un punto di riferimento?

Assolutamente, come punto in cui convergere se l’attività su strada dovesse subire degli stop. E sarà così anche dal 2022, perché a parte il prevedibile distacco che ci sarà dalla pista, alla fine dell’anno inizieranno le qualificazioni olimpiche, per cui il gruppo si ricomporrà.

Su strada la situazione verso Tokyo è diversa?

Abbiamo due atlete già affermate che hanno vinto ad altissimo livello. Direi che abbiamo quasi pari chance su strada e su pista perché in pista troveremo le più forti all’apice della loro carriera, quindi andranno fortissimo. Tornando alle stradiste, parlo di Elisa Longo Borghini e di Marta Bastianelli, se sarà al livello del 2018-19 in cui si poteva paragonarla tranquillamente con Marianne Vos.

Il WorldTour rende più complicato il tuo ruolo di tecnico della nazionale?

Diciamo che la prima differenza è prendere atto dell’attività non omogenea fra squadroni e team professional, come fra gli uomini. Sono contento però perché finalmente le ragazze hanno una possibilità di carriera. Come tecnico della nazionale, sono convinto che negli ultimi due anni siano venuti a mancare un paio di blocchi di ritiro collegiale. Quello a inizio anno o per fare il sopralluogo del percorso iridato. Sono momenti che aiutano a fare gruppo e a dare le gerarchie della squadra. Se arrivi a radunarle soltanto all’ultimo, comandano gli ordini di arrivo, hai difficoltà di selezione e soprattutto impedisci alle più forti di programmare la stagione in funzione dell’appuntamento.

Nel 2018 a Glasgow, Marta Bastianelli conquista i campionati europei: se in condizione, per Salvoldi farà bene anche a Tokyo
Nel 2018 a Glasgow, Bastianelli vince gli europei
Che rapporto hai con i tecnici dei team?

Prima parlo dell’obiettivo con l’atleta, poi faccio i passaggi di condivisione con team, manager, diesse e preparatori.

Quindi anche se sono professioniste, i contatti continuano?

Sempre, loro si aspettano un contatto continuativo ed è anche giusto che ci sia. E’ un interesse reciproco. Confrontarsi aiuta a capire le scelte. Ogni volta che parlo di convocazioni con la Longo Borghini, ad esempio, le chiedo: «Quando ti ho lasciato fuori?». E le punta il dito e risponde: «A Londra!». Sanno che si può essere esclusi, ma sanno che è un gioco corretto.

Ecco la base del quartetto azzurro che aspetta Paternoster: Balsamo, Guazzini, Alzini, Consonni
Il quartetto che aspetta Paternoster: Balsamo, Guazzini, Alzini, Consonni
I corpi militari aiutano?

Contribuiscono a dare importanza alla maglia azzurra. E nel lungo periodo, nonostante i guadagni siano in crescita, permettono alle ragazze di avere entrate cui è difficile rinunciare.

Il mondiale viene dopo o resta il focus?

Il mondiale fra le donne resta ancora la gara più importante, quella che dà valore alla carriera. E quest’anno ci sarà una bella sfida in Belgio. E’ presto per parlarne, ma a breve bisognerà inquadrare anche quello.