Alessia Orsi è nata il 29 luglio 2008 e vive a Soliera, in provincia di Modena

Alessia Orsi, convinzioni e vittoria anche grazie alla gemella Martina

04.09.2026
7 min
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Ha avuto e sta continuando ad avere giornate piene tra gare, ritiri azzurri, passaggio di categoria e altri impegni personali, ma Alessia Orsi guarda una cosa alla volta per fare tutto al meglio. Prestazioni e risultati sono lì a dimostrarlo, proprio come la vittoria conquistata una settimana fa nella prima prova del Trittico Rosa Alta Marca Trevigiana.

Arrivare in solitaria a braccia alzate in piazza a Valdobbiadene è stato il coronamento di un intenso periodo cominciato proprio nella stessa provincia dove ad inizio giugno aveva trovato il primo successo di una stagione comunque fatta di alti e bassi. Ultimamente il secondo anno di una junior già vincente è meno semplice o scontato di quello che si possa immaginare (e su questo forse varrebbe la pena capirne lo stress a cui sono sottoposte) ed anche Alessia ci ha dovuto convivere, suo malgrado, riuscendo tuttavia a gestire ogni situazione, anche grazie alla gemella Martina.

Per la 18enne modenese di Soliera all’orizzonte c’è il salto tra le elite (su di lei c’è l’interessamento di un paio di devo team e continental), però partendo dal collegiale con la nazionale terminato ieri, proviamo a fare una piccola istantanea al suo 2026.

Alessia Orsi vince a Valdobbiadene la prima prova del Trittico Rosa Alta Marca Trevigiana. Per lei è il secondo successo stagionale (foto Xpix.it)
Alessia Orsi vince a Valdobbiadene la prima prova del Trittico Rosa Alta Marca Trevigiana. Per lei è il secondo successo stagionale (foto Xpix.it)
Alessia Orsi vince a Valdobbiadene la prima prova del Trittico Rosa Alta Marca Trevigiana. Per lei è il secondo successo stagionale (foto Xpix.it)
Alessia Orsi vince a Valdobbiadene la prima prova del Trittico Rosa Alta Marca Trevigiana. Per lei è il secondo successo stagionale (foto Xpix.it)
Com’è andato questo ritiro azzurro?

Ci siamo trovati a Montichiari per allenamenti su strada. Assieme a me c’erano Acuti, Pellizotti, Rapporti, Cafueri e Petris e con noi ha spesso pedalato anche il cittì Velo. Sono stati quattro giorni belli nei quali i tecnici si sono fatti un’idea su di noi, mentre per me sono stati utili per conoscere meglio alcune ragazze che solitamente sono avversarie e che sono entrate da poco nel giro azzurro. So che non farò il mondiale in Canada, la squadra è già fatta, ma spero di potermi guadagnare una maglia per l’europeo. Indipendentemente da tutto, in questo gruppo mi trovo sempre a meraviglia.

Ci sei arrivata con una bella vittoria. Ci racconti quella giornata?

Venivo da un periodo col morale basso perché ai mondiali in pista ero caduta senza terminare la corsa a punti. La prima tappa presentava il percorso con un dislivello alto che non facciamo mai durante l’anno e forse ci spaventava un po’ anche se comunque mi sentivo bene. La gara è andata come aveva previsto il nostro diesse: una fuga che parte e arriva fino in fondo.

E tu come ti sei comportata?

Sono entrata in questa azione dove c’era dentro anche mia sorella Martina. Lei si è subito messa al mio servizio lavorando per me e ad un certo punto mi dice “se non vinci la corsa ci vediamo dopo il traguardo e te la vedi con me” (dice sorridendo, ndr). Martina mi ha spronato come sempre e a quel punto mi sono giocate le mie carte sulle ultime salite. Sono migliorata in salita e sono scattata. Ho visto che nessuna mi ha seguito e sono riuscita a vincere, ma la cosa più bella è che mia sorella ha fatto quarta. Per me invece questa vittoria è giunta al momento giusto.

Sappiamo del rapporto con la tua gemella. Cosa rappresenta per te?

E’ il mio alter ego, anzi il mio punto di riferimento come ho sempre detto e lo confermo una volta di più. Martina è una vera donna-squadra, che sa leggere la corsa tatticamente. Spero che possano arrivare presto per lei delle belle soddisfazioni perché se le merita e perché è stata molto sfortunata. Questa estate è stata fuori a lungo per la frattura alla clavicola dopo che un automobilista l’ha investita in bici. E’ tornata in grande forma e mi auguro che riesca a trovare una squadra l’anno prossimo.

Per te invece che stagione è stata?

Non è stata facile perché sono sopraggiunti tanti pensieri, specie per l’anno prossimo. Il doversi mettere in mostra per trovare squadra crea tanti stress e avevo iniziato a perdere le mie convinzioni che avevo sempre avuto, anche da primo anno junior, dove non avevo avvertito il passaggio dalle allieve. La vittoria ottenuta a giugno è significativa di quel mio stato d’animo e delle montagne russe sulle quali ero finita.

Come mai, cosa è successo?

Eravamo ad Arcade, sono nella fuga decisiva assieme alla mia compagna Matilde (Rossignoli, ndr). Lei mi dice che se arriviamo in volata, la faccio io. Io invece le rispondo di no, che non mi prendo quella responsabilità. Matilde a quel punto si arrabbia, mi dice che lo sprint è roba mia con tono arrabbiato (racconta ridendo, ndr). Mi anticipa anche la mossa tattica che farà per farmi risparmiare energie. Lei scatta, io resto a ruota in gruppo e quando viene lanciata la volata, parto e riprendo Matilde sul traguardo facendo prima io e seconda lei. Aveva ragione, dovevo credere di più in me stessa.

Era solo una questione mentale che ti bloccava.

Sì, sta tutto lì. Anche al campionato italiano Matilde si è sacrificata per me ed io ho sbagliato la volata perché la sera prima non ero andata a vedere il finale. Un’altra situazione sulla quale ho riflettuto e da cui ho tratto insegnamento. Poi poco per volta sono arrivate le buone sensazioni. Infatti al Trittico Rosa volevo solo correre divertendomi e senza pressioni. Mi sono sentita nuovamente quella Alessia che conoscevo e che conoscevano tutti. Ed è arrivato un grande risultato.

In ogni caso sei sempre stata molto considerata dallo staff della nazionale, significa che davi garanzie. Che effetto ti fa?

Ovviamente sono molto contenta. Mi sono trovata molto bene sia con Bragato, con Velo che con Bastianelli, che mi ha dato tanti consigli. In effetti se ci ripenso vuol dire che vedevano qualcosa di buono in me. A luglio ho fatto l’europeo in pista disputando la corsa a punti, la mia prova di gruppo. Ho chiuso quarta ad un punto dal podio. Non male, ma ho capito meglio certe dinamiche che potevano regalarmi una medaglia. Poi sono andata al Watersley nel periodo dove sono andata più forte in assoluto. Ho lavorato per Bianchi e Acuti che ha fatto terza nella generale ed io ho riuscita a conquistare un paio di piazzamenti importanti.

Ad inizio agosto sei riuscita anche a vincere il tricolore cronosquadre con la BFT Burzoni. Che valore ha questo successo?

Per noi ragazze è una vittoria importante, ma sappiamo quanto valesse per la nostra squadra. Ci tenevamo a fare una grande prestazione, quella cronosquadre l’avevamo preparata bene e provata sul percorso. Siamo contente della nostra prova perché avevamo ottime avversarie, come la Biesse-Carrera che aveva vinto le ultime due edizioni e che ha ragazze che vanno fortissimo. E’ stata una bella vittoria per tutti noi.

Con la maglia azzurra Orsi ha disputato Watersley e europeo e mondiale in pista con alterne prestazioni (foto Frantz Piva)
Con la maglia azzurra Orsi ha disputato Watersley e europeo e mondiale in pista con alterne prestazioni (foto Frantz Piva)
Con la maglia azzurra Orsi ha disputato Watersley e europeo e mondiale in pista con alterne prestazioni (foto Frantz Piva)
Con la maglia azzurra Orsi ha disputato Watersley e europeo e mondiale in pista con alterne prestazioni (foto Frantz Piva)
Cosa prevedono i programmi di Alessia Orsi a breve e lungo termine?

La settimana prossima c’è il Lunigiana Donne (8 e 9 settembre, ndr), dove l’anno scorso avevamo conquistato entrambe le tappe, io ne avevo vinta una e la generale. Successivamente vediamo se riuscirò ad andare all’europeo, però intanto ho iniziato anche scuola guida per prendere la patente. E sto anche pensando alla prossima stagione nella quale avrò la maturità. Lì per fortuna ho professori che capiscono la mia attività e mi aiutano. Insomma, tutti impegni a cui pensare e da portare a termine con calma quando si presenteranno.