Amadio, il primo punto su juniores e nazionali

18.05.2021
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Che cosa sta facendo Roberto Amadio? Nominato alla presidenza della Struttura Tecnica Strada e Pista della Federazione, il friulano è un po’ sparito dai radar, inghiottito dalla macchina federale e dalla necessità di capirne dinamiche e segreti.

«Il progetto di questa Federazione – spiega Ruggero Cazzaniga, suo predecessore e ora vicepresidente federale – è salire di livello, passando per un ammodernamento che consenta di coinvolgere partner che ci facciano crescere. Amadio riveste la funzione del team manager e coordinatore delle nazionali. Deve imparare che cosa vuol dire catapultarsi in questa realtà che non è 100% privata, ma vive in favore delle società. Vedo da parte sua una grande volontà e vedo una squadra diversa dal passato, che sta nascendo con ottimi presupposti».

L’obiettivo finale sarà gestire le nazionali come un team WorldTour per tutto l’anno
L’obiettivo finale sarà gestire le nazionali come un team WorldTour per tutto l’anno

In ufficio

In questi giorni Amadio (che nella foto di apertura è con Moreno Argentin) vive una strana situazione, con un occhio sul Giro d’Italia e l’altro sul nuovo incarico, che lo prende parecchio.

«Al momento – dice – si sta lavorando all’approvazione delle gare e a dettagli ogni giorno da imparare e altri da aggiustare. Per fortuna ho accanto Giorgio Elli, che è molto preparato, e lo stesso Cazzaniga che mi aiutano a capire i meccanismi. Non è come guidare un team, questo è chiaro. Sono anche in contatto con i tecnici delle nazionali, lavorando sui prossimi appuntamenti. Ma per ora è un ruolo molto da ufficio e poco sul campo. Ho visto un paio di corse juniores e una di dilettanti, per fortuna c’è lo streaming…».

Obiettivo juniores

Qualche settimana fa avevamo parlato di lui con Michele Biz, proprio a proposito della categoria juniores, dopo che Roberto era andato a seguire le corse organizzate da un pool di squadre friulane per ovviare alla stasi dell’attività.

Biz pensa che la Fci dovrebbe mettere mano alla categoria juniores…

Forse è arrivato troppo professionismo. Forse si dovrebbero lasciare i ragazzi di quell’età più tranquilli, mentre ci sono 4-5 squadre nettamente superiori alle altre, che corrono in modo professionale e ammazzano le altre realtà.

Gran Premio Liberazione juniores, vince Dario Igor Belletta
Gran Premio Liberazione juniores, vince Dario Igor Belletta
Non si dice che adesso si passa professionisti direttamente dagli juniores?

Io invece credo che la categoria vada protetta ed è un’attenzione importante, perché si tratta della fase in cui si intravedono le potenzialità di un corridore. C’è chi matura prima e chi matura dopo e bisogna tutelare i più interessanti, magari riparandoli dall’equazione che se non vinci, non trovi squadra per l’anno successivo.

Non siamo forse alla ricerca del nuovo Evenepoel?

Ecco, bravi! C’è quest’ansia di trovare il super talento e se poi non funziona, gli danno un calcio nel sedere. Perché funziona così, lo sappiamo. La Fci impone i due anni nelle categorie giovanili, ma poi arrivano i procuratori, si attaccano al diritto al lavoro e nel nome di questo cancellano il diritto più sacrosanto del corridore che è crescere gradualmente. In più si creano della aspettative che non sempre possono essere mantenute.

Il programma elettorale di Dagnoni prevedeva la rifondazione delle squadre nazionali. Senza fare nomi per non metterti in imbarazzo, state ragionando anche sui futuri tecnici?

La gestione futura delle nazionali, proprio come è scritto nel programma elettorale che ha portato Dagnoni alla presidenza, sarà uno dei miei compiti. Come impostarle e come gestirle. La nomina dei commissari tecnici è compito del presidente, io semmai potrò dare qualche indicazione, ma al momento non mi sfiora il dubbio di fare nulla, perché stanno lavorando tutti bene.

Alla Coppi e Bartali, Amadio assieme al presidente Dagnoni e al cittì azzurro Cassani
Alla Coppi e Bartali, Amadio assieme al presidente Dagnoni
Cazzaniga parla di nazionali come un team WorldTour.

E’ il motivo probabilmente perché la scelta è caduta su di me. E’ un programma ampio che coinvolge strada, fuoristrada e pista. Un progetto che richiede uomini che ben si integrino, che sappiano lavorare insieme, seguendo la linea. Ma tutto questo è competenza del Consiglio Federale. Per ora mi sto occupando di altro. E vi assicuro che ho tanto da fare. Però visto che bravo ieri Sagan? Gli ho mandato un messaggio. Quando vince uno dei miei ragazzi, salta fuori il vecchio cuore Liquigas.