Questa è la nuova Trek Madone SLR generation 7

30.06.2022
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Vista e fotografata, immaginata e in parte già raccontata, vi presentiamo ufficialmente la nuova Trek Madone SLR della settima generazione. Ancora più aerodinamica e leggera, ancora più rivoluzionaria nel design e nelle soluzioni che da sempre caratterizzano questo progetto. La nuova Trek Madone SLR introduce la tecnologia IsoFlow e abbandona il dissipatore IsoSpeed. Entriamo nel dettaglio del progetto.

Pedersen con la nuova Madone alla cerimonia di apertura del TDF
Pedersen con la nuova Madone alla cerimonia di apertura del TDF

Quegli scatti rubati

Le prime annotazioni e i primi quesiti che ci siamo posti risalgono ai mesi invernali, nel periodo in cui i team svolgono i primi ritiri collegiali in Spagna. Un frame-kit bianco, senza scritte e senza loghi, pronto per essere montato. Non un semplice “gesso”, ma una bici da nascondere e non far fotografare. Da tenere nell’ombra e comunque pronta all’uso. Nessuna informazione precisa, bocche cucite ovunque e la nostra volontà di non spoilerare un prodotto.

Le prime notizie della Trek Madone SLR risalgono a quel periodo. Poi sono arrivate le corse che anticipano il Tour de France, il Delfinato in questo caso, gli scatti rubati e comunque ufficiali, le prime indiscrezioni di una bicicletta che è stata completamente ridisegnata, capace di offrire un vantaggio (risparmio di tempo) di 60 secondi su un’ora di gara (a 45 chilometri orari), se comparata con le versione precedente.

Frame e forcella, tra Quinn Simmons eJacopo Mosca, visti e fotografati a dicembre ad Altea
Frame e forcella, tra Quinn Simmons eJacopo Mosca, visti e fotografati a dicembre ad Altea

L’aerodinamica e il peso ridotto

Il progetto è stata sviluppato grazie al contributo dei corridori del Team Trek-Segafredo, in particolare con Mads Perdersen.

«Quando mi è stato chiesto di fornire delle indicazioni – dice l’iridato di Harrogate – le prime richieste sono state rivolte al mantenere l’efficienza aerodinamica della Madone, scendendo con il peso. Avere una bicicletta reattiva e capace di aumentare la velocità rapidamente nelle fasi più importanti dei cambi di ritmo».

Il tessuto OCLV800

Trek Madone SLR 7 generation è più leggera di 300 grammi, un valore enorme se pensiamo che il carbonio utilizzato è l’OCLV800, il medesimo utilizzato per la generazione numero 6. La riduzione del valore alla bilancia, non è stato ottenuto grazie all’introduzione dell’IsoFlow, ma anche grazie all’ottimizzazione delle diverse prospettive di frame e forcella.

Il design e i volumi dei profilati sono completamente variati rispetto al passato. Inoltre l’abbandono dell’IsoSpeed ha obbligato a non snaturare in maniera eccessiva una bicicletta tanto performante e veloce, quanto comoda e stabile. Un punto di riferimento per le competizioni e per i corridori potenti, ma anche per un impiego meno estremizzato.

Mads Pedersen in Norvegia durante una fase di test (foto Tyler Wiles Trek)
Mads Pedersen in Norvegia durante una fase di test(foto Tyler Wiles Trek)

Si parte con l’IsoFlow

Non è soluzione comparabile alla precedente IsoSpeed, perché è completamente differente nello sviluppo e nel funzionamento. IsoFlow non si basa su delle tubazioni sdoppiate e sulla resa tecnica al pari di un dissipatore. E’ una tecnologia maggiormente integrata, che sfrutta la laminazione e le proprietà elastiche del carbonio. Permette al piantone di flettere creando una sorta di compressione: non è regolabile. Il risultato è una guida fluida, confortevole e stabile sulle asperità, che non sacrifica gli aspetti legati alla reattività.

L’asola centrale, quella tra l’orizzontale, il piantone e i foderi obliqui hanno anche una funzione aerodinamica ben precisa, che aiuta a sfruttare l’energia prodotta dalla massima efficienza delle penetrazione dello spazio. E poi si risparmia molto peso, anche se il processo di laminazione è stato complicato. E’ la sezione più complessa della bicicletta, non tanto per il suo design, ma per quello che ha richiesto in fatto di utilizzo e applicazione delle pelli di carbonio.

Come si presenta

Se la osserviamo frontalmente, la forcella e la tubazione dello sterzo nascondo il resto della bicicletta, ma c’è anche un nuovo cockpit integrato. Quest’ultimo è più efficiente ed ha un design con una evidente svasatura nella parte bassa. Ovvero, se prendiamo ad esempio la misura 42, nel punto degli shifters il manubrio ha una larghezza di 39 centimetri, fattore che riduce in maniera esponenziale il drag del corridore nella posizione più aggressiva e nelle fasi di spinta più concitate. Però, grazie ad un rinnovato design della zona dello sterzo, la bicicletta può essere montata anche con uno stem e una piega tradizionali.

La forcella è full carbon, con profili anteriori risicati e piuttosto ampi nelle sezioni laterali. Il profilato dello sterzo è rastremato nel mezzo, con linee più marcate dove si trova l’innesto con i due tubi maggiori, orizzontale e obliquo. L’orizzontale prosegue dritto fino al punto di inserzione del nodo sella, il secondo ha una vistosa maggiorazione nei pressi della scatola del movimento centrale. In questo punto il “grande” volume è funzionale alla rigidità e a sfruttare al massimo l’aerodinamica, dei tubi e del posizionamento delle due borracce.

La zona bottom bracket è larga 86,5 millimetri e usa le calotte del tipo T47, una soluzione mutuata da Emonda e dalla precedente Madone. E’ stato mantenuto il chain keeper 3S di concezione aero.

Da qui si emerge il piantone e adotta una sorta di rientranza fino alla sezione mediana, per allargarsi dove si trova IsoFlow e l’incrocio con gli obliqui. Questi ultimi sono più ampi sopra e si sfinano leggermente man mano che vanno in basso, pur mantenendo costantemente un profilo marcatamente aero di natura Kammtail (abbondante lateralmente, magro frontalmente)

Una veduta posteriore della sezione IsoFlow
Una veduta posteriore della sezione IsoFlow

Cambia anche il seat-post

Il seat-tube si interrompe; c’è il “tunnel” IsoFlow e sopra c’è l’orizzontale con la “pinna” del seat-post. Qui un’altra soluzione tutta nuova.

Il reggisella vero e proprio si innesta nel telaio e può essere regolato e piacere, con un serraggio che avviene tramite una bussola interna e una feritoia esterna. La bussola interna può essere posizionata con due orientamenti differenti, aumentano il range di utilizzo di un solo seat-post.

Infine la geometria, che è comune alla Emonda ed è di matrice H1.5. Questa è definita il compromesso migliore, perché è adatta ad un’utenza particolarmente spinta verso l’agonismo, ai pro’ ovviamente, ma al tempo stesso è facilmente adattabile a diverse esigenze e tipologie di richieste.

Le altre cose da sapere

La nuova Trek Madone SLR di settima generazione è sviluppata nella sola versione disc brake. C’è anche una versione SL, ma si basa sul progetto più anziano della Madone. Rimaniamo comunque nell’ambito delle specifiche della generation 7: ci sono i perni passanti con le dimensioni tradizionali 142×12 millimetri per il posteriore, 100×12 per la ruota dell’avantreno. Ci sono i dischi dei freni e possono essere al massimo da 160 millimetri di diametro.

La nuova Trek Madone non è compatibile con le trasmissioni meccaniche. La misura massima consigliata per gli pneumatici è di 28 millimetri, considerando che rimane una extra tolleranza tra la gomma e i foderi di forcella e comparto posteriore. La colorazione deep-carbon-smoke è quella che permette di risparmiare ulteriore peso, a prescindere dall’allestimento. Oltre a questa ci sono altre quattro combinazioni cromatiche, mentre la disponibilità di personalizzazione con la piattaforma ProjectOne arriverà in un secondo momento.

Le taglie, gli allestimenti ed i prezzi

La nuova Trek Madone SLR è disponibile in 8 taglie: 47, 50 e 52, 54 e 56, 58, 60 e 62. Sei allestimenti in totale: 6 e 6 eTap, rispettivamente con il nuovo Shimano 105 Di2 a 12 velocità e con Sram Rival AXS (7699 e 8399 euro). 7 e 7 eTap, con Shimano Ultegra Di2 a 12v e Force AXS (10299 e 10799 euro). Trek Madone SLR 9 e 9 eTap, con il Dura-Ace 12v e Sram Red eTap AXS (13999 e 14999 euro). C’è la possibilità anche del solo frame-kit, che ha un prezzo di listino di 5499 euro.

Tutte le versioni hanno in dotazione le ruote Bontrager Aeolus 51 tubeless ready, nelle versioni Pro per le 6 e 7, RSL per l’allestimento 9. Tutti gli allestimenti hanno in dotazione il nuovo bar-stem integrato e full carbon. Un cenno ai pesi dichiarati, che fanno riferimento alle biciclette complete: 7,1 e 7,4 chilogrammi per le versioni 9 e 9 eTap, 7,5 e 7,8 per le versioni 7 e 7 eTap. Mentre le le 6 e 6 eTap il valore alla bilancia è rispettivamente di 7,8 e 8 chilogrammi.

Trek

Trek Emonda SLR7: grandiosa in salita, una spada in discesa

14.06.2022
6 min
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Il test della Trek Emonda SLR7 2022

Il kit telaio e una parte della componentistica rappresentano una conferma, come una conferma sono le performances di questa bicicletta. Si tratta della Trek Emonda SLR7, quella con il carbonio OCLV800 e con l’allestimento 2022 che prevede la trasmissione Shimano Ultegra Di2 a 12 velocità. Questa bicicletta ha una verniciatura appagante e gratificante, frutto di un’evoluzione della piattaforma custom ProjectOne. La nostra prova ha preso il via alla Granfondo Squali Trek.

Una parte del test durante la Granfondo Squali Trek (foto Sara Carena)
Una parte del test durante la Granfondo Squali Trek (foto Sara Carena)

Emonda SLR, due peculiarità

Prima di tutto è necessario precisare che è il pacchetto completo che fa la differenza. L’allestimento 7 non è il top del listino, anche se questa Emonda è molto più che una bicicletta race ready. Il carbonio e la geometria offrono degli spunti interessanti da argomentare (e da sfruttare una volta su strada). La fibra composita è quella più pregiata, sviluppata e lanciata proprio in occasione dell’ufficializzazione dell’ultima versione della Trek Emonda. Spessori ridottissimi e tubazioni che hanno un design marcatamente aerodinamico, ma al tempo stesso mai eccessivo negli ingombri.

L’impatto estetico nel suo complesso è un misto tra aggressività, eleganza ed efficienza. E poi la geometria H1.5 che, a nostro parere, è il primo fattore da considerare. E’ capace di combinare dei valori di reach e stack contenuti, che si traducono in una bicicletta compatta, ma che permette di sfruttare degli stem corti e non obbliga a coricarsi ed allungarsi sull’orizzontale schiacciandosi verso il basso. Taglia per taglia, anche il piantone adotta delle inclinazioni “giuste”, dando vita ad un compromesso ottimale tra la distribuzione dei pesi del corpo tra piantone e carro posteriore.

L’allestimento

Il frame-kit prevede il telaio e la forcella in carbonio OCLV800, il manubrio integrato e full carbon Bontrager. La zona dello sterzo è un esempio di aerodinamica applicata alle bici leggere e da scalatore, con il limite del blocco laterale, dovuto al passaggio interno delle guaine (il manubrio non ruota completamente, anche se non crea nessuna difficoltà nelle fasi di guida).

E poi il “tradizionale” reggisella RideTuned di Trek. Quest’ultimo adotta una soluzione sempre interessante che ha l’obiettivo di far collimare l’efficacia dell’integrato ad un’infinità di personalizzazioni in altezza. Il piantone è prolungato verso l’alto e c’è una sorta di cover che funge da seat-post (sopra c’è il sistema di blocco per la sella, che è corta ed è una Bontrager Aeolus P2 Elite con rail in acciaio e larghezza da 145 millimetri).

Anche le ruote sono firmate Bontrager, sono della serie Pro37 (tubeless ready) e della famiglia Aeolus. Ci sono le gomme clincher R3, sempre Bontrager e con sezione da 28 millimetri. La trasmissione è Ultegra Di2 a 12 rapporti, con la combinazione 52-36 e 11-30. Davvero bello il colore amethyst della bicicletta test, disponibile a catalogo e che fa parte della piattaforma di customizzazione ProjectOne. Il prezzo di listino è di 8.599 euro.

Le nostre impressioni

Non c’è allestimento che sia in grado di far scendere le quotazioni di questo progetto, che si conferma una bicicletta davvero azzeccata. Anzi, sotto alcuni punti di vista, proprio questo allestimento 7 è il compromesso perfetto, perché il pacchetto è race e con un buon comfort. Parte del merito è da attribuire alle ruote, che non sono rigide, ma sono reattive, sono moderne e permettono di sfruttare differenti configurazioni in fatto di pneumatici.

Ecco che il comfort è il risultato di più fattori che si sovrappongono: la geometria non troppo spinta e che influisce in maniera positiva sulla guidabilità della bicicletta, un peso contenuto (abbiamo rilevato un valore alla bilancia di 7,35 chilogrammi), una bicicletta fluida, scorrevole, facile e veloce.

La sella Bontrager Elite e la zona “tipica” del nodo sella
La sella Bontrager Elite e la zona “tipica” del nodo sella

In discesa è una lama

In salita è con tutta probabilità la migliore di sempre e la nostra considerazione non si riferisce solo a questo allestimento, ma al progetto Trek Emonda. E’ molto sostenuta nella sezione dell’avantreno, aiuta nelle azioni di fuori-sella. Al tempo stesso la parte centrale e il retrotreno non si scompongono, anche quando si cambia ritmo in modo repentino. Quando si pedala da seduto, magari di forza e con lunghi rapporti, il carro posteriore non flette ed è sempre in spinta (ma anche in trazione).

In discesa è uno strumento di precisione, composta, affidabile e stabile (le ruote non sono per nulla nervose ed aiutano). E’ efficiente e permette di “rilassarsi” senza ancorarsi al manubrio. In questa situazione gioca un ruolo molto importante anche il manubrio, con delle quote sfruttabili di profondità e ampiezza.

Linee decise e al tempo stesso armoniche (foto Sara Carena)
Linee decise e al tempo stesso armoniche (foto Sara Carena)

In conclusione

Questa versione della Emonda raggiunge l’apice di un progetto che si è evoluto, modificato ed è stato plasmato nel corso degli anni. In ogni suo step la Trek Emonda è stata capace di proporre qualcosa di funzionale, mai banale e in più occasioni ha anticipato delle soluzioni tecniche che hanno fatto scuola. Ma non è tutto, perché su questa bicicletta sono state mutuate anche delle soluzioni provenienti da altre bici (vedi per esempio l’aerodinamica “quasi” comune alla Madone), adattate al progetto Emonda per essere funzionali e non semplicemente incollate.

Quello che colpisce di più è il fatto che per avere una Emonda super performante non è necessario prendere il modello con l’allestimento migliore: un fattore tutt’altro che secondario, in una categoria di sport e passione dove i prodotti non sono a buon mercato.

Trek Checkpoint SL6, perfetta compagna di viaggio

04.05.2022
6 min
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Il test dell'ultima versione della gravel di casa Trek, la Checkpoint nell'allestimento SL6 eTap

Rispetto al passato la piattaforma Checkpoint viene completamente rivista e ridefinita. C’è il carbonio OCLV500 per le versioni SL e c’è l’IsoSpeed che separa i foderi obliqui del carro posteriore, dal tubo obliquo e dal piantone. Ma ci sono una nuova geometria che viene definita “progressiva” e uno shape dei profilati che avvicina questo progetto alle nuove Trek da strada. Proprio il design delle tubazioni diventa un vero e proprio “family feeling design” dell’azienda a stelle e strisce. Abbiamo provato l’allestimento SL6 eTap.

Una bici tuttofare e anche divertente da usare sullo sterrato (foto Sara Carena)
Una bici tuttofare e anche divertente da usare sullo sterrato (foto Sara Carena)

L’aerodinamica sposa la funzionalità

La zona dello sterzo e la tubazione obliqua in particolare sono mutuati (o accostabili) dalla Emonda. Lo sterzo è sagomato e puntuto, ha quella protuberanza caratteristiche di Trek e la sezione superiore adotta quella caratteristica svasatura con l’inserto specifico.

L’obliquo è abbondante e voluminoso, ma qui c’è anche il vano portaoggetti (e non è una cosa da dimenticare) e proprio come per le stradali, sembra dare ulteriore sostegno all’intera bicicletta.

Non ci possiamo scordare della scatola del movimento centrale, che è larga 86,5 millimetri ed è uguale a quella delle biciclette da strada. Sono ormai lontani i tempi quando le Trek avevano il bottom bracket da 92. Questa bici è funzionale in ogni sua parte, ricca di dettagli e ognuno di questi collima alla perfezione con gli altri e con il concept del mezzo.

Come è fatta e come è allestita

Il telaio è la forcella sono in carbonio monoscocca OCLV500 con IsoSpeed. Entrambi presentano tantissimi punti di ancoraggio per parafanghi e borse da viaggio, che fanno di questa bici una viaggiatrice, ma capace di sorprendere nei percorsi tecnici.

Ha la trasmissione Sram Rival 1×12 e il comparto manubrio in alluminio Bontrager. Il reggisella ha lo stelo in carbonio, con un diametro da 27,2. Si può montare un reggisella telescopico? Si, è possibile, ma non è possibile montare una forcella ammortizzata. In alluminio sono anche le ruote, sempre Bontrager. Il modello è Paradigm Comp con canale interno da 25 millimetri e gommate con i tubeless Bontrager GR1 da 40. Inoltre, la Checkpoint permette il passaggio di pneumatici fino a 45 di sezione ed è possibile montare le ruote da 650b con gomme fino a 2,1”.

Le nostre considerazioni

La Trek Checkpoint è appagante nel design che risulta moderno, ma non eccessivamente ingombrante. Nonostante integri delle soluzioni non comuni, ad esempio l’IsoSpeed e alcune tubazioni che si spingono verso la ricerca aerodinamica, la bicicletta ha sempre quel tocco “classico” che non stufa, anche grazie ad impatto estetico quasi tradizionale.

Con i tubeless gonfiati correttamente non ha paura di fare qualche drop (foto Sara Carena)
Con i tubeless gonfiati correttamente non ha paura di fare qualche drop (foto Sara Carena)

Una geometria vantaggiosa

Come per la Emonda, anche in questo caso uno dei valori aggiunti del progetto è la geometria, che ovviamente è da contestualizzare nella categoria gravel. Il corpo del pedalatore è sempre ben centrato sul piantone, a tutto vantaggio del comfort, della stabilità e anche a favore di una distribuzione ottimale dei pesi.

L’orizzontale è lungo e aiuta a sfruttare una pipa corta; la stabilità nei tratti tecnici e l’agilità ne guadagnano. Inoltre non si è mai sbilanciati sull’avantreno e il muscolo del diaframma non si schiaccia. La respirazione e il comfort per la schiena ringraziano.

In conclusione

Una bicicletta facile, la Trek Checkpoint SL6 è questo prima di tutto. Va bene per chi vuole smanettare e aprire il gas, magari lontano dalle gare su strada. Nonostante la sua natura “morbida”, non c’è mai quel distacco eccessivo con il mondo road e le sue doti di trazione e stabilità sono ampiamente sfruttabili anche dagli amanti della mtb. E poi è veloce. E’ una bici che può essere caricata come un mulo, adatta al bikpacking, al viaggio e a quell’experience della quale tanto si parla.

Trek

Trek e monocorona: la Roubaix Femmes è anche questo

16.04.2022
4 min
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La maglia tricolore di Elisa Longo Borghini colora il podio e fa risuonare l’inno di Mameli al velodromo di Roubaix, ma ci sono delle curiosità tecniche che devono trovare una menzione particolare. C’è una nuova Trek ed è la nuova Domane. E poi il monocorona anteriore e qui c’è uno sdoganamento in senso assoluto. Siamo a Roubaix e abbiamo rubato qualche scatto.

La Trek sull’ammiraglia prima della partenza
La Trek sull’ammiraglia prima della partenza

Una nuova Trek Domane?

Tutto ci porta a scrivere che quella vittoriosa è l’ultima versione della Trek Domane, la bici sviluppata dal brand americano e specifica per la Paris-Roubaix. Di sicuro è stato ripreso il concetto dell’IsoSpeed posteriore, tra piantone, tubo orizzontale e foderi obliqui (con un nuovo shape), con tutta probabilità, invece, scompare il dissipatore anteriore. L’IsoSpeed coinvolge il design totale del nodo sella e del seat-post. Inoltre, il primo impatto estetico ci mostra una bici piuttosto compatta nella sezione centrale e posteriore, con una “forcella più aperta”.

Dalla piattaforma Emonda

Lo sterzo, il profilato obliquo e il design dell’orizzontale richiamano da vicino la Emonda, con quello sviluppo aero concept che accomuna l’ultima generazione delle biciclette Trek.

Ci sono le ruote Bontrager full carbon con profilo da 37 millimetri e tubeless da 30 millimetri di sezione, una scelta che trova conferme anche nell’intervista fatta qualche giorno a dietro a Mauro Adobati, meccanico del Team Trek-Segafredo. I tubeless sono Pirelli PZero Race, ma di sicuro in edizione “non ufficiale”.

Sram Red AXS con monocorona

Se la trasmissione Sram a 12 rapporti non rappresenta una novità, la vittoria di una bici con single speed anteriore lo è. Corona piena da 52 denti con guida K-Edge e pignoni posteriori con scala 10/33. C’è il power meter Quarq. Inoltre la Longo Borghini ha utilizzato i pulsanti Blips sulla piega manubrio, molto sfruttati lungo i settori di pavé.

Elisa ha utilizzato un body Santini
Elisa ha utilizzato un body Santini

Abbigliamento non banale

Elisa Longo Borghini ha utilizzato un body Santini, ben visibile nelle immagini, con le finiture delle maniche comuni a quella utilizzata per i capi specifici da cronometro. Questa è un’ulteriore conferma della ricerca del dettaglio e di una categoria, quella dell’abbigliamento tecnico, soggetta ad una evoluzione davvero importante anche in ambito femminile.

Bontrager XXX WaveCel, il test del casco della Trek-Segafredo

01.04.2022
4 min
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La prova e le considerazioni del Casco Bontrager XXX WaveCel, uno dei modelli in uso alla Trek-Segafredo, perché la qualità della sicurezza non è un'opinione...

Il casco dovrebbe essere uno dei cardini del modo di immaginare ed interpretare la bicicletta. Le forme, il design e le colorazioni, le soluzioni tecniche funzionali hanno reso il casco anche uno strumento d’immagine che collima con la protezione. Bontrager XXX WaveCel adotta l’omonima tecnologia che è parte integrante del progetto. Lo abbiamo provato nella configurazione LTD ed ecco i nostri feedback.

Il suo profilo: un mix tra aero concept e light
Il suo profilo: un mix tra aero concept e light

Bontrager e Wavecell

Bontrager è un brand che orbita nel portfoglio Trek. WaveCell è la tecnologia adottata per aumentare la protezione e maggiormente efficace rispetto alla sola schiuma tradizionale. Si tratta di una struttura cellulare che adotta una forma ondulata, voluta, perché aumenta il potere dissipante e di distribuzione delle forze negative che si generano in caso di incidente. Dopo l’impatto la struttura flette, si deforma e collassa, il casco slitta e le forze si “spalmano” su una superficie ampia, senza concentrarsi in un solo punto.

Anche la Trek-Segafredo

Il Bontrager XXX Wavecel è uno dei due modelli utilizzati dal team, insieme al Velocis. Il profilo tecnico di questo prodotto fa collimare un notevole efficienza aerodinamica, comfort e leggerezza, oltre alle caratteristiche di protezione che abbiamo citato in precedenza. La calotta è un blocco unico che copre anche il perimetro del casco, infatti ai lati non è visibile il materiale EPS che caratterizza il mold interno. Le feritoie sono allungate e quelle posteriori assomigliano più ad estrattori di aria calda. La conformazione della struttura WaveCel si nota attraverso le asole. Non è annegata nel mold, ma è perfettamente integrata e non è a contatto con la testa.

Sistema di chiusura e imbottiture

Un altro bel dettaglio degno di menzione è la chiusura, composta dalle fibbie laterali regolabili e dal rotore posteriore Boa con azione micrometrica. Il terminale dove alloggia la rotella è regolabile in altezza e i cavi di ritenzione agiscono su due filler laterali che stringono, ma non comprimono. Il comfort ne guadagna. Eccellenti gli spessori differenziati delle imbottiture, scaricati dove è necessario minimizzare l’accumulo di calore e sudore, più voluminose dove c’è bisogno di comfort e stabilità. Sono amovibili e sostituibili.

Le imbottiture con gli spessori differenziati
Le imbottiture con gli spessori differenziati

I nostri feedback

Il casco Bontrager XXX WaveCel è un prodotto di altissima fascia, per quello che esprime in fatto di estetica e per la costruzione complessiva. Il suo design è funzionale alla protezione, tondeggiante nella sezione posteriore, fattore che fa aumentare il potere di scivolamento in caso di caduta. L’inserto WaveCel è un aggiunta da non tralasciare, ma ci si augura di non sapere come funge realmente.

Dal lato della percezione è come se non esistesse, leggermente più pesante rispetto ad un Velocis, ma con una distribuzione ottimale delle masse. Quando è indossato è impercettibile, perché non è eccessivamente profondo e non ha punti di pressione laterali. Questo Bontrager inoltre, non è solo ben aerato, ma è efficiente.

La combinazione delle feritoie, della loro forma e del WaveCel, sembra far aumentare il gettito dell’aria. Il WaveCel limita l’alloggio degli occhiali e l’inserimento delle aste nelle asole. Davanti è leggermente pronunciato, grazie ad uno spessore non sottovalutabile e che è un ulteriore vantaggio in caso di impatto.

Il logo del casco e la verniciatura che cambia cromia in base alla luce solare
Il logo del casco e la verniciatura che cambia cromia in base alla luce solare

Chiusura con il Boa

In realtà non è solo il rotore a fare un lavoro egregio, per quanto concerne bloccare il casco e distribuire bene le pressioni, ma anche in fatto di personalizzazione. Ogni intervento sulla rotella corrisponde ad un’adeguamento della taglia, un vantaggio soprattutto quando si è in movimento.

In conclusione

Bontrager XXX WaveCel LTD, la versione che abbiamo provato, non è solo bello e con una verniciatura che un ulteriore valore, ma è un casco che non conosce epoca e utilizzo. E’ vero, adotta una tecnologia molto moderna, ma anche semplice, che limita i movimenti del casco una volta indossato e che lo rende molto versatile, dalla disciplina road, fino ad arrivare a quelle off-road, come ad esempio il gravel racing.

Bontrager Circuit WaveCel, il casco sicuro per tutti

19.11.2021
4 min
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Bontrager ha lanciato il nuovo casco Circuit WaveCel, adatto all’utilizzo su asfalto, trail, piste ciclabili e bike park. Realizzato con materiali riciclati, è caratterizzato da una linea aerodinamica che strizza l’occhio alle performance nonostante il prezzo sia competitivo.

WaveCel è la tecnologia che dal 2020 gode di ottimi feedback e prosegue nel suo percorso di successo attraverso affidabilità e sicurezza. Circuit ha un occhio di riguardo per l’ambiente infatti è composto per il 50 per cento da schiuma EPS riciclata. Da segnalare i supporti magnetici Blendr che permettono di fissare sulla calotta superiore i dispositivi GoPro e le luci. 

Sicurezza e design

Circuit fa della sicurezza il suo punto forte con la ormai collaudata tecnologia WaveCel. La conformazione interna infatti è una struttura cellulare comprimibile, in grado di dissipare forti urti in maniera più efficace rispetto alla normale schiuma. La classificazione imparziale 5 STARS ha eletto i caschi WaveCel di Bontrager tra i migliori sul mercato.

Per quanto riguarda il design, lo sviluppo si è incentrato sul mantenere il peso ridotto e una larghezza che risultasse aderente al capo in modo da avere un risultato gradevole esteticamente. Questo modello è affusolato, aerodinamico e leggero. A proposito dell’aerodinamica, dall’analisi CFD del flusso d’aria si apprende l’ottimo lavoro realizzato. 

Caratteristiche

Fresco ed elegante, il Circuit WaveCel è un casco completo sotto il punto di vista delle caratteristiche tecniche. Per esempio i supporti magnetici Blendr consentono di fissare GoPro e luci senza bisogno di attacchi supplementari. Il sistema di fissaggio rimane saldo anche sotto lo stress dei percorsi off-road ed è testato per le forze di strappo per assicurarsi che si stacchi in caso di incidente.

L’elmetto dispone del sistema micro regolabile BOA® Fit che consente di adattare la calotta interna alla testa. Un altro particolare degno di nota sono le nuove cinghie divisorie semi-fisse FlatStraps che consentono di regolare in avanti e indietro il casco per trovare il posizionamento più comodo e sicuro sotto il mento. Le imbottiture interne sono rimovibili per il lavaggio e assorbono l’umidità nelle giornate calde o durante gli sforzi intensi

Taglie, colori e prezzo

Il Ciruit WaveCel vanta un peso di 335 grammi ed è disponibile in 5 colorazioni differenti: nero, bianco, radioactive yellow, viper red e malsanne blu. Oltre alle taglie classiche: S (51-57cm), M (54-60cm), L (58-63cm), si aggiunge la taglia XL (60-66cm) rendendo così il casco accessibile a tutti i ciclisti.

Il prezzo consultabile sull’e-commerce è di 154,99 euro.

Bontrager

Trek pensa al gravel con il manubrio GR Elite

29.07.2021
2 min
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Attraverso il suo marchio Bontrager, Trek cerca il modo migliore per ottimizzare la guidabilità delle bici gravel e lo trova presentando la novità GR Elite. Questo nuovo manubrio è realizzato con il migliore alluminio 6061-T6, leggero e affidabile. Fin da subito è possibile notare che lo spessore varia nella parte centrale. Presenta inoltre delle comode imbottiture (sostituibili) in EVA IsoZone che hanno il compito prezioso di disperdere le vibrazioni per migliorare il comfort e ridurre di conseguenza l’affaticamento muscolare. Il nuovo GR Elite dispone di porte Di2 integrate che consentono il passaggio interno dei cavi, aspetto che migliora tra le altre cose anche l’estetica del GR Elite. Degna di nota risulta essere anche la leggerezza della stessa piega. Quest’ultima pesa appena 306 grammi, prendendo in considerazione la misura da 38 millimetri.

Impugnatura confortevole che fa risparmiare energie
Impugnatura confortevole che fa risparmiare energie

Comandi raggiungibili

A rendere ancora più speciale il GR Elite ci pensa la nuova geometria Adventure Fit che offre la possibilità di accedere facilmente ai comandi dei freni e della trasmissione da qualsiasi posizione. Grazie ad una svasatura di 13 gradi e il drop da 128 millimetri è più agevole la presa bassa, decisamente più comoda e sicura. Il reach da 75 millimetri infine permette di adattarsi ai telai più lunghi tipici delle ultime novità in tema di bici da gravel.

Compatibilità importanti

Trek ha pensato bene di prevedere alcune compatibilità nella progettazione del nuovo GR Elite, come ad esempio
con l’appendice Shimano EW-RS910 Junction-A che garantisce un passaggio cavi Di2 più pulito ed efficiente,
ma anche con prolunghe aerodinamiche a clip
. Ricordiamo che il prodotto è disponibile nelle misure da 38, 40, 42 e 44 centimetri tramite la rete italiana di rivenditori Trek. Il prezzo consigliato al pubblico è di 79,99 euro.

trekbikes.com

Trek Madone con Bontrager RSL 62

Aeolus RSL, le Bontrager più veloci di sempre

15.04.2021
5 min
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Bontrager lancia la nuova linea di ruote Aeolus RSL e un nuovo profilo per quanto riguarda la gamma Aeolus Pro. Il marchio americano in questo modo allarga la sua offerta di modelli a prestazioni elevate, apportando notevoli miglioramenti in termini di velocità e stabilità.

Tre nuovi profili

Per quanto riguarda la linea RSL (Race Shop Limited) sono stati introdotti tre nuovi profili: Aeolus RSL 51, Aeolus RSL 62 e Aeolus RSL 75. Queste tre novità vanno ad aggiungersi alla già collaudata Aeolus RSL 37. In questo modo la linea RSL va a soddisfare tutte le diverse necessità.

Le Aeolus RSL 62
Le Bontrager Aeolus RSL 62, in evidenza anche in apertura
Le Aeolus RSL 62
Le nuove Bontrager Aeolus 62 con profilo da 62 millimetri montate anche sulla bici in apertura

Nuova progettazione

Rispetto al passato, Bontrager ha utilizzato un processo completamente nuovo, infatti in precedenza, il ciclo di progettazione e sviluppo era basato su modellazioni bidimensionali. Per questa versione delle Aeolus RSL si è ricorso a modelli CFD (Computational Fluid Dynamics) tridimensionali. Questo ha permesso agli ingegneri di Bontrager di tenere conto con una precisione molto elevata di ogni grammo di resistenza, in ogni direzione, attraverso qualsiasi piano e in tutti gli aspetti del sistema ruota/pneumatico.

Con questo nuovo modo di progettare si è riusciti a replicare fedelmente le condizioni del mondo reale. Il risultato è che il design delle ruote ottimizza l’aerodinamica e la resistenza al rotolamento, due aspetti che sono fondamentali nel ciclismo moderno.

Le Bontrager Aeolus RSL 51 montate sulla Trek Domane
Le Aeolus RSL 51 montate sulla Trek Domane
Le Bontrager Aeolus RSL 51 montate sulla Trek Domane
Le Bontrager Aeolus RSL 51 montate sulla Trek Domane

Le Bontrager più veloci

Tutto questo fa dire ai tecnici di Bontrager che le ruote Aeolus RSL sono le più veloci mai realizzate dal marchio americano. Oltre alla velocità è stato dato un peso importante alla stabilità. Per raggiungere tutti questi obiettivi è stato fatto un costante lavoro con i corridori del Team Trek-Segafredo che hanno continuamente fornito i loro feedback.

Bontrager Aeolus RSL 75
Larghezza interna del cerchio di 23 millimetri
Bontrager Aeolus RSL 75
La larghezza interna del cerchio per le Aeolus RSL è di 23 millimetri

Cerchio molto largo

Un primo elemento da analizzare è che i tre nuovi modelli Aeolus RSL hanno una larghezza interna del cerchio di 23 millimetri, mentre ricordiamo che le RSL 37 hanno la larghezza di 21 millimetri. Questa scelta verso un allargamento del cerchio assicura una migliore connessione aerodinamica con i pneumatici garantendo uno scorrimento più efficace. Come ormai ben sappiamo, un cerchio più largo permette anche di abbassare ulteriormente la pressione di gonfiaggio dei pneumatici, che porta un comfort maggiore, una fluidità di guida migliore e maggiore velocità.

Carbonio top di gamma

Altro punto importante, è il materiale usato da Bontrager. Tutte le ruote Aeolus RSL sono realizzate con il carbonio OCLV di livello RSL, che è il più leggero e resistente fra quelli utilizzati da Bontrager. Questo carbonio è stato l’elemento chiave per permettere di avere dei cerchi con dei profili aerodinamici a dei pesi molto competitivi.

Carbonio OCLV RSL
Il carbonio OCLV di livello RSL
Carbonio OCLV RSL
Le nuove ruote sono realizzate con il carbonio OCLV di livello RSL

Stessa velocità con meno watt

Le forme del cerchio e il profilo ruota/pneumatico aerodinamicamente più efficiente hanno ridotto la resistenza al rotolamento portando un risparmio di watt. I tecnici Bontrager hanno constatato che rispetto ai modelli Aeolus precedenti con profilo del cerchio simile, le nuove ruote hanno permesso a Mads Pedersen di risparmiare fino a 34 watt durante le sue volate.

Mozzi DT Swiss

A completare le caratteristiche delle nuove RSL c’è l’adozione del mozzo DT Swiss 240s, che grazie ai freehub Ratchet EXP garantiscono un peso ridotto accompagnato da elevata scorrevolezza.

Mozzo DT Swiss 240s
Il mozzo DT Swiss 240s
Mozzo DT Swiss 240s
Le ruote Aeolus RSL sono equipaggiate con il mozzo DT Swiss 240s

Tubeless Ready

Le Aeolus RSL sono tutte per i freni a disco e possono essere montate con i copertoncini oppure con i tubeless, infatti si possono configurate in modalità tubeless utilizzando il nastro copricerchio Bontrager TLR oppure un qualsiasi sistema a striscia sigillante tradizionale.

Andando nello specifico di ogni modello vediamo che le Aeolus RSL 51 hanno un profilo di 51 millimetri e un peso di 1.410 grammi, le Aeolus RSL 62 vantano un profilo di 62 millimetri con un peso di 1.520 grammi ed infine, le Aeolus RSL 75 hanno un profilo di 75 millimetri per un peso di 1.645 grammi. Ricordiamo che è possibile acquistarle singolarmente e poter creare così delle combinazioni con profili diversi fra ruota anteriore e posteriore.

Il nastro copricerchio e la valvola tubeless di Bontrager
Il nastro copricerchio e la valvola tubeless di Bontrager
Il nastro copricerchio e la valvola tubeless di Bontrager
Il nastro copricerchio e la valvola tubeless di Bontrager

La linea Pro

Come dicevamo all’inizio oltre ai tre profili RSL è stato introdotto un nuovo modello della gamma Aeolus Pro con un profilo da 51 millimetri. Questa ruota vanta la stessa larghezza interna del cerchio delle RSL da 23 millimetri e la stessa forma. Le differenze sono l’utilizzo del carbonio OCLV Pro e il mozzo DT Swiss 350. Questo permette di avere una ruota con profilo da 51 millimetri ad un peso di 1.590 grammi con un prezzo un pò più basso rispetto alla linea RSL.

Le ruote Bontrager Aeolus Pro 51
Le ruote Aeolus Pro 51
Le ruote Bontrager Aeolus Pro 51
Le nuove ruote Bontrager Aeolus Pro 51

Programma fedeltà Bontrager

Come tutte le ruote in carbonio Bontrager, anche le Aeolus RSL sono supportate dal programma fedeltà Carbon Care Wheel. Nell’improbabile eventualità che le ruote in carbonio Bontrager subiscano un danno entro i primi due anni dall’acquisto, verranno riparate o sostituite gratuitamente.

trekbikes.com

Bontrager Starvos

Bontrager Starvos il casco all’apice della sicurezza

21.11.2020
2 min
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Di recente il casco Starvos WaveCel di Bontrager ha ottenuto il più alto riconoscimento nella rassegna Gear of the Year fatta ogni anno da Bicycling Magazine.

Lo Starvos è un casco dalle linee eleganti che racchiude un alto livello di sicurezza grazie alla tecnologia WaveCell. Si tratta di una struttura cellulare comprimibile che viene posizionata nella parte interna del casco e assorbe la forza che deriva da un urto impedendo che arrivi alla testa del ciclista. La tecnologia WaveCel ha ottenuto il punteggio massimo dal Virginia Tech, che tramite test imparziali ha dimostrato come sia tra le migliori protezioni presenti sul mercato.

All’interno del casco oltre alla struttura in WaveCel sono presenti delle imbottiture molto confortevoli che assorbono l’umidità e che si possono staccare facilmente e lavare. Il sistema di regolazione Headmaster agisce sulla circonferenza e sull’altezza in modo che il casco si adatti a tutte le tipologie di conformazione della testa. La regolazione tramite rotellina posteriore si può effettuare anche con una mano sola in modo molto veloce. Ad aiutare la regolazione ci sono le fibbie divisorie LockDown che sono anche molto comode e aiutano a tenere più puliti i cinturini.

La parte posteriore del casco Starvos con la rotellina per la regolazione
La parte posteriore del casco Starvos con la rotellina per la regolazione a una mano sola

I caschi Bontrager beneficiano del Crash Replacement Guarantee, che prevede in caso di incidente entro il primo anno dall’acquisto la sostituzione gratuita del casco.

Prezzo di euro 109,99

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