International Bike Festival 2026, Elia Viviani, bicicletta Ducati

Da Finn a Magagnotti, la strada e la pista nell’agenda di Viviani

05.09.2026
7 min
Salva

MISANO ADRIATICO (RN) – «Ce l’ha chiesto Finn di fare il mondiale con i pro’ – dice Viviani, saltando dalla pista alla strada – il programma era che facesse strada e crono con gli under 23, poi gli europei elite. Invece da lui e dalla squadra c’è arrivato che gli sarebbe piaciuto correre con gli elite. Quando un ragazzo è ambizioso e ha dimostrato di avere in testa le tappe per arrivare e non le ha bruciate, è giusto supportarlo. E’ un investimento per l’anno prossimo, quando il mondiale sarà ugualmente duro. Quest’anno romperà il ghiaccio e anticiperà di un anno quello che accadrà comunque l’anno prossimo».

Ancora un giorno all’International Bike Festival, dove si è mosso come consulente di Ducati Cycling, e nel pomeriggio Elia Viviani viaggerà verso Matera, dove i tecnici presenteranno le lunghe liste degli azzurri per i mondiali di Montreal. Il suo incarico di team manager delle nazionali sta entrando nel vivo, con i mondiali strada che si annunciano, quelli juniores su pista che si sono appena conclusi e quelli dei grandi, ancora su pista, di ottobre in Cina.

Nei giorni scorsi Diego Bragato ci ha parlato di quanto sia cruciale il suo lavoro in questa stagione, come elemento di raccordo fra gli atleti e le squadre. Per cui, abbiamo chiesto a Viviani qualche minuto del suo tempo per sommergerlo di domande.

Campionati del mondo strada U23, Kigali 2025, Lorenzo Finn
Lorenzo Finn ha vinto il mondiale juniores nel 2024, quello U23 nel 2025 e a Montreal debutterà fra gli elite
Lorenzo Finn ha vinto il mondiale juniores nel 2024, quello U23 nel 2025 e a Montreal debutterà fra gli elite
Lorenzo Finn ha vinto il mondiale juniores nel 2024, quello U23 nel 2025 e a Montreal debutterà fra gli elite
E’ vero che le squadre WorldTour fanno sempre più fatica a mandare gli atleti in nazionale?

Non solo loro, la stessa cosa si sta abbassando a juniores e under 23. E non riguarda solo la pista, ma anche la strada. In questo ciclismo con tantissime corse, che richiede di fare punti, le squadre hanno bisogno degli atleti. Si corre sempre meno e ci si allena di più. Non esiste dire che fare una gara in più non incide, perché le contano e sembra che se superi le 55-60 giornate, non puoi essere competitivo.

E allora come si fa?

Per quanto riguarda la pista, il sistema è quello degli ultimi anni. Supportati dai corpi militari, come nazionale abbiamo creato un gruppo pronto all’inserimento dei campioni. Avremo mai un programma olimpico di quattro anni? No. Nel senso che non lo puoi fare con dei professionisti e questo dobbiamo averlo chiaro.

Quanto conta la volontà dell’atleta nel mantenere l’attività su pista quando ad esempio da junior passa in un devo team?

Conta tanto, nel senso che le squadre vogliono gestirli totalmente e la pista a volte viene vissuta come qualcosa di più. Perciò, se l’atleta fa capire che lui vuole farla e che gli fa bene, si crea il ponte giusto fra il cittì e il coach che si parlano per stabilire i lavori da fare, aggiornandosi reciprocamente affinché sia tutto chiaro. Lo abbiamo visto con Ganna e Milan e lo stiamo vedendo ora con Magagnotti.

Che cosa si fa con Magagnotti?

E’ passato in una devo, dimostrando subito di meritare il WorldTour. La squadra lo ha capito e Alessio passerà l’anno prossimo. Però verrà ai mondiali pista, perché siamo riusciti a trovare l’equilibrio e il ragazzo non vede l’ora di entrare in un quartetto con Ganna, Milan e i migliori che per lui sono stati degli idoli. Ha corso a Fiorenzuola, ha fatto gli italiani, ha fatto la gara a Firenze la settimana scorsa, ma nel frattempo ha anche vinto una tappa nella prima gara da professionista al Deutschland Tour. A noi questo serve per far capire, come è stato in passato, che si può fare.

Magagnotti ha vinto una tappa al Deutschland Tour, parteciperà ai mondiali pista e nel 2027 salirà nel WorldTour
Magagnotti ha vinto una tappa al Deutschland Tour, parteciperà ai mondiali pista e nel 2027 salirà nel WorldTour
Magagnotti ha vinto una tappa al Deutschland Tour, parteciperà ai mondiali pista e nel 2027 salirà nel WorldTour
Magagnotti ha vinto una tappa al Deutschland Tour, parteciperà ai mondiali pista e nel 2027 salirà nel WorldTour
Serve anche l’atteggiamento giusto?

E’ quello che dico sempre ai nostri tecnici, perché collaborare è la chiave per avere i campioni in pista. Nel momento in cui imponiamo qualcosa, è finita. Ed è lo stesso che dico alle ragazze e ai ragazzi: se vengono perché vogliono è un conto, se vengono perché devono, tanto vale che ne facciano a meno. Chi viene in pista lo fa perché è ambizioso. Sanno tutti che i mondiali di Shanghai sono il primo mattone di qualifica olimpica.

La volontà di un ragazzo o una ragazza di fare pista può essere qualcosa da far scrivere nel contratto?

Io non ho mai dovuto farlo, so che qualcuno lo fa già. Alcuni manager vogliono mettersi al riparo e così spiegano che l’atleta ha l’ambizione di fare pista. In carriera mi è capitato di dover sacrificare qualcosa su strada, però ne è sempre valsa la pena, perché erano appuntamenti importantissimi. Sacrificare per i mondiali su pista il Tour of Guanxi è una scelta possibile? Con il palmares di Ganna, di Milan, di Elisa Balsamo e della Guazzini, direi di sì.

Sarebbe diverso se la pista desse punti?

Forse sì, anche se il sistema non è chiaro. Pare che i punti andranno ai campionati del mondo e alle Coppe. Secondo me è giusto che non siano dati a tutte le gare di classe 1 e 2, perché diventerebbe veramente un inseguire i punti. L’altra cosa è capire quanti ne verrebbero dati. Non è facile arrivare nei cinque di un mondiale, quindi spero che i punti abbiano il loro peso. Magari non dico quanto una gara WorldTour, ma sarebbe giusto intorno a 150-200 punti. A fine stagione potrebbero rendere i pistard appetibili per le squadre.

Ci saranno più ragazzi che faranno pista e passeranno nelle squadre WorldTour?

Non penso, ma faccio io la domanda: ci sarà più disponibilità da parte delle squadre WorldTour a lasciare i corridori in pista? Secondo me, sì.

Il gesto dlle braccia incrociate è la conferma che il viaggio si ferma qui, ma con l'oro al collo
Viviani è campione del mondo di eliminazione in carica: il suo perfetto finale di carriera lo scorso anno a Santiago del Cile
Il gesto dlle braccia incrociate è la conferma che il viaggio si ferma qui, ma con l'oro al collo
Viviani è campione del mondo di eliminazione in carica: il suo perfetto finale di carriera lo scorso anno a Santiago del Cile
Ti occupi tu di tenere i rapporti con le squadre?

Nelle ultime settimane per i mondiali di Shanghai, mi sono dedicato più alle squadre delle ragazze e ultimamente anche alle maschili. In tante squadre ci sono ex compagni di squadra, l’ultima chiacchierata l’ho fatta con Bernie Eisel che mi ha tirato la volata a Genova quando ho vinto la prima tappa al Giro. Il rapporto c’è, si tratta di essere collaborativi, perché so benissimo che comandano loro e dobbiamo trovare l’incastro migliore fra l’atleta, la squadra e la nazionale.

Mondiali di Montreal, come ci arriviamo?

E’ un mondiale aperto, nel senso che se Pogacar non ci sarà, tanti penseranno di poterlo vincere. E’ vero che subito dopo Tadej, c’è Remco che vede l’occasione della vita e che nella gara di un giorno può fare quello che Pogacar fa con gli altri. Tutti possiamo sognare di vincere il mondiale, mentre prima l’obiettivo poteva essere seguire Tadej e giocarsi il secondo o il terzo posto. Il gruppo dei pro’ secondo me sta pedalando bene, è giovane, quindi è un nuovo inizio.

Abbiamo dei bei nomi…

Mettiamo insieme Pelizzari, Finn, Scaroni che ha fatto già due stagioni positive, Piganzoli che ha fatto Giro e Tour. Andrà fortissimo al mondiale? Non lo sappiamo, però è giusto investire su un giovane con una prospettiva. Lo stesso ragionamento è stato fatto con Finn. Abbiamo un buon gruppo, un buon mix. Ci saranno anche ragazzi d’esperienza, che secondo me è giusto si prendano la loro responsabilità. Ciccone l’anno scorso ha fatto sesto a Kigali e nelle corse di un giorno è l’italiano che dà più garanzie.

Torniamo a Finn, che cosa ha detto il cittì Amadori?

La prima chiamata l’abbiamo fatta a lui e Marino è contento. Ha detto che forse avremo una maglia iridata in meno, però Lorenzo merita di essere sostenuto. Abbiamo ragazzi ambiziosissimi, non hanno paura di niente, è un’Italia che ha carte da giocare.

Campionato del mondo Kigali 2025, prova su strada professionisti, Giulio Ciccone stanco dopo l'arrivo
Ciccone ha chiuso al sesto posto l’ultimo mondiale di Kigali: a Montreal sarà uno dei riferimenti azzurri
Campionato del mondo Kigali 2025, prova su strada professionisti, Giulio Ciccone stanco dopo l'arrivo
Ciccone ha chiuso al sesto posto l’ultimo mondiale di Kigali: a Montreal sarà uno dei riferimenti azzurri
Al mondiale pista andiamo un po’ più solidi?

E’ la prima tappa di qualifica olimpica e tutti sappiamo che il mondiale è quello che dà più punti. Se andiamo a Shanghai con le migliori carte, qualcosa la portiamo a casa. Non abbiamo speso mesi e mesi in pista, però con il valore che abbiamo, probabilmente possiamo perdere da una o due nazioni. L’obiettivo è entrare in finale, portando a casa i punti che ci permetterebbero di fare una sola Coppa del mondo anziché tre. Anche gli europei, che coincidono con il UAE Tour e l’apertura al Nord, sarebbero meno vincolanti.

Abbiamo il livello per puntare al podio?

Non abbiamo passato tanto tempo insieme in pista. Ganna arriverà dopo il mondiale su strada, Milan sta finendo ora la stagione con la squadra. Magagnotti aveva un punto di domanda sul Croazia, ma penso che alla fine sarà con i ragazzi della pista a fine mese. Avremo 15 giorni per metterli insieme, ma stiamo parlando di ragazzi che hanno potenziale e dovranno affinare la tecnica.

E per le gare di gruppo?

Ci sono i giovani, Fiorin ha già dimostrato tanto. Nei prossimi giorni sentirò come sta Simone Consonni, che è sempre una garanzia e ne abbiamo bisogno assolutamente. Ci sono i velocisti che crescono. E poi c’è il reparto ragazze, che sono campionesse del mondo in carica e anche campionesse olimpiche. C’è il ritorno di Elisa Balsamo, che per un po’ ha pagato la batosta di Parigi e ha dovuto pensare alla strada prima di tornare nell’ambiente della pista. E’ motivatissima, ha fatto gli europei e vuole fare i mondiali. Le ragazze sono sempre una garanzia.