Con la collezione XPLR il gravel entra in una nuova dimensione

11.08.2021
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Lanciato il settore, dai primi passi pionieristici, si passa ad uno step successivo decisamente più tecnico e strutturato. Ed è quello che sta succedendo al mondo del gravel. E sta accadendo sia per quel che riguarda i suoi eventi, più numerosi e ben organizzati, sia da un punto di vista tecnico. E la collezione XPLR di Sram (Sram, Rock Shox e Zipp) ne è la prova.

La Canyon Grizl con molti elementi della collezione XPLR
La Canyon Grizl con molti elementi della collezione XPLR

L’esempio della Canyon Grizl

E la gravel bike del brand tedesco è un ottimo esempio per studiare questo step del settore gravel. Una vera finestra sul futuro. Giusto pochissimi giorni fa Sram, che è stato un antesignano del “offroad veloce”, ha lanciato dei nuovi componenti e il nuovo gruppo, l’XPLR. Questa è stata l’occasione per Canyon, ma anche altri marchi (vedi 3T) di mostrare le loro bici.

La Grizl è un concentrato di tecnologia d’avanguardia. Il meglio delle concezioni stradistiche con quelle della Mtb: la sintesi che ne deriva è una gravel bike che rappresenta lo stato dell’arte attuale: velocità, leggerezza, comfort, manutenzione ridotta all’osso e grande piacere di guida.

Il pezzo forte è senza dubbio la forcella: la Rock Shox Rudy che con la sua escursione di 30 millimetri amplia notevolmente il range di utilizzo di questa bici. In pratica si può accedere a percorsi prima impensabili. Non a caso Canyon la inserisce nella sua sezione “gravel tosto”… Il reggisella a doppio stelo assicura il 15% di flessibilità in più. Senza contare la qualità del carbonio utilizzata.

Il peso del telaio è di soli 950 grammi e le sue geometrie aiutano moltissimo a combattere le vibrazioni, specie quelle verticali, come la “spezzata” dei foderi bassi del carro.

Con i nuovi componenti si possono percorrere tracciati più tecnici
Con i nuovi componenti si possono percorrere tracciati più tecnici

Da Sram un nuova visione

Ma per capire l’evoluzione del settore gravel, lasciamo il singolo modello e studiamo meglio i prodotti proposti da Sram, che tracciano la via. Non si può non partire dalla forcella, la Rudy, come accennato.

Una forcella ammortizzata su una bici che di fatto è un telaio “da strada” è una svolta mica da poco. Questo significa che c’è un cambio di approccio significativo. Una gravel bike ammortizzata, impone delle riflessioni anche sulle Mtb: ha ancora senso usare una front con escursione da 80-100 millimetri? E questa considerazione vale ancora di più in Italia dove spesso persino nelle granfondo di Mtb i tracciati sono delle strade bianche o poco più. Va da sé che si potrebbe affrontarli con una gravel ammortizzata e magari anche dotata di reggisella telescopico. Ma al tempo stesso filare via meglio nei tratti di asfalto.

Forcella e reggisella in stile Mtb

La forcella Rudy ha un’escursione di 30 millimetri (estendibile anche a 40). Ha un alloggio per un eventuale parafango al suo interno, così di limitare lo sporco in faccia. E sempre a proposito di sporco, la sua larghezza consente di montare coperture fino a 50 millimetri così che anche in caso di fango estremo sia sempre assicurato un ottimo scarico. La forcella sfrutta l’idraulica Charger Race Day (leggerissima) e la molla ad aria Solo Air. Leggeri anche gli steli in alluminio “targati” Kashima.

Questa tipologia di forcella, abbinata al reggisella telescopico, può davvero cambiare i connotati di una gravel. “Togliere di mezzo” la sella significa avere più spazio per una guida anche estrema (o agevolare coloro che hanno più difficoltà sul tecnico).

Questo reggisella è il Reverb AXS XPLR, con meccanica ad aria. Il suo diametro è di 27,2 millimetri e già questo è sufficiente ad avere un certo comfort. Due i travel disponibili: 50 e 75 millimetri. Il suo comando è elettronico, facile ed intuitivo, ed è alimentato dalla batteria del cambio.

Una tecnologia, tre modelli

E a proposito di cambio. La collezione XPLR passa anche per i nuovi componenti della trasmissione. Sono stati rivisti i comandi elettronici, la guarnitura e i rapporti di tutti e tre i gruppi: dal più pregiato RED, passando per il Force e fino al Rival

Un balzo in avanti è dato soprattutto dalle nuove cassette posteriori a partire dal 10-44 XPLR. Le pulegge over size e la tecnologia X-Sync sfruttano al meglio i rapporti della cassetta il cui range è del 440%. In più la catena lavora in modo più fluido e anche in caso di sporco “fatica” di meno. Il disegno dei denti (e il conseguente ingaggio della catena nella cambiata) è stato pensato per il cambio elettronico. Insomma tutto è in armonia. E’ stato fatto un lavoro sui dettagli.

E lo stesso discorso vale per le guarniture: più leggere, con pedivelle più rigide in carbonio (in alluminio solo per il Rival) e disponibili da 38, 40, 42, 44 e 46 denti. E a proposito di pedivelle, si hanno a disposizione molte lunghezze: si va da 165 a 177,5 millimetri, con scarti di 2,5 millimetri.

Componenti Zipp al vertice

Completano la collezione XPLR anche ruote, manubri e gomme. Stavolta il brand di riferimento della famiglia Sram è Zipp

Senza dubbio le ruote 101 XPLR la fanno da padrona. Si tratta del primo set completo appositamente creato dal brand americano per il gravel. La filosofia costruttiva? Far divertire il ciclista: quindi massimo comfort, tenuta e robustezza. Sono disponibili sia per la misura da 27,5” (segno che sono state sfruttate le enormi conoscenze di Sram nella Mtb) che da 29”. Il canale interno è da 27 millimetri, quello esterno da 35, il profilo appena di 15 millimetri. Il tutto a fronte di un peso sbalorditivo per essere così “toste”: 1.665 grammi (1.590 nella versione da 27,5”). Ma la vera particolarità di questo cerchio è che grazie a particolari niplles il cerchio stesso può “ruotare trasversalmente” seguendo le asperità del terreno e agevolando il lavoro della gomma.

Sram

Canyon Inflite 2022: la freccia da cross per Van Der Poel

05.08.2021
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Quattro campionati del mondo di ciclocross, iridata in carica nella disciplina e innumerevoli vittorie. Canyon decide di innovare ed evolvere, per quanto sia possibile, una bici praticamente perfetta. La sfida è farla diventare ancora più performante ed invincibile.

Solida base di partenza

La Inflite 2022 si basa sul telaio della vecchia versione, ogni centimetro dell’Inflite è modellato per soddisfare le esigenze delle moderne gare di ciclocross. Soprattutto la particolare forma del tubo orizzontale che rende la bici più confortevole e facile da trasportare nei tratti a mano. Il nuovo modello di casa Canyon si chiama CL SFX, sono disponibili altre due versioni, chiamate: CL SF 8 e CL SF 6.

Canyon Inflite 2022, la bici da ciclocross del campione del mondo Mathieu Van der Poel
Canyon Inflite 2022, la bici da ciclocross del campione del mondo Mathieu Van der Poel

Componenti di alto livello

Il cambio, più che mai nel ciclocross, costituisce un componente fondamentale. La casa di Coblenza offre, nella sua versione top di gamma, il cambio Sram Force eTap AXS, che offre prestazioni precise e durature anche nelle condizioni più estreme.
Le ruote, con profilo da 41 millimetri, sono le Reynolds AR41, l’altezza del profilo non è casuale, con questa
misura la ruota scorre sul fango senza rischiare che lo stesso si fermi tra i raggi causando ulteriore attrito.

 

Per tutti i gusti e portafogli

Nel modello CL SF8 Canyon monta sempre un gruppo Sram Rival eTap AXS ed è dotato di tecnologia power meter. È una bici pensata per gli amatori a cui piace dilettarsi nelle gare, monta le stesse ruote del modello top, le Reynolds AR41. L’Inflite CF SL 6 rende ancora più accessibili caratteristiche determinanti in gara come la trasmissione Shimano GRX, freni a disco idraulici Shimano GRX e robuste ruote in alluminio DT Swiss Cross LN tubeless.

Selle Italia alleata preziosa del campione del mondo di ciclocross Mathieu Van Der Poel
Selle Italia alleata preziosa del campione del mondo di ciclocross Mathieu Van Der Poel

Pneumatici e prezzi

Tutti e tre i modelli della gamma montano pneumatici Schwalbe X-One ALR TLE. La versione Inflite CL SFX 9 e disponibile al prezzo di 4299€, mentre la versione CL SF8 a 3499€, ed infine, la
CL SF6 a 1.999 euro.


canyon.com

Gravel, scende in campo Canyon: completo esclusivo

22.07.2021
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Il mondo del Gravel è in continua espansione, gli appassionati sono sempre di più e le esigenze, di conseguenza, aumentano. Canyon cavalca l’onda delle strade bianche e lancia il suo nuovo completo, aprendo l’orizzonte oltre quello dei professionisti, pensato per chi ama l’avventura ed è sempre pronto a mettersi in gioco.

Signature Limited Jersey II

La maglia che compone il completo Canyon ha una colorazione particolare, in edizione limitata, progettata per avere alta traspirabilità, mantenendo il comfort elevato per tutta l’uscita

In ambito sicurezza, la nuova maglia Canyon ha sulle tasche posteriori degli inserti riflettenti per renderti sempre visibile, specialmente quando affronti dei tratti su strada. 

Le sue cuciture piatte evitano di avere punti di pressione e di conseguenza di sfregamento che potrebbero irritare la pelle.

Disponibile in due colorazioni: violacea con inserti blu e blu navy e taglie dalla S alla XXL, per un peso di 122 grammi, è in vendita a 89,95 euro

Signature Pro Cargo Bibshorts

Ben sei tasche: due posteriori, due laterali e due sulle bretelle. Questi pantaloncini sono studiati per le lunghe uscite e per i viaggi bikepacking.

L’abbigliamento Race Fit ricrea ciò che indossano i ciclisti professionisti, massimizzando comfort e aerodinamica. Una salopette esigente, studiata insieme al laboratorio di Etxeondo, situato a Villabona, vicino a San Sebastiàn, una terra che respira ciclismo.

Cuscinetto in memory foam che massimizza la circolazione sanguigna, comfort incredibile che aumenta metro dopo metro.

Prodotti solo in nero, anche in questo caso le taglie vanno dalla S alla XXL, per un peso di 207 grammi e prezzo di 159,95 euro.

www.canyon.com

Importanti cambiamenti nel Management Board di Canyon

06.07.2021
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Canyon ha di recente annunciato alcuni importanti avvicendamenti nei propri vertici aziendali. Si tratta di cambiamenti che vanno ad inserirsi in una fase di continua crescita per il brand tedesco. E così ecco il passaggio di testimone. Dallo scorso primo luglio, Winfried “Winni” Rapp ha assunto la posizione di Chief Financial Officer / CFO di Canyon. Allo stesso tempo, Lothar Arnold, il CFO in carica, è andato in pensione.

L’azienda con sede a Coblenza è cresciuta a ritmo esponenziale negli ultimi anni arrivando a registrare un +25% di aumento medio nel corso delle ultime sette stagioni. Nell’anno fiscale 2020, le vendite hanno superato per la prima volta i 400 milioni di euro.

Lohtar Arnold, saluta Canyon dopo esserne stato alla guida per molti anni
Lohtar Arnold, saluta Canyon dopo esserne stato alla guida per molti anni

Il saluto di Arnold

Arnold è stato un riferimento per importanti step. Lothar Arnold è entrato nel consiglio di amministrazione di Canyon nel 2015. Negli ultimi sei anni, ha contribuito a guidare l’azienda attraverso numerose e importanti tappe: il lancio della Canyon.Factory a Coblenza, l’ingresso nel mercato statunitense, il lancio delle prime e-bike marchiate Canyon e la gestione delle due partnership con gli attuali investitori, la società belga Groupe Bruxelles Lambert (GBL).

Lothar Arnold ha ricordato la sua esperienza con queste parole: «La crescita dell’azienda negli ultimi anni è, e rimane, un risultato unico. Sono incredibilmente felice e orgoglioso di averne fatto parte e aver contribuito a plasmarlo insieme al grande team di Canyon. Sono altrettanto entusiasta ora di andare in pensione e non vedo l’ora di iniziare una nuova fase della mia vita Sono convinto che Winfried “Winni” Rapp, come nuovo CFO condurrà l’azienda a nuovi successi. Non poteva esserci momento migliore per fare questo cambiamento».

Winfried Rapp è pronto a salire in cabina di regia
Winfried Rapp è pronto a salire in cabina di regia

L’entusiasmo di Rapp

Winfried Rapp entra in Canyon con una grande esperienza professionale. Prima di approdare nella sede di Coblenza, è stato CFO e CEO presso Unitymedia, ha lavorato in SAP e Telekom, vivendo tra Londra e Parigi. A partire dal 1 giugno, è entrato ufficialmente nel consiglio di amministrazione e dal primo luglio, come detto, ha assunto la posizione di CFO.

Rapp è già impaziente di affrontare le nuove sfide che il ruolo richiederà. Ecco le sue prime dichiarazioni: «Onestamente non posso dire cosa mi affascina di più di Canyon: i prodotti eccezionali e l’incredibile marchio, o il modo unico e sostenibile in cui l’azienda sta crescendo. Come CFO di Canyon provo una passione molto forte per le bici e lo sport, così come per il business e la sua espansione. Non vedo l’ora di entrare nel vivo del mio nuovo ruolo, conoscere i miei colleghi e vivere la passione di un marchio come Canyon».

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Un viaggio di 10 ore per portare le ruote a Van der Poel

01.07.2021
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Sui media olandesi da ieri sera gli eroi sono due: Mathieu Van der Poel che ha conservato la maglia gialla e un certo Mark Putter che si è sciroppato un viaggio di 10 ore per consegnargli le ruote necessarie e che assieme a sua moglie Elma gestisce un lodge sui Pirenei, dal nome Les Deux Velos. Questa è la storia di un viaggio incredibile, per come si è potuto ricostruirla sommando quello che abbiamo saputo di prima mano al contributo de L’Equipe e di Het Nieuwsblad.

Prima telefonata

Il team manager della Alpecin-Fenix si chiama Christoph Roodhooft e lo scorso anno durante una sorta di reality organizzato da Alpecin, ha conosciuto Meindert Klem, rappresentante di Princeton CarbonWorks, le stesse ruote usate da Ganna e la Ineos, di cui vi parlammo lo scorso anno al Giro.

Klem è pure lui olandese, molto noto in patria per essere stato canottiere alle Olimpiadi di Pechino e con Alpecin si è allenato per partecipare all’Oetztaler. Roodhooft lo chiama quando Van der Poel prende la maglia gialla. Gli dice che Shimano è d’accordo perché si faccia uno strappo alla regola e gli chiede di trovare una coppia di ruote per la crono della quinta tappa.

«La chiamata – ricorda Klem – è arrivata lunedì mattina. Mi chiede se ho da fornirgli un set di ruote Princeton Blur 6560, perché anche Canyon che fornisce le bici è d’accordo che Mathieu provi a difendere il primato».

Le ruote di Ganna

Il guaio è che quel set di ruote non esiste e così si accordano per assortire una combinazione fra la Wake 6560 da 60 millimetri per l’anteriore e la Blur 633 Disc per il posteriore. Entrambe le ruote nascono per l’uso con copertoncino e si punta sui Vittoria Corsa Speed.

Il problema, come avevamo raccontato, è che la ruota Blur è prodotta in quantità davvero limitata e la possibilità di trovarla in Europa in epoca Covid è prossima allo zero. Il modo migliore, suggerisce Klem, è farsi dare una coppia da un corridore della Ineos, ma figurati se la squadra britannica darebbe mai un vantaggio del genere a un rivale. Senza considerare il fatto che anche loro si trovano al Tour con materiali limitati e che soprattutto a Van der Poel serve una ruota per freni a disco e Ineos al Tour le ha soltanto con freni normali.

Si mette così in moto la solidarietà fra canottieri. Infatti Klem pensa subito a Cameron Wurf, a sua volta canottiere prima di diventare ciclista. L’australiano vive ad Andorra e ha le ruote che servono (già, un corridore della Ineos ha ruote con i dischi: ne riparleremo), si tratta solo di portarle a Rennes. E qui entra in scena Mark Putter: vi ricordate di lui? Ne abbiamo parlato in apertura…

Doppio freno a disco: le aveva Wurf, la Ineos si prepara al passaggio?
Doppio freno a disco: le aveva Wurf, la Ineos si prepara al passaggio?

Seconda telefonata

Lunedì sera, sua moglie Elma riceve una telefonata “strana”. L’uomo al telefono è, neanche a dirlo, Meindert Klem, che per una serie di strani incroci ha alloggiato nel loro lodge cinque anni prima. 

«Mi chiede se possiamo prendere le ruote da un corridore che vive in Andorra – ricorda Mark – e portarle a Rennes da Van der Poel. Io sono pazzo per il ciclismo e quello che ha fatto Mathieu nei giorni precedenti è incredibile. Sarebbe grande se potessi aiutarlo a tenere la maglia portandogli quelle ruote, per cui dico di sì e martedì mattina alle 8 sono già alla porta di Cameron Wurf».

Le ruote viaggiano nell’abitacolo e dopo quasi 900 chilometri e 10 ore di strada, ecco l’hotel della Alpecin-Fenix.

Di corsa a casa

Mark dorme nell’hotel dei meccanici e visto che quello di famiglia è strapieno, avendo peraltro riaperto da poco, si rimette subito in viaggio verso casa. Non riesce a seguire la cronometro e non sa che mentre lui guida immaginando di raccontare la straordinaria avventura ai suoi amici, chiedendosi se gli crederanno, la radio e la stampa olandesi stanno facendo di lui l’eroe della gloriosa difesa di Van der Poel.

Van der Poel ha affrontato la crono con l’impeto del cacciatore di classiche
Van der Poel ha affrontato la crono con l’impeto del cacciatore di classiche

Senza allenamento

Alla vigilia della crono, sul tema viene chiamato in causa anche Adrie Van der Poel, padre della maglia gialla. Il vecchio olandese sa bene che Mathieu non ha fatto alcun tipo di preparazione sulla bici da crono: pare che nemmeno ce l’abbia a casa e l’abbia usata in gara soltanto alla Tirreno-Adriatico e due volte al Giro di Svizzera. 

«Non ha tempo di allenarsi per quello – dice Adrie e non si sa se ne sia contento – se potesse dedicare il tempo trascorso in mountain bike alla bici da cronometro, sarebbe diverso. Ma sono curioso come chiunque altro. Non sarebbe la prima volta che ci sorprende…».

Alla Tirreno aveva ancora la bici 2020: la nuova Canyon Speedmax CFR Disc ha debuttato al Giro
Alla tirreno sulla bici 2020: la nuova Canyon Speedmax CFR Disc ha debuttato al Giro

Un giorno in più

E la sorpresa arriva. Dopo aver tagliato il traguardo, Van der Poel corre verso l’ammiraglia per abbracciare Christoph Roodhooft che non sta nella pelle.

«E’ stato davvero incredibile. Dice alla televisione francese – martedì sera abbiamo lavorato sulla bici fino a mezzanotte per la posizione ed essere aerodinamici. E’ stato uno dei giorni più belli della mia carriera ciclistica. E’ incredibile con questa maglia in Francia, con il pubblico che mi ha davvero supportato, è stato enorme. Quando ho detto che non sarei stato in grado di mantenere la maglia, era davvero quello che pensavo. Stamattina, quando ho fatto la ricognizione, ho capito invece che il percorso mi andava bene. Sono molto felice di tenere la maglia per un giorno in più. In montagna chiaramente non ci riuscirò. Quello che ha fatto Pogacar è enorme, tanto di cappello per lui».

Dopo l’arrivo, sfinito, Van der Poel ha tenuto la maglia gialla per 8″
Dopo l’arrivo, sfinito, Van der Poel ha tenuto la maglia gialla per 8″

Tecnologia e passione

In realtà delle due ruote alla fine è stata utilizzata soltanto la posteriore, la Blur. Ma questa è la dimostrazione di come il ciclismo diventi magico quando la tecnologia si unisce alla passione degli uomini. Non abbiamo capito se a capo di quel suo viaggio così folle, Mark Putter abbia incontrato Van der Poel oppure no. In ogni caso, l’olandese ha un enorme debito di riconoscenza nei suoi confronti e siamo certi che lo salderà. E forse questo bagno di passione lo aiuterà dopo Tokyo nella sua scelta di campo fra strada e mountain bike.

Ultimate CF SLX 8 Disc TDF: la Canyon per il Tour de France

30.06.2021
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Per omaggiare al meglio la Grande Boucle e coerente con la sua creatività, Canyon presenta un modello speciale in edizione limitata: la Ultimate CF SLX 8 Disc TDF.

Il marchio tedesco, che fornisce le bici alla Arkea-Samsic e alla Alpecin-Fenix (squadre invitate grazie alle wild card), ha deciso di intervenire su un telaio di classe mondiale che ha già vinto tre grandi Giri e due campionati del mondo. E ha scelto di farlo proprio per la corsa francese.

Ecco la Canyon in edizione speciale per il Tour: solo 108 esemplari
Ecco la Canyon in edizione speciale per il Tour: solo 108 esemplari

Onore al Tour

Il Tour de France è la più grande finestra che permette di affacciarsi sul mondo del ciclismo, con collegamenti dalle radio e televisioni di tutto il mondo, con centinaia di giornalisti collegati. E’ l’evento ciclistico annuale più importante al mondo ed il più importante tra i grandi Giri, tre settimane dove tutto è possibile, con l’iconico arrivo a Parigi sugli Champs Elysèes, la passerella finale che ogni corridore ambisce percorrere.

Il riferimento sul telaio della CF SLX 8 Disc TDF resta al gioco delle carte
Il riferimento sul telaio della CF SLX 8 Disc TDF resta al gioco delle carte

Come Joker

Il disegno sulla Ultimate CF SLX 8 Disc TDF ha una fantasia particolare, infatti il motivo del telaio è quello di un mazzo di carte, con il simbolo del Joker sul tubo centrale (foto di apertura). Simbolo che sembra richiamare anche un ermellino stilizzato, per rendere omaggio alla regione di partenza, la Bretagna.

E’ stato un momento speciale per il team locale dell’Arkea-Samsic, infatti la squadra fondata a Rennes ha avuto l’onore di sfoggiare questo particolare modello di bici sulle strade di casa. Il corridore che ha avuto il privilegio di portarla in corsa è stato Elie Gesbert, atleta bretone della squadra.

La scelta di questo motivo come disegno del telaio è un richiamo alla tradizione del gioco delle carte nel mondo del ciclismo, infatti ai tempi di Eddy Merckx i corridori passavano gran parte del tempo libero praticando questo passatempo.

La Arkea-Samsic ha concesso l’onore di guidarla a Gesbert
La Arkea-Samsic ha concesso l’onore di guidarla a Gesbert

Montaggio Sram

L’allestimento sulla Ultimate CF SLX 8 Disc TDF vede il gruppo è lo Sram Force eTap AXS disc a 12 velocità, è di Sram anche il misuratore di potenza, supportato dal leggero ed ergonomico cockpit in carbonio CP10 sviluppato da Canyon, le ruote sono le DT Swiss ARC 1400 Dicut con cerchi da 50 mm, anch’esse in carbonio.

Solo 108 esemplari

In occasione dell’edizione numero 108 del Tour de France, solo 108 biciclette Ultimate CF SLX 8 Disc TDF saranno disponibili alla vendita da oggi sul sito di Canyon. In regalo la bici sarà fornita con uno speciale mazzo di carte disegnato dalla casa tedesca, con lo stesso motivo raffigurato sul telaio della bici.

Un’idea simpatica ed innovativa, con un occhio rivolto al passato e l’altro al futuro, un modello che rende omaggio alla tradizione per celebrare al meglio la Grand Départ di Brest.

www.canyon.com

Canyon Artist Edition 2021

Arte e tecnica unite nella Canyon Ultimate Artist Edition

08.06.2021
4 min
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Di solito parliamo della tecnicità di una certo modello di bicicletta, concentrandoci soprattutto sulle specifiche tecniche e sulle prestazioni. Ma per questa Canyon Ultimate l’aspetto grafico è diventato il vero protagonista e se vogliamo dirla tutta anche funzionale alla sua tecnicità.

Edizione limitata a 50 Canyon Ultimate

Canyon ha voluto celebrare la combinazione fra arte e ciclismo con la Ultimate Artist Edition 2021. Sul telaio di questa speciale Ultimate si potrà apprezzare l’opera del designer Erik Spiekermann. Il legame fra Canyon e Spiekermann si fonda su tre aspetti: la passione per la bicicletta, il design e l’estetica.

Erik Spiekermann è un tipografo e designer di font, appassionato ciclista e collezionista di biciclette. Vive e lavora tra Berlino, Londra e San Francisco. Dal 1979, ha disegnato numerosi caratteri tipografici e creato programmi di corporate design per aziende di fama mondiale. Nel 1979, Spiekermann ha fondato MetaDesign, la più grande azienda di design della Germania.
L’edizione realizzata per Canyon ha visto protagonista la Ultimate CF SLX 8 LTD che verrà prodotta in una serie limitata di 50 biciclette. Ogni telaio sarà firmato a mano dallo stesso Spiekermann.

Una questione di misurazione

Questa speciale Ultimate racchiude una storia che unisce il design della bici con il tocco personale dell’artista. Come tipografo, Spiekermann sa che il design grafico si riduce sempre alla misurazione.
«Tutte le misure sono collegate – afferma l’artista tedesco – se cambio un parametro, devo ripensare tutti gli altri. Le misure giuste determinano anche le sensazioni e la guida di una bicicletta. Tracciare tutto questo come elemento visivo sulla Ultimate è stato un ottimo modo per completare le linee chiare e sobrie del telaio».

L’artista tedesco ha lavorato insieme al graphic designer di Canyon Lukas Beck e ha creato l’artwork collocando sul telaio i dettagli tecnici relativi alla bicicletta di cui i ciclisti spesso non sono a conoscenza. Il lavoro ha incluso gli aspetti funzionali direttamente nell’opera artistica, ed è così che si possono ben vedere i vari angoli della bicicletta o i dati sui serraggi delle varie brugole. Questo lavoro non si è fermato solo al telaio, ma ha incluso anche le ruote in modo da conseguire un’omogeneità dell’opera.

A sinistra, Erik Spiekermann mentre lavora con Lukas Beck graphic designer di Canyon
Erik Spiekermann a sinistra, con Lukas Beck graphic designer di Canyon
A sinistra, Erik Spiekermann mentre lavora con Lukas Beck graphic designer di Canyon
A sinistra, Erik Spiekermann mentre lavora con Lukas Beck graphic designer di Canyon

Montaggio di primo livello

La Ultimate CF SLX è montata con il gruppo Sram Force eTap Axs nella versione per freni a disco. Come manubrio si è optato per il CP10 in carbonio di Canyon, mentre per le ruote troviamo le Zipp 404 Firecrest con pneumatici Continental GP 5000.

Già disponibile sul sito Canyon

La serie limitata di 50 Ultimate CF SLX 8 Disc con questo design unico e affascinante è disponibile sul sito di Canyon ad un prezzo di 5.999 euro e include anche una brochure con le informazioni dettagliate sulla storia di Erik Spiekermann

canyon.com

Crono di Torino, un missile Canyon per Movistar

07.05.2021
4 min
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Anche se nell’immaginario collettivo ci sono altri team che brillano nella nobile arte della crono, il lavoro di Canyon per Movistar è sempre stato eccezionale. Lo confermarono alcuni mesi fa le parole di Adriano Malori, che ammise di aver fatto il vero salto di qualità proprio approdando alla Movistar. Forte di queste conoscenze, il marchio tedesco di bici ha consegnato ai suoi corridori per il Giro d’Italia una nuova bicicletta da crono: la Speedmax CFR Disc in cui è stato concentrato il meglio della conoscenza Canyon.

Una bici pulita, essenziale: per infilarsi nel vento non serve altro
Una bici pulita, essenziale: per infilarsi nel vento non serve altro

Supporto svizzero

CFR sta per Canyon Factory Racing, il reparto corse dell’azienda, e per realizzare questa bicicletta ci si è avvalsi della collaborazione di Swiss Side, azienda svizzera specializzata in aerodinamica e nell’ottimizzazione aerodinamica dei singoli componenti, lavorando in galleria del vento, ma anche con software, simulazioni e rilevazioni su strada. La bicicletta che ne è derivata offre immancabilmente un’aerodinamica avanzata, un pacchetto tecnico di assoluto rispetto e prestazioni al top che starà ovviamente agli atleti mettere in risalto.

Integrazione totale

Il design del telaio è spartano, completamente integrato per eliminare tutte le caratteristiche non assolutamente necessarie per le prove a cronometro. Nessuna cornice, nessuna concessione all’estetica fine a se stessa. Ci si è concentrati unicamente sulla prestazione, ricercando i massimi valori di rigidità e peso, il design pulito e la miglior efficienza aerodinamica secondo i regolamenti UCI. A parità di velocità e sebbene abbia i freni a disco, la Speedmax CFR TT è 2,7 watt più veloce della generazione precedente.

Tubo orizzontale sagomato nel segno della massima aerodinamica
Tubo orizzontale sagomato nel segno della massima aerodinamica

Nuovo cockpit

Il cockpit, il blocco frontale composto da manubrio e protesi è stato oggetto di grande studio. In questo caso è composto dal manubrio Canyon HB0058 Basebar Drop CF con un attacco in alluminio V19 aerodinamico, per un setup che soddisfa tutte le esigenze delle moderne corse a cronometro.

La piega manubrio aerodinamica da 390 mm riduce la superficie frontale ed è progettata al CFD, quindi con un sistema che tiene in particolare importanza la fluidodinamica, considerando la bicicletta come un sistema aerodinamico completo. Individuata la miglior composizione del blocco frontale, è ovviamente possibile personalizzare la posizione al millimetro utilizzando la gamma di distanziatori ed estensioni differenti messe a disposizione degli atleti. E’ stata ridotta la distanza tra i suporti e sono stati avvicinati i poggioli, per la regola che in aerodinamica non conta essere bassi, ma essere stretti. Le nuove protesi Zipp Vuka Shift premium hanno i comandi bar-end che eliminano la necessità di un blip box aggiuntivo (un’interfaccia per i comandi cambio).

Le ruote Zipp

Sul fronte delle ruote, all’anteriore viene montato un 808 Firecrest di Zipp, mentre al posteriore si riconosce la lenticolare Super-9, abbinate a tubolari Continental Grand Prix, con l’anteriore da 23 mm e il posteriore da 25 mm.

Pendenti e ruote lenticolari al posteriore
Pendenti e ruote lenticolari al posteriore

Allo stesso modo in cui il cockpit e le ruote svolgono una funziona aerodinamica di primo piano, non si può non parlare reggisella, ugualmente sviluppato da Canyon sulla Speedmax. Leggero e sottile, contribuisce all’aerodinamica della bici con la sua forma aerodinamica che rientra, quanto a rapporto lunghezza-larghezza, nei parametri Uci.

La forcella infine è stata realizzata in modo da ridurre le turbolenze causate dalle pinze del freno a disco.

Monocorona e via…

Montata con il Red AXS eTap, la bici utilizza un monocorona progettato appositamente per le prove a cronometro. Oltre al peso risparmiato eliminando il deragliatore, si evitano rischi di salto di catena e la cambiata è più immediata, dato che il corridore dovrà concentrarsi unicamente sui pignoni della ruota libera. Ugualmente, nella corona da 54 denti è integrato un misuratore di potenza a montaggio diretto. Per il cambio posteriore si utilizza il sistema OSPW di Ceramic Speed, con l’uso delle pulegge oversize (la rotellina superiore ha 15 denti, quella inferiore ne ha 19) che riduce l’attrito e consente un bel risparmio di watt. Un argomento di cui nei giorni scorsi abbiamo dibattuto peraltro a lungo. 

I poggioli sono stati stretti, perché conta soprattutto essere stretti
I poggioli sono stati stretti, perché conta soprattutto essere stretti

Fin qui la teoria. Per la pratica e il riscontro degli atleti bisognerà aspettare domani pomeriggio, quando la bici debutterà sulle strade del Giro. La useranno i corridori della Movistar e anche quelli della Alpecin-Fenix. Sapremo dai loro racconti se ancora una volta gli ingegneri di Canyon avranno visto giusto.

Con Lopez la rivoluzione Movistar è completa

20.04.2021
3 min
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L’anno della rinascita? La Movistar ha deciso di proseguire nella sua opera di ristrutturazione massima della squadra e con l’arrivo di Miguel Angel Lopez allena leggermente la presa sulla formula dei capitani multipli che non ha mai pagato in termini di risultati. Il colombiano è stato acquistato come finalizzatore degli sforzi nei grandi Giri, in alternativa a Enric Mas, grande talento che però è chiamato a prendere l’ultimo treno della definitiva consacrazione. Anche se Marc Soler non appare affatto intenzionato a rinunciare alle sue chance.

Miguel Angel Lopez, colombiano, passato dall’Astana alla Movistar
Miguel Angel Lopez, colombiano, passato dall’Astana alla Movistar

Tre capitani

Si lavorerà per loro – Lopez, Mas e Soler – con scelte e strategie che saranno chiare prima di fare le valigie per la partenza e non in corso d’opera.
L’organico della squadra spagnola resta di prim’ordine, tutti gli acquisti sono stati pensati per aggiungere qualità al lavoro da svolgere in funzione delle punte.

In questo contesto gli arrivi dello spagnolo Garcia Cortina e dell’austriaco Muhlberger sono assai importanti, il primo per smuovere le acque nelle prime fasi delle tappe più dure e dare una mano al momento della verità, il secondo come supporto nel lavoro di costruzione della strategia di squadra in montagna.

Alejandro Valverde è il nume tutelare della squadra e uno dei più grandi di tutti i tempi
Alejandro Valverde è il nume tutelare della squadra

Cuore Valverde

La squadra mantiene un baricentro fortemente spostato sulle prove a tappe, sperando di raccogliere molto in quelle medio-brevi, mentre continua a non avere un peso specifico importante per le gare d’un giorno, anche se non va dimenticato che nel roster figura sempre un certo Alejandro Valverde, che dopo un 2020 molto opaco vuole sparare le sue ultime cartucce, continuando a coltivare il sogno olimpico.

L’ORGANICO

Nome CognomeNato aNaz.Nato ilPro’
Juan D.Alba BolivarTutaCol11.09.19972018
Jorge Arcas PenaSabinanigoEsp08.07.19922016
Hector Carretero MillaMadriguerasEsp28.05.19952017
Dario CataldoLancianoIta17.03.19852007
Gabriel CullaighHolmfirthGbr08.04.19962017
Inigo Elosegui MomeneBilbaoEsp06.03.19982020
Imanol Erviti OlloPamplonaEsp15.11.19832005
Ivan Garcia CortinaGijonEsp20.11.19952017
Abner Gonzalez RiveraMocaPur09.10.20002019
Juri HollmannBerlinoGer30.08.19992020
Johan JacobsZurigoSui01.03.19972016
Matteo JorgensonWalnut CreekUsa01.07.19992018
Miguel A.Lopez MorenoPescaCol04.02.19942015
Luis G.Mas BonetSes SalinesEsp15.10.19892014
Enric Mas NicolauArtàEsp07.01.19952017
Sebastian Mora VedriVila-realEsp19.02.19882011
Gregor MuhlbergerHaidershofenAut04.04.19942016
Mathias Norsgaard JorgensenSilkeborgDen05.05.19972018
Nelson OliveiraViralinhoPor06.03.19892010
Antonio PedreroTerrassaEsp23.10.19912016
Einer A.Rubio ReyesChiquizaCol22.02.19982020
Sergio Samitier SamitierBarbastroEsp31.08.19952018
Marc Soler GimenezVilanovaEsp22.11.19932015
Albert Torres BarceloCiut.MenorcaEsp26.04.19902013
Alejandro ValverdeLas LumbrelasEsp25.04.19802002
Carlos Verona QuintanillaS.LorenzoEsp04.11.19922013
Davide VillellaMagentaIta27.06.19912014

DIRIGENTI

Eusebio Unzue LabianoEspGeneral Manager
José L.Jaimerena LaurnagarayEspDirettore Sportivo
José L.Arrieta LujambioEspDirettore Sportivo
Alfonso Galilea ZurbanoEspDirettore Sportivo
José V.Garcia AcostaEspDirettore Sportivo
Pablo Lastras GarciaEspDirettore Sportivo
Maximilian SciandriGbrDirettore Sportivo
Patxi Vila ErrandoneaEspDirettore Sportivo

DOTAZIONI TECNICHE

Biciclette Canyon per il Movistar Team, come pure per la Alpecin-Fenix e il Team Arkea Samsic. I corridori del team spagnolo hanno a disposizione l’Aeroad CFR, la Ultimate CF SLX e la velocissima Speedmax CF SLX. Le bici sono montate con lo Srap Red eTap AXS, ruote Zipp e pneumatici Continental.

CONTATTI

MOVISTAR TEAM (Esp)

Poligono Industrial de Egues Calle Z Nave 24, 31486 Egues (ESP)

info@abarcasports.com – http://movistarteam.com

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