Vuelta Espana 2026, 8a tappe, Xeraco, caduta Tadej Pogacar (immagini Eurosport)

Pogacar fuori dalla Vuelta: shock a 32 chilometri dall’arrivo

29.08.2026
6 min
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Le immagini che circolano da un paio d’ore sui social mostrano un oggetto scuro sul ciglio della strada: parlano di pietra, non ne ha il colore e neppure la forma, ma un oggetto c’è. I corridori davanti passano e non avvisano, neanche i compagni di Pogacar, come si fa solitamente in gruppo. E quando accanto ci passa Tadej, così si suppone perché non ci sono immagini nitide, la sua ruota anteriore sbanda e lo sloveno perde l’equilibrio. A causa dello scarto, la ruota tocca quella posteriore del corridore che lo precede e non c’è null’altro da fare che cadere, con la bici proiettata in alto come un aquilone.

Fonti della squadra dicono che probabilmente stesse bevendo e per questo aveva una sola mano sul manubrio. Pietra come ha confermato Sivakov che era a ruota o qualsiasi cosa fosse, a 32 chilometri dall’arrivo di Xeraco, Pogacar cade e finisce fuori dalla Vuelta.

E’ da poco passato lo sprint intermedio vinto da Van Aert. Pogacar atterra violentemente sull’asfalto e appare subito chiaro che la situazione sia seria. Resta per qualche istante seduto, poi si mette carponi, quindi si alza. Per un attimo, sembra che stia per risalire in sella, ma la spalla sinistra sanguina, il viso è segnato da abrasioni e si capisce che riprendere la corsa non sia un’opzione concreta.

Il primo ritiro in un Giro

La preoccupazione si è diffusa rapidamente sia nella sua squadra che nel resto del gruppo. Al di là delle conseguenze sportive, la priorità ora è determinare l’esatta entità delle lesioni che il campione sloveno potrebbe aver subito e per questo siamo ancora in attesa di comunicazioni da parte dello staff medico del UAE Team Emirates.

Visto il capitano salire sull’ammiraglia scortato da Matxin, la squadra si è disposta in coda al gruppo cercando di raggiungere l’arrivo e metabolizzare l’incidente. Come la Visma del Tour dopo la caduta di Vingegaard o la stessa UAE del Giro dopo il ritiro di Adam Yates e Jay Vine.

Pogacar dice quindi addio alla Vuelta nel modo più inaspettato, non a causa di un rivale o di una crisi. Vederlo salire in ambulanza, in lacrime e insanguinato, è una scena cui nessuno era preparato.

E’ il suo primo ritiro dopo quello nella Liegi del 2023 e anche la prima volta che lascia una corsa a tappe per caduta. Nei nove Grandi Giri disputati finora, era sempre salito sul podio. Altre cadute non gli hanno impedito di vincere: quella alla Strade Bianche del 2025 e quella all’ultima Sanremo. Oggi la sfortuna (come accadde ma con conseguenze più blande a Roubaix lo scorso anno quando cadde per seguire Van der Poel) ha calcato la mano.

Aiutato da Matxin a salire sull'ambulanza, è stato chiaro che POgacar non sarebbe potuto ripartire (immagini Eurosport)
Aiutato da Matxin a salire sull’ambulanza, è stato chiaro che Pogacar non sarebbe potuto ripartire (immagini Eurosport)
Aiutato da Matxin a salire sull'ambulanza, è stato chiaro che POgacar non sarebbe potuto ripartire (immagini Eurosport)
Aiutato da Matxin a salire sull’ambulanza, è stato chiaro che Pogacar non sarebbe potuto ripartire (immagini Eurosport)

Troppo male per ripartire

Raggiunto il traguardo, con la tappa vinta da Coquard dopo un’altra massiccia caduta in testa al gruppo, Matxin ha concesso poche parole in attesa di conoscere a sua volta la reale situazione.

«E’ successo – ha detto il tecnico della squadra emiratina – ma non è colpa di nessuno. Tadej voleva provare a pedalare, ma alla fine abbiamo capito che era troppo doloroso. Aveva del sangue sul sopracciglio, tra le altre cose, e anche molto dolore alla spalla. E’ stata una decisione brutta e difficile, è molto triste per lui».

L’esatta entità del danno non è ancora chiara: Pogacar è ancora in ospedale per accertamenti, ma si è pensato subito alla frattura della clavicola. Questo incidente potrebbe quindi avere ripercussioni anche sul resto della stagione. Non sono rari i casi di recupero rapidissimo da simili (eventuali) fratture e il campione potrebbe ancora voler difendere il suo titolo ai mondiali in Canada del 27 settembre, ma la sua partecipazione ora andrà valutata e sarà strettamente connessa a quella successiva ai campionati europei che si correranno la settimana successiva nella sua Lubiana.

La UAE Team Emirates ha raggiunto il traguardo in silenziosa parata, senza più il suo condottiero
Il UAE Team Emirates ha raggiunto il traguardo in silenziosa parata, senza più il suo condottiero
La UAE Team Emirates ha raggiunto il traguardo in silenziosa parata, senza più il suo condottiero
Il UAE Team Emirates ha raggiunto il traguardo in silenziosa parata, senza più il suo condottiero

Mas senza maglia

In attesa di sapere qualcosa di più dalla squadra sulle condizioni di Pogacar, la maglia di leader è stata assegnata a Enric Mas, che guida ora la classifica con un minuto di vantaggio con Roglic e 1’112 su Gall.

«E’ incredibilmente spiacevole – ha detto il corridore della Movistar – innanzitutto che ci siano state così tante cadute e in secondo luogo che siano state così gravi. Infine è spiacevole che sia successo a Tadej. Spero che si riprenda presto. Ci sono ancora alcune gare in programma quest’anno e spero che possa tornare presto.

«Non so cosa sia successo, ma sono sicuro che sia in ottime mani. So che questo è lo sport, ma non ho conquistato la maglia di leader, per questo ho scelto di non indossarla sul podio. Questo è il mio modo di dimostrargli rispetto».

Domani tuttavia Mas dovrà indossarla per la tappa all’Alto de Aitana con l’arrivo in salita. «Non ho ancora parlato con nessuno della squadra – ha detto Mas prima di tornare verso il pullman – ci assumeremo semplicemente la responsabilità e faremo tutto il possibile per conservare la maglia rossa».

Un attimo di distrazione

La Vuelta riparte quindi con una tappa dura senza il corridore che finora l’aveva caratterizzata con le sue imprese. Resta il dubbio di cosa ci facesse Pogacar così stretto nel gruppo, sul ciglio della strada, bevendo in una situazione comunque confusa. Probabilmente il rilassamento dopo il traguardo sprint di Simat de la Valldigna gli ha suggerito di lasciarsi affiancare e assorbire dal gruppo, lui che di solito è sempre in testa con i compagni ad aprirgli la strada.

La sfortuna ha voluto che nel solo momento di calo di tensione di questi ultimi anni, il campionissimo sloveno abbia dovuto pagare un prezzo così elevato. La Vuelta cambierà presto faccia, il ciclismo non è uno sport in cui si possano dare le cose sempre per scontate. La corsa troverà presto un nuovo padrone, che per tutta la vita si sentirà rinfacciare la vittoria per la caduta di Pogacar, ma siamo certi che imparerà presto a farsene una ragione.

L’aggiornamento medico

Appena arrivato, ecco l’aggiornamento sulle condizioni di Tadej Pogacar, per come fornite dal dottor Adriano Rotunno, resposabile medico della squadra.

«Purtroppo, Tadej è stato vittima di una brutta caduta durante la tappa odierna e non ha potuto continuare la gara. Le sue condizioni sono stabili e, a seguito di un’accurata valutazione medica in ospedale, a Tadej è stata diagnosticata una commozione cerebrale, una frattura scomposta della clavicola sinistra, una frattura cervicale C7 stabile e multiple abrasioni. Fortunatamente, non ci sono altre lesioni gravi né conseguenze neurologiche.

«Dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico alla clavicola, che verrà posticipato a causa delle precauzioni per la commozione cerebrale. Tadej rimane sotto la cura del nostro team medico e forniremo ulteriori aggiornamenti dopo l’intervento».