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Pistard a Tokyo. Villa: «Dopo il Giro tutti a rapporto»

10.04.2021
5 min
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Siamo in piena stagione su strada. Si corre nel Nord Europa, sulle sponde del Mar Egeo, in Spagna e persino in Kuwait, ma nonostante ciò non si può dimenticare la pista, che tanto ci sta dando in questi ultimi anni e che tanto, si spera, possa dare alle Olimpiadi di Tokyo tra pochi mesi.

E proprio in questa “bagarre” di gare cerchiamo di fare il punto della situazione con il padrone di casa del parquet, Marco Villa, il cittì azzurro.

Ganna in ritiro sul Teide (foto Instagram)
Ganna in ritiro sul Teide (foto Instagram)

Stradisti a rapporto

Tenerli sott’occhio è come seguire una gallina in un pollaio! C’è chi sta in altura, chi è a riposo, chi corre da una parte, chi doveva correre (ma non corre) dall’altra: Villa ha il suo bel da fare.

«Ganna è in altura sul Teide e ci resterà ancora per diversi giorni. Ha svolto un bel blocco di corse e quando tornerà verrà in pista, il 19-20 aprile a Montichiari. Viviani invece in questi giorni sta riposando un po’. Ha finito con il Belgio e sarà in pista la prossima settimana. Soprattutto pensando ad Elia, c’è una gara a Gand (16-18 aprile, ndr) e mi piacerebbe molto andarci, ci starebbe molto bene. Sia perché ha fatto delle belle distanze su strada e sia perché è un po’ che non gareggia in pista e se punti a Tokyo andarci è ideale. Ci sarà un Omnium e una Madison. Adesso parlerò con il team per avere la disponibilità. 

«Tornando agli altri, Consonni è venuto a Montichiari questi giorni. Lui farà un po’ il contrario rispetto ai suoi colleghi. Correrà dopo la pista, alla Valenciana, in quanto è stato fermo un mese per un problema al ginocchio e quindi aveva perso delle gare su strada che deve assolutamente recuperare. Poi c’è Milan. Anche lui ha finito col Nord e anche lui sarà in pista dal 15 aprile».

Francesco Lamon su strada non ha praticamente corso quest’anno (foto Instagram)
Francesco Lamon su strada non ha praticamente corso quest’anno (foto Instagram)

E i pistard

Ci sono poi i fedelissimi di Villa, i pistard puri o quasi, vale a dire Bertazzo, Plebani, Lamon e Scartezzini.

«Eh, per questi ragazzi è un po’ più complicata la situazione perché devono allenarsi a casa, di corse per i loro team ce ne sono poche. E quando queste non ci sono viene in soccorso la nazionale come è successo alla Coppi e Bartali o come con i ritiri che abbiamo fatto in Sicilia e alle Canarie. Pretendo una certa attività su strada, ma mi rendo conto che non è facile. C’è Diego Bragato che li segue dal punto di vista della preparazione: è lui che monitora i loro allenamenti».

Certo non è facile coordinarli tutti. Chi parte, chi arriva, chi va in pista, chi su strada, chi è a casa.

«Adesso è così – dice Villa – lo sappiamo. Dopo il Giro ci sarà più uniformità perché li avrò tutti per me: si lavorerà su Tokyo. Bisogna essere flessibili e pronti a cambiare i programmi che avevi fatto. Guardiamo Consonni, chi poteva dire che sarebbe stato fermo un mese? Serve flessibilità, cosa che mi aspetto anche dai team. Anche Bertazzo, adesso fermo, non può gareggiare (la Vini Zabù si è autosospesa dopo il caso De Bonis, ndr)».

Per gli azzurri body Castelli e caschi Kask personalizzati (in foto, Milan)
Per gli azzurri body Castelli e caschi Kask personalizzati (in foto, Milan)

I test dei materiali

In tutto ciò il cittì non può prescindere dalla cura dei materiali, determinanti a Tokyo. Oltre a gare ed allenamenti Villa deve pensare ai test.

«I ragazzi del quartetto, Milan, Bertazzo, Lamon, Scartezzini e Viviani, verranno in galleria del vento perché dobbiamo provare ancora alcune cose sui materiali. Ganna no, perché lui li già ha fatti un paio di settimane fa. Pippo è a posto.

«Dobbiamo provare dei body e infatti andremo con Castelli e adesso c’è da limare gli ultimi dettagli. La stessa con i caschi. Kask ci ha messo a disposizione tre modelli: uno “senza” coda, uno con una coda intermedia e uno con una coda più pronunciata. Dobbiamo vedere qual è il più redditizio su ogni singolo elemento. Perché abbiamo visto, per esempio, che alcuni body erano più prestazionali su qualcuno e meno su altri. Ognuno dovrà trovare quello a lui più congeniale».

Simone Consonni, Elia Viviani
Elia Viviani (a sinistra) e Consonni (a destra) nella madison, prova prevista anche a Gand
Simone Consonni, Elia Viviani
Elia Viviani (a sinistra) e Consonni (a destra) nella madison, prova prevista anche a Gand

Gli appuntamenti

A Maggio poi ci sono le ultime due gare di Coppa del mondo prima dei giochi. Una a metà mese ad Hong Kong, e un’altra a cavallo tra maggio e giugno, a Cali in Colombia.

«Ad Hong Kong non credo che andremo. Ho visto i protocolli anticovid e sono invivibili. Dobbiamo fare il tampone prima di partire, quando arriviamo in aeroporto e nella saletta dobbiamo attendere 8 ore che ci diano il risultato. Poi in hotel non possiamo neanche cambiare la camera: colazione, pranzo e cena ce li portano. Possiamo uscire solo per recarci al velodromo. In pratica non potremmo fare neanche i massaggi. E tutto questo se non ci sono positivi. Altrimenti si va in un Covid hotel e ci si resta fino a che non si è negativi. Lì di certo non si osserva la dieta mediterranea. Io credo che molte Nazionali non andranno. Spero che Cali sia meglio sotto questo punto di vista.

«E poi a fine giugno ci sono gli europei. Sono una vera prova generale per i Giochi visto che mancherà un solo mese. Dopodiché faremo una breve corsa a tappe, la nuova Settimana Internazionale Italiana sette giorni prima di partire per Tokyo.

«Dopo il Giro, conto di averli tutti a disposizione. Il lavoro è molto. Andremo subito in altura a Livigno dopo la corsa rosa, un’altura che servirà anche per recuperare. Quindi lavoreremo a Montichiari, ma continuando l’altura. Faremo avanti e dietro col velodromo dal Passo Maniva restando così sempre sul filo dei 1.800 metri di quota».