BePink, due ore al piccolo trotto con Zanardi e le sue sorelle

02.02.2022
6 min
Salva

Il sole splende su Sulzano. Il cielo terso ti consente di apprezzare le cime di Punta Val Mora e Corna Trentapassi. E’ una giornata ideale per fare trekking ma anche per pedalare. Sul selciato di Piazza 28 Maggio ci sono le ragazze della BePink che stanno facendo alcune foto. Sullo sfondo c’è il porticciolo dei traghetti che portano a Montisola, il caratteristico e piccolo comune in mezzo al Lago d’Iseo.

Proprio dal molo di Sulzano, tra giugno e luglio del 2016, partiva la Floating Piers, la audace passerella gialla galleggiante che si estendeva per qualche chilometro e che portò qui un milione e mezzo di visitatori.

In riva al lago, anche Mr Bike Cafe’ Imbarcadero Bar, da una parte bar e dall’altra negozio
In riva al lago, anche Mr Bike Cafe’ Imbarcadero Bar, da una parte bar e dall’altra negozio

Ritiro sul lago

Le dieci atlete hanno fatto qualche decina di metri fuori dalla Wake Surf House, la struttura ricettiva di tre piani affittata dalla squadra continental per il loro ritiro. Qua ci erano già state qualche settimana fa. Qua fanno vita di gruppo imparando a responsabilizzarsi ed autogestirsi nel miglior modo possibile.

Ad insegnare a loro tutto ciò ci sono Walter Zini e Sigrid Corneo, rispettivamente team manager e direttore sportivo, marito e moglie. I due tecnici nel frattempo sono intenti a parlare con una loro amica. E’ Silvia Valsecchi, ritirata a fine 2021, che ha approfittato di una settimana di ferie dal suo nuovo impiego in un negozio di bici di Lissone per fare una gradita visita alla sua ex squadra. 

Prima di partire, due passi sul pontile, in attesa che l’aria si scaldi
Prima di partire, due passi sul pontile, in attesa che l’aria si scaldi

Interviste e chilometri

Il programma del giorno della BePink prevede in mattinata un servizio con una tv locale, due ore di scarico in bici, pranzo, lavaggio delle bici, massaggi e briefing serale.

Nelle quarantotto ore successive dovranno fare molti più chilometri col nuovo abbigliamento. Le ragazze sono partite. Zini attende qualche minuto per alcune telefonate poi saliamo in ammiraglia con lui, mentre la Corneo va a fare la spesa per le ragazze insieme alla Valsecchi.

Anche nel 2022 la BePink correrà su bici De Rosa: una collaborazione ormai collaudata
Anche nel 2022 la BePink correrà su bici De Rosa: una collaborazione ormai collaudata

Aspettando il treno

La chiacchierata parte appena le bici lasciano il lago (in apertura foto BePink). «La nostra preparazione sta andando bene – racconta Zini mentre siamo in coda ad un passaggio a livello – ma potremmo fare meglio. Questo è l’ultimo dei tre mini-ritiri da cinque giorni l’uno che abbiamo fatto qui in Italia. Il 5 febbraio partiremo per la Spagna per correre e fare un ritiro anche laggiù. Staremo a Calpe all’AR Diamante Beach Hotel fino al 21. In mezzo disputeremo il 6 la Vuelta CV Feminas e poi dal 17 al 20 febbraio la Volta Comunitat Valenciana. Verranno giù tutte le ragazze, anche le tre straniere che qui non ci sono (la neozelandese Michaela Drummond, la ceca Marketa Hajkova e la slovacca Nora Jencusova, ndr). In base alla condizione delle ragazze, deciderò chi far correre».

La nuova maglia rimane (ovviamente) con base Pink, ma piuttosto diversa dal 2021
La nuova maglia rimane (ovviamente) con base Pink, ma piuttosto diversa dal 2021

Zanardi leader

Poco prima del ponte che collega Paratico a Sarnico riprendiamo le ragazze e le seguiamo. Davanti a fare l’andatura ci sono Zanardi e Vitillo, ma a turno le altre quattro coppie si succedono nei cambi a tirare.

Vanno via regolari, composte ed attente sia al traffico che alla segnaletica, anche se talvolta alle rotonde occorrerebbe maggiore cautela.

«Vedi – ci spiega Zini – in questa ampia rotatoria le prime sono passate un po’ troppo forte e quelle dietro si sono un po’ staccate. Per fortuna che in questo momento c’eravamo solo noi, però vedrai come si incavolerà la Zanna (Silvia Zanardi, ndr) perché il gruppo si è rotto…».

Partenza da Sulzano, Zini stabilisce la rotta: le ragazze ascoltano
Partenza da Sulzano, Zini stabilisce la rotta: le ragazze ascoltano

«Lei – prosegue Zini – ha acquisito molta leadership con le sue compagne su queste cose. Come per lo stretching. Il ciclista notoriamente è un po’ allergico a questi esercizi, ma ora che lei lo ha imparato in nazionale non ne può più fare a meno. Pure le altre ragazze stanno migliorando con il core stability. Anche se io non le lascio mai troppo tranquille perché poi si abituano male (ride, ndr). Stamattina appena sveglie e prima di fare colazione, ho chiesto loro di farmi qualche minuto di plank per vedere come reagiscono a certi imput».

Bene in sella

Sul lungolago verso Tavernola Bergamasca, dove è previsto il punto di ritorno, salutiamo Claudia Cretti che sta pedalando forte. Il gruppo della BePink gira attorno ad un incrocio ed inverte la rotta per tornare a Sulzano. Zini osserva le sue ragazze per vedere come pedalano.

«Cresta (Lara Crestanello, ndr) come va la nuova sella? Dimmi poi se dobbiamo cambiarla ancora o spostarla un po’. Zanna, tu invece non sei un po’ bassa con la sella?».

Si pedala costeggiando il lago di Iseo, con alcune puntate nell’entroterra per cercare la salita
Si pedala costeggiando il lago di Iseo, con alcune puntate nell’entroterra per cercare la salita

Il team manager si riavvicina a loro. «Mi raccomando ragazze, prima di rientrare vorrei che faceste uno strappo di un chilometro per tenere un po’ viva la gamba».

Occhi aperti

Lo faranno salendo verso Passo dei Tre Termini, posto circa 7,5 chilometri sopra Iseo. Un’ascesa di quasi 500 metri di dislivello molto allenante.

«Alle mie atlete – aggiunge Zini mentre ci descrive la strada che poi porta a Polaveno – ho sempre detto di prendere dei riferimenti geografici. Sia quando sono a casa loro sia quando sono in un posto nuovo per un ritiro o una corsa. E’ importante sia sapersi allenare al meglio, evitando magari zone troppo trafficate o pericolose. Sia in gara perché così te lo ricordi per la volta successiva che ci tornerai. Non bisogna andare in bici col paraocchi, altrimenti poi ti serve il gps anche per andare a prendere il giornale sotto casa. Anche su questo aspetto batto forte».

E dopo pranzo, preparativi per lo shooting fotografico con Vitillo e Zanardi (foto BePink)
E dopo pranzo, preparativi per lo shooting fotografico con Vitillo e Zanardi (foto BePink)

La bici a posto

Incrociamo una ciclista in maglia Canyon-Sram mentre mancano pochi minuti a Sulzano. «L’hai riconosciuta quella che ci ha appena salutato a tutto braccio? Era Alena Amialiusik, è stata una mia atleta nel 2013 al suo primo anno elite. E’ bielorussa ma ormai abita in questa zona da tanto tempo. Brava ragazza e forte».

Arriviamo sul selciato di Piazza 28 Maggio. Guardiamo il computerino della francese Jade Teolis che segna 56 chilometri in circa due ore di pedalata piuttosto tranquilla. Zini deve scappare per sbrigare una commissione di lavoro, ma prima di riaccendere il motore dell’ammiraglia dà le ultime disposizioni.

«Quando finite di mangiare – dice – ognuna di voi si laverà la propria bici. E’ giusto che impariate a prendervene cura anche quando siete in ritiro, poi perché domani abbiamo le foto ufficiali».

Il tempo di sentire alcune delle ragazze e siamo liberi anche noi.

Dopo i complimenti della Corneo, andiamo a conoscere Vitillo

04.11.2021
7 min
Salva

Sigrid Corneo l’ha detto chiaramente. «Le cicliste di oggi vogliono tanto e subito, con poco. Non sono propense alla fatica. Non vale per tutte chiaramente, ma per tantissime la mentalità è questa. Poche si chiedono se abbiano davvero tutto per andare più forte. Quando correvo io, eravamo tutte pronte alla fatica, invece adesso tante arrivano con la cultura errata del risultato pensando di essere tutte campionesse. Una che potrà fare tanto bene è Matilde Vitillo. Fa quello che le si dice, non ha paura di far fatica e di patire un grande mal di gambe».

Investitura importante

Come investitura non è affatto male, soprattutto perché fatta da un tecnico che di fatica e chilometri ne ha macinati tanti. Così in questo giorno di inizio novembre abbiamo deciso di tirarla giù dal letto per farci raccontare come mai il suo direttore sportivo alla BePink si sia spesa così nei suoi confronti e che cosa le sembri del mondo in cui vive sin da piccolina.

Matilde è un volto noto del giro azzurro, con un titolo mondiale junior dell’inseguimento a squadre e uno europeo nella corsa a punti, ma di fatto il 2021 è stato il suo primo vero anno da elite. Ha dovuto mandare giù bocconi amari e ha colto qualche buon segnale, fino alle quattro vittorie di fine stagione: il Trofeo Inalpi a Racconigi, poi due tappe e la classifica al Giro di Campania. In cui c’erano sì poche ragazze al via, ma per vincere e farlo per giunta alla fine di ottobre, oltre alle gambe serve anche una discreta testa.

Secondo te che cosa voleva dire Sigrid in quell’intervista?

E’ vero che ci sono tante ragazze che vogliono tutto e subito. A volte non è nemmeno colpa loro. Seguendo mia sorella Vittoria, che ha 10 anni e corre tra i giovanissimi, ci sono tantissimi genitori che mettono nei piccolini una mentalità secondo me sbagliata. Li fanno allenare troppo, così magari raggiungono pure dei bei risultati, ma non crescono. E quando i loro coetanei cominciano ad aumentare i carichi di lavoro, loro capiscono di non avere più margine oppure smettono di vincere facilmente come prima e si fermano. Ho visto dei miei coetanei fortissimi da piccoli che ormai hanno smesso da un pezzo per questo motivo.

Se è vero che non ti fa paura la fatica, come è stato questo primo anno nella BePink?

Decisamente tosto. Sapevo che sarebbe stato un salto bello grande, per cui mentalmente ero preparata. Il primo anno da elite l’ho fatto a Racconigi, ma un po’ per il Covid e un po’ per crescere con calma, ho fatto davvero poche corse. L’esperienza vera ho cominciato a farla quest’anno.

Dove hai visto la differenza maggiore?

La salita ha avuto una gran parte. Io poi mi reputo una scalatrice e mentre le altre andavano, io restavo là. Al Giro posso anche capire, quando davanti restava la Van der Breggen. Anche quella è stata esperienza. Ho imparato soprattutto a battermela con me stessa, con limiti che si possono superare. Poi ci sono state le corse del Nord, che all’inizio mi hanno messo in difficoltà, perché andavano davvero come treni. Però ho stretto i denti e alla fine ho imparato a muovermi anche su quei percorsi.

Ai mondiali di Harrogate nel 2019, qui con Camilla Alessio, chiude a 30″ dalla vincitrice Jastrab
Ai mondiali di Harrogate nel 2019, qui con Camilla Alessio, chiude a 30″ dalla vincitrice Jastrab
Vincere a fine stagione se non altro ti ha mandato al riposo con buone sensazioni?

Decisamente sì. In Campania non eravamo tante, giusto una trentina, ma qualcuna comunque doveva vincere e sono contenta di averlo fatto io.

Ti reputi scalatrice, ma hai vinto in pista…

E poi mi piacciono le crono e in teoria anche le volate, ma a volte le gestisco male. Da junior si riesce a fare un po’ di tutto. In realtà la pista quest’anno non l’ho allenata tanto e lì non ti inventi niente. Comunque dal 25 al 28 saremo con la squadra al velodromo di Ginevra per correre. Vediamo come va.

Cosa dici della squadra?

Mi sono trovata benissimo, con lo staff e le ragazze. Le conoscevo tutte, perché più o meno abbiamo seguito lo stesso percorso anche in nazionale. Si crea un bel gruppo quando capisci che siamo tutte compagne di fatica. E poi sono molto amica della Zanardi e mi è piaciuto sentire di averla aiutata. Silvia ha un anno più di me, sembra poco, ma come esperienza è davvero tanto.

E di Sigrid Corneo cosa dici?

E’ super brava, lei e Zini formano una grande squadra. Sanno capirci sul piano personale e vedono benissimo la gara. Al Giro, nella tappa di Carugate, c’era appena stata una menata tremenda, il gruppo si è allargato e mi hanno detto di partire. Io ero morta, non ci avrei mai creduto, invece l’ho fatto e voltandomi mi sono resa conto che non mi seguiva nessuno. Questo mi ha veramente spiazzato.

Hai 20 anni, si può pensare di diventare una professionista e fare carriera?

Si può cominciare, sì. Fino allo scorso anno, mi piacevano il ciclismo come sport, il semplice farlo, l’adrenalina. Ora posso puntare a farne un lavoro, con uno stipendio che mi permetta di viverci. Le ragazze del WorldTour sono viste in modo diverso, arrivaci è l’obiettivo di tutte.

Fra 20 giorni di nuovo in gara, si parlerà di un inverno cortissimo. Giusto così?

E’ come se facessimo due stagioni attaccate, con un mese fra l’ultima gara e la successiva. Ho staccato una settimana, ma tutto sommato ci si può stare, perché non perdiamo gamba e concentrazione. E poi a febbraio dal ritiro in Spagna si comincerà a pensare al 2022. Spero di salire un altro gradino, che venga qualche piccolo risultato per capire che sono sulla strada giusta.

Abbiamo un po’ spiato il tuo account Instagram, hai tre fratelli?

Esatto. Niccolò, il più grande, ha 22 anni. Tommaso ne ha 18. Vittoria ne ha 10. I maschi hanno corso in bici e smesso, Tommaso l’ha appena fatto. Doveva passare U23, ma ha capito che forse il gioco non sarebbe valso la candela e ha preferito dare più spazio alla scuola e all’università.

La famiglia Vitillo al gran completo alla comunione di Vittoria in ottobre. Da sinistra mamma Paola, Nicolò, Tommaso, Matilde e papà Luca
Famiglia al gran completo alla comunione di Vittoria. Da sinistra mamma Paola, Nicolò, Tommaso, Matilde e papà Luca
Che cosa ti pare della tua vita da atleta?

Mi piace. Quest’anno sono stata più in ritiro che a casa, sarò tornata a dir tanto per tre settimane. Però è bello anche così. La sensazione che hai una vita tua da gestire, il viaggiare e scoprire nuovi posti...

Vita da zingara?

Via da zingara (ride, ndr), proprio così.

E i tuoi cosa dicono di questa figlia zingara?

Sono contenti, mi hanno sempre seguito ovunque. Al Giro sono venuti a ogni tappa, li trovavo lungo il percorso con le borracce. Mi ha fatto super piacere, non capita spesso, soprattutto pensando che hanno altri tre figli cui badare. E’ una vita diversa, che quando stai troppo tempo nello stesso posto, inizi a guardarti intorno e chiederti dove sia la valigia…