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Giant Revolt X Advanced Pro, anche questo è gravel

10.05.2023
5 min
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DORMELLETTO – La Giant Revolt X Advanced Pro è una bicicletta gravel con la sospensione anteriore, con il reggisella telescopico e con una geometria che offre dei vantaggi notevoli. E’ una sorta di bicicletta “tutto-terreno” che fa pedalare ovunque e senza paura.

Abbiamo avuto il piacere di usarla per una giornata, portandola nel magnifico contesto del Parco dei Lagoni di Mercurago, nei pressi di Arona e vicino al Lago Maggiore. Approfondiamo le sue peculiarità.

Giant Revolt X, quando si dice di una bici divertente (foto Mirrormedia-Giant)
Giant Revolt X, quando si dice di una bici divertente (foto Mirrormedia-Giant)

Rigida, no grazie

La categoria gravel è come una grande famiglia, dove tutti riescono a trovare un motivo di divertimento, di sfogo e dove la tecnica del mezzo meccanico mette tutti d’accordo. Ci sono gli stradisti che “magari” approcciano le ruote tassellate per la prima volta, lontano dall’asfalto e immersi nella natura. Ci sono i pedalatori alle prime armi, ma ci sono anche i bikers esperti che apprezzano quella sorta di mondo di mezzo rappresentato dal gravel, un po’ strada e un po’ mtb.

La Revolt X è anche la degna rappresentante delle diverse possibilità che offre Giant per gli utenti del gravel, perché se è vero che ci sono quelli che vogliono la bicicletta completamente rigida, è altrettanto vero che ci sono i ciclisti che con la gravel vogliono osare di più, spostandosi ai limiti più estremi del gravel che quasi sfocia nella mtb con una buona dose di tecnica. Ed ecco che in un contesto del genere la forcella ammortizzata (una Fox32 con 4 centimetri di escursione) e un reggisella telescopico con 25 millimetri di affondamento (che non è mai completamente bloccato, con l’obiettivo di dissipare continuamente), fanno davvero la differenza.

Non sono da dimenticare le gomme, perché di base ci sono delle sezioni da 50, ma si possono montare coperture fino a 53 millimetri di larghezza. Proprio le gomme grandi aiutano quando ci si dimentica di far ammortizzare la forcella, oppure ci si dimentica di abbassare il telescopico nei passaggi con qualche saltino, tra un sasso e l’altro.

La forcella lavora, eccome se lavora (foto Mirromedia-Giant)
La forcella lavora, eccome se lavora (foto Mirromedia-Giant)

Nulla la può fermare

Con un mezzo così dotato, nei termini di componentistica e grazie alle sue geometrie, i limiti diventano quelli dell’utilizzatore e non quelli della bicicletta. Si tratta di un mezzo che non si ferma davanti a nulla, che passa sulle radici come se niente fosse ed è parecchio stabile. Ha un carro posteriore che copia bene il terreno, a tutto vantaggio anche di un risparmio di energie nel medio/lungo periodo. Servono anche a quelli preparati che si spingono verso i tracciati “quasi” estremi per questa bicicletta.

Può affrontare in tranquillità percorsi con un elevato tasso di tecnicità, anche quelli che anni a dietro si facevano con le mtb da 26. Anzi, con una Revolt X si è decisamente più veloci e sicuri.

Le quote geometriche, molto moderne se consideriamo in particolare un orizzontale allungato e uno sloop accentuato, si spingono verso una categoria endurance. Taglia per taglia c’è un passo totale accentuato. C’è un angolo del piantone che aiuta a portare il corpo sul carro posteriore. Troviamo un’apertura dello sterzo (dove è coinvolto tutto l’avantreno) che perdona qualsiasi indecisione e aiuta a stabilizzare la bici un po’ ovunque.

In conclusione

La Giant Revolt X non è una bicicletta per il gravel race così come lo vediamo oggi, dove anche le bici road (opportunamente equipaggiate) riescono a dire la loro. Una Revolt X è molto più divertente, perché è il punto di connessione perfetto tra il gravel con qualsiasi livello d’interpretazione e la mtb. Ma la Revolt X è anche una bicicletta totale. Non veloce come una road (non lo vuole neppure essere), ma sfruttabile su strada, sicura, stabile e gratificante ovunque la si porti.

Con le gommone grandissime il suo pane diventano i sentieri sterrati e dove è necessario avere anche un po’ di manico per finire la giornata con il sorriso stampato in faccia.

Come per tutte le bici che hanno un allestimento che mette insieme molte variabili (e qui sono diverse che devono combinarsi tra loro), ci vuole del tempo per capire come settare nel giusto modo ogni singolo componente.

Il prezzo di listino della versione che abbiamo provato è di 7499 euro, non proprio bruscolini, ma è giusto sottolineare le “tante cose” che si trovano su questa bicicletta. Telaio full carbon e sospensione anteriore, reggisella telescopico e ruote in carbonio CXR X1 (davvero ottime e si sposano alla perfezione con la bici nella sua totalità), oltre alla trasmissione Sram Force AXS 1×12. Non manca davvero nulla.

Giant Bicycles

Giant Italia, numeri in crescita e filosofia green

03.11.2022
5 min
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Il 27 ottobre, Giant Bicycles ha compiuto 50 anni, con le celebrazioni nella sede di Taiwan che hanno preceduto quelle in Europa. In Italia, sposando la linea green dettata dalla casa madre, la ricorrenza è stata celebrata con un’attività di pulizia lungo la ciclabile dell’Olona. Coinvolti tutti i dipendenti della nuova sede di Nerviano, che hanno raccolto l’inimmaginabile e hanno poi concluso la giornata con una grigliata.

L’occasione è stata altrettanto ghiotta per intercettare Claudio Cannizzaro, Sales & Marketing Manager di Giant Italia. L’idea è fare il punto sui primi 50 anni e sbirciare in direzione dei prossimi.

A sinistra Claudio Cannizzaro, a capo di Giant Italia
A sinistra Claudio Cannizzaro, a capo di Giant Italia
Cinquant’anni portati bene?

Se si guarda a cosa è Giant oggi, cinquant’anni potrebbero sembrare pochi. Li viviamo come un punto di partenza e non come di arrivo, la casa madre procede in questo senso e noi faremo sicuramente la nostra parte sul mercato italiano. Giant è tra i più grandi produttori al mondo di biciclette e, pur continuando ad avere focus su questo aspetto, un obiettivo per i prossimi anni è quello di lavorare più intensamente e qualitativamente sull’aspetto retail.

Perché la pulizia della ciclabile?

C’è grande attenzione per il rispetto dell’ambiente, dagli imballaggi delle biciclette a una serie di sistemi introdotti nelle fabbriche. E’ tutto orientato verso un futuro più sostenibile e questa al momento è una priorità. Quando presenteremo la chiusura dell’anno 2022 e il piano per i prossimi 3-5 anni, sarà evidente che il nostro impegno “green” è importante

Curiosi sulla ciclabile lungo l’Olona a Nerviano osservano l’opera di pulizia dello staff Giant Italia
Curiosi sulla ciclabile lungo l’Olona a Nerviano osservano l’opera di pulizia dello staff Giant Italia
Nonostante i 50 anni, la sensazione è quella di un’azienda molto dinamica.

Questo è vero. Ogni modello che viene riproposto nella nuova versione, ha sempre qualche novità. E’ chiaro che in questi ultimi due o tre anni è stato tutto molto più complicato, ci siamo dovuti adeguare alla situazione, pur continuando a guardare molto al futuro e ai cambiamenti. Non ci si è seduti sul fatto di essere i produttori più grandi al mondo e di realizzare biciclette per altri marchi importanti, ma si guarda molto al domani.

Che rapporto c’è fra Taiwan e l’Italia?

Nel periodo pre-Covid, una situazione che ha pesato in vari settori produttivi a livello internazionali, le riunioni e il confronto erano più frequenti. Negli ultimi due anni tutto ciò è stato più complicato ma fortunatamente stiamo tornando alla normalità. In questo momento la nostra country è cresciuta e lo sta continuando a fare, tutto questo porta a un maggior interesse per il nostro mercato.

Un’ampia esposizione nella nuova sede di Nerviano, i cui lavori di allestimento sono quasi ultimati
Un’ampia esposizione nella nuova sede di Nerviano, i cui lavori di allestimento sono quasi ultimati
In quale forma?

Facciamo frequentemente videoconferenze relative al prodotto, che è diviso su tre livelli: gli accessori, le biciclette a pedalata assistita e quelle muscolari. Sono tre dipartimenti indipendenti fra loro e in queste occasioni facciamo le nostre richieste o diamo dei feedback, condividendo opinioni ed esperienze con le altre filiali mondiali il risultato è sicuramente interessante per tutti 

Vi abbiamo visto con un super stand all’Italian Bike Festival.

La presenza IBF è stata importante anche per mettere l’attenzione sul cinquantesimo anniversario di Giant. Nei 1.000 metri quadrati di stand abbiamo esposto un numero di nuove biciclette molto limitato, scelta voluta per dare lo spazio adeguato ai modelli che hanno fatto la storia di Giant. Lo spazio è stato pensato per lasciare libertà di movimento ai nostri ospiti con attività legate anche al green e con corner dove potersi sedere e rilassarsi, il concetto di tante biciclette esposte quest’anno secondo me non era il team corretto.

All’interno della nuova sede di Giant Italia, un laboratorio per la formazione di chi vende e-Bike
All’interno della nuova sede di Giant Italia, un laboratorio per la formazione di chi vende e-Bike
Che tipo di riscontro avete avuto?

Buono. Probabilmente il consumatore non aveva idea di cosa fosse realmente questa azienda, proprio in quell’occasione ha potuto scoprire per esempio che il primo modello di bicicletta in carbonio è stato realizzato proprio da Giant. Mi è piaciuto molto anche il feedback dei negozianti, che hanno stretto ulteriormente il loro legame con il marchio o che hanno sfruttato l’occasione per avvicinarsi a noi, rendendosi conto della realtà di un’azienda come la nostra. Un’azienda solida, con una storia che è, anche se relativamente breve, molto significativa e in continua in evoluzione.

Fra quanto tempo si tornerà alla normalità pre-Covid?

E’ molto difficile rispondere. La mia sensazione, quindi nulla di ufficiale, è che si stia un po’ recuperando il tempo di produzione e fornitura dei vari prodotti che servono a noi per assemblare le biciclette. Mi sento di dire che per i modelli 2024, quindi diciamo l’autunno prossimo sicuramente un po’ di ritardo lo avremo colmato. 

Il team di Giant Italia al termine del percorso di pulizia, con il triste bottino di giornata
Il team di Giant Italia al termine del percorso di pulizia, con il triste bottino di giornata
Il boom della bici andrà avanti a lungo?

Oramai tutti hanno una bicicletta, comprata quando le uniche attività possibili erano corsa e ciclismo, anche grazie agli incentivi statali. Se una piccola parte di questi nuovi utenti si appassiona al ciclismo, direi che nei prossimi anni i numeri sicuramente saranno positivi, ma non è possibile immaginare che questa super bolla continui. Per soddisfare ogni esigenza in termini di utilizzo e capacità di spesa nel 2024 Giant Italia avrà a catalogo oltre 200 modelli.

Quale sarà invece la vostra direzione?

Come Giant Italia, abbiamo dei piani di sviluppo molto interessanti. Con un catalogo sempre più ricco il nostro intento è quello di coprire maggiormente il territorio in termini di prodotto e investendo molto sulla qualità dei rivenditori. 

Nuova Giant Propel, veloce e non solo, l’abbiamo provata

18.08.2022
7 min
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Ecco in anteprima assoluta la nuova Propel Advanced SL0 2023 di Giant Bicycles la bici usata al Tour de France da tutti i corridori del Team BikeExchange-Jayco. Noi l'abbiamo provata. E' leggera (6,82 chilogrammi rilevati nella taglia M), rigida e anche più versatile, capace di accontentare anche gli scalatori più esigenti. Entriamo nel dettaglio del progetto e del test.

La nuova Giant Propel, già addocchiata al Tour de France cambia completamente pelle e prestazioni. Categorizzarla “solamente” come una bici aero concept è riduttivo. Rimangono due i moduli di carbonio di riferimento per il telaio, Advanced SL e Pro, alle quali si aggiunge una terza versione Advanced, una sorta di entry level anche negli allestimenti.

Abbiamo provato la versione Propel Advanced SL 2023, leggera (6,82 chilogrammi rilevati nella taglia M), rigida e anche più versatile, capace di accontentare anche gli scalatori più esigenti. Entriamo nel dettaglio del progetto e del test.

La nuova Propel anche un po’ TCR

La nuova Propel è prima di tutto una bicicletta da competizione, è più “sottile” rispetto alla precedente, ma non ha dimenticato il suo essere aero racing. E’ anche più comoda, un comfort che arriva principalmente dalla sezione centrale e dal carro posteriore. L’accostamento con la TCR è reale. La sua versatilità trova ulteriore conferma grazie alla possibilità di montare coperture fino a 30 millimetri di sezione.

Il progetto Propel aero racing bike si vede principalmente nell’avantreno, grazie alle tubazioni aero con sezioni diverse rispetto al passato e create per offrire una rigidità elevatissima, risparmiando peso. C’è un nuovo disegno dello sterzo con degli spacers dedicati. E poi ci sono i due portaborraccia integrati e disegnati in parallelo al progetto.

I test nel wind tunnel GST (foto Giant)
I test nel wind tunnel GST (foto Giant)

Il wind tunnel di Immenstad

Insieme al Politecnico di Milano e al polo Universitario di Eindhoven, il wind tunnel GST di Immenstad (Germania) sviluppa parecchi progetti legati al ciclismo. Qui trovano forma anche gli studi SwissSide. Qui è nata una parte della nuova Giant Propel.

Super cura dimagrante

Il kit telaio della Propel SL 2023 (frame, forcella e minuteria in metallo, serie sterzo ed expander, ISP clamp per la sella) ha un valore alla bilancia dichiarato di 1.429,5 grammi nella taglia media, più leggero di oltre 225 grammi. C’è un cockpit Giant Contact SLR che è stato alleggerito di oltre 102 grammi.

La cura dimagrante è parallela ad una rigidità maggiore nella fase statica dei test a banco: quasi il 10%. Ma il dato che colpisce di più è la maggiore rigidità del nuova Propel SL nelle fasi che riproducono la pedalata, con un aumento del 7,5%.

Due livelli di carbonio

La nuova Giant Propel Advanced SL è la top di gamma, per le tecnologie, le performances e gli allestimenti. E’ riconoscibile prima di tutto per la tubazione del reggisella che è il naturale prolungamento del piantone. E’ monoscocca e utilizza il tessuto composito Grade in alto modulo, anche se le grosse differenze sono nelle metodologie di lavorazione.

Giant Propel Advanced Pro è quella con il reggisella Vector separato dal piantone. La fibra composita di base è sempre la Advanced Grade, ma non utilizza le medesime tecnologie. Nonostante questo la versione Pro, a prescindere dagli allestimenti, mutua il design ed alcune soluzioni dalla sorella maggiore.

Stesse geometrie per SL e Pro

Le taglie disponibili sono sei: XS, S, M, ML, L e XL e mostrano dei valori uguali per entrambe le versioni, ad eccezione per la lunghezza del piantone.

Due allestimenti

I due allestimenti sono 0 e 1. La Propel 1 ha la trasmissione Shimano Dura Ace 12v con il power meter Shimano, il nuovo cockpit Giant Contact SLR e le ruote hookless Cadex 50 Ultra (hanno i raggi in carbonio) con le nuove gomme tubeless Cadex da 25 e la sella Giant Fleet SLR in carbonio. Questa bicicletta è disponibile nella colorazione “stardust”.

La Giant Propel Advanced SL 1 si differenzia dalla precedente per la trasmissione Sram Force 12v (con il power meter Quarq compreso nella dotazione). E’ disponibile nella livrea denominata “airglow”. Tutti i prezzi, di questo allestimento e dei successivi sono ancora in via definizione. A prescindere dalla trasmissione, le due SL sono la massima espressione del sistema Giant: framekit-cockpit-ruote.

Tre allestimenti Pro, due per Advanced

La Propel Advanced Pro 0 ha due allestimenti e si basano rispettivamente sulle trasmissioni Sram Force eTap AXS e Shimano Ultegra Di2. La forcella è la medesima utilizzata per la SL. Il cockpit è della serie SL Aero, con l’attacco manubrio in alluminio e la piega aero in carbonio. Ci sono le ruote Giant SLR1 50 Carbon. La sella è la sempre la Fleet, ma nella versione SL con rails in acciaio. La colorazione è unica e comune ai due montaggi, ovvero la “black currant-chrome”.

Le Propel Advanced 1 e 2 si differenziano dalle versioni Pro per gli allestimenti e per la costruzione della forcella, che ha lo stelo in alluminio e i foderi in carbonio. La 1 ha la trasmissione Sram Rival eTap, mentre la 2 ha la trasmissione Shimano 105 a 11 velocità. La Advanced 1 ha le ruote con cerchio tubeless in carbonio (Giant SLR 2), mentre l’allestimento 2 prevede delle ruote Giant in alluminio.

In discesa pretende attenzione ed è velocissima (@sara carena)
In discesa pretende attenzione ed è velocissima (@sara carena)

I nostri feedback

La Propel Advanced SL ha ben pochi limiti. E’ un’affermazione non banale dal ragionamento ampio, che considera le necessità di chi vuole una bicicletta aero, ma non disdegna le salite, anche quelle lunghe ed impegnative. In alcuni momenti, anche grazie all’allestimento 0, sembra di pedalare su una bici da salita, leggera, fluida e scattante, briosa in discesa e per nulla scomoda; una sorta di TCR mascherata.

La geometria è racing e segue il fil rouge del progetto della nuova Giant Propel. Il corpo è ben centrato sul piantone e si spinge bene da seduti. L’avantreno offre un sostegno non secondario, un riferimento non da poco per chi ama alzarsi spesso sui pedali e rilanciare l’andatura. Proprio sui cambi di ritmo e in discesa prende velocità che è un piacere, ma bisogna avere un po’ di manico.

E poi queste nuove ruote Cadex C50 Ultra hookless, che sono belle da vedere e su strada sono gratificazione allo stato puro. Sono esigenti, ma con una buona gestione della pressione delle gomme, si guidano bene anche nei tratti più tecnici. A nostro parere gli pneumatici da 25 sono al limite, considerando anche l’abbondante canale interno da 22 millimetri.

BikeExchange, primo e quarto: Pinotti al settimo cielo

07.05.2022
4 min
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Pinotti carica il camion e stasera si sente proprio leggero. «Un’emozione fortissima – dice – dopo più di un anno a mangiare la polvere!». Simon Yates ha vinto la crono di Budapest, Sobrero è arrivato quarto. Per l’allenatore del Team BikeExchange-Jayco che si occupa proprio delle prove contro il tempo, la serata ha un sapore pazzesco.

C’è poca voglia di rubargli tempo, andiamo subito al sodo. Anche perché c’è tanto lavoro da fare prima di cena.

Sobrero ha fatto registrare il miglior tempo parziale, chiudendo poi al 4° posto. Pinotti era certo della condizione in arrivo
Sobrero ha fatto registrare il miglior tempo parziale, chiudendo poi al 4° posto
Marco, era nell’aria?

Me lo sentivo, stavolta sì. Visti i risultati di ieri e i dati fatti sulla salita finale, ho detto che ne avremmo messi due nei dieci. Sobrero è uscito bene dal Romandia. Temevo Dumoulin, ma quando stamattina ho rivisto il percorso, ho pensato a Van der Poel.

Quando lo avevi visto la prima volta?

Mercoledì, da solo. Ho fatto anche un video e l’ho fatto vedere ai ragazzi. Stamattina poi l’ho fatta due volte con Yates. E poi ho seguito Craddock (il campione americano, 31° all’arrivo, ndr) facendo pure un video che ho fatto vedere a Simon.

Era uno Yates molto sereno quello che alla partenza del Giro scherzava con i giornalisti
Era uno Yates molto sereno quello che alla partenza del Giro scherzava con i giornalisti
Che tipo di crono è stata?

Tecnica. Bisognava guidare bene e rilanciare forte. Sono venuti fuori gli specialisti, ma anche quelli dotati di grande cambio di ritmo. Facevo bene a temere Van der Poel. Per fortuna la salita era lunga 2’25” e Yates è leggero e potente. Se fosse stata una salita da un minuto, Mathieu vinceva la crono.

Una rivelazione Yates così forte a crono?

Più che altro un bel riscatto. L’anno scorso, nonostante ci lavorasse tanto, non ne veniva fuori. Non sapete quante notti senza dormire ho passato pensando a cosa non andasse. Poi abbiamo cambiato bici e abbiamo tirato una riga. Siamo andati con lui e con Sobrero in galleria nel vento. Ricordate? Poco prima dell’incontro con Malori. Siamo partiti dalla biomeccanica più che dall’aerodinamica e abbiamo messo le basi per ripartire bene.

Ha funzionato subito?

Simon ha ricevuto il manubrio custom fatto da Sync, brand australiano partner di Giant, prima della Parigi-Nizza e si è trovato subito bene, soprattutto con la convinzione di aver trovato la giusta posizione. Sobrero invece l’ha ricevuto prima della seconda crono del Romandia. Se a tutto questo si aggiunge che adesso c’è finalmente anche la condizione, si capisce perché siamo andati così bene.

Dopo la vittoria, Yates ha ringraziato Giant…

Non è stato facile avere tutto il materiale con gli strascichi della pandemia, ma sono stati eccezionali. Se un dubbio c’era venendo qua era legato alla condizione di Sobrero.

Cosa intendi?

Siamo stati in altura e non aveva grandi sensazioni. Pensava di non andare. Mi chiedeva se si sarebbe sbloccato al Romandia e ho lavorato tanto per dargli fiducia, perché secondo me sarebbe andato meglio, come poi è stato. Forse con lui abbiamo spinto troppo…

Nel fare cosa?

Nel caricarlo di aspettative, con il discorso di provare a fare classifica. Non regge ancora, deve maturare e fare uno step ulteriore. Ma a crono è un talento naturale, mi fa pensare a Malori o a com’ero io. Ascolta i consigli, ma capisce da sé come affrontare i percorsi.

Le bici da crono vengono con voi in Sicilia?

No, tornano in Italia domani con… Pinotti. Le porto io. Solo quella di Yates resterà nel bus: potrebbe volerla per qualche allenamento. Che bella serata, ragazzi…

Giant torna in gruppo, sentiamo i meccanici BikeExchange

11.01.2022
8 min
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Giant torna nel mondo delle corse dei pro‘ e non lo fa in maniera banale, ma affiancando una compagine tra le più in vista del World Tour, ovvero il Team BikeExchange Jayco. I corridori sono una sorta di banco di prova per le bici, ma quando si tratta di passare da una tipologia di materiali ad un’altra, tutto il sodalizio è coinvolto, tra operatività, umori ed emozioni. Abbiamo chiesto a Fausto Oppici, capo meccanico del team e uomo particolarmente apprezzato nel circus.

Fausto Oppici, capo meccanico del Team Bike Exchange Jayco (foto BEX Media)
Fausto Oppici, capo meccanico del Team Bike Exchange Jayco (foto BEX Media)
Fausto, cosa hai pensato quando hai saputo che Giant sarebbe tornata in gruppo con le sue bici e i suoi prodotti?

Quando abbiamo saputo del cambio è stata una bella sorpresa. C’è stato un po’ di stupore. Ma tutto sommato, è stato un cambio avvenuto in tempi brevi. Comunque lo abbiamo accolto con molta positività, perché Giant è un marchio di prestigio e apprezzato dagli atleti. Da subito siamo stati ben supportati e ci siamo resi conto, noi dello staff e i corridori, che ci avrebbe soddisfatto sotto tutti i punti di vista e nelle richieste.

Il sodalizio conta anche sulla compagine femminile, con le bici Liv (foto BEX Media)
Il sodalizio conta anche sulla compagine femminile, con le bici Liv (foto BEX Media)
Quante bici sono arrivate da montare? Quali modelli?

Bisogna dividere la compagine maschile da quella femminile, perché nel nostro caso molte attività sono parallele. Se consideriamo la squadra maschile, questa è composta da 29 corridori. Ad ognuno di loro sono state fornite 4 bici road e 3 biciclette da crono. Di solito i leader hanno una bici in più e può essere che nel corso dell’annata vengano forniti dei telai da provare, ma questo si vede con il prosieguo della stagione.

Una bella mole di materiale…

Sono stati forniti dei pacchetti completi: telaio e forcella, selle e manubri, ma anche le ruote, che pur essendo Cadex sono comunque di matrice Giant. I modelli sono il TCR SL, Propel per i velocisti e i per i gregari degli sprinter, oltre alla Liv Advanced Pro Disc per le ragazze. Tutte disco. Quella da crono invece è con i rim.

Fornitura Giant 100%

In sostanza i modelli di biciclette per gli atleti sono quattro: Giant TCR SL e la Propel SL per la compagine maschile, entrambe con i dischi. La bici da crono invece ha i freni tradizionali.

Interessante la scelta della bici Liv per le ragazze, con la versione Langma Advanced Pro Disc, senza seat-post integrato. Stem e piega manubrio Giant, selle e ruote Cadex (made in Giant), con una fornitura che prevede anche la configurazione hookless tubeless e non è un semplice dettaglio.

I pedali e le trasmissioni Shimano. Inoltre, molti atleti, uomini e donne utilizzano le calzature Giant e Liv, così come i caschi nel modello Rev Pro. Ma torniamo all’intervista con Fausto Oppici.

Le bici sono equipaggiate con il nuovo Shimano Dura Ace Di2 a 12v. Quali rapporti hanno chiesto i corridori?

Una parte del materiale è stata consegnata e molto sta arrivando anche in quest’ultimo periodo. Posso dire che a tutti i corridori abbiamo montato l’11-30 dietro, avremo anche la ruota libera 11-34, mentre per la guarnitura davanti, solo la combinazione 54-40. Il Dura Ace è più facile.

Dylan Gronewegen, acquisto interessante del team australiano
Dylan Gronewegen, acquisto interessante del team australiano
Dopo le prime uscite avete eseguito dei cambi radicali nel montaggio, oppure tutto è rimasto uguale e avete fatto solo le regolazioni di rito?

Il montaggio è rimasto uguale, non ci sono stati atleti che hanno stravolto le scelte iniziali. Loperazione più richiesta dai corridori è quella che si riferisce alla sistemazione dell’altezza delle leve, ma è abbastanza normale ad inizio stagione, perché anche loro devono prendere confidenza con i nuovi equipaggiamenti. Inoltre il Dura Ace a 12 velocità è molto differente, se paragonato al precedente, anche in fatto di ergonomia.

E voi meccanici come vi siete trovati?

Io mi sono trovato particolarmente bene con la nuova trasmissione, che è più facile e veloce da montare, vista l’assenza dei cavi ai manettini. Aggiungo anche che il modello TCR è facile da montare e sistemare, anche nella parte idraulica delle guaine, perché queste ultime non scorrono all’interno del tubo sterzo.

Di solito ci sono variazioni in proposito tra l’inizio e il cuore della stagione agonistica?

E’ difficile trovare un corridore che cambia completamente, a meno che non sorgano dei problemi. Ti posso dire una delle richieste più frequenti: controllo dell’altezza sella e all’inclinazione della punta.

Quando avete iniziato a montare le bici, qual è la cosa che ti ha colpito maggiormente lavorando sulle bici Giant?

Sicuramente la leggerezza della bici degli uomini, la TCR SL, ma anche di quella aero, la Propel SL. Quest’ultima considerando la categoria delle biciclette aerodinamiche.

La versione SL della Giant TCR è una delle poche che tiene fede al reggisella integrato. È un fattore che vi crea problemi quando dovete posizionare e fare il setting per il corridore?

Non è facile all’inizio, anche se vi devo dire che ha un margine di aggiustamento di 2,5 centimetri, che per un integrato non è poco. Ma per noi meccanici è fondamentale lavorare con i millimetri e bisogna essere precisi e abili quando si taglia il carbonio. E’ necessario azzerare gli errori.

C’è un corridore che ti ha colpito per la sua pignoleria e precisione?

Sì, è Simon Yates, perché è molto preciso e vuole provare diverse soluzioni. E’ un corridore che capisce il mezzo ed è in grado di fornire dei feedback importanti.

Simon Yates, corridore apprezzato dai meccanici per la sua capacità di “capire” la bicicletta (foto BEX Media)
Simon Yates, corridore apprezzato dai meccanici per la sua capacità di “capire” la bicicletta (foto BEX Media)
Quale è il feedback di un atleta, uno di quelli che ti ha colpito maggiormente?

Non uno nello specifico, ma in generale apprezzo quei corridori che capiscono la differenza di rigidità tra un telaio ed un’altro. Oppure quelli che percepiscono la differenza anche di un solo millimetro nell’altezza sella.

Quale è stata la richiesta più strana che hai ricevuto da parte di un atleta?

In merito ad una bici da crono, quando il corridore ha voluto una prolunga più lunga dell’altra, richiesta strana e assecondabile, perché è sempre il corridore che si deve trovare bene sulla bicicletta.

Test in Sicilia per la nuova LIV Langma Advanced Disc

07.01.2022
4 min
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Una bicicletta da donna, progettata dalle donne. Ecco la LIV Langma Advanced Disc 1, la sorellina minore delle top di gamma con cui nel 2022 correranno le ragazze del team ufficiale – il LIV Racing Xstra in cui militeranno Rachele Barbieri e Katia Ragusa, guidate da Giorgia Bronzini – e quelle del Team BikeExchange-Jayco, passate da Bianchi a Giant. LIV è infatti la proposta al femminile del colosso taiwanese e a fronte delle migliaia di donne che hanno scoperto la bici, non si può dire che non si sia trattato di una mossa azzeccata.

Il test si è svolto sulle strade intorno Palermo: qui la salita di Monte Pellegrino
Il test si è svolto sulle strade intorno Palermo: qui la salita di Monte Pellegrino

Una bici compatta

La Langma Advanced Disc nasce attorno a un telaio ultraleggero in carbonio Advanced-Grade che offre un ottimo rapporto rigidità e peso. La bici che se ne ottiene è pronta alla risposta e adatta alla gara. Il tubo obliquo, che presenta una geometria a ellissi orientate, riduce la resistenza al vento e aumenta l’efficienza in fase di accelerazione. In abbinamento con il piantone, sagomato per avvicinare il centro della ruota posteriore al movimento centrale, compone una bici davvero veloce.

Il telaio da noi provato è una S ed è davvero un giocattolino di leggerezza e stile. Il piantone misura 45 centimetri, l’angolo del piantone è di 74°30’ mentre quello di sterzo da 72° permette di avere il trail da 61,4 millimetri, che permette alla bici di essere guidabile. Il carro posteriore è compatto (lunghezza dei foderi di 40,5 centimetri).

Controllo totale

I freni a disco integrati flat mount offrono la sicurezza necessaria per mantenere la velocità anche in curva e pedalare in condizioni meteorologiche variabili. Langma consente il montaggio di pneumatici fino a 32 millimetri, quindi si può personalizzarne l’assetto in base alla strada che si sceglie di percorrere.

Sul fronte delle ruote, si sono scelte le PR2 che Giant offre come primo montaggio. Sono tubeless ready e pesano 1.800 grammi la coppia. Una soluzione interlocutoria, adatta per strade non proprio perfette, mentre su alcuni modelli viene previsto il sistema Giant SLR 36 Disc che riduce la resistenza aerodinamica.

Il reggisella Variant Composite regolabile offre infine un’elasticità superiore, in modo da ottenere una guida reattiva per affrontare facilmente strade sconnesse.

Ultegra meccanico

Sul fronte dei componenti, la bici che abbiamo provato è montata con lo Shimano Ultegra meccanico, con guarnitura 36-52 e pedivelle da 170, con pacco pignoni 11-32 a 11 velocità.

L’attacco manubrio è il Liv Contact da 38 centimetri di larghezza, con attacco manubrio Giant Contact da 90 millimetri.

E’ made il LIV anche la sella, modello Approach. Mentre tornando per un istante al reggisella, si tratta di un design brevettato che ottimizza l’equilibrio tra leggera e rigidità. Il sistema a expander grazie al quale viene effettuato il bloccaggio si basa su un nottolino in lega leggera, composto da tre parti: quella centrale e le due laterali che si allargano fino a bloccare il reggisella all’interno del piantone, in cambio di una notevole pulizia estetica. La bici così assortita è in vendita a 2.899 euro.

liv-cycling.com

Giant con Bike Exchange, settimo capitolo di una lunga storia

02.12.2021
6 min
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Manolo Saiz ne sa una più del diavolo. Per cui quando nel 1998 la sua Once si presenta al via della stagione con le Giant a forma di mountain bike, i meccanici e i corridori del gruppo drizzano le orecchie avendo fiutato la novità. Mentre le case produttrici di casa nostra con un po’ del solito snobismo fanno spallucce e tirano dritto. La casa taiwanese viene ancora vissuta come l’assalto dell’Oriente alla tradizione europea e a leggere come è finita la storia viene da sorridere.

Già nel 1987, Giant ha lanciato il carbonio per tutti, introducendo nel mercato la Cadex 980 C, con tubazioni in fibra e congiunzioni in alluminio incollate. Il telaio della Once però è un passo avanti vertiginoso. E’ il primo Compact Road. Ha il tubo orizzontale incredibilmente inclinato e il triangolo posteriore compatto. Le bici sono mediamente più piccole e più rigide grazie al nuovo disegno. Fra i corridori che ne fanno uso, Jalabert (foto di apertura) se ne serve per arrivare secondo dietro Bartoli alla Liegi del 1998, in una stagione comunque da 13 vittorie.

Nel 2009, Menchov è alla Rabobank e vince il Giro d’Italia sulla Giant Tcr
Nel 2009, Menchov è alla Rabobank e vince il Giro d’Italia sulla Giant Tcr

Beloki e il Tour

I nostri fanno spallucce e orecchie da mercanti fino a un certo punto. Gradualmente infatti il mercato si sposta verso lo sloping: ha il tubo superiore inclinato anche la Bianchi di Pantani, perché Marco apprezza e pretende. Chi può col carbonio, gli altri con l’alluminio che in quegli anni ha comunque soppiantato il carbonio.

Giant fa scuola. La sua Tcr ha aperto la strada e i corridori della Once continuano a usarla e a vincere. Nel 1999, Jalabert arriva quarto al Giro. Joseba Beloki arriva per due volte terzo al Tour (2000-2001) e una volta secondo (2002). La sua progressione si infrange sull’asfalto della nona tappa del Tour 2003, quando cade rovinosamente (mentre Armstrong si salva tagliando in un campo), riportando la frattura del femore, che di fatto chiude la sua carriera ad alto livello.

Il 2003 è anche l’ultimo anno della Once in gruppo. Saiz va avanti con Liberty Seguros e biciclette Bh, mentre per rivedere il marchio Giant ci sarà da aspettare il 2009.

Nel 2012 Rabobank si ritira, la squadra diventa Team Blanco. Qui Kelderman, Gesink e Renshaw
Nel 2012 Rabobank si ritira, la squadra diventa Team Blanco. Qui Kelderman, Gesink e Renshaw

Menchov, primo Giro

A volere il marchio di Taiwan al suo fianco è infatti la Rabobank, che per anni ha corso su biciclette Colnago. La squadra di Menchov, del giovanissimo Mollema, di Freire, Flecha e di Gesink è uscita dal 2008 con il terzo posto di Menchov al Giro d’Italia, alle spalle di Sastre ed Evans. Per il 2009 si vuole il salto di qualità e probabilmente, oltre alle bici, Giant porta anche le risorse per investire di più. I risultati si vedono.

In sella all’ultima versione della Tcr montata Shimano, Denis Menchov vince il Giro d’Italia, battendo Di Luca, Pellizotti e Basso al rientro dalla squalifica. Garate invece vince una tappa al Tour de France.

Dopo la Gand del 2014, nel 2015 Degenkolb su Giant Propel vince la Roubaix e prima la Sanremo
Dopo la Gand del 2014, nel 2015 Degenkolb su Giant Propel vince la Roubaix e prima la Sanremo
Con il Team Blanco

Il legame fra il gruppo olandese e Giant è forte al punto che quando alla fine del 2011 Rabobank deciderà di uscire da ciclismo in seguito alle ammissioni di Armstrong (avendo altri due anni di contratto, la banca olandese continuerà a pagare il suo impegno, anche se la squadra si chiamerà Team Blanco), la casa orientale rimarrà al suo posto fino al 2013. Il gruppo olandese assumerà poi la denominazione di Belkin e adotterà bici Bianchi, interrompendo una collaborazione andata avanti per cinque stagioni.

Per le Olimpiadi di Rio e Dumoulin viene lanciata la Giant Trinity da crono. Arriva l’argento
Per le Olimpiadi di Rio e Dumoulin viene lanciata la Giant Trinity da crono. Arriva l’argento

Dumoulin, seconda rosa

Ma di uscire non se ne parla. E così a partire dal 2014, Giant diventa primo nome di una nuova squadra assieme a Shimano, che per i due anni successivi sarà Giant-Alpecin. Con la maglia bianconera corrono il giovane Dumoulin, John Degenkolb e Marcel Kittel. Un team per classiche e volate, mentre Dumoulin cresce.

Le bici ora sono due. Il Tcr, è sempre sloping e leggero, ha il telaio in carbonio e va decisamente veloce. Poi c’è la Propel per le classiche, anch’essa sloping e in carbonio, ma antesignana delle bici aero. In tre anni, Degenkolb vince Gand, Sanremo e Roubaix. Kittel ne vince 14, compresa la tappa di Parigi del Tour. Ed è quando la squadra diventa Team Sunweb nel 2017, che Giant vince nuovamente la maglia rosa.

Ci pensa Dumoulin sulla classicissima Tcr e la Trinity per le cronometro che in effetti domina. Le Olimpiadi del 2016, chiuse con l’argento alle spalle di Cancellara, sono state un ottimo banco di prova e quando l’olandese porta la sua bici da crono in trionfo nella crono di Milano, per Giant si chiude un altro cerchio. A fine stagione il Team Sunweb conterà anche l’Eneco Tour dello stesso corridore olandese, ma il marchio taiwanese dirà addio al gruppo dei pro’.

Nel 2017 Dumoulin e la sua Tcr vincono il Giro d’Italia
Nel 2017 Dumoulin e la sua Tcr vincono il Giro d’Italia

La nona Tcr

La lunga storia continua. Chiude Bmc e il blocco di Ochowitz viene rilevato dalla polacca CCC. Forse per avere appoggio finanziario, Giant viene in soccorso della squadra e in collaborazione con la squadra lancia la TCR di nona generazione. La TCR Advanced SL (anche in versione Disc) è l’ultima versione della bici nata nel 1998. La usano Trentin e De Marchi e faranno fatica a separarsene.

Ancora due anni alla CCC. Qui Alessandro De Marchi in fuga al Tour del 2019
Ancora due anni alla CCC. Qui Alessandro De Marchi in fuga al Tour del 2019

Ritorno nel 2022

Se a questo punto vi starete chiedendo il perché di questo articolo, bisognerà che vi anticipiamo quello che per il gruppo non è più un segreto da qualche mese. Giant sta per tornare. I corridori hanno ricevuto le bici e le stanno provando. Ma poiché il rapporto fra la squadra che le userà e il marchio uscente non si è chiuso in modo proprio amichevole, finora non si sono visti annunci.

Il riferimento è al Team Bike Exchange e ancora una volta, saltato a quanto si sa l’accordo con Premier Tech, è lecito supporre che oltre alle bici farà comodo l’ossigeno della grandissima azienda orientale. Mentre sul fronte delle voci, queste sì del tutto soggette a cambiamenti, gira anche quella secondo cui dal 2023 anche Dumoulin potrebbe tornare sulla bici che gli portò la maglia rosa.

Giant Revolt, adesso il gravel diventa anche… cattivo

04.11.2021
5 min
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Giant toglie il velo dalla nuova generazione delle bici gravel, con la Revolt Advanced Pro e la Revolt Advanced che per spirito e affinità si agganciano in qualche modo all’istinto corsaiolo delle specialissime da strada. Entrambe le serie presentano telai significativamente più leggeri con una geometria aggiornata, progettata per aumentare la velocità e l’efficienza su strade sconnesse.

Da circa un decennio la casa taiwanese crea prodotti dedicati all’offroad e al turismo: con questi nuovi modelli, afferma il suo sviluppo e alza ancora l’asticella per quanto riguarda prestazioni e velocità. Questa è una bici costruita per le performance della gara e per i lunghi giri e si concentra su efficienza e agilità, che si traducono in versatilità su ogni tipo di terreno. 

Adattabile a ogni terreno

Tutti i nuovi modelli Revolt sono dotati di un nuovo flip chip sul forcellino posteriore che consente di regolare il passo di 10 mm.

L’impostazione lunga migliora la stabilità su strade più accidentate come ghiaia e sterrato oltre a dare più spazio per uno pneumatico posteriore di diametro maggiore (fino a 53 mm). Quando il flip chip è in posizione corta, il passo è accorciato (1.026 mm su un telaio medio) e lo spazio per lo pneumatico è ridotto fino a 42 mm.

La serie Pro è dotata della più recente tecnologia di reggisella D-Fuse, la reflex D-Fuse composita, che ha un’opzione di offset -5/+15 mm. Il reggisella è fissato con un morsetto nascosto all’interno del tubo verticale, consentendo un’area di flessione del 25% in più per ottimizzarne il comfort.

Le nuove serie hanno un passo più corto e una corsa della forcella ridotta, che conferisce alla bici una sensazione più vivace e reattiva in un’ampia varietà di condizioni di guida. Per massimizzare le capacità di Revolt su gare lunghe o viaggi avventurosi, tutti i modelli includono sei supporti per bottiglie d’acqua: due sul tubo obliquo, due sulla forcella, più uno ciascuno sul tubo orizzontale e sul piantone.

Il telaio è dotato anche di uno speciale adattatore al reggisella per il montaggio di un portapacchi ed è compatibile con il parafango.

Un nuovo flip chip sul forcellino posteriore consente di regolare il passo di 10 mm
Un nuovo flip chip sul forcellino posteriore consente di regolare il passo di 10 mm

La più leggera di sempre 

Telaio di livello avanzato e forcella composita Advanced SL, vantano 200 grammi in meno rispetto alla generazione precedente. Gli aggiornamenti della geometria includono anche un raggio d’azione più lungo, ora 387 mm rispetto ai 381 mm dei modelli precedenti e un angolo di sterzo più aperto di 1 grado (71,5 gradi rispetto a 70,5 gradi).

Inoltre, il movimento centrale è stato abbassato di 10 mm (80 mm rispetto a 70 mm). Il cuore di questo concetto pionieristico è il suo caratteristico tubo a “D” con una parte anteriore rotonda e appiattita al posteriore.

Il reggisella e il manubrio in materiale composito lavorano insieme per smorzare le vibrazioni e assorbire gli urti stradali, in modo che la bici risulti filante e adattiva alle qualità di guida.

Progettata per aumentare la rigidità dell’avantreno e avere una guida precisa, questa tecnologia del tubo sterzo maggiorato presenta cuscinetti sovradimensionati (1 1/4 “inferiore e 1 1/8” superiore) e un tubo di sterzo conico per fornire una rigidità ottimale.

Il nuovo design del telaio consente di passare dal reggisella D-Fuse di serie a un reggisella rotondo standard da 30,9 mm. Ciò permette ai ciclisti di scegliere qualsiasi tipo di reggisella, incluso quello telescopico.

Una gravel che strizza l’occhio alla competizione, grazie alle soluzioni adottate
Una gravel che strizza l’occhio alla competizione, grazie alle soluzioni adottate

Ruote

Le varie serie dispongono di Giant WheelSystems compositi e pneumatici tubeless, progettati specificamente per la guida su ghiaia e terreni misti.

Ogni configurazione delle ruote disponibile garantisce robustezza con un peso minimo, oltre alla possibilità di utilizzare pneumatici ad alto volume a pressioni più basse per una guida più fluida, una presa migliore e un’efficienza di rotolamento uniforme su terreni variabili.

Veloci, efficienti e leggere per lunghi viaggi attraverso strade di montagna, le nuovissime CXR 1 rappresentano l’evoluzione delle prestazioni delle ruote versatili.

Modelli e prezzi

I modelli  commercializzati in Italia sono: Revolt Adv Pro 0 a 4.999 euro, Revolt Adv 0 a 3.899 euro, Revolt Adv 1 a 3.499 euro, Revolt Adv 2 a 2.699 euro, Revolt Adv 3 a 2.299 euro, Revolt 1 a 1.549 euro. 

giant.bicycles.com

Giant Italia offre tre opportunità di lavoro

03.07.2021
3 min
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Ad inizio anno Giant Italia ha inaugurato la propria nuova sede a Nerviano, a Nord di Milano. Una struttura estremamente moderna in grado di rispondere al meglio alla crescente voglia di bici che sta interessando da oltre un anno il mercato italiano. Per rispondere al meglio a questa domanda e nello stesso tempo per affrontare nuove e stimolanti sfide future, la filiale italiana di Giant è alla ricerca di nuove risorse da inserire nel proprio team di lavoro.

La nuova sede di Giant a Nerviano, Milano
La nuova sede di Giant a Nerviano, Milano

Le tre figure…

Ma quali sono queste figure? Si tratta rispettivamente di un Insides sales – customer service, di un meccanico e coordinatore logistico e di un receptionist. Vediamole nel dettaglio.

Insides sales – customer service. Il candidato prescelto si dovrà occupare di gestire e sviluppare il portafoglio clienti che gli verrà assegnato. Dovrà essere in grado di fornire consulenza e supporto tecnico-commerciale su base quotidiana, avendo come obiettivo principale il raggiungimento dei target di vendita aziendali che gli saranno assegnati.

Meccanico e coordinatore logistico: la figura chiamata ad occupare questo ruolo dovrà essere in grado di gestire la parte logistica del magazzino e della riparazione/manutenzione/assemblaggio di biciclette e accessori. Per questo motivo è importante che tale figura possegga una naturale capacità di costruire relazioni con i rivenditori autorizzati Giant e Liv con i quali valuterà i problemi da affrontare e troverà insieme a loro la relativa soluzione. 

Receptionist. La figura ricercata per questo ruolo dovrà occuparsi della gestione del front-office, di accogliere i clienti, organizzare l’agenda dell’azienda e gestire semplici funzioni organizzative-contabili. Si tratta di un ruolo che richiede grande capacità organizzativa e una forte predisposizione nel gestire e risolvere situazioni fra loro differenti.

Come fare per candidarsi?

Maggiori dettagli su ogni singola posizione lavorativa sono disponibili sulla pagina LinkedIn di Giant Italia e sulla relativa pagina Facebook. Gli interessati potranno inviare il loro curriculum vitae direttamente a [email protected] specificando nella propria mail il ruolo di lavoro per il quale intendono candidarsi. Per ognuno di questi ruoli è prevista l’assunzione a tempo determinato al termine di un adeguato periodo di prova.

giant-bicycles.com/it