Campionati del mondo Montreal 2026, allenamento, prova percorso, Remco Evenepoel Jai Hindley

Mondiali, ci siamo. Il punto con Amadio su azzurri e rivali

27.09.2026
5 min
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BOUCHERVILLE (Canada) – Oggi è il giorno. La nazionale di Amadio sta per lasciare l’hotel in direzione di Brossard: il grande parcheggio da cui alle 9 (le 15 in Italia) partirà la prova in linea e da cui ieri ugualmente è partita quella delle donne chiusa con il superbo podio di Elisa Longo Borghini.

Montreal è pronta per l’ultima sfida, la più prestigiosa: quella che senza Pogacar si annuncia anche come la più aperta. Nei giorni scorsi abbiamo seguito gare su gare e la logistica del mondiale è stata così complessa e strozzata che i professionisti hanno avuto solo poche occasioni per girare sul circuito. Mercoledì per due ore, ma la maggior parte dei nostri doveva ancora arrivare. E poi venerdì fra la gara degli under 23 e quella delle donne junior, per meno di un’ora.

L’hotel dell’Italia è fuori dalla città e per arrivarci il traffico è spesso intenso, ragione per cui ogni spostamento viene calcolato con gli interessi. Se non altro, la zona è andata abbastanza bene per gli allenamenti. Fra gli addetti alla logistica della Federazione, si sente già parlare dell’hotel degli europei, un po’ fuori Lubiana, ma soprattutto della scelta per i prossimi mondiali in Alta Savoia, con la strada e le crono non proprio a un tiro di schioppo.

Amadio, veneziano di 63 anni, è stato fino allo scorso anno team manager delle nazionali, poi è diventato il tecnico degli uomini elite
Amadio, veneziano di 63 anni, è stato fino allo scorso anno team manager delle nazionali, poi è diventato il tecnico degli uomini elite
Amadio, veneziano di 63 anni, è stato fino allo scorso anno team manager delle nazionali, poi è diventato il tecnico degli uomini elite
Amadio, veneziano di 63 anni, è stato fino allo scorso anno team manager delle nazionali, poi è diventato il tecnico degli uomini elite

Con Amadio abbiamo parlato alla vigilia, cercando di capire come viva il suo primo mondiale da commissario tecnico (in apertura Remco Evenepoel, faro del mondiale). L’uomo è stato atleta, poi direttore sportivo e team manager di squadre WorldTour e poi della nazionale nell’era del presidente Dagnoni. L’ammiraglia azzurra però non l’aveva ancora sfiorata: il battesimo che sarà per Lorenzo Finn, in qualche modo ci sarà anche per lui.

Primo mondiale da cittì, come sta Roberto Amadio?

E’ una nuova esperienza che mi mancava. E’ un ruolo importante, affascinante. Sicuramente ti fa stare molto più a contatto con i ragazzi ed è una bella cosa, perché entri anche nel loro sistema, nel loro modo di ragionare e lo trovo bello.

Poche volte negli ultimi anni abbiamo avuto i corridori migliori con una condizione così buona…

Diciamo che siamo partiti da fine novembre o i primi di dicembre con una rosa un po’ più allargata. Io credo che per riuscire a mentalizzare il gruppo, ma soprattutto a coinvolgere i preparatori, le WorldTour e quello che ci gira intorno, devi iniziare a delineare da dubito quello che può essere il percorso di avvicinamento. Effettivamente sono arrivati tutti belli e pimpanti, con delle belle vittorie, con un’ottima condizione e devo ringraziare le squadre WorldTour, i loro preparatori e i direttori sportivi che hanno secondato i programmi che abbiamo stabilito assieme.

Bettiol e Cattaneo, ma anche Ciccone conoscono bene il circuito di Montreal per averci corso: gli altri hanno avuto poche occasioni di provarlo
Amadio conferma che Bettiol e Cattaneo, ma anche Ciccone conoscono bene il circuito di Montreal per averci corso da poco
Bettiol e Cattaneo, ma anche Ciccone conoscono bene il circuito di Montreal per averci corso: gli altri hanno avuto poche occasioni di provarlo
Amadio conferma che Bettiol e Cattaneo, ma anche Ciccone conoscono bene il circuito di Montreal per averci corso da poco
La posta è alta.

Ci giochiamo un mondiale importante, rispettando gli avversari. E’ inutile nascondersi sul fatto che ci sono quei tre o quattro corridori di un livello molto importante: da Evenepoel a Del Toro, Seixas, Van der Poel, Van Aert, questi sono i nomi più grandi, ma come squadra siamo forti. E se corriamo bene, possiamo ambire a un buon risultato, anche puntare al podio.

Franco Ballerini al momento di iniziare la sua carriera da cittì azzurro, parlò della necessità che fra corridori ci siano delle complicità. Le vedi nel gruppo di Amadio?

Sono molto affiatati, abbiamo le idee chiare su come affrontare questo mondiale e sono motivati. C’è un bell’entusiasmo. Diciamo che Ciccone su tutti è il nostro leader perché ha la condizione, l’esperienza e sa cosa vuol dire fare una corsa di 274 chilometri, non dimentichiamolo. Lui è il nostro punto di riferimento, però anche gli altri sono tutti importanti.

Per Piganzoli e Pellizzari, ma anche Finn, Scaroni e altri giovani forti c'è un piano di sviluppo puntato su Los Angeles 2028
Per Piganzoli e Pellizzari, ma anche Finn, Scaroni e altri giovani forti c’è il piano di Amadio puntato su Los Angeles 2028
Per Piganzoli e Pellizzari, ma anche Finn, Scaroni e altri giovani forti c'è un piano di sviluppo puntato su Los Angeles 2028
Per Piganzoli e Pellizzari, ma anche Finn, Scaroni e altri giovani forti c’è il piano di Amadio puntato su Los Angeles 2028
Ci sono diversi giovani molto forti: una bella risorsa, no?

Posso aggiungere questo, soprattutto per loro, a partire da Finn, cui non darò delle responsabilità nel mondiale di domenica. Assieme a Pellizzari, Piganzoli e Scaroni inizia con loro un progetto fino alle Olimpiadi del 2028 e questo secondo me è molto importante.

Finn ha detto che alla fine del mondiale gli piacerebbe essere stato utile per un compagno: avrà un incarico specifico?

Lo affiancherò a uno dei nostri leader (intanto il ligure ha vissuto i giorni canadesi in stanza con Ciccone, ndr) e poi vedremo durante la corsa come ci muoveremo e come si muoveranno soprattutto le nazionali con i leader più importanti, come la Francia e il Belgio. Da questo si capirà subito quale sarà il loro approccio e, in funzione di quello, faremo la nostra tattica.

In assenza di Pogacar, la Slovenia si affida a Roglic e Mohoric
In assenza di Pogacar, la Slovenia si affida a Roglic e Mohoric
In assenza di Pogacar, la Slovenia si affida a Roglic e Mohoric
In assenza di Pogacar, la Slovenia si affida a Roglic e Mohoric
Non ci sono state tante occasioni per pedalare sul percorso…

Però Bettiol, Cattaneo e Ciccone l’hanno visto bene correndoci sopra al Grand Prix Montreal e ci siamo confrontati su come correre questo mondiale, quali posizioni tenere e tutto quello che può venire dalla loro esperienza. E’ una corsa da stare tra la ventesima e la trentesima posizione, perché comunque è impegnativo ma comunque veloce, in cui è abbastanza agevole farsi portare.

Condizione ed entusiasmo, serve altro?

L’entusiasmo c’è – sottolinea Amadio – e questa è la cosa che mi piace. Nei ragazzi vedo una grande concentrazione. E anche se sono tutti un po’ particolari, diciamo così, tutti originali, questa loro originalità è un punto a favore e credono nel nostro progetto. Secondo me si può fare bene…