La BFT Burzoni in trasferta a casa della Picnic PostNL, di cui è development partner per il terzo anno consecutivo

Il diario della BFT Burzoni: gara e test dalla Picnic, poi debutto in Italia

11.03.2026
8 min
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PIACENZA – Il programma di avvio di stagione della BFT Burzoni è stato particolarmente intenso, più del solito. La trasferta di fine febbraio a casa della Picnic PostNL, di cui è development partner per il terzo anno consecutivo, ha tirato la volata all’esordio di domenica scorsa a Nonantola. Tutto concentrato in una dozzina di giorni per accendere motore e fari sul proprio 2026.

Se la gara modenese è stata l’apertura del calendario italiano per tutte le donne juniores, per sei atlete della BFT Burzoni si è trattato della seconda corsa. Il viaggio in Olanda concordato col team WorldTour prevedeva non solo i tradizionali test in laboratorio e su strada, ma anche la partecipazione alla Omloop van Schijndel-Gp Jozon dove erano presenti tutte le migliori formazioni locali. Così come avevamo documentato la prima trasferta del 2024, abbiamo fatto altrettanto anche stavolta seguendo il diario di bordo delle protagoniste della formazione piacentina.

Rossignoli e compagne hanno dovuto subito confrontarsi con i ventagli, quasi assenti nelle gare italiane (foto Björn van der Schoot)
Rossignoli e compagne hanno dovuto subito confrontarsi con i ventagli, quasi assenti nelle gare italiane (foto Björn van der Schoot)
Rossignoli e compagne hanno dovuto subito confrontarsi con i ventagli, quasi assenti nelle gare italiane (foto Björn van der Schoot)
Rossignoli e compagne hanno dovuto subito confrontarsi con i ventagli, quasi assenti nelle gare italiane (foto Björn van der Schoot)

Rapporto consolidato

Breve riepilogo delle puntate precedenti. A fine 2021 Francesca Barale passa dalla BFT Burzoni alla DSM (vecchio nome della Picnic) e diventa la prima junior italiana a saltare nel WorldTour. Inizia il rapporto tra i due team che fa un ulteriore scalino in avanti due anni più tardi con la collaborazione a distanza. La BFT entra nell’orbita della formazione olandese fino ad arrivare ai giorni nostri.

«Durante il ritiro di gennaio in Toscana – racconta il team manager Stefano Solari – è venuto a trovarci Hans Timmermans, il capo dello scouting della Picnic, per invitarci da loro con un programma più denso rispetto all’ultima volta. Ci ha indicato lui le ragazze da portare in Olanda in base a ciò che aveva visto. Per noi è stato un grande onore, anche perché rispetto a due anni fa abbiamo visitato la loro sede. In quel momento realizzi veramente la grandezza della loro realtà e con chi collabora una società come la nostra.

«Abbiamo soggiornato a Sittard – termina Solari – nel loro bellissimo Keep Challenging Center all’interno delle residenze che solitamente usano gli atleti delle loro squadre. Una trasferta simile ti lascia sempre tanti suggerimenti e spunti per migliorare la tua attività in Italia. Non sono da escludere altre iniziative che Hans e la Picnic stanno organizzando e proponendo per quest’anno alle loro development partner. Noi siamo pronti e ben contenti di poter continuare a collaborare con loro».

Gli insegnamenti del Nord

In ammiraglia a dare indicazioni sia in allenamento che in gara c’era Krizia Corradetti, ventunenne diesse della BFT Burzoni che sta crescendo bene e in fretta. A lei il compito di istruire le sue atlete: Matilde Rossignoli, Agata Campana, Anna Longo Borghini, Giada Galasso e le gemelle Alessia e Martina Orsi.

«Ho messo in guardia le ragazze – dice – sul modo di correre che c’è al Nord. Ho detto loro di correre davanti fin dai primissimi metri. Essendo un circuito di poco più di 3 chilometri, io mi sono messa a bordo strada per suggerire le avversarie da marcare. E’ stato molto utile correre lassù perché abbiamo imparato ad aprire un ventaglio. E’ stata un’esperienza formativa in vista della Omloop Van Borsele (dal 24 al 26 aprile, ndr), perché le ragazze sanno già cosa troveranno».

Primo podio stagionale

La gara ha preso la piega prevista con le olandesi a fare selezione con un gruppetto comprendenti Rossignoli e Campana. Proprio quest’ultima ha conquistato la terza piazza in un arrivo frastagliato.

«Non penso – afferma Campana, che a Nonantola ha chiuso in ottava piazza – che si potesse ottenere di più. Nel drappello delle sei fuggitive eravamo in inferiorità numerica e abbiamo dato il massimo, rispondendo ai loro scatti a ripetizione. Ci siamo accorte del livello alto e della preparazione diversa tra loro e noi, però abbiamo dimostrato di essere competitive e siamo fiduciose per il futuro. E’ stata una bella trasferta, anche per visitare Sittard».

Protocollo Picnic

Nell’azione decisiva e di supporto a Campana c’era anche la campionessa italiana in carica Rossignoli. Anche per la 17enne veronese di Salizzole il vento è stato un fattore determinante per l’esito della gara, ma ci sono stati altri aspetti di cui tenere conto.

«Abbiamo portato a casa un bel risultato – sottolinea Matilde – e ci siamo divertite su percorsi differente dai nostri. Personalmente ho corso serena, la pressione della mia maglia tricolore la sento più in Italia, ma ci sto convivendo. Piuttosto sono stati molto interessanti i test che abbiamo svolto. Abbiamo seguito il protocollo della Picnic che prevede prove sotto sforzo in laboratorio e simulazione di gara, con volate, su strada. Sono andati bene e mi posso ritenere soddisfatta».

L’energia delle gemelle

Si dice che l’unione fa la forza e buona parte della forza della BFT Burzoni proviene dall’energia delle gemelle Alessia e Martina Orsi. Le due modenesi sanno fare gruppo in viaggi come questo.

«Probabilmente – inizia Alessia – abbiamo sottovalutato la gara per la lunghezza ridotta e abbiamo dovuto poi rimediare. Abbiamo capito una volta di più come gira il mondo fuori dall’Italia. Sono rimasta stupita di come si siano ben comportate le nostre due compagne di primo anno. Hanno sofferto il ritmo e faticato, però non hanno avuto timori e le vedo pronte per le prossime corse».

«Lontane dalla bici – replica Martina – abbiamo rafforzato il nostro legame. Noi ragazze eravamo divise in due appartamenti da tre posti e a turno ci siamo sempre organizzate per colazione e cena, aiutando nel preparare la tavola per tutti. Nel giorno dei test, ognuna di noi si è cucinata il pranzo da sola in base alle tabella del nutrizionista, ripulendo tutto. E alla sera ci si svagava giocando a carte».

Giada Galasso arriva dalla Mtb e quest'anno si dedicherà solo alla strada per la prima volta (foto Björn van der Schoot)
Giada Galasso arriva dalla Mtb e quest’anno si dedicherà solo alla strada per la prima volta (foto Björn van der Schoot)
Giada Galasso arriva dalla Mtb e quest'anno si dedicherà solo alla strada per la prima volta (foto Björn van der Schoot)
Giada Galasso arriva dalla Mtb e quest’anno si dedicherà solo alla strada per la prima volta (foto Björn van der Schoot)

Dalla Mtb ai ventagli

Una delle due juniores di primo anno è Giada Galasso, torinese di Venaria che viene dalla Mtb dove l’anno scorso ha vinto tre gare, compreso il titolo regionale. Ha caratteristiche da passista-scalatrice ed è l’ennesima scommessa della BFT Burzoni che sa come vincerle.

«La gara – confessa – non è andata bene, un po’ per i ventagli che mi hanno tagliata fuori, un po’ perché lassù ho preso un forte raffreddore. Potevo fare meglio, però sono molto contenta dell’esperienza nella quale ho conosciuto meglio le mie compagne. Allenandomi solo su strada, a livello fisico sto notando differenze rispetto al passato».

Anna Longo Borghini ha trascorso il primo inverno senza sci di fondo e allenandosi solo in bici (foto Björn van der Schoot)
Anna Longo Borghini ha trascorso il primo inverno senza sci di fondo e allenandosi solo in bici (foto Björn van der Schoot)
Anna Longo Borghini ha trascorso il primo inverno senza sci di fondo e allenandosi solo in bici (foto Björn van der Schoot)
Anna Longo Borghini ha trascorso il primo inverno senza sci di fondo e allenandosi solo in bici (foto Björn van der Schoot)

Orgoglio di zia

L’altra “neo” junior è Anna Longo Borghini, figlia di Paolo e soprattutto nipote di Elisa, con la quale ha un legame profondissimo, tanto che la stessa zia non vede l’ora di correre con lei tra le elite. Ora però bisogna guardare al presente e anche per Anna è stato un inizio di stagione diverso dal solito.

«E’ stato il primo inverno – racconta – senza sci di fondo, o quasi. A gennaio ho disputato solo una gara internazionale (la Marcia Gran Paradiso a Cogne, ndr) di 25 chilometri di tecnica classica chiudendo seconda dietro una ceca. Mi ero presentata senza allenamento specifico, ma supportata dalla condizione acquisita in bici. E anch’io noto i benefici della preparazione, sento di poter spingere di più e mi sento meglio rispetto al passato, anche perché mentalmente dovevo pensare a due sport.

«Per me – conclude Anna – è stato un inizio di stagione dove ho già conosciuto tutto della categoria. Prima di questa trasferta, sono stata a Montichiari per un collegiale in pista della nazionale ed è stato un grande onore. Poi ho scoperto i ventagli, ma anche i bei panorami olandesi fatti di distese di erba e grandi mulini. Era la mia prima esperienza all’estero con lo sport. Questo periodo lo considero un battesimo importante per la mia crescita».

Matilde Rossignoli è considerata la "capitana" delle junior secondo anno. Nel 2025 ha corso l'europeo (foto Frantz Piva)

Rossignoli guida la carica delle juniores di secondo anno

22.01.2026
6 min
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Chi parte per confermarsi, chi per raccogliere i frutti della crescita e chi per esplodere definitivamente. Il movimento delle juniores di secondo anno è piuttosto eterogeneo: sullo sfondo c’è il passaggio alla categoria elite o, nel migliore dei casi, il salto nel WorldTour.

La giovane Italia arriva dal 2025 portandosi in dote un discreto peso di metalli conquistati con la maglia azzurra tra strada e pista, fra i quali spicca il prezioso argento mondiale di Pegolo a Kigali, un podio che mancava alle juniores dal 2017 a Bergen. Se in pista le carte si mischiano un po’ di più, andando a ritroso negli ultimi dodici anni solo in quattro occasioni le nostre atlete del primo anno hanno saputo mettersi al collo una medaglia tra strada e crono nelle rassegne continentali e iridate, a riprova che sono quelle più grandi a sobbarcarsi oneri ed onori nei confronti internazionali.

Pertanto abbiamo chiesto a Marta Bastianelli, braccio destro del cittì Marco Velo, chi in questa stagione sia pronta a raccogliere tale eredità con doti da leader o di donne squadre, tenendo conto di un calendario italiano che potrebbe offrire qualche corsa qualitativamente più probante.

Marta Bastianelli (qui con Magnaldi) è la vice del cittì femminile Marco Velo e segue con attenzione le juniores
Marta Bastianelli (qui con Magnaldi) è la vice del cittì femminile Marco Velo e segue con attenzione le juniores
Come siamo messi con le juniores del secondo anno?

Stiamo parlando di una categoria la cui rosa delle più grandi va sempre ricostruita quasi da zero, così come per le ragazze del primo anno. L’anno scorso al mondiale e all’europeo erano tutte ragazze del secondo anno, a parte due del primo in Francia. Quest’anno potrebbe essere altrettanto, abbiamo profili di atlete molto interessanti che hanno già fatto una bella esperienza nel 2025. Poi stanno arrivando anchegrandi soddisfazioni dalle atlete del cross che possono fare altrettanto bene su strada. Con Marco (Velo, ndr) dobbiamo ancora sentirci con calma per decidere bene il programma delle juniores, ma direi che abbiamo una buona base delle secondo anno da cui partire.

Proviamo noi allora ad anticipare quel momento facendo qualche nome. Qual è la ragazza che può essere la capitana?

Non posso non iniziare da Matilde Rossignoli per diversi motivi. Innanzitutto perché è la campionessa italiana juniores in carica, un titolo non vinto per caso. Poi perché è quella che abbiamo avuto modo di conoscere di più avendola avuta nei ritiri della nazionale, dove ha lavorato ed è cresciuta accanto alle più grandi. Ha corso l’europeo in linea (in apertura foto Frantz Piva). Ha vinto tanto anche in pista, dove ha già ricominciato ad allenarsi. E’ veloce e tiene su percorsi misti, però crediamo e speriamo che possa migliorare ancora tanto.

Campana è stata la plurivittoriosa nel 2025 tra le juniores. Bastianelli si rivede in lei e si aspetta una conferma (foto Ossola)
Campana è stata la plurivittoriosa nel 2025 tra le juniores. Bastianelli si rivede in lei e si aspetta una conferma (foto Ossola)
Agata Campana con sei vittorie è stata quella che ha vinto di più l’anno scorso nell’intera categoria juniores. Cosa puoi dirci di lei?

Quello di Agata è forse l’altro nome che avrei fatto subito tra le ragazze che nel 2026 sono del secondo anno, se non altro proprio per quella statistica che non può essere trascurata. E’ campionessa del mondo in pista nella velocità a squadre. Agata ha dimostrato di essere pronta fin da subito, riuscendo a battere in volata ragazze più esperte di lei. E’ molto veloce e si difende sugli strappi. Devo dire che mi rivedo molto in lei.

Hai altre atlete da inserire in questo lotto?

Ce ne sono tante che ho notato e che mi sono appuntata. Penso ad Alessia Orsi che sta venendo su bene, ha già vinto nel 2025 ed è stata medagliata col quartetto al mondiale juniores. C’è Elisa Bianchi, che ora sta facendo risultati nel cross. L’anno scorso si è vista poco su strada, ma anche lei è nel giro azzurro della pista con cui ha conquistato un paio di argenti nell’inseguimento a squadre. Ha numeri per farsi notare. Poi abbiamo anche ragazze che stanno curando la crono.

Nel 2025 Rossignoli nei Paesi Baschi ha vinto tappa e generale. Un grande risultato per una "primo anno" (foto Bizkaikoloreak)
Nel 2025 Rossignoli nei Paesi Baschi ha vinto tappa e generale. Un grande risultato per una “primo anno” (foto Bizkaikoloreak)
Nel 2025 Rossignoli nei Paesi Baschi ha vinto tappa e generale. Un grande risultato per una "primo anno" (foto Bizkaikoloreak)
Nel 2025 Rossignoli nei Paesi Baschi ha vinto tappa e generale. Un grande risultato per una “primo anno” (foto Bizkaikoloreak)
A chi ti riferisci?

Tra le tante farei luce su due ragazze che abbiamo visto più da vicino. Maria Acuti, che ha disputato la crono europea l’anno scorso, è un’altra da cui ci aspettiamo un bel salto nelle prove contro il tempo. Ed anche lei potrebbe essere una risorsa in pista per il quartetto e inseguimento individuale. Poi c’è Linda Rapporti che ha mostrato buone doti ed è anche stata argento europeo nell’inseguimento individuale juniores.

Ci sarebbero anche due figlie d’arte che promettono un ulteriore step. Come le vedi?

Credo che entrambe abbiano un grande talento. Azzurra Ballan (figlia di Alessandro, ndr) ha corso un ottimo campionato italiano chiudendo sesta e quest’anno saprà sfruttare i propri margini di miglioramento. Giorgia Pellizotti (figlia di Franco, ndr) adesso sta andando fortissimo nel ciclocross, vincendo in Coppa del Mondo a Benidorm e prima ancora la internazionale di Zonhoven. So che suo padre vorrebbe farla correre di più su strada dove ha già vinto e noi siamo felici. La lista in generale comunque è lunga e siamo contenti.

Rapporti vince davanti a Delle Fontane nel vicentino. Per Bastianelli entrambe nel 2026 possono raccogliere tanto (foto italiaciclismo.net)
Rapporti vince davanti a Delle Fontane nel vicentino. Per Bastianelli entrambe nel 2026 possono raccogliere tanto (foto italiaciclismo.net)
Rapporti vince davanti a Delle Fontane nel vicentino. Per Bastianelli entrambe nel 2026 possono raccogliere tanto (foto italiaciclismo.net)
Rapporti vince davanti a Delle Fontane nel vicentino. Per Bastianelli entrambe nel 2026 possono raccogliere tanto (foto italiaciclismo.net)
Tutte le juniores di secondo anno saranno tenute sotto osservazione?

E’ un lavoro grande e complesso, ma lo facciamo volentieri, quantomeno per i verdetti che emetterà la strada, anche a livello tattico. Quest’anno potrebbero esserci ragazze capaci di mettersi n proprio, diciamo così, dopo tanto lavoro oscuro. Ad esempio Sofia Delle Fontane nel 2025 non si è vista molto in azione in prima persona, però ha sempre lavorato per le compagne di squadra. Lei potrebbe raccogliere qualcosa di buono. E come lei ce ne sono tante che seguiamo in questo processo di crescita.

Avete già pensato a come impostare la stagione?

Come dicevo prima, dobbiamo ancora discutere a fondo con Marco. Bisogna valutare se fare trasferte nelle gare internazionali oppure se puntare come nel 2025 ad un buon ritiro a Livigno che ha portato ad ottimi risultati. Piuttosto mi sento di chiedere una cortesia.

Prego, spiegaci pure.

Anche quest’anno sappiamo che avremo il mondiale in Canada ed europeo in Slovenia ancora con percorsi duri. Nella prima parte di stagione, complice anche il periodo della scuola, le gare in circuito daranno alcuni riferimenti, ma per quelle due rassegne dovremo inventarci nuovamente qualcosa. Quindi ci piacerebbe che gli organizzatori delle gare della seconda parte di stagione potessero tenere in considerazione questi aspetti tecnici e magari pensare a tracciati altimetricamente più impegnativi.

Giorgia Pellizotti, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, donne junior
Giorgia Pellizotti trionfa a Benidorm nella Coppa del Mondo di cross. Per Bastianelli ha talento per fare risultati anche su strada (foto UCI)
Giorgia Pellizotti, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, donne junior
Giorgia Pellizotti trionfa a Benidorm nella Coppa del Mondo di cross. Per Bastianelli ha talento per fare risultati anche su strada (foto UCI)
Vi aiuterebbe nelle convocazioni?

Per noi diventerebbero gare molto indicative per avere dei riscontri più attendibili. Non è una lamentela verso gli organizzatori che già fanno tantissimo, sia chiaro, quanto più un appello per poter aprire un dialogo per un’eventuale modifica dei loro percorsi. Un po’ come capita col campionato italiano quando l’organizzatore si consulta con il cittì di categoria. Sempre laddove sia possibile, perché piuttosto che perdere una gara per una strada che può stravolgere tutto, allora meglio lasciare come sono le cose.

Marta Bastianelli cosa vuole dire alle juniores?

Nulla di particolare a dire il vero. Qualche ragazza mi ha conosciuto un po’ nel finale della scorsa stagione dopo la gravidanza. Cercherò di essere a disposizione di tutte per una chiacchierata. Spero nella mia semplicità di dare buoni consigli alle ragazze, senza voler scavalcare il ruolo di nessuno. Io però sono convinta che faremo un buon lavoro.

Alessia Orsi, un’altra “primo anno” vincente con le idee chiare

13.09.2025
7 min
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Uno dei cilindri che quest’anno sta alimentando il motore della BFT Burzoni è Alessia Orsi. Il ruolino di marcia di questa junior, che viene da Soliera nella pianura modenese e che ha voglia di crescere ancora, si è impreziosito da luglio in avanti tra strada e pista.

Finora la sua stagione da “primo anno” nella categoria (una delle tante atlete del team piacentino) parla chiaro. Due dei tre successi su strada Orsi li ha ottenuti nell’arco di quattro giorni ad inizio settembre. Ha aggiornato il suo guardaroba di “maglie” con i titoli regionali dell’Emilia-Romagna sia a cronometro che in linea. E a corredo di tutto, c’è stato spazio anche per la medaglia d’argento conquistata il 21 agosto ai mondiali juniores in pista nell’inseguimento a squadre.

Ne abbiamo approfittato quindi per conoscere meglio Alessia, che frequenta l’indirizzo turistico all’istituto tecnico “Meucci” di Carpi. Le sue parole esprimono determinazione, riconoscenza e consapevolezza di pregi e difetti. Caratteristiche non secondarie per una ragazza di 17 anni, simpatica poi a raccontare il rapporto con la gemella Martina, sua compagna di squadra.

Alessia Orsi è nata il 29 luglio 2008, vive a Soliera (MO) e frequenta un istituto tecnico a Carpi (foto Frantz Piva)
Alessia Orsi è nata il 29 luglio 2008, vive a Soliera (MO) e frequenta un istituto tecnico a Carpi (foto Frantz Piva)
Facciamo un bilancio parziale del tuo 2025?

L’annata non è partita molto bene. Ho avvertito tanto il passaggio di categoria da allievi a juniores. Ci ho messo un po’ a prenderci le misure e ambientarmi. Nella prima parte ho lavorato molto per le compagne, però non trovavo risultati che mi dessero fiducia, a parte il “regionale” a crono dove però avevo fatto quarta assoluta. Mi è spiaciuto non essermi guadagnata la convocazione per gli europei in pista.

Quando c’è stata la svolta?

E’ stata graduale. A giugno al campionato italiano sono stata in fuga per una cinquantina di chilometri, in un gioco di squadra che ha portato poi la vittoria di Matilde (la compagna Rossignoli, ndr). Oltre alla soddisfazione per il suo tricolore, ero contenta per la mia prestazione perché ero stata protagonista. Lì ho capito che stavo crescendo di condizione e il vero cambio di rotta è arrivato qualche settimana dopo vicino a casa.

Spiega pure.

Ad inizio luglio ho vinto la gara di San Felice sul Panaro davanti ai genitori, parenti e amici. Era una corsa che sentivo perché conoscevo molto bene le strade. E’ stata una vittoria arrivata al momento giusto, che ci voleva assolutamente. Ne avevo bisogno per sboccarmi. Inoltre era valida come campionato regionale e per me è stato un grande orgoglio. Da lì in avanti è stato tutto un po’ più semplice e sono arrivati altri risultati importanti.

Ti aspettavi un avvio di settembre così buono?

Al Giro di Lunigiana Donne volevo fare bene. Dopo la prima tappa vinta da Agata (Campana, ndr), mi sono messa in testa che avrei voluto vincere la seconda tappa e così è andata (in apertura foto Ptzphotolab). Poi qualche giorno dopo, in provincia di Bergamo, negli ultimi 30 chilometri ho avuto il via libera dalla squadra e sono entrata nella fuga decisiva. Eravamo in una dozzina e nel finale ho sfruttato le mie doti veloci.

Cogliamo l’assist e parliamo delle tue caratteristiche. Che corridore sei?

Sicuramente nei gruppetti ristretti posso giocarmela in volata. Mi definisco passista-veloce, che però si difende bene in salita, specie se sono lunghe per quelle che possono esserlo nelle nostre gare. Ad esempio mi sono trovata molto bene nei Paesi Baschi alla Bizkaikoloreak (breve corsa a tappe di Nations Cup, ndr). Ho capito meglio le mie caratteristiche e ho fatto tanta esperienza internazionale.

Poi è arrivata la chiamata in nazionale per i mondiali in pista.

Esatto, sono stata molto contenta perché non me l’aspettavo più di tanto. In pista ci sono sempre andata, ho vinto anche campionati italiani nelle categorie inferiori. Ad Apeldoorn ho disputato sia il chilometro che la prova del quartetto, due discipline molto differenti fra loro. A dire il vero col quartetto ho corso solo la finale, dove eravamo tutte della BFT Burzoni. E’ stata una grande responsabilità, soprattutto perché era una gara molto importante, e ho dato il meglio di me stessa. Ringrazio i tecnici per avermi dato fiducia.

Alessia ha un buon rapporto con i suoi diesse. Qui con Krizia Corradetti che la consiglia anche giù dalla bici (foto facebook/Bft Burzoni)
Alessia ha un buon rapporto con i suoi diesse. Qui con Krizia Corradetti che la consiglia anche giù dalla bici (foto facebook/Bft Burzoni)
Cosa ti ha insegnato finora questa stagione?

In squadra mi trovo bene con tutti. Ho imparato a correre di squadra molto più di quanto si faccia negli anni precedenti. Mi sono ritagliata il mio spazio e credo di aver avuto fiducia dai miei diesse perché hanno riconosciuto il lavoro per le compagne. Per me è stata una grande gratificazione e li ringrazio. A tal proposito vorrei solo spendere due parole per loro.

Prego.

Abbiamo due diesse che sono perfetti dal punto di vista tattico e umano. Vittorio (Affaticati, ndr) conosce molto bene il ciclismo e ci dice sempre come muoverci in gara, oltre poi a spiegarci tutto anche dopo. Ed è affiancato da Krizia (Corradetti, ndr) che per me è stata fondamentale. Lei è più vicina a noi come età e sa capire i problemi di noi ragazze, non solo quelli ciclistici ma quelli di varia natura. Tuttavia con lei abbiamo un rapporto professionale “dirigente-atleta” e quando si arrabbia è meglio darle ascolto.

Alessia cresce e si guadagna i mondiali in pista. Disputa la finale col quartetto e conquista l’argento (foto SWpix.com)
Alessia cresce e si guadagna i mondiali in pista. Disputa la finale col quartetto e conquista l’argento (foto SWpix.com)
Com’è invece il rapporto tra Alessia Orsi e la gemella Martina?

Ovviamente di amore e odio come una normale coppia di gemelle (dice sorridendo, ndr). Corriamo assieme da quando eravamo G2 e ci alleniamo sempre assieme. Faccio fatica ad uscire quando lei non può e viceversa. Martina è un punto fondamentale per me, ma caratterialmente siamo molto diverse. E infatti litighiamo spesso per molte cose, anche legate al ciclismo.

Puoi farci degli esempi?

Cerco sempre di stimolarla. Martina non crede abbastanza nei suoi mezzi e invece dovrebbe farlo. Non ascolta i miei consigli quando le dico che può fare risultato. Quindi ci troviamo a discutere e alla fine si ritrova a darmi ragione (sorride nuovamente, ndr).

Invece Martina cosa ti insegna?

Lei è una atleta che dà sempre se stessa in gara. La vedo spesso che quando finisce una corsa, è davvero provata e sfinita. Questa credo che sia una grande dote per un corridore. Da Martina devo imparare ad avere meno paura di non fare risultato e dare veramente tutto. Talvolta arrivo al traguardo che non mi sento stanca come dovrei perché magari ho voluto risparmiare delle energie, senza poi usarle fino in fondo.

Obiettivi a breve e lungo termine?

Dovrei fare gli italiani in pista a Noto, anche se non so in quali discipline. Ci terrei a fare l’omnium, la mia preferita, e magari la madison con Martina, oltre agli inseguimenti individuali e a squadre. Poi il 18 ottobre avremo il campionato italiano cronosquadre e puntiamo a vincerlo. Per il 2026 vorrei fare ancora più esperienza. Ho fissato qualche obiettivo. Mi piacerebbe fare bene a Cittiglio, al tricolore su strada, al Lunigiana e provare a vincere una tappa nei Paesi Baschi. So che sono tanti e difficili da conseguire, ma sono motivata a raggiungerli.