Soraya Paladin è nata il 4 maggio 1993. Ha sempre una visione obiettiva al termine di ogni gara

Dal Ventoux a Nizza: con Paladin nei tre giorni della Canyon

12.08.2026
7 min
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Il primo pensiero che hanno avuto molte delle ragazze che domenica hanno concluso il Tour Femmes è stato quello del riposo, quantomai meritato e agognato come quest’anno. E’ esattamente così anche per Soraya Paladin che ha vissuto la campagna francese come sempre in prima linea con la Canyon//SRAM al servizio di Kasia Niewiadoma.

La trevigiana originaria di Cimadolmo ha disputato tutte le edizioni della Grande Boucle femminile (con Niewiadoma sempre sul podio) ed è sempre stimolante parlare con lei perché sa dare un punto di vista obiettivo di ogni situazione, anche quelle che riguardano lei o la sua formazione. Paladin è una ragazza intelligente ed un’atleta esperta, moderata nei modi che non ha paura di dire quello che pensa, come non ha paura di prendere vento in faccia o lavorare per le sue leader.

Anche stavolta ne uscita una bella chiacchierata, con considerazioni per nulla scontate. Così, rubandole qualche minuto in questi giorni di relax, le abbiamo chiesto come sono stati i tre giorni finali che hanno deciso il Tour Femmes. Un classico dietro le quinte nel quale ci aveva introdotto anche nel 2024 nel trionfo della sua capitana polacca.

Paladin ha disputato tutte le edizioni del Tour Femmes in supporto a Niewiadoma. Non hanno rimorsi per il secondo posto finale
Paladin ha disputato tutte le edizioni del Tour Femmes in supporto a Niewiadoma. Non hanno rimorsi per il secondo posto finale
Paladin ha disputato tutte le edizioni del Tour Femmes in supporto a Niewiadoma. Non hanno rimorsi per il secondo posto finale
Paladin ha disputato tutte le edizioni del Tour Femmes in supporto a Niewiadoma. Non hanno rimorsi per il secondo posto finale
Soraya abbiamo avuto l’impressione che sia stata una gara più dura e meno stressante degli altri anni. Qual è invece il tuo giudizio visto da dentro?

Ci sono state un insieme di cose che hanno reso il Tour più impegnativo. Il grande caldo, i trasferimenti lunghi e le tappe sempre molto dure. Se ci pensate, a parte la seconda frazione che era per velociste, tutte le altre, compresa la prima anche se l’ha vinta Wiebes, erano per donne di classifica. Ecco, posso dire che pur essendo stata l’edizione più faticosa, probabilmente è stato il Tour meno nervoso e frenetico.

Per quale motivo secondo te?

Principalmente direi per il percorso, per quello che dicevo prima. In pratica quest’anno c’era una salita di media difficoltà all’inizio di ogni tappa o dopo pochissimi chilometri. Dopo un’ora di gara ci ritrovavamo già sgranate e quindi questa situazione tendeva a creare meno tensione rispetto al passato. Le energie le spendevi più fisicamente che mentalmente.

Prima di addentrarci negli ultimi giorni di corsa, siete soddisfatte del secondo posto di Niewiadoma?

Siamo contente del risultato finale perché non abbiamo rimorsi. Ha vinto Vollering, la più forte in assoluto e più di così non potevamo fare. Le tattiche le abbiamo impostate in base all’andamento della gara e ci abbiamo provato senza risparmiarci. Se vogliamo essere pignole, forse potevamo puntare a mandare sul podio anche Antonia (Niedermaier, ndr) che alla fine era a pochi secondi da Longo Borghini, però nell’ultima tappa l’obiettivo era di cercare di fare gara dura. Comunque Antonia, dopo il secondo posto al Giro Women, è arrivata quarta vincendo la maglia bianca e anche questo per noi è stato un bel risultato.

Vollering e la maglia gialla Reusser si marcano strette, Niewiadoma allunga sul Ventoux. E' la grande giornata della Canyon//SRAM
Vollering e la maglia gialla Reusser si marcano strette, Niewiadoma allunga sul Ventoux. E’ la grande giornata della Canyon//SRAM
Vollering e la maglia gialla Reusser si marcano strette, Niewiadoma allunga sul Ventoux. E' la grande giornata della Canyon//SRAM
Vollering e la maglia gialla Reusser si marcano strette, Niewiadoma allunga sul Ventoux. E’ la grande giornata della Canyon//SRAM
Il trittico conclusivo è iniziato con l’arrivo al Mont Ventoux e la vittoria di Niewiadoma che va in maglia gialla. Avevate preparato la tappa in modo particolare?

A quel giorno Kasia ci teneva tantissimo, in modo profondo. Era andata a fare diverse ricognizioni della tappa, scalando il Ventoux 3-4 volte. Sapeva come dovevano muoversi lei e la squadra. Ed anche le avversarie. L’idea era di far fare il passo forte ad Antonia, anche se Kasia era arrivata a quella tappa anche con un suo piano ben preciso in testa, che poi è andato in porto.

Qual era? Si aspettava che Vollering pagasse il suo stesso allungo come forse non le era mai capitato in carriera?

Secondo me quel giorno Demi ha pagato più di testa che di gambe perché dopo il suo scatto si è concentrata nel marcamento con Marlen (Reusser che era in maglia gialla, ndr) e ha perso di vista tutto il resto. In questo è stata brava Kasia perché prima è rimasta agganciata a loro due, poi ha affondato il colpo abbastanza presto, come voleva lei. Kasia era convinta che Demi avrebbe attaccato da lontano, a più di 10 chilometri dalla fine, che Reusser l’avrebbe seguita subito e che si sarebbero studiate.

Alla fine è andata esattamente così…

E se ci pensate, lo diceva Kasia sul bus, è raro che una tattica vada proprio come l’hai studiata. Quello è stato un giorno favoloso per lei e per noi.

Il giorno successivo si è stravolto tutto sul muro del Camin de l’Arieta con una coda polemica dopo il traguardo tra Niewiadoma e Gery. Come avete vissuto quei momenti?

Innanzitutto è giusto dire che Kasia non ha perso il Tour per quell’episodio. E’ stata una situazione strana. Potrei dire che forse la maglia gialla dovrebbe essere più rispettata per quelle regole non scritte che ci sono nel ciclismo, ma alle classiche di primavera si vede ben di peggio. Quindi va bene così, non credo ci sia stata una manovra sbagliata di Gery anche se non ero presente nel gruppetto e non l’ho vista da vicino.

Niewiadoma sorride abbracciando Niedermaier dopo la vittoria sul Ventoux: la tattica è andata esattamente come aveva previsto
Niewiadoma sorride abbracciando Niedermaier dopo la vittoria sul Ventoux: la tattica è andata esattamente come aveva previsto
Niewiadoma sorride abbracciando Niedermaier dopo la vittoria sul Ventoux: la tattica è andata esattamente come aveva previsto
Niewiadoma sorride abbracciando Niedermaier dopo la vittoria sul Ventoux: la tattica è andata esattamente come aveva previsto
Secondo te cosa ha irritato Niewiadoma?

A Kasia ha dato fastidio che Gery prima abbia fatto passare Demi e poi sia tornata alla sua ruota. Era la tattica della FDJ, quella che poi ha confermato Lars Boom (diesse della formazione francese, ndr), ovvero quella di creare un buco dopo lo scatto di Vollering. Sono cose che si vedono e si fanno in gara e obiettivamente non penso abbiano fatto nulla di male. Piuttosto credo che Kasia dopo il traguardo abbia avuto un comprensibile momento di frustrazione, d’altronde aveva appena perso la maglia gialla per pochi secondi.

Perché allora si è creato tutto questo caso oggettivamente troppo grande?

Premetto che Kasia non è una ragazza che si lamenta per nulla, lo dimostra il fatto che arrivando seconda in tante corse non ha mai recriminato per nessun episodio controverso, quindi si vede che qualcosa c’è stato. Però mi metto anche nei panni di Gery, che è giovanissima e non sapeva cosa dire o fare in un circostanza simile. Io penso che i media abbiano voluto giocarci sopra creando una telenovela sul nulla.

Questo però non può significare anche il rovescio della medaglia? Che anche il Tour Femmes o più in generale il ciclismo femminile adesso abbia un’attenzione maggiore da parte del pubblico?

E’ vero, ora abbiamo un richiamo più largo, una esposizione maggiore, però non bisogna generarli su notizie infondate o inventate. Se tra gli uomini fosse successo una cosa simile, nessuno ne avrebbe parlato. Invece quest’anno al Tour molte televisioni e molti giornalisti hanno spostato una eccessiva attenzione mediatica su aspetti non veri. La presunta polemica tra Balsamo e Paternoster dopo la caduta alla prima tappa oppure la presunta rivalità interna alla UAE tra Blasi, Longo Borghini e Wlodarczyk. A volte c’è poco rispetto per le ragazze, troppa pressione inutile quando bisognerebbe concentrarsi di più su altro, ben più costruttivo…

La Canyon//SRAM avrebbe voluto portare sul podio anche Niedermaier, ma la tedesca ha lavorato per Niewiadoma, vincendo la maglia bianca
La Canyon//SRAM avrebbe voluto portare sul podio anche Niedermaier, ma la tedesca ha lavorato per Niewiadoma, vincendo la maglia bianca
La Canyon//SRAM avrebbe voluto portare sul podio anche Niedermaier, ma la tedesca ha lavorato per Niewiadoma, vincendo la maglia bianca
La Canyon//SRAM avrebbe voluto portare sul podio anche Niedermaier, ma la tedesca ha lavorato per Niewiadoma, vincendo la maglia bianca
Prosegui pure.

Molti dei media che erano al Tour avrebbero potuto scrivere del tanto pubblico a bordo strada, della carovana pubblicitaria, delle dirette televisive integrali di due tappe e di come o cosa si dovrebbe fare per investire maggiormente nel ciclismo femminile. E chissà cos’altro. Insomma, tanti temi a cui noi atlete e squadre teniamo tanto. Quest’anno invece sembrava che non vedessero l’ora di tirare fuori un caso ad ogni tappa. A mio avviso Elisa (Longo Borghini, ndr) ha fatto bene a rispondere per le righe a chi aveva cavalcato informazioni inattendibili o non reali.

Finalmente si arriva all’ultimo giorno dove la strada è l’unica giudice? Che tattica avevate previsto?

In classifica avevamo 8” da recuperare che potevano essere tanti o pochi per il percorso della tappa. Un percorso molto duro, con le fatiche dei giorni precedenti che rendeva il Tour ancora apertissimo: non solo per noi, ma anche per il podio. Ad esempio penso che Reusser se non fosse caduta, avrebbe comunque pagato tanti minuti. Noi sapevamo che sarebbe stato molto difficile gestire quella tappa. E penso che sarebbe stato altrettanto anche se fossimo state ancora in giallo e difendere il primato. Abbiamo provato a fare gara dura, poi quando sono rimaste Kasia e Demi se la sono giocata fra loro e sappiamo com’è andata. Come dicevo subito, più di così non potevamo fare.

Dopo la polemica del giorno prima, all'ultima tappa Niewiadoma deve recuperare 8" a Vollering: ci prova, ma la maglia gialla attaccherà poco dopo
Dopo la polemica del giorno prima, all’ultima tappa Niewiadoma deve recuperare 8″ a Vollering: ci prova, ma la maglia gialla attaccherà poco dopo
Dopo la polemica del giorno prima, all'ultima tappa Niewiadoma deve recuperare 8" a Vollering: ci prova, ma la maglia gialla attaccherà poco dopo
Dopo la polemica del giorno prima, all’ultima tappa Niewiadoma deve recuperare 8″ a Vollering: ci prova, ma la maglia gialla attaccherà poco dopo
Il programma di Soraya Paladin cosa prevede dopo i giorni di riposo?

Non so recupererò bene o male, ma cerco di godermi il divano il più possibile perché fra poco torno a correre (sorride, ndr). Dal 19 agosto farò il Tour of Britain, poi Plouay e altre gare. Sono tornata dalla Francia stanca, ma con buone sensazioni e quando è così è più motivante correre che allenarsi a casa.

Ci può essere anche una maglia azzurra all’orizzonte?

Non lo so onestamente. Non ho ancora parlato con Marco (il cittì Velo, ndr) perché credo che anche lui aspetterà fine mese per fare le sue valutazioni. Adesso io penso a fare bene tutto agosto, poi eventualmente se ne riparlerà.